ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 329

Polliotto (Unc): “Vishing, come evitare la truffa del finto operatore bancario”

Le parole della Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori del Piemonte mettono in guardia da un raggiro sempre più frequente.

“La nuova truffa ai danni dei consumatori si chiama ‘vishing’. Una telefonata, apparentemente proveniente dal numero genuino della propria banca, invita l’utente a fornire i codici operativi del conto corrente. Una volta ottenuti, i truffatori sottraggono alla vittima migliaia di euro fino ad arrivare addirittura a svuotare il conto”.

economiaLo rivela Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 a oggi la prima, più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.
“E’ la paura la leva con cui i malfattori mettono in atto il cosiddetto ‘vishing’, per poi entrare in contatto con la vittima tramite la segnalazione di una finta emergenza: operazioni sospette sul proprio conto homebanking, o clonazione di carte di pagamento. I truffatori quindi, spacciandosi per diligenti impiegati bancari intenzionati a sventare finte frodi, chiedono all’utente, ad esempio, i dati dell’OTP (la password temporanea per eseguire operazioni bancarie) o i tre numeri indicati sul retro della carta. Una volta ottenute queste preziose informazioni – che non devono mai essere comunicate a terzi – i malintenzionati procedono al furto di migliaia di euro ai danni delle ignare vittime”, approfondisce il noto legale.
Che prosegue: “Il meccanismo su cui si basa la truffa sfrutta la buona fede degli utenti che, ricevendo una chiamata che pare arrivare dalla propria banca, si mettono subito a disposizione per capire cosa stia succedendo e sventare eventuali frodi”.
Per precisare infine: “È bene ricordare – conclude l’Avvocato Patrizia Polliotto – però che per nessuna ragione il vostro istituto di credito vi chiederà di fornire i codici operativi del conto corrente. Queste informazioni sono estremamente confidenziali e qualora la vostra banca ve le richieda non lo farà certo attraverso una telefonata o un sms”.
Per qualsivoglia controversia gli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori del Piemonte sono attivi a Torino e Pinerolo dal lunedì al venerdì in normale orario d’ufficio. Infoline, 011 5611800 e www.uncpiemonte.it.

Il Piemonte ispira Enrica Mannari per il Look Book estivo di Amazon

“Amazon Summer Colors”

 

La vetrina Made in Italy di Amazon.it espone prodotti per la cura di sé e dell’ambiente, tra questi anche la Crema Corpo Idratante Naturale al 97,95%, dell’azienda piemontese Dulàc Farmaceutici 1982 e la Capsula Caffè Ricaricabile Dolce Gusto, Riutilizzabile e Compatibile dell’azienda piemontese Madama

 

“Prenditi cura delle piccole cose” scrive Enrica Mannari, designer, artista e divulgatrice emozionale, per accompagnare l’illustrazione che racconta quanto sia importante, giorno dopo giorno, prestare attenzione ai dettagli, curarsi del mondo intorno e camminare sul pianeta Terra a passo leggero. Il Piemonte è al quinto posto tra le Regioni in Italia per la sua attitudine “sostenibile”, grazie ai livelli di eccellenza nei campi dell’innovazione, dell’agricoltura sostenibile e nell’utilizzo dell’acqua per produrre energia[1]. L’illustrazione è inclusa nel Look book Amazon Summer Colors da colorare, immaginato e realizzato insieme ad Amazon.it per l’estate 2021. L’originale catalogo, pensato per accendere la creatività e la voglia di vacanza è disponibile per tutti qui: amazon.it/summer2021.

