ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 581

Università, 12 mila borse di studio in Piemonte

Sono  oltre 12mila gli studenti universitari iscritti agli atenei piemontesi che nell’anno accademico in corso beneficiano della borsa di studio,  il 100 per cento degli aventi diritto. Dal 1997/98 e fino al 2010/11 il Piemonte è stato, insieme al Trentino Alto Adige, l’unica Regione ad aver erogato la borsa a tutti gli idonei, un trend che è cambiato nel 2011/12, toccando la percentuale di copertura più bassa, poi tornata al 100 per cento dal 2015/16. Sono alcuni dei dati forniti alla sesta Commissione e al Comitato per la qualità della normazione, presieduti rispettivamente da Daniele Valle e Marco Grimaldi, dall’Osservatorio regionale per l’Università e il diritto allo studio universitario, che all’interno di Ires Piemonte si occupa di raccogliere ed elaborare analisi sul sistema universitario piemontese, sugli sbocchi professionali dei laureati e sugli interventi per il diritto allo studio. La ricerca riporta anche le cifre dei trasferimenti regionali a Edisu Piemonte e la quota statale integrativa ricevuta dal 2006, che per il 2017 ammontano rispettivamente a 26,4 milioni e 10,2 milioni di euro: il 2014 è stato l’anno che ha registrato la quota più bassa di riparto statale (5 milioni), mentre il 2016 è stato un anno unico nel panorama nazionale, che per il Piemonte si è tradotto in quasi 13 milioni di compartecipazione e la borsa di studio garantita a tutti gli idonei.

Riguardo ai posti letto Edisu, nell’arco di dodici anni c’è stato un incremento dell’8,6 per cento: oggi la disponibilità è di 3.268 posti letto nelle residenze universitarie, a fronte di circa 5mila idonei fuori sede e 37mila iscritti residenti fuori regione. Il Piemonte è la sesta regione per numero di posti letto e ottava per grado di soddisfacimento della domanda: se tutti i progetti  degli enti che hanno partecipato al nuovo bando sulla legge 338/00 fossero ammessi a cofinanziamento, nei prossimi sei/otto anni potrebbero essere disponibili ulteriori 486 posti letto.

Un focus sugli studenti universitari rileva che gli immatricolati 2017/18 sono oltre 22mila e che il Piemonte cresce più di tutte le altre regioni, con un incremento particolarmente accentuato nell’ultimo triennio: sempre più studenti residenti in altre regioni o all’estero scelgono di studiare nei nostri atenei (nel biennio magistrale sono quasi il 50 per cento). Ciò si traduce – come hanno spiegato i ricercatori dell’Osservatorio – in maggiori entrate per gli atenei e ricadute positive sul tessuto socio-economico.   Per quanto riguarda la mobilità in uscita riguarda il 18 per cento degli immatricolati residenti in Piemonte, con percentuali nettamente più elevate per le province del Verbano-Cusio-Ossola, Novara e Alessandria. Il saldo degli immatricolati in entrata e in uscita si è invertito nell’ultimo decennio, registrando una differenza positiva per oltre 2000 studenti nel 2016/17. Infine la ricerca ha evidenziato che a tre anni dalla laurea 80 laureati su 100 dichiarano di essere occupati. Sono intervenuti i consiglieri Francesca Frediani, Davide Bono (M5S) e Raffaele Gallo (Pd).

