ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 437

Voucher scuola, il bando è aperto

Apre oggi alle 12 e resterà aperto fino alle 23.59 del 10 giugno 2020 il bando per il nuovo voucher scuola, il ticket virtuale per gli acquisti legati al diritto allo studio, che si presenta quest’anno con alcune importanti novità. 

Il voucher può contare su una dotazione finanziaria di oltre 18 milioni di euro, grazie all’integrazione tra risorse regionali e contributo statale per i libri di testo. 

 

Come presentare domanda

Le famiglie degli studenti (o gli studenti stessi se maggiorenni, purché non abbiano compiuto 22 anni e non abbiano già un titolo di studio di scuola superiore), con indicatore Isee 2020 non superiore a 26 mila euro e iscritti nell’anno 2020-2021 alle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, statale e paritarie, o ai corsi di formazione professionale in obbligo di istruzione possono quindi presentare un’unica domanda per  il voucher 2020-21, per le rette scolastiche di iscrizione e frequenza o, in alternativa, per  l’acquisto di libri di testo, materiale didattico, dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione, attività integrative previste dai piani dell’offerta formativa e trasporti, che comprende anche il contributo statale per i libri di testo.

Come di consueto, le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso l’applicazione disponibile alla pagina www.sistemapiemonte.it/assegnidistudio, con le credenziali Spid (sistema per l’identità digitale della Pubblica Amministrazione) o, per chi le avesse ancora attive, con le credenziali di Sistema Piemonte usate per i precedenti bandi.

Attenzione: dopo l’accesso al sistema informatico per la presentazione della domanda con le apposite credenziali, è obbligatorio indicare:

a) una casella di posta elettronica valida per:

– ricevere informazioni in merito all’esito dell’istruttoria per l’assegnazione del voucher;

– ricevere il PIN da parte del gestore del servizio,

– recuperare il PIN tramite il sito https://beneficiari.edenred.it/web/ticketservice/recuperapin

Le informazioni di cui sopra saranno fornite esclusivamente alla casella di posta indicata nella domanda, non saranno quindi presi in considerazione indirizzi di posta elettronica differenti.

b) un numero di telefono cellulare valido.

 

Il valore del voucher 

L’importo si differenzia in base alle fasce di reddito e agli ordini di scuola. Si va da un minimo di 75 a un massimo di 500 euro per il voucher libri di testo, attività integrative, trasporti, materiale didattico e dotazioni tecnologiche e da un minimo di 950 euro a un massimo di 2150 euro, per il voucher iscrizione e frequenza. Restano le maggiorazioni per gli studenti con disabilità certificate (importi aumentati del 50 per cento) e con disturbi specifici di apprendimento o esigenze educative speciali (importi aumentati del 30 per cento) e ancora residenti nei comuni marginali del Piemonte (importi aumentati del 30 per cento). Per il “Voucher iscrizione e frequenza” è possibile dichiarare la volontà di utilizzare parte del contributo di iscrizione per l’acquisto dei libri di testo (importo di 150 euro per la scuola secondaria di primo grado e di 250 euro per la scuola secondaria di secondo grado) per le famiglie con un ISEE fino a euro 15.748,78.

 

Tempistiche

Scaduti i termini di presentazione delle domande (ore 23.59 del 10 giugno 2020), gli uffici dell’assessorato regionale all’Istruzione procederanno all’istruttoria e alla definizione della graduatoria, con l’obiettivo di rendere disponibile sulla tessera sanitaria l’importo del voucher a partire da fine luglio 2020. Fino al 30 giugno 2021, le famiglie beneficiarie potranno spendere la cifra presso la rete degli esercizi commerciali, i comuni, le istituzioni scolastiche, le agenzie formative convenzionate, le aziende di trasporto.

