ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 304

Per l’Agricoltura 145 milioni l’anno

Fino al 2024 le risorse per l’agricoltura piemontese  si attestano intorno ai 145 milioni di euro l’anno, con particolare attenzione all’innovazione (dieci per cento), alla formazione degli oltre 36mila operatori e al sostegno dei giovani agricoltori.

È quanto ha annunciato l’assessore Marco Protopapa in Terza commissione (presidente Claudio Leone) che si è riunita per l’espressione del parere consultivo sul Documento di economia e finanza 2022-2024 (Defr).

Tra gli obiettivi da raggiungere nel periodo 2014-2022 figurano anche il miglioramento economico e ambientale; la trasformazione e commercializzazione dei prodotti; lo sviluppo, ammodernamento e adeguamento in agricoltura e silvicoltura; il sostegno all’agroambiente e all’agricoltura biologica.

Alla luce della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la Regione Piemonte dovrà gestire sempre più in modo sostenibile anche l’agricoltura, uno dei comparti più importanti per l’intera economia piemontese.

Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) – come è stato spiegato dall’assessore – sostiene la politica europea in materia di sviluppo rurale. Nel periodo 2014-2020, il Fondo si concentra su tre obiettivi principali: migliorare la competitività del settore agricolo; garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali e promuovere azioni per il clima; raggiungere uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali, compresa la creazione e il mantenimento di posti di lavoro.

Sono intervenuti per delucidazioni e considerazioni: Maurizio Marello (Pd), che si è soffermato sui danni da eventi climatici e sul lavoro per evitare forme di sfruttamento e incidenti); Valter Marin (Lega), che ha posto l’accento sull’urgenza di accelerare il contenimento dei cinghiali e sugli invasi ad uso agricolo; Sean Sacco (M5s), anche lui sensibile agli interventi sulla parte assicurativa, per poi fare accenno alla tutela del reddito dell’azienda agricola; Paolo Demarchi (Lega), che ha chiesto una revisione del regolamento per lo spandimento dei liquami zootecnici degli impianti a biomassa, per poi fare alcune puntualizzazioni sul settore dell’allevamento e sulle quote latte; Leone, che ha ribadito pieno sostegno all’azione della Giunta anche in materia venatoria soprattutto in riferimento all’abbattimento dei cinghiali.

 

“Parlaconme” quarta edizione

Al via il 15 dicembre prossimo la quarta edizione della trasmissione condotta da Simona Riccio, dal titolo PARLACONME,  sulla web radio Radiovidanetwork

Mercoledì 15 dicembre prossimo riprenderà sulla web radio Radiovidanetwork la quarta edizione della trasmissione PARLACONME, condotta da Simona Riccio, Agrifood & Organic Specialist, oltre che Social Media Marketing Manager del CAAT (Centro Agroalimentare di Torino) e Linkedin Top Voice Italia.

A differenza dello scorso anno le puntate potranno essere registrate, al fine di agevolare gli impegni dei rispettivi relatori.

La prima puntata, registrata il primo dicembre scorso, ha visto la partecipazione di Gian Marco Centinaio, Sottosegretario di Stato delle Politiche agricole, alimentari e forestali dal 1 marzo 2021 e già  ministro dell’Agricoltura negli anni 2018-’19; di Ettore Prandini, presidente di Coldiretti dal 2018 e, in videomessaggio, del ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli.

“PARLACONME  vuol dare voce – spiega la sua ideatrice e conduttrice Simona Riccio – a numerosi soggetti appartenenti  alla filiera agroalimentare, dando loro l’opportunità  di raccontare le proprie storie e esperienze e facendo emergere le criticità del settore ma, in particolar modo, anche le numerose opportunità  che si dimostrano capaci di cogliere, creando una sinergia in grado di rendere il settore agroalimentare trainante per l’economia italiana e tale da costituire un’eccellenza a livello internazionale.

La mission della trasmissione è  quella di rivolgersi alla filiera agroalimentare per valorizzarla, promuoverla, per tutelare e comunicare le sue iniziative, creando nel pubblico una consapevolezza sul ruolo importante che questa filiera riveste nel valorizzare l’identità della cultura materiale dell’Italia e sul ruolo strategico che dovrebbe avere nel nostro Paese”.