LM – www.cr.piemonte.it

foto: il Torinese

Brand Italia, plagio e abbinamenti ingiuriosi

Nel mondo siamo famosi come popolo di santi, navigatori, artisti e poeti, ma pure per mafia, spaghetti e mandolino. Soprattutto gli ultimi tre sono gli stereotipi con i quali all’estero si identifica l’Italia. Se quasi tutte le etichette che ci appioppano ci stanno bene, quella di mafia ci fa imbestialire, non siamo tutti mafiosi, anzi, per certi versi, siamo più santi. Perché tanto ci vuole per sopportare una classe di politici e di imprenditori che ha perso il senso dell’Italia e il suo consenso. Da molto tempo ci sono nel mondo operazioni di marketing che abbinano il prodotto da vendere ad un marchio di malaffare, ma sempre italiano. Un business milionario che si estende dai ristoranti ai prodotti, dal caffè “Mafiozzo” della Bulgaria agli snack “Chilli Mafia” della Gran Bretagna, dalle spezie “Palermo Mafia shooting” della Germania fino alla salsa “SauceMaffia” per condire le patatine e quella “SauceMaffioso” per la pasta diffusa a Bruxelles e ancora per arrivare a quello denominato “Cosa Nostra” e addirittura a Phuket (Thailandia), dove c’è addirittura un servizio take away. Ma nei diversi continenti ci sono i locali “Ai Mafiosi”, “Bella Mafia” e “Mafia Pizza”. E su internet è possibile acquistare il libro di ricette “The mafia cookbook”, comprare caramelle sul portale www.candymafia.com o ricevere i consigli di mamamafiosa (www.mamamafiosa.com). Fra i tanti marchi, scorretti, diffusi nel mondo, finalmente, in un caso, la Corte dell’Unione Europea ha accolto la richiesta dell’Italia di invalidare il marchio della catena di ristoranti spagnoli “La Mafia” (“La Mafia se sienta a la mesa”), vale a dire “La Mafia si siede a tavola”.

***

La deprecabile vicenda si è protratta per molti anni (dal 2006) e ci porta ad alcune considerazioni amare sull’Unione Europea ( la vicenda Ema, l’Agenzia per il farmaco è fra queste), ma anche sulle contraddizioni dell’Euipo. Vale a dire l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale incaricato di gestire i marchi dell’Unione europea, i disegni e modelli comunitari registrati. Se l’Ufficio Europeo dei brevetti funzionasse in modo “corretto” la vicenda non sarebbe nemmeno dovuta nascere. Quando finalmente tale Ufficio ha proceduto all’annullamento della registrazione, la società spagnola “La Honorable Hermandad, subentrata a Mafia Franchises, ha fatto ricorso all’Alta Corte di Giustizia fino ad arrivare alla giusta sentenza che ha dato ragione all’Italia. “Va fermato – ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - l’utilizzo commerciale di tutti quei marchi infami che sfruttano gli stereotipi legati alle organizzazioni mafiose, banalizzando fin quasi a normalizzarlo, un fenomeno che ha portato dolore e lutti lungo tutto lo Stivale. Il business è stato oggetto di uno specifico approfondimento anche nell’ambito dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti che ha raccolto esempi concreti di oltraggio in diversi continenti”. La morale: marchi prestigiosi (s)venduti alla Francia, alla Spagna e via di seguito, fino ad arrivare all’offesa degli italiani. Basta. Solo al momento!

Tommaso Lo Russo

 

SIGIT, IL FONDO SOVRANO DELL’OMAN INVESTE SU TORINO

/

Nella Sala Colonne di Palazzo Civico  si è svolta la conferenza stampa che annuncia ufficialmente il via ai lavori del gruppo Sigit per creare a Mirafiori un polo di innovazione legato al mondo dell’industria plastica; un progetto ambizioso con l’obiettivo di portare  a Torino eccellenza industriale, lavoro e sviluppo. Il progetto Sigit – leader europeo nell’industria di componenti plastici ed in gomma per l’Automotive e per il settore dell’elettrodomestico – parte dalla riqualificazione di un edificio industriale in zona Mirafiori (Corso Orbassano 402/15) che verrà trasformato in uno smart building di ultima generazione. L’Innovation Square Center sorgerà negli spazi dell’ex tipografia Mario Gros e sarà fortemente ispirato dalle logiche di smartworking e dell’impresa 4.0. Il nuovo centro sarà uno spazio aperto alla collaborazione tra le persone, un luogo di confronto per aziende e industrie grazie anche alle opportunità offerte dal digitale, un hub per i giovani che vogliono sviluppare l’innovazione a Torino e un laboratorio per tutti dove sperimentare il futuro per la crescita economica e sociale della città e del nostro Paese. L’incarico del coordinamento dello sviluppo delle fasi di progettazione dei lavori di riqualificazione sarà affidata ad architetti Under 40 tramite un concorso, supportato dall’Unione Industriale di Torino e da ANFIA, programmato dalla Fondazione per l’architettura di Torino e realizzato con il patrocinio del Comune di Torino.

