ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 575

Universo Acqua

La Biblioteca Nazionale di piazza Carlo Alberto ospita, tra aprile e maggio, un ciclo di quattro conferenze promosso dal Museo dell’astronomia Infini.To di Pino Torinese, attorno al tema dell’acqua da un punto di vista in primo luogo scientifico, ma aperto a tanti punti di vista multidisciplinari

 

La conferenza del 9 maggio scorso è partita dall’osservazione, quasi un luogo comune, che l’acqua sia fondamentale per la vita: ma perché sia così importante, quanto sia diffusa nell’universo, se possa esserci un’alternativa ad essa, da quanto tempo essa esista nell’universo sono domande che ci portano dritte al cuore della chimica, dell’astrofisica e della ricerca planetologica. Insomma, anche una sostanza così semplice, talmente elementare e scontata che per millenni filosofi naturali e scienziati l’hanno ritenuta un elemento, cosa che in realtà non è, essendo costituita da due atomi di idrogeno (parola che non a caso vuol dire “generatore d’acqua”) e uno di ossigeno, rivela risvolti sorprendenti e ancora inesplorati. La prima sorpresa è che nell’universo primordiale, e per il primo miliardo di anni, l’acqua non esisteva, per il semplice fatto che il Big Bang ha prodotto solo i primissimi elementi, i più leggeri, l’idrogeno, l’elio, il litio, un po’ di berillio e qualcosina di boro. Per l’ossigeno, come del resto per il carbonio, si sono dovute aspettare le prime stelle, nelle quali la nucleosintesi ha potuto procedere fino agli elementi più pesanti, fino al ferro e poi, a poco a poco, con il passare del tempo, tutti gli altri, cucinati nelle fornaci stellari e liberati poco a poco dalle supernove per finire cantati nei racconti di Primo Levi e studiati da fisici e chimici. Tuttavia, a volte, per capire l’universo occorre relativizzare, occorre superare le scale umane di massa, tempo, distanze, persino di abbondanze dei singoli elementi, ed entrare nella dimensione dell’enorme, del lento o del rapidissimo, del rarefatto o dell’estremamente denso: scopriamo così che, in un lontanissimo quasar, formatosi dodici miliardi di anni fa, circa un miliardo e mezzo di anni dopo il Big Bang, l’acqua c’era già e tantissima: centomila miliardi di volte quella presente sulla terra. Una quantità enorme, dispersa nei gas e nelle polveri della galassia, non certo organizzata nei rassicuranti mari o negli immensi oceani terrestri, ma riesce veramente difficile pensare che, da qualche parte non in una, ma in tantissime altre delle galassie ormai scoperte, in un vertiginoso gioco di moltiplicazioni e di inerpicarsi di ordini di grandezza che in breve ci lasciano a bocca aperta, questa non si sia raccolta su dei pianeti, creando a sua volta mari, calotte glaciali, laghi e fiumi.

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E infatti, racconta Luigi Colangeli, dell’Esa, l’ente spaziale europeo, non è necessario fare troppa strada, basta restare in quello che ormai è il nostro cortile di casa, il sistema solare, per scoprire l’acqua sulla Luna, persino sul torrido Mercurio, ai poli di Marte, probabilmente nel suo sottosuolo, dove l’acqua si nasconde dopo aver a lungo prosperato, scavato fiumi e bacini prima di evaporare a causa dell’atmosfera troppo sottile del pianeta rosso, o ghiacciare per le temperature bassissime dovute alla distanza dal Sole e all’assenza di un effetto serra naturale come sulla Terra, sempre legato all’atmosfera troppo rarefatta. Ancora più in là, i satelliti di Giove e Saturno, grandi quasi quanto i pianeti rocciosi, mondi lontanissimi in orbita attorno a giganti di gas, sembrano promettere moltissimo: è praticamente assodato che ci siano croste di ghiaccio che proteggano oceani potenzialmente di acqua fluida, mentre, ancor più distante, su Urano e Nettuno l’acqua è nuovamente presente nelle loro gelide atmosfere.C ’è sufficiente ricerca, per il nostro sistema solare, da riempire le esistenze di migliaia di scienziati alla ricerca dell’acqua, ma i nostri telescopi possono ormai fare di più e molti sono i satelliti puntati verso punti lontani della nostra galassia, dai sistemi planetari, ormai scoperti a migliaia, alle nubi di gas, e anche lì i loro spettroscopi hanno ormai individuato più e più volte le prove della presenza dell’acqua, così come, in determinati casi, addirittura di amminoacidi, i precursori delle proteine. La palla passa, sotto la guida del moderatore Attilio Ferrari, professore di astrofisica all’università di Torino, al docente di biologia Lorenzo Silengo, il quale spiega perché l’acqua sia così importante per la vita: la gran parte della sua natura speciale risiede nelle sue proprietà elettriche, nel fatto che la molecola, grazie alla diversa distribuzione delle cariche tra ossigeno e idrogeno, possa formare tenaci legami residui, i legami a idrogeno. Sono loro, resistenti a sufficienza da formare il ghiaccio, ma fragili il giusto da potersi rompere alle temperature ambiente per generare l’acqua liquida e il vapor d’acqua, a rendere l’ossido di di idrogeno così speciale: imprigionano altre molecole, facendo da solvente, e le trasportano qua e là consentendo loro di reagire, riescono a inerpicarsi nei vasi linfatici delle piante sfidando la gravità, non scivolano via dalle pareti cui aderiscono, si lasciano intrappolare dai lipidi, creando vescicole dentro le quali possono avvenire reazioni chimiche sempre più complesse, delle quali l’acqua è in un modo o nell’altro protagonista.

