ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 461

La Street Art e i suoi risvolti giuridici

Ne parliamo con l’avvocato torinese Simone Morabito, esperto in diritto dell’arte

Nata nelle zone occupate e poi esplosa anche fuori di esse, la Street Art oggi è considerata un’espressione vivificante del panorama artistico italiano che, come tale, necessita di una regolamentazione legale puntuale. Ne è da tempo nato un vivace dibattuto, anche in relazione al fatto che la Street Art è ormai uscita da anni dal circuito dei centri sociali, che hanno il merito di aver organizzato, a partire dagli anni Novanta, happening ed incontri underground, nell’ambito dei quali i writers sono cresciuti. Oggi è sempre più al centro di iniziative culturali curate dagli Assessorati alla Cultura di vari Comuni italiani, fino a giungere all’ideazione di progetti volti a strappare via i murali dalla città per musealizzarli, come proposto a Bologna.

“La Street Art – spiega l’avvocato torinese Simone Morabito, esperto in materia di diritto dell’arte –  nasce e si sviluppa come forma di espressione la cui natura è strettamente correlata al luogo in cui viene realizzata, tanto che lo stesso supporto materiale che la contiene, di natura pubblica e visibile ad un tipo di spettatore di carattere indeterminato, è esso stesso elemento essenziale dell’opera d’arte medesima. Per questo motivo, riferendosi alla Street Art e più in generale in tema di elementi giuridici dell’opera d’arte, per individuare in modo più appropriato l’oggetto di tutela che si riferisce a questo ambito, si tende a distinguere tra “corpus mysticum” (ovvero l’opera d’arte considerata quale bene immateriale, capace di concretizzarsi nel messaggio che essa è in grado di veicolare e che, dal punto di vista giuridico, costituisce l’oggetto della tutela, corredato dei suoi diritti morali ed economici) e “corpus mechanicum“, termine con il quale si intende l’opera d’arte in sé, il bene materiale, espressione dello slancio artistico”.

“Nel caso della Street Art – precisa l’avvocato Simone Morabito – rimane un punto fermo l’acquisizione da parte dell’artista dei diritti morali a partire dal momento della creazione dell’opera medesima, senza che siano richiesti ulteriori atti successivi, quali la pubblicazione o la registrazione dell’opera. Tuttavia, proprio con riguardo al “corpus mechanicum” dell’opera, possono sorgere inevitabilmente alcune problematiche, in particolare in caso di trasferimento dell’opera stessa, che nasce in un determinato luogo e che, pertanto, è strettamente correlata a esso”.

“Un riferimento piuttosto esemplificativo – precisa l’avvocato Morabito – è rappresentato dall’opera di Bansky intitolata “Season’s greetings“, che è stata realizzata su due muri di un garage privato nella zona di Taibach, a Port Talbot, città industriale del Galles meridionale, considerata una delle più inquinate del Regno Unito. Il video esemplificativo, pubblicato sul profilo Instagram dall’artista, non lascia alcun dubbio; mostra un bambino che pare gioioso ed intento ad assaggiare la neve fresca; poi il campo della visuale, estendendosi, permette di comprendere che non si tratta di neve, ma di cenere. Pochi centimetri dietro, l’occhio di chi guarda è portato a trovare l’origine del fumo: un’acciaieria tetra e allarmante che incombe sulla città. Il messaggio sottinteso all’opera di Bansky, ora descritta, è volto ad evidenziare la problematica della polvere a Port Talbot, provocata dalle vicine acciaierie “.

“I diritti morali e quelli di sfruttamento dell’opera d’arte – aggiunge l’avvocato Simone Morabito – dal punto di vista economico, rimangono in capo all’artista. Sorge allora spontanea la domanda relativa a cosa possa accadere nel caso in cui il proprietario decida di abbattere il muro, distruggendo l’opera d’arte creata su di esso, senza il preventivo consenso dell’artista. È quanto si è verificato, destando una grande attenzione mediatica, un quartiere di Queens a New York, nel luogo divenuto, a partire dagli anni Novanta, un noto punto di ritrovo degli Street Artists, vale a dire “”5pointz“. In tale occasione, la Corte di Appello di New York ha condannato il proprietario a risarcire gli Street Artists della complessiva somma di oltre 6 milioni di dollari “.