(foto: Bruna Beniamino)

Il Poli si rafforza in Cina

Nasceranno un centro di ricerca sulla transizione energetica e  un curriculum di dottorato congiunto sui modelli architettonici nel mondo globalizzato, insieme alla Shanghai Jiaotong University e alla Tsinghua University

 

Il Politecnico di Torino è ormai riconosciuto sempre più in Cina come un interlocutore credibile e affidabile su varie tematiche, nei campi della ricerca e del trasferimento delle tecnologie, così come un interlocutore internazionale con il quale le università cinesi costruiscono percorsi didattici comuni. Nel corso di una recente missione in Cina, sono infatti stati siglati due accordi con altrettante prestigiose università cinesi: la Shanghai Jiaotong University e la Tsinghua University.

 

Avrà due nodi operativi, a Shanghai e a Torino, il Joint Centre for  Energy Transition Modelling and Simulation, centro di ricerca congiunto tra l’Ateneo torinese e la Shanghai Jiaotong University, la seconda università tecnica della Cina: Il Centro, coordinato dal Prof. Ettore Bompard per la parte italiana, sarà ospitato all’interno dell’Energy Center e si  colloca all’interno di una ambiziosa attività di connessione dell’Energy-lab di Torino con una rete internazionale di laboratori di prestigio. Costituirà un polo internazionale dedicato allo studio della transazione energetica attraverso l’impiego delle più avanzate tecniche di modellazione. Il Centro sarà basato su un laboratorio congiunto capace di effettuare simulazioni a livello globale in tempo reale, che creerà una connessione attraverso un tunneling informatico tra i laboratori dei due atenei per modellare e simulare sistemi energetici, con una particolare attenzione ai sistemi elettrici, nella transizione energetica emergente.

 

Nella prospettiva di transizione verso la quale si sta dirigendo lo scenario energetico futuro sono infatti sempre più necessari gli studi relativi ai sistemi elettrici interconnessi su scala intercontinentale, che permettano di condividere le fonti energetiche rinnovabili, integrando la produzione centralizzata, distribuita e l’accumulo, per riuscire a sfruttare soprattutto le particolari condizioni climatiche di alcune aree del mondo (ad esempio, il sole dei deserti o il vento nelle zone in cui si possono installare pale eoliche) per la produzione, ridistribuendo poi l’energia in tutto il mondo.

La piattaforma di calcolo che sarà disponibile con l’accordo permetterà di allargare virtualmente i confini di ciascun laboratorio, fino a creare un unico grande centro su scala intercontinentale.

 

Il secondo accordo sottoscritto riguarda invece l’istituzione di un curriculum di ricerca congiunto in“Modelli architettonici transnazionali in un mondo globalizzato”, nell’ambito del programma di dottorato in Architettura, Storia e Progetto del Politecnico e dei programmi di dottorato in Architettura, Pianificazione urbana e rurale e Architettura del paesaggio della Tsinghua University di Pechino, la più prestigiosa università cinese. Questo programma di dottorato si inserisce nella volontà di costituire un gruppo di ricerca sino-europeo, incentrato sulla necessità di generare un flusso di know-how da un Paese all’altro. All’interno di questo contesto operativo, il Curriculum di ricerca congiunto di dottorato sarà incentrato sul confronto e lo scambio di modelli, pratiche architettoniche e urbane e tecniche di costruzione nel mondo globalizzato, con un focus particolare su Cina e Occidente. La scelta degli oggetti di ricerca di ciascuna tesi di dottorato nell’ambito del curriculum deve essere funzionale alla comprensione e allo sviluppo dei fenomeni che hanno nella “transnazionalità” il proprio valore aggiunto. Si tratta del primo accordo di Joint PhD internazionale mai firmato dalla Tsinghua University, ed è significativo che il Politecnico di Torino sia il partner coinvolto grazie a dieci anni di collaborazione tra i due atenei.

 

“Si tratta di due accordi estremamente qualificanti per il consolidamento dei nostri rapporti con il mondo accademico cinese”, commenta il Delegato del Rettore per i rapporti con la Cina Michele Bonino, che prosegue: “Inoltre, per il carattere transnazionale di entrambe le iniziative, queste favoriranno un posizionamento del nostro Ateneo nella grande politica cinese della Belt and Road Initiative, la nuova via della seta, che cambierà gli equilibri globali nel prossimo futuro. Le due firme di Shanghai e Pechino sono una prima conferma di efficacia del China Center del nostro Ateneo, attivo dal primo gennaio scorso, che permette di affrontare partner così di peso con migliori coordinamento interno e capacità competitiva”.

