ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 730

"Scelte da prendere: il futuro del nostro impegno e del Centrodestra"

NUOVA GENE

Un’occasione per tracciare un bilancio dell’anno sociale appena trascorso e per un’analisi e un dibattito su come potrebbe evolversi la situazione politica nei prossimi mesi

 

Venerdì 3 luglio 2015, alle ore 21, presso la Sala Proiezioni della Piazza dei Mestieri 2 (via Jacopo Durandi 10, Torino), si terrà l’incontro conclusivo dell’Anno Associativo 2014-2015 dell’Associazione Nuova Generazione, dal titolo “Scelte da prendere: il futuro del nostro impegno e del Centrodestra”. Interverranno l’On. Massimiliano Salini, Europarlamentare del Gruppo PPE, Valentina Castaldini, Portavoce Nazionale NCD e Consigliera Comunale di Bologna, Silvio Magliano, Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale di Torino, e Giampiero Leo, Componente della Direzione Nazionale NCD. Un’occasione per tracciare un bilancio dell’anno sociale appena trascorso e per un’analisi e un dibattito su come potrebbe evolversi la situazione politica nei prossimi mesi.

 

Per ulteriori informazioni: E-mail info@associazionenuovagenerazione.it – Tel. 011.19821320.

Un semplice click per svelare le frodi ittiche

caramelli

Sei sicuro che la cernia o l’orata che hai appena comprato non sia in realtà un pangasio? L’Istituto Zooprofilattico presenta una App che sarà in grado, a partire da una singola foto scattata, di riconoscere la specie di pesce che state acquistando

 

In Italia ogni anno tonnellate di prodotti alimentari vengono sequestrati per un valore economico di oltre mezzo miliardo di euro l’anno. Nell’Unione Europea il pesce è uno dei 10 prodotti maggiormente oggetto di frodi e il 72% degli illeciti sono connessi all’etichettatura e alla tracciabilità. L’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e in collaborazione con il Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino sta sviluppando una App per smartphone e tablet in grado di riconoscere la specie del pesce in vendita partendo dall’esemplare fotografato. E’ stata presentata ad Agorà in Piazza Castello a Torino con l’obiettivo di fornire ai consumatori informazioni utili per difendersi da alcuni tipi di frodi commerciali. Uno strumento digitale, fruibile in futuro dai consumatori stessi, che permetterà di distinguere specie di pesce pregiate da specie di minore valore commerciale. “Sarà l’occasione spiega Maria Caramelli, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino – per rendere più consapevoli i cittadini delle problematiche di sicurezza alimentare, danno economico, impatto ambientale ed ecosostenibilità derivanti dalle frodi ittiche”Al termine dell’incontro è stata distribuita gratuitamente ai partecipanti la guida cartacea “OK! Il pesce è giusto”, prodotta in collaborazione con l’ASL TO1 e pensata per aiutare i consumatori nell’acquisto del pesce e tutelarli dai danni economici derivanti dalla sostituzione di specie.

Isis, migranti e crisi europea: come cambiano le nostre democrazie

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LA GANGA

LA VERSIONE DI GIUSI / di Giusi La Ganga

 

Oggi ci si trova in un momento decisivo: o si ritrova lo spirito dei fondatori dell’Unione e si rilancia una vera politica comune nelle questioni che contano (sviluppo, immigrazione, energia, sicurezza), cancellando l’immagine ormai consolidata di una burocrazia ottusa, pignola su mille piccole questioni e assente sulle grandi, ovvero ci si avvia verso un lento decadimento

 

L’offensiva dell’Isis e le ricorrenti ondate di terrorismo; l’aggravarsi del fenomeno dei migranti e le reazioni di rigetto presenti in tutta Europa; la crisi greca, con la possibile fuoruscita dall’euro; il difficile rapporto fra U.E. e Russia con tensioni anche militari.   Sono quattro questioni diverse, ma strettamente collegate, che condizionano non solo la vita quotidiana di milioni di famiglie nel vecchio continente, ma determinano effetti di lungo periodo, capaci di cambiare natura e prospettive alle nostre democrazie.