 

Destinazione Piemonte: un sogno di vacanza, anche ecosostenibile e autentica. I viaggiatori che trascorreranno la villeggiatura qui, potranno scegliere fra oltre 90 strutture sostenibili[2], tra B&B e agriturismi biologici, soggiorni in yurte immerse nella natura. Per chi volesse portare la sostenibilità sempre con sé e non soltanto in vacanza, nella vetrina Made in Italy di Amazon.it sono stati selezionati accessori perfetti per la cura del corpo, della casa e dell’ambiente. Tra questi, anche la Crema Corpo Idratante Naturale al 97,95%, prodotta dall’azienda piemontese Dulàc Farmaceutici 1982, con la sua formula innovativa e totalmente naturale che, grazie ai suoi 3 principi attivi funzionali (Olio di Tsubaki, Passiflora estratto biologico e Vaniglia estratto), già dalle prime applicazioni dona alla pelle idratazione, morbidezza e tonicità. Da non perdere è anche la Capsula Caffè Ricaricabile Dolce Gusto, Riutilizzabile e Compatibile, una capsula ricaricabile in acciaio inox compatibile con il sistema Dolce Gusto. Viene realizzata con materiali di altissima qualità e si utilizza con le miscele presenti sul mercato. In questo modo è possibile non inquinare, risparmiare fino all’80% rispetto alle capsule usa e getta e scegliere il caffè preferito. La capsula è un’idea di Madama, azienda piemontese.

 

 

Poli e Ithaca per la cartografia di Frontex

Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera – dal 2004 impegnata nel controllo della migrazione e la gestione delle frontiere e le cui responsabilità sono state ampliate nel 2016 alla lotta alla criminalità transfrontaliera e ai servizi di ricerca e di salvataggio nel contesto della sorveglianza delle frontiere marittime – ha affidato a un consorzio composto da Associazione Ithaca, DIST – Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio del Politecnico di Torino e Ithaca Srl un importante contratto per la produzione di cartografia.

 

L’incarico prevede la produzione di cartografia digitale, mappe di infografica e map book utili all’attività dell’Agenzia. Il contratto ha una durata di 24 mesi, rinnovabile sino a un massimo di altri 24 mesi, con un budget totale di 4 milioni di euro.

Il professor Stefano Corgnati, Vice Rettore alla Ricerca e Presidente dell’Associazione Ithaca, mandataria del consorzio, ricorda che “la collaborazione con Frontex rappresenta il primo esempio di come l’ecosistema del Politecnico di Torino, rappresentato dai suoi Dipartimenti e dal sistema delle società partecipate, possa essere funzionale alla piena integrazione tra le attività di ricerca e quelle di trasferimento tecnologico”.

Il professor Piero Boccardo, Presidente di Ithaca Srl, che curerà la produzione cartografica, riferisce che “la fornitura di prodotti cartografici all’Agenzia europea Frontex è una nuova sfida che ci rende orgogliosi di una serie di collaborazioni con le maggiori organizzazioni internazionali. Una nuova opportunità per contribuire operativamente a supportare le attività di monitoraggio del territorio, come già peraltro testimoniato dai nove anni di attività 7/24/365 che Ithaca ha profuso nell’ambito del servizio Copernicus Emergency Management”.

Il professor Andrea Bocco, Direttore del DIST, che ha curato l’organizzazione tecnica del servizio e che valuterà la qualità dei prodotti, ricorda che “questo progetto si inquadra perfettamente nell’obiettivo strategico del Dipartimento, di sviluppare un laboratorio capace di elaborare e gestire dati spaziali anche di grande complessità. Tale obiettivo è un elemento essenziale del progetto di Eccellenza del DIST, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che rafforza il carattere interdisciplinare della ricerca e la capacità di realizzare prodotti e servizi ad elevato contenuto di innovazione.”

 

Le attività di produzione richieste si riferiranno ad esempi simili a quelli allegati, che sono stati parte di quanto proposto dal consorzio in fase di gara.

