ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 600

Open Day al Sant’Anna

Prima edizione dell’(H) Open day dedicato alla ginecologia, presso l’ospedale Sant’Anna di Torino
L’8 marzo su tutto il territorio nazionale saranno disponibili servizi gratuiti di prevenzione, diagnosi e cura in ginecologia con focus speciale sui fibromi uterini. Iniziativa promossa da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il patrocinio della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia. Sul sito www.bollinirosa.it l’elenco dei servizi offerti dagli ospedali aderenti e le modalità di prenotazione. Luogo, data – Onda e l’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino, in occasione della Festa della Donna che si celebra l’8 marzo, promuovono un (H) Open day dedicato alla ginecologia. Giovedì 8 marzo 2018 dalle ore 13 alle ore 15, presso l’Aula delle Piane dell’ospedale Sant’Anna di Torino (via Ventimiglia 3), si terrà la 1^ Edizione di “Chiedi Conosci Cura” con il Focus sui Fibromi uterini con discussione e domande aperte agli esperti. 

 

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Gli ospedali del nuovo network Bollini Rosa, premiati a Roma lo scorso dicembre, aderenti al progetto offriranno gratuitamente alla popolazione femminile servizi clinico-diagnostici ed informativi come consulenze e colloqui, esami strumentali, conferenze, info point e distribuzione di materiali divulgativi. Obiettivo della giornata sarà migliorare la consapevolezza ed il livello di attenzione delle donne in ambito ginecologico ed in particolare verso i fibromi uterini, tra le patologie ginecologiche benigne più diffuse che colpisce circa 3 milioni di donne nel nostro Paese. Spesso sono diagnosticati nel corso di controlli di routine ed in circa la metà dei casi sono asintomatici. Nel restante 50% dei casi sono però responsabili di manifestazioni anche importanti che incidono negativamente sulla qualità della vita delle donne.  In occasione dell’(H)-Open day sarà distribuita una pubblicazione dedicata proprio ai fibromi uterini, una breve guida per informarsi e capire cosa fare, già scaricabile gratuitamente dal sito di Onda (www.ondaosservatorio.it). I servizi offerti dagli ospedali sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it, dove è possibile visualizzare l’elenco dei Centri aderenti con indicazioni su orari e modalità di prenotazione. L’(H)-Open day è promosso da Onda col patrocinio della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) ed è reso possibile anche grazie al contributo incondizionato di Gedeon Richter. “La Festa della donna ci è sembrata l’occasione migliore per offrire alle donne la possibilità di usufruire di servizi gratuiti in ginecologia”, spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda. “Il focus sui fibromi uterini ci permette di fare il punto su una patologia benigna, ma molto diffusa che può avere effetti altamente invalidanti per chi ne soffre”.

Emma Bonino sbaglia a dire addio al Latino

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

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L’on.Emma Bonino, forse inconsciamente, ha ripreso le tre i di Silvio Berlusconi di una decina di anni fa in relazione alla scuola:internet,impresa, inglese,se non ricordo male. Ed ha aggiunto che bisogna dire basta ai latinisti,il che significa allo studio del Latino. Emma Bonino forse non conosce la realtà della scuola italiana e non sa che il Latino è stato abolito nella scuola media unica da tanti anni e che al liceo scientifico sopravvive più nella forma che nella sostanza. Nello stesso liceo classico il Latino è ridotto al minimo,nei bienni si preferisce un bel ciclo di film di natura sociale rispetto alla noiosa grammatica e alla difficoltosa sintassi. Sono rimasti pochi gli studenti che sanno cosa sia ,ad esempio, la consecutio temporum anche perché sono poco meno di cinquant’anni che la traduzione dall’italiano al latino è stata abolita. Insegnare il latino in una scuola che non prepara allo studio dell’Italiano ed ha eliminato da decenni l’analisi logica come una sorta di supplizio mentale per le giovani menti ,diventa difficile,se non impossibile. Così come il non studio del latino non facilita certo la conoscenza dell’Italiano. Se il congiuntivo è stato sostituito dall’indicativo,ciò è dovuto anche al non studio del latino che coglie l’idea della potenzialità e dell’eventualità , oggi diventata una raffinatezza per un’élite assai striminzita di persone. Andrebbe ancora aggiunto che tra i politici è frequente trovare chi confonde il condizionale con il congiuntivo (non mi riferisco solo al mitico senatore Razzi) come fanno gli ignoranti,soprattutto nel Mezzogiorno, che pure fu la terra di alcuni dei nostri massimi pensatori e letterati.