“Sotto il profilo penale – precisa l’avvocato Simone Morabito – la prima ipotesi di reato che viene contestata allo Street Artist, che realizzi la propria opera su beni immobili di proprietà altrui, è quella prevista dall’articolo 639 c.p., rubricato “Deturpamento e imbrattamento di cose altrui”. La giurisprudenza di merito, chiamata a valutare la configurabilità o meno di questo reato in un caso di opere di strada su immobili degradati presenti nella città di Bologna effettuate da un’artista di strada di una certa notorietà, si è espressa favorevolmente, ritenendo di dover affermare la responsabilità dell’artista per la fattispecie di reato a lei ascritto. Un’altra ipotesi di reato astrattamente configurabile è rappresentata dalla violazione di domicilio, disciplinata nell’articolo 614 c.p., che punisce chiunque si introduca nell’abitazione altrui o in altro luogo di privata dimora, contro la volontà (tacita o espressa) di chi ha il diritto di escluderlo. Ciò è accaduto, sempre a Bologna, ad alcuni seguaci dello Street Artist “Blu”, denunciati per aver rimosso, senza l’autorizzazione da parte dello stesso artista, le sue opere dai muri della città.

La Street Art oggi pone in campo uno degli aspetti più affascinanti che coinvolge un’espressione artistica, rappresentato dallo scontro tra diritti confliggenti, da una parte il diritto di proprietà e, dall’altra, quello d’autore, in capo agli artisti di strada. Questo scontro, simile quasi a questo quello tra due titani, è destinato a perdurare fino a quando questa forma d’arte, relativamente recente, non verrà adeguatamente disciplinata dal punto di vista giuridico”.

Mara Martellotta

Scuole, messa in sicurezza: arrivano i fondi della Regione

In attesa del governo, la Regione ha analizzato i progetti di intervento su scuole dellinfanzia, primarie, secondarie di 1° e 2° grado e individuato i beneficiari. 

 

 Per l’edilizia scolastica più di 37 milioni di euro saranno a breve disponibili per finanziare 29 progetti di messa in sicurezza delle scuole piemontesi. Si tratta di un passo importante che ribadisce ancora una volta l’attenzione per gli istituti sparsi su tutto il territorio, che necessitano di interventi, a maggior ragione in previsione di una riapertura alla didattica in presenza che, ci si augura, possa avvenire nel più breve tempo possibile. 

In attesa del decreto del ministero dell’Istruzione di assegnazione delle risorse agli enti locali, la Regione Piemonte ha quindi analizzato i progetti di intervento su scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di 1° e 2° grado e individuato i beneficiari.

Le risorse dovranno essere impiegate per aumentare la sicurezza degli edifici scolastici, salvaguardare la vita in caso di sisma, attraverso interventi di miglioramento e di adeguamento sismico, cui si sono affiancate le esigenze della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico. Previsti anche interventi di riedificazione e di nuova costruzione di edifici, oltre a riqualificazione e ristrutturazione di quelli esistenti.

Dei 29 progetti, 15 sono compresi nel piano annuale 2019, 14 sono invece finanziabili con le risorse non utilizzate del piano annuale 2018.

Del primo elenco, sono sette i progetti nel territorio della Città metropolitana di Torino: uno della Città metropolitana, gli altri dei Comuni di AirascaAla di SturaCalusoLeiniRivalta di Torino e Sauze dOulx.

Cinque i progetti finanziabili nella provincia di Cuneo: due della Provincia, gli altri dei Comuni di PolongheraRacconigi e Santo Stefano Belbo. Un progetto è del Comune di Castelnuovo Don Bosco (Asti), uno del Comune di Valdilana (Biella), uno del Comune di Briga Novarese.

Il totale delle risorse per questi progetti è 21.461.108 di euro.

Del secondo elenco, due progetti finanziabili sono nella provincia di Alessandria (uno della Provincia, uno del Comune di Serravalle Scrivia), uno nell’Astigiano (Comune di Cellarengo), sette nel Torinese (due della Città metropolitana, gli altri dei Comuni di CandioloMeana di SusaPineroloSan Maurizio CanaveseVillar Perosa), quattro nel territorio della provincia di Cuneo (Comuni di Bene VagiennaBernezzoSaluzzoScarnafigi).

Il totale delle risorse per questi progetti è di 15.961.706.