Ulteriori informazioni su: ITHACADISTFrontexTED

Ddl Zan: “Noi siamo con voi”, Leo: “contro ogni discriminazione libera espressione” 

Caro Direttore,
qui di seguito il “documento/appello” sul tema della approvazione del DDL Zan.  Per trasparenza e correttezza riteniamo importante sottolineare le seguenti premesse:
1- Promotore dell’appello è il “Coordinamento interconfessionale del Piemonte Noi siamo con voi”.
2- Il documento è stato però elaborato, discusso, approvato e sottoscritto da molti altri soggetti – collettivi e singoli – delle più diverse appartenenze culturali.
3- Il nostro Coordinamento ha”geneticamente” impressi in sé i principi dell’inclusione, del rifiuto di ogni discriminazione, del rispetto e dell’accoglienza del “diverso da noi”, della tolleranza e del dialogo. Quindi il nostro contributo non vuole essere contro nessuno, né si permette di avere il significato di giudizio su idee diverse dalle nostre.
4- L’unico giudizio negativo che ci sentiamo di dare, è verso di chi assume posizioni, toni, atteggiamenti, linguaggi ecc., violenti, denigratori, offensivi nei confronti di chi non si uniforma ai propri convincimenti.
5- Aggiungiamo, infine,che – partendo da questa occasione – abbiamo anche aperto fra noi una riflessione e una ricerca sincera, libera, forte proprio sul tema della “sessualità” all’interno delle culture e delle religioni. Altresì siamo ancora più convinti della necessità di un affronto sempre libero, pluralista, tollerante e rispettoso e – nel senso corretto del termine – “laico” delle tante problematiche che affliggono l’umanità.
In questo modo abbiamo la convinzione e la speranza di poter apportare un contributo di bene,di pace, di giustizia vera e, perchè no, anche di amore all’Umanità dei nostri tempi.
 

Giampiero Leo portavoce del Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi”

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IL DOCUMENTO
Noi siamo… contro ogni discriminazione e per la libertà di espressione 

Noi siamo un movimento sorto per manifestare solidarietà alle vittime di oppressione e
persecuzione. Non abbiamo dunque difficoltà a prendere atto che molto spesso, in vari contesti, le
forme in cui la sessualità è stata regolamentata hanno comportato discriminazione rispetto a chi in
quelle forme non poteva riconoscersi; e sotto questo aspetto il fatto che tali discriminazioni non
siano più ritenute accettabili dalla coscienza morale odierna lo consideriamo patrimonio prezioso e
irrinunciabile. Tutto ciò che sul piano legislativo può contribuire ad impedirle è pertanto senz’altro
da approvare.

Riteniamo però che la tutela dalle discriminazioni non debba diventare fonte di discriminazione a
propria volta.

La sessualità non è soltanto un ambito tra gli altri, ma un nucleo profondo della vita e della
coscienza umana. Essa ha un grande valore spirituale. Chiediamo pertanto che tale valore sia
riconosciuto e rispettato, e che le trasformazioni nel modo di percepirla e viverla siano accolte e
accompagnate senza venire imposte da decisioni legislative. Su temi così delicati, su cui il
confronto civile deve rimanere aperto, vanno evitate forzature, e soprattutto che a decidere siano
presupposti ideologici di parte.

In questa prospettiva, al di là degli schieramenti politici e riprendendo autorevoli osservazioni di
esponenti del mondo del diritto di diverso orientamento culturale, esprimiamo una serie di
perplessità su alcuni passaggi dell’articolato del Disegno di legge Zan in discussione al Senato.

Il motivo di allarme è che la proposta di legge, per quanto (art. 4) affermi la libertà di espressione
tutelata dall’art. 21 della nostra Costituzione, che riconosce a tutti il diritto di esprimere e divulgare
in qualsiasi forma il proprio pensiero e prevede di punire solo chi commetta un reato, di fatto la
insidia. Il punto è infatti che introduce fattispecie di reato assai vaghe e indefinite, venendo meno al
principio base della determinatezza del reato, senza garanzie per i cittadini e aprendo la strada a
possibili forme di arbitrio da parte dell’autorità giudiziaria; laddove è invece opportuno che le
decisioni giudiziarie non siano influenzate da opinioni che esulano dall’ambito giuridico. Nel giusto
tentativo di prevenire la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale, una decisione
potrebbe infatti divenire causa di discriminazione contro coloro che hanno una diversa visione.
Il problema a monte infatti è che, nel definire ex lege (art. 1) concetti tratti da teorie tutt’altro che
condivise in tema di identità di genere e disponendone (art. 7) la divulgazione nelle scuole, la
proposta comprime indebitamente la libertà di educazione e di insegnamento, contrastando quindi
con l’art. 33 della Costituzione, oltre che con l’essenza del moderno Stato di diritto, il quale, per
definizione, non sposa filosofie, concezioni di vita, religioni.