 

«Con l’erogazione dei voucher scolastici – spiega l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Chiorino – vogliamo offrire un sostegno concreto alle famiglie con figli in età scolare. Un aiuto che quest’anno è ancora più significativo in quanto l’emergenza coronavirus e la conseguente necessità di adottare la didattica a distanza ha comportato numerosi disagi a chi non ha a disposizione la strumentazione tecnica per poter seguire adeguatamente i corsi». «Proprio per questo – prosegue Chiorino – con i voucher sarà possibile acquistare anche tablet e strumenti tecnologici per fare in modo che i ragazzi possano avere tutti gli strumenti necessari per gestire qualsiasi emergenza o necessità, oltre che per poter usufruire di tutti gli strumenti digitali utili anche per lo svolgimento della normale didattica. Per agevolare le famiglie abbiamo anche potenziato il nostro numero verde, che oggi può contare su personale qualificato e formato e in grado, nella stragrande maggioranza dei casi, di rispondere nel merito a tutti i dubbi di genitori e famiglie. «Il nostro obiettivo ultimo – conclude Chiorino – è sempre quello di garantire il diritto allo studio con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, in modo che nessuno venga lasciato indietro o solo».

 

«Siamo lieti  – spiega la presidente del CSI, Letizia Maria Ferraris – della fruttuosa collaborazione tra le istituzioni regionali e il Consorzio, finalizzata ad applicare innovazione e tecnologia al servizio dei consorziati. Obiettivo del CSI è quello di realizzare, grazie alle sue piattaforme, strumenti informatici a favore degli utenti e, in questo caso, delle famiglie con figli in età scolare, in una realtà complessa, in cui si sono trovate con non poche difficoltà».

 

«Come per gli altri servizi di Sistema Piemonte, anche in questo caso il CSI ha avuto un ruolo importante nella realizzazione del sistema informatico che sta dietro al bando dei voucher scuola – spiega Pietro Pacini – Direttore Generale del CSI Piemonte – Ed è qualcosa che ci fa piacere, perché al di là dell’aspetto puramente tecnico e delle soluzioni che abbiamo utilizzato, averlo fatto ha significato affiancare i nostri enti nella realizzazione concreta di uno dei diritti più importanti di una società: quello allo studio».

 

Informazioni utili

Per informazioni e assistenza è attivo, da mercoledì 29 aprile, il Numero Verde gratuito 800-333-444 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18), oppure ci si può rivolgere agli Uffici relazioni con il pubblico o ancora può consultare il sito internet della Regione, alla pagina dedicata:

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/istruzione/voucher-scuola/voucher-scuola-2020-2021

Bennet, carrello sospeso fino al 3 maggio

Terminerà il 3 maggio l’iniziativa Carrello Sospeso in molti ipermercati Bennet del Piemonte: Carmagnola, Caselle Torinese, Chivasso, Ciriè, Santa Vittoria d’Alba, Settimo Torinese, Torino – via G. Bruno, Vercelli.

Grazie alla collaborazione con Banco Alimentare, Bennet aderisce all’operazione di raccolta di generi alimentari di prima necessità per sostenere le fasce più sensibili della popolazione.

I clienti Bennet possono acquistare i prodotti e donarli depositandoli nell’apposito carrello posizionato all’ingresso del punto vendita. Il Banco Alimentare e molte altre Associazioni di volontariato saranno incaricati di effettuare il ritiro delle donazioni e a consegnarle alle famiglie bisognose sul territorio.

Pasta, tonno in scatola, olio, caffè, biscotti, passata, legumi, biscotti per bambini, omogeneizzati, zucchero, fette biscottate e latte e molto altro, sono i prodotti fondamentali per il Carrello Sospeso, utili a tutte quelle famiglie bisognose, aumentate nelle ultime settimane, che in questo periodo hanno maggiori necessità.
Bennet è al fianco della popolazione italiana in questo periodo di crisi e Carrello Sospeso conferma l’impegno costante della catena in questa direzione, tendendo una mano per un aiuto concreto.

Gtt restituisca almeno i soldi degli abbonamenti

I vari sindaci hanno dichiarato che, in pratica, solo un quarto dei passeggeri “normali” potrà salire su un autobus, sul tram, in metro. Dunque i 3 quarti hanno pagato per un servizio che viene negato…

… continua a leggere:

Atm, Atac, Gtt, Anm: restituite almeno i soldi degli abbonamenti!