La trasmissione, dopo il primo palinsesto alla Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola del 2020,  è  approdata sulla web Radio il 10 dicembre 2020; dopo il grande successo della prima edizione radiofonica, il 6 maggio 2021 ha preso avvio la seconda edizione.  Il 27 agosto scorso PARLACONME  ha fatto ritorno alla Fiera del Peperone  di Carmagnola, a distanza di un anno dall’inizio, con un’edizione speciale dal palco della Fiera, con la partecipazione di ospiti importanti e finalmente in presenza e del pubblico in piazza.

Mara Martellotta 

Torino e la Fiat ieri e oggi

Andrea Agnelli, presidente dell Juventus ha le sue gatte da pelare.  L’accusa è ben precisa: falso in bilancio per alterazioni sopravenienze attive o passive.  Praticamente, sostengono gli inquirenti,  “giocavano” con i valori dei cartellini dei giocatori.  Direi nulla di nuovo sotto il sole. A mio parere, modestissimo parere difficile da dimostrare.

Comunque la procura ci tenta. Il momentaccio è anche in campo.  Ma qui mi taccio visto la mia manifesta incapacità nel giudicare. Ma  non erano bravissimi nell’amministrare e produrre utili? I sapientoni hanno sempre detto di sì.  Eppure la stirpe degli Agnelli da decenni fa sempre acqua. Fosse un problema solo loro,  va be’. Ci potrebbe anche stare.  Ma sono più di 40 anni che ne paghiamo le colpe (m noi torinesi. Oltre 40 anni di totale e radicale decadenza. Vero che in passato ne abbiamo goduto.  Per l’appunto un passato oramai remoto. Migliaia e migliaia di metri cubi totalmente inutilizzati. Sicuro, non colpa solo  degli Agnelli. Il loro negativo contributo lo hanno dato.  L’ignavia della locale politica ne è  testimonianza. Ora il cerino in mano è  passato  a Stefano lo Russo.  E lui si sta organizzando.  Coadiuvato dal fido Valle e assessore segretario Mimmo Carretta decide le sorti di Torino.  Per ora si limitano alle cariche nei vari enti.  Poi si vedrà. Così tengono fuori dalla lista del PD per la Città metropolitana i sindaci di Grugliasco e di Collegno. Obbiettivo mettere uno di loro a vice presidente.  Obbiettivo successivo: indicare i vari consigli di amministrazione dei vari enti. Ma non basta. Ci sono anche le nuove nomine delle fondazioni  bancarie.  Prima fra tutte il SanPaolo. Controllate le banche! Si sa, non è uno scherzo.  Come si sa che banche e Fiat erano accomunate dalla presenza della massoneria.  Massoneria che ha dimenticato i valori risorgimentali ed anche quel connaturato antifascismo per diventare uno dei più importanti ed oscuri poteri d’Italia. Torino non è solo stata capitale dell’auto. A detta di molti a Torino la massoneria l’hafatta da padrona.  Addirittura due logge. Piazza Vittorio e piazza Castello.

Inquietante perché non se ne debbono conoscere gli iscritti. Tra i cosiddetti poteri forti. E in questa campagna elettorale che cosa hanno fatto? I bene informati sostengono che avrebbero prima appoggiato Damilano, poi fiutata l’aria si sono  defilati. Sempre pronti a ritornare in pista. Come al solito basta aspettare per vedere dove tira il vento.  Nel mentre Super Mario Draghi avrebbe sbloccato la Tav. Tanto rumore per nulla. Solo persi altri 2 anni. Ed ora la Tav si incontrerà o si scontrerà con la politica green . Anche qui vedremo. Vedremo soprattutto si che cosa sarà capace una città come Torino con circa un milione di cittadini. Una cosa è certa.  Stavolta vietato sperare negli Agnelli. Hanno da decenni altro in testa.  Sono sicuramente contenti gli azionisti Fiat.  Le azioni che valevano 15000 euro ora ne valgono almeno 60000. Con le banche sempre pronte a monetizzare. Concretamente prendere le azioni come garanzia di prestito.  Piove sul bagnato, direi. Solo che è cambiato l’interesse economico.

