ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 325

Quickload powered by OGR Torino

OGR Torino, 34BigThings e Microsoft presentano: Quickload powered by OGR Torino

primo programma italiano per l’accelerazione 4.0 in ambito gaming su scala europea

 

Microsoft ID@Xbox supporterà il programma con 100.000 dollari per finanziare le startup del settore gaming, aperte le candidature sul sito quickload.dev da domani, venerdì 30 luglio.
La città di Torino si conferma un punto di riferimento internazionale per il futuro del settore.

OGR Torino, 34BigThings e Microsoft con ID@Xbox (il programma dedicato agli sviluppatori indipendenti) lanciano Quickload powered by OGR Torino, il primo programma di accelerazione 4.0 italiano dedicato a startup europee nel settore del gaming.

Le tre realtà, leader nei propri settori, uniscono le forze per promuovere l’innovazione e supportare nuovi talenti nella realizzazione di progetti legati al mondo dei videogiochi. 
Nel 2020, il mercato dei videogiochi ha generato un turnover di 2,1 miliardi di euro, registrando una crescita significativa del 21,9% rispetto al 2019. Questi dati dimostrano, dunque, l’importanza dell’industria videoludica sul mercato italiano e la necessità di supportare talenti autoctoni, rendendo Torino un punto di riferimento internazionale per il futuro del settore.
L’avvio del programma Quickload conferma infatti Torino come una città focalizzata sull’innovazione e il digitale, a supporto dei migliori talenti internazionali in settori trasversali e ad alto grado di sviluppo.

La call del programma Quickload è aperta a startup e idee di sviluppo in tutta Europa, sia ambito entertainment che serious gaming. I candidati selezionati verranno affiancati con un percorso di mentorship e avranno a disposizione gli strumenti e le risorse necessarie per lo sviluppo del proprio business o delle relative idee creative. Le candidature saranno aperte dal 30 luglio fino al 20 settembre 2021 attraverso il sito ufficiale (http://quickload.dev/).

Una commissione internazionale, composta da esperti nominati da OGR Torino, 34BigThings e Microsoft, selezionerà le startup che prenderanno parte al programma. L’annuncio ufficiale dei partecipanti avrà luogo a novembre in un evento dedicato.

Per supportare concretamente le idee più creative e i progetti più validi in ambito entertainment, Microsoft stanzierà un finanziamento di 100.000 dollari attraverso il programma internazionale ID@Xbox. Gli investor partner del progetto includono: Digital Magics, dpixel e Sellalab.

L’iniziativa, in partenza il 6 dicembre 2021, durerà 6 mesi e terminerà il 27 maggio 2022.
Alle migliori startup verrà data l’opportunità di proseguire il proprio percorso per ulteriori 6 mesi presso OGR Tech, innovation hub di OGR Torino. Inoltre, le migliori startup di serious e business game potranno essere selezionate per accedere al programma globale Microsoft for Startups, che mette a disposizione offerte e risorse dedicate alle startup.

Siamo molto orgogliosi di annunciare oggi il programma di accelerazione Quickload powered by OGR Torino” – ha dichiarato Massimo Lapucci, CEO di OGR Torino. “Il gaming è un settore sul quale OGR Torino – attraverso la business community OGR Tech – ha scommesso sin dall’inizio. Con questa esperienza ci aspettiamo di consolidare la nostra presenza a livello europeo in ambiti caratterizzati da elevati tassi di sviluppo, consolidando dunque la mission di OGR come hub per l’accelerazione e l’innovazione d’impresa al servizio del Paese. Il percorso, che si aggiunge agli altri sette programmi di innovazione già attivi presso OGR Tech, rafforza ulteriormente la partnership con Microsoft e con la torinese 34BigThings, con l’obiettivo di valorizzare e attrarre talenti in città, coltivandone la cultura imprenditoriale e creando collaborazioni con altri attori di rilievo a livello globale“.

Nel comunicato stampa completo, disponibile in italiano e in inglese nel presskit digitale, ulteriori dettagli e le dichiarazioni di Valerio Di Donato, CEO di 34BigThings e di Guy Richards, Senior Strategic Partner Manager di ID@Xbox in EMEA.

La Green Economy e la responsabilità sociale dell’impresa

Ovvero come affrontare la transizione ecologica. Nel libro di Luca Servato

Una società nella quale un modello di sviluppo economico sostenibile dall’ambiente è una delle priorità non degli anni a venire.

