ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 363

Gli architetti italiani progettano la Cina del dopo Coronavirus

“Lavorare con la Cina. Opportunità e scambi nella pratica architettonica” un webinar lancia il bando di POLITO Studio

 

La Cina, con le sue megalopoli e l’altissima densità abitativa, è il paese dove si costruisce di più al mondo, ma ha solo 50.000 architetti, un terzo di quelli italiani. E si tratta quindi di un enorme potenziale di business per i nostri professionisti, ma difficilmente accessibile.

Per fare chiarezza sulle relazioni e le opportunità tra i due paesi, il Politecnico di Torino e l’Ordine degli Architetti di Torino hanno organizzato l’incontro on line Lavorare con la Cina. Opportunità e scambi nella pratica architettonica – Laddove nulla è semplice e tutto è possibile, promosso in collaborazione con TOChina Center dell’Università di Torino e con Fondazione Italia-Cina.

Nel corso dell’incontro, in programma a partire dalle 14, sarà inoltre presentata la call per selezionare 12 gruppi di architetti professionisti che parteciperanno a un percorso biennale di formazione e accompagnamento al mercato cinese.

L’incontro e il bando sono la prima delle iniziative messe in atto nell’ambito di POLITO Studio, il progetto nato dalla sinergia tra il Politecnico di Torino e l’Ordine degli Architetti, per facilitare a professionisti e ricercatori nuove opportunità internazionali.

La call di POLITO Studio prevede che gruppi di lavoro – formati da professionisti, ricercatori e partner cinesi – partecipino a workshop di alta formazione applicata, allo scopo di trasferire loro capacità e reti di relazioni, utili a candidarsi a progetti reali e concorsi di architettura in Cina.

Il simposio verrà introdotto dal rettore del Politecnico Guido Saracco e dal presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino Massimo Giuntoli in un confronto con Roberto Pagani, addetto scientifico del Consolato Generale d’Italia a Shanghai; Michele Bonino, vice rettore per le relazioni con la Cina del Politecnico di Torino, insieme a Cristina Coscia, vice presidente dell’Ordine degli Architetti, sono ideatori e coordinatori del progetto Polito Studio e presenteranno la call e i futuri sviluppi del programma; a seguire nel corso del focus Cina, scenari e prospettive per gli studi professionali intervengono Massimo Bagnasco, vice Presidente della Camera di Commercio Europea in Cina, sul tema Cina, laddove nulla è semplice, ma tutto è possibileGiovanni Andornino, direttore del TOChina Center di UNITO, Edoardo Agamennone, Direttore Accademico del ChinaMed Business Program, UNITO, che illustreranno come Impostare un percorso di sviluppo professionale in Cina: italianità ed empatia cognitiva, e infine Filippo Fasulo, Direttore CeSIF – Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia-Cina, con l’intervento Tra dual circulation e 14mo Piano quinquennale: l’economia cinese post- Covid. In coda alla giornata, moderata da Valeria Federighi del Politecnico di Torino e Urszula Grodzicka del Focus group OAT Rete nazionale e internazionale, saranno illustrati alcuni casi studio di progettazione con la Cina da un gruppo di progettisti e docenti: Francesca Frassoldati del Politecnico di Torino, Michele Armando e Gianmaria Quarta dello studio Quarta & Armando architecture, Edoardo Bruno, ricercatore di POLITO/China Room, Pier Giorgio Turi, presidente ICAF Italy China Architectural Forum e il progettista Fabrizio Fragomeli.

“Il modello di collaborazione tra professionisti e docenti universitari che POLITO Studio sta avviando è innovativo, poiché permette di affrontare i mercati internazionali, come quello Cinese, con l’articolazione di competenze e la massa critica che essi richiedono. Sono convinto che questo progetto pilota in ambito internazionale concorrerà a stabilire anche a livello nazionale nuove sinergie tra mondo professionale e mondo universitario, ancora troppo distanti rispetto ad altri contesti europei” ha dichiarato Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino.