Viva la finanza.  Ed in questo gli operai poco ci stanno. Ma come si dice , ognuno dei suoi soldi ne fa quello che vuole. Purtroppo non tutti.  Lo Stato ad esempio.  Solo un anno fa Fca prendeva 6 miliardi come contributo Covid.  Con l’obbiettivo di aumentare la produzione in Italia e Torino.  Nulla di tutto questo è avvenuto. Con la successiva fusione con Citroen si è fatto il resto. Sempre secondo i bene informati chi conta sono solo i francesi, con la famiglia Agnelli ben contenta di dividersi i dividendi. Ma qua non vogliamo ne’ possiamo fare moralismi e dunque demagogie. Una città non campa con i soldi dei dividendi di altri. Campa con il lavoro.  Lavoro retribuito che produce spendendo, risparmiando ed investendo.

Sarò alla vecchia maniera, ma non vedo altre soluzioni. Sia ben chiaro il decadimento della nostra città non è dipeso solo dagli Agnelli.

Anzi,  loro hanno giocato fino in fondo il loro ruolo.  Come alla Juventus.  Perseguendo solo il loro tornaconto. E’ mancata totalmente la politica ma rimane una speranza: che Stefano lo Russo sia diverso imboccando una strada diversa.

Patrizio Tosetto

Da dove arrivano gli inquilini di Torino? Analisi su chi affitta casa

Per comprendere meglio quali siano stati gli spostamenti sul territorio da parte di chi affitta casa, l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato le locazioni realizzate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete in alcune grandi città italiane nel 2020. Per ogni grande città si è calcolata la percentuale di inquilini già residenti in città, in arrivo dall’hinterland ed in arrivo da altre province italiane.

 

 L’analisi mette in evidenza che Torino, Milano e Bologna sono le città con le percentuali più alte di affitti da parte di inquilini in arrivo da altre province (rispettivamente 28,3%, 25,6% e 22,2%). Rispetto al 2019 si tratta comunque di percentuali in calo, un anno fa infatti a Torino gli inquilini in arrivo da altre province si attestavano al 31,2%, a Milano al 35,2% e a Bologna al 30,0%: è evidente come lo smart working e la didattica a distanza abbiano inciso negativamente su questo segmento del mercato delle locazioni.

In generale a Milano nel 2020 si registra il 69,2% di affitti da parte di residenti, il 5,1% in arrivo dall’hinterland e il 25,6% in arrivo dalle diverse province dello stivale. Queste ultime sono così suddivise: il 15,4% proviene dal Nord Italia, il 7,7% dal Sud e il 2,6% dal Centro. Le regioni più attive sono la Lombardia, il Piemonte ed il Veneto per quanto riguarda il Nord, la Puglia per il Sud ed il Lazio per il Centro. Anche nel 2019 erano gli inquilini in arrivo dal Nord Italia a primeggiare (15,8%), seguiti anche in questo caso da Sud Italia (12,7%), per finire con il Centro (6,7%).

Torino nel 2020 il 60,6% delle locazioni riguarda inquilini già residenti in città, l’11,0% riguarda inquilini in arrivo dall’hinterland ed il 28,3% riguarda persone in arrivo dalle altre province italiane. Queste ultime arrivano nel 13,4% dei casi dal Sud Italia, nel 9,1% dal Nord e nel 5,9% dal Centro. Le regioni più attive sono la Puglia, la Sicilia, la Campania e la Calabria per quanto riguarda il Sud, la Lombardia, il Piemonte e la Liguria per il Nord ed il Lazio per il Centro.

Rispetto al 2019 a Torino si registra un sorpasso degli acquirenti provenienti dal Sud rispetto a quelli in arrivo dal Nord: un anno fa, infatti, era il Nord a primeggiare per quanto riguarda gli inquilini in arrivo da altre province d’Italia (13,6%), seguiti molto da vicino dalle regioni del Sud (13,4%), mentre quelli in arrivo dal Centro si fermavano al 4,2%.

Nel 2020 per quanto riguarda Bologna si registra un 69,4% di locazioni effettuate da persone già residenti in città, un 8,3% di affitti conclusi da inquilini in arrivo dall’hinterland ed un 22,2% di contratti stipulati da persone in arrivo dalle altre province d’Italia. Seguono le altre grandi città che hanno una più bassa percentuale di contratti di locazione stipulati da persone in arrivo da altre province: Verona 18,7%, Roma 17,6%, Firenze 10,7%, Palermo 5,2% e Napoli 3,9%.

Spesso chi arriva da fuori è un lavoratore, a Milano ad esempio il 42,2% degli inquilini che arriva da altre province si trova in città per motivi di lavoro, a Torino il 23,4%. Alte anche le percentuali di studenti universitari in arrivo da altre province: a Milano si tratta del 20,5% sul totale delle locazioni, mentre a Torino si arriva al 22,8%.