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In un certo senso, il segreto della vita comincia da lì, da quando una membrana ha distinto un fuori ostile, umido come i mari primordiali, ricco di sostanze in agitazione, e un dentro, dove queste sostanze possono reagire in modo controllato, produrre energia, dare vita alla vita: è lo stesso che accade ancora oggi nei citoplasmi di ogni singola cellula del nostro corpo. Rimane allora la domanda, perché, se c’è così tanta acqua nell’universo, non è facile trovare la vita? La risposta si riesce ad avere mettendo assieme tutto ciò che in questa conferenza è stato raccontato: l’acqua è fondamentale, se non unica – visto che altre molecole simili a lei, non presentano la stessa reattività, tendono a formare materia inerte o dissolversi in gas – , ma deve essere tanta, circoscritta nello spazio, deve essere in qualche modo “seminata” da altre molecole, quello che forse hanno fatto le comete e gli asteroidi nel primo miliardo di esistenza della Terra, deve probabilmente essere presente sullo stesso pianeta in tutti e tre gli stati; aeriforme, per poter essere trasportata in ogni dove e partecipare al clima; liquida, per consentire l’attivazione delle prime reazioni vitali e consentire l’evaporazione dell’ossigeno che, per i primissimi organismi fotosintetici, era un prodotto di scarto; solida, per proteggere con il ghiaccio i mari dalle intemperie dei mondi in formazione. Per avere la concomitanza di tutte queste condizioni è necessario che un pianeta si trovi a una distanza adatta rispetto alla stella cui orbita, che riceva il calore sufficiente ma non patisca escursioni eccessive: deve stare cioè nella zona abitabile, quella che per il nostro sistema solare corrisponde proprio alla posizione della terra. L’elenco delle condizioni necessarie per la nascita della vita non finisce qua, e forse perché si realizzino tutte assieme ci vuole tanto tempo, quello che purtroppo manca alla singola vita umana ma non alla ricerca, e tanta fortuna, ma l’universo è grande abbastanza da lasciarci pensare che in qualche altro suo cantuccio si sia sviluppata, chissà come, chissà a che livelli di complessità. Complicata e incredibile, la vita è una primadonna che ben si accompagna alla sua eclettica dama di compagnia, l’H2O, le cui multiformi proprietà, la sua importanza in ogni ambito della scienza e della cultura verranno ancora discusse ed analizzate il 24 di maggio, alle ore 17.30 nell’ultimo incontro sul tema, sempre alla Biblioteca Nazionale.

Andrea Rubiola

Per informazioni https://piemonte.abbonamentomusei.it/Mostre-e-Attivita/Universo-Acqua.-Conferenze

Quanto vale il Salone? 29 milioni di euro

Le ricadute della rassegna sull’economia del territorio

 

 

Le ricadute economiche dirette sull’economia del territorio del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino sono state stimate in circa 14,2 milioni di euro. E se si guarda l’impatto moltiplicatore con i suoi effetti anche indiretti, si parla di valori medi fra i 29,494 e i 29,586 milioni di euro. Sono fra i risultati che emergono da uno studio sulla valutazione economica e sociale della scorsa edizione della manifestazione svolto dall’Università di Torino e presentato al 31° Salone domenica 13 maggio. Sono intervenuti Mario Montalcini, già presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, Germano PainiPiervincenzo BondonioGiovanna SegreMarcello Bogetti eGiuseppe Tipaldo, dell’Università di Torino, e Francesca Leon, assessore alla Cultura della Città di Torino.«Il fatto che il 60% del pubblico sia fidelizzato vuol dire che il Salone ha un valore economico significativo – ha commentato Mario Montalcini – e stiamo cercando di organizzare una collaborazione stretta, di medio lungo-termine, con il mondo delle università».