 

L’insegna della “Dante Alighieri” ideata dagli alunni

Gigliotti, assessora alla Scuola: “Ottima sinergia tra Comune, scuola e studenti”

La scuola media “Dante Alighieri” di Volpiano ha una nuova insegna, realizzata in base alle indicazioni fornite dagli studenti; l’iniziativa rientra nell’ambito del progetto «Agorà dell’arte» sviluppato insieme al Consiglio comunale dei ragazzi.


«Questa azione – commenta Elisa Gigliotti, assessora alla Scuola del Comune di Volpiano – è la conseguenza della sinergia instaurata tra l’amministrazione comunale, l’istituzione scolastica e gli studenti; stiamo impiegando questo stesso metodo per riqualificare gli spazi esterni, con le idee dell’orto-giardino e degli spazi didattici all’aperto».


Il progetto «Agorà» prevede tre direttrici (della cultura, dell’arte e della scienza) con l’obiettivo di costituire «piazze del sapere, dell’esperimento e della condivisione. «Ciascuna Agorà – sottolinea la presentazione – deve essere intesa come autentico luogo laboratoriale permanente, una sorta di cantiere vivo, reso tale a partire dalla sua ideazione fino al suo utilizzo in tutti i momenti della giornata». La proposta si inserisce anche nel «progetto autonomia» degli alunni con disabilità, attraverso il quale «si incentivano le abilità pratiche e creative» e si offrono «strumenti concreti per l’orientamento dopo il primo ciclo di istruzione».

La “Magia” di Biopmed e Bio-park

Nuova partnership europea con Belgio, Francia e Germania 
Favorire l’ingresso nei mercati extraeuropei: è l’obiettivo di MAGIA, nuova piattaforma europea per l’internazionalizzazione  che coinvolge quattro importanti “cluster” operanti nel settore biomedicale e della salute umana.

 

Protagonista anche l’Italia con il Polo d’Innovazione bioPmed nato nel 2009 su iniziativa della Regione Piemonte e gestito dal Bioindustry Park di Colleretto Giacosa (Torino), accanto al cluster vallone BioWin in Belgio, Lyonbiopole dalla regione francese Rhône-Alpes e in Germania il cluster Life Science Nord di Amburgo.

La partnership è realizzata all’interno del programma COSME dell’Ue e punta a rafforzare la competitività delle imprese biomedicali, attraverso la cooperazione e condivisione di risorse, conoscenze, esperienze e buone pratiche per definire una strategia comune e presentarsi sui mercati extraeuropei come interlocutore unico.

 

«Tra i settori emergenti quello delle tecnologie medicali viene considerato tra i più promettenti, ma anche tra i più difficili da affrontare per le piccole e medie imprese e per le start-up – sottolineano Fiorella Altruda, presidente di Bioindustry Park, e Alberta Pasquero, amministratore delegato -. Tra i numerosi ostacoli allo sviluppo c’è la concorrenza internazionale forte e ben organizzata, le regolamentazioni severe e complesse, la necessità di integrare tecnologie diverse, oltre alle problematiche legate al tempo e alle risorse necessarie. Per affrontare e superare queste difficoltà, nei 24 mesi di durata del progetto i partner lavoreranno per identificare i mercati ritenuti strategici e sviluppare sinergie e iniziative congiunte».

 

15 mila cittadini abilitati al defibrillatore

 

Anpas Comitato Regionale del Piemonte, in qualità di agenzia formativa accreditata dalla Regione Piemonte, si conferma il primo ente per numero di persone abilitate all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno in ambiente extraospedaliero, con oltre 15mila cittadini certificati in tutta la Regione, la capienza di un intero palasport olimpico. In un sistema, quello piemontese, che conta quasi 100mila nominativi iscritti nella banca dati del Portale per la Formazione in Sanità della Regione Piemonte e 132 enti accreditati.

