«Ci fa piacere che anche il Veneto stia promuovendo un disegno di legge per il contenimento del lupo, mentre in Piemonte, dove la presenza del predatore è la più consistente in Italia, la politica purtroppo non si è ancora mossa e non ha risposto alle nostre sollecitazioni. Sulle nostre montagne, se non si interviene per limitare i lupi, i pastori saranno costretti ad andarsene. Abbiamo bisogno di una legge che consenta di gestire i predatori, se occorre anche con dei piani di abbattimento, e non di tutelarli a tutti i costi, come avviene oggi, senza pensare alla reale salvaguardia dell’ecosistema, che certamente non può escludere l’uomo dall’ambiente». Così Gabriele Carenini, presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori del Piemonte, a commento della notizia sull’iniziativa legislativa del Veneto, che peraltro segue quelle analoghe delle Province autonome di Trento e Bolzano e delle Regioni Valle d’Aosta e Toscana, impugnate dal Governo o in attesa del parere dell’Unione europea e dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. «A maggio – aggiunge il presidente della Confederazione italiana agricoltori di Torino, Roberto Barbero – la nostra Organizzazione ha riunito a Fenestrelle centinaia di allevatori, insieme a parlamentari, consiglieri regionali e della Città Metropolitana, oltre ad amministratori locali, tecnici faunistici, ambientalisti e cacciatori, per fare il punto sull’emergenza lupo e tutti hanno convenuto che una soluzione vada trovata al più presto, riaprendo prima possibile il Tavolo del Piano lupo nazionale. Peccato che poi nessuno se ne sia fatto politicamente carico, a cominciare dalla Regione Piemonte, che sta con il lupo e fa finta di non vedere i danni irreparabili che il predatore causa alle aziende in montagna».
Due ordini del giorno per dire sì alla realizzazione del Tav: a maggioranza il Consiglio regionale del Piemonte li ha approvati oggi dopo le comunicazioni del presidente Sergio Chiamparino e in seguito a un acceso dibattito, che ha visto l’espulsione di tre consiglieri. I due Odg hanno come primi firmatari Domenico Ravetti(Pd) e Andrea
Tronzano (Fi). I documenti, con diverse sfumature, impegnano la Giunta regionale ad attivarsi con ogni mezzo possibile, nell’ambito delle proprie competenze, affinché il Governo italiano intervenga tempestivamente per impedire che i lavori dell’alta velocità Torino-Lione vengano bloccati. Favorevoli tutti i gruppi di maggioranza e opposizione, tranne Movimento 5 stelle e Movimento libero indipendente, mentre Leu non ha partecipato al voto.
Collegata all’Odg, è stata anche lanciata una raccolta firme pro Tav, lanciata da Gabriele Molinari (Pd) e sottoscritta da rappresentanti di tutti i gruppi, sempre con l’esclusione del M5s, Mli e Leu. Nella sua comunicazione, Chiamparino aveva sottolineato come l’opera sia “fondamentale non solo per il Piemonte ma per tutto il Nord Italia. Esiste la possibilità di ribaltare assetto attuale, che vede i porti italiani soccombenti rispetto a quelli del Nord Europa”. Secondo il presidente del Piemonte, l’ordine del giorno approvato in Comune, è “uno schiaffo alla città che lavora”. È importante, ha affermato
Chiamparino, che nel progetto non si tagli fuori Sito e che non si facciano passare ogni minuto treni lunghissimi a fianco delle case. Sono intervenuti nel dibattito rappresentanti di tutti i gruppi. Ravetti, nel presentare il suo Odg, ha ricordato che “oltre 200 imprenditori ieri hanno partecipato al presidio davanti al Comune per dire sì al Tav”.
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IL DIBATTITO
Francesca Frediani (M5s) ha sottolineato che presto il tema Tav sarà superato in positivo e ci si libererà di un’opera inutile per fondate ragioni non ideologiche.
Tronzano (Fi), ha detto che in Consiglio comunale, schieratosi contro il Tav, è morta la città del fare, anche per le grandi ambiguità del centro sinistra.