Con Polito Studio si realizza in concreto uno degli obiettivi che ci siamo dati:sostenere il lavoro degli Architetti e offrire opportunità per guardare ad altri mercati. Grazie alla collaborazione con il Politecnico offriamo una formazione di altissima specializzazione e intercettiamo un mercato di grande potenzialità” ha commentato l’Architetto Massimo Giuntoli, presidente di OAT – Ordine degli Architetti, Torino.

I professionisti architetti, in particolare i più giovani, devono oggi guardare necessariamente ai mercati internazionali, dove però sono necessari anni per orientarsi e posizionarsi. Il Politecnico di Torino ha maturato, spesso da decenni, solide relazioni in quegli stessi Paesi. L’obiettivo di POLITO Studio è di metterle a fattor comune e di condividere con i professionisti l’esperienza maturata nel tempo in quei contesti. La Cina è ideale come caso pilota, perché tutte le università nostre partner hanno grandi istituti di progettazione, alla ricerca di collaborazioni internazionali” così il professor Michele Bonino, vice rettore per le Relazioni con la Cina, presenta il concept di POLITO Studio.

POLITO Studio si colloca pienamente nelle strategie operative dell’Ordine, finalizzate a creare opportunità concrete per i propri iscritti. Peraltro, la formula di “incubatore” per accompagnare i professionisti alla predisposizione di dossier di candidatura per bandi di concorso cinesi è sicuramente innovativa, perché passa attraverso un processo di formazione applicata, in cui le capacità di lavorare in team e in modo multidisciplinare allenano alle sfide professionali dell’internazionalizzazione” commenta l’architetto Cristina Coscia, vice presidente OAT e con Bonino coordinatrice di POLITO studio.

Possono partecipare alla call di POLITO Studio tutti gli architetti iscritti all’albo professionale; il form sarà pubblicato l’8 febbraio sul sito di OAT nella sezione dedicata all’internazionalizzazione. Candidature aperte fino all’8 marzo, i risultati saranno pubblicati entro la fine del mese per iniziare il biennio 2021-2023 il prossimo aprile.

Bitcoin, attenti a non abboccare!

Molti adulti amano ancora giocare a Monopoli, lottando fino all’ultimo per costruire case o alberghi in Bastioni Gran Sasso o in Vicolo stretto. E per ore passano di mano migliaia di bigliettoni colorati con i quali ci si sente ricchi.

Se però i giocatori, una volta alzatisi dal tavolo da gioco, continuassero a battersi per conquistare quei bigliettoni, usandoli per comprare un appartamento o un’automobile, sarebbero considerati dei poveri dementi.
Eppure c’è gente che si comporta così, anche se in maniera un po’ diversa (e sicuramente più pericolosa). Sono quelli che comprano i “bitcoin”, la moneta elettronica inventata da un estroso giapponese (tal Satoshi Nakamoto; ma non è sicuro che il nome sia reale, nessuno l’ha mai conosciuto di persona…) che ha rapidamente conquistato un vasto numero di utilizzatori.

