La nuova linea di business dedicata all’e-mobility

In linea con quanto anticipato in occasione della presentazione del piano industriale 2018-2022, il Gruppo Iren lancia oggi IrenGO una nuova linea di business trasversale al Gruppo e dedicata alla e-mobility. L’operazione si colloca all’interno delle quattro linee strategiche portanti del piano di sviluppo, ovvero innovazione trasversale, sensibilità ambientale, investimenti a valore aggiunto e centralità del cliente-cittadino. Sostenuto da un importante piano di investimenti, il progetto IrenGO prevede in prima istanza la sostituzione con mezzi elettrici del 10% della flotta waste e del 25% della flotta leggera aziendale da portarsi a termine nell’arco del prossimo biennio. In arco piano si arriverà all’introduzione in flotta di 400 veicoli elettrici di ultima generazione da utilizzare per le attività operative nei territori di presenza del Gruppo. Il settore ambientale sarà inoltre interessato dall’acquisto di 230 mezzi elettrici leggeri dedicati ai servizi di igiene del suolo e di raccolta rifiuti che andranno ad aggiungersi ai 90 già presenti in flotta per un totale di 320 mezzi elettrici operativi al 2022. Per la mobilità dei dipendenti del Gruppo e già in fase di attivazione un servizio di car pooling con 25 city car elettriche che sarà affiancato dall’introduzione di 22 e-bike collocate presso le principali sedi aziendali. I siti Iren saranno inoltre attrezzati con circa 300 punti di ricarica (ad oggi già 30 operativi sulle sedi di Torino) per rispondere alle esigenze energetiche della flotta interna. I nuovi mezzi, forniti da costruttori specializzati leader del settore, contribuiranno al miglioramento della qualità dell’aria nei contesti urbani in cui si troveranno quotidianamente ad operare, ad ulteriore testimonianza dell’attenzione del Gruppo per i valori della sostenibilità ambientale. Il progetto IrenGO è sostenuto anche da un importante piano commerciale per i clienti esterni. Il Gruppo, infatti, attraverso accordi di partnership con soggetti leader di settore, si propone come player autorevole per un’offerta full service di servizi di mobilità elettrica.
I target individuati delle offerte IrenGO sono:
- clienti consumer e piccole e medie imprese;
- grandi aziende con flotte interne e strutture alberghiere;
- pubbliche amministrazioni.
Ad oggi il progetto è già in avanzata fase di avvio:
- sono state installate le prime wall box presso abitazioni private;
- sono stati avviati tavoli di lavoro con amministrazioni pubbliche per definire il posizionamento di stazioni di ricarica su strada e in luoghi privati aperti al pubblico;
- sono stati sottoscritti i primi accordi per l’installazione di colonnine di ricarica presso alberghi nella regione Liguria ed è in fase di definizione un accordo con l’Associazione degli Industriali di Novara (AIN).
La proposta spazia da servizi di analisi preventiva alla definizione di offerte commerciali customizzate e vantaggiose per la fornitura a noleggio di una vasta gamma di veicoli elettrici, incluse le e-bike. Il cliente sarà supportato nell’installazione e manutenzione di infrastrutture di ricarica e nell’implementazione di sistemi per il monitoraggio e il controllo dei consumi. Inoltre saranno messi a disposizione servizi evoluti di assistenza e mobile app per la geolocalizzazione dei mezzi e delle colonnine di ricarica. Tutte le attività sopraelencate saranno sostenute da azioni di marketing territoriale e da attività di education e promozionali (couponing, programmi di loyalty, test drive su strada…). I prodotti e i servizi di e-mobility saranno forniti con energia elettrica a totale produzione green derivante dalle centrali idroelettriche del Gruppo Iren. Nei prossimi giorni sarà attivo il sito www.irengo.it, dove saranno inserite informazioni e dettagli riguardo l’offerta e-mobility del Gruppo.


