ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 548

Il turismo in Piemonte

Turismo Torino e Provincia, Abbonamento Musei, EDT e Eataly insieme
Arte, storia, cultura, natura e cucina: tutto questo contraddistingue il Piemonte ed è grazie a questo importante patrimonio che la nostra è la migliore regione al mondo secondo ” Best in Travel 2019 – Il meglio da Lonely Planet” (ottobre 2018, 216 pagine), la guida che ogni anno raccoglie i sondaggi di oltre 200 autori di viaggi in giro per il mondo e stila una classifica. E, per l’anno prossimo, il Piemonte spicca tra tutte le altre, grazie ad attrattive come festival musicali e artistici, musei e castelli, itinerari naturalistici, eccellenze enogastronomiche fino ad arrivare all’annuale Fiera del tartufo bianco d’Alba.
 
L’incontro “Il turismo in Piemonte” tenutosi nei giorni scorsi presso Eataly Lingotto è stata così l’occasione per raccontare le novità relative alla proposta turistica e culturale della nostra regione. Insieme all’autore e giornalistaLuca Iaccarino ne hanno parlato:
– Daniela Broglio – Direttore Turismo Torino e Provincia 
– Simona Ricci – Direttore Associazione Abbonamento Musei 
– Angelo Pittro – Direttore Lonely Planet Italia 
– Francesco Farinetti – Amministratore Delegato Eataly 
 
« Best in Travel 2019 ha promosso il Piemonte regione Top: questo è per noi di Lonely Planet Italia motivo di grande soddisfazione e orgoglio. Testimonia il lavoro fatto in questi anni e la capacità di guardare al futuro necessaria per far crescere la nostra regione come meta turistica. – ha spiegato il Direttore di Lonely Planet Italia Angelo Pittro – Il Piemonte,
infatti, conserva, accanto alla dinamicità propria delle città manifatturiere e a una tradizione enogastronomica di eccellenza, l’impronta di una antica capitale. Dimora della dinastia sabauda, custodisce intatte residenze reali che, riconosciute dall’Unesco, sono patrimonio universale, in un contesto ambientale di grande fascino.»
 
 «Siamo certi – ha sottolineato  Daniela Broglio, direttore di Turismo Torino e Provincia – che promuovere il binomio cultura/cibo che contraddistingue fortemente il nostro territorio, ricco inoltre di eventi dedicati, contribuirà a incrementare maggiormente il numero di coloro che scelgono la nostra destinazione come meta di vacanza; a tal fine la nostra ATL ha ideato molteplici prodotti e servizi turistici – come la Merenda Reale o la recente prima edizione della Torino Restaurant Week, solo per citarne alcuni – proprio per soddisfare le esigenze di un turista sempre più attento all’aspetto food & wine; senza dimenticare l’aspetto propriamente culturale che può essere scoperto con la Torino+Piemonte Card».
 
Per questo a partire da oggi sono in vendita, oltre che nel circuito nazionale, anche presso il box informazioni di Eataly le tessere Torino+Piemonte Card e Abbonamento Musei: viene così offerto un servizio in più ai turisti in visita nella nostra città ma anche ai cittadini e clienti abituali.
 
«Con Abbonamento Musei i piemontesi possono essere turisti nella propria regione. Credo che i cittadini debbano essere i primi a conoscere il territorio e a saperne valorizzare le bellezze più importanti, e in questo senso la tessera Abbonamento Musei rappresenta uno strumento che permette di scoprire e vivere ogni giorno l’offerta culturale della nostra regione da Nord a Sud tra musei, residenze reali, castelli, giardini e fortezze», ha commentato Simona Ricci,Direttore dell’Associazione Abbonamento Musei.
 