Il libro di Luca Servato ‘Green Economy e Responsabilità sociale – Una strategia vincente’, edito per i tipi di Astragalo, concepito appena prima dell’emergenza sanitaria, coglie in pieno i comportamenti vincenti di quella che oggi viene chiamata transizione ecologia. L’autore, con un passato di amministratore comunale a Casale Monferrato, è laureato in Economia ed amministrazione delle imprese, con laurea magistrale in Gestione dei portafogli mobiliari e dei servizi innovativi di intermediazione finanziaria all’Università del Piemonte Orientale. Ha poi approfondito le tematiche del rapporto tra impresa ed ambiente con un Master di secondo livello in Economia E management delle risorse naturali e dell’ambiente all’Università Niccolò Cusano di Roma. La pubblicazione, nella prima parte, affronta le tematiche dell’attuale modello di produzione e delle sue carenze in termini di sostenibilità ed in relazione alla tutela dell’ambiente, si sofferma sugli stakeholder e incentra le conclusioni sull’impegno sociale dell’impresa assunto nei confronti della comunità anche attraverso il modello ‘green’. Nella seconda parte si sofferma su un caso di studio tipico della città dove vive, Casale Monferrato: la vicenda dello stabilimento Eternit, che ha caratterizzato la vita produttiva della capitale del Monferrato dal 1907 sino al 1986, anno del fallimento della multinazionale, ma che continua a fare sentire ancora oggi le conseguenze negative della sua presenza in termini sanitari e di bonifica del territorio. Particolarmente attenta è l’analisi del fallimento di mercato dell’azienda per le pesanti esternalità negative prodotte sotto vari aspetti. Servato passa così in rassegna, analiticamente, i costi sanitari, assicurativi, previdenziali, del Fondo per le vittime dell’amianto, sociali e di bonifica.  E il messaggio è chiaro: se fosse stato rispettato l’ambiente circostante in una prospettiva di responsabilità sociale tali costi sarebbero stati immensamente minori, con tutte le conseguenze del caso. Ovviamente si tratta di un’analisi economica che non tiene conto della contestualizzazione storica in cui si è sviluppato l’insediamento ma che è un monito per il presente ed il futuro. Il testo, introdotto dalla prefazione di Laura Castellucci, docente all’Università di Roma Tor Vergata, vede a chiusura la postfazione di Alessandro Bratti, direttore generale dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e le note critiche di Nicola Pondrano, presidente del Fondo Inail per le vittime dell’amianto, Massimo Frasson, autore di Alpha Marketing  20/80 e Bruno Pesce, coordinatore del Comitato Vertenza Amianto. Il testo è pure fornito di riferimenti normativi, bibliografia e sitografia che consentono una visione completa dell’argomento. E non è un caso che Servato abbia voluto presentarlo in prima assoluta, tramite una videoconferenza a maggio agli allievi di una scuola, la classe V Sia Sistemi informativa aziendali) dell’Istituto Tecnico Economico Calamandrei di Crescentino.

Massimo Iaretti

 

 

 

Consumo di suolo: le proposte del Comune

Caro direttore, un articolo affronta il tema del consumo di suolo misurato su scala regionale e metropolitana in cui chiaramente è compresa anche Torino che, tra l’altro, mostra un’inversione in controtendenza se paragonata ad altre grandi città.

L’analisi del consumo di suolo e del suo recupero è molto complicata ma posso fornire un’indicazione sugli atti che abbiamo approvato in questa amministrazione, che ha dedicato grande attenzione alla riduzione del suolo impermeabilizzato.
Un dato che è importante sapere: molte operazioni immobiliari che in questo periodo si stanno sviluppando vengono eseguite in attuazione di un piano regolatore tuttora vigente ma che noi abbiamo cominciato a modificare. Sottolineo come queste operazioni prevedano un consumo di suolo prenotato da molti anni, da prima che noi ci insediassimo.

Il nuovo Piano Regolatore Generale pone massima attenzione su questo aspetto e punta al consumo di suolo zero (o a saldo invariato, o positivo) e inserisce delle premialità rispetto alle trasformazioni urbanistiche ambientalmente innovative.

La semplificazione dei problemi complessi non mi appartiene e le strade serie e concrete per invertire la tendenza sono state attuate oppure indicate con le nostre proposte politiche. Da molto tempo.