Per questi motivi, e in considerazione della delicatezza etica e giuridica dei temi in questione,
facciamo appello alle forze politiche affinché, dopo una più attenta riflessione, introducano i
necessari correttivi al testo operando alla ricerca di soluzioni veramente condivise.

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Infermieri, urgenti nuove assunzioni!

Bene i progetti sugli infermieri di comunità e famiglia, ma senza assunzioni rimarranno solo sulla carta. La Regione deve bandire un concorso subito!

 

Siamo lieti che la Regione, come abbiamo appreso da una nota ufficiale, abbia finalmente definito e annunciato le linee guida per gli “Infermieri di famiglia e comunità”. Purtroppo, però, se non si passa dalle parole ai fatti, tutto ciò rimarrà “lettera morta”.

È necessario, impellente che la Regione parta subito con un nuovo concorso per fare nuove irrimandabili assunzioni di infermieri. Perché l’infermiere di comunità, di famiglia, il potenziamento dei reparti, sono tutte belle parole stampate sulla carta: ma il lavoro al fianco del malato non lo si fa con la carta, lo si fa con le persone e oggi il personale per fare tutto ciò e per coprire i turni negli ospedali piemontesi semplicemente non è sufficiente.

 

Il Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, chiede alla Regione di provvedere subito a realizzare un concorso regionale per l’assunzione di infermieri con il quale si possano creare adeguate graduatorie per tutte le aziende sanitarie del Piemonte.

 

Il Segretario Regionale del Nursing Up Piemonte, Claudio Delli Carri, spiega: “A oggi le uniche graduatorie dove prendere infermieri che non siano esaurite, sono quelle di Biella e di Cuneo. In tutto il resto del Piemonte non ce ne sono più. Alle parole e agli annunci sull’infermiere di famiglia e comunità, ora la Regione deve far seguire i fatti: le assunzioni. Senza nuovi infermieri non si andrà da nessuna parte, con nessun progetto, semplicemente perché le aziende non hanno il personale necessario a metterli in pratica. La Regione ha gli strumenti e le strutture per fare il concorso in tempi brevissimi. Si può sfruttare il decreto legge, in materia sanitaria, che snellisce le procedure di concorso, facendo ad esempio saltare la preselezione e dimezza i tempi. Ora, però, la Regione deve agire e fare il concorso entro l’autunno portando a termine le assunzioni entro la fine dell’anno”.

Prosegue Delli Carri: “Il prossimo 9 luglio avremo un incontro con l’assessore alla Sanità. Esigiamo che per quella data la Regione abbia almeno una bozza di piano per le assunzioni e per il concorso da mostrarci. Saremo irremovibili su questo. Si deve assumere, ora e velocemente, per non essere impreparati e rischiare la paralisi in autunno. Anche perché non si ripeta più l’assurdo ‘mercato’ delle assunzioni con le aziende che senza graduatorie si contendono i pochi infermieri di quelle che ancora ci sono. Senza le assunzioni la sanità è destinata ad una vera paralisi. Questo è un concetto che deve essere chiarissimo nell’assessorato e su questo si metta subito al lavoro”.

“Pinocchio bitcoin”

CAPIRE I BITCOIN

Tratta un tema “bollente” l’ultimo libro di Gianluigi De Marchi (giornalista e scrittore con oltre 35 volumi sui principali argomenti di finanza) scritto in collaborazione con Federico Gozzi (esperto di informatica): le criptovalute.