 

Il lavoro è stato condotto da tre gruppi di ricerca coordinati dal professor Germano Paininell’ambito del Progetto innovazione e competitività, e facenti capo rispettivamente al Centro interdipartimentale di Studi Urbani e sugli Eventi Omero, che si è occupato della valutazione del profilo dei visitatori e dell’impatto economico; a LabNet – Laboratorio di Applied Network Science della Scuola di Amministrazione Aziendale, che si è occupato della valutazione dei sistemi relazionali della filiera editoriale e dei profili di fruizione da parte delle utenze professionali; e a Quaerys, che ha analizzato gli Users Generated Content, ossia i contenuti social generati dagli utenti. Per il Centro Omero la supervisione della ricerca è stata svolta da Piervincenzo Bondonio e Giovanna Segre con la collaborazione di Enrico Bertacchini e degli studenti del corso di Laurea Magistrale in Economia dell’ambiente, della cultura e del territorio; per LabNet la supervisione è stata svolta da Marcello Bogetti; per Quaerys da Sergio Scamuzzi Giuseppe Tipaldo.

  
Il profilo del visitatore

La ricerca si è basata sui risultati della somministrazione di 2.140 questionari ai visitatori del Salone 2017 nelle 5 giornate di apertura. I principali risultati ottenuti dal punto di vista del profilo dei visitatori permettono di evidenziare che il 37,2% dei visitatori afferma di partecipare al Salone del Libro da oltre 7 anni (mentre il 23,8% degli intervistati dichiara di essere alla prima edizione, rappresentando un dato in crescita rispetto a quanto registrato in passato); che l’88% degli intervistati dichiara di essere molto soddisfatto dalla visita fatta (in particolare il 54,5% soddisfazione massima, il 33,5% dichiara soddisfazione quasi massima); che il 91,6% degli intervistati dichiara di essere intenzionato a tornare alla prossima edizione del Salone del libro (in particolare il 75% risponde assolutamente sì); che i visitatori del Salone provengono per il 56% dall’area metropolitana di Torino e per il 44% da luoghi fuori da essa (in particolare nel 31,2% dei casi arrivano da altre regioni, senza contare gli studenti giunti al Salone in gita scolastica); e che oltre l’86% di coloro che arrivano da fuori l’area metropolitana di Torino viene in città esclusivamente per visitare il Salone.

 
L’impatto economico del Salone

Per quanto riguarda la stima dell’impatto economico, le elaborazioni, integrate quando necessario da stime, le ricadute economiche dirette sull’economia locale del 30° Salone del Libro di Torino sono ammontate a circa 14,2 milioni di euro.Applicando i moltiplicatori pertinenti si ottengono stime dell’impatto economico sul territorio che variano tra un minimo di 28,018 milioni di euro circa (ottenuto sommando i valori per i moltiplicatori minimi) e un massimo di 31,062 milioni circa (ottenuto sommando i valori per i moltiplicatori massimi): è ragionevole quindi ritenere che la stima dell’impatto si possa collocare entro i valori medi di 29,494 e 29,586 milioni di euro.

 
Il Salone come luogo di sviluppo di reti

La ricerca svolta da LabNet, basata su un questionario on-line inviato via mail ufficiali del Salone del Libro di Torino e di Tempo di Libri.

(foto: il Torinese)

Patente di guida, cosa c’è da sapere

Di Patrizia Polliotto* 

La patente di guida è uno strumento utile. Considerato il rischio di non superare subito la prova di guida, esiste una particolare procedura che si chiama Riporto dell’Esame di Teoria. Come funziona?