 

Antonino Iaria
Assessore Urbanistica Città di Torino

Sottoscritto il “Manifesto di Orta” per la comunità energetica di lago

L’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati: “Oggi con l’arrivo delle grandi risorse europee c’è la possibilità di finanziare queste comunità. Non c’è solo un beneficio ambientale ma anche economico e sociale”

Con la firma del “Manifesto di Orta”, nell’aula consiliare del Comune di Orta San Giulio, si è compiuto il primo passo per la definizione di un percorso condiviso per arrivare alla costituzione della prima comunità energetica di lago sul territorio italiano. Un progetto che vede coinvolti i comuni rivieraschi e dell’entroterra – “perché il lago – ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati – aggrega naturalmente tante realtà” – e vari enti.

Presenti  i primi cittadini di Ameno, Bolzano Novarese, Briga Novarese, Gozzano, Invorio, Madonna del Sasso, Miasino, Omegna, Orta, Pogno e San Maurizio d’Opaglio. Per gli enti, presenti Università del Piemonte Orientale, Energy Center del Politecnico di Torino, Confindustria Novara Vercelli Valsesia, Arpa Piemonte, Ecomuseo del Cusio, Atl Novara, Environment Park e Fondazione Alberto Giacomini.

“Sul tema energia – ha detto Marnati – ci sono molte risorse ed è su questo capitolo che intendiamo iniziare il lavoro; partiamo da qui per poi spaziare in altri settori. Il fatto di fare squadra, e quindi lavorare insieme, rappresenta un vantaggio per la stesura di progetti che potrebbero essere presentati sul PNRR e ciò che non sarà finanziato dai fondi del piano nazionale sarà finanziato con altri fondi”.

La firma al termine di una mattina nel corso della quale si sono susseguiti vari interventi, da quello esplicativo sulle comunità energetiche, un modello innovativo per la produzione, l’autoconsumo, l’accumulo e la vendita di energia proveniente da fonti rinnovabili nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e della transizione energetica, a quello delle opportunità, per il loro sviluppo, offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, passando anche dall’ intervento del sindaco di Magliano Alpi che ha portato l’esperienza diretta del proprio comune dove è stata costituita una comunità energetica.

“Oggi con l’arrivo delle grandi risorse europee – ha aggiunto – c’è la possibilità di finanziare queste comunità dove i comuni diventano capofila, creando una fonte di energia rinnovabile, dal pannello fotovoltaico all’idroelettrico, con il coinvolgimento di cittadini e imprese. Non c’è solo un beneficio ambientale ma anche economico e sociale”.

“Il Piemonte – ha concluso – è un esempio virtuoso, è stata infatti la prima Regione a fare una legge sulle comunità energetiche”.

Al termine dei lavori l’assessore ha fatto un giro sul lago a bordo di imbarcazione elettrica.

Vendita a domicilio: Piemonte/Valle d’Aosta seconda regione dell’area Nord Ovest

Con 105 milioni 852mila euro di fatturato

 

Univendita, la maggiore associazione di categoria della vendita a domicilio, ha elaborato i dati 2020 relativi alle singole regioni italiane. La Lombardia si conferma la prima regione italiana: nel 2020, infatti, le vendite regionali hanno raggiunto il 16,1% (210 milioni 398mila euro) del fatturato complessivo delle aziende di Univendita, pari a 1 miliardo e 306 milioni di euro. Seguono la Campania, che rappresenta il 9,9% del fatturato (129 milioni 375mila euro), e il Veneto, con il 9,5% del fatturato (124 milioni 148mila euro).

 

Nel complesso, l’area Nord Ovest vanta il 26,6% (347 milioni 615mila euro) del fatturato delle aziende di Univendita. In ordine, dopo la Lombardia, troviamo Piemonte/Valle d’Aosta con l’8,1% (105 milioni 852mila euro) del fatturato nazionale e la Liguria con il 2,4% (31 milioni 363mila euro).

 

“Nonostante lo scenario economico segnato da una contrazione dei consumi di entità eccezionale – ha dichiarato il Presidente di Univendita Ciro Sinatra(nella foto) -, la Vendita a domicilio si conferma un settore propulsivo e anticiclico rispetto all’andamento economico del Paese, perché è considerata  un’ottima opportunità professionale da svolgere sia a tempo pieno che part-time. L’Associazione ha chiuso il 2020 con un volume d’affari delle imprese associate pari a 1 miliardo e 306 milioni di euro con una flessione molto contenuta rispetto all’anno precedente: le premesse per un 2021 che possa confermare il trend di recupero delle vendite, che si è iniziato a registrare già nella seconda metà del 2020, ci sono tutte”.