Dato interessante quello che mostra come in alcune delle grandi città ad affittare siano quasi esclusivamente persone già residenti: a Palermo ben l’89,8%, a Napoli l’87,5% e a Roma il 79,6%.

Il 2020 è stato segnato dall’emergenza Covid, i risultati dell’indagine evidenziano quindi nuove tendenze rispetto al 2019: nel 2020 infatti, nelle grandi città analizzate, la media di inquilini in arrivo da altre province si attesta al 14,9%, quota nettamente più bassa rispetto a quella del 2019 che arrivava al 25,2%. Anche per quanto riguarda gli inquilini provenienti dall’hinterland si notano percentuali in calo: nel 2020 il tasso medio delle grandi città è al 7,4%, nel 2019 era all’11,5%.

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

Il Consiglio regionale risparmia più di 7 milioni

La prima Commissione, presieduta da Carlo Riva Vercellotti, ha approvato l’assestamento di bilancio del Consiglio regionale. Il documento accantona oltre 7 milioni di euro risparmiati sul bilancio 2020 per destinarli a investimenti. Le risorse saranno destinate alla manutenzione straordinaria del patrimonio immobiliare del Consiglio e all’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche e informatiche.

Il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia ha sottolineato “l’attenzione di tutto il Consiglio regionale nell’utilizzo al meglio dei soldi pubblici, e la soddisfazione per l’importante stanziamento destinato agli investimenti, grazie a una oculata gestione delle risorse a disposizione”.

La prima Commissione ha anche dato il via libera al Documento di economia e finanza regionale, incardinato la nota di aggiornamento al Defr e continuato l’esame della variazione di bilancio. Finora sono stati approvati 9 articoli, con i sei emendamenti presentati dalla Giunta. Restano da esaminare altri 169 emendamenti, presentati quasi tutti dalle minoranze. L’assessore Andrea Tronzano ha annunciato che se necessario, a termini di regolamento, il 4 dicembre richiamerà il provvedimento in aula.

‘Connext 2021’, ‘Marazzato’ protagonista con il connubio Green e Digital Innovation

All’evento di ‘Confindustria’ anche l’azienda italiana leader nelle soluzioni per il pianeta, che apre alla Blockchain per i rifiuti in partnership con ‘Spartan Tech’.

‘Marazzato’ prosegue con decisione sul felice percorso intrapreso in termini di innovazione. E lo fa coniugando sempre più in maniera virtuosa il binomio ambientedigital innovation, al fine di incrementare il proprio grado di competitività e qualità nell’intera filiera dei molteplici servizi offerti a imprese e privati.

Dopo il successo riscosso a ‘Ecomondo 2021’, ove la storica azienda vercellese ha inaugurato anche un nuovo standcompletamente rinnovato, in arrivo altre importanti novità.

A cominciare dall’avvio di un processo di integrazione dei punti di forza della Blockchain con il settore green, oggetto lo scorso 26 novembre di un convegno tematico in streamingrealizzato a Villastellone, nel ‘Centro Ricerca e Sviluppo’ in capo ad ‘Azzurra Srl’, Società della Holding, in partnership con la start-up ‘Spartan Tech’.

Il ‘Gruppo Marazzato’, prossimo al proprio 70° Anniversario nel 2022, prosegue con impegno crescente nell’evoluzione dei propri processi di filiera. All’interno dei quali, in un contesto globale sempre più scandito da keywords quali innovazione, ricerca e sperimentazione, la ‘Blockchain’ intesa come tecnologia dalle notevoli applicazioni riveste un ruolo sempre più determinante anche nel ciclo della raccolta, gestione e smaltimento corretto dei rifiuti nel suo complesso. Uno strumento dalla rilevante potenzialità in termini di disintermediazione e decentralizzazione pronto a offrire un aiuto in più nel percorso di compimento di un’economia circolare e sostenibile degne di essere realmente considerate tali. Da qui la partnership con Spartan Tech stipulata in tal senso, punto di partenza per nuovi solidi traguardi all’insegna del rispetto dell’ambiente, afferma Alberto Marazzato, General Manager del player ambientale che porta il suo cognome.