«Fin dal primo giorno la Regione si è sempre dimostrata molto attenta all’edilizia scolastica – spiega l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Chiorino – Non a caso abbiamo, per la prima volta dal 1970, inaugurato un fondo per l’edilizia scolastica di emergenza, che ci consente di intervenire con tempestività nelle situazioni più urgenti, laddove in precedenza le normative, di fatto, ce lo impedivano. Ora, grazie all’arrivo di questi ulteriori contributi, possiamo venire incontro alle necessità di numerosi Comuni che da tempo chiedevano di sollecitare il finanziamento per la messa in sicurezza delle loro scuole che, ci auguriamo, possano – così come in tutta Italia – tornare presto a essere frequentate dagli studenti in tutta sicurezza: sia sanitaria che strutturale».

Gli “struzzi” e le Frecce tricolori

IL COMMENTO Di Pier Franco Quaglieni / L’episodio delle Frecce Tricolori che sorvolano Torino e provocano vistosi assembramenti di gente sembra essere stato subito archiviato dai giornali e  dai politici che forse non si sono neppure accorti della inopportunità e della gravità di questo fatto  che minaccia l’effetto dei sacrifici a cui ci siamo sottoposti stando chiusi in casa per oltre due mesi

In primis va chiesta la ragione del sorvolo al ministro della Difesa perché non c’era nessun motivo di festeggiare in un paese piegato in due e in una regione che certo non ha brillato nella lotta alla pandemia. In secundis il costo del sorvolo appare oggi, in tempo di gravissima crisi, uno sperpero di denaro pubblico che va indirizzato diversamente.
E poi la responsabilità dei giornali nell’annunciare ripetutamente le Frecce Tricolori con  un implicito inevitabile  invito a partecipare e quindi a creare assembramenti.Perché i giornali non hanno comunicato regole e cautele per una partecipazione responsabile. Infine l’assenza di controlli e di organizzazione preventiva per ridurre al minimo gli effetti negativi del sorvolo che potrebbero aver creato nuovi contagi. Nessuno può continuare a fare lo struzzo ,mettendo sotto la sabbia la propria testa, Non può farlo il Sindaco di Torino in particolare che ha brillato per la sua assenza e che a cose fatte dichiara che porterà al tavolo  della pubblica sicurezza l’accaduto, una battuta ridicola, quasi una presa in giro. Bisognava agire prima con  cautela e senso di opportunità. Si è trattata in piccolo di un’altra piazza San Carlo. Va ovviamente anche aggiunto che parte dei torinesi non ha dimostrato senso civico e responsabilità, ammassandosi  e compromettendo la sicurezza di se’ stessi e degli altri. Su questo episodio va fatta chiarezza e  vanno individuate le colpe e le leggerezze  di chi ha responsabilità pubbliche e non ha saputo esercitarle.
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Turismo in crisi, agenzie di viaggio e tour operator in piazza

A Torino manifestazione in piazza Castello delle agenzie di viaggio, di tour operator e di tutto il settore turistico, che sono pronti a promuovere il Piemonte nel mondo

Parte da Piazza Castello alle 10.30 la manifestazione promossa dalle Agenzie di viaggio, Tour operator e dal settore turistico piemontese per richiedere alla Regione Piemonte un incontro continuativo almeno due volte l’anno.

Il bonus “Riparti Piemonte” pari a 1500 euro deve essere aperto non soltanto alle spese di sanificazione o all’acquisto di beni strumentali, ma anche al pagamento degli affitti, delle bollette e di vari altri contributi. È necessario, inoltre, verificare che i codici Ateco 79.90.19, 82.99.99, 70,22,09, vengano inclusi in quanto si tratta di agenzie di viaggio affiliate a franchising.

Si richiede inoltre un aiuto economico per tutte le agenzie di viaggio fino al 31 dicembre 2020 con almeno mille euro mensili, la cassa integrazione in deroga e FIS per tutte le aziende con 1 dipendente in su fino al 31 dicembre 2020, prorogabile in caso di eventuale richiusura causa Covid 19. Per quanto riguarda le tasse regionali si richiede la cancellazione di tutte le imposte  e tributi regionali, quali l’occupazione del suolo, delle imposte comunali e dell’IRAP per tutto l’anno. Si richiede inoltre il “bonus lavoratori” di almeno mille euro a dipendente, riservato a tutti gli operatori del campo turistico, per poter pagare le 14esime. Inoltre le agenzie di viaggio piemontesi si battono per il coinvolgimento di Finpiemonte per i programmi di sviluppo ed a favore dei bandi europei e statali, perché vengano destinati al mondo delle agenzie di viaggio dei bandi a fondo perduto, con soldi provenienti dallo Stato e dall’Unione Europea, per favorire investimenti sul territorio, quali la nascita di nuove start up in Piemonte, gruppi di acquisto e nuovi network. Le agenzie di viaggio, infatti, sono pronte a promuovere non soltanto il mercato estero, ma anche il territorio piemontese.