Il titolo è significativo: Pinocchiocoin – Verità e bugie sulle criptovalute, e lo sviluppo del tema originale si lega, capitolo dopo capitolo, alle vicende del più famoso burattino del mondo, Pinocchio. Tanti sono gli spunti tratti dalla fiaba di Collodi, dalla “nascita” della marionetta ai colloqui con il Grillo saggio, dal Campo dei Miracoli al Paese dei balocchi, ad ognuno dei quali è abbinata la trattazione dei principali aspetti delle criptovalute.

Dopo una breve storia della nascita della più famosa di esse, il bitcoin, si analizzano brevemente le prime dieci “valute digitali” circolanti (fra le oltre 9.000 create!) e si offrono alcuni concetti chiave della blockchain, la geniale struttura che è alla base di ognuna di esse. Per rendere la lettura agevole (la materia è particolarmente complessa) l’argomento è esposto ricorrendo anche ad un glossario che illustra i principali aspetti tecnici del sistema, quasi tutti definiti in inglese e spesso con acronimi di non facile comprensione.
Particolare attenzione è data alle funzioni ed all’utilità delle criptovalute, agli aspetti contabili e fiscali ad esse connessi, ai controlli istituzionali sulla loro creazione e circolazione, al marketing che ne spinge in maniera pressante lo sviluppo, pervenendo ad una dettagliata analisi degli aspetti positivi e negativi delle criptovalute.
Un intero capitolo è dedicato ad un punto centrale delle criptovalute e cioè il loro valore, che per gli autori non va assolutamente confuso con il loro prezzo.
Il capitolo finale è destinato ad un utile “vademecum” con una serie di consigli a beneficio dei lettori che, con stile semplice e chiaro, offrono importanti suggerimenti per avvicinarsi a questo “nuovo mondo” delle valute digitali.
In chiusura un’appendice ricorda una “bolla” simile a quella delle criptovalute, quella dei tulipani, che nel 1600 fecero perdere la ragione a decine di migliaia di investitori; un chiaro monito rivolto a chi crede che la crescita delle quotazioni di bitcoin & c possa essere praticamente infinita…

Come scrivono gli autori nella premessa, “Pinocchio può ben rappresentare le criptovalute, questi oggetti misteriosi che hanno fatto la comparsa all’inizio del nuovo millennio, hanno avuto uno straordinario successo. Abbiamo quindi voluto cercare di fare chiarezza su alcuni argomenti che riguardano il fenomeno, e dare qualche utile suggerimento ai lettori; prendendo spunto da una fiaba per cercare di vivere sereni nel mondo reale (e non virtuale…)”.

DE MARCHI-GOZZI “PINOCCHIOCOIN, Tutte le verità e le bugie sulle criptovalute”, Amazon libri, pagg. 122, euro 10,40

G8, Centro Pannunzio: “No al ricordo celebrativo di Giuliani”

“Il Centro Pannunzio protesta per il ricordo pubblico celebrativo  del giovane Giuliani a Genova per il ventennale del G8”

“Ricordiamo che  la città fu messa a ferro e fuoco dagli estremisti come lui , così come ricordiamo  le violenze della Polizia alla Caserma Diaz. Va anche ricordata la inadeguatezza del Ministro degli interni di allora”, si legge in una nota del Pannunzio.
“Premesso tutto ciò , oggi  come vent’anni fa, il Centro Pannunzio sta idealmente con il Carabiniere che Giuliani voleva uccidere con un estintore”, conclude la nota.

Scapà da ca: Storie di piemontesi all’estero e di stranieri che hanno casa qui

Caro direttore, è nato il nuovo progetto della Fondazione Enrico Eandi: Scapà da ca!

Letteralmente “scappato da casa” – ha lo scopo di raccontare le storie di chi ha deciso di lasciare il Piemonte per emigrare all’estero e di chi, originario di un altro paese, ha scelto invece di trasferirvisi.