Gli fa eco Paul Renda, CEO di Spartan Tech: “Riteniamo che la sinergia con Marazzato possa creare le migliori condizioni per portare a mercato una soluzione in grado di rivoluzionare il settore dei rifiuti. Le sperimentazioni fin qui compiute sono davvero confortanti e queste, insieme alla convergenza di vedute con la proprietà di Marazzato, ci hanno convinto che la creazione di una verticale dedicata esclusivamente al mondo della gestione dei rifiuti fosse quanto mai prioritaria. WasteChain nasce con l’ambizione di portare innovazione, digitalizzazione e trasparenza all’interno di un settore dove molte sono le criticità e dove finora, nel nostro Paese, pochi sono stati gli sviluppi tecnologici in termini di tracciabilità. Nel giro di poco tempo siamo convinti di poter creare le condizioni per lo sviluppo di nuovi paradigmi gestionali, come abbiamo già fatto in altri settori”.

Forte anche di queste premesse, il ‘Gruppo Marazzato’ sarà fra i protagonisti dell’edizione 2021 di ‘Connext’, l’innovativo progetto di incontro di partenariato industriale di Confindustriache avrà luogo dal 2 al 3 Dicembre al MiCo di Milano.

Che, anche quest’anno, si snoda su quattro macroaree principali: ‘Fabbrica Intelligente’, ‘Le Città del Futuro’, ‘Pianeta Sostenibile’, ‘Persone, Scienze della Vita, Progresso’.

Un’occasione unica di confronto tra azienda, partnerseconomici e Pubblica Amministrazione.

Siamo in un momento storico di transizione ecologica già in atto, in cui l’attenzione all’ambiente si fa sempre più significativa e pregnante. L’interazione fra differenti modelli di business può certamente aiutare moltissimo nel concorrere allo scopo condiviso di una migliore qualità diffusa in ogni settore strategico”, chiosa Alberto Marazzato.

Assegnati i Piemonte Food Awards 2021

Patrocinati dal Ministero delle Politiche Agricole

“Anche per questa edizione” dichiara Donato Ala Giordano ideatore e organizzatore dei Piemonte Food Awards gli Oscar delle Eccellenze Agroalimentari, abbiamo dovuto rinunciare, visto il protrarsi delle limitazioni dovute alla pandemia, al nostro galà di premiazione, un vero peccato perché è un momento di confronto e integrazione tra le svariate aziende che producono eccellenza. Non abbiamo però rinunciato ad assegnare tra le 168 aziende iscritti i preziosi attestati e bollini che caratterizzano il nostro splendido progetto, ma siamo fiduciosi che nel 2022 riusciremo a organizzare al meglio la quinta edizione.

Questo straordinario evento si prefigge di valorizzare ulteriormente le aziende che producono eccellenza, anche quelle di piccole dimensioni che possono confrontarsi finalmente anche con le grandi realtà.

Ecco i premiati:

CATEGORIA PRODOTTI DA FORNO

 

VINCITORE

PANIFICIO PIANTANIDA

 

MENZIONE SPECIALE

 

PANIFICIO TANZI MATTIA

PANETTERIA DE MARTINI

PANETTERIA MARCARINO RODDINO

GRISSINIFICIO RATTO MORALES

 

PREMIO SPECIALE FARINE E BONTA’ NATURALI

MOLINO BONGIOVANNI

 

 

CATEGORIA DOLCI

 

 

VINCITORE

MAINERO GABRIELE

 

MENZIONI SPECIALI

 

BISCOTTIFICIO MOMO

BISCOTTIFICIO ROERO

MORIONDO VIRGINIO

PRIMOPAN

PASTICCERIA GIORCELLI

 

CATEGORIA CIOCCOLATO

 

VINCITORE

BODRATO

 

MENZIONI SPECIALI

 

BOELLA

GIORDANO CIOCCOLATO

GUIDO GOBBINO

ANTICA CIOCCOLATERIA CROCI DAL 1930

 

CATEGORIA VINI

 

VINCITORE

UGO BALOCCO

 

MENZIONI SPECIALI

 

CANTINA CASORZO

ARIONE

CANTINA PRODUTTORI NEBBIOLO DI CAREMA

AZIENDA AGRICOLA GOZZELLINO SERGIO

TENUTA SANTA CATERINA

PODERI GIANNI GAGLIARDO

TENUTE DONNALIA

 

CATEGORIA SPECIALE SPUMANTI

 