 

Anche in una fase così complessa è aumentato il numero di venditori in forze alle aziende. Nell’anno caratterizzato dall’emergenza sanitaria, infatti, i venditori sono cresciuti del 3,5% e hanno raggiunto quota 165mila. Di questi, il 48,9% (80.724), opera nelle regioni del Sud e Isole. La Campania con il 15,5% (25.587) del totale dei venditori e la Sicilia con il 13,2% (21.790) sono le due regioni in testa alla classifica nazionale, seguite dalla Lombardia (10,8%, 17.828), e dal Lazio (9,9%, 16.343).

 

Nel Nord Ovest è presente invece il 18,9% (31.200) dei venditori italiani: in ordine troviamo la Lombardia (10,8%), il Piemonte/Valle d’Aosta (6,9%, 11.390) e la Liguria (1,2%, 1.980).

 


st con 105 milioni 852mila euro di fatturato

 

Univendita, la maggiore associazione di categoria della vendita a domicilio, ha elaborato i dati 2020 relativi alle singole regioni italiane. La Lombardia si conferma la prima regione italiana: nel 2020, infatti, le vendite regionali hanno raggiunto il 16,1% (210 milioni 398mila euro) del fatturato complessivo delle aziende di Univendita, pari a 1 miliardo e 306 milioni di euro. Seguono la Campania, che rappresenta il 9,9% del fatturato (129 milioni 375mila euro), e il Veneto, con il 9,5% del fatturato (124 milioni 148mila euro).

 

Nel complesso, l’area Nord Ovest vanta il 26,6% (347 milioni 615mila euro) del fatturato delle aziende di Univendita. In ordine, dopo la Lombardia, troviamo Piemonte/Valle d’Aosta con l’8,1% (105 milioni 852mila euro) del fatturato nazionale e la Liguria con il 2,4% (31 milioni 363mila euro).

 

“Nonostante lo scenario economico segnato da una contrazione dei consumi di entità eccezionale – ha dichiarato il Presidente di Univendita Ciro Sinatra -, la Vendita a domicilio si conferma un settore propulsivo e anticiclico rispetto all’andamento economico del Paese, perché è considerata  un’ottima opportunità professionale da svolgere sia a tempo pieno che part-time. L’Associazione ha chiuso il 2020 con un volume d’affari delle imprese associate pari a 1 miliardo e 306 milioni di euro con una flessione molto contenuta rispetto all’anno precedente: le premesse per un 2021 che possa confermare il trend di recupero delle vendite, che si è iniziato a registrare già nella seconda metà del 2020, ci sono tutte”.

 

Anche in una fase così complessa è aumentato il numero di venditori in forze alle aziende. Nell’anno caratterizzato dall’emergenza sanitaria, infatti, i venditori sono cresciuti del 3,5% e hanno raggiunto quota 165mila. Di questi, il 48,9% (80.724), opera nelle regioni del Sud e Isole. La Campania con il 15,5% (25.587) del totale dei venditori e la Sicilia con il 13,2% (21.790) sono le due regioni in testa alla classifica nazionale, seguite dalla Lombardia (10,8%, 17.828), e dal Lazio (9,9%, 16.343).

 

Nel Nord Ovest è presente invece il 18,9% (31.200) dei venditori italiani: in ordine troviamo la Lombardia (10,8%), il Piemonte/Valle d’Aosta (6,9%, 11.390) e la Liguria (1,2%, 1.980).

 

 

Nuovo regolamento per l’apicoltura

Assessore Protopapa: “Norme più adeguate per un comparto di importanza primaria nell’agricoltura piemontese”.

Il Piemonte si dota di un nuovo regolamento che disciplina il ruolo multifunzionale dell’apicoltura piemontese con la finalità di un adeguato sfruttamento delle risorse nettarifere.

Il regolamento è stato approvato oggi dalla Giunta regionale, in attuazione della legge regionale n.1 del 2019, Testo unico in materia di agricoltura, a seguito del parere favorevole espresso dalla terza Commissione del Consiglio regionale del Piemonte e nei mesi scorsi dal Consiglio delle autonomie locali (Cal).