Benito Sinatora (Lega) ha affermato che sul tema il suo partito non è mai stato ambiguo, avendo sottoscritto un documento unitario in cui s’appoggiava il Tav.
Mario Giaccone (Cpp) ha ricordato che le buoni ragioni non stanno mai da una sola parte, ma bisogna tenere conto della posizione unitaria di imprenditori e sindacati che dicono sì al Tav.
Per Gianluca Vignale (Msn) il Tav è una grande grande opportunità per il Piemonte e potrà migliorare la stretta correlazione economico-industriale tra Italia e Francia. Secondo Marco Grimaldi (Leu) ha argomentato che se il governo taglia il Tav, almeno una piccola parte dei fondi sia utilizzata subito per la seconda linea della metropolitana torinese. Stefania Batzella (Mli), ha ribadito la sua contrarietà all’opera e stigmatizzato i toni della discussione avvenuta in Aula.
Il Punto sui Mercati Azionari
Credo sia arrivato il momento di provare a riflettere su dove siano arrivati i principali mercati azionari internazionali e quello italiano, anche a fronte degli ultimi movimenti dei prezzi e degli scenari politici.
Partiamo da un grafico.
Quello dell’indice che racchiude in se l’andamento di tutte le Borse del mondo.
Come si evince dopo anni di ampi rialzi, pare che ora ci siano i primi segnali di scricchiolamento o inversione del trend rialzista primario che parte da inizio 2009. Si può vedere come la base che lo ha sempre supportato (linee blu) sia stata rotta durante l’ultimo mese.
Inoltre, per chi mastica un po’ di analisi tecnica, si è presentata una figura di doppio massimo, accompagnato anche da un “divergenza” sull’ultimo massimo dell’indicatore (RSI a 14 periodi). Il secondo massimo sui prezzi si è realizzato in concomitanza di un massimo più basso da parte dell’indicatore; tipico segnale di indebolimento del trend in essere! Tuttavia non si può escludere un leggero recupero nel breve periodo, che però potrebbe rappresentare non una ripartenza del trend rialzista di lungo periodo, ma solo un rimbalzo all’interno di un nuovo trend ribassista che potrebbe essere in fase di formazione (nella peggiore delle ipotesi); o una correzione più ampia del trend rialzista secondo una ipotesi meno pessimista. In ogni caso, in ottica di medio periodo, la discesa non parrebbe essere terminata, spingendoci ad assumere posizioni prudenti sul comparto azionario internazionale. L’indice, dagli attuali 1537, potrebbe scivolare prima verso le 1350 ed in seguito (qualora fosse violato anche questo livello) in direzione delle 1200.
Passiamo ora ad analizzare alcuni dei principali indici Europei.
Per capire se l’analisi di cui sopra trova conferme o smentite.
Iniziamo dall’indice Dax che rappresenta l’andamento della Borsa Tedesca.
Anche qui vediamo che il trend rialzista è stato “segnato” (rottura della linea blu sottile).
Anche qui si sta completando una figura di Testa e Spalle ribassista.
Anche qui, al di là di un possibile rimbalzo dei prezzi nel breve periodo (verso le 11700/900), appare probabile una continuazione della discesa nel medio periodo verso la fascia di prezzo 9000/8000. Prezzi attuali 11200
Passiamo ora all’Indice EuroStoxx 50.
Purtroppo né durante il 2015 né durante il 2017 l’indice è riuscito a spingersi sopra la linea rossa spessa che rappresenta la congiunzione dei massimi del 2000 e del 2007. Evento che avrebbe fornito un ulteriore deciso segnale di forza, permettendo la continuazione del trend rialzista partito dai minimi del 2011/2012. Viceversa i corsi si sono spinti sotto la linea blu sottile fornendo, anche su questo indice, un nuovo segnale di debolezza. Obiettivo del movimento (sempre al di là di possibili recuperi di breve periodo), sono prima l’area 2650/2550 ed in seguito l’area 2000 (prezzi attuali 3134 e possibili recuperi di breve periodo verso le 3300/400).
Terminiamo l’analisi degli indici internazionali con un grafico della Borsa Statunitense, l’indice S&P500.