Di cosa si tratta?
È una moneta virtuale che si può acquistare solo su Internet cedendo dollari o euro “veri” e aprendo un deposito che può essere utilizzato per fare acquisti presso tutte le aziende che accettano la nuova valuta o per trasferire liquidità ad altre persone o aziende.
L’idea alla base dei bitcoin è quella di creare una valuta indipendente da ogni tipo di autorità e di effettuare pagamenti elettronici a livello globale senza controlli, in maniera istantanea e anonima.
Dal 2009 (quando ufficialmente il bitcoin si è affacciato sulla ribalta) la diffusione è stata esponenziale; ma la breve storia del bitcoin è stata accompagnata da gravi scandali ed ancora oggi è avvolta in una coltre di misteri.
I misteri più fitti riguardano la “creazione” della valuta che pare sia “regolamentata” dal suo inventore con sistemi rigidi che impediscano una circolazione eccessiva e non controllata (ma nessuno conosce esattamente il cosiddetto algoritmo, cioè la formula che crea al bitcoin).
Altri misteri riguardano il valore della moneta, che non è legata a fattori economici come avviene ad esempio per il dollaro, l’euro, la sterlina e qualunque altra moneta nazionale, ma agli umori di chi compra e vende. E le quotazioni di questi anni hanno dimostrato quanto il cambio del bitcoin sia pericolosamente volatile: nel 2012 “valeva” 14 dollari, nel 2013 739, a fine 2014 era crollato a 315.
Da allora è iniziata una cavalcata che sembra inarrestabile, portando la criptovaluta fino ai massimi di oltre 40.000 dollari (calando nelle ultime settimane a 33.000).
Probabilmente nessuno (tranne il fantomatico Nakamoto) ha acquistato il bitcoin a 14 tenendolo fino ad oggi e guadagnando qualcosa come il 235.700%. A guardare il grafico delle quotazioni vengono le vertigini…
Ma poniamoci una domanda: a cosa serve il bitcoin?
Come “moneta” la prima funzione dovrebbe essere quella di essere spesa per acquisti. Ma in questo settore la delusione è enorme: cercando su Internet negozi ed esercizi commerciali che accettano bitcoin in pagamento si trovano smilzi elenchi farciti però da frasi roboanti. Secondo il servizio di CoinMap in Italia “le possibilità per pagare con il Bitcoin sono numerose. Le città con più esercenti che accettano il Bitcoin sono Roma e Milano, con ben 36 luoghi per ciascuna città”. A Roma ad esempio, è presente una birreria chiamata “Beer Time”, poi ci si imbatte nell’Albergo Bachmann, situato nel comune del Renon e si ha notizia della Cascina La Famò a San Marzano Oliveto, dell’Hotel Residence Gallery ad Alba Adriatica, e di altri esercizi turistici come Castello Michelina, (Bed & Breakfast in provincia di Crotone), La Chiesa di Sopra (Bed & Breakfast a Ravenna)…
Diciamoci la verità: una montagna di miliardi in circolazione per dormire in un decoroso bed & breakfast vale la pena?
La realtà viene alla luce leggendo i messaggi all’interno dei siti che reclamizzano il bitcoin.
Si leggono frasi come: “Le transazioni Bitcoin sono rese sicure grazie alla crittografia a livello militare. Nessuno può addebitare il tuo denaro o effettuare pagamenti sul tuo conto.”, oppure “Non c’è alcuna banca che rallenti il processo, che pretenda spese esorbitanti o che blocchi il trasferimento. È possibile trasferire dei bitcoin ai propri vicini di casa esattamente allo stesso modo in cui si può trasferirli ad un membro della propria famiglia, che viva in un altro continente.” E infine: “È anche possibile inviare un pagamento senza rivelare la tua identità, proprio come avviene con i soldi veri.”
Ecco alcuni “vantaggi” che sono stati sfruttati per alimentare enormi transazioni illegali legate alla droga o al commercio di armi; la frase magica “senza rivelare la tua identità” stimola sicuramente più un criminale che un normale risparmiatore…
Anche per questo motivo in Cina e in Giappone la valuta è stata praticamente vietata, impedendo che possa essere negoziata contro una valuta legale. In Italia, invece, tutto tace e il bitcoin si diffonde. Consob e Banca d’Italia da tempo hanno aperto indagini, hanno effettuato ponderosi studi, hanno inserito avvertimenti sui loro siti, ma non hanno preso alcun provvedimento per impedire alla criptovaluta di diffondersi come strumento speculativo. E nel frattempo è stata costituita addirittura un’Associazione, Bitcoin Foundation Italia, per sostenerne la diffusione.
Avviso per i lettori: state alla larga, se volete acquistare un libro su Amazon o un frullatore da Expert, usate la vostra cara, vecchia, ma tranquilla carta di credito, oppure usate un sistema “primitivo”, ma sicuramente efficace, andando in un negozio e portando via il pacchetto pagando (se volete l’anonimato) in contanti.
E i miliardi continuate ad accumularli, senza rischi, giocando a Monopoli…

Gianluigi De Marchi
demarketing2008@libero.it

 

Lotteria degli scontrini? Un problema in montagna

“Sono preoccupato per l’avvio della lotteria degli scontrini nelle aree montane. Non solo per i costi di adeguamento dei registratori telematici che gli esercenti dovranno accolarsi. Ma anche perché senza rete internet adeguata non si potranno trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate. Moltissimi territori italiani, non certo per colpa degli esercenti e dei Comuni, sono sprovvisti di adeguata banda”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, che chiede un urgente tavolo di lavoro con le Associazioni di categoria, i vertici dell’Agenzia delle Entrate e Uncem in rappresentanza degli Enti locali dei territori montani.