Bruciati 70 milioni di euro di fatturato negli hotel torinesi

Due  mesi di lockdown per le imprese alberghiere hanno significato bruciare 70 milioni di euro di fatturato

La fotografia della situazione è di Federalberghi Torino che chiede il riconoscimento dello stato di crisi e di individuare  sostegni a fondo perduto, risorse dirette alle aziende e svincolate da farraginosi iter burocratici, oltre a sostegno per i lavoratori ed esenzioni fiscali.

Secondo l’associazione di categoria Torino  ha perso  un milione e mezzo  di potenziali presenze tra il 21 febbraio e il 4 maggio. Per il weekend del 1 maggio e per Pasqua, la  perdita è stata complessivamente di 8  milioni di euro. Il tasso di occupazione delle camere si attestava al 72% a marzo e al 76% ad aprile, 80-85% nel weekend di Pasqua 2019.  Oggi è quasi a zero.  “Non possiamo guardare con  ottimismo al 4 maggio e alle successive date previste dal governo – commenta Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – perché per il settore non cambierà molto: è infatti chiaro che nei prossimi mesi non vi saranno eventi, manifestazioni, il turismo business e gli spostamenti intraregionali saranno fortemente ridotti”.

I take away di cibo resteranno ancora chiusi

In Piemonte i take away di cibo rimarranno  chiusi anche dopo il 4 maggio. E non saranno neppure  consentiti gli spostamenti verso le secondo case seppur entro i confini regionali.

È quanto ha spiegato il governatore Alberto Cirio, dopo avere incontrato  il Comitato tecnico-scientifico regionale, composto da medici e scienziati. Dice il Presidente , come riporta il quotidiano Repubblica, che “è necessario in questo momento mantenere una linea di rigore che va di pari passo con la consapevolezza che il Piemonte ha bisogno di ripartire”.  In base alle valutazioni fatte ci sarebbero troppi rischi: il numero elevato di persone davanti agli esercizi commerciali per ritirare cibi da asporto potrebbe favorire i contagi. Restano invece consentite le consegne a domicilio.

35 modi per trovare nuovi clienti (e farsi pagare)

Giovedì 30 Aprile 2020 ore 11. Nel webinar di questa settimana:

  • come utilizzare le strategie di prezzo per aumentare le vendite
  • come affrontare le problematiche che emergeranno alla fine del lockdown nei diversi settori di attività.
Stiamo raccogliendo domande e dubbi da parte di imprenditori e manager sulle politiche di prezzo migliori da adottare al momento della riapertura.
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Sono previsti dei focus di approfondimento sui seguenti settori:
Ristoranti
Negozi di abbigliamento
Servizi cloud
Alimentare
Alberghi/Turismo
e altri ancora
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Webinar Gratuito
35 modi per trovare nuovi clienti (e farsi pagare) utilizzando le strategie di prezzo
durante l’emergenza Covid-19

Giovedì 30 Aprile 2020 ore 11.00
Relatori:
* Claudio Benedetto – Dottore Commercialista, Professore di Corporate Governance and Strategic Analysis presso Università di Torino
* Celeste Albertino – Business Strategist Progesia
* Carole Allamandi – Imprenditrice, Responsabile Marketing e Relazioni Esterne ProgesiaLink per l’iscrizione
-> https://progesia.com/webinar/

Esperti? Fate altro!

L’università della strada viene rivalutata a fronte delle idiozie di chi prima sostiene che siamo alle prese con una normale influenza e poi ordina a tutti di chiudersi nei bunker e di restarci a vita.

Dunque, secondo gli esperti, spostarsi di 300 km nella stessa regione non crea problemi ma percorrere un terzo della distanza per andare nel proprio appartamento in una regione confinante provoca una strage. Uscire per lavorare 8 ore fianco a fianco con altri colleghi è salutare ma trascorrere mezz’ora al bar con gli amici è un rischio che non si può correre…

… continua a leggere:

Esperti? Fate altro! La fase 1 bis dimostra incapacità o malafede

Pandemia e diseguaglianze secondo “Repubblica”