Se si è stati respinti alla pratica, o non si è superata la prova di guida entro i sei mesi di validità del foglio rosa, si potrà chiederne uno nuovo, e ritentare l’esame pratico senza perdere tutto, grazie all’Istanza di Riporto dell’Esame di Teoria su un nuovo foglio rosa. I candidati che, dopo aver passato l’esame di teoria, non effettuano o non superano l’esame di guida entro i sei mesi di validità del foglio rosa, possono richiederne uno nuovo. Così facendo, si può ritentare solo l’esame di guida, con le consuete due prove a disposizione, senza affrontare di nuovo la prova teorica della patente: e, soprattutto, evitando di fronteggiare nuovamente i costi economici annessi. La richiesta di riporto è effettuabile solamente una volta. Nel caso in cui non si sostenga o non si superi la prova di guida nei sei mesi di validità del secondo foglio rosa, si dovrà ripetere la preparazione e l’esame teorico un’altra volta, per ottenere un nuovo foglio rosa. L’art. 122 del Codice della Strada assegna validità semestrale al foglio rosa. La domanda di riporto va presentata entro e non oltre il secondo mese dalla data di scadenza della precedente autorizzazione ad esercitarsi alla guida, e non prima del giorno successivo a quello di scadenza del precedente foglio rosa. Tale termine è perentorio, pena nullità della nuova autorizzazione alla guida emessa e del conseguente riporto.

 

* Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Comau partner di “A bit of [hi]story”

Comau partecipa a A bit of [hi]story, evento strutturato in una serie di incontri, laboratori e conferenze dedicati alla storia dell’informatica e all’information technology, in programma il 12 e 13 maggio all’Impact Hub di Torino, organizzato dal Museo Piemontese dell’informatica, con il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana e Città di Torino

Partner tecnico dell’iniziativa, per il secondo anno consecutivo, Comau prende parte alla manifestazione torinese con il robot modulare e open source e.DO, protagonista di un laboratorio educational organizzato nel pomeriggio di domenica 13 maggio. Durante il workshop, alcuni studenti delle scuole primarie di primo e secondo grado (elementari e medie), possono scoprire da vicino come funziona un robot e come sia possibile utilizzarlo in modo intuitivo, anche per svolgere semplici attività didattiche. Nello specifico, e.DO robot coinvolge i ragazzi in un’interessante applicazione di disegno, guidato in remoto tramite app da tablet. e.DO robot è un piccolo e compatto braccio robotico progettato da Comau per avvicinare il mondo della robotica a quello della scuola, al settore educativo in genere e al campo consumer.

Economia: va meglio ma è ancora a rischio

Le aspettative per il 2018 dell’economia piemontese sono positive, ma  su un arco temporale più lungo ci sono ancora difficoltà. Unicredit, Intesa Sanpaolo, Unioncamere e Confindustria hanno fatto il punto sullo stato di salute del mondo imprenditoriale  piemontese, nel corso di un convegno presso UniManagement. Il tasso di crescita delle aziende della regione è leggermente negativo, -0,87%), ma sono buone le performance dei settori che fanno parte dell’industria 4.0. E’ la vera sfida che deve vincere il tessuto imprenditoriale regionale. Inoltre l’economia del Piemonte si conferma in ripresa stando all’ aumento delle nuove erogazioni alle aziende corporate del territorio che nel 2017 raddoppiate, +95%) rispetto al 2016. Aspettative positive per il 2018 in particolare per le imprese metalmeccaniche, dell’alta tecnologia, dei servizi avanzati, del turismo e agroalimentare. A Torino è in ripresa il settore delle costruzioni. Nel 2018 il Pil piemontese dovrebbe crescere dell’1,6%

Col naso rosso per contagiare di allegria

I volontari clown di corsia VIP Italia si preparano a “clowntagiare” le principali piazze di tutta Italia per la 14esima Giornata del Naso Rosso.VIP Viviamo in Positivo Torino ONLUS  coinvolgerà 6 piazze regionali (Alba, Alessandria, Chivasso, Cuneo, Pinerolo e Torino). A Torino l’iniziativa si svolgerà domenica 20 maggio in piazza Castello dalle 9.30 alle 19
Domenica  20 maggio 2018  si rinnova nelle piazze delle principali città italiane l’appuntamento con la  Giornata del Naso Rosso , organizzata dai  volontari clown di corsia di VIP Italia Onlus . 
 