Inoltre, per celebrare le bellezze che contraddistinguono il territorio piemontese, Eataly insieme a Abbonamento Musei e Lonely Planet propone due nuovi cofanetti regalo per il Natale 2018: il pacco “ Piemonte + Abbonamento Musei” e quello “ Piemonte + Lonely Planet” raccontano il meglio della nostra regione, con una selezione gastronomica e a scelta la tessera Abbonamento Musei o la guida Piemonte firmata EDT. In vendita presso Eataly Lingotto, Lagrange, Pinerolo e Monticello. Prezzo al pubblico: 79,90 € (versione con Abbonamento Musei) e 47,90 € (versione con Lonely Planet).
 
«Eataly, che nasce proprio a Torino nel 2007, da sempre ha come obiettivo principale quello di raccontare le eccellenze dell’Italia e in particolare del Piemonte in tutto il mondo. Per questo siamo molto contenti di fare squadra insieme a Turismo Torino, Abbonamento Musei e EDT per valorizzare ancora di più il territorio piemontese: per la nostra città, che si può a ragione considerare la capitale enogastronomica italiana, il turismo è sicuramente uno degli asset su cui puntare, tutti insieme», ha commentato Francesco Farinetti, Amministratore Delegato di Eataly.
Eataly Lingotto, inoltre, propone un’offerta di Esperienze enogastronomiche tutta rinnovata: tour guidati, lab experience in reparto, degustazioni, show cooking e lezioni pratiche dedicate ai turisti che vogliono scoprire le eccellenze piemontesi, a tavola e non solo.Infine, da venerdì 30 novembre sarà attivo il bus “ Eataly Food Tour”, in collaborazione con Cavourese e Somewhere: un vero e proprio tour on the road tra le strade di Torino con partenza in piazza Castello, all’angolo con via Viotti, là dove nel 1786 Benedetto Carpano ha creato il vermouth e arrivo a Eataly Lingotto, ex opificio della Carpano, per vivere una speciale Esperienza. Una guida dedicata accompagnerà i partecipanti tra i reparti, i ristorantini e i laboratori di produzione dal vivo in un viaggio tra le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio, con racconti e naturalmente degustazioni.
 

La ministra francese vuole spiegare la Tav a Toninelli

Un vertice franco-italiano tra il ministro dei Trasporti  francese Elisabeth Borne e l’omologo italiano Danilo Toninelli è in calendario  lunedì’ prossimo. “Sarà l’occasione di rassicurarlo” scrive il quotidiano Ledauphine, citando le intenzioni dell’esponente politica d’oltralpe Borne  nei confronti di Toninelli, a proposito della Tav, espresse all’Assemblea Nazionale (la camera francese), nella risposta a un’interpellanza del deputato della Savoia Emilie Bonnivard. Il parlamentare ha chiesto al governo francese di confermare   l’impegno assunto sulla Torino-Lione.

Cercansi donatori per il non profit

Dalle 9 alle 18 a Torino, Cuneo e Alba i giovani Talenti del fundraising “reclutano” potenziali donatori per 6 enti non profit

