Fumetti, dischi e seconda mano: tre nuovi mercati per potenziare il commercio

Tre nuovi mercati tematici si aggiungono al già ricco tessuto commerciale dei mercati periodici in città. La proposta arriva dall’assessore al Commercio Paolo Chiavarino che ha presentato una delibera approvata dalla Giunta che prevede l’istituzione, per due anni rinnovabili, di tre mercati periodici tematici per il periodo 2026-2028.

Il primo interessa la zona pedonale di via Di Nanni e sarà un mercatino sull’artigianato di creatività, second-hand, vintage e recupero. Si svolgerà l’ultima domenica del mese, ad eccezione del mese di agosto e di dicembre. L’area di via Di Nanni potrebbe, così, avvantaggiarsi di un processo di incentivazione al commercio con positive ricadute sull’area urbana interessata dal mercato.

Anche il secondo mercato sarà sempre a tema artigianato di creatività, second-hand, vintage e recupero, ma si svolgerà in piazzale Rostagno l’ultimo sabato del mese, ad eccezione di agosto e potrà favorire il senso di comunità e appartenenza al quartiere, stimolando l’azione sinergica tra commercio ambulante e quello di prossimità.

L’ultimo mercatino, invece, non è una new entry, in quanto già sperimentato in altra forma, ma con questa delibera si conferma il suo allestimento come mercato periodico in piazza Madama Cristina, vista l’alta adesione e partecipazione, che ha avuto in altra veste, a ogni edizione, anche da fuori regione. L’ottima riuscita di questo mercato, dedicato ai fumetti e ai dischi, ma anche l’alta valenza economica e culturale con ricadute positive sulle attività commerciali di vicinato, ha portato la Giunta a confermarlo per 11 edizioni nel corso del 2026, 2027 e 2028, la seconda domenica del mese, ad esclusione del mese di dicembre, salvo deroghe occasionali, in relazione alla incompatibilità con lavori o altre iniziative concomitanti previste nel territorio circoscrizionale.

“I mercati tematici – afferma l’assessore al Commercio della Città di Torino Paolo Chiavarino – non sono semplici appuntamenti commerciali, ma veri stimolatori di rigenerazione urbana. Attraverso queste iniziative, puntiamo a trasformare il commercio su area pubblica in un’esperienza di valore, capace di attrarre visitatori e sostenere le eccellenze del nostro territorio. Vogliamo che le nostre piazze continuino a essere il cuore pulsante della comunità, coniugando tradizione, artigianato e innovazione. È una strategia che premia la qualità e crea un indotto concreto per i negozi di vicinato e le attività di ristorazione, rendendo la nostra città più viva, accogliente e competitiva”. La delibera prevede anche l’individuazione, attraverso un bando per ogni mercato tematico, di un soggetto attuatore”.

TorinoClick

Dolci pere caramellate

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Le pere caramellate hanno il sapore dei ricordi della nostra infanzia, ricordi di cose semplici e genuine. Le pere, aromatizzate da spezie e vino rosso delicatamente avvolte da un dolce e profumato sciroppo saranno un fine pasto all’insegna della bonta’e della dolcezza.

Ingredienti

6 pere Kaiser

200ml di vino rosso

100ml di acqua

100gr. di zucchero

1 stecca di cannella

2 chiodi di garofano

Scorza di limone

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Sistemare le pere ben lavate in una pentola stretta, in modo che rimangano in piedi, aggiungere il vino, lo zucchero, la scorza del limone e le spezie. Portare a bollore, lasciar sfumare il vino, aggiungere l’acqua e cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti, rigirando le pere di tanto in tanto. A cottura avvenuta, togliere le pere e lasciarle raffreddare, filtrare il liquido e farlo ridurre a sciroppo. Servire le pere nappate con lo sciroppo.

Paperita Patty

Preso a colpi di pietra da un rapinatore che gli ruba la spesa

 

Il 1 maggio, alle ore 18.00 circa, in piazza Garibaldi a Pinerolo, nei pressi della stazione ferroviaria, una pattuglia della Sezione Radiomobile della locale compagnia carabinieri è intervenuta a seguito di segnalazione di lite in corso.
Giunti sul posto i militari hanno trovato un cittadino che lamentava di essere stato aggredito a colpi di pietra, poco prima, da un individuo che gli aveva sottratto la spesa, fuggendo nelle vie limitrofe.
I militari, postisi alla ricerca, hanno individuato poco lontano un trentottenne di origine marocchina, noto alla polizia e senza fissa dimora, che tentava di allontanarsi; l’uomo ha opposto viva resistenza al controllo ma e’ stato immobilizzato e portato in caserma, riconosciuto dalla vittima quale suo aggressore. Refurtiva recuperata e restituita al proprietario.
L’interessato è stato condotto in carcere con imputazione ddi resistenza a pu e rapina