Scapà da ca nasce con l’intento di creare una community di persone che, attraverso le loro parole, diano sostegno, motivazione, spunti e determinazione per intraprendere esperienze di vita all’estero. Il punto di contatto? Il Piemonte, che sia luogo di partenza o di approdo.

La nostra mascotte

Il paguro è un animale simpatico e curioso che cambia casa molte volte nella sua vita finché non trova quella che meglio si adatta alle sue esigenze. Un po’ come i paguri, anche noi umani siamo spesso alla ricerca del cambiamento. Con Scapà da ca vogliamo raccogliere le storie di chi ha trovato il coraggio di abbandonare la propria terra d’origine.

Sei uno Scapà da ca?

Se pensi di essere anche tu uno “scapà da ca” compila il form qui sotto, rispondi alle domande e inviaci qualche foto della tua esperienza, la pubblicheremo sul sito, su Facebook e Instagram.

➡️ Sei un Piemontese all’estero? Compila il form e mandaci la tua storia!
➡️ Sei uno straniero che vive in Piemonte? Compila il form e mandaci la tua storia!
➡️ Are you a foreigner living in Piedmont? Fill the form and let us know about your story!

Medicina di gruppo, cosa cambia con la firma dell’accordo

Con l’accordo integrativo firmato tra la Sanità regionale e i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali dei Medici di medicina generale del Piemonte, entra nella piena operatività la nuova legge regionale del marzo scorso sullo sviluppo delle forme associative della Medicina generale sul territorio, con l’obiettivo di garantire l’effettiva realizzazione della continuità delle cure, la presa in carico della cronicità ed una migliore accessibilità alle prestazioni, anche nei territori montani o con caratteristiche di zona disagiata.

L’accordo ribadisce il ruolo cardine dell’Assistenza Primaria nell’assistenza territoriale, attraverso il potenziamento delle attuali forme associative di “medicina di gruppo” e “medicina di “rete” dei medici di medicina generale. Un obiettivo per il quale la Regione ha messo a riparto, a decorrere dal 1 gennaio 2021, oltre 35 milioni di euro, con un incremento annuo di 10 milioni di euro.

«Favorire l’operatività aggregata dei medici di famiglia – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – significa andare tempestivamente incontro ai bisogni assistenziali non differibili, causa preponderante degli accessi impropri al Pronto Soccorso e dei conseguenti ricoveri ospedalieri, anche in fasce orarie diverse da quelle dedicate da ciascun medico all’attività ambulatoriale. In questo modo, viene elevato il livello delle prestazioni, aumentato il numero delle ore in cui è possibile accedere agli studi medici e incrementata la possibilità per i medici di partecipare ad attività formative. E’ un passo di strategica importanza per fornire prestazioni sanitarie omogenee e un nuovo modello di assistenza sul territorio più vicino ai bisogni dei cittadini».

In dettaglio, i medici che intendano costituire una nuova forma associativa devono acquisire il nulla-osta dell’apposito Comitato regionale, mentre è compito dell’Asl procedere, in qualsiasi momento successivo all’inizio dell’operatività, alla verifica del possesso dei requisiti previsti dalla legge regionale.

Ciascun medico presta la propria opera anche nei confronti degli assistiti in carico agli altri componenti dell’associazione, salvaguardando il rapporto fiduciario individuale.

La chiusura pomeridiana da parte di uno degli studi in associazione deve avvenire non prima delle ore 19. Ciascun medico in associazione è tenuto all’apertura dell’ambulatorio per un numero di ore settimanali correlato al numero degli assistiti.

Nelle forme associative, l’articolazione oraria nelle fasce mattutine e pomeridiane deve garantire l’apertura pomeridiana di un numero di studi non inferiore ad un terzo dei medici associati. Deve essere garantita l’apertura dello studio di Medicina di Gruppo o degli studi di Medicina in Rete almeno 6 ore al giorno.