Il registratore telematico deve avere il software aggiornato per poter memorizzare e trasmettere i dati della lotteria al sistema centrale. Può essere dotato di lettore di codice a barre per poter registrare in automatico e senza errori il codice lotteria che verrà mostrato dal cliente. La spesa media per software e lettore è di 300 euro. Per queste spese di adattamento l’esercente ha diritto a un bonus, sotto forma di credito d’imposta, di 50 euro. Per ogni registratore telematico, lo Stato offre un contributo del 50% della spesa sostenuta, fino a 250 euro in caso di acquisto e 50 in caso di adeguamento. Il bonus per l’acquisto equivale al 50% della spesa e non può superare i 250 euro. Per un registratore di 800 euro, l’esercente dovrà alla fine pagarne 550, per uno di 1.500, ne pagherà 1.250. Chi usa il registratore telematico deve preoccuparsi di avere una connessione internet attiva, almeno al momento della chiusura della cassa poiché dopo questa operazione è il registratore, in automatico, a trasmettere il file con i dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

“Questi costi sono ingenti per un esercente di un piccolo paese alpino o appenninico – afferma Marco Bussone – Riteniamo utile incentivare l’uso di moneta elettronica, ma le sperequazioni territoriali che da sempre denunciamo di certo non aiutano questi passaggi e l’attuazione di queste scelte legislative. Già lo avevamo detto con la fatturazione elettronica, e poi un anno fa per l’annunciata lotteria degli scontrini. Ora si parte e molti non saranno in grado di farlo. Gli esercenti già martoriati dalla crisi economica, cresciuta con la pandemia, nelle aree montane soffrono di più. Per questo stiamo lavorando con i Comuni per i bandi destinati proprio a commercio e imprese artigiane grazie ai 210 milioni per 3100 Comuni delle aree interne e montane italiane previsti nella legge di bilancio 2020. La digitalizzazione dei processi è fondamentale”.

Super bonus 110 % anche a Torino con le Poste

Con l’accordo sarà possibile per i partner di SMA Italia acquisire direttamente i bonus fiscali dai cittadini attraverso il meccanismo dello “sconto in fattura” sugli interventi di efficientamento energetico con il fotovoltaico

Roma, 3 febbraio 2021 Poste Italiane conferma il suo ruolo sociale a supporto dello sviluppo sostenibile del Paese, coniugando il sostegno al tessuto locale delle piccole e medie imprese con l’impegno “green”.

In tale ottica l’accordo con SMA Italia, azienda leader nel settore della produzione di inverter e di soluzioni integrate per il mercato fotovoltaico, consentirà agli installatori partner del gruppo di accedere all’offerta di “Cessione del credito d’imposta” di Poste Italiane a condizioni ad essi dedicatenell’ambito della soluzione SMA 110 Energy Solution.

“Siamo soddisfatti di annunciare questo accordo, che offrirà un ulteriore servizio agli installatori e quindi un vantaggio anche ai clienti finali, che potranno così accedere facilmente alle agevolazioni fiscali. La nostra soluzione SMA 110 Energy Solution, già completa ed efficiente dal punto di vista tecnologico, diventa oggi più integrata e, soprattutto, rende più fattibile per gli italiani prendere in considerazione una risorsa come il fotovoltaico permettendo di superare l’ostacolo del credito. Il fatto che un player dell’importanza di Poste Italiane abbia deciso di collaborare con noi non fa altro che confermare la qualità e serietà della nostra proposta”, afferma Valerio Natalizia, Amministratore Delegato di SMA Italia.

