ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 543

È antiaggressione il nuovo triage del Maria Vittoria

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I locali Triage dell’Ospedale Maria Vittoria sono stati ristrutturati e profondamente rivisti: la nuova struttura è stata adeguata alle esigenze di utenti e operatori del Pronto Soccorso

 Sicurezza in primo piano nella nuova struttura compatta, ma perfettamente funzionale per il Pronto Soccorso con il maggior numero di accessi della città, realizzata dall’ingegnere Ivana Schiavone sulla base delle indicazioni fornite da Barbara Gelain e Daniele Di Leo, responsabili infermieristici del Pronto Soccorso.  Sono già operative all’ingresso del Pronto Soccorso due postazioni di accettazione che consentono la visione diretta sulla sala d’attesa, dotate  anche di un sistema di telecamere di controllo e di “panic button”, sistema di chiamata veloce e silenziosa della sicurezza interna in caso di atteggiamenti aggressivi. Una terza postazione di triage è attivabile in caso di maxiemergenza. All’interno si trovano due salette per la registrazione dei pazienti, per la raccolta dell’anamnesi infermieristica e la rilevazione dei parametri vitali; le sale sono adeguate alla prossima attivazione del “see and treath”, procedura infermieristica per una prima somministrazione di farmaci. Adiacente ad una postazione di triage è predisposta una saletta per l’isolamento di pazienti con sospetta malattia a trasmissione aerea.  La sala d’attesa è dotata di un monitor che aggiorna in tempo reale il tempo d’attesa dei pazienti, mentre il tempo di stazionamento in Pronto Soccorso delle ambulanze 118 è monitorizzato da un’apposita App. “La struttura è funzionale ai diversi percorsi di “fast track” cioè percorsi veloci che da molti anni sono una delle peculiarità dell’Ospedale Maria Vittoria – spiega il Dott. Emilpaolo Manno, Direttore del Dipartimento di Emergenza dell’ASL Città di Torino ­– dopo la valutazione in triage alcune tipologie di pazienti possono essere inserite direttamente in percorsi veloci specialistici che comprendono: pediatria, ostetricia-ginecologia, otorinolaringoiatria, oculistica, urologia” “Il Pronto Soccorso è una delle aree a maggiore complessità all’interno di una struttura ospedaliera, dove si assiste a un aumento degli accessi e della complessità della casistica, legata alla prevalenza di popolazione anziana pluripatologica – spiega il Direttore Generale dell’ASL Città di Torino, Dott. Valerio Fabio Alberti – pertanto la ristrutturazione dei locali è stata predisposta per uno snellimento delle procedure di assegnazione dei pazienti e contestualmente per mettere in atto strategie di contrasto al fenomeno crescente delle violenze nei confronti degli operatori sanitari, da tutelare unitamente ai pazienti in accesso”.​