Tra i 15mila abilitati all’uso del Dae (Defibrillatore semiautomatico esterno) troviamo il personale dipendente delle otto circoscrizioni di Torino, 129 dipendenti Gtt – Gruppo Torinese Trasporti, numerosi vigili del fuoco volontari, polizia municipale, personale di palestre, società sportive, istituti scolastici e aziende. Un primato anche sotto un altro punto di vista, nel 2017 Anpas ha infatti svolto il primo corso Blsd (Supporto di base delle funzioni vitali e defibrillazione) in Piemonte destinato alle persone sorde, grazie alla collaborazione di interpreti della lingua dei segni italiana (Lis). Il corso si è svolto presso la sede di Ens Onlus, Ente Nazionale Sordi, sezione di Asti.

A oggi i 132 istruttori Anpas Piemonte, di cui 17 direttori di corso, hanno effettuato 800 corsi base e 364 corsi di refresh Blsd (vedi tabella con statistiche corsi Blsd Anpas divisi per provincia). Gianni Mancuso, responsabile della formazione Anpas Piemonte: «Anpas Piemonte, da sempre attenta alla formazione qualificata dei volontari e dei cittadini in ambito sanitario, a decorrere dal 2013 ha posto come impegno prioritario la capillarità della formazione sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare con l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico quale strumento insostituibile per il salvataggio di vite umane. Oggi grazie a questo impegno, ai 132 Istruttori AED e all’oltre 90 per cento dei nostri volontari abilitati in Regione Piemonte, Anpas si conferma al primo posto per numero di abilitati in Piemonte ribadendo con i fatti la propria attenzione sia alla prevenzione in campo sanitario e sia alla creazione di valore sociale». Andrea Bonizzoli, presidente Anpas Piemonte: «Importante traguardo raggiunto, 15mila cittadini formati all’utilizzo del Dae sono un segno tangibile dell’impegno costante che le nostre Associazioni, attraverso gli oltre 9.000 volontari piemontesi, mettono in campo tutti i giorni, non solo nel prestare soccorso, nell’assistere, ma anche nella formazione continua dei cittadini. Sicuro che questo non sia un punto di arrivo, ma solo un “traguardo volante” nel nostro cammino quotidiano al servizio della collettività».

***

I corsi Blsd si tengono presso la sede di via Sabaudia 164 a Grugliasco (To) e sul territorio della Regione Piemonte, nelle sedi delle Pubbliche Assistenze Anpas, secondo un calendario di date consultabile sul sito dell’Anpas: www.anpas.piemonte.it.

 

 

Il corso ha una durata di 4 ore, l’80 per cento del tempo di lezione riguarda la parte pratica con defibrillatore trainer. I discenti vengono forniti di pocket mask riutilizzabile e di manuale multimediale Operatore Dae edito da Anpas Piemonte e Dipartimento Interaziendale Emergenza Sanitaria 118 Regione Piemonte in collaborazione con Simeup – Società italiana di medicina di emergenza ed urgenza pediatrica. Ad ogni partecipante che supera positivamente il corso viene rilasciato un attestato valido su tutto il territorio nazionale e il relativo tesserino.

L’età minima per accedere è di 16 anni. L’autorizzazione all’utilizzo ha valenza dal compimento del diciottesimo anno di età. I corsi sono aperti a tutti, personale laico anche senza alcuna formazione sanitaria, incaricati al primo soccorso aziendale o presso centri sportivi, soccorritori, medici e infermieri. Per iscrizioni ai corsi a calendario o per qualsiasi altra informazione contattare telefonicamente la segreteria Anpas Piemonte al numero 011-4038090 o alla mail info@anpas.piemonte.it.

***

L’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) Comitato Regionale Piemonte rappresenta 78 associazioni di volontariato con 9 sezioni distaccate, 9.471 volontari (di cui 3.430 donne), 6.635 soci sostenitori e 377 dipendenti. Nel corso dell’ultimo anno le associate Anpas del Piemonte hanno svolto 432mila servizi con una percorrenza complessiva di circa 14 milioni di chilometri utilizzando 382 autoambulanze, 172 automezzi per il trasporto disabili, 223 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile.