Su questo grafico mi limito a dire che si commenta da solo.
L’ultima analisi la facciamo sul mercato azionario italiano attraverso l’indice FTSEMib
Tra i mercati analizzati, per assurdo, è ancora quello che non ha dato un vero e proprio segnale di debolezza di medio periodo. Ma non facciamoci ingannare, è anche quello che è salito meno negli anni passati, oltre alle decise perdite delle ultime settimane, dopo il buon recupero messo a segno tra metà 2016 e l’inizio del 2018.
L’indice pare intrappolato all’interno di un ampio movimento laterale compreso tra le due linee Blu di area 24000 e 18400, livello testato proprio venerdì 26 ottobre!
Il test e per ora la tenuta delle 18400 rafforza la possibilità di un nuovo recupero nel breve periodo. Recupero che potrebbe anche spingersi verso l’area 20000.
Viceversa nuove discese sotto le 18400 potrebbero aprire la strada ad ulteriori indebolimenti prima verso le 16000/15000 ed in seguito in direzione dei minimi del 2009 e del 2012 a 12300, vanificando tutto il rialzo espresso da tale data a maggio 2018.
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Conclusioni:
1) non possiamo non considerare gli ampi recuperi messi a segno dai principali mercati internazionali negli ultimi anni. Evento che, di per se stesso, potrebbe avere come conseguenza una correzione del tutto fisiologica degli stessi.
2) il mercato statunitense ha amplificato tali recuperi, portandosi in una condizione di possibile eccesso.
3) le turbolenze politiche, sotto gli occhi di tutti, nell’area Euro.
4) importanti fattori di incertezza che si avranno nel 2019: fine del QE da parte di Draghi, sua sostituzione alla guida della Banca Centrale Europea, elezioni politiche europee.
5) un’eventuale disgregazione dell’area Euro per ora non la voglio considerare. Direi che i primi 4 punti già possono bastare.
Al di là delle analisi puramente tecniche evidenziate sopra, sono tutti fattori che dovrebbero spingere ad una decisa prudenza! Fermo restando che, in ottica di più breve periodo e dopo le non trascurabili recenti discese, non si possano escludere rimbalzi tecnici che, per il momento, sarebbero da interpretare più come occasioni di vendita che di vero recupero.
Andrea Savio
(Trader indipendente e formatore)
Il modulo pilota della “serra 2020” di GHZERO è in corso di realizzazione all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario Statale G.Bonfantini di Novara. Il termine dei lavori è previsto per dicembre 2018 mentre l’inizio della coltivazione è prevista per febbraio 2019, al suo interno troveranno spazio sperimentazioni
di colture
GHZERO S.r.l. è una start up innovativa, di recente costituzione (maggio 2018) con una forte «anima» novarese, l’idea embrionale risale all’ottobre del 2017 da un confronto tra Luca Bertolino, agronomo e docente, Massimiliano Caligara, responsabile chimico di laboratorio presso una importante azienda e presidente di un circolo di Legambiente, Fabrizio Barini, responsabile New Business Development Intermonte Sim. Il core business aziendale è rappresentato dalla realizzazione e commercializzazione di serre mobili innovative (il modulo è denominato « serra 2020 » ) nel campoagricolo ( frutta , verdura , canapa ) e florovivaistico, con l’ausilio di tecnologie (in particolare con LED) che permettano una produzione maggiore e indipendente dalle condizioni ambientali esterne alla serra. La compagine societaria vede la presenza dell’azienda fornitrice della tecnologia la Elmo s.r.l., della società che si occuperà della parte impiantistica e realizzativa la Sail Group E.E.R. s.r.l. e di altri soci personali che portano in dote il loro importante bagaglio di conoscenze ed esperienze nel campo tecnico, commerciale e finanziario.
Il modulo pilota della “serra 2020” è in corso di realizzazione all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario Statale G.Bonfantini di Novara. Il termine dei lavori è previsto per dicembre 2018 mentre l’inizio della coltivazione è prevista per febbraio 2019, al suo interno troveranno spazio sperimentazioni di colture. La validazione dei dati da parte del CREA è prevista per l’autunno 2019. E’ stato stilato un accordo quadro con la Provincia di Novara e l’istituto scolastico superiore, la sperimentazione vedrà il coinvolgimento degli alunni/e attraverso un specifico percorso di Alternanza Scuola-Lavoro.