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Le ragioni dell’ignoranza che ci pervade sono molteplici e non sono solo collegate alla non conoscenza della lingua latina.  Ma certo un colpo micidiale al declassamento dei nostri studi e della nostra cultura è arrivato dall’attacco sistematico che la politica ha rivolto allo studio delle lingue classiche considerate un qualcosa di inutile. Ho conosciuto un giovane avviato agli studi classici che subì un vero e proprio lavaggio del cervello da parte dei nonni illetterati ( lui geometra e lei casalinga) che convinsero il giovane a cambiare il corso di studi in quanto il latino ed il greco non servono. E’ verissimo che non hanno uno sbocco professionale né il latino né il greco,come non ha fini pratici la lettura della Commedia di Dante. E non per questo le letture dantesche vanno bandite o un carme di Catullo va ignorato. Ci sono cose che appartengono al mondo dello spirito,della formazione intellettuale,della humanitas ,appunto,che gli ignoranti non sanno neppure cosa sia. Gli “studia humanitatis” che riguardano valori umani che non possono essere sostituiti dalla tecnica,pena un nuovo medio evo tecnologico di ritorno.  In passato gli ignoranti tacevano, oggi vogliono andare in cattedra e decidere cosa si debba insegnare nella scuola. Non a caso l’ignoranza ha preso il sopravvento e c’è gente che è persino orgogliosa della propria ignoranza.Ricordo che una volta,appena ventenne, ebbi una discussione con un assicuratore,un ragioniere che era un buon conoscente di mio padre. Il ragioniere telefonò il giorno dopo a mio padre,dicendo che era stato difficile starmi dietro nei ragionamenti perché alle sue osservazioni tecniche io ribattevo-pur digiuno di diritto assicurativo- con ragionamenti che lo avevano messo in difficoltà. Quella “dialettica” di adolescente non era un segno di valore personale,ma era soprattutto la conseguenza di essere stato abituato per otto anni di fila al ragionamento rigoroso che mi veniva dallo studio del Latino:il “ragionare come si deve” di Pascal.Chi non ha mai studiato il latino non può capire. Si tratta di gente che non mai letto la lettera del Machiavelli a Francesco Vettori in cui il grande fiorentino scrive che ogni sera ,leggendo i grandi classici del passato, si nutre di quel”cibo che solum è mio e che io nacqui per lui”.Quella gente si limita a gustare come cibo il pane e il salame o ,al massimo,se abbienti, ostriche e champagne. 