L’evento, giunto alla sua 14esima edizione , è l’unico durante il quale vengono raccolti i fondi necessari per sovvenzionare i progetti della Federazione VIP ViviamoInPositivo Italia Onlus. 
Ecco il programma dell’evento:
 
9.30 Apertura GNR
10.00 Baby Dance
11.00 Silenzio!… Grasse risate con i clown
12.00 Bolle di sapone
12.30 Baby Dance
13.00 – 15.00 Pausa Pranzo
15.00 Baby Dance
15.30 Inviati speciali: Progetto Scuole
16.00 Baby Dance
16.30 Silenzio!… Grasse risate con i clown 
18.00 Bolle di sapone
18.30 Estrazione Lotteria
19.00 Chiusura GNR
Bolle di sapone, colori, giochi, balli…i volontari di VIP Italia animeranno per l’intera giornata le piazze delle città dove sono presenti ed operano le Associazioni federate, dando vita a spettacoli e momenti di gioia per un pubblico di tutte le età. La  Giornata del Naso Rosso  sarà, altresì, l’occasione per entrare nel mondo VIP, per conoscerne i valori e i progetti, per imparare a riconoscere i clown di VIP Italia – gli unici autorizzati a questa raccolta fondi – dotati del camice identificativo (caratterizzato dalla scritta Viviamo in Positivo sulla schiena, dal colletto rosso, dalle maniche rigate), del tesserino e naturalmente dell’inseparabile naso rosso. Con le risorse raccolte durante la Giornata del Naso Rosso è possibile sostenere i corsi di formazione per i volontari clown delle 59 Associazioni federate, le missioni organizzate nei paesi in via di sviluppo, i progetti da realizzare nelle scuole ed aiutarci a diffondere, tra l’opinione pubblica, la conoscenza della clown terapia e della filosofia del “Viviamo In Positivo”, alla base dei valori di VIP Italia Onlus. Tutte queste attività vanno a sostenere la missione base di ogni volontario di VIP Italia, ossia il servizio tra le corsie degli ospedali, delle RSA, nelle carceri e nei luoghi di sofferenza, per portare il sorriso e la leggerezza in luoghi dove spesso vengono a mancare. Un po’ di numeri : la Federazione VIP Italia Onlus nasce nel 2003; attualmente, in Italia e nella Repubblica di San Marino, le associazioni federate sono 59, per un totale di 4.400 volontari. Nel 2016, sono state prestate circa 150.000ore di volontariato clown nelle 200 strutture convenzionate, tra ospedali e case di riposo
 

Per ulteriori informazioni basta collegarsi a  www.giornatadelnasorosso.it  o  www.vipitalia.org. 
Per ulteriori informazioni sulla nostra attività di volontariato:
Pagina VIP Torino:  http://www.viptorino.com/

Ok ai nuovi ospedali

Un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi per interventi di edilizia sanitaria: sarà utilizzato per le Città della Salute e della Scienza di Torino e di Novara, per gli Ospedali unici dell’Asl To5 e del Vco, per completare quelli di Verduno e della Valle Belbo e per potenziare quelli dell’Asl Cn1 di Fossano, Saluzzo e Savigliano. È quanto prevede la delibera, presentata per la Giunta regionale dall’assessore alla Sanità Antonio Saitta,  approvata a maggioranza dal Consiglio regionale. L’esame del documento è iniziato nella seduta del 17 aprile ed è proseguito con la discussione di oltre cento emendamenti presentati dall’opposizione, in particolare dal Movimento 5 stelle, e di cinque ordini del giorno collegati, di cui ne sono stati approvati due. La Giunta regionale ha accolto una dozzina di emendamenti proposti dal M5s che prevedono, in particolare, la previsione d’impianti per il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili, adeguati spazi per l’accoglienza e la permanenza dei pazienti, asili nido per il personale e la possibilità di aumentare il contributo pubblico per non rendere eccessivamente esosi i canoni di disponibilità per la Città della Salute e della Scienza di Torino e di Novara e per gli Ospedali unici dell’Asl To5 e del Vco. “Si tratta di un programma d’interventi reso possibile dalla volontà di recuperare i fondi non utilizzati dalla Regione previsti dalla legge nazionale dell’88 sul programma straordinario di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario – aveva ricordato l’assessore illustrando il provvedimento in Aula –. Per quanto riguarda, in particolare, gli investimenti sugli ospedali più grandi si prevede di ricorrere al partenariato tra pubblico e privato perché quando si deve realizzare un’opera pubblica bisogna tenere presente la situazione di fatto e, se non ci sono le risorse, usare una modalità innovativa che sia prevista dal Codice degli appalti”. Approvati anche gli emendamenti proposti dalla Giunta regionale per non dar corso all’avvio del procedimento dell’Accordo di programma tra Regione, Comune di Fossano e Asl Cn1 per la riconversione del Presidio ospedaliero di Fossano previsto nel Piano sociosanitario regionale 2012-2015. Proprio a proposito di questi ultimi emendamenti il gruppo Mns e Fi hanno accusato la Giunta di voler scaricare una propria responsabilità sul Consiglio e hanno annunciato il proprio voto contrario. Il M5s, pur non condividendo in pieno il metodo della Giunta, ha convenuto sull’urgenza di ritirare le delibere in oggetto, mentre per il Pd si è trattato di emendamenti legittimi proposti nell’ambito ideale.