Dalle Ogr di Torino un messaggio politico

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di Ibis

L’avvertimento del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ( la pazienza degli imprenditori , di tutte le categorie, nei confronti del governo è al limite) sarà sicuramente risuonato come un forte campanello d’allarme nelle orecchie del vice premier Salvini e della Lega che hanno nel Nord produttivo il loro grande bacino di consensi. Solo il TG1 ,nella nuova versione pentastellata, ha cercato di minimizzare la portata della riunione di Torino e ha fatto seguire , allo striminzito servizio sull’assemblea, una intervista , in vero poco convincente, del prof Ponti, consulente del ministro dei trasporti Toninelli, che ,come già avvenuto in un confronto a “Porta a Porta” con il commissario Tav Foietta, , è apparso molto confuso e di parte nel sostenere l’inutilità della Torino-Lione. L’assemblea di Torino alle OGR, che ha visto insieme 12 associazioni imprenditoriali di categoria, dagli industriali , agli artigiani, agli agricoltori alle cooperative, è stata definita storica. In campo è scesa la ” nazionale del Pil” , ha detto il moderatore , il vice direttore della Stampa Zatterin: in sala 3 mila associati in rappresentanza di aziende che producono il 65% del Prodotto interno lordo e l’80% delle esportazioni italiane. Il Prof Roberto Zucchetti della Bocconi ha riassunto i termini della questione infrastrutture e l’importanza del collegamento Torino-Lione ( ma perchè il TG1 Non ha intervistato anche lui?): a cosa serve costruire una ferrovia mentre oggi si parla di economia dematerializzata? Si è domandato. E perché il corridoio Est- Ovest attraverso le Alpi e verso la Francia è importante? L’Italia esporta soprattutto prodotti dell’industria manifatturiera e per produrli deve importare prodotti grezzi e materie prime, ha detto. E non è vero che è diminuita la quantità di merci che attraversa le Alpi dal Piemonte verso la Francia, il Belgio, l’Inghilterra e la penisola iberica. Zucchetti ha sottolineato come la vecchia galleria , voluta da Cavour, sia del tutto inadeguata anche per la sicurezza: non possono ad esempio transitare contemporaneamente due treni merci nelle due direzioni., né i nuovi grandi convogli che possono portare fino a 60 Tir per volta trainati dalle nuove potenti locomotive. La pendenza nel tunnel è troppa, mentre il nuovo correrebbe praticamente in piano sotto la montagna. Non si capisce, ha aggiunto, come gli ambientalisti siano contrari , preferendo le migliaia di Tir sull’autostrada e i no Tav non abbiano detto nulla sulla costruzione della seconda galleria autostradale del Frejus. Oggi quello che serve è il trasporto combinato treno-camion: il treno pe le lunghe distanze e i camion che dagli interporti portano le merci a destinazione. Tutte le sigle presenti si sono dette convinte dell’utilità del Tav Torino Lione. E alla fine dell’assemblea hanno firmato un documento nel quale è scritto: ” sarebbe inconcepibile fermare i cantieri delle Grandi Opere e rimettere in discussione investimenti infrastrutturali già valutati, discussi, rivisti, progettati ,concordati, finanziati e ormai in corso di realizzazione” E ancora : ” la vera posta in gioco sulla Torino-Lione e sulle altre Grandi Opere Strategiche è soprattutto la realizzazione di una grade opportunità di crescita per l’Italia, una leva per una trasformazione economica e sociale in grado di aumentare la qualità dello sviluppo e di garantire il benessere delle future generazioni”. Nel documento anche una valutazione dei vantaggi ambientali del potenziamento del trasporto ferroviario :un milione di Tir in meno e la riduzione di emissioni inquinanti stimate in 3 milioni di tonnellate equivalenti di CO2. Con il Tav Torino-Lione non si spostano solo merci : si andrebbe da Milano a Parigi in 4 ore e mezza e da Torino a Parigi in 3 ore e mezza. Pe costruirla si creerebbero 5 mila posti di lavoro all’anno per dieci anni , l’Europa finanzierebbe il tunnel per il 50%. Si calcola che interrompere i lavori e non farla più costerebbe all’Italia 4 miliardi, fare la linea 2 miliardi e 900 milioni.

 

 

I No-Tav: “Imprenditori poco intraprendenti. Pensano solo a non perdere la ricca commessa”

Il movimento No Tav, a proposito della riunione degli industriali alle Ogr,  commenta: “Davvero poco attivismo imprenditoriale si è visto quando la disoccupazione giovanile ha toccato il 40 per cento e  le infrastrutture da nord a sud sono crollate facendo vittime e feriti”. Secondo gli oppositori della Torino-Lione non si erano mai viste ” tante sigle riunirsi dall’inizio della crisi globale per rilanciare l’economia. L’alzata di scudi  esiste solo quando i ben poco intraprendenti imprenditori rischiano di perdere una ricca commessa di soldi pubblici”.

 

(foto il Torinese – archivio)

Oltre duemila ragazzi alla Giornata sulla disabilità

Sono 2100 i ragazzi piemontesi che oggi, 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità, hanno assistito in contemporanea, in alcune sale cinematografice delle otto province della regione, alla proiezione del film Wonder, nell’ambito della rassegna Right on the Movie promossa dal Comitato diritti umani  del Consiglio regionale e da AgisScuola. Una storia su come la disabilità possa diventare punto di forza e di partenza.La proiezione del film è stata anticipata, al cinema Reposi di Torino, per circa 700 ragazzi delle scuole medie e superiori,  dall’intervento di Massimiliano Sechi, il gamer campione del mondo, oggi mental coach, costretto in sedia a rotelle da focomelia, fondatore del movimento #NOEXCUSES.