Il problema di Torino non è il brand ma il rilancio della sua economia

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L’OPINIONE

“Dopo 33 anni di amministrazioni di sinistra Torino è agli ultimi posti …”

 

Caro Direttore,
Lo studio dell’economista Mauro Zangola ci ha appena detto che Torino ha perso 12.000 posti di lavoro, che la nostra Città dopo trentatré anni di amministrazioni che si definiscono progressiste è solo 84a in Italia e il Comune sta lavorando alla ricerca di un brand per comunicare di più Torino nel mondo?
Quale è la novità?  Dalle centinaia di manifesti affissi per la Città, Torino nel nuovo brand ha perso la maiuscola e si presenta con la minuscola, torino: Torino che per tanti anni è stata la capitale della comunicazione con Armando Testa e con tanti altri grandi creativi, Torino che con l’immagine dell’Avvocato veniva letta negli Uffici della Casa Bianca quando alla Casa Bianca c’era Kennedy, oggi viene rimpicciolita dai geni della amministrazione comunale che da 33 anni sono in Comune , pagati non poco , e non sono riusciti a rilanciare una Città che è stata capitale prima politica poi industriale del nostro Paese.  Invece di dire che Torino e il Piemonte sono al primo posto per ricerca scientifica , invece di dire che a Torino studiamo, grazie al Centro per la IA ,  la mobilità del futuro… invece di dire che con la TAV saremo al centro della rete europea dei trasporti su rotaia il Comune pensa al brand. Marchionne  avrebbe detto brand de che?Gabriele Ferraris sul Corriere ha già ironizzato da par suo sul Brand perduto. A chi come me si interessa da anni delle difficoltà di Torino e si dà da fare in ogni modo per cambiare le cose interessa di più l’analisi dei problemi e come affrontarli perché vorrei ricordare a chi ci amministra che mentre loro studiano il brand e altri studiano il nuovo Piano regolatore, meta’  della Città se la passa male come ci ha ricordato il segretario della Cisl Filippone.Torino e’ conosciuta in tutto il mondo perché nel 1861 ha unito il più bel Paese del mondo, perche’ nel 1857 ha approvato e costruito il primo Traforo alpino al mondo, perché è stata una delle Capitali industriali del 900, perché conserva la Sindone , il lenzuolo più caro alla Cristianita’, il lenzuolo che commuove cittadini di ogni parte del globo.
Torino doveva difendere di più in Italia e in Europa l’industria dell’auto mentre il suo Sindaco e la Signora Schlein in Europa hanno voluto appoggiare una delibera che ammazzava  il motore endotermico. Torino non doveva abbandonare il settore delle Fiere perché col Salone dell’automobile degli anni 60-70-80 per due settimane  era al centro dell’interesse di tutti gli automobilisti del mondo che guardavano  le novità dei grandi carrozzieri di Torino.  Torino dal 1975 ha avuto Amministrazioni che dicevano NO a ciò che tutti i cittadini del mondo ritengono essenziale nella Città moderna , la Metropolitana , la Tangenziale e poi il collegamento ferroviario veloce con l’Europa. Genova nel 2003 ottenne dal Governo Berlusconi l’istituto Italiano di Tecnologia che oggi è tra i primi cinque al mondo nel settore dei robot umanoidi. Genova avendo avuto nel 2017 il coraggio di cambiare la Amministrazione comunale di sinistra ha ottenuto in questi anni il finanziamento della costruzione della nuova Diga foranea al suo porto che così potrà diventare , attraverso la costruzione del corridoio ferroviario Genova Rotterdam, la porta Sud dei collegamenti tra la economia europea, l’Africa, l’estremo Oriente e l’Oriente. L’ex Sindaco Castellani trentatré anni dopo la sua elezione, dice che Torino è in una fase di transizione. Transizione “de che”,  che metà della Città si sente abbandonata e insicura e con un PIL procapite da regione del Sud. Direttore ,Torino non ha bisogno di cambiare il  brand, ha bisogno di cambiare la sua amministrazione perché il futuro a Torino non glielo daranno chi voleva trattare con quelli di Askatasuna. Torino ha ottenuto dal Governo il Centro per la IA, perché non lavora attraverso la grande qualità del nostro Politecnico a conquistare uno spazio nella Mobilità del futuro che sarà molto condizionata o guidata proprio dalla IA? Nel futuro la mobilità crescerà , sarà diversa ma crescerà e allora cerchiamo di essere protagonisti nella mobilità del futuro usando le conoscenze e le competenze che abbiamo.
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Mino GIACHINO

UDC Torino

Il Piemonte nel cichet

Per scoprire e conoscere il Piemonte non bisogna dimenticarsi di utilizzare, tra i vari sensi, il gusto e l’olfatto. Il Piemonte è, infatti, una grande terra di vini e di distillati con caratteristiche uniche che fondano le proprie radici su tradizioni storiche antichissime.