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Certi politici praticano le più banali machiavellerie che non hanno però nulla a che vedere con il pensiero di Machiavelli che non hanno mai letto e di cui non saprebbero cogliere la grandezza politica ed intellettuale modulata sulla storia romana scritta da Tito Livio.  Sarebbe facile opporre all’on. Bonino il latinista Concetto Marchesi ,deputato del Pci, che difese ad oltranza la lingua e la cultura di Orazio e di Virgilio ,contro le demagogie del suo partito che riteneva il Latino un privilegio dei ricchi da abolire. Concetto Marchesi cercò di spiegare che quella fu la lingua anche dei nostri maggiori scienziati e di studi classici si nutrirono Marx,Gramsci e Togliatti. Aver studiato o non aver studiato il latino dà una quadratura mentale,un’agilità intellettuale che nessun ragioniere o geometra o perito avrà mai. E lo scrivo con tutto il rispetto possibile per chi non ha studiato la lingua di Cicerone.Io non potrò mai dimenticare il lavorìo intellettuale-una vera ginnastica del cervello,”una ginnastica fino alla frenesia”,come consigliava La Marmora ai suoi bersaglieri sul piano fisico – che comportava lo studio del latino e di cui coglievo l’importanza già alle Medie. Avevo avuto un compagno di elementari-carissimo amico di giochi- che aveva dovuto scegliere le scuole tecniche ed anche solo nell’arco dei tre anni di medie verificai che qualcosa nel nostro modo di pensare era cambiato.Non capivo di cosa si trattasse ,ma lo colsi successivamente anche quando altri miei compagni di scuola media scelsero gli istituti tecnici. Ovviamente esisteva il problema del privilegio sociale degli studi classici ed ho avuto al liceo anche compagni del tutto disinteressati allo studio delle lingue classiche perché era stata la famiglia ad imporre loro il liceo, anziché un ottimo istituto professionale in cui avrebbero messo a frutto i propri talenti in modo ottimale .Certo non bastava la frequenza del liceo per acquisire quella dimestichezza negli studi che portava gli studenti del classico a primeggiare anche al Politecnico. Avrei anche dei ricordi non gradevoli degli anni liceali con un professore di latino e greco che inaridiva la letteratura e la lettura dei classici a meri e pignoleschi riferimenti grammaticali e sintattici che distruggevano il piacere di entrare in un mondo straordinario come quello greco-latino.Ma alla fine superai anche le visioni anguste di quel professore e alla scuola di Vincenzo Ciaffi acquisii in modo definitivo il valore della classicità.Anche all’università ebbi docenti limitati,purtroppo,ma l’amicizia con Luciano Perelli,letterato raffinato e storico acuto della latinità – mi consentì di superare certe lacune.

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Oggi sono e resto un convinto sostenitore della scuola classica per la quale mi sono battuto a fianco di tanti uomini di sinistra come l’indimenticabile Costanzo Preve non offuscati dalla demagogia di cui dà prova Emma Bonino.  Il problema semmai-va ribadito – era e forse è ancora quello di fare in modo che gli studi classici non fossero o non siano un privilegio di pochi e venissero o vengano garantiti,ai sensi della Costituzione,”ai capaci e meritevoli,anche se privi di mezzi”. Un vecchio professore del liceo “ Massimo d’Azeglio” (che oggi incredibilmente scrivono D’Azeglio) Augusto Monti,un mito della sinistra di ogni tempo, aveva già visto il nesso tra la scuola classica e la vita moderna.La sua lezione in quella direzionefinì presto di essere dimenticata e di lui è rimasto solo il suo nobile e intransigente antifascismo che aveva però origine anche nella lettura dei classici che il professore citava ai suoi allievi durante il ventennio come esempi di amore per la libertà.Lo scrissero Mila,Fusi,Firpo che furono suoi allievi. In tempi recenti sono usciti libri molto documentati sull’importanza del Latino ,ma l’on. Bonino sicuramente non li ha letti. Una volta Pannella si infervorò con me nella difesa delle lingue classiche.Lui stesso, a volte ,amava fare qualche citazione latina. Pannella aveva alle sue spalle studi classici severi, di cui andava orgoglioso.  Spiace che Emma Bonino, che pure ha frequentato il liceo classico “Gandino” di Bra ,sia rimasta ferma alle origini rurali e commerciali della sua famiglia. L’anatema laico che ha rivolto verso i latinisti rivela purtroppo una visione molto limitata che è l’esatto opposto della cultura cosmopolita di Marco Pannella. Sandro Pertini definitiva la Bonino “la monella di Montecitorio”.Peccato che ,a quasi 70 anni,non sia cresciuta o non abbia fatto tesoro degli anni liceali in Piemonte. L’imprenditore pragmatico Silvio Berlusconi, lanciando le sue tre I per un rinnovamento della scuola,non disse mai basta al latino ,che apprese alla scuola dei salesiani,come invece ha fatto Emma Bonino, laureata in letteratura moderna negli anni dell’immediato ’68. 