La norma stabilisce i criteri per individuare i soggetti produttori apistici, gli apicoltori amatoriali o per autoconsumo; le linee guida per la pratica del nomadismo considerando le esigenze sia dei piccoli che degli apicoltori professionali; e definisce l’organizzazione e il funzionamento del Centro apistico regionale istituito presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

“Il regolamento va a normare un comparto di importanza primaria nell’agricoltura piemontese considerando che la nostra regione è al primo posto in Italia per la produzione di miele – dichiara l’assessore all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa – Il testo è stato definito accogliendo le osservazioni delle associazioni dei produttori e degli apicoltori singoli, degli enti locali e di ricerca, con l’obiettivo di incentivare l’attività degli apicoltori anche in equilibriocon le altre produzioni agricole sul territorio”.

Contributi alle discoteche e alle attività di montagna per 7,8 milioni di euro

Il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura, Turismo e Commercio, Vittoria Poggio: «Segnale importante per chi ha sofferto di più durante la pandemia»

Assegnati 500 euro una tantum anche a tassisti e ncc: 2.000 alle attività all’interno dei centri commerciali

Le attività fino ad ora non comprese dai ristori regionali riceveranno 7,8 milioni di cui 1,8 destinati alle discoteche: tassisti e ncc riceveranno un bonus di 500 euro una tantum, bar e ristoranti e strutture ricettive, negozi all’interno di centri commerciali riscuoteranno 2.000 euro (sempre una tantum) e lo stesso importo sarà assegnato ai negozi di noleggio di articoli sportivi e di abbigliamento sportivo, mentre alle guide turistiche e agli accompagnatori naturalistici saranno aggiudicati 1.000 euro.

La Giunta regionale ha approvato una delibera che allinea tutte le attività commerciali penalizzate dalle chiusure durante la pandemia. Ai gestori di discoteche o locali di intrattenimento in pianura e in montagna andranno 1,8 milioni distribuiti in base alla metratura e alla capienza con un bonus variabile da 2.500 a 9.500 euro una tantum.

«Il contributo di 1,8 milioni alle discoteche – hanno sottolineato il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura Turismo e Commercio, Vittoria Poggio – benché non risolutivo, è un segnale che la Regione vuole dare ai gestori delle attività molto penalizzati dal perdurare delle limitazioni. Erogheremo i contributi per bar e ristoranti e per le attività ricettive montani di concorso con quelli che lo Stato assegnerà con il Decreto Sostegni. Abbiamo voluto fortemente aggiungere un’integrazione regionale perché siamo ben consci dei disagi che queste categorie hanno subito a causa della mancanza del turismo invernale».

La Regione ha anche accantonato un fondo di 2,7 milioni, che sarà erogato per sostenere le stazioni aeroportuali piemontesi compatibilmente con la normativa vigente in materia di aiuti di Stato.

«Crediamo fortemente nel potenziale attrattivo della nostra regione – concludono il presidente Cirioe l’assessore Poggio non solo in chiave turistica ma anche sotto la veste del business. I collegamenti aerei sono fondamentali ed è per questo che riteniamo di doverli sostenere nella loro mission di aumentare sempre di più il numero delle rotte».

Sono compresi nella misura regionale i seguenti codici Ateco:

Ristoranti e attività̀ di ristorazione mobile, codice ATECO: 56

Noleggio e leasing di articoli sportivi e per il tempo libero, codice ATECO: 77.21, 77.21.0, 77.21.09

Esercizi commerciali di vendita al dettaglio di abbigliamento, codice ATECO: 47.7, 47.71, 47.71.1,47.71.10

Attività̀ delle guide alpine e naturalistiche codice ATECO: 93.19.92

Attività̀ ricreative di divertimento, codice ATECO: 93.29, 93.29.1, 93.29.10

Attività̀ di trasporto terrestri passeggeri, codice ATECO: 49.32, 49.32.1, 49.32.10, 49.32.2, 49.32.20

Una città sempre più contaminata

È recente la notizia di un pacco contenente amianto gettato presso il parco della Pellerina, dove evidentemente il trasgressore, ha scambiato uno dei polmoni verdi della nostra città per una discarica qualsiasi…