eccellente sinergia tra una struttura universitaria e una ospedaliera nell’ambito del medesimo presidio, Centro di riferimento regionale per le patologie cardiovascolari. In questo processo, caratterizzato dall’aumento della “domanda di salute” da parte dei cittadini, la Compagnia vuole quindi contribuire a una interpretazione dinamica del ruolo della sanità, vista anche come fattore di sviluppo economico e sociale. Il Dipartimento unico cardio-toraco-vascolare della Città della Salute di Torino (diretto dal professor Mauro Rinaldi) rappresenta l’unico esempio rimasto sul territorio nazionale di gestione integrata altamente specialistica di pazienti affetti da patologie ad interessamento cardiaco polmonare e/o vascolare. Il sempre crescente numero di pazienti ad alta complessità con necessità di trattamento multi-disciplinare ha reso indispensabile la realizzazione di una sala operatoria / emodinamica, cosiddetta ibrida, il cui finanziamento è stato in gran parte sostenuto dalla Compagnia
di San Paolo. Si tratta di una camera operatoria con prevista classificazione ISO 7, dalle caratteristiche tecnologiche molto avanzate che, oltre alle strumentazioni di una sala tradizionale per interventi di cardiochirurgia e chirurgia vascolare di elevata complessità, è dotata anche di apparecchiature integrate di diagnostica radiologica sofisticate, come un angiografo collegato ad un braccio robotizzato che produce immagini radiologiche anche tridimensionali in tempo reale. Nel caso specifico il sistema di ultima generazione Philips Allura Xper FD 20 con tecnologia Flexmove unisce eccellente qualità di immagine a strumenti diagnostici ed interventistici innovativi perfettamente integrati nel flusso di lavoro clinico. Inoltre il sistema Flexmove fornisce una straordinaria flessibilità per tutte le procedure, libera spazio intorno al tavolo operatorio per non ostacolare il lavoro di chirurghi anestesisti, interventisti ed il personale di sala. Questa tecnologia permette di operare, in modo integrato, sia dall’interno sia dall’esterno del cuore e delle arterie, con tecnologie di ultima generazione e nasce per rispondere a nuove esigenze sanitarie, come l’invecchiamento della popolazione. Infatti un numero sempre maggiore di pazienti anziani necessita di delicati interventi al cuore ed alle arterie. Ad alcuni di questi pazienti l’intervento tradizionale è precluso perché troppo rischioso oppure non è ottimale se realizzato con il solo ausilio di catetere. Pertanto l’integrazione della chirurgia con le procedure percutanee può permettere il trattamento anche di quei soggetti un tempo non “curabili”. L’area dedicata è inoltre corredata da una sala a due postazioni per la preparazione ed il risveglio dei pazienti ed una postazione sempre disponibile per le emergenze.
trapianto di cuore (quasi 700 trapianti eseguiti), il trapianto di polmone (che nel 2017 è risultato il secondo programma italiano per numero di trapianti eseguiti: 31), l’assistenza ventricolare meccanica (85 cuori artificiali tipo “LVAD” impiantati), la chirurgia mini-invasiva toracoscopica (oltre il 90% degli interventi sulle valvole cardiache avvengono con mini-incisioni senza più la necessità di aprire il torace) ed il trattamento transcatetere / interventistico della valvola aortica e mitralica (TAVI, mitraclip ed impianto transapicale di neocorde). Il nuovo reparto di degenza di Cardiochirurgia si sviluppa su un’area di quasi 1000 mq con la creazione di 29 posti letto in camere singole o doppie, che garantiscono il massimo confort alberghiero rispettando i più elevati standard qualitativi di sterilità ed asepsi. 5 dei 29 posti letto sono inoltre attrezzati secondo gli standard richiesti al fine di garantire una assistenza sub-intensiva di pazienti critici. Oltre alla zona ricovero e ad una zona visitatori, il reparto consta di una area direzionale con una sala multimediale per l’attività organizzativa, didattica e di formazione e training, collegata direttamente con le sale operatorie.
Palazzo civico Sala Colonne, ore 17
d’imprese che operano nel mondo dell’innovazione e dell’Ict, Anci e Uncem regionali hanno intrapreso una proficua collaborazione per un percorso di divulgazione volto alla diffusione della cultura dell’innovazione su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione allo sviluppo della capacità di sfruttare le nuove tecnologie sia delle amministrazioni locali sia delle piccole o medie imprese.
alle imprese, sia ai cittadini, verranno approfonditi i temi legati ai collegamenti ultraveloci come le reti 5G, la fibra e la banda Ultralarga. Verrà spiegato il vantaggio dell’utilizzo delle connessioni veloci per l’Internet of Things, ad esempio, nell’aumentare la sicurezza dei cittadini, nei servizi messi a loro disposizione, ma anche nell’avvicinare, con la possibilità di essere connessi, territori storicamente periferici o piccole realtà spesso considerate troppo distanti dai grandi centri. Verrà, inoltre, data la possibilità di avere risposte a ogni dubbio sull’utilizzo di queste nuove tecnologie che oggi abbiamo a disposizione.