Allo scopo di salvaguardare la capillarità dell’assistenza in comuni, borgate e frazioni siti in zone a bassa densità abitativa e di rendere l’attività della medicina generale maggiormente adattabile alle diverse contestualità locali, sia in termini di caratteristiche territoriali, sia nel rispetto delle diverse tipologie di utenza, viene istituito il modello associativo di Medicina di Gruppo-Rete, contraddistinto dalla presenza di una sede centrale e di studi satelliti. La sede centrale e gli studi periferici devono essere funzionalmente collegati tra loro, con orario di apertura di almeno 6 ore al giorno, opportunamente distribuite tra mattino e pomeriggio, e con almeno uno studio della sede centrale aperto fino alle 19.

I medici che sceglieranno di lavorare in una delle due modalità associative possono essere supportati da collaboratore di studio e personale infermieristico, previo nulla-osta del competente Comitato regionale, sulla base dei requisiti richiesti e dei fondi a disposizione. La relativa indennità è riconosciuta ad ogni medico facente parte dell’associazione, a condizione che il collaboratore sia presente per almeno 16 ore settimanali nel caso di tre medici, 24 ore settimanali nel caso di quattro medici, a tempo pieno nel caso di un numero maggiore a quattro. L’infermiere professionale deve, invece, essere disponibile per un orario pari al 50% di quello previsto per il collaboratore di studio. L’assunzione può essere fatta direttamente dal medico o da altri soggetti (società di servizi, cooperative) o secondo il contratto nazionale dei dipendenti per gli studi professionali di IV categoria e degli infermieri professionali, o con un contratto di natura libero professionale o comunque utilizzato secondo specifiche autorizzazioni aziendali.

«Dal 2006 ad oggi – riferisce Roberto Venesia (Fimmg Piemonte) – nessuna Amministrazione regionale ha investito risorse per incrementare il fondo per la qualità dell’assistenza della Medicina Generale. Con l’accordo integrativo appena firmato con la Regione, sempre più cittadini piemontesi, senza mai perdere il rapporto fiduciario individuale, saranno assistiti da un medico di famiglia in associazione di gruppo o rete, assistito da personale di segreteria e coadiuvato da personale infermieristico. Le risorse stanziate dalla legge regionale del marzo scorso vanno finalmente nella direzione giusta, puntando all’obiettivo di un’offerta assistenziale omogenea per il 100% dei nostri cittadini. Migliorare l’offerta organizzativa della Medicina Generale significa una più agevole possibilità di una concreta presa in carico della cronicità e di una completa realizzazione del Piano vaccinale nazionale».

«Finalmente – dichiara Antonio Barillà (Smi) – dopo molti anni ratifichiamo un accordo che rafforza la medicina territoriale attraverso il sostegno alle forme associative, senza le quali oggi i medici di medicina generale avrebbero grosse difficoltà a fornire l’assistenza ai cittadini. La possibilità di accedere ai collaboratori di studio e al personale infermieristico rappresenta uno strumento di grande potenzialità per rispondere alle necessità dell’assistenza primaria sul territorio».

«Non è un accordo per i medici – commenta Mauro Grosso Ciponte (Snami) -, ma per fornire un’assistenza migliore ai cittadini, in particolare nelle zone più disagiate. Per migliorare la Sanità sul territorio, è importante che il medico non lavori da solo, ma possa contare sulle potenzialità offerte dalle forme associative della Medicina generale. Il modello del medico singolo che opera da solo è risultato ancor più anacronistico alla luce della drammatica esperienza della pandemia. Bisogna unire le forze, le competenze professionali e poter disporre di studi all’altezza dei tempi e delle necessità per fornire prestazioni sempre più adeguate ai bisogni dei cittadini».

Differenziata: Amiat, Città di Torino e CONAI lanciano la nuova campagna di comunicazione

“FACCIAMO LA DIFFERENZIATA”

 

Con un esplicito gioco di parole che invita ad adottare comportamenti corretti nella gestione dei rifiuti, ma anche a ‘metterci la faccia’ senza sottrarsi al proprio dovere, Amiat Gruppo Iren, Città di Torino e CONAI lanciano la nuova campagna di sensibilizzazione ambientale sulla raccolta differenziata a Torino.