Sabato 10 novembredalle 9 alle 18, la Fondazione CRT organizza a Torino, Alba e Cuneo il primo Disruptive Donor Experience Day”, una giornata interamente dedicata alla promozione del dono con le tecniche innovative della realtà virtuale e della guerrilla marketing.  All’insegna della domanda “Conosci l’impatto della tua donazione?”, 60 giovani Talenti del Fundraising – il progetto della Fondazione CRT che offre un percorso di alta formazione per aspiranti professionisti della raccolta fondi – cercheranno di “reclutare” e coinvolgere donatori per 6 importanti realtà non profit del territorio: Gruppo Abele, La Collina degli Elfi, Fondazione Faro, Fondazione Specchio dei Tempi, Fondazione Nuto Revelli, Santuario della Consolata.  Le persone potranno vedere concretamente l’impatto delle donazioni “vivendo” le storie di alcuni beneficiari, attraverso esperienze immersive di realtà aumentata e virtuale ed eventi di guerrilla marketing, ideati e realizzati dai Talenti del fundraising.  Infatti, secondo gli ultimi dati Doxa (Donare 3.0 – 2018), il 97% dei donatori ritiene importante la trasparenza nella donazione. Sempre di più, la possibilità di verificare la destinazione dei fondi raccolti diventa un criterio indispensabile nella scelta del donatore. Inoltre, il 40% dei non-donatori afferma che il motivo della mancata donazione sta proprio nell’assenza di trasparenza (Fonte: Italiani solidali – Doxa – 2014).  “Fondazione CRT lancia per la prima volta una giornata interamente dedicata al dono, portando ‘in strada’ le storie di chi ha beneficiato della generosità delle persone – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Siamo convinti che il futuro della nostra società vada costruito sulle solide basi del senso di comunità: ciascuno, con il proprio contributo, può essere protagonista attivo di un welfare responsabile che chiama a raccolta tutti, dalle istituzioni ai singoli cittadini”.  “La Fondazione CRT ha negli anni incentivato la capacità di raccolta fondi – sottolinea il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci –, da una parte mettendo in campo iniziative volte a rafforzare la capacity building delle associazioni, dall’altra attivando percorsi di formazione finalizzati a creare le skills necessarie per promuovere campagne di fundraising: il ‘kit’ di una campagna di successo deve contemplare la misurazione dell’impatto, la vera leva per conquistare la fiducia del donatore”.  Con il “Disruptive Donor Experience Day”  #DDEDay – nel centro di Torino si potranno incontrare 5 “alieni” con la t-shirt “Are we human?” che, attraverso un visore, mostreranno il contesto “extra-terrestre” della vita quotidiana in un centro di recupero e la delicatezza delle storie della Comunità del Gruppo Abele; si potranno conoscere, seduti in un salottino allestito ad hoc, i beneficiari della 13esima dell’amicizia della Fondazione Specchio dei Tempi; si potrà colorare e rendere accogliente una stanza dell’Hospice della Fondazione FARO, nonché vivere in prima persona, tramite un visore di realtà virtuale, l’importanza delle cure offerte dalla Fondazione stessa. Sarà per la prima volta visitabile, sempre grazie alla realtà virtuale, il Cantiere Romanico del Santuario della Consolata, monumento simbolo di Torino di cui la Fondazione CRT è storico sostenitore, mentre tutta la giornata si svilupperanno diversi eventi nella piazza adiacente.  Cuneo e a Torino, con la Fondazione Nuto Revelli, grazie alla realtà virtuale, si potrà visitare la borgata dove Nuto Revelli visse e combatté da partigiano.  Ad Alba, in occasione della Fiera del Tartufo, rivivrà in piazza la Collina degli Elfi (associazione che ospita famiglie con bimbi malati di cancro che hanno terminato le cure), da cui verranno fatte rotolare 200 palline colorate, scrigni delle storie e delle emozioni di altrettante famiglie beneficiarie, e sarà inoltre possibile provare l’arte-terapia.

Torino cresce sulla app di quartiere

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Nextdoor, la prima e più utilizzata app per vicini di casa da poco arrivata in Italia, annuncia che Torino è tra le città del nostro Paese che stanno crescendo più velocemente, a testimonianza del grande interesse dei torinesi nei confronti della community locale

Dopo poco più di un mese dal lancio in Italia, l’88% dei quartieri di Torino è stato lanciato attivamente – ovvero 109 in totale – ciò significa che i torinesi non solo si sono iscritti alla piattaforma, ma anche che stanno partecipando  abitualmente alle conversazioni con i vicini. I quartieri più attivi sono Vanchiglia e Borgo Po Nord – Eremo, con più di 100 membri.