 

E tutte hanno un comune denominatore, che può essere  insieme problema e soluzione: l’Europa.  Dalla nascita dell’Europa dei Sei fino a Maastricht , il processo di unificazione godeva di un vasto consenso popolare e la prospettiva di costruire gli Stati Uniti d’Europa appariva non irrealistica. Certo  l’idea di una politica estera, militare o economica comune non era dappertutto condivisa, ma presto o tardi si pensava che la forza delle cose avrebbe spinto in quella direzione. L’ultimo atto grande di quella politica fu la costruzione dell’Euro, che aveva e ha i limiti che oggi sono ben chiari, ma che costituiva un nobile sforzo, che gettava, per così dire, il cuore oltre l’ostacolo.

 

Da allora in poi, anche grazie ad uno sconsiderato allargamento a 28 membri senza distinguere fra livelli diversi di integrazione, nell’Unione hanno sempre più prevalso logiche burocratiche e interessi nazionali, consumando via via lo slancio ideale delle origini. Oggi ci si trova in un momento decisivo: o si ritrova lo spirito dei fondatori dell’Unione e si rilancia una vera politica comune nelle questioni che contano (sviluppo, immigrazione, energia, sicurezza), cancellando l’immagine ormai consolidata di una burocrazia ottusa, pignola su mille piccole questioni e assente sulle grandi, ovvero ci si avvia verso un lento decadimento sia nella coscienza dei cittadini sia nell’efficacia dell’azione politica.

 

Ma occorre essere consapevoli che non si tornerebbe al già allora fragile equilibrio fra nazioni, ma che ci si inoltrerebbe in un percorso assai rischioso, dove gli effetti della globalizzazione e i mutati equilibri geopolitici del mondo metterebbero  spietatamente a rischio conquiste di benessere e di civiltà, che sembravano acquisite per sempre.La cosa più drammaticamente sconcertante è come i popoli dell’Europa reagiscano in questo frangente difficile. Si illudono di difendere le loro condizioni di vita fortunate con un atteggiamento di chiusura.  Il fatto è che i cambiamenti ti raggiungono anche se ti chiudi a riccio, e così ti colgono più impreparato e incapace di reagire. L’Europa avrebbe bisogno di statisti, capaci di guardare al di là dei sondaggi del momento o dell’interesse di parte. La crisi delle nostre democrazie oggi sta anche in questo.

Chivasso, consulta ambiente da "rivedere"

Il presidente del circolo di Legambiente chivassese ha preso carta e penna e messo a fuoco quello che andrebbe fatto, forte del fatto che sono trascorsi otto mesi dall’ultima riunione

 

CHIVASSOLa Consulta ambientale di Chivasso così non va proprio e deve cambiare passo. Parola di Massimiliano Tantillo. Il presidente del circolo di Legambiente chivassese ha preso carta e penna e messo a fuoco quello che andrebbe fatto, forte del fatto che sono trascorsi otto mesi dall’ultima riunione e, se non ci fossero state due lette che la sua associazione, insieme in un caso a Terrasana, nell’altro al Comitato cittadino “in  Bici a Chivasso” il prossimo incontro sarebbe avvenuto dopo l’estate, nonostante le diverse criticità ambientali che hanno toccato la “città dei nocciolini”, a partire dalla discarica. Di qui la richiesta che la Consulta venga trattata per quello che è, ovvero uno strumento del consiglio comunale, e la proposta che sia inserito nel suo regolamento l’uso della diretta streaming delle sedute. Nel pacchetto delle richieste ci sono anche quelle  di sostanza, oltre che si partecipazione, di essere tenuti al corrente di ogni Conferenza dei Servizi del Comune di Chivasso  e che siano convocate sedute straordinarie per la scrittura di eventuali osservazioni, oltre che la consulta possa lavorare alla definizione del Piano regolatore generale comunale e partecipare alla formazione della nuova Commissione  edilizia.