Sono diverse le varietà di alcolici che si possono trovare: si va dai liquori e distillati che nascono dal vino, come il Vermut alle Grappe di grande qualità degne degli eccellenti vitigni autoctoni da cui derivano.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/in-evidenza/il-piemonte-nel-cichet

Torino sul podio: primati e particolarità del capoluogo pedemontano

 

Malinconica e borghese, Torino è una cartolina daltri tempi che non accetta di piegarsi allestetica della contemporaneità.
Il grattacielo San Paolo e quello sede della Regione sbirciano dallo skyline, eppure la loro altitudine viene zittita dalla moltitudine degli edifici barocchi e liberty che continuano a testimoniare la vera essenza della città, la metropolitana viaggia sommessa e non vista, mentre larancione dei tram storici continua a brillare ancorato ai cavi elettrici, me nel contempo le abitudini dei cittadini, segnate dalla nostalgia di un passato non così lontano, non si conformano allirruente modernità.
Torino persiste nel suo essere retrò, si preserva dalla frenesia delle metropoli e si conferma un capoluogo a misura duomo, con tutti i pro e i controche tale scelta comporta.
Il tempo trascorre ma lantica città dei Savoia si delinea unica nel suo genere, con le sue particolarità e contraddizioni, con i suoi caffè storici e le catene commerciali dei brand internazionali, con il traffico della tangenziale che la sfiora ed i pullman brulicanti di passeggeri sudaticci ma ben vestiti.
Numerosi sono gli aspetti che si possono approfondire della nostra bella Torino, molti vengono trattati spesso, altri invece rimangono argomenti meno noti: in questa serie di articoli ho deciso di soffermarmi sui primati che la città ha conquistato nel tempo, alcuni sono stati messi in dubbio, altri riconfermati ed altri ancora superati, eppure tutti hanno contribuito e lo fanno ancora- a rendere la remota Augusta Taurinorum così pregevole e singolare.

1. Torino capitale… anche del cinema!

2.La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo

3.Torinesi golosi: le prelibatezze da gustare sotto i portici

4. Torino e le sue mummie: il Museo egizio

5.Torino sotto terra: come muoversi anche senza il conducente

6. Chi ce lha la piazza più grande dEuropa? Piazza Vittorio sotto accusa

7. Torino policulturale: Porta Palazzo

8.Torino, la città più magica

9. Il Turet: quando i simboli dissetano

10. Liberty torinese: quando leleganza si fa ferro

 

1-Torino capitale… anche del cinema!

Torino è grande! Torino è bella, lo gridava Sandro Replay alle serate Parhasar, e vediamo quanti di voi, cari lettori, sorridono continuando la cantilena che quasi tutti i veritorinesi hanno pronunciato goliardicamente almeno una volta, certo ormai un podi tempo fa.
Vi ho sbloccato un ricordoperché in questo articolo vorrei raccontarvi di Torino sotto veste di capitale, tuttavia non dItalia (1861 – 1865), ma della Settima Arte, che proprio qui vede i suoi natali, grazie a personalità come Vittorio Calcina e Arturo Ambrosio.
È il 1895, nel negozio di ottica di Arturo Ambrosio viene esposto il Kinetoscopio di Edison, parente prossimo del celeberrimo cinematografo Lumière, strumento che proietta immagini in movimento, creando quella magia immortale che illude losservatore e lo inganna, trasportandolo in luoghi e momenti inaspettati attraverso rappresentazioni fittizie.
Anche se alcuni attestano una prima proiezione nel mese di marzo 1896, presso il Caffè Romano di piazza 
Castello, la versione ufficiale vuole che tale avvenimento si fosse svolto il 7 novembre dello stesso anno, presso l’Ospizio di Carità di via Po 33.
Lasciamo stare i cavilli, la rivoluzione cinematografica è ormai nata e da subito stupisce e destabilizza gli osservatori increduli; le immagini scorrono su un formato di 1,60 mt per 1,29 mt -quasi quanto alcune televisioni odierne-, i filmati hanno breve durata, come attesta “La Bohémienne dei bébès”, una delle prime pellicole trasmesse, con protagoniste otto bambine con i grembiulini bianchi che ballavano la polca.
Limpatto è talmente sconvolgente che ad esso seguono altri due primati: la prima proiezione con un pubblico pagante qualche mese più tardi rispetto al primo evento gratuito- e decisamente diversi anni dopo, nel 1971- la nascita del primo cinema dessai in Italia, il Cinema Romano, situato nella Galleria Subalpina, oggi rinominato Lux. E siccome non c’è due senza tre, nel 1983, Torino si conferma città del cinema con linaugurazione del cinema Eliseo, il primo multisala della penisola.
Ma andiamo per ordine: il 30 aprile 1911 si svolge nel capoluogo piemontese l’Esposizione internazionale delle industrie e del lavoro, una manifestazione imponente che espone numerosi cinematografi nei diversi padiglioni, a dimostrazione del fatto che già nel 1908 a Torino si girava ben il 60% della produzione filmica italiana, senza tener conto che a partire dal 1910 la casa di produzione Ambrosio distribuisce su larga scala i noti film serie nera, una sorta di storie gialle impreziosite dai drammi personali dei personaggi.
Pare incredibile, ma lAmerica allepoca guardava verso lItalia con stupore ed invidia, non solo per la grande macchina dellindustria cinematografica, ma anche per i divi e le dive che il grande schermo rendeva idoli indiscussi.
Sono gli anni del bianco e nero e del cinema muto, tutto è incentrato sulle movenze degli attori, gli sguardi, la gestualità estremizzata e teatrale, gli attori divengono Stars, impongono mode, dettano regole non scritte, infrangono i cuori dei giovani.