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Comunicazione spese sanitarie, come comportarsi

Di Patrizia Polliotto* 

 

Ecco alcune importanti indicazioni per chi è tenuto alla comunicazione delle spese sanitarie, sia personali che relative al mantenimento dei propri animali domestici, per i quali resta fermo al 28 febbraio il termine entro cui i veterinari iscritti agli albi professionali sono tenuti a trasmettere i dati delle spese veterinarie sostenute dai contribuenti nel corso del 2017. In osservanza del sistema di tutela della privacy approvato, è fissato all’8 marzo 2018 il termine entro il quale i contribuenti potranno comunicare all’Agenzia delle Entrate il proprio rifiuto all’utilizzo delle spese mediche sostenute nell’anno 2017 per l’elaborazione del 730 precompilato. Per i soggetti interessati a esercitare la facoltà di opposizione, è possibile pertanto inviare il suddetto modello direttamente all’Agenzia fino all’8 febbraio 2018, oppure connettersi dal 9 febbraio all’8 marzo 2018 direttamente all’area autenticata del sito web del Sistema Tessera Sanitaria (www.sistemats.it).

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* Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE
TEL. 011 5611800, Via Roma 366 – Torino
EMAIL: UNC.CONSUMATORITORINO@GMAIL.COM

 

Abbassare e alzare i toni

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Abbassare i toni sembra la parola d’ordine di questi ultimi giorni di campagna elettorale ed e’ giusto il richiamo al senso di responsabilità nella polemica politica. Un paese civile ha valori condivisi che limitano la dialettica elettorale ad alcuni temi, evitando anche gli attacchi personali tra candidati perché quelli attaccabili sono stati esclusi dagli stessi partiti. In Italia non accade proprio così, per cui l’invito ad abbassare i toni appare utile , se non indispensabile.  Ciò che non si può dimenticare e’ il corteo sedicente antifascista che voleva impedire la propaganda di CasaPound a Torino e che  ha ingaggiato una guerriglia urbana molto violenta con la Polizia che doveva invece  garantire il diritto di CasaPound di tenere la propria manifestazione.  Nel denunciare questo fatto non si devono abbassare i toni, ma alzarli. Pensate cosa sarebbe accaduto se a manifestare in quel modo fosse stata CasaPound ? Ci sarebbe stato  giustamente il finimondo .Forse si sarebbe scomodato persino il Papa. E ben a ragione. Ma le reazioni nei confronti dei centri sociali sono invece apparse troppo blande. Qui non si tratta tanto di dire se abbiano o non abbiano titolo a dirsi antifascisti, ma si tratta di condannarne  le azioni e la loro stessa esistenza.
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 In periodo elettorale va garantita a tutti i contendenti se non una  vera par condicio, come sarebbe auspicabile e giusto, almeno una qualche parità  di trattamento . Altrimenti torniamo alla guerra civile degli anni immediatamente precedenti alla dittatura fascista in cui gli oppositori finivano come don Minzoni  e  Giacomo Matteotti o, se vogliamo pensare a fatti più vicini a noi , al 1968 e dintorni in cui si impediva, con il ricorso alla  violenza, l’agibilità politica degli avversari, considerati nemici. Ci fu chi cinquant’anni fa ritenne di riprendere la “Resistenza tradita“ prima con le intolleranze politiche e poi con la violenza del terrorismo. Pochi allora dissero che gli estremisti non potevano considerarsi eredi e continuatori della Resistenza  e che dovevano essere isolati. Anche allora, di fatto, certi melliflui democristiani invitarono ad abbassare i toni e non presero i provvedimenti necessari a salvaguardare le regole democratiche e lo Stato di diritto. La generazione dei Moro e dei Rumor ha in proposito colpe storiche gravissime.  Chiunque dissentiva, veniva tout- court considerato fascista .E nessuno apriva bocca. L’intimidazione politica era la regola.