 

Massimo Iaretti

SanPaolo, sold out per le visite al grattacielo "green"

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grattacielo sanpaolo2Domenica 28 giugno e sabato 18 luglio l’auditorium e i tre piani panoramici della torre progettata dalla Renzo Piano Building Workshop saranno nuovamente aperti al pubblico  Esaurita la disponibilità delle visite accompagnate, che si potevano prenotare esclusivamente online sul sito grattacielointesasanpaolo.com  Quasi 11.000 persone hanno visitato ad oggi il grattacielo

 

Annunciate già in occasione delle precedenti aperture di sabato 6 giugno e domenica 7 giugno, le prossime aperture al pubblico del grattacielo Intesa Sanpaolo, domenica 28 giugno e sabato 18 luglio, hanno fatto sold out nell’arco di pochi giorni. Tutto esaurito, quindi, per le visite accompagnate all’auditorium e ai tre piani panoramici alla sommità della torre, con orario di ingresso il 28 giugno dalle 10:00 alle 20:00, e il 18 luglio dalle 10:00 alle 21:45. Al grattacielo si accede dalla hall di Corso Inghilterra 3, presentando il codice di prenotazione rilasciato dal sito grattacielointesasanpaolo.com, canale unico appositamente realizzato dalla Banca per prenotare la visita. Inaugurato il 10 aprile, nei primi tre giorni di apertura al pubblico e nelle due precedenti giornate di “porte aperte” il grattacielo è stato visitato da quasi 11.000 persone, ma le richieste per salire sulla torre da parte di associazioni e singoli continuano ad arrivare numerose ogni giorno.

 

Tra gli ospiti illustri c’è stato il Presidente Sergio Mattarella, a Torino nei giorni del Salone del Libro. L’auditorium ha inoltre ospitato una serie di eventi, tra cui due appuntamenti musicali del Torino Jazz Festival, concretizzando la volontà originaria di Intesa Sanpaolo di dedicare parte dell’edificio alla fruizione pubblica. Il percorso di visita inizia dall’auditorium, appeso alla parte bassa della torre grazie a una particolare tecnica costruttiva. Dotato di 364 posti a sedere, si trasforma in poco tempo in sala per concerti, sala conferenze o per esposizioni. In circa 30 secondi si raggiungono in ascensore i tre piani finali della torre, dove si trova la serra bioclimatica: un polmone verde collocato in cima a un grattacielo, spazio in genere destinato ai piani VIP, come emblema dell’apertura verso la città.

 

La sosta in serra consente di apprezzare il microclima creato dagli alberi d’alto fusto – acacie, inga, mimose, eucalipti – e dagli arbusti tipici della macchia mediterranea. 2 Le pareti in cristallo della parte alta, con camminamenti lungo tutto il perimetro, offrono una visuale a 360 gradi su Torino, la collina e l’arco alpino circostante, inoltre ci si può affacciare all’esterno dai terrazzi presenti sul lato nord. I visitatori avranno a disposizione una parete multimediale interattiva per conoscere le varie fasi di costruzione, le caratteristiche e l’innovatività architettonica dell’edificio. La torre, progettata dalla Renzo Piano Building Workshop, 38 piani fuori terra, è alta 166,26 metri, poco meno della Mole Antonelliana. È uno degli edifici di grande altezza più ecosostenibili al mondo, come certificherà il protocollo internazionale LEED (Leadership in Energy and Enviromental Design), grazie all’ottimale recupero, controllo e contenimento dei consumi energetici complessivi.