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CARATTERISTICHE
La “Serra 2020” è un modulo assemblabile in loco, facilmente trasportabile (le misure permettono la mobilità su strada e/o aereo cargo, container via nave). Le dimensioni possono variare in base alle richieste e alle esigenze del cliente anche rispetto alle colture coltivate (le dimensioni del modulo del Bonfantini sono: larghezza 10 m, lunghezza 10 m e altezza 3 m). Il concept innovativo del modulo, rispetto alla coltura idroponica “tradizionale” è da ricercarsi nell’automazione del controllo dei processi nutrizionali e del PH che consentiranno, abbinati ai led intelligenti di poter coltivare in modo intensivo, riducendo gli spazi tra le piante e farlo
contemporaneamente su diversi piani.
PUNTI DI FORZA
– Aumentare l’efficienza delle concimazioni grazie ad una alta resa fotosintetica.
– Riduzione degli agrofarmaci, essa è concepita come una sala di coltivazione asettica e isolata da ambienti o agenti “pericolosi”, inclusi l’uomo.
– Assemblare più moduli con possibilità di adattarli velocemente a terreni o luoghi disagevoli, stante l’alta versatilità e mobilità.
– Possibilità di utilizzare il modulo come un laboratorio “sperimentale” da
parte di aziende all’interno di aree urbane.
– La luce naturale non è più vincolante per la produzione, possibilità di installazione in capannoni, aree dismesse, in luoghi con situazioni ambientali difficili (inquinamento, condizioni climatiche estreme).
– Risparmio dell’acqua di coltivazione con metodi idroponici ovvero aeroponici, isolamento biologico della serra e conseguente riduzione della proliferazione di muffe, batteri.
– Le tecnologie adottate nel modulo contribuiscono alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera e permettono il controllo i tutti i fattori produttivi (UTR+S).
TARGET DEI CLIENTI
– Paesi dove non è possibile mettere in essere la coltivazione massiva per caratteristiche morfologiche e climatiche del territorio.
– Organizzazioni internazionali e Ong che hanno lo scopo di aiutare i Paesi in via di sviluppo, i campi profughi, di accoglienza e progetti di sviluppo e cooperazione internazionale.
– Privati, pmi che vogliono recuperare-riconvertire aree industriali, zone abbandonate, capannoni e/o sviluppare progetti all’interno di abitazioni private come palazzi, grattacieli.
– Forze armate di vari Paesi, per la logistica e l’approvvigionamento
alimentare, ad esempio per missioni di peacekeeping all’estero.
– Aziende agricole, agroalimentari interessate a produzioni H24.
– Catene della grande distribuzione, acquirenti alimentari e di filiera controllata, per le seguenti motivazioni:
– Riduzione dei costi di trasporto o di logistica.
– Possibilità di creare più metodi di coltivazioni con richieste di alimentazioni particolari (esempio: diete per malati oncologici).