 

(foto Sergio Pacchiotti)

Pacchi alimentari, a Volpiano 300 famiglie assistite

Per accedere al servizio è necessario presentare domanda

A partire da mercoledì 27 maggio la consegna dei pacchi alimentari alle persone in difficoltà economica di Volpiano, che hanno fatto richiesta Comune, viene effettuata esclusivamente al mercoledì mattina, dalle 8.30 alle 11.30 nel salone parrocchiale dell’Oratorio San Giuseppe (via Re Arduino 6), e non più al lunedì e al venerdì.

L’iniziativa è cominciata lunedì 6 aprile per alleviare le situazioni di disagio conseguenti all’emergenza Coronavirus ed è gestita dal Comune in collaborazione con la Caritas, nell’ambito della convenzione tra l’ente, la parrocchia e l’Unione Net, facendo seguito alle indicazioni del governo. Ad oggi sono circa 300 le famiglie che vengono assistite, tramite la fornitura di pacchi alimentari contenenti prodotti provenienti dalla colletta alimentare e dagli acquisti effettuati con i fondi comunali e statali.

Commenta il sindaco di Volpiano Emanuele De Zuanne: «Siamo soddisfatti che le scelte fatte al principio di questa emergenza ci consentano oggi di continuare ad erogare questo servizio con i fondi iniziali, senza ricercare nuove forme di finanziamento, perché per molte persone è ancora necessario ricorrere a questo strumento per superare le difficoltà, e ringrazio i volontari che si stanno impegnando affinché la distribuzione dei pacchi alimentari avvenga regolarmente».

Dal caffè al parrucchiere il virus lo pagano i consumatori

L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha inciso in maniera diretta o indiretta sui mercati. Dapprima erano le mascherine e i disinfettanti nell’occhio del ciclone per il forte aumento, adesso assistiamo a tutta una serie di rincari che vanno dal bar al parrucchiere.

Frutta e verdura, ad esempio, hanno subito un rialzo ad un tasso superiore 40 volte quello dell’inflazione, tenendo anche conto della carenza di manodopera per il raccolto. La mancanza di almeno 200 mila lavoratori stagionali mette a rischio la fornitura di frutta e verdura. L’unica certezza è che i prezzi di molti beni sono aumentati.

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Dal caffè alla verdura, al parrucchiere: il virus lo pagano i consumatori

Il Poli apre le porte ai futuri studenti

Per la prima volta online, tornano le giornate di orientamento per l’accesso ai corsi di Laurea e Laurea Magistrale.

Novità per l’A.A. 2020/2021: didattica online per entrambi i semestri, ma anche lezioni e laboratori in presenza per chi sarà a Torino

 

Al Politecnico di Torino, dopo le lezioni e gli esami, quest’anno anche gli Open Days diventano virtuali. È una formula del tutto innovativa quella proposta agli aspiranti studenti dell’Ateneo da lunedì 25 a venerdì 29 maggio: cinque giorni di incontri con docenti, studenti ed esperti di orientamento e la possibilità di seguire le presentazioni dei 23 corsi di Laurea Triennale e dei 30 corsi di Laurea Magistrale offerti dal Politecnico nelle aree dell’ingegneria, dell’architettura, del design e della pianificazione territoriale. Ma anche un’occasione per scoprire tutti i servizi offerti, i progetti speciali, i teams studenteschi, le opportunità per gli studenti stranieri e molto altro ancora. Tutto da casa, per rispettare le regole imposte dall’emergenza sanitaria e favorire i ragazzi che in questo periodo di mobilità ridotta sia all’interno del territorio nazionale che, a maggior ragione, dall’estero, vogliono però entrare nel mondo del Politecnico di Torino, in vista di un’iscrizione per l’Anno Accademico 2020/2021.