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Oggi quella esperienza di 50 anni fa ha indotto l’Anpi a  dissociarsi. Ma dissociarsi non basta. E’ necessaria una condanna totale dei centri sociali.  Io sarei, riprendendo l’idea di Carlo Casalegno, per proporre di  chiudere i covi della sovversione, anche non posso non condividere l’idea del filosofo Maurizio Ferraris che ritiene che, così come sono ubicati nelle loro tane abusive, gli “antagonisti” sono  più  se non più controllabili, almeno più individuabili.  Il punto vero e’ un altro: i primi fascisti  sono proprio questi sedicenti antifascisti che risuscitano una violenza che, in verità, non avevano mai nascosto. L’esperienza No Tav in Valle di Susa e’ un esempio evidente che non si può dimenticare.

 

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Universo virtuale e reale

Come i computer e gli “occhi della mente” ricostruiscono il cosmo

Piero Bianucci, giornalista e scrittore – Attilio Ferrari, Presidente Infini.TO Planetario di Torino


L’incontro si svolge nell’ambito di eventi collaterali della mostra
“L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge”
organizzata dal Sistema Scienza
Piemonte con il sostegno della Compagnia di San Paolo

 

La nostra mente non è fatta per numeri, lettere, equazioni: ci siamo evoluti nel cosmo imparando e ricordando per immagini. Ed è grazie ai progressi della scienza – ai codici di visualizzazione che ricostruiscono i dati provenienti da esperimenti del CERN, o da missioni spaziali come HST o GAIA – se oggi possiamo “vedere” la struttura e la dinamica degli atomi, delle particelle elementari, delle galassie, delle sorgenti X e gamma. La scienza usa infatti immagini virtuali per rappresentare la struttura del mondo fisico, permettendoci di scrutare oltre il nostro occhio, ed è virtuale il cielo che gli astrofisici oggi simulano nei supercomputer per capire meglio l’evoluzione del cosmo, così come l’universo che vediamo nei planetari. 

 

C’è però un aspetto “reale” del cielo che di solito viene ignorato: ogni raggio di luce che arriva dalla volta stellata è un “treno” di fotoni che fisicamente congiunge la retina del nostro occhio alla fotosfera della stella. Le stelle ci toccano, e fanno il solletico al nostro cervello. Il viaggio dei fotoni dalla retina al cervello alimenta la nostra immagine dell’universo che è insieme reale e virtuale.

 

Ed è proprio il viaggio tra “Universo virtuale e universo reale” protagonista il 1° marzo della seconda trasferta di GiovedìScienza al Politecnico di Torino (alle 17:45, Aula Magna “Giovanni Agnelli”, in Corso Duca degli Abruzzi, 24). Appuntamento con il giornalista e scrittore Piero Bianucci (autore di una trentina di libri di divulgazione scientifica, cura il mensile “le Stelle” fondato da Margherita Hack) e con l’astrofisico Attilio Ferrari, presidente del Parco Astronomico Infini.to (svolge ricerche sulla fisica delle stelle e delle galassie, sui fenomeni cosmici di alta energia e sulla cosmologia in Italia e all’Università di Princeton, al MIT di Boston, al Max Planck Institute di Monaco, ecc.) per capire come i computer e gli “occhi della mente” ricostruiscono il cosmo.

 

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Programma completo e diretta streaming su: www.giovediscienza.it

Segreteria organizzativa tel. 011 8394913

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GiovedìScienza – Politecnico di Torino
Aula Magna “Giovanni Agnelli”, Corso Duca degli Abruzzi, 24

 