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PARTNERSHIP E COLLABORAZIONI IN CORSO
Istituto Tecnico Agrario G. Bonfantini, Provincia di Novara, Gruppo Giovani Imprenditori del VCO, Acqua Novara VCO Spa, Città del Bio, XAFIN SA, Bassi Spa, Istituto per la Cultura e gli Studi Cinesi, Associazione Acmos, CIPMO, Fondazione Benvenuti in Italia, Pandarica, Studimpresa Spa, Parco Scientifico Tecnologico Per L’Ambiente Environment Park. Con il sostegno al progetto del modulo pilota da parte di Legambiente, Nova Coop e con la valutazione in corso di Assessorato all’Agricoltura Regione Piemonte, Gruppo Valagro Spa, Comoli Ferrari Spa. Per informazioni: info@ghzero.com
Lectio Magistralis in Alta Langa
Sabato 27 ottobre, per il VI° Capitolo del Sovrano Ordine dei Cavalieri delle Langhe, nel magnifico Palazzo degli Scarampi a Levice – minuscolo paese dell’Alta Langa – c’era fermento
Il filo conduttore era la nomina di tre, nuovi insigniti dell’onorificenza di “Cavaliere delle Langhe Ad Honorem”, proposti dall’Ordine. Il primo, il più “anziano”, nativo di Levice, Pierino Francone ha raggiunto, in splendida forma, l’età di 92 anni, il secondo, il Presidente della Fondazione CRT, Giovanni Quaglia e terzo il Presidente della Fondazione CRC, Giandomenico Genta. I due presidenti, hanno espresso, in una Sala gremita di pubblico, la loro visione del futuro delle rispettive Fondazioni per i prossimi anni. Specificando – se ce ne fosse ancora bisogno – che i due Enti procederanno, di concerto, per lo sviluppo del Territorio, coniugando, in un perfetto principio olistico, dal piccolo al grande e viceversa. Aree marginali e periferiche che lo sono solo per dimensioni di popolazione, ma non perché abbiano una cultura di rango inferiore. Aree marginali, come le Valli Bormida e Uzzone, ma anche le Valli Belbo che rappresentano un territorio meraviglioso con potenzialità ancora tutte da scoprire, di cui la Nocciola e lo Spumante Alta Langa, sono alcune delle peculiarità che possono fungere da traino per trascinare tutto il resto e incentivare il ritorno dei giovani con nuova linfa vitale. I due Presidenti hanno svolto una Lectio Magistralis dal titolo: “L’Alta Langa e le terre marginali” spiegando dove stiano andando le Fondazioni Bancarie e quali siano le linee di intervento sulle quali le Fondazioni CRT e CRC punteranno nei prossimi anni e quali caratteristiche dovranno avere i progetti per aspirare al sostegno delle Fondazioni stesse. Iniziando la Lectio, ha cominciato, in ordine alfabetico il presidente Giandomenico Genta che ha richiamato le celebrazioni del venticinquennale della Fondazione CRC ” Abbiamo festeggiato il passato parlando di futuro. Siamo e saremo a fianco di istituzioni pubbliche e private del territorio attraverso una gestione attiva e attenta del patrimonio. In un quarto di secolo abbiamo erogato nel Cuneese risorse ingenti contribuendo alla realizzazione non solo di grandi iniziative, ma anche di quelle più piccole che
hanno bisogno di sostegno per sopravvivere.
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Fondamentale è la parola “insieme “, cara anche al presidente Quaglia perché da soli facciamo ben poco”. Ha poi ricordato, a testimonianza, di quanto espresso in merito alla valorizzazione del “piccolo” che sul palco delle celebrazioni furono fatti salire i sindaci di due piccoli comuni del Cuneese, Briga Alta e Torresina – ha aggiunto il presidente Genta – “Sono espressione di grande ricchezza per l’Italia, non dobbiamo dimenticarci di chi è piccolo e distante”. Continuando sulla stessa scia, il presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia e presidente dell’Associazione delle 12 Fondazioni bancarie del Piemonte, ha nuovamente insistito sulle aree marginali, che lo sono per grandezza territoriale, ma non culturale. Ribadendo che progettare insieme deve essere l’imperativo che ci salverà tutti. Per contro, se affonderemo lo faremo tutti e non solo qualcuno. Il pensiero di Giovanni Quaglia è espresso, in modo più articolato, anche nel suo nuovo libro che ha presentato venerdì 26 ottobre a Palazzo Taffini, a Savigliano, dal titolo “La forza della società. Comunità intermedie e organizzazione politica” (ed. Aragno) di cui è coautore assieme al professor Michele Rosboch. Una riflessione sulla crisi dei corpi intermedi e sull’attività delle Fondazioni, quali nuove articolazioni del tessuto sociale, promotrici della crescita del territorio, capaci di promuovere investimenti sociali sempre più orientati all’inclusione per un nuovo welfare di comunità. È stato detto, valorizzare le risorse di tutto il Territorio, dal piccolo al grande, dialogando non solo con Fondazione CRC, ma bisogna dare atto che le due fondazioni bancarie torinesi, Fondazione Crt e Compagnia di Sanpaolo, sono interessate anche a “intraprendere una strada con gli enti locali per rilevare il marchio d Salone del Libro di Torino per assicurarlo alla Città”. Come è stato annunciato dal presidente della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia, durante la presentazione del progetto per le scuole Diderot. Oltre alla Lectio Magistralis, al Palazzo Scarampi, ristrutturato in modo egregio con il contributo della Fondazione CRC, anche la presentazione di progetti come “Bimbi Liberi” che vuole trovare una soluzione ragionata, ragionevole e ludica per i bimbi quando finiscono le scuole. È stato presentato anche il tour della mostra fotografica realizzata dall’Associazione “Me Langa” che dopo Levice si sposterà, con l’aggiunta di altre opere, a Alba, Torino e Milano, senza dimenticare il Cammino del Deserto ( sentiero che parte dalla località “Deserto” dovrebbe arrivare fino in Liguria.Concludiamo con una etimologia (delle tante) del nome Levice che vuol dire: sulla vetta. Facile direte voi, dalla cima, vedere l’orizzonte ed avere una visione del futuro. Tanti auguri.