Tralasciando la pericolosità dell’accaduto, a causa della nocività del materiale, possiamo forse sostenere di vivere in una città sempre più contaminata, ma non sto parlando di amianto, ma di maleducazione e inciviltà.
Torino non è una città sporca, bensì sporcata da alcuni individui, irrispettosi, che affidano alla pulizia pubblica i loro scarti privati, privi di un amore verso il prossimo e verso la meravigliosa città che li ospita.
E se il servizio di pulizia cittadino fornito dall’Amiat non riesce a stare dietro alle spese per un incremento della produttività, dovremmo essere noi cittadini a rimboccarci le maniche, trovando metodi alternativi per far si che questi rifiuti non vengano abbandonati agli occhi dei turisti, seppur scarsi in questo triste momento.
Bisogna cominciare a pensare a delle nuove tecniche, dei nuovi metodi di raccolta e dei nuovi contributi che ogni cittadino potrebbe mettere a disposizione, e non parlo di contributi economici.
Tutto ciò sarebbe opportuno per pulire una città meravigliosa, che al momento necessita però in primis di una sensibilizzazione affinché non si verifichino piú episodi come alla Pellerina.
Pietro Ruspa

Fondi regionali per le reti antigrandine

Aperto il bando per la prevenzione dei danni causati dal maltempo nei comparti ortofrutticolo e vitivinicolo

La Regione Piemonte ha aperto il bando a sostegno degli agricoltori piemontesi per la prevenzione dei danni causati da avversità atmosferiche tramite l’impiego di impianti di protezione con reti antigrandine. La dotazione finanziaria è di 3 milioni di euro sull’azione 1 della misura 5.1.2 del Programma di sviluppo rurale per l’anno 2021. L’attivazione del bando da parte dell’Assessorato regionale all’Agricoltura è condizionata dall’approvazione da parte della Commissione europea delle proposte di modifica al Psr 2014-2020 presentate dalla Regione.

“L’intero comparto agricolo, in tutto il territorio piemontese, ha subito ingenti danni a causa delle avversità atmosferiche, dalle gelate anomale nel mese di aprile alle ultime grandinate a luglio che hanno colpito le produzioni dei settori ortofrutticolo, vitivinicolo, corilico e cerealicolo – dichiara l’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa – Il bando per le reti antigrandine è il primo dedicato alle calamità naturali attraverso le azioni già previste nelle misure del Psr 2014-2020. Azioni che purtroppo sono assolutamente necessarie e fortemente richieste dal comparto agricolo per le continue perdite determinate dal maltempo”.

I beneficiari possono presentare le domande di richiesta di contributo a partire dal 28 luglio e fino al 2 novembre 2021; il sostegno è pari al 50% del costo dell’investimento ammissibile per ciascun impianto di protezione.

Il bando è pubblicato sul sito della Regione Piemonte al link:

https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/psr-2014-2020-op-512-impianti-protezione-reti-antigrandine-bando-42021

Ricerca, welfare, cultura: i progetti di Fondazione Crt da Torino al territorio

329 idee e progetti presentati da istituzioni ed enti non profit saranno realizzati sul territorio con i 4,4 milioni di euro di contributi assegnati dalla Fondazione CRT nell’ambito della prima sessione di richieste “ordinarie”, ossia non rientranti in specifici bandi tematici.