“Innovation for Change” per 50 giovani

Dopo il successo degli anni scorsi (https://youtu.be/vgCHuxnees0), ha preso avvio presso il TAG Fondazione Agnelli la nuova edizione del progetto “Innovation for Change”, promosso dal Collège des Ingénieurs Italia (CDI), dal Politecnico di Torino e da Ideasquare, un centro specializzato di innovazione sperimentale che fa parte del Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire (CERN). Il progetto coinvolge 50 giovani (30 studenti MBA del CDI e 20 dottorandi del Politecnico di Torino)  con una formazione di tipo scientifico-ingegneristico, che nel corso dei prossimi cinque mesi lavoreranno a Ginevra e a Torino, suddivisi in diversi gruppi ma uniti dal medesimo obiettivo: applicare le più avanzate tecnologie per rispondere alle sfide legate agli obiettivi di sviluppo sostenibile lanciati dall’ONU. Dal lavoro dei prossimi mesi nasceranno 8 idee di impresa, ognuna capace di competere sul mercato, attraverso l’offerta di prodotti o servizi innovativi pensati per rispondere alle cosiddette societal challenges nel quadro delle esigenze di gruppi industriali e istituzioni internazionali. Gli studenti potranno contare sul sostegno delle aziende e delle istituzioni partner, oltre che su una rete di mentor formata da imprenditori e da professionisti impegnati in grandi gruppi industriali. I team lavoreranno fianco a fianco con i ricercatori del CERN e del Politecnico di Torino, imparando ad applicare strumenti e soluzioni tecnologiche avanzate, fino ad arrivare alla realizzazione di prototipi pronti per la successiva fase di sviluppo per il mercato.

Il progetto si avvale anche della collaborazione di alcune aziende e istituzioni, che hanno indicato agli studenti le sfide su cui concentrare gli sforzi per trovare soluzioni praticabili. UniCredit,  Comune di Torino, ENEL, Fondazione Agnelli e Gellify sono gli owner delle sfide dell’edizione del 2018. Al termine del progetto, che proseguirà fino mese di giugno, gli studenti presenteranno il frutto del loro lavoro a una platea di aziende, imprenditori e investitori, nel corso di un incontro pubblico a Torino, a cui prenderanno parte anche i vertici delle istituzioni fondatrici.

In Piemonte due nuovi Centri antiviolenza

Si è tenuta  presso l’assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte la riunione del Coordinamento dei Centri antiviolenza presenti sul territorio piemontese. L’assessora regionale Monica Cerutti  ha colto l’occasione per fare il punto delle progettualità messe in campo. In Piemonte sono state assegnate a fine 2017 risorse pari a 1.129.000 di euro circa per attività volte al contrasto delle donne così ripartiti:

– 830.000 euro per i 14 Centri antiviolenza e le 9 Case rifugio già esistenti;

– 229.428 euro per l’apertura di due nuovi Centri antiviolenza, uno a Casale e uno a Chieri;

– 70.552 per l’apertura di tre nuove Case rifugio ad Alessandria, Almese e Torino.

In questo modo ai 76 posti letto delle 9 Case rifugio piemontesi si aggiungeranno altri 20 all’interno delle 3 nuove Case rifugio, per un totale di 96 posti. A questi si aggiunge l’attivazione di nuovi 52 posti di accoglienza (36 di I livello e 22 di II livello). In particolare, i 36 posti di I livello saranno la risposta abitativa nelle situazioni di emergenza. L’assessora non ha nascosto la propria soddisfazione nell’esser riuscita ad ampliare in modo significativo il numero di posti letto differentemente caratterizzati.

Librolandia, aperti i bandi per i fornitori degli stand

 

Due asset strategici della macchina organizzativa: entro metà aprile i nomi 

È uno degli snodi più importanti nella complessa macchina organizzativa del 31° Salone Internazionale del Libro, in programma dal 10 al 14 maggio 2018: l’individuazione dei due soggetti commerciali e professionali che forniranno, in un caso, gli allestimenti a noleggio per la realizzazione degli stand preallestiti e della Piazza dei Lettori e, nell’altro, i servizi funzionali alla gestione di tutti gli aspetti tecnici durante le fasi di montaggio, smontaggio e di evento, nonché a supporto delle attività commerciali nella fase antecedente. Sono pubblicati sul sito di Scr Piemonte www.scr.piemonte.it (la società di committenza della Regione Piemonte che ne gestisce le procedure di gare, appalti e acquisti) i due avvisi di manifestazione d’interesse destinati a raccogliere le candidature degli operatori economici che desiderino partecipare e, successivamente, presentare la loro offerta. Il committente è la Fondazione Circolo dei lettori alla quale fanno capo, secondo quanto stabilito dal Protocollo d’Intesa sottoscritto lo scorso 14 dicembre, le attività organizzative legate agli aspetti espositivi, tecnici e commerciali del 31° Salone. Tecnicamente si tratta di un’indagine di mercato attraverso cui individuare gli operatori economici da invitare alla procedura negoziata. Le ditte interessate hanno tempo fino al 5 marzo per presentare la loro candidatura: l’aggiudicatario verrà scelto sulla base del minor prezzo proposto. La conclusione della procedura con l’assegnazione degli incarichi è prevista per la metà di aprile.