 

 

Bollette luce, cosa c’e’ da sapere

Di Patrizia Polliotto*

I media hanno annunciato il presunto inserimento di un rincaro di 30-35 euro in bolletta, destinato a coprire gli ingenti ammanchi, per via delle morosità esistenti, delle società che erogano energia elettrica: una bufala circolata via Whatsapp. In Italia circa 1,2 milioni di persone non pagano le forniture domestiche, fatto che porterà inevitabilmente le compagnie a ipotizzare un aumento medio di circa 2 euro annui per il costo della luce, la cui entrata in azione è prevista a non prima di 12 mesi. Il buco lasciato dai disonesti, circa 300 milioni di euro, dovrebbe pertanto essere ingiustamente ripianato con l’inserimento, in bolletta, dei cosiddetti ‘oneri di sistema’: tasse mascherate per nulla legate alla fornitura propriamente detta. Come ‘Unione Nazionale Consumatori’ abbiamo già sottolineato l’illiceità di tale condotta, che equivale ad addossare ai cittadini il rischio di impresa di chi opera nel settore energia: fatto assurdo, e per giunta contrario al libero mercato che si vorrebbe far partire dal luglio 2019.

 

*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Il museo fuori dal museo

 

L’Ufficio Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Torino, nell’ambito dei programmi di formazione per garantire ai detenuti il diritto alla fruizione del patrimonio culturale della città, inaugura la collaborazione con il Museo Egizio, da anni impegnato in progetti di inclusione sociale.

Nell’ambito del programma “IL MUSEO FUORI DAL MUSEO” con cui l’Egizio si impegna a rendere accessibili i contenuti delle collezioni anche a coloro che non possono visitare il Museo di Via Accademia delle Scienze, è stato sviluppato un percorso didattico strutturato in due fasi a cura delle egittologhe Federica Facchetti e Alessia Fassone: dapprima, lezioni introduttive sulla storia e le tecniche costruttive e artistiche di alcuni manufatti in legno dell’antico Egitto, seguite poi da un’attività laboratoriale che coinvolgerà il corso di falegnameria dell’Istituto Plana e il Primo Liceo Artistico, già presenti all’interno della casa circondariale.

 

Le lezioni introduttive saranno aperte a tutti i detenuti mentre i laboratori coinvolgeranno solo a coloro che frequentano i percorsi scolastici interni al carcere. Oggetto della produzione saranno alcuni cofanetti lignei, preziosi reperti parte del corredo funerario della tomba dell’architetto Kha, uno dei maggiori capolavori della collezione, ritrovato intatto durante le campagne di scavo guidate da Ernesto Schiaparelli nel 1906. I partecipanti al corso di falegnameria si occuperanno della costruzione dei contenitori, mentre le decorazioni saranno realizzate secondo le tecniche pittoriche e i cromatismi dell’antico Egitto, dagli studenti del Liceo Artistico.

 

Gli oggetti prodotti diventeranno protagonisti di altri appuntamenti del programma “IL MUSEO FUORI DAL MUSEO” poiché saranno utilizzati per laboratori che l’Egizio svolge presso l’Ospedale Pediatrico Regina Margherita.

 

Venerdì 16 marzo si è tenuto il primo appuntamento del percorso presso la Casa Circondariale, dove i detenuti potranno assistere alla conferenza sulla scoperta della Tomba di Kha, tenuta da Enrico Ferraris, curatore del Museo Egizio.

 

“Siamo molto orgogliosi di poter intraprendere questa preziosa collaborazione con la Casa Circondariale Lorusso Cotugno” dichiara il Direttore “il percorso didattico permette di favorire la conoscenza delle collezioni dell’Egizio e di aumentare il radicamento sul territorio e nella comunità delle persone che vivono a Torino e non possono visitare il Museo. Per questa ragione, ci è sembrato altrettanto urgente riservare una promozione speciale alla Polizia Penitenziaria impegnata nel carcere di Torino: da oggi potrà farci visita acquistando due biglietti al prezzo di uno”.

 

L’Ufficio Garante della Città di Torino inserisce tale collaborazione nell’ambito dei programmi realizzati in ottemperanza all’articolo 9 della Costituzione per promuovere lo sviluppo e la diffusione della cultura.

Italiaonline congela i licenziamenti per tre settimane

I 400 licenziamenti annunciati  sono stati congelati per 3 settimane. E’ l’esito dell’incontro tra il presidente della Regione Sergio Chiamparino con il ministro Calenda che ha ottenuto il congelamento del piano industriale dell’azienda. Nel frattempo si terranno altre riunioni  per cercare una soluzione. Erano presenti la sindaca Chiara Appendino e l’assessore al Commercio Alberto Sacco.