Tre giornate, dal 25 al 27 maggio, saranno dedicate in modo specifico alle Lauree di primo livello, mentre il 28 e il 29 maggio le presentazioni riguarderanno i corsi di Laurea Magistrale. Tutti i contenuti rimarranno comunque disponibili sul sito www.politopendays.it anche nei mesi a venire, in modo da aiutare i ragazzi ad orientarsi nell’offerta e nelle novità del prossimo anno accademico anche dopo la conclusione degli Open Days.

Un anno che porterà molte novità nel modo di vivere il Politecnico. Prima tra tutte la didattica online, modalità attivata con successo dall’Ateneo: “Fin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria tutte le attività didattiche del Politecnico – esami e discussioni di laurea compresi – si sono svolte esclusivamente in modalità online”, spiega il Rettore Guido Saracco, che prosegue:  “La risposta messa in campo dall’Ateneo è stata senza precedenti: il potenziamento delle infrastrutture informatiche, la scoperta di soluzioni tecnologiche, ma anche di nuove modalità di fare didattica hanno permesso lo svolgimento pressoché regolare delle attività di insegnamento e valutazione nei mesi dell’emergenza”.

Anche per l’anno accademico 2020/2021 l’Ateneo ha deciso di impegnarsi a garantire, per entrambi i semestri, l’erogazione dell’intera offerta formativa di primo e secondo livello in modalità on line, anche con un investimento consistente per l’ulteriore potenziamento delle dotazioni tecniche. Ma l’esperienza della formazione universitaria va al di là della lezione frontale, pur arricchita da tante modalità interattive adottate in questi mesi per migliorare le modalità di apprendimento, come la realtà virtuale per le revisioni progettuali o la visita da remoto a laboratori e siti culturali. “Per garantire almeno a chi si troverà nelle condizioni di essere a Torino la possibilità di entrare nelle nostre aule e vivere in presenza l’esperienza universitaria, individueremo un numero contingentato di studenti, circa 2500 ogni giorno, che potrà accedere all’ateneo e frequentare le lezioni e, soprattutto, i laboratori”, spiega il Rettore: “Per tutti gli altri, ci sarà la possibilità di seguire da remoto entrambi i semestri. Garantisco che non discrimineremo nessuno rispetto alla modalità con cui avrà seguito i corsi o sostenuto gli esami e cercheremo di far sì che tutti gli studenti che desiderano frequentare in presenza possano farlo”. Questo comporterà adeguamenti strutturali, come il rifacimento degli impianti di condizionamento e la ridistribuzione degli spazi per le lezioni, ma anche turni scaglionati di ingresso, dotazione di dispositivi di protezione e interventi di sanificazione adeguati.

Il Rettore presenterà le novità per l’Anno accademico 2020/2021 nel corso di una conferenza di apertura online, alle 13.30 di lunedì 25 maggio sul sito www.politopendays.it (necessaria la registrazione) e sui canali social del Politecnico. Il 28 maggio alle 9.00, invece, il Rettore porterà un saluto all’apertura delle due giornate dedicate ai corsi di Laurea Magistrale (sempre su www.politopendays.it e sulla pagina Facebook del Politecnico) .

Sempre il 28 maggio, sarà anche il giorno di una nuova sessione del test di ammissione per i corsi di Laurea triennale in Ingegneria, Design e Pianificazione, che si svolgerà anch’esso online e al quale è ancora possibile iscriversi.

Il Politecnico di Torino continua a garantire ai suoi studenti una formazione che sappia rispondere alle sfide del presente e a quelle che verranno, come dimostrano i dati occupazionali dei nostri laureati: quasi 9 su 10 lavorano a un anno dalla laurea magistrale e con stipendi più alti e contratti più stabili rispetto alla media degli atenei italiani”, commenta il Vice Rettore per la Didattica Sebastiano Foti, che conclude: “In un anno particolare come quello che ci attendeabbiamo intenzione di potenziare le modalità didattiche più innovative e coinvolgenti, con lo studente al centro del processo di apprendimento, che viene responsabilizzato e messo nelle condizioni di sperimentarsi e mettersi alla prova, anche in contesti meno tradizionali di quelli della lezione frontale, come ad esempio i team studenteschi o le challenge, modalità didattiche basate su multidisciplinarietà e learning by doing, che vogliamo potenziare anche attraverso tutte le possibilità che la tecnologia ci mette a disposizione”.