“Per me la disabilità non è un problema – ha esordito rivolgendosi ai ragazzi Massimiliano Sechi –  ma un punto di partenza dal quale iniziare a migliorarmi. Se oggi vivo una vita normale, anzi straordinaria, dipende solo dal fatto che un giorno, guardandomi le braccia, ho deciso che l’importante non era ciò che mi mancava, ma ciò che avevo. Oggi è partito un  messaggio di responsabilità e consapevolezza. Ognuno ha un dono e un talento unico. Ciò che viviamo e facciamo è la conseguenza delle nostre convinzioni. Ognuno ha una missione da portare avanti e prima capiamo quale sia prima capiremo  come far brillare il nostro talento”. “Si può essere o diventare disabili in qualunque momento della vita, per una malattia genetica, per un parto nato male, per infortunio sul lavoro o per un incidente stradale. Non è questione che riguarda solo gli altri ma può  e deve riguardare anche noi  in qualunque momento – ha dichiarato il presidente del consiglio regionale del Piemonte e del Comitato diritti Umani, Nino Boeti –  Giornate come quella del 3 dicembre servono a fare il punto su quanto è stato fatto e su quanto resta ancora da fare per combattere le discriminazioni e creare una società sempre più inclusiva. Un’occasione per accendere i riflettori sulle condizioni di vita, le opportunità e i diritti, ma anche sulle discriminazioni, ancora troppo spesso relegate all’invisibilità. La sfida che il nostro sistema di welfare deve affrontare – conclude Boeti –  è quella di riuscire ad assicurare a queste persone l’assistenza sanitaria e sociale, il diritto a vivere una vita indipendente e, più in generale, di essere inclusi nella società con tutte le opportunità di cui godono gli altri cittadini. Molto resta da fare e la politica e le istituzioni sono chiamate ad impegnarsi senza scuse”.All’incontro hanno partecipato anche Barbara De Toma della Divisione Anticrimine della Questura di Torino  e Franco Lepore, presidente della UIC (Unione Italiana Ciechi) di Torino.

Le nuove liberalizzazioni nell’Unione Europea

Un nuovo mercato si profila per l’Unione Europea ed, è in buona sostanza, una rivoluzione a favore dei consumatori europei

Infatti dal 3 dicembre scatta la fine del geoblocking (blocchi geografici). Vale a dire, fino al 2 dicembre, se si volevano fare degli acquisti online e conseguenti pagamenti con una carta non era possibile perché l’algoritmo ne riconosceva la nazionalità e bloccava l’operazione. Ora sarà possibile fare acquisti online in tutti i Paesi Ue, senza essere più bloccati perché non si risiede nello stato del venditore o perché si effettua il pagamento con una carta bancaria straniera. In pratica avviene da sempre che ci siano prezzi, diversi, a seconda della nazionalità. Capitava, per esempio per i grandi gruppi di noleggio auto come Herz o Avis, per le agenzie di viaggi online da Opodo a Expedia e via di seguito. Una pratica molto più diffusa di quanto ci si potesse aspettare e spesso si veniva reindirizzati in modo da impedire ai consumatori di poter usufruire delle offerte promozionali presenti su una delle loro pagine nazionali a chi si collegava da altri Paesi. Con l’introduzione delle nuove regole dei ‘blocchi geografici’ avverrà come per il roaming dei cellulari, ci sarà un’Europa senza barriere. Ora vale anche per gli acquisti on line e si potrà approfittare delle offerte presenti in una nazione anche utilizzando una carta non di quel Paese. Vale a dire se vuoi andarti a comprare il tuo antivirus all’estero o approfittare di un’offerta di viaggio allettante potrai farlo anche dall’Italia, senza essere obbligato a farlo andando sul posto. Nel 2015 il 63% dei siti non consentiva agli utenti di effettuare acquisti online all’estero da un altro Paese dell’Ue. Con questa liberalizzazione, per i nativi digitali ci sarà un bel risparmio!

Tommaso Lo Russo

 

Il futuro con PoliTo4Impact

Sarà dedicata ai temi cardine del nuovo Piano Strategico “PoliTo4Impact” l’Inaugurazione dell’Anno Accademico 2018-2019

 