Tommaso Lo Russo
Il cinema racconta il diritto alla salute
Anche quest’anno il Comitato per i diritti umani del Consiglio regionale, in collaborazione con Agiscuola, organizza in diverse sale cinematografiche del Piemonte la rassegna cinematografica Rights on the Movie. Giunta alla quarta edizione, l’iniziativa, dedicata agli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, si focalizza quest’anno sul tema del “diritto alla salute”. La rassegna si apre lunedì 29 ottobre alle 10.30 al cinema Monterosa di via Brandizzo 65, a Torino con il film “Dallas Buyer club”. “Quello che si sta per concludere è un anno importante – dichiara il presidente del Consiglio regionale e del Comitato Diritti umani, Nino Boeti – Innanzitutto perché si è celebrato il 70esimo anniversario dalla promulgazione della nostra Costituzione, che all’art. 32 prevede il diritto alla cura come diritto essenziale dell’individuo e garantisce – unica Carta costituzionale a prevedere ciò – cure gratuite agli indigenti. Non solo, quest’anno ricorre anche e il 40esimo della legge 833 istitutiva del servizio sanitario nazionale. Un sistema universale che garantisce a ogni cittadino e a ogni cittadina pari diritti di accesso alle cure, a prescindere dal reddito e dalla condizione sociale. Si tratta di una straordinaria conquista che abbiamo il dovere di difendere, garantendone la sostenibilità economica, affinché anche le future generazioni possano godere di una sanità equa ed amica dei cittadini”.
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Questi i film e gli orari delle proiezioni:
– “Dallas Buyer club” che affronta il tema che affronta il tema dell’ AIDS, lunedì 29 ottobre alle 10.30 al cinema Monterosa di via Brandizzo 65, a Torino;
– “La teoria del tutto” , che racconta la vita del grande scienziato e cosmologo Stephen Hawking , lunedì 12novembre, alle 10.30 al cinema Massaua di piazza Massaua 9, a Torino;
– “Wonder”, incentrato sulla storia di un bambino nato con una deformazione facciale, diventa uno sguardo allargato su cosa significa essere umani, lunedì 3 dicembre alle 10.30 al cinema Reposi, via XX settembre 15, a Torino; al Cinema Verdi di Candelo (Bi); Ciema Vittoria di Bra (Cn); Cinema Nuovo Multisala di Borgomanero (No); Cinema Sociale di Omega (Vb) e Cinema Sottoriva di Varallo (Vc).
– “Ella & Jhon. The Leisure Seeker” è la storia di una coppia in lotta con i ricordi e la scomparsa della memoria. Lunedì 10 dicembre alle 10.30, al cinema Massaua di piazza Massaua 9, a Torino;
Migranti: “diritti, non privilegi”
La manifestazione per la Campagna ResistenzAsilo – Diritti, non privilegi!, coordinata da EuropAsilo, della rete nazionale per il diritto all’asilo, si è svolta ieri a Torino. “Diritti, non privilegi”, questo lo slogan del presidio in piazza Castello, sotto la sede della Regione Piemonte. “Non dobbiamo girare la testa di fronte alle leggi discriminatorie di questo governo. E vogliamo dire che le migrazioni sono un fenomeno storico inevitabile, bisogna saperlo governare e non usarlo come arma contro chi non ha diritti passandoli per privilegi”, affermano i promotori.