I prodotti compresi nella soluzione recentemente lanciata da SMA Italia consentono sia il risparmio fino all’80% all’anno in bolletta grazie all’autoproduzione di energia, sia ilmiglioramento della classe energetica di un appartamento. Per questa ragione rientrano quindi tra i principali interventi agevolabili al 110% e cedibili a terzi, secondo quanto previsto dal “Decreto Rilancio” dello scorso mese di maggio.

Per poter usufruire del Superbonus 110%, si dovranno infatti realizzare interventi di efficientamento energetico che, nel loro complesso, assicurino un miglioramento di almeno due classi energetiche oppure, ove questo non fosse possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

Anche nella provincia di Torino, i cittadini potranno cedere il credito d’imposta maturato a seguito di tali interventi scontando direttamente l’importo dal corrispettivo dovuto (il cosiddetto “sconto in fattura) ai professionisti partner SMA Italia per l’installazione dell’impianto fotovoltaico.

L’installatore potrà in una seconda fase cedere a sua volta il credito d’imposta ad altri soggetti, tra cui, appunto, Poste Italiane.

Verso la nuova digitalizzazione del CAAT

“Uno dei progetti portanti di questo anno appena iniziato – spiega il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – che ci sta impegnando come Ente di gestione è sicuramente quello della digitalizzazione. Lo spirito del Consiglio di amministrazione è quello di favorire, infatti, il processo di modernizzazione. Il CAAT intende porsi come guida del processo di digitalizzazione che, in Italia, vedrà necessariamente coinvolti tutti i grandi Centri Agroalimentari”.

“Per questo motivo stiamo lavorando assiduamente su un progetto di “digital market place” – precisa il Presidente Marco Lazzarino – che amo identificare con la dicitura “CAAT 4.0″, capace di affiancarsi al mercato “face to face”. L’introduzione di una nuova piattaforma digitale consentirà lo snellimento e la velocizzazione nei rapporti tra produttori e grossisti, da una parte, e tra grossisti e acquirenti dall’altra, favorendo anche l’acquisizione di nuove tipologie di acquirenti, grazie al superamento delle barriere geografiche.”
“Il processo di digitalizzazione – afferma il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – porterà con sé la creazione di nuovi modelli di business e di servizi innovativi. Questo progetto ha visto coinvolti nella sua prima fase di elaborazione anche chef stellati, capaci di fornire consigli sulla tipologia più appropriata di prodotti a loro necessari. Il processo per addivenire al “CAAT 4.0” non verrà calato dall’alto, tanto è che l’Ente lo sta costantemente testando e calibrando in collaborazione con gli operatori e verrà via via modificato sulla base delle esigenze anche dei clienti finali, gli acquirenti dei prodotti agroalimentari. Si tratterà di un sistema aperto, con la possibilità di evolvere e di “essere scalato” a seconda delle esigenze che matureranno. È prevista, altresì, una fase di formazione, che permetterà agli operatori e ai grossisti di entrare in confidenza con lo strumento informatico, lavorando attraverso l’uso della piattaforma. Il mondo digitale si sovrapporra’ al mercato fisico e la selezione dei prodotti potrà consentire anche una loro precedente visualizzazione tramite l’uso della piattaforma web”.
“Un altro importante risultato di recente raggiunto dal CAAT – aggiunge il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – è stato la firma dell’accordo tra il Centro Agroalimentare di Torino e l’IFSE (Italian Culinary Institute), scuola di alta formazione per chef diretta e fondata dodici anni fa da Raffaele Trovato, con sede nel castello di Piobesi Torinese, e che ha consentito l’acquisizione di servizi reciproci. In futuro prevediamo un accordo anche con l’Associazione dei “Cuochi sotto la Mole”, molti dei cui soci hanno recentemente effettuato una visita presso il CAAT, rimanendo favorevolmente colpiti dalla varietà e dalla qualità dei prodotto disponibili presso il Centro “.