 

www.cr.piemonte.it

Passeggiata Ivrea

Nell’ambito della VIII Giornata Nazionale degli Archivi di Architettura organizzata da AAA/Italia – Associazione nazionale Archivi di Architettura contemporanea, quest’anno dedicata agli “Spazi aperti”, idealmente collegata al titolo della Biennale Architettura “Freespace”, l’Associazione Archivio Storico Olivetti e la Fondazione Adriano Olivetti, in collaborazione con To(ur)arch.Guiding Architects Torino, organizzano la passeggiata Ivrea, città industriale del XX secolo. La passeggiata, che parte dalla mostra permanente dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, declina il tema degli “spazi aperti” secondo una dimensione di fruizione e visita che restituisce un’ideale continuità tra spazi della produzione e del tempo libero, residenze e servizi per la collettività, in cui spazio pubblico e spazio privato sono perimetri permeabili.

 

ingresso libero e gratuito

 

QUANDO: 16 maggio 2018
INDIRIZZO: Villetta Casana, Via Miniere 31, 10015 Ivrea
CONTATTI: 0125 641238

I fornitori del Salone: “Vogliamo solo essere pagati”

In una nota i fornitori del Salone del Libro di Torino respingono possibili strumentalizzazioni tra le richieste sul denaro che spetta loro dal salone del Libro e la polemica legata alla scoperta di una consulenza data – e subito saldata – dal Salone a Luca Pasquaretta, il portavoce della sindaca Appendino. “Non  intendiamo  far parte del dibattito politico che si sta scatenando e non vogliamo chiedere la testa di nessuno”, spiegano i fornitori le cui aziende attendono pagamenti anche dal 2014.

 

(foto: il Torinese)

Occhio secco, visite al Mauriziano

Fino al 31 maggio presso l’Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano Umberto di Torino I, screening oculistici gratuiti dedicati alle donne, le più colpite da questa patologia

Ha preso il via anche a Torino la terza edizione della Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi dell’Occhio Secco – quest’anno dedicata esclusivamente alle donne – promossa su tutto il territorio nazionale dal Centro Italiano Occhio Secco di Milano (CIOS), con la collaborazione dell’Università dell’Insubria di Varese, il patrocinio del Ministero della Salute, di Regione Lombardia e della SOI Società Oftalmologica Italiana.

L’iniziativa prevede, fino al 31 maggio, visite oculistiche gratuite presso 14 Centri italiani aderenti. A Torino, le donne interessate potranno recarsi presso l’Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano Umberto I, in Largo Turati 62. Per usufruire dello screening è necessario prenotare la propria visita sul sito www.centroitalianoocchiosecco.it. L’équipe di specialisti guidati dal dottor Bruno Oldani, sarà a disposizione per diagnosticare la presenza della patologia e suggerire le opportune terapie.

La Campagna si rivolge soprattutto alle donne over 45, fascia di età più colpita da problemi di secchezza oculare a causa delle delicate fasi di premenopausa e menopausa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la Sindrome dell’Occhio Secco tra i più ignorati e sottovalutati disturbi della società moderna. Le statistiche epidemiologiche rilevano che ne soffre il 90% della popolazione femminile over 45, a fronte di un 25% di uomini over 50. Si tratta di una patologia in grado di limitare la vita sociale e professionale di chi ne è colpito.

Scoperta nel 1950 da Andrew De Roetth, solo nel 1995 la Commissione Internazionale del National Eye Institute l’ha definita come quell’insieme di sintomi causati dall’alterazione del film lacrimale, una sottile pellicola dalla composizione complessa ricca di numerose sostanze nutritive e protettive. I disturbi più comuni sono: bruciore e prurito insistente, lacrimazione irregolare, scatenata soprattutto da agenti atmosferici o ambientali, necessità di strofinarsi continuamente gli occhi, presenza di secrezioni. Oggi, grazie alla ricerca scientifica, il medico oculista può diagnosticare in maniera precisa e veloce le alterazioni del film lacrimale, disponendo di strumenti diagnostici d’avanguardia in grado di individuare in maniera personalizzata per ciascun paziente la terapia più appropriata.