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni /  Il cambio della guardia a “Repubblica” è avvenuto nel modo più drastico e brutale con la cacciata, dopo un anno di direzione, di Carlo Verdelli proprio nel momento in era minacciato da attacchi di neofascisti. Non si è concesso al vecchio direttore neppure l’articolo di commiato, un licenziamento in tronco come non si dovrebbe fare neppure con una colf, in barba ad ogni regola sindacale,un atto d’imperio padronale che in passato avrebbe creato un pandemonio in campo sindacale e non solo 

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A sostituirlo è stato chiamato un uomo come Maurizio Molinari che ha una grande storia giornalistica alle sue spalle fin dai tempi della “Voce repubblicana“ e del partito repubblicano di Giovanni Spadolini. Molinari non viene dalla sinistra settaria e conformista e in più occasioni ha saputo dimostrarlo. Anche il suo coraggioso impegno contro il terrorismo islamico, senza gli ovattamenti dei soliti commentatori, è un fatto importante.
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Non è mai stato assiduo frequentatore delle serate televisive in cui tutti parlano e molti vogliono imporsi per il tono della voce più che per il valore delle proprie idee. Il suo è stato un giornalismo lontano da “Repubblica“ e dal “Fatto”. Alla “ Stampa“ Molinari – che era ogni sera al giornale per chiudere le pagine personalmente con un zelo molto raro nei direttori -aveva portato dei cambiamenti importanti rispetto alla grigia gestione di Mario Calabresi ,anche lui cacciato di punto in bianco dalla direzione di “Repubblica“. Molinari ricostruì un giornale, malgrado la crisi di vendite sempre più preoccupante. Ebbe anche la capacità di aprirsi alla città in cui è pubblicato il giornale, lui che con Torino non aveva nulla da spartire. Nell’ultimo anno “La Stampa“ prese sempre di più una linea politica molto netta di opposizione al primo governo Conte e di  aperto sostegno al Conte bis  che non era , a mio modo di vedere, nella cultura politica di Molinari,  sempre attenta a distinguere in modo critico le cose. Certi titoli di apertura assomigliavano a quelli di “Repubblica“. Adesso Molinari è arrivato a dirigere il giornale fondato da Eugenio Scalfari.
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C’è chi ha notato che il 25 aprile di quest’anno con Molinari direttore, la festa della Liberazione  abbia avuto molto meno spazio di un anno fa sul giornale , rilevando questa differenza come una discontinuità. Leggendo invece l’editoriale di insediamento dal titolo “La sfida di un giornale per il riscatto di un paese ferito”, si ha chiara l’idea della continuità del nuovo direttore con i precedenti che collocarono a mantennero decisamente a sinistra quel giornale che per tanti anni fu un giornale – partito ,fortunatamente in via di estinzione. L’idea espressa da Molinari è quella di coniugare la lotta alla pandemia con la lotta alle diseguaglianze economiche e sociali. Anzi, di cogliere l’ oppportunità di questa calamità disastrosa per sbaragliare le diseguaglianze. Chi è liberale non vede  le diseguaglianze sempre e solo in termini negativi,ma vede invece  le eguaglianze forzate come una gabbia che impedisce lo sviluppo delle qualità e dei meriti individuali. La lotta alle diseguaglianze è stata un’idea dei comunisti e di certa cultura radical- chic in disarmo che è rimasta ferma al giacobinismo. La delusione storica della Rivoluzione russa ha messo su queste utopie spesso assassine,come una volta le definiva Barbara Spinelli, una pietra tombale . Al di là delle diverse valutazioni, resta però un fatto drammatico: in Italia non ci saranno più diseguaglianze perché la pandemia lascerà in braghe di tela quasi tutti gli imprenditori piccoli e grandi.Ci sarà l’agognata eguaglianza nella povertà. Questa è la prospettiva che abbiamo di fronte, a cui si potrebbe forse porre rimedio liberalizzando totalmente l’economia, cioè percorrendo la strada inversa di quella proposta da “Repubblica“. Ma le  inossidabili, eppur obsolete, certezze ideologiche non si fermano neppure di fronte al virus e alle sue  conseguenze  drammatiche sul piano economiche.
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Scrivere a quaglieni@gmail.com

Petrolio regalato, benzina no

La giustizia a Torino ai tempi del Coronavirus

Per fornire ai lettori un quadro di sintesi della situazione attuale nelle aule di giustizia torinesi durante il periodo emergenziale in corso e per discutere delle prospettive prossime e future in questo importante e delicato settore, la redazione del Torinese ha interpellato l’avvocato Paolo Alberto Reineri, che si occupa prevalentemente di diritto civile e diritto amministrativo.