È il caso della bella Mary Cléo Terlanini, nota per aver recitato in Spergiura!, o di Lydia Borrelli, particolarmente amata dal pubblico maschile torinese, che addirittura morivaper il suo fascino, mentre le donne la imitavano a tal punto da far nascere una moda basata su un atteggiamento di emulazione totalizzante nei confronti della bella attrice, ilBorellismo. Francesca Bertini, charmantee gracile, invece era lincarnazione della divaper eccellenza, si dice infatti che pretendesse un abito nuovo e diverso per ogni scena girata, ovviamente cucito su misura dalla sua sarta personale, e che terminasse di lavorare alle 17.00 del pomeriggio per prendere il té in un grande albergo. Notata addirittura dalla Fox, Francesca preferisce alla grossolana America un amorevole banchiere svizzero, Alfred Paul Cartier.
Dietro i volti iconici e ben truccati degli interpreti in primo piano, si svolge il duro lavoro dei macchinisti, dei truccatori, degli scenografi, dei musicisti e di tutti coloro che finiscono nel dimenticatoio dei titoli di coda, eppure Vittorio Calcina, indifferente al rischio di non passare alla gloria, non si arrende ed elabora le prime pellicole con regia torinese, tra di esse si annovera un filmato realizzato presso il Castello di Monza, con protagonisti re Umberto I e consorte, i quali dimostrano una discreta curiosità per questa nuova tecnologia. Il girato viene trasmesso nella Birraria in via Garibaldi 10, luogo in cui si svolgono numerosi spettacoli diurni e serali, anche se il primo locale effettivo e stabile, in cui i film verranno proiettati periodicamente, sarà l’Edison, in via delle Finanze ora via Cesare Battisti-.
Nel frattempo il lungimirante Arturo Ambrosio parte per una gita in montagna, carico di una macchina da presa donatagli da uno dei fratelli Pathé – i creatori dellomonima società cinematografica, nata a Varennes, in Francia- con la quale gira il primo film prodotto a Torino: La corsa automobilistica Susa-Moncenisio. È linizio del successo per Arturo, che grazie alla riuscita del suo operato, apre uno studio di posa nel giardino di casa sua via Nizza 187- dedicandosi alla realizzazione di film comici, drammatici e diversi documentari.
La nascita della Settima arte porta con sé lo sviluppo del sonoro e della comunicazione senza fili, è tutta una tecnologia brulicante di scoperte e sviluppi, che dun tratto portano alla realizzazione di Cabiria, un vero e proprio kolossal, sceneggiato da Gabriele DAnnunzio e passato alla storia per essere stato il film più lungo, costoso ed innovativo dei tempi del cinema muto.
Impossibile non temporeggiare su tale argomento, tanto più che il temibile dio Moloch ancora ci osserva, incatenato, dallinterno del Museo del Cinema, situato presso la Mole Antonelliana.
Tra il 1913 e il 1914 Torino non invidia nulla alla celebre Hollywood, la stessa pellicola di Cabiria è nota negli Stati Uniti come the daddy of spectacles, ossia il papà di tutti gli spettacoli: la vittoria è garantita.
Giovanni Pastrone, il regista, propone un modello di spettacolo innovativo, che si differenzia dal cinema prodotto in precedenza, sotto molteplici punti di vista come la durata (tre ore e dieci minuti), il budget esorbitante (un milione di lire-oro), gli effetti speciali, i movimenti di carrello e luso espressivo della luce, senza dimenticare la Sinfonia del fuoco composta da Ildebrando Pizzetti e laccompagnamento in sala di coro e orchestra, per le proiezioni più prestigiose. È lopera darte totale, non stupisce a questo punto la collaborazione con DAnnunzio, il quale provvede alla stesura delle didascalie letterarie ed inventa il nome Cabiria, ossia nata dal fuoco.
Le scene del kolossal vengono girate in molteplici zone tra Torino, Tunisia, Sicilia, le Alpi, i laghi di Avigliana, Valli di Lanzo e allinterno di Villa Pastrone di proprietà del regista-.
Della musica invece si occupa Manlio Mazza con la breve ma intensa Sinfonia del fuoco di Ildebrando Pizzetti.
La prima si svolge il 18 aprile 1914, al Teatro Vittorio Emanuele di Torino e in contemporanea al Teatro Lirico di Milano. Le innovazioni del film quali lampade elettriche per il chiaroscuro, scenografie ricostruite in cartapesta, il carrello per muovere la cinepresa sulla scena e la tecnica della sovrimpressione, donano fama immediata a Cabiria, la critica rimane benevolmente impressionata dallopera, così come il pubblico, tanto che il kolossal resterà in cartellone per sei mesi a Parigi e per quasi un anno a New York. È bene non dimenticarsi che proprio Cabiria è stato il primo lungometraggio della storia ad essere proiettato alla Casa Bianca.