Da Università “fabbrica” di solidi professionisti “standardizzati”, dobbiamo diventare una Università “piattaforma”, per essere pienamente funzionali a un contesto territoriale e imprenditoriale molto diverso dal passato: dobbiamo saperci aprire a contributi didattici complementari dal mondo delle professioni e dell’industria; avere un ruolo diretto nei processi di innovazione e di formazione continua; essere forza propulsiva dello sviluppo sostenibile della società”. Il Rettore Guido Saracco riassume così il tema chiave del nuovo Piano Strategico 2018-2022 di cui si è dotato il Politecnico di Torino. Il Piano PoliTo4Impact si pone come obiettivo strategico il conseguimento di un impatto determinante sulla società, orientando ad esso, in ambito locale, nazionale e internazionale, l’azione dell’Ateneo nelle sue principali missioni: formazione, ricerca, trasferimento tecnologico e condivisione della conoscenza.Il Piano sarà presentato nel corso della prossima Inaugurazione dell’Anno Accademico del Politecnico, che si terrà lunedì 3 dicembre (ore 10.30, Aula Magna); a seguire, la Lectio “Università e Ricerca. Leve di sviluppo e crescita delle imprese e della società” del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, gli interventi di Chiara Appendino, Sindaca della Città di Torino, Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte e, a chiudere, Giuseppe Valditara, Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

Lo studente al centro: verso un Ateneo da 40.000 studenti “smart”

Primo aspetto su cui si è concentrato il Rettore nel corso della presentazione ai giornalisti dei temi dell’Inaugurazione è stata la didattica, con la possibilità di incrementare il numero di studenti immatricolati, a fronte di un crescente aumento delle domande di iscrizione: “Incrementeremo i nostri studenti da 34.000 fino a circa 40.000 per contribuire a colmare il ritardo del nostro Paese in termini di laureati rispetto alla media europea. Sempre in questa direzione avvieremo un nuovo percorso di laurea professionalizzante in ingegneria della manifattura, del tipo di quelli di grande successo in altri Paesi europei, in stretta collaborazione con gli Istituti Tecnici Superiori del territorio e le associazioni imprenditoriali”. “Oggi servono più flessibilità, più senso critico, più capacità di collaborare e progettare con portatori di altre competenze rispetto alla propria, più attitudine a costruire e gestire progetti concreti”, prosegue Saracco: “Metteremo di conseguenza gli studenti al centro del loro percorso di apprendimento con più laboratori didattici, più lavori progettuali e in team, più soft skill, più scienze dell’uomo e della società per aiutarli comprendere meglio il mondo in cui interverranno”.

 

Una ricerca di impatto con i dottorandi al centro

Il Piano Strategico ribadisce il ruolo fondamentale della ricerca disciplinare come strumento di crescita scientifica e culturale dei docenti e come fucina di scoperte davvero radicali, ma mira anche a investire in modo sempre più consistente in quella interdisciplinare per creare innovazione, dando piena attuazione a centri di ricerca applicata tematici.

Nel quadro della ricerca, un ruolo che l’Ateneo intende valorizzare è quello del dottore di ricerca, aumentando almeno del 50% il numero di dottorandi attivi al Politecnico (attualmente sono circa 700).

 

Un trasferimento tecnologico a filiera tematica per la città e il territorio

“Instilleremo nei nostri studenti, nei nostri dottorandi e anche nei nostri ricercatori e docenti la passione per l’innovazione, fornendo loro strumenti e fondi mirati”, propone il Rettore.

L’intento è quello di stabilire filiere credibili che raccorderanno in aree spazialmente contigue formazione, ricerca, innovazione, servizi finanziari e di valorizzazione della proprietà intellettuale per creare poli di sviluppo imprenditoriale, che attrarranno hub di grandi industrie, piccole e medie imprese, start-up e radicheranno nel nostro territorio i nostri laureati. Il Piano mira a costituire poli multifunzionali su svariate aree tematiche: industria 4.0, energia, transizione digitale, mobilità sostenibile, economia circolare, space economy.

 

Le persone al Centro: un Ateneo bello, sostenibile, funzionale alle sue missioni e animato dal punto di vista culturale

Per migliorare formazione e ricerca sono necessari investimenti in capitale umano e nuove competenze:“Supereremo i 1000 docenti strutturati a partire dagli attuali 850. Daremo a tutti, incluso il nostro personale tecnico e amministrativo, opportunità di crescita professionale e di carriera”.

Il nostro sarà un campus attento alla qualità della vita, effervescente sotto il profilo culturale, sede di attività ricreative e sportive, sostenibile e dotato di spazi moderni e funzionali alla piena realizzazione delle nostre missioni, per mettere chi lavora e studia al Politecnico in condizione di dare il meglio di sé con motivazione e senso di appartenenza”, conclude il Rettore Saracco.

 

Babbo Natale in bici con ToBike

Torna, domenica 2 dicembre 2018, “Babbo Natale in Bici”, la manifestazione di raccolta fondi organizzata dall’Associazione Forma Onlus per i bambini dell’Ospedale Regina Margherita. Obiettivo di questa raccolta fondi l’acquisto di un nuovo macchinario per la risonanza magnetica da donare all’Ospedale.