Climathon premia l’albero urbano
Si è chiusa a Torino la maratona delle nuove soluzioni tecnologiche contro il cambiamento climatico. A Roma vince un moderno impluvium per rotatorie, Venezia punta a distribuire borracce anti-plastica
Un albero urbano, fatto di bambù e pneumatici usati, da installare nelle piazza dei centri urbani, che raccolga l’acqua piovana e offra riparo contro i raggi del sole estivi. Si chiama ArTree ed è il progetto vincitore del Climathon di Torino, che quest’anno è stato il main stage della maratona di idee e soluzioni a contrasto del cambiamento climatico presso l’Environment Park. “In questi due giorni Torino è stata capitale mondiale del clima ed Envipark il palcoscenico internazionale di Climathon 2018. Ma questa è solo la punta dell’iceberg, sotto la quale c’è una solida base di competenze, conoscenze, capacità e volontà, che finalmente vediamo riconosciute pubblicamente in un evento così importante – ha commentato Davide Canavesio, Amministratore Delegato di Environment Park, sede del Climathon Main Stage – . Abbiamo dimostrato, una volta ancora, di essere un laboratorio attrattivo di idee e progetti sui temi legati alla sostenibilità ambientale e di avere volontà e capacità di unire la sostanza all’innovazione”. Alla giornata conclusiva di Climathon è intervenuto il Sindaco di Torino Chiara Appendino, che ha ricordato l’impegno della città nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. “Lavoriamo ogni giorno per coinvolgere cittadini e aziende su prevenzione e rischi. Per questo è stato creato un gruppo di lavoro che sta lavorando su una serie di azione a sostegno della resilienza e a promuovere uno stile di vita più green”. “Abbiamo affrontato il tema del cambiamento climatico – ha riassunto la due giorni Angelica Monaco, direttore Climate-KIC Italia – da prospettive diverse: chef, giornalisti e attivisti che hanno offerto uno spunto anche provocatorio, affiancati da scienziati e policy maker che hanno offerto una visione più tradizionale: un bel mix di punti di vista, coronati dall’intervento conclusivo di Stefano Caserini, docente del Politecnico di Milano che ha saputo mettere insieme scienza, musica e ironia”.
COS’è IL CLIMATHON
Climathon è un hackathon di 24 ore sui cambiamenti climatici che si svolge in contemporanea nelle maggiori città del mondo. La data di quest’anno è il 26 ottobre. I partecipanti collaborano nell’arco delle 24 ore in una maratona di idee dal basso – una sorta di brainstorming – durante la quale studiano come risolvere i problemi legati al clima in città. Innovatori e imprenditori di tutto il mondo hanno la possibilità di entrare in azione nel contesto urbano in cui vivono, mettendo a punto soluzioni innovative
Parla Di Maio: “Da sempre siamo contrari alla Tav, e soprattutto questo è nel contratto di governo. Io credo che in questo momento nessuno del governo a Roma abbia intenzione di foraggiare quell’opera”. Se il ministro per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio sostiene la linea no-Tav, come la sindaca Chiara Appendino (la quale ha suscitato le ire del presidente del Piemonte Chiamparino), sembra non essere dello stesso parere il collega vicepremier Matteo Salvini che si dichiara favore di tutte le grandi opere che sono nell’interesse dei cittadini, Torino-Lione compresa. Mettersi d’accordo all’interno della compagine di governo forse non sarebbe male, sempre nell’interesse dei cittadini e dell’economia del paese che non sta attraversando momenti felici.