 

“È meraviglioso vedere come i torinesi siano entusiasti all’idea di instaurare relazioni più profonde all’interno del proprio quartiere, sia online che offline” afferma Amedeo Galano, Head of Community di Nextdoor per l’Italia. “Nextdoor è la piattaforma perfetta per trovare ciò di cui si ha bisogno proprio sotto casa. Può diventare una risorsa affidabile per scambiarsi raccomandazioni, conoscersi e, cosa più importante, costruire rapporti basati sulla fiducia”. Già dalle prime settimane dal lancio i vicini italiani hanno cominciato ad usare Nextdoor per trovare una babysitter o un idraulico fidato, farsi aiutare a trovare un animale smarrito o organizzare aperitivi per conoscere nuovi vicini. Iscriversi a Nextdoor è facile e sicuro. I membri utilizzano il proprio nome e gli indirizzi di casa sono verificati, le conversazioni sono accessibili solo ai vicini verificati del proprio quartiere e l’accesso è protetto da password. Inoltre, i contenuti condivisi nei quartieri e le informazioni personali dei membri non possono essere trovati tramite Google o altri motori di ricerca. Secondo una ricerca condotta da Research Now*, gli italiani possiedono un innato senso di comunità e attribuiscono grande importanza ai rapporti con i propri vicini. Il 67% degli italiani, infatti, afferma di essere in buoni rapporti con i propri vicini, mentre il 22% sostiene che siano addirittura ottimi. Molto significativo è anche, per l’82%, il desiderio di migliorare questi rapporti. 

Nello specifico:

 

  • il 48% esprime il desiderio di creare un legame di fiducia
  • il 19% vorrebbe allargare la propria cerchia sociale
  • il 19% vorrebbe sentirsi più coinvolto nella vita di quartiere
  • il 14% vorrebbe sapere di poter contare su qualcuno in caso di bisogno

 

Nextdoor è gratuita e disponibile su Web, iOS e Android. Principale obiettivo della piattaforma è quello di permettere ai vicini di casa di creare community locali per migliorare la vita dei quartieri e renderli più sicuri. Lanciata a ottobre del 2011 negli Stati Uniti, Nextdoor ha cominciato a espandersi in Europa nel 2016, raccogliendo più di 250 milioni di dollari sia da parte di investitori americani – tra cui Benchmark e Greylock Partners – sia europei – come Axel Springer. Ad oggi, più di 200.000 quartieri di Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Germania, Spagna e Italia usano Nextdoor.

 

*La ricerca è basata su un campione di oltre 1.000 Italiani.

“La Repubblica Punciuta”, tutti i misfatti di Cosa Nostra

L’autore si sofferma peculiarmente sul delicato tema delle connessioni fra la mafia palermitana e l’universo istituzionale e politico italiano

“La Repubblica Punciuta” è il titolo del nuovo libro di Stefano Baudino, autore ventiquattrenne di Collegno. Il saggio, edito da Monetti Editore, ripercorre tutta la storia di Cosa Nostra dall’anno della sua fondazione fino alle recenti sentenze sulla trattativa Stato-mafia e sulla strage di via d’Amelio, passando per le grandi guerre di mafia che hanno insanguinato la Sicilia nella seconda metà del secolo scorso e il Maxiprocesso all’organizzazione mafiosa istruito da Falcone e Borsellino. Oltre a descrivere la struttura e le trasformazioni subite dalla Commissione di Cosa Nostra, l’autore si sofferma peculiarmente sul delicato tema delle connessioni fra la mafia palermitana e l’universo istituzionale e politico italiano grazie all’analisi di una serie di sentenze specifiche estremamente significative, spesso occultate o travisate dai media tradizionali. Il saggio verrà presentato nelle librerie e all’interno di vari licei torinesi: l’obiettivo dell’autore è infatti quello di fornire uno spaccato della storia e dell’impianto di Cosa Nostra in particolare al pubblico più giovane.