Fondazione CRT dà linfa a numerose attività e soggetti impegnati per la crescita del Piemonte e della Valle d’Aosta, in modo da scongiurarne la ‘desertificazione’ sociale, culturale, produttiva – dichiara il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –: questi contributi servono per far ‘ripartire’ e incoraggiare il senso e l’agire di comunità, sulle cui basi poggia il futuro del territorio e del Paese”.
Sostenibilità, competenza, cittadinanza attiva sono i valori al centro delle iniziative sostenute dalla Fondazione CRT, in sintonia con il PNRR e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, vere e proprie ‘bussole’ per lo sviluppo dei prossimi anni”, afferma il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci.
Welfare e Territorio
In particolare, per l’area Welfare e Territorio Fondazione CRT ha deliberato 133 contributi per complessivi 1,34 milioni di euro.
In ambito volontariato, Fondazione CRT sostiene il progetto “Cipì3D” dell’Associazione culturale Eufemia aps, per lo sviluppo di uno strumento innovativo di digital edutainment finalizzato a coinvolgere gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado in “tempi di Covid” per la riscoperta dei principi di partecipazione, socialità e cambiamento del tessuto sociale; il progetto “Pompei Lab. Un polo di aggregazione, cultura e arte intorno al tema della trasformazione digitale” della Parrocchia Madonna di Pompei di Torino per l’organizzazione di momenti di confronto, incontro, formazione, riqualificazione professionale, sui temi del digitale e della cybersecurity, destinati a giovani neet e a categorie disagiate.
In ambito sviluppo del territorio Fondazione sostiene, tra gli altri, il Turin Islamic Economic Forum – quest’anno organizzato alle OGR e fruibile virtualmente – che organizzerà occasioni di scambio e di approfondimento scientifico su settori di interesse della finanza islamica, con la partecipazione di accademici a livello internazionale; il progetto di sostenibilità e promozione del territorio “UpSlowTour” dell’Unione Montana pinerolese, che “metterà in pista” 15 anelli cicloturistici della lunghezza totale di 400 km, la creazione e l’allestimento di un percorso lungo il Pellice (“La strada dei pastori”), la realizzazione di un portale, di una webapp, di punti di ricarica per le e-bike, di ciclototem per la manutenzione delle biciclette e l’organizzazione di eventi pubblici; il progetto “LRM UNESCO”, una app per la promozione del sito UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
Ricerca e Istruzione
Per l’area Ricerca e Istruzione sono stati approvati 118 contributi per 2,34 milioni di euro: circa 1,24 milioni di euro agli enti del territorio e 1,1 milioni di euro a sostegno degli Atenei.
In particolare, sul fronte educazione, la Fondazione CRT ha focalizzato una parte del proprio sostegno su iniziative di istituzioni scolastiche e associazioni che operano per innovare e integrare la didattica, specie in un’ottica di recupero delle lacune che si sono create a seguito della lunga emergenza sanitaria non solo nell’apprendimento, ma anche nella socialità dei ragazzi. Sul lato ricerca scientifica, la Fondazione CRT sostiene realtà come l’Istituto Zooprofilattico, gli istituti del CNR che operano in Piemonte e Valle d’Aosta, nonché il sistema della ricerca degli Atenei in entrambe le regioni: i contributi allo sviluppo di progetti di eccellenza – dall’oncologia alla tecnologia, dalla neurologia all’ambiente, dalla veterinaria alla fisica, dalle scienze internazionali alla psicologia – permettono a giovani ricercatori e scienziati di portare avanti la propria attività e, allo stesso tempo, contribuiscono all’avanzamento della conoscenza in numerosi campi del sapere. Inoltre, sempre in ambito di ricerca, prosegue il sostegno al progetto dell’Associazione ARNA “Io-ascolto” – supporto neuroscientifico e didattico all’apprendimento della letto-scrittura, un programma integrato per studenti, famiglie e docenti, del quale Fondazione CRT ha condiviso obiettivi e azioni sin dal suo avvio, sette anni fa.
Arte e Cultura
Nel campo dell’Arte e Cultura Fondazione CRT ha assegnato 78 contributi per complessivi 754 mila euro a sostegno, tra gli altri, di festival cinematografici e culturali, iniziative di audience engagement, archivi digitali e App.
Tra i progetti sostenuti, “Archivissima- il Festival degli Archivi”, unico festival dedicato alla promozione e alla valorizzazione dei patrimoni archivistici; Flashback, la fiera torinese dedicata a tutta l’arte, dall’antico al moderno fino al contemporaneo, senza limiti di tempo e di spazio; la Fondazione ARTEA, che promuove e valorizza il patrimonio storico, architettonico e artistico e le attività culturali della Provincia di Cuneo; il progetto di digitalizzazione e fruizione online del fondo archivistico “Stupinigi” dell’Archivio Storico dell’Ordine Mauriziano; Il Cervino Film Festival, il festival del cinema di montagna più alto d’Europa; Scrittori&giovani, il festival letterario internazionale di Novara e provincia che ha ospitato e permesso ai giovani di incontrare scrittori come Pennac, Grossman, Sepúlveda, Adonis, Falcones, De Carlo, Giordano, Magris; “Roadmap History – Archivi ossolani in rete per una valorizzazione diffusa”; il progetto “Leo. Una App per raccontare emozioni” della Fondazione Istituto di Belle Arti e Museo Leone per “vivere” il museo a 360 gradi; i premi letterari Acqui Ambiente e Asti d’Appello e il progetto il ciclo di appuntamenti dedicati alle donne “ContemporaneA. Parole e storie di donne” a Biella.