 

“Presso il Tribunale di Torino, come in quelli di tutta Italia – spiega l’avvocato torinese Paolo Alberto Reineri – hanno trovato ovviamente applicazione il rinvio delle udienze e la sospensione del decorso dei termini processuali decisi intorno a metà marzo dal Governo, a seguito dell’aggravamento dell’emergenza Covid in Italia.

 

Tuttavia, nelle ultime settimane, la situazione è in parte cambiata ed oggi risulta molto articolata.

 

Abbiamo fatto fatica anche noi avvocati a dipanare la matassa normativa, tra decreti legge, decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, ordinanze regionali, provvedimenti dei presidenti di Tribunale, protocolli tra Consigli dell’Ordine e Uffici Giudiziari…”

 

“Un primo problema che è apparso subito evidente – spiega l’avvocato Paolo Alberto Reineri – è   stato quello della nostra mobilità, che si riflette sulla tutela dei clienti.

 

A livello nazionale, l’attività degli studi legali è tra quelle consentite (per codice AT.ECO.) dal D.P.C.M. del 22 marzo 2020, ma in alcune Regioni  come Lombardia e Piemonte  gli studi professionali sono stati chiusi (sino, per ora, al 3 maggio) con decreto del Presidente regionale. In Piemonte rimane consentito il cosiddetto “lavoro agile” mentre, presso lo studio, è possibile solo lo svolgimento delle attività urgenti. La valutazione dell’urgenza è rimessa all’avvocato ed è coperta da segreto professionale (così è specificato nei chiarimenti resi dalla Regione Piemonte). È però avvenuto che alcuni avvocati milanesi siano stati “multati” mentre si recavano in studio per ritirare fascicoli, come segnalato dal Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano. Non conoscendo i casi in questione nello specifico, non posso esprimermi in maniera tranchant, ma è probabile che si tratti di verbali illegittimi”.

 

“Per quanto riguarda la sospensione dei termini processuali civili – prosegue l’avvocato Paolo Alberto Reineri – dopo quasi dieci giorni di incertezze interpretative, dovute all’ambigua formulazione del decreto legge n. 11/2020 dell’8 marzo, la sospensione dei termini è stata disposta dal decreto legge n. 18/2020 del 17 marzo scorso, salvo che per limitate materie aventi ad oggetto la tutela di diritti fondamentali della persona (ad esempio, ordini di protezione contro abusi familiari, convalida di espulsioni ecc.), la cui trattazione è stata considerata urgente dal legislatore. In ogni caso, in qualsiasi materia il giudice è tenuto a dichiarare l’urgenza se la sospensione può gravemente pregiudicare le parti del processo. La sospensione dei termini è stata, quindi, prorogata dal decreto legge n. 23/2020 fino all’11 maggio prossimo.

Tuttavia, sebbene le previsioni di legge riguardino l’intero territorio nazionale, per determinate attività non vi è stata e non vi è ancora piena uniformità applicativa. Molti Tribunali, d’intesa con i Consigli dell’Ordine degli Avvocati, hanno adottato dei protocolli; a Torino, ad esempio, è stato stabilito il divieto (salvo che per i pochi procedimenti non sospesi) di depositare atti sino all’11 maggio prossimo per i giudizi in Corte d’Appello e – a seconda del tipo di atto – sino al 19 aprile, 26 aprile o 3 maggio per i giudizi al Tribunale. Diversamente il Tribunale di Cuneo ha continuato ad accettare depositi di atti introduttivi di nuove cause. Tali difformità dipendono –  è stato detto – dall’impossibilità, per il personale, di “scaricare” i depositi lavorando da casa in modalità smartworking. A Torino non vi sarebbe sufficiente personale presso il Palagiustizia, anche in considerazione del numero di vertenze, sicché si è preferito vietare tout court i depositi. I tribunali più piccoli hanno, invece, minori difficoltà da questo punto di vista”.