C’è chi dice Sì: tutti in piazza per lo sviluppo. No alla decrescita

di Pier Franco Quaglieni

Sabato 10 novembre alle 11 sarò anch’io in piazza Castello a manifestare per la Tav ,una scelta che ogni italiano di buon senso non può non condividere
Gli unici no Tav di cui si possono  comprendere le ragioni, sono  rappresentati da quella parte di valsusini che debbono sopportare le conseguenze dei cantieri, ovviamente quella parte che non ricorre alla violenza, ai blocchi stradali e a forme di protesta che alcuni magistrati hanno identificato come manifestazioni che rasentano il terrorismo e che piacciono tanti allo scrittore Erry de Luca. Chi ricorre alla violenza, infatti, ha sempre torto, anche quando sembra o si illude di aver ragione. E’ la lezione che viene dal ’68 di cinquant’anni fa ,quando urlare,insultare,picchiare,distruggere era diventata la regola, una regola che portò alla tragedia degli anni di piombo. Gli altri No Tav grillini, comunisti, verdi ecc.- la netta maggioranza –  non hanno mai saputo esporre ragioni valide per bloccare i lavori e meno che mai hanno dimostrato di capire che il futuro italiano e piemontese è nelle grandi strutture del trasporto su ferro, come aveva intuito con lungimiranza già  nell’800 il Conte di Cavour. 

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Fa venire i brividi ricordare Cavour e accostare il suo nome alle passionarie No Tav  che si riempiono la bocca di slogan e ricorrono alla violenza  in mancanza di argomenti razionali. Sono i nipoti di quelli che negli anni ’60/ ’70 bloccarono la costruzione dell’autostrada Torino Bardonecchia che tolse il traffico pesante dai paesi della valle di Susa. La storia si ripete con la Tav. E queste cose le scrivo io che non ho mai apprezzato l’architetto Mario Virano, un funzionario coriaceo del vecchio PCI ,catapultato al vertice della Tav, un posto occupato da troppi anni, senza grandi risultati tangibili.  Anzi, sono pronto anche a riconoscere  degli errori nella progettazione iniziale della Tav.  Ma , quando si vuole imporre ad una città la paralisi, anzi la decrescita, non bisogna andare tanto per il sottile e  si deve scendere in piazza anche a fianco di gente che, di per sè ,non ci piace.  Sono stato tra i primi, se non il primo, a denunciare la politica del vicesindaco grillino  già nel settembre  2016, volta alla “decrescita felice”, denunciando i pericoli di una scelta  politicamente ed economicamente scellerata. L’Appendino ha invece goduto per almeno un anno e forse più della aperta e complice simpatia di certi  ambienti industriali della città, persino di certi poter forti che pensavano la Appendino una espressione del loro mondo in quanto  figlia di imprenditori e perché aveva lavorato alla Juventus. Amenità a cui gente intelligente non  dovrebbe abboccare.  

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Io non ho mai dato fiducia a questa persona che si è subito rivelata inadeguata innanzi tutto nello scegliere i suoi più diretti collaboratori, ambedue inquisiti, che sono stati costretti alle dimissioni. L’unica volta che mi è capitato di scambiare con lei due parole al Salone del Libro 2017 sono rimasto colpito per il modo impacciato di fare, almeno sul piano della cultura. Per altri versi, cacciando Patrizia Asproni che aveva portato in città grandi eventi culturali, aveva già dimostrato di non brillare in quel campo e quindi non mi stupii affatto delle cose che mi disse e non mi disse, pur sapendo con chi stava parlando.  Bisogna andare in piazza Castello a protestare: piazza Castello e il 10 novembre sono la nemesi quasi storica di piazza San Carlo e del 3 giugno 2017. Ciò premesso, vanno diffidati i politici affinché non guastino la manifestazione con interferenze e strumentalizzazioni di qualsiasi tipo. Quindi nessun cartello, manifesto,s triscione e, meno che mai, dichiarazioni che sarebbero, in ogni caso, fuori luogo. Certi personaggini politici  torinesi  hanno già scritto in questi giorni qualche  parola di troppo. Chi volesse usarci per fini elettorali in vista delle regionali e delle europee dovrà essere subito   condannato ed isolato con fermezza. Anzi ,aggiungo che, se dovessi assistere a qualche tentativo maldestro in questo senso, lascerei subito la piazza. Ma sono fiducioso che ciò non accada perché qui sono in giuoco gli interessi superiori dell’Italia, del Piemonte, di Torino. I grillini non sanno di cosa si parli, gli altri, tutti gli altri, sì.