Ben si collega a questi gloriosi inizi il progetto di costruzione di un museo del cinema italiano, idea portata avanti a partire dal 1941 da Maria Adriana Prolo, con il sostegno artistico dello stesso Giovanni Pastrone e con laiuto del giornalista Francesco Pasinetti.
Sarà tuttavia necessario attendere il 1995 affinché la Mole Antonelliana venga scelta come sede ultima della grande esposizione, proprio in occasione del centenario della nascita del cinema; per tale evento collaborano l’architetto torinese Gianfranco Gritella e lo scenografo svizzero François Confino, il progetto in seguito si amplia e si modifica, accrescendo di pari passo fama e apprezzamenti, tanto che nel 2000 il museo viene visitato da oltre due milioni di visitatori.
Già conosciuto a livello internazionale, nel 2004, con il film Dopo Mezzanottedi Davide Ferrario, il Museo del Cinema di Torino tocca lapice della notorietà, mentre due anni dopo viene ulteriormente restaurato e rinnovato in occasione dei XX Giochi Olimpici invernali; lallestimento si arricchisce di postazioni multimediali e interattive, tre nuovi ambienti dedicati al western, al musical e alla fantascienza.
È proprio negli anni 2000 che Torino festeggia il suo personale legame con il cinema, grazie allinaugurazione del suggestivo apprestamento già citato di François Confino, il 20 luglio dello stesso anno, ma anche perché nel medesimo giorno viene costituita la Film Commission Torino Piemonte, con lo scopo di promuovere Torino ed il Piemonte come locations cinematografiche e televisive.
Ventanni dopo il capoluogo è ufficialmente nominato Capitale del Cinema 2020. È in tale occasione che si sottolinea la numerosa varietà di enti, associazioni, istituti e laboratori che si contraddistinguono per eccellenza nel panorama cinematografico nazionale ed europeo e che hanno sede proprio qui, nella città attraversata dal Po e ombreggiata dal Monviso. Sempre nel 2020 si svolge Torino Città del Cinema 2020. Un film lungo un anno, un progetto ambizioso, sostenuto da Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione per la Cultura Torino, media partner Rai. Liniziativa continua a crescere e a coinvolgere ulteriori proposte, che nel tempo hanno contribuito a fondere linvenzione del grande schermo con il territorio torinese, a tal proposito è impossibile non citare lideazione de I luoghi del cinema, piano che prevedeva la realizzazione di allestimenti impattanti ed immersivi in alcuni specifici angoli della città.
È bene a questo punto fare i conti con il nostro snobismo torinese e riconoscere il ruolo più che rimarchevole che Torino ed il Piemonte hanno assunto nel mondo del cinema, nonché la loro notevole rilevanza dal punto di vista dello sviluppo dellindustria cinematografica, dello sviluppo di talenti e professionalità e delle ricadute in termini di promozione, anche internazionale, dellimmagine della città e dellintero territorio.
Vi invito dunque, cari lettori, a tornare ad andare più spesso al cinema, magari a vedere qualche produzione nostrana senza scetticismi o giudizi a priori, non solo per laria condizionata, ma perché siamo ormai talmente abituati alla comodità delle piattaforme da divano, che ci siamo scordati della meraviglia e della vera magia del grande schermo.
Daltronde è da tempo che il cinema ci insegna a guardare, ad ascoltare e a sentire, ci apre al confronto, ci fa affacciare su mondi distanti, ci racconta grandi storie, e anche se imparare costa fatica, sarà sempre meglio che restare inscatolati in una comoda e preconfezionata routine.