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Intesa Sanpaolo è la prima banca a finanziare le richieste di APE (Anticipo finanziario a garanzia pensionistica) dei lavoratori che, compiuti 63 anni e con un minimo di 20 anni di contributi, vogliano uscire anticipatamente dal lavoro usufruendo di un reddito ponte che li accompagni alla pensione.
previdenza complementare alla tutela della propria salute e dei propri cari con soluzioni assicurative mirate”. Il finanziamento si configura come un reddito ponte con una durata massima di 43 mesi, che Intesa Sanpaolo verserà al richiedente fino a quando non inizierà a percepire la pensione di vecchiaia. L’importo mensile viene stabilito dal richiedente in funzione di quella che sarà la sua futura pensione. Il tasso, fisso dal momento dell’erogazione, è uguale per tutto il sistema bancario: è regolamentato dall’accordo quadro e viene aggiornato ogni due mesi dall’ABI. L’APE prevede una detrazione fiscale fino al 50% della quota interessi e della copertura assicurativa. Quest’ultima è obbligatoria e viene prestata da una Compagnia terza tutelando gli eredi in caso di premorienza dell’intestatario. La durata del prestito è fissata in 20 anni, ma è possibile richiederne l’estinzione anticipata parziale o totale.
Com’è cambiato negli ultimi dieci anni il reddito dei piemontesi e in che misura si sono modificati i bisogni delle famiglie? E ancora: quali strumenti di contrasto alla povertà sono stati adottati a livello locale e quali i risultati prodotti? A queste domande dovrà dare risposta lo studio conoscitivo su contrasto alla povertà, inclusione sociale e inserimento lavorativo
attive del lavoro e interventi abitativi, che risultano però disomogenei sul territorio e instabili nel tempo. Dal 2007 al 2017 gli interventi statali di contrasto alla povertà sono aumentati, e quindi anche la spesa pubblica, con l’introduzione di misure sperimentali che tengono conto della composizione del nucleo famigliare, come il sostegno per l’inclusione attiva (SIA), sostituito dal 1° gennaio 2018 dal reddito di inclusione (REI) e le nuove indennità di disoccupazione, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) e la recente Dis-coll per i lavoratori con contratto di collaborazione. A livello locale, invece, a fronte di un aumento della domanda, la spesa per il sociale è diminuita per la contrazione dei conti di Regione e Comuni, e gli enti gestori hanno dovuto rivedere le condizioni di accesso alle prestazioni; è stato avviato il nuovo calcolo Isee, che documenta la situazione economica del nucleo famigliare per poter avere accesso a prestazioni sociali agevolate; sono proseguiti i cantieri di lavoro, i tirocini e gli interventi per l’emergenza abitativa. Si tratta ora di capire se tutte queste misure avranno un impatto positivo nel contrasto alla povertà e per farlo sarà importante uscire dalla mera analisi di aggregati statistici e riuscire ad avere dati reali, ma anche ragionare su come mettere a sistema i servizi erogati, in modo da avere un monitoraggio puntuale di quanti nuclei accedono alle prestazioni e quanti ne sono esclusi e colmare le lacune. E’ quanto è emerso in sintesi dagli interventi di Elvio Rostagno e Paolo Allemano (Pd), Gianluca Vignale (Mns), Paolo Andrissi, Mauro Campo e Francesca Frediani (M5s).
In occasione della discussione dell’interpellanza generale in Consiglio comunale sul tema Turismo l’assessore Alberto Sacco
2017 ha superato un record storico con i suoi 4.2 milioni di passeggeri, con un aumento del 3,8%. Tutto ciò grazie a molte nuove rotte ed accordi, come quello con costa Crociere. Sulla base dei dati dell’Osservatorio regionale, il flusso dei turisti nazionali è in aumento mentre registra una leggera flessione quello estero. Poiché il turismo internazionale è meno sensibile alla programmazione degli eventi cittadini di quello nazionale, essendo più legato al business, tale calo ha piuttosto a che vedere con la crisi produttiva che ha toccato Torino più di altre località italiane. “E’ vero che nei primi 20 giorni di marzo 2017 c’è stato un calo rispetto al 2016, – ha aggiunto Sacco – ma in quel periodo ci furono in città due importanti eventi calcistici e due date del Tour di Ed Sheeran. Alla luce dei dati parlare di un calo del turismo mi pare improprio”.