VINCITORE

TOSTI 1820

 

MENZIONE SPECIALE

 

ARIONE

 

CATEGORIA SALUMI

 

VINCITORI

QUADRO CARNI E SALUMI

 

MENZIONE SPECIALE

 

SALUMERIA GASPRIN

AGRISALUMERIA LUISET

LA GRANDA

SALUMI MIGLIETTA

 

CATEGORIA DISTILLATI

 

VINCITORE

DISTILLERIA BECCARIS

 

MENZIONE SPECIALE

 

ANTICA DISTILLERIA SIBONA

DISTILLERIA MAZZETTI

DISTILLERIA SAN CARLO

 

CATEGORIA FORMAGGI

 

VINCITORE

CASEIFICIO VALLE MACRA

 

MENZIONE SPECIALE

 

CASEIFICIO FOPPA

CASEIFICIO LA FISSELLO DOC

CASEIFICIO FERRERO FULVIO

CASEIFICIO CEIRANO E VILLOSIO

 

 

CATEGORIA RISO

 

VINCITORE

 

TERRE ALTE VILLARBOIT

 

MENZIONE SPECIALE

 

PRINCIPATO DI LUCEDIO

IL RE DEL RISO

RISO IN FIORE

RISO GUERRINI

RISO GOIO 1929

 

CATEGORIA NOCCIOLE

 

VINCITORE

LA REVELLA SOCIETA’ AGRICOLA

 

MENZIONI SPECIALI

 

AGRICOLA TARABLE

GIANOGLIO EMANUELA

L’ERA DELLA NOCCIOLA

PORELLO NOCCIOLE

 

CATEGORIA CONSERVE

VINCITORE

AZIENDA AGRICOLA SCAGLIONE

 

MENZIONE

AZIENDA AGRICOLA DELIZIE ANDRE’

AZIENDA GHIBAUDO

FONTEROSA CONSERVE

AZIENDA BREZZO

 

CATEGORIA SPECIALE TARTUFI

VINCITORE

INAUDI

 

 

Perché i Piemonte Food Awards? La manifestazione nasce con l’obiettivo di individuare, gratificare e premiare le eccellenze enogastronomiche del territorio regionale. I Piemonte Food Awards vogliono essere un’occasione per riunire tutti i protagonisti del mondo agroalimentare che contribuiscono a tenere alto il nome del Piemonte nel mondo, portando sulle tavole prodotti di altissima qualità.

La giuria e il premio I giudici e i presidenti della giuria – uno per categoria – sono selezionati tra i massimi esperti nel mondo dell’agroalimentare: giornalisti di settore, addetti ai lavori, rappresentanti delle associazioni di categoria, ristoratori e lo faranno attraverso una degustazione alla cieca per garantire il massimo della trasparenza e dell’imparzialità, il compito della giuria sarà quello di premiare le migliori aziende Piemontesi, dando loro la possibilità di farsi conoscere ai consumatori e ai buyer.

Il premio Piemonte Food Awards, nasce per celebrare l’impegno e la competenza nel settore agroalimentare, in questo momento in grande ascesa e con forti prospettive di sviluppo nel mercato estero.

L’attività di volontariato Pro. Civi. Co. S.

Settimane intense per i volontari di Protezione Civile della Comunità di Scientology PRO.CIVI.CO.S. OdV coinvolti su più fronti:

dal servizio di assistenza e informazione alla cittadinanza per superare l’emergenza covid-19, al presidio in occasione della recente Maratona di Torino; dai corsi di aggiornamento sull’uso delle idrovore, utili in caso di alluvione, all’appuntamento settimanale con la tutela e la protezione dell’ambiente che ogni settimana si ripete in Borgo Vittoria, ma anche in altre aree delle periferie.

Sesso a scuola (ma solo nei nomi…)

di Gianluigi De Marchi

 

Ma vogliamo fare chiarezza sulla diatriba relativa alla prevalenza del maschile nel linguaggio e nell’insofferenza delle donne (e dei membri dei molteplici gender che affollano la scena)?

Ora che anche gli studenti del Cavour di Torino hanno lanciato il loro appello per abolire l’individuazione esatta del genere maschile o femminile nelle parole, è il momento di ricordare che le storture (se tali sono) non sono a senso unico.

Partiamo ad esempio dagli animali.

Ragazzi del Cavour, sottoscrivete un appello per