ALESSIA CAGNOTTO

 

 

Donne Exempla al Salone del Libro. Un nuovo modo di fare scuola

La Fondazione Educatorio della Provvidenza invita a un appuntamento dedicato a un nuovo modo di fare scuola. La presentazione del progetto “Gioco di ruolo Donne Exempla”, in programma venerdì 15 maggio prossimo, dalle 16.30 alle 17.30, nello Spazio Argento del Padiglione 2 di Lingotto Fiere, a Torino. Si tratta di un incontro che mette al centro il valore della cultura come strumento di crescita, inclusione e partecipazione attiva, esplorando il potenziale del gioco di ruolo nella didattica.

Donne Exempla introduce il gioco di ruolo negli istituti di secondo grado del Piemonte, trasformando l’aula in uno spazio di esperienza e confronto. Attraverso storie di donne che hanno lottato per il diritto all’istruzione, alla libertà e all’emancipazione, gli studenti diventano protagonisti di percorsi immersivi che stimolano al pensiero critico, empatia e consapevolezza civica. Promosso dalla Fondazione Educatorio della Provvidenza e dall’Associazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza, il progetto è realizzato con il contributo del Consiglio Regionale del Piemonte e della Consulta delle Elette, nell’ambito della linea strategica “La Cultura che Cura”, coinvolgendo 380 studenti e 20 classi del territorio.

L’evento riunisce rappresentanti istituzionali, il Presidente e il Vicepresidente della Fondazione, l’avvocato Carlo Majorino e la dott.ssa Lella Bassignana, insieme a studiosi ed esperti provenienti da ambiti differenti: lo storico Gianni Oliva, l’antropologa Caterina Agus, lo psicologo Roberto Gambarini, il docente di Fisica Applicata di Unito, prof. Federico D’Agata, per offrire uno sguardo multidisciplinare sul valore educativo del progetto. Il confronto sarà guidato dalla direttrice della Fondazione, dott.ssa Paola Casacci. Nel corso dell’incontro sarà proiettato un video dedicato al progetto nelle scuole, con testimonianze degli operatori ludico-culturali, docenti e studenti. Si tratterà di un’occasione per scoprire come il gioco possa diventare uno strumento concreto di inclusione, educazione e cittadinanza attiva.

Giovedì 14 e venerdì 15 maggio, dalle ore 11 alle 13, presso lo spazio Biblioteche, sarà allestito un tavolo di gioco con un master esperto che condurrà la sessione di gioco immersiva.

Per prenotare un posto: eventi@educatoriodellaprovvidenza.it

Mara Martellotta

Donna presa a pugni da rapinatore in un negozio

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino marocchino di quarant’anni, per tentata rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale.
È mattina quando personale dell’Ufficio Generale e Soccorso Pubblico, con l’ausilio della volante del Commissariato di Borgo Po, interviene in via Stradella presso un’attività commerciale dove era stata segnalata un’aggressione ai danni di una donna.
Secondo quanto ricostruito nell’immediatezza dei fatti, il quarantenne in evidente stato di alterazione alcolica, si era introdotto all’interno dell’esercizio commerciale, assumendo atteggiamenti molesti nei confronti di una cliente. La dipendente era intervenuta in sua difesa, ma era stata aggredita: nella circostanza le veniva sottratto il telefono cellulare, che il soggetto tentava di portare via.
La donna, con l’aiuto di alcuni presenti era infatti riuscita a raggiungere l’uomo che, per tentare la fuga, l’aveva colpita con un pugno al volto. Nonostante ciò, la vittima riusciva a recuperare il telefono e ad allertare le Forze dell’Ordine.
All’arrivo degli operatori, il soggetto si presentava in forte stato di agitazione e assumeva un atteggiamento aggressivo e minaccioso, opponendo resistenza e tentando di colpire gli agenti.
Per tali ragioni l’uomo è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cotugno”.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Un ponte di cultura, boom di turisti nelle festività del primo maggio

Una tre giorni con il segno più per il Castello di Racconigi, il Castello di Agliè, Palazzo Carignano, Villa della Regina e il Castello di Moncalieri

Grande fermento e dati positivi nel ponte del primo maggio nelle Residenze reali sabaude del Ministero della Cultura, a conferma del trend di crescita registrato nell’ultimo anno e dell’interesse del pubblico verso i siti del territorio sempre più amati dal pubblico italiano e straniero.