Colle Don Bosco senza pellegrini

Colle don Bosco deserto. L’enorme piazzale della chiesa fa quasi impressione: è vuoto, qualche auto solo la domenica ma nessun pullman turistico da un anno.
I pellegrini che ogni giorno, non solo nei festivi, stipavano con bus e macchine i parcheggi che circondano la grande chiesa per rendere omaggio al Santo dei giovani non si vedono più. Non è stata una festa gioiosa il 31 gennaio, solennità di don Bosco, per il Colle che sorge a pochi chilometri da Castelnuovo. Chiusi i negozi di souvenir nei quali entravano anche cento persone al giorno e i bar per i pellegrini: quando è iniziata la pandemia nel febbraio dello scorso anno non si è visto quasi più nessuno e nei mesi estivi la ripresa è stata solo parziale. In questi luoghi, sulla collina dei Becchi nella frazione Morialdo del comune di Castelnuovo (At) il 16 agosto 1815 nacque Giovannino Bosco. Venne alla luce nella cascina dove il padre lavorava come contadino e che si può vedere ancora oggi. La speranza per tornare alla normalità si chiama vaccino, per il Colle don Bosco, per i Becchi e per tutti noi.
Filippo Re

Il turismo accessibile in onda su Radiovidanetwork

Il tema è al centro della puntata di giovedì 4 febbraio di PARLACONME condotto su Radiovidanetwork dall’Agrifood & Organic Specialist Simona Riccio

 

Il tema del turismo e della sua accessibilità sarà al centro della puntata di giovedì 4 febbraio prossimo della trasmissione PARLACONME sulla Radio web Radiovidanetwork, condotta dall’Agrifood & Organic Specialist Simona Riccio. Saranno ospiti della trasmissione Marco Bongi, presidente di APRI Onlus (Associazione Pro- Retinopatici e Ipovedenti), Rossana Turina, Fondatrice del Format Aspassoconme, e Luca Menegazzi, Social Media Manager-Local Business.
Tematica nodale della puntata sarà quella del turismo accessibile, inteso come l’insieme delle strutture e servizi messi a disposizione per le persone con disabilità o bisogni sociali, che possano essere in grado di garantire loro la possibilità di viaggiare, alloggiare e prendere parte a eventi, in condizioni di assoluta sicurezza, autonomia e confort. Il turismo accessibile ha come destinatari persone con diversi tipi di disabilità di tipo visivo o cognitivo.

La trasmissione PARLACONME, condotta da Simona Riccio, viene trasmessa in diretta web da Radio Vidanetwork sul sito www.vidanetwork.it, scaricabile per IOS e ANDROID, su speaker Alexa e Google Home.
Replica il giorno successivo venerdì alle ore 9
Replica il sabato mattina della settimana successiva alle ore 11.30

Mara Martellotta

Nonostante il Covid un’ottima annata

La pandemia da covid 19 ha causato danni irreparabili in tutti i campi, sociale, lavorativo, pedagogico ed economico. In campo vitivinicolo, invece, è accaduta una cosa gradevole che ha dell’incredibile. Leggete cosa ci ha raccontato Danilo Bignante, produttore vitivinicolo del Roero che vanta cent’anni di tradizione vitivinicola familiare.

“La produzione non ha subito cambiamenti, anzi l’annata 2020 è stata ottima come qualità e quantità, 2 fattori che, solitamente, non riescono a coniugarsi. Ci sono state conseguenze pesanti nelle vendite, dovute soprattutto alla chiusura dei locali di ristorazione e di conseguenza anche le aziende che distribuiscono bevande hanno sospeso gli acquisti.

Nonostante ciò, la nostra come tutte le aziende del Roero vanta una vasta clientela di famiglie, aziende e negozi alimentari che hanno dato la possibilità non solo di vendere i vino ma di aumentare il volume delle vendite grazie al passaparola! Sono state intensificate le consegne a domicilio attraverso giorni prestabiliti, ad esempio il venerdì.