Bonus Piemonte: “Erogati ieri 7,5 milioni”

Effettuati 3.549 bonifici e definita una quarta tranche di beneficiari  che porta lo stanziamento complessivo del Bonus a 131 milioni di euro 

 

Sono 3.549 per un valore di 7.5 milioni di euro Bonus Piemonte già erogati alle 14 di oggi. I bonifici proseguiranno con un ritmo di 5 mila al giorno, mentre continua anche l’invio della comunicazione a tutti i beneficiari del contributo a fondo perduto voluto dalla Regione per sostenere le attività piemontesi colpite dal lockdown per l’emergenza Coronavirus.
Il Bonus Piemonte è infatti uno dei pilastri di Riparti Piemonte , il Piano da oltre 800 milioni di euro per aiutare imprese e famiglie nella Fase 2.

 

«Aggiorneremo quotidianamente il conteggio dei bonifici effettuati – sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore al Commercio Vittoria Poggio e alla Semplificazione Maurizio Marrone – . Oltre 7 milioni di euro accreditati in un solo giorno sui conti correnti delle attività piemontesi sono la dimostrazione dell’immediatezza e tempestività con cui stiamo mantenendo l’impegno che ci eravamo assunti».

 

Cresce ancora, inoltre, il numero delle attività che potranno accedere alla misura pensata per sostenere le attività del commercio e dell’artigianato nella ripartenza e anche per le spese di adeguamento alle nuove norme anti Covid.
È stato inserito in legge l’emendamento che prevede una ulteriore dotazione di 15 milioni di euro per un bonus da 1500 euro ad altre 10 mila imprese del commercio al dettaglio (tra cui prodotti tessili, mobili, elettrodomestici, articoli per la casa, illuminazione, strumenti musicali, articoli sportivi, giocattoli, fiori e piante, gioiellerie, gallerie d’arte, oggetti d’artigianato, bomboniere, bigiotteria, riparazione di beni per uso personale e per la casa, articoli di seconda mano, altri servizi di assistenza turistica e altri).

 

Il fondo del Bonus Piemonte sale così a 131 milioni di euro che andranno a beneficio di oltre 70 mila realtà del territorio .

 

Per tutte le info sul Bonus Piemonte: 

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Oltraggio a Fossati, Milano deve riparare

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Gianni Fossati è stato un giornalista, un dirigente di RCS e il vicepresidente nazionale vicario dell’Accademia italiana della cucina, la prestigiosissima istituzione fondata da Orio Vergani e diffusa in tutto il mondo.

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Era stato nominato Grande Ufficiale al merito dalla Repubblica dal presidente Mattarella che elargisce le onorificenze con il contagocce solo a personalità eccezionali. E’ stato anche professore a contratto all’ Università cattolica e responsabile stampa del corpo consolare di Milano. Quindi stiamo parlando di  un uomo di caratura nazionale, ben conosciuto a Milano dove viveva.
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Fossati è morto di Coronavirus il 23 marzo  dopo pochi giorni di ricovero all’ospedale “Fatebenefratelli”,  forse non curato con l’attenzione che la gravità della sua malattia  meritava, da quanto si può desumere da un articolo sul “Corriere della Sera “ di cui fu collaboratore  e che  neppure nella Cronaca di Milano non diede notizia della sua morte che passò quindi quasi inosservata. Anche sua moglie venne ricoverata e ne è uscita guarita. Il suo tragico destino è sottolineato dalla pagina a lui dedicata sabato  23 maggio dal “Corriere” in cui si annuncia che la famiglia non venne avvisata della morte di Fossati e che è stato sepolto d’iniziativa del Comune in un campo in cui vengono inumati gli indigenti che non hanno parenti. Il titolo del “Corriere” è eloquente: “Gianni la vittima dimenticata, sepolto tra chi non ha nessuno.La famiglia: noi mai avvertiti.”  Sottolineo come  quel Gianni confidenziale nel titolo sia oltre modo fuori posto e denoti come il titolista non si sia informato chi fosse Fossati. Il fratello viene a conoscenza della morte solo tredici giorni dopo la sepoltura. Un’offesa pesante che la città di Milano ha inferto ad un suo illustre cittadino. Giustamente Roberto Pirino delegato dell’Accademia della cucina italiana del Ponente Ligure che mi fece conoscere Fossati con il quale nacque un’amicizia sincera mi ha scritto: “Ancora non conosciamo bene quante storie di sofferenza e dolore sono state causate da questa tragedia del Coronavirus” Fossati avrebbe dovuto presentare a Milano proprio in marzo il mio libro su Mario Soldati che poi rinviammo a giugno. Ora non sarà più possibile rivederlo ed avevamo combinato anche una cena al “Don Lisander”, un locale di Milano in via Manzoni molto amato da ambedue. La mia amica Elisabetta Cocito che ha collaborato strettamente con Fossati come segretario del Centro Studi Marenghi dell’Accademia e come direttore del Centro Studi Piemonte dell’Accademia, ha scritto di lui definendolo un “uomo elegante, riservato e colto” che aveva tra le sue grandi  passioni  anche quella che Veronelli chiamava la cultura del cibo e Mario Soldati la civiltà di un popolo. E’ stato anche un grande amico del Centro “Pannunzio”. Il Sindaco di Milano Sala che si è rivelato spesso inadeguato al ruolo che ricopre durante i mesi più terribili della pandemia e soprattutto nella sua fase iniziale, dovrebbe esprimere le scuse della Città, sia pure tardive, per l’intollerabile trattamento riservato a Fossati che non può avere né scusanti né attenuanti. E’ una caduta di stile che Milano non può permettersi e che costituisce una cesura con la sua storia più recente e che fa pensare all’oltraggio della salma di Giuseppe Parini sepolto in una fossa comune, come denuncio’  con indignazione il Foscolo nei “Sepolcri”’ Al minimo va conferito alla memoria di Fossati “l’Ambrogino d’oro” 2020 che sicuramente avrebbe meritato in vita.
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Bioindustry Park a prova di start up