 

(Foto: il Torinese)

Biennale Italia-Cina, “Elisir di lunga vita”

CINA BANDIERA

Ogni appuntamento ha un preciso tema etico e gli artisti sono invitati a presentare opere e progetti che devono essere ad alta responsabilità sociale e al contempo rispecchiare la loro personale ricerca artistica

 

L’arte come elisir di lunga vita; ecco il leitmotiv della Biennale di arte contemporanea Italia-Cina, in programma in Piemonte, dal 27 giugno al 4 ottobre 2015. Rientra nel programma di biennali gemelle che si svolgono ad anni alterni (ogni 2 anni in Italia e ogni 2 in Cina), ed è il più grande allestimento artistico che lega i due paesi. Ogni appuntamento ha un preciso tema etico e gli artisti sono invitati a presentare opere e progetti che devono essere ad alta responsabilità sociale e al contempo rispecchiare la loro personale ricerca artistica. Questa è la 3° edizione (studiata per interagire con l’Expo), ha per tema “Elisir di lunga vita” ed è un progetto complesso, sviluppato da oltre 100 artisti dei 2 paesi.Fantasia, arte e creatività all’ennesima potenza volano così sulle ali di varie tecniche: dipinti, sculture, fotografie, video, performance, installazioni visive e sonore, esposti in 3 sedi.

 

Torino, al Mastio della Cittadella, dove “Elisir di lunga vita” non propone soluzioni; piuttosto suscita domande ed amplia l’orizzonte su temi di attualità come il rapporto tra arte e scienza, uomo e natura, individuo e società, ricerca di equilibrio con l’innovazione tecnologica, trasformazioni territoriali e sociali. Il capoluogo subalpino diventa così sempre più interculturale: oltre ad ospitare un’attiva comunità cinese e il prestigioso MAO (Museo di Arti Orientali), ora è la sede adatta per dibattere queste importanti tematiche anche in campo artistico. Tanto più che l’anno prossimo accoglierà il Congresso Mondiale del Paesaggio IFLA (International Federation of Landscape Architets), organizzato dall’Associazione Italiana Architettura di Paesaggio (a cui aderiscono oltre 750 paesaggisti italiani).

 

Vercelli, all’ARCA che si riconferma prestigiosa sede di mostre d’arte contemporanea (dopo il percorso sviluppato anni fa in collaborazione con il Museo Peggy Guggenheim di Venezia). Qui tra le presenze più interessanti c’è quella di Daniele Pignatelli, giovane filmaker pluripremiato: alla Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia, a Cannes,  al Rochester International Film Festival di New York, ed è stato uno dei 5 artisti invitati a presentare un film per il centenario della bandiera alle Olimpiadi Invernali di Sochi-Mosca. E’ da tenere d’occhio come grande promessa del  futuro. All’inaugurazione, sabato 27 (ore 18) presenterà il suo ultimo lavoro, il film dittico “Filò”, composto da 2 filmati in pellicola 16 mm. di differente durata. Racconta il tentativo del corpo umano di entrare in sincrono con il movimento del mare. Lo spettatore, una volta partita l’installazione, è testimone di un evento unico e irripetibile che consta di 3 elementi e riproduce l’effetto di quando si assiste ad eventi  naturali.

 

Serralunga d’Alba, al Castello Medievale, in cui contemporaneità e medioevo si  confrontano nelle opere degli artisti. A loro è stato affidato l’arduo compito di esprimersi sul tema “Elisir di lunga vita” e, allo stesso tempo, interpretare un luogo storico inaspettatamente pronto ad accogliere a braccia aperte il nuovo dialogo con la modernità.

 

(Foto: il Torinese)

Laura Goria

Il mondo di Mondino: cibo e spiritualità

MONDINO DERVISCI

L’artista torinese, scomparso dieci anni fa, ritorna in vita con momenti significativi del suo percorso attraverso dipinti, grafica, scultura

 

Contrassegnata da alta qualità ma anche da un buon numero di opere, la mostra in corso presso la Comunità Ebraica di Casale Monferrato (fino al 6 settembre) rende omaggio ad Aldo Mondino uno dei più importanti esponenti italiani dell’arte contemporanea. L’artista torinese, scomparso dieci anni fa, ritorna in vita con momenti significativi del suo percorso attraverso dipinti, grafica, scultura. Personaggio ironico, paradossale, irriverente, giocoso e amante del doppio senso eppure così profondo nel dare messaggi, così pregno di seria laboriosità derivatagli dalla cultura ebraica, è qui rappresentato in sfaccettature concettuali, con rimandi semantici, rivisitazioni surrealiste, pop, dada, suggestioni dell’arte orientale e delle tradizioni popolari.