Ecco il bando +Risorse di Sviluppo e Crescita CRT

Alla call potranno partecipare le organizzazioni non profit di Piemonte e Valle d’Aosta con progetti innovativi nel campo della cultura e del welfare Al raggiungimento del 50% dell’obiettivo fissato, le donazioni saranno raddoppiate fino al tetto massimo complessivo di 130 mila euro

 

 Fondazione Sviluppo e Crescita CRT dopo il primo bando lanciato a giugno 2018 che ha visto la selezione di sette progetti legati al territorio di Piemonte e Valle d’Aosta, lancia la seconda call del bando +Risorse, online fino al 17 dicembre su Eppela, la principale piattaforma italiana di crowdfunding reward based (basato sul sistema delle ricompense). La call, che tiene insieme formazione sul campo ed erogazione di contributi, permetterà agli enti non profit culturali e sociali di Piemonte e Valle d’Aosta di approcciare con successo il mercato italiano della raccolta fondi online, che nel 2017 è cresciuto di oltre il 45% rispetto all’anno precedente. L’iniziativa, finanziata interamente dalla Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e ideata con lo staff di Eppela, prevede un percorso di accompagnamento nella realizzazione di campagne di crowdfunding e il cofinanziamento delle donazioni raccolte secondo il meccanismo del matching grant: al raggiungimento del 50% dell’obiettivo fissato, le donazioni saranno raddoppiate da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT fino al tetto massimo complessivo di 130 mila euro.L’edizione sperimentale di +Risorse, lanciata nel 2017 dalla Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, si è rivelata uno strumento efficace per gli obiettivi di raccolta: l’85% delle campagne di crowdfunding, infatti, ha raggiunto il traguardo, coinvolgendo oltre 830 sostenitori e generando un effetto moltiplicatore delle risorse che, grazie al cofinanziamento della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, hanno toccato quota 140 mila euro.

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Per maggiori informazioni sul bando

eppela.com/sviluppoecrescitacrt

http://www.sviluppoecrescitacrt.it

 

Cultivons notre jardin. A Torino tra natura e città

Il primo appuntamento è giovedì 8 novembre, alle ore 17 al PAV Parco Arte Vivente, uno dei luoghi più emblematici a Torino dal punto di vista della riflessione sul rapporto tra natura e costruito

 L’incontro, dal titolo “Progetto del paesaggio e nuove identità dei territori urbani”, affianca due prospettive differenti e complementari, quelle di Cristina Bianchetti e Pierre Donadieu, per osservare il territorio contemporaneo e il rapporto tra progetto urbanistico, nuove identità paesaggistiche, società. Si inizia alle 17.00 con la visita guidata del PAV per scoprire, accompagnati dai suoi curatori, il Centro sperimentale d’arte contemporanea concepito dall’artista Piero Gilardi. Seguirà alle 18.00 il dialogo tra Cristina Bianchetti e Pierre Donadieu. Cristina Bianchetti, professore ordinario di Urbanistica al Politecnico di Torino, si occupa di critica del progetto urbanistico contemporaneo. È autrice di numerosi scritti, tra cui Abitare la città contemporanea(2003), Urbanistica e sfera pubblica (2008), Il Novecento è davvero finito. Considerazioni sull’urbanistica(2011), con A. Balducci Competenza e rappresentanza (2013), Territori della condivisione. Una nuova città(2014), Spazi che contano. Il progetto urbanistico in era neo-liberale (2016). Pierre Donadieu, è professore emerito di Scienza del paesaggio presso l’École nationale supérieure de paysage di Versailles-Marsiglia. Considerato tra i massimi esperti europei di paesaggismo, è autore di numerosi saggi tra cui La société paysagiste (2002), Sciences du paysage. Entre théories et pratiques (2012), e, con M. Périgord e R. Barraud, Le paysage. Entre natures et cultures (2012).

