Ammonta a circa 689 milioni di euro l’importo proveniente da fondi regionali, statali, Fesr e Pnnr in favore degli Enti locali piemontesi per il periodo 2026-2028.
Lo ha annunciato l’assessore agli Enti locali della Regione Piemonte, Enrico Bussalino, durante la riunione della Settima commissione del Consiglio regionale, convocata per l’espressione del parere consultivo sul Documento di economia e finanza 2026-2028 (Defr) e sul Bilancio di previsione finanziario 2026-2028 per le materie di competenza. Entrambi i pareri hanno ottenuto il via libera a maggioranza.
Tra i fondi stanziati, circa 2,5 milioni di euro annui sono destinati alle funzioni conferite dalla Regione per le spese di funzionamento delle Province e della Città metropolitana di Torino.
Inoltre per garantire i servizi nelle entità piemontesi più piccole, a favore delle Unioni dei Comuni (montani, collinari e di pianura), la Regione stanzia 2 milioni e 300 mila euro di euro annui, a cui si aggiunge la cifra proveniente dallo Stato, che ammonta a circa 2 milioni e 300 mila euro.
In materia di Polizia locale e sicurezza integrata vengono stanziati circa 2 milioni di euro annui per contributi a sostegno delle spese di svolgimento delle funzioni in materia di polizia locale, per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio delle forze dell’ordine come la ristrutturazione delle caserme, per i corsi di formazione del personale e degli agenti neo assunti, per progetti locali in materia di sicurezza.
“Il sostegno agli Enti locali è una priorità strategica per la Regione Piemonte. Per il periodo 2026-2028 lo stanziamento è aumentato di oltre 100 milioni di euro rispetto al triennio precedente a testimonianza del nostro impegno concreto per assicurare risorse fondamentali ai territori, affinché possano rispondere con efficacia alle esigenze dei cittadini – dichiara l’assessore Bussalino –. Rafforzare il sistema delle autonomie locali, dalle aree più estese ai centri più piccoli, significa investire nello sviluppo equilibrato e nella qualità della vita delle comunità”.
Secondo uno studio della CGIA di Mestre il Piemonte dal 2019 al 2025 e’ in 12a posizione per crescita economica sulle 20 regioni italiane, ma le previsioni dicono che la crescita economica prevista nel 2026 dovremmo essere al 3* posto. Vediamo la luce in fondo al tunnel ? Non facciamo l’errore che fece il Governo Monti nel 2012 che prese lucciole ler lanterne anche sé quella previsione servi’ alla lista Monti, poi svanita pochi mesi che era entrata in Parlamento. Oggi ci dicono che i nostri brevetti, frutto della industria, sino calati quasi della metà. Con l’ottimismo dei titoli o delle interviste sui giornali purtroppo non si creano posti di lavoro e per molti tra cui molti giovani la precarietà è ancora un destino come ci ha ricordato il Cardinale Repole. Non a caso i primi dati sui saldi ci dicono che in periferia vanno molto meno bene del centro.