“Esageruma nen” versus “Ti esagera”
Da tempo si alzano voci più o meno autorevoli sulla necessità da parte di Torino a collaborare con Milano. L’ultima , in ordine di tempo, quella del Presidente della Compagnia di San Paolo Francesco Profumo . Ma prima ancora vari politici , amministratori e personalità tra i quali il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino , in occasione della sciagurata gestione , da parte del Comune di Torino e del Sindaco di Torino Chiara Appendino, della candidatura olimpica. La questione è ritornata , come informazione da parte dei cronisti più attenti, durante il dibattito per il Referendum della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola ( VCO) sul passaggio della stessa dal Piemonte alla Lombardia. Ricordavano che il territorio del VCO divenne piemontese agli inizi del 1700 , prima era parte del Ducato di Milano come il Ticino ed altri territori. Lo confermano la parlata ed i modi così poco piemontesi , ma questa è un’altra storia. Tornando al tema sul “che fare?” , segnalo alcuni momenti del quasi sempre difficile rapporto con la vicina Milano che mi ricordano un po’ quelli dell’Italia con la vicina Francia. Anni ’60-’70-’80 , con le due città in salute che con Genova formavano il famoso “triangolo industriale”, un determinato Giovanni Agnelli , attraverso la Fiat e le sue finanziarie, acquisiva in vario modo tutti i simboli di Milano , l’Alfa Romeo, l’Innocenti-
Autobianchi, il Corriere della Sera, la Rinascente , un’importante presenza nel “salotto buono” della finanza italiana e cioè Mediobanca . ” ricordo ancora bene cosa non diceva , irripetibile, l’avvocato Agnelli dei milanesi appena in auto attraversavamo il Ticino” cit. Inizi del terzo millennio , subito dopo le olimpiadi invernali del 2006 una vivace Torino , verso una mai così debole Milano , dà vita , per mancanza di risorse, ad una suicida collaborazione con Milano per Settembre Musica.
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Così uno dei “gioiellini” delle iniziative culturali torinesi diventa difatti milanese. Le cose continuano con la fusione tra Banca Commerciale, Cariplo e Istituto Bancario San Paolo di Torino, appunto di Torino, che diventando Intesa-San Paolo lascia a Torino un grattacielo ed , ancora per poco il Presidente della banca , mentre tutto il resto lo è già da allora. Nel frattempo Torino è sprofondata in un continuo ed inesorabile declino economico , industriale e di abitanti. Le olimpiadi da grande occasione sono diventate, insieme alle grandi opere, la zavorra di quattro miliardi di debito che ha , praticamente , affondato la città costringendola, risolvendo solo in minima parte il problema , a vendere e svendere quasi tutti i gioielli di famiglia. Milano intanto, ripresasi dalle difficoltà dei primi anni del secondo millennio , grazie anche all’Expo, ha preso slancio diventando una delle più dinamiche città europee con grandi trasformazioni . Vi invito a leggere l’intervista al Sindaco di Milano Giuseppe Sala su la Repubblica di venerdì 26 ottobre , pagina 17. La capitale lombarda , che non ha venduto le sue società , dalle stesse ricava oltre 400 milioni di euro di utili l’anno . Da un lato c’è un Sindaco, Sala, pragmatico e dinamico, dall’altra un
Sindaco, Appendino, chiaramente inadeguata e imbarazzantemente prigioniera della sua scombinata maggioranza comunale. Tornando alla domanda di leninista memoria sul ” che fare? ” , penso che con Milano , pena la completa e totale emarginazione e subalternità , bisogna competere e battagliare. Torino è diventata grande ed è avanzata quando, con la città lombarda ha incrociato le spade e non quando ha ceduto parti o fatto accordi . Per fare questo, smentendo e ribaltando le due frasi classiche che rappresentano anche il modo di essere degli abitanti delle due città, la sabauda ” esageruma nen” e la meneghina ” ti esagera” , è indispensabile cambiare la guida della Città di Torino coinvolgendo imprese, professionisti e tutte le intelligenze , insomma tutta la città in un grande progetto di rilancio di Torino. Per farlo ci sono poco più di due a disposizione che saranno difficili e di sofferenza ma che devono servire a preparare l’operazione altrimenti la nostra città , Torino, diventerà un villaggio senza Asterix.