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Per il secondo incontro, giovedì 22 novembre, l’appuntamento è alle ore 18 all’Urban Center Metropolitano, per Natura Citata, a cura di Philosophy Kitchen, associazione culturale e rivista semestrale dell’Università degli Studi di Torino. La città viene letta come luogo di progettazione e composizione dell’immaginario collettivo, profilandosi come campo di sperimentazione e revisione della nostra idea di natura e il nostro rapporto con essa. Il rapporto tra natura e artificio viene indagato da tre punti di vista diversi: la dimensione antropologica, la definizione dell’immaginario collettivo, le strategie di gestione effettiva del territorio urbano. Se ne parla con Giovanni Leghissa, docente di Epistemologia delle Scienze umane presso l’Università degli Studi di Torino; Ermanno Torre, esperto di progettazione territoriale e urbanistica, in particolare nell’ambito della riqualificazione e sviluppo di aree liminari e dismesse; Veronica Cavedagna, studiosa che si occupa di filosofia francese contemporanea, in particolare degli incontri tra filosofia e scienze del vivente sul tema della morfologia del vivente; Roberto Masiero, docente di Storia dell’Architettura presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Modera Nicolas Lozito, photo-editor de “La Stampa”.

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CULTIVONS NOTRE JARDIN

incontri italo-francesi sul mondo di domani

Cultivons notre jardin. A Torino tra natura e città

A novembre due nuovi appuntamenti 
per il ciclo di incontri Cultivons notre jardin, 
promosso da Institut Français Italia (IFI) e Urban Center Metropolitano

Progetto del paesaggio e nuove identità dei territori urbani

Giovedì 8 novembre, ore 18 – PAV Parco Arte Vivente (via Giordano Bruno 31)

 

Natura Citata, un incontro a cura di Philosophy Kitchen

Giovedì 22 novembre, ore 18 – Urban Center Metropolitano (piazza Palazzo di Città 8f)

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Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito, il programma completo di “Cultivons notre jardin” è sul sitowww.institutfrancais.it

Sito Ufficiale: institutfrancais.it

www.urbancenter.to.it/la-natura-in-citta/?lang=en

Divorzio breve, conosciamolo meglio insieme

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
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Il divorzio in Italia è stato introdotto il 1 ̊ dicembre 1970 con la legge n. 898 “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”. Tuttavia, la scelta di divorziare non è affatto semplice, per una serie di ragioni da un punto di vista emozionale, ma anche economico. Sono numerose le notizie di coloro, soprattutto uomini e padri, che hanno dovuto affrontare ingenti spese. Di conto, vi sono casi in cui si è optato per una mera separazione di fatto, proprio in ragione dei costi per procedere allo scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale. Il costo medio varia in base ad una molteplicità di fattori: da punto di vista delle spese legali vi sarà l’onorario dell’avvocato e le eventuali spese anche dell’avversario in caso di mancato accoglimento delle domande azionate nel giudizio; i costi vivi di giustizia (contributo unificato, bolli e quant’altro) sono invece gratuiti. Nel merito bisognerà comunque valutare a priori, l’eventuale mantenimento richiesto (moglie e figli, nonostante le più recenti novità giurisprudenziali sul tema, orientate sempre di più ad escludere l’assegno in favore del coniuge, indolentemente dall’accoglimento della domanda di addebito) ed in generale la complessità delle questioni anche in tema di diritto immobiliare da trattare. In costo complessivo oscillerà in ogni caso in base alla tipologia se consensuale (dove c’è l’accordo di entrambi i coniugi), oppure giudiziale, con la relativa causa legale in tutte le sue fasi (di trattazione, istruttoria, decisionale) in entrambi i casi interverrà necessariamente il giudice, che si pronuncerà con sentenza. Più recentemente, grazie all’introduzione della Legge sul Divorzio breve del 26 maggio 2015, n.55 è possibile avviare procedura con tempistiche molto più celeri rispetto al rito ordinario. Se infatti prima erano necessari 3 anni dalla separazione per richiedere il divorzio, ora bastano 12 mesi (in caso di separazione giudiziale) e 6 mesi (se consensuale). Vi è poi la possibilità di divorziare anche con la comparizione davanti ad un sindaco tramite il c.d. “divorzio breve in comune”.