 

“Le udienze civili – prosegue l’avvocato Reineri – non si terranno sino all’11 maggio prossimo (salvo quelle urgenti);

poi, almeno sino a fine giugno (ma potenzialmente anche oltre, fino alla fine della fase emergenziale), la gran parte delle udienze civili si terrà mediante scambio di note scritte (se si tratta di udienze che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori), oppure mediante collegamento da remoto tramite l’applicativo Microsoft Teams (se le udienze non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti).

 

La sospensione dei termini nel processo amministrativo si è, invece, già conclusa il 15 aprile scorso, salvo che per la notificazione dei ricorsi (per questi ultimi la sospensione vige sino al 3 maggio prossimo . Tuttavia, le udienze nei giudizi amministrativi sono sostituite (sino a fine giugno) da brevi note che gli avvocati possono depositare fino a due giorni prima dell’udienza (che non è partecipata dai legali e dalle parti nemmeno da remoto). In questa fase i giudici del TAR decidono le cause previo collegamento tra loro in videoconferenza. Quanto, invece, ai termini di tutti i procedimenti amministrativi (quali, per esempio, le istanze di accesso ai documenti amministrativi, le pratiche edilizie, …), sono sospesi sino al 15 maggio prossimo”.

 

“Non mi occupo – spiega l’avvocato Paolo Alberto Reineri – se non marginalmente, di diritto penale e non posso, pertanto, esprimermi in merito con sufficiente competenza; è in atto, tuttavia, un acceso dibattito relativamente alla possibilità che una consistente parte delle udienze penali si tenga mediante collegamenti da remoto. Tale possibilità è stata prevista, sino (per ora) al 30 giugno, dalla legge di conversione del decreto legge n. 18/2020 (che è stata approvata dal Parlamento il 24 aprile ma non è ancora entrata in vigore).

Per alcuni l’udienza penale tramite collegamento da remoto è, in questa fase, necessaria e, comunque, rappresenta un elemento di importante innovazione; per altri (tra questi, le Camere penali) determina la violazione di alcuni principi (oralità e immediatezza su tutti), può ledere la privacy e – soprattutto –  limita la piena esplicazione del diritto di difesa, che si esercita anche osservando appieno il comportamento in aula delle parti e dei testimoni.

 

Il timore è che l’avvocato difensore possa essere messo in un angolo – relegato in un “quadratino” di Skype o Microsoft Teams – anche quando sarà terminata l’emergenza.

Considerando che nei processi penali è in gioco la libertà delle persone, vanno a mio avviso attentamente valutati tutti i pericoli di una smaterializzazione del giudizio”.

 

“A proposito di questioni che lambiscono il penale – aggiunge l’avvocato Paolo Alberto Reineri – ho ricevuto, insieme all’avvocato Daniele Labbate, mandato difensivo da un cliente a cui è stato notificato a metà aprile un DASPO (divieto di accesso a manifestazioni sportive), con obbligo di firma presso l’ufficio di polizia in occasione degli incontri sportivi. Poiché, in tal caso, la legge prevede che la memoria difensiva al GIP vada depositata entro 48 ore dalla notifica del DASPO (ed il relativo termine non è sospeso), sono stato costretto ad incontrare in studio il cliente per la sottoscrizione della procura, con tutte le complicazioni del caso. Questo è avvenuto in relazione a fatti dell’ottobre scorso e, soprattutto, in un momento in cui le competizioni sportive sono tutte sospese; occorrerebbe, forse, più ragionevolezza anche nelle prassi applicative, per scongiurare rischi di contagio quando possono essere evitati.

In generale, il quadro è estremamente composito, e comunque in evoluzione. Vi è il rischio che i prossimi mesi siano particolarmente caotici e che la “macchina della giustizia”, già precedentemente difettosa, possa gravemente sbandare.

A maggior ragione, noi avvocati dovremo essere in grado di essere un punto di riferimento per i cittadini, tutelando al meglio i loro diritti in un momento così difficile per tutti”.

Mara Martellotta