 

Il titolo “Cibo e spiritualità dato alla mostra si inserisce nel tema dell’alimentazione sollevato dall’Expo unendo inscindibilmente ciò che è materiale a ciò che è spirituale. Composizioni di cioccolatini, disposti in modo da raffigurare la Stella di Davide e il Candelabro a sette braccia, la gamba di ballerina che sorregge un pesce, il grande tappeto formato da granoturco, piselli e varie granaglie, sono simbolo delle valenze storiche, antropologiche, artistiche, soprattutto religiose, che si compenetrano nel cibo, immagine di comunione in quanto mangiare insieme è come pregare. Il senso di condivisione e accoglienza è evidente nel Cortile delle Api che introduce alla mostra con la scultura “Gerusalemme” a ricordo della palma vista dall’artista nella città santa, con appesi ai rami cappelli di ogni foggia che chiunque, di qualsiasi razza o religione può appendere.

 

Lo stesso spirito di fratellanza e pluralità aleggia all’interno, a cominciare dalla sala in cui convivono il ritratto di un papa (forse Leone X tratto da Raffaello?) e il trittico con rabbini che pregano durante la festa della capanna e il rito della gallina rotante.In sintonia con la raffigurazione della danza roteante dei Dervisci, protagonisti del Sufismo, tema costante nell’arte di Mondino che qui è espresso in alcuni disegni e piccoli gioielli.

Giuliana Romano Bussola

Ecco il terrazzo di Francesco e il posto auto della Papa-mobile

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papa autoARCIV2Sulla terrazza si affacciano le stanze dove Francesco ha dormito nella notte tra domenica e lunedì e dove ha pranzato con gli “ultimi” di Torino e con i suoi parenti piemontesi

 

Nella sua due giorni torinese il papa ha soggiornato nell’antico palazzo episcopale, in via Arcivescovado 12. L’edificio e’ sede degli arcivescovi torinesi dal 1777 quando, l’attuale palazzo arcivescovile, precedentemente occupato dai Padri della Missione, divenne anche la sede definitiva degli archivi della Chiesa subalpina. I documenti furono in un primo tempo divisi in vari locali.

 

Nel 1934 il cardinale Maurilio Fossati fece allestire le strutture che ne permisero il riordino e l’organizzazione. Dal 1988 agli anni 2000, si sono poi susseguiti vari interventi di ristrutturazione e ampliamento.

 

Sul terrazzo che vedete nelle nostre foto si affacciano le stanze dove Francesco ha dormito nella notte tra domenica e lunedì e dove ha pranzato con gli “ultimi” di Torino e con i suoi parenti piemontesi. Chissà se avrà preso un caffè con l’arcivescovo, sotto il gazebo verde.

 

Nel cortile del palazzo era parcheggiata la papa-mobile bianca targata SCV 1: la vettura numero 1 dello Stato della Città del Vaticano. Nel cortile potete vedere l’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia con padre Georg Ganswein, già collaboratore di Papa Ratzinger, e gli uomini della Gendarmeria vaticana. 

 

(Foto: il Torinese)

In una mostra gli ex-voto in Piemonte e la Sindone

ex voto

Il nucleo centrale della rassegna è costituito dalla selezione di documenti antichi custoditi dall’Ufficio Fondi antichi della Biblioteca Nazionale. Oltre 20 testimonianze a tema sindonico risalenti al periodo tra ‘500 e ‘700: stampe, manoscritti, frontespizi, volumi

 

E’ in corso la mostra “Ex-voto e Sindone. Antiche illustrazioni e figure devozionali”, promossa e organizzata dal Consiglio regionale del Piemonte nei locali della Biblioteca Nazionale Universitaria, in piazza Carlo Alberto a Torino. “Sono sempre stato affascinato dagli ex-voto – ha detto Boeti aprendo l’esposizione – sono il risultato di una promessa fatta in cambio di una grazia. Ci ricordano, come diceva Carlo Levi, che il futuro ha un cuore antico”. Dopo il saluto del nuovo direttore della Biblioteca Nazionale Guglielmo Bartoletti, i curatori Franca Porticelli e Renato Grimaldi, hanno condotto una accurata visita guidata della mostra. 