Vendi casa in 7 mesi, Fiaip: con l’home staging 1 mese e mezzo

Una casa a Torino si vende mediamente in 7 mesi. Ma se un proprietario avesse fretta di vendere perché tasse e spese condominiali spazzano via i suoi risparmi, cosa potrebbe fare?

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO “Per vendere prima e meglio ci si può affidare all’home staging che riduce i tempi anche di 4 volte”, spiega Lucia Vigna vice presidente di Fiaip Torino (Federazione italiana agenti immobiliari professionali). “Il punto di partenza resta sempre il giusto prezzo: una valutazione oggettiva basata su parametri di mercato che il consulente conosce e consiglia – aggiunge Vigna – dopodiché migliore è la presentazione della casa, maggiore è lo stimolo all’acquisto”.

L’HOME STAGING ACCORCIA I TEMPI

La casa è preparata e fotografata al meglio per sbaragliare la concorrenza sui portali: l’home staging in questo fa la differenza. E’ una tecnica americana non ancora così comune tra gli agenti italiani, ma le agenzie affiliate Fiaip possono far riferimento a un home stager di fiducia, convenzionato con la Federazione, l’architetto Clementina Dellacasa di Home Atmosphere, referente per il Piemonte e la Ligura di Home staging Italia, che terrà l’8 novembre all’Unione industriale di Torino, un incontro sulle tecniche per valorizzare gli immobili destinati alla vendita e alla locazione, organizzato da Fiaip. “Difficile che con l’home staging un appartamento resti in vendita per più di tre mesi. Se si parte da una valutazione corretta in 45-50 giorni si riesce a vendere”, spiega Dellacasa. “Per gli affitti – aggiunge – i tempi variano in base alla zona in cui si trovano gli alloggi: possono servire al massimo tre settimane ma talvolta si bruciano in dieci giorni e spesso ci chiedono anche di acquistare i mobili usati per l’allestimento”.

I CASI TORINESI

In Torino e dintorni i risultati sono significativi: “In via Gradisca, zona Santa Rita – racconta Dellacasa – un appartamento vuoto, fermo da quasi due anni è stato venduto in 45 giorni. Sono bastati 30 giorni per la vendita di un alloggio in via Calandra, in pieno centro a Torino. A Moncalieri una villa sul mercato da più di due anni con gli interventi di home staging è stata acquistata in 42 giorni”.  

COME FUNZIONA L’HOME STAGING?

“E’ un allestimento scenografico che si rifà al teatro: una valorizzazione visiva che dà al visitatore la percezione degli spazi”, commenta l’architetto, che dal ’93 si occupa di home staging. “Per presentare un immobile studiamo il contesto urbanistico territoriale della casa e il target di riferimento da cui dipendono anche gli arredi da utilizzare”, spiega. “Per gli allestimenti uniamo componenti veri, divani, tavoli e sedie, a elementi artificiali; ad esempio i letti sono gonfiabili ma opportunamente rivestiti e arricchiti da testate, coperte e cuscini. Molto importanti sono i punti luce: in case sprovviste di illuminazione ci occupiamo noi anche di lampadari e lampade”. Gli arredi, inoltre, restano all’interno dell’abitazione fino alla vendita dell’immobile. E’ necessario dunque un vasto assortimento di mobilio stoccato in magazzino per rispondere alle varie esigenze del cliente: “In una casa antica con stucchi e soffitti affrescati occorrono arredi di design e di pregio, in una casa moderna, i mobili devono adattarsi a canoni più attuali”.

I COSTI

In 4 giorni la casa è letteralmente ‘messa in scena’ con tanto di servizio fotografico, trasformata in modo che chi guarda gli annunci non abbia dubbi su quale casa visitare. Ma quali sono i costi? La variabile è la metratura: “Per medie dimensioni si va dai 1200 ai 1500 euro, incluse le foto”. Alla maggior parte degli acquirenti piace visitare case che sembrano pronte per essere abitate e l’home staging va in questa direzione, “è coinvolgente e aumenta l’interesse all’acquisto”.