[TO]BIKE, partner dell’iniziativa insieme a Eataly Lingotto, Eataly Lagrange e FIAB Onlus, invita tutti quanti a partecipare alla biciclettata benefica, anche attraverso l’utilizzo delle proprie bici gialle.

Il 2 dicembre, infatti, [TO]BIKE metterà a disposizione le proprie biciclette per chi vorrà sostenere “Babbo Natale in Bici”, la biciclettata che avrà come punto di arrivo il piazzale di fronte all’Ospedale Regina Margherita.

Per chi è già abbonato a [TO]BIKE l’utilizzo del servizio sarà completamente gratuito per tutta la giornata, senza scatti tariffari. L’utente potrà prelevare una bicicletta in una postazione qualsiasi e raggiungere Piazza Polonia insieme agli altri partecipanti senza addebiti sul proprio abbonamento. Per tutti coloro che invece non possiedono un abbonamento al servizio di bike sharing è possibile ricevere gratuitamente un abbonamento giornaliero prenotando la card presso uno dei seguenti punti vendita:

Store [TO]BIKE di via Santa Chiara 26/F

– Eataly Lingotto

– Ufficio Forma presso Ospedale Regina Margherita

In alternativa è possibile richiedere una tessera la mattina stessa dell’evento. Una volta consegnato il modulo firmato si potrà prelevare gratuitamente una bicicletta [TO]BIKE da una delle postazioni più

vicine al punto di partenza della biciclettata.

In Piazza Polonia sarà possibile parcheggiare momentaneamente la bicicletta nell’area di sosta sorvegliata. Alla fine della manifestazione però la bicicletta dovrà essere riconsegnata in una delle postazioni [TO]BIKE della città. Ulteriori informazioni sull’evento e sulle modalità di adesione sono disponibili sul sito portale www.convenzioni.bicincitta.com e sul sito www.fondazioneforma.it.

 

Chiesa e cattolici tra leggi razziali e aiuto agli ebrei

L’incontro si terrà al Polo del ‘900
Nell’ambito del ciclo di iniziative sulle leggi razziali la Fondazione Carlo Donat-Cattin propone per lunedì 3 dicembre alle ore 17.30 un dibattito su Chiesa e cattolici a Torino tra leggi razziali e aiuto agli ebrei, con la partecipazione di Giuseppe Tuninetti, docente alla Facoltà Teologica torinese, e Emanuele Edallo dell’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Studi Storici. Modera Luca Rolandi. L’incontro si terrà al Polo del ‘900, Sala Memoria delle Alpi, Via del Carmine 13, 3° piano, c/o Istoreto.

Cicas partecipa alla raccolta fondi per il Salone del Libro

La Confederazione Cicas ha aderito all’iniziativa “Pazzi per Torino” di raccolta fondi per salvare il marchio del Salone Internazionale del Libro. Il comitato “Pazzi per Torino” intende partecipare all’asta per comprare Librolanda, fissata dal Tribunale di Torino il 24 dicembre prossimo e, per questa finalità, ha aperto un conto corrente in Banca Etica. Cicas, nella persona dell’avvocato Irma Ciaramella, che ha aperto con altri professionisti la pagina Facebook “Pazzi per Torino, salviamo il Salone del Libro” è, da sempre, attenta alla realtà torinese, ben consapevole che mantenere il Salone del Libro a Torino significhi non soltanto una conferma del prestigio del capoluogo subalpino, ma anche la capacità di farne un volano di attrattiva turistica e culturale. “Proseguendo sulla strada tracciata negli anni appena trascorsi – spiega l’avvocato Irma Ciaramella – ci si deve impegnare a rendere il Salone del Libro più appetibile anche per un pubblico straniero, con un’offerta variegata non soltanto di tipo culturale, ma anche enogastronomica, capace di rispecchiare la ricchezza del territorio e con proposte diversificate da parte dei ristoranti stellati”. La Cicas Torino si è affiancata all’iniziativa di Irma Ciaramella, che sposa perfettamente i valori etici, culturali e sociali della confederazione, guidata dal presidente provinciale Roberta Siciliano. Cicas da più di undici anni è attiva in Italia e da poco è anche giunta sul territorio regionale, capace di offrire un team di esperti ad artigiani, professionisti ed imprenditori in grado di risolvere le problematiche specifiche dei loro settori.

Mara Martellotta