 

Nei tre giorni i dati complessivi sono stati (proiezione alle ore 13 di domenica 3 maggio):

Castello di Racconigi: 3.826 ingressi

Castello di Agliè: 4.654 ingressi

Palazzo Carignano: 920 ingressi

Villa della Regina: 2.593 ingressi

Castello di Moncalieri: 566 ingressi

 

Un risultato che testimonia il consolidarsi di una tendenza positiva, frutto di un lavoro articolato, che vuole visione e futuro alle Residenze del territorio piemontese, spesso poco conosciute e ancora tutte “da svelare” al pubblico.

 

La concomitanza tra la prima domenica gratuita istituita dal Ministero della Cultura e il ponte del Primo Maggio ha giocato a favore di chi ha scelto i nostri luoghi straordinari per una giornata all’insegna della bellezza e della natura” dichiara Filippo Masino, direttore delle Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte. “Sono numeri che non ci sorprendono, e che anzi confermano un apprezzamento sempre più forte del nostro lavoro. Stiamo portando avanti progetti pluriennali per dotare tutti i siti di servizi di qualità, adeguati ai visitatori. A luglio riapriremo lo straordinario Forte di Gavi e in autunno un Palazzo Carignano tutto nuovo, potenziando così l’offerta museale del centro di Torino. Luoghi da non visitare solo una volta, ma in cui tornare grazie ai programmi di attività ed eventi che abbiamo sviluppato per ognuno: dal parco di Racconigi con la rassegna Effimera, agli eventi nel castello di Agliè, fino a Qu.een a Villa della Regina.

 

 

Le Residenze reali sabaude  – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte

Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte è un istituto autonomo del Ministero della cultura, creato nel 2024 per potenziare sul territorio la cura e la valorizzazione dei luoghi della cultura statali del Piemonte, secondo strategie avanzate con il territorio e lo sviluppo degli itinerari turistico-culturali.

Ad essa afferiscono 5 Residenze reali:

– Palazzo Carignano – Torino

– Villa della Regina – Torino

– Complesso monumentale del Castello e parco di Racconigi – Racconigi (CN)

– Complesso monumentale del Castello ducale, del giardino e parco di Agliè – Agliè (TO)

– Castello di Moncalieri – Moncalieri (TO)

e altri sette luoghi della cultura statali:

– Castello di Serralunga – Serralunga d’Alba (CN)

– Forte di Gavi – Gavi (AL)

– Abbazia di Vezzolano – Albugnano (AT)

– Abbazia di Fruttuaria – San Benigno Canavese (TO)

– Area Archeologica di Augusta Bagiennorum – Bene Vagienna (CN)

– Area Archeologica della città romana di Industria – Monteu da Po (TO)

– Area Archeologica di Libarna – Serravalle Scrivia (AL)

Da maggio 2024 è diretta dall’arch. Filippo Masino.

 

https://museipiemonte.cultura.gov.it/

(foto ©Andrea Guermani per i Musei Reali)
AI MUSEI REALI DI TORINO
EMESSI 16.679 BIGLIETTI

Fondazione Torino Musei

I  visitatori nei 3 giorni del ponte del Primo Maggio (venerdì 1 – sabato 2 – domenica 3 maggio 2026) alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, al MAO Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino:

GAM: 632 ingressi
MAO: 4.010 ingressi
Palazzo Madama: 4.535 ingressi

Totale Fondazione Torino Musei: nelle tre giornate sono stati staccati 9.177 biglietti.

Ottimo risultato per il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile nel ponte del Primo Maggio:

da venerdì 1°maggio a domenica 3 maggio 2026 i visitatori sono stati 6.593. A questo numero si aggiungono i visitatori del Centro Storico Fiat che, negli stessi giorni, sono stati 607.

Tre mostre in corso – “I NEMICI DEL DRAKE. ENZO FERRARI E LE SCUDERIE INGLESI”, “SGUARDI D’IMPRESA. MIMMO FRASSINETI FOTOGRAFA LA FERRARI” e “TIME” -, speciali visite guidate e attività per famiglie hanno contribuito ad animare gli spazi del Museo, creando un racconto coinvolgente e una proposta variegata capace di coinvolgere pubblici diversi. Il MAUTO ha anche ospitato il concerto della Giovane Orchestra di Liberi Suoni, in occasione del Torino Jazz Festival.