 

Il messaggio è chiaro: il contributo di tutti i cittadini è fondamentale per ottenere risultati positivi in termini di quantità e qualità di rifiuti differenziati, a vantaggio dell’ambiente e del territorio in cui viviamo.

La campagna è declinata su quattro soggetti, uno per ciascuna delle quattro frazioni principali (vetro e lattine, imballaggi in plastica, carta e cartone e rifiuti organici), tutti accomunati da fattezze umane che rimandano ad un viso (la faccia di cui si parla nel claim) composto ciascuno da rifiuti. Il risultato è molto gradevole alla vista anche grazie all’utilizzo di colori molto accesi che incorniciano i soggetti creando una composizione spiritosa che genera curiosità e attenzione. Obiettivo finale è il coinvolgimento del pubblico, che si deve tradurre in comportamento attivo e partecipazione da parte di tutti i cittadini.

La campagna introduce anche un altro slogan, che vuole essere contemporaneamente constatazione e monito: “Torino differenzia”. Lo stesso è associato ad un logo realizzato appositamente e composto dal simbolo del riciclo, cui vengono aggiunte le corna del toro, da sempre simbolo della Città di Torino.

I canali sui quali viene declinata la campagna sono molteplici: affissioni statiche e dinamiche in vari formati, spazi sulle principali testate locali, post sponsorizzati sui social media di Gruppo (Facebook e Instagram) e stencil sui marciapiedi in corrispondenza di alcune ecoisole.

Completano il communication mix due video: il primo è una declinazione della campagna e serve a rafforzare il messaggio di sensibilizzazione sulle buone pratiche; il secondo è un tutorial sul corretto utilizzo delle ecoisole. Entrambi saranno pubblicati sul canale Youtube di Gruppo e facilmente raggiungibili dal sito di Amiat sul quale – per l’occasione – è stata realizzata una landing page dedicata all’intera campagna.

La campagna “FACCIAMO LA DIFFERENZIATA” resterà on air per l’intero mese di luglio.

Questa campagna di comunicazione trasmette con un linguaggio accattivante un invito incredibilmente serio: mettersi in gioco in prima persona per adottare buone pratiche ambientali”  afferma l’Assessore all’Ambiente della Città di Torino Alberto Unia “Le importanti percentuali di raccolta differenziata raggiunte sono il segno tangibile dell’impegno quotidiano dei cittadini torinesi, ma è necessario che tutti siano ancora più sensibilizzati sul tema per contribuire a migliorare la qualità dei rifiuti raccolti e per prendersi cura del territorio.”

“Per Amiat è molto importante coinvolgere i cittadini rendendoli parte attiva, con l’obiettivo di ottenere livelli di raccolta differenziata sempre migliori” ha dichiarato Christian Aimaro Presidente di Amiat Gruppo Iren “Tutti infatti dobbiamo concorrere al bene comune che comporta vantaggi sia per la collettività che per l’ambiente. La campagna che presentiamo oggi ci consente di trasmettere messaggi di grande responsabilità e senso civico con un linguaggio e una grafica accattivante e facilmente comprensibile”.

Sensibilizzare all’importanza della raccolta differenziata fa parte da sempre dei compiti istituzionali di CONAI” ha dichiarato Luca Piatto, Responsabile Rapporti con il Territorio CONAI “così come affiancare le realtà territoriali nelle iniziative per migliorare le loro performance ambientali. Del resto, i cittadini, se differenziano correttamente i rifiuti, rappresentano il primo anello della catena del riciclo, che permette ai materiali di imballaggio di trovare una seconda vita, salvaguardando l’ambiente. Anche per questo siamo felici di essere a Torino oggi per presentare “Facciamo la differenziata”.