Il Parco scientifico e tecnologico guarda con fiducia al futuro e rilancia su servizi innovativi per lo sviluppo d’impresa nel settore Life Sciences

Nuove opportunità per le startup del Life Sciences al Bioindustry Park di Colleretto Giacosa, che punta sull’innovazione, in un settore tra i più dinamici e in rapida evoluzione in Italia e nel mondo.

In questi mesi, oltre al consolidamento delle grandi aziende, al Parco si è operato per rafforzare spazi e servizi a supporto dell’imprenditorialità, mirati alle startup. In quest’ottica è stata attivata la ricerca di nuove opportunità di visibilità in ambito internazionale, cha ha fruttato la partecipazione del Bioindustry Park, in qualità di sponsor, alla Redefining Early Stage Investments (RESI) CONFERENCE, dall’8 al 10 giugno in versione completamente digitale.

All’evento partecipano più di 400 investitori in grado di accelerare lo sviluppo di tecnologie innovative nel settore delle “4 Ds”: drugs, devices, diagnostics e digital health. Un appuntamento di grande richiamo per startup in cerca di capitali iniziali e Business Angels o startup e PMI innovative interessate a finanziamenti di serie A e B per il consolidamento e la crescita.
Un’opportunità da cogliere, in un momento in cui l’innovazione nel Life Sciences risulta cruciale sia dal punto di vista socio-sanitario che per il rilancio dell’economia globale. Per stimolare l’adesione, Bioindustry Park offre un’agevolazione riservata a aziende insediate, accademie, incubatori e soci bioPmed.

In parallelo Bioindustry Park sarà impegnato a BIO Digital, appuntamento made in USA di riferimento per il settore Life Sciences, confermato in modalità virtuale. L’evento è mirato alla creazione di partnership nel settore e sarà il contesto ideale in cui promuovere i propri servizi a supporto dell’innovazione e dell’internazionalizzazione e per dare visibilità a aziende, startup, enti e associazioni insediate al Parco.

«Stiamo lavorando per un Bioindustry Park sempre più attrattivo per le startup. A loro offriamo un sistema di relazioni consolidate nel settore Life Sciences, con partnership a livello locale e internazionale – spiega la presidente Fiorella Altruda – l’accesso a consulenze specialistiche e accompagnamento a 360° per chi decide di insediarsi. Servizi che rivolgiamo anche alla rete più ampia di realtà che ruotano attorno al Polo d’innovazione bioPmed a cui aderiscono un centinaio di realtà tra imprese, centri di ricerca, enti, fondazioni ed associazioni». Ad oggi sono nove le startup insediate al Parco e più di una trentina, in quattro anni, quelle accompagnate in varie fasi del loro percorso.