Vincenzo Grassano

L’impatto del Covid sul credito alle famiglie in Piemonte

Nonostante la pandemia le richieste di nuovi mutui crescono del +5,9% nel 2020, sostenute dalle surroghe. Forte invece la contrazione dei prestiti personali (-24,5%) e finalizzati (-15,3%)

 L’anno appena concluso è stato fortemente condizionato dall’instabilità causata dalla pandemia, che ha influenzato la propensione degli italiani a richiedere un finanziamento per sostenere consumi e progetti di spesa. È quanto emerge dal Barometro del Credito alle Famiglie (fonte: EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF), che rispetto all’anno precedente segnala una contrazione del
-24,7% per le richieste di prestiti personali e del -13,5% per i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, a fronte di un incremento pari a +2,8% per le richieste di mutui e surroghe, con queste ultime che hanno determinato la performance positiva del comparto.

Il 2020 si è caratterizzato anche per un andamento contrastato degli importi medi richiesti, che per i mutui immobiliari si sono attestati a 133.577 euro (in crescita del +2,0% rispetto all’anno precedente), contro i 6.706 euro dei prestiti finalizzati (-1,5% rispetto al 2019) e i 12.498 euro dei prestiti personali (-2,3%).

LA SITUAZIONE IN PIEMONTE

Crescono le richieste di mutui, prestiti in calo

Per quanto riguarda il Piemonte, dallo studio di CRIF emerge come nell’anno appena concluso il numero di richieste di nuovi mutui e surroghe abbia fatto registrare un +5,9%, con aumento generalizzato in tutte le province. L’accentuazione più forte ad Asti e Novara, dove l’incremento è stato rispettivamente pari a +14,3% e +11,9%. Tiene Torino, dove la crescita è stata del +6,8%, poco sotto Alessandria (+8,3%), ma sopra Biella (+2,1%), Verbano Cusio Ossola (+3,8%) e Vercelli (+4,5%). L’unica contrazione è stata registrata a Cuneo (-6,3%)

Decisamente peggiore la performance dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto e moto, arredo, elettronica ed elettrodomestici, ma anche viaggi, spese mediche, palestre ecc.) e dei prestiti personali, che in tutte le province mostrano una pesante flessione che riflette la debolezza dei consumi, specie di beni durevoli. Nello specifico, per quanto riguarda i prestiti finalizzati, il Piemonte segna un -15,3% complessivo. La provincia di Alessandria fa segnare la contrazione più accentuata, con -20,6%, precedendo Asti (-15,8%) e Novara (-15,5%).

Dinamica analoga per i prestiti personali, dove la regione registra un calo complessivo delle richieste del -24,5%, con tutte le province che segnano una flessione oltre il -10%. In Regione la contrazione più accentuata si registra a Cuneo (-31,4%), Verbano Cusio Ossola (-26,7%) e Torino (-25,8%).

L’importo medio richiesto, andamento disomogeneo per provincia

Relativamente all’importo medio dei mutui richiesti, si registra un aumento generalizzato con le sole eccezioni rappresentate da Vercelli (-5,0%) e Biella (-3,8%). Rispetto alla rilevazione sull’anno 2019, la provincia di Verbano Cusio Ossola vanta la crescita più marcata (+5,3%) che porta il valore ad assestarsi a 139.961 euro, guidando la classifica regionale davanti a Cuneo, con 132.033 euro, e Torino, con 122.889 euro (44esima nel ranking nazionale).

Per i prestiti finalizzati, invece, l’importo è in calo in tutte le province, con la flessione più significativa a Biella (-9,4%). Il valore richiesto più elevato si registra a Cuneo, con oltre 7.400 euro malgrado una flessione del -0,9% rispetto al 2019, contro i 7.386 euro di Asti, i 7.245 euro di Novara e i 7.139 euro di Alessandria.

Infine, per quanto riguarda l’importo medio dei prestiti personali richiesti, il Piemonte registra una flessione media del -5,1%, con Cuneo in controtendenza (+2,2%) e un valore richiesto che ammonta a 12.277 euro. Al secondo posto Alessandria, con 12.045 euro e una flessione del -3,1%% rispetto al 2019.

Fonte: CRIF

Per maggiori informazioni: www.crif.it