 

Il nucleo centrale della rassegna è costituito dalla selezione di documenti antichi custoditi dall’Ufficio Fondi antichi della Biblioteca Nazionale. Oltre 20 testimonianze a tema sindonico risalenti al periodo tra ‘500 e ‘700: stampe, manoscritti, frontespizi, volumi, spartiti che appartengono alla storia della Sindone, intrecciata con quella della dinastia Savoia che ne era orgogliosa proprietaria. Sono inoltre esposti 60 ex-voto originali: 14 tavole votive provengono dal Museo degli Ex Voto e della Devozione popolare di Dogliani (Cuneo), altre 35 tavole arrivano da Bene Vagienna (Cn) e 12 da Asti, messe a diposizione dall’Associazione Culturale Amici di Bene onlus e dall’Ufficio diocesano dei beni culturali della Curia di Asti.

 

In mostra anche 80 riproduzioni fotografiche di quadretti votivi, da edifici religiosi del Piemonte. Le immagini sono tratte dal recente volume “Gli ex-voto: arte popolare e comportamento devozionale”, di Renato Grimaldi, Simona Maria Cavagnero, Maria Adelaide Gallina (Torino 2015, realizzato dal Consiglio regionale del Piemonte con l’Università degli Studi di Torino).Completa l’esposizione alla Biblioteca Nazionale una ricca selezione di volumi sugli ex-voto in Piemonte, tratti dalla sezione tematica della biblioteca del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino. “Manufatti artigianali singolari, gli ex-voto sono importanti documenti della devozione di una comunità, testimonianza di un rapporto particolare tra uomo e mondo soprannaturale”, scrive il professor Gianni Carlo Sciolla nella prefazione del volume da cui è scaturita la mostra. 

 

La mostra “Ex-voto e Sindone. Antiche illustrazioni e figure devozionali”, realizzata con il patrocinio del Comitato per l’Ostensione della Sindone, rimarrà aperta presso la Biblioteca nazionale fino al 27 giugno, con ingresso gratuito. Orario: da lunedì a venerdì 9.30-18, sabato 9.30-13. La mostra sarà aperta anche il 1° maggio (9.30-18), le domeniche 24 maggio e 7 giugno (15-19) e il 24 giugno, festa patronale di Torino (15-19).

 

Info: Biblioteca Nazionale tel. 011.8101113

Consiglio regionale, relazioni esterne tel. 011.5757.807

 

 

Federica Calosso – www.cr.piemonte.it

La pro loco dona al papa i fondi per i poveri

PAPA

Nel piccolo centro di Villamiroglio (Al)

 

Mentre Papa Francesco è a Torino in visita, c’è una pro loco nelle vicinanze della Città Metropolitana, che sta raccogliendo fondi per i poveri ed i bisognosi del mondo, che verranno dati direttamente al Pontefice in occasione dell’Udienza Papale che si terrà nel mese di ottobre. Tutto  è partito dalla corrispondenza del segretario – tesoriere – coordinatore della pro loco di Villamiroglio (piccolo paese ai confini settentrionali della Provincia di Alessandria) Primo Fassio con la segreteria del Pontefice che ha invitato la pro loco all’Udienza.  E in quell’occasione i villamirogliesi, ma c’è una stretta collaborazione con associazioni e cittadini dei comuni del torinese vicini alla Valcerrina come Cavagnolo, Brusasco, Brozolo, Lauriano, Monteu da Po, consegneranno i fondi raccolti in questi mesi a Francesco perché siano impegnati a favore dei poveri.

Massimo Iaretti