 I NEMICI DEL DRAKE. ENZO FERRARI E LE SCUDERIE INGLESI
Fino a domenica 11 ottobre – Sala Albertini / piano terra
Appena inaugurata – e visitabile fino a – la più grande e completa esposizione dedicata alle scuderie che, tra gli anni Sessanta e gli Ottanta, hanno sfidato Enzo Ferrari: in mostra 23 vetture, documenti, memorabilia e fotografie che raccontano la rivoluzione inglese del motorsport nell’epoca della Swinging London.

● SGUARDI D’IMPRESA. MIMMO FRASSINETI FOTOGRAFA LA FERRARI
Fino a domenica 3 maggio – Project room /primo piano

Un progetto espositivo promosso da CDP – Cassa Depositi e Prestiti, che mette in relazione due reportage fotografici realizzati a distanza di 45 anni dallo stesso autore (1980 – 2024), all’interno dello stabilimento Ferrari di Maranello. Le immagini restituiscono con precisione la metamorfosi delle architetture dell’officina ma, accanto a questi cambiamenti, emerge con forza una costante: la centralità del capitale umano.

● TIME
Fino a domenica 3 maggio – Special guest /primo piano
Il MAUTO ospita Time, concept di un dispositivo a guida autonoma realizzato dagli studenti del Master in Transportation Design di IED Torino in collaborazione con Tesla: un manifesto per la mobilità futura, raccontato attraverso un percorso espositivo immersivo che unisce dimensione fisica e digitale.

La Bellezza per costruire la pace tra arte, scuola e cittadinanza attiva

Una giornata intensa, partecipata e profondamente simbolica ha animato la città con “Generare Bellezza”, l’iniziativa che ha trasformato luoghi significativi del centro – da Piazza Valdo Fusi al Cortile della Fondazione OMI fino al Coro di Santa Pelagia – in spazi di incontro tra arte, educazione e cittadinanza attiva.

Promosso da Forme in Bilico APS con il sostegno della Fondazione OMI Ente Filantropico ETS, nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario dell’ente, l’evento ha coinvolto istituzioni, realtà culturali e soprattutto le giovani generazioni, chiamate a essere protagoniste di un’esperienza collettiva nel segno della pace e del pensiero del Terzo Paradiso ideato da Michelangelo Pistoletto.

Sin dal mattino, oltre 200 alunne e alunni delle scuole primarie torinesi hanno preso parte ai laboratori in Piazza Valdo Fusi, dando vita a una grande Bandiera della Pace. Un’azione corale e partecipativa, in cui la creatività si è intrecciata al senso di responsabilità civile: una lunga superficie di carta trasformata in spazio di dialogo, incontro e condivisione.

Momento particolarmente significativo è stato poi l’arrivo del Maestro Michelangelo Pistoletto, accolto al centro di un simbolico abbraccio collettivo. Insieme alle bambine e ai bambini, Carlotta Salerno , assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino, che ha così voluto sottolineare con forza il valore educativo e sociale dell’iniziativa: “Educare all’arte e alla bellezza è uno dei gesti più democratici che possiamo compiere in qualità di istituzioni. Abbiamo fortemente voluto dedicare un episodio di Crescere alle scuole e all’arte, per far vivere in prima persona alle bambine ed ai bambini tutto il processo che porta ad un’opera artistica ed esserne protagonisti a tutti gli effetti. Ciò è fondamentale per stimolare creatività, collaborazione, ma soprattutto è un tassello ulteriore nell’abituare fin da subito alla bellezza e fare di essa uno strumento primario di inclusione sociale e cittadinanza attiva. Un grande grazie al Maestro Pistoletto, che con la sua direzione artistica ed enorme disponibilità ha reso l’appuntamento ancora più magico”.

Nel pomeriggio, il programma è proseguito con lo svelamento del Terzo Paradiso dell’Educazione nel cortile della Fondazione OMI: un’opera destinata a restare nel tempo come spazio vivo e interattivo per le scuole, simbolo tangibile di un percorso educativo fondato sull’arte e sulla partecipazione.

A seguire, il convegno “Generare Bellezza” ha riunito autorevoli esponenti del mondo artistico, istituzionale e culturale per riflettere sul ruolo dell’educazione e della creatività nella costruzione di un nuovo umanesimo civile. Tra gli interventi, quello dello stesso Michelangelo Pistoletto, che ha ribadito come la bellezza nasca dalla responsabilità condivisa: un processo concreto, che prende forma attraverso la partecipazione e diventa visione di futuro.

“Generare Bellezza” si conferma così non solo come evento, ma come esperienza collettiva e modello di collaborazione tra scuola, istituzioni e cultura. Un segnale forte per la città di Torino, che continua a investire nell’educazione come leva fondamentale per costruire il futuro.

Credit Photo Gallery 1: David Leonardo Antal

Credit Photo Gallery 2: Valerio Minato

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