In dettaglio, i due avvisi riguardano:

a) La fornitura a noleggio, montaggio, smontaggio e facility di tutti gli stand preallestiti, degli arredi della Piazza dei Lettori, delle moquette e della segnaletica interna verticale dei corridoi per il Salone del Libro 2018.

b) La fornitura dei servizi tecnici per la logistica e la direzione tecnica in fase di montaggio, smontaggio e durante l’evento; di raccordo con le attività tecnico-commerciali svolte direttamente dalla Fondazione Circolo dei lettori, ossia la segreteria tecnica: ricezione della modulistica tecnica, recall espositori, redazione tabulato tecnico espositori, relazione con i fornitori legati alle attività di allestimento e servizi connessi.

(foto: il Torinese)

Nuovo “Percorso Cuore pediatrico”

E’ stata inaugurata la nuova Terapia Intensiva e Semintensiva Cardiologica e Cardiochirurgica pediatrica, che rappresenta l’ultima fase della ristrutturazione del 6° piano dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino.

Si conclude in questo modo la realizzazione del cosiddetto “Percorso Cuore Pediatrico”, che consiste nella completa riorganizzazione della modalità di assistenza dei piccoli pazienti portatori di cardiopatia congenita ricoverati al Regina. La realizzazione del Percorso Cuore Pediatrico, compiutasi grazie alla Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi, alla Fondazione FORMA ed all’Associazione Amici dei Bambini Cardiopatici, migliorerà in maniera importante la qualità della degenza, rendendola decisamente più consona alla tipologia di patologie e di pazienti trattati. Il progetto si inserisce in una più generale riqualificazione degli spazi del Regina Margherita, portata avanti dalla Direzione aziendale (avvocato Gian Paolo Zanetta) e dal Direttore del Dipartimento di Pediatria e Specialità pediatriche, dottoressa Franca Fagioli. L’aggiornamento strutturale del 6° piano del Regina è stato interamente finanziato dalla Fondazione Specchio dei Tempi, che ha coperto anche la spesa per le attrezzature di monitoraggio delle zone ad alta e media intensità. La dotazione finale comprende una Terapia Intensiva di 5 posti letto, di cui uno dedicato ai pazienti sottoposti a trapianto di cuore, una terapia Semintensiva di 5 posti letto. Il reparto di degenza è provvisto di 10 posti letto distribuiti in camere a 1 o 2 letti, tutte con bagno privato. L’impegno complessivo di circa 2.350.000 euro da parte della Fondazione consentirà di migliorare notevolmente la qualità della degenza dei piccoli pazienti cardiopatici, garantendo una riorganizzazione degli spazi per “intensità di cure”, una visione più moderna volta alla ottimizzazione delle risorse. Questa si concretizza nell’ipotetico percorso che il piccolo paziente, sottoposto a procedura chirurgica o interventistica, si troverà ad affrontare, con una progressiva riduzione delle risorse necessarie al suo trattamento man mano che le sue condizioni cliniche migliorano, fino alla dimissione.

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La Fondazione FORMA Onlus, dal canto suo, ha provveduto all’acquisto delle attrezzature elettromedicali e degli arredi sanitari della Terapia Intensiva e Semintensiva, con un impegno di spesa complessivo di 600.000 euro: 450.000 euro per i beni e 150.000 euro per gli arredi sanitari. Le apparecchiature di ultimissima generazione consentiranno di migliorare notevolmente la qualità delle cure erogate ai piccoli pazienti ed il comfort durante la degenza. Tra queste spiccano quelle che consentiranno di eseguire in sicurezza anche interventi chirurgici minori sui pazienti direttamente sul loro letto di degenza, senza bisogno di trasferirli in Sala operatoria. L’acquisto degli arredi sanitari e l’umanizzazione del reparto di degenza sono stati invece finanziati per un totale di 85.000 euro dall’Associazione Amici dei Bambini Cardiopatici Onlus. Si tratta della porzione del 6° piano già inaugurata nel maggio scorso e da allora in uso da parte della Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica. Particolare attenzione è stata posta al miglioramento del comfort alberghiero dei pazienti e delle loro famiglie, che in questo caso rimangono costantemente accanto al loro figlio condividendone lo stress legato alla degenza. Nel nuovo “Percorso Cuore Pediatrico” l’équipe assistenziale sarà costituita dal personale medico ed infermieristico della Cardiologia (diretta dalla dottoressa Gabriella Agnoletti), Cardiochirurgia (diretta dal dottor Carlo Pace Napoleone) e Cardioanestesia pediatrica della dottoressa Alberta Rizzo, che si alterneranno per curare i piccoli pazienti a seconda delle loro esigenze. Questo rappresenta l’unico Centro accreditato della Regione per la diagnosi e cura delle cardiopatie congenite, un punto di riferimento nazionale non solo per la mole di pazienti trattati ma per la completezza della proposta assistenziale ed i risultati ottenuti. La Cardiologia pediatrica è l’unico Centro in Piemonte che tratta le cardiopatie congenite da 0 giorni a 18 anni. E’ tra le più importanti realtà italiane per numero di pazienti (500 ricoveri all’anno e 350 interventi di emodinamica). Il Centro è noto anche all’estero per l’attività di emodinamica avanzata e l’attività scientifica. La Cardiologia pediatrica tratta inoltre l’adulto con cardiopatia congenita (paziente GUCH) ed è dotata di una Struttura chiamata “Centro GUCH” e segue circa 800 pazienti adulti con cardiopatia congenita. Il Centro è inoltre il fondatore del “Registro Piemontese delle Cardiopatie congenite dell’adulto”, nel quale sono stati inclusi ad oggi circa 1000 pazienti. La Cardiochirurgia pediatrica rappresenta l’unico Centro accreditato della Regione, un punto di riferimento nazionale non solo per il numero di pazienti trattati, circa 200 l’anno, ma per la completezza della proposta assistenziale, che va dal trattamento dei prematuri di basso peso, fino a 400 grammi, all’impianto dei cuori artificiali, ai trapianti di cuore ed al trattamento dei pazienti cardiopatici congeniti in età adulta.

Teniamo pulita Torino: cercansi volontari per le giornate di pulizia condivisa

La Circoscrizione 2 promuove alcune giornate di pulizia condivisa con Torino Spazio Pubblico e Amiat. A tutti i volontari è garantita gratuitamente l’assicurazione e R.C. infortuni.  Gli incontri si svolgeranno :
Lunedì 5 marzo ore 9.00  Giardino C. Ravera in Via Farinelli.
Lunedì 12 marzo ore 9.00 Giardino W. Ferrarotti  in Via Rovereto.
Lunedì 19 marzo ore 9.00 Giardino N. Green in Corso Salvemini.

Per poter partecipare è obbligatorio iscriversi al progetto “TORINO SPAZIO PUBBLICO” attraverso l’apposito modulo.
Lo stesso potrà essere inviato  a ufficioambiente2@comune.torino.it oppure consegnato agli uffici informa2 di Via Guido Reni 102 o Strada Comunale di Mirafiori 7.
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Per Informazioni e adesioni Ufficio Ambiente Circoscrizione 2
tel. 011.01135040
E-mail:ufficioambiente2@comune.torino.it
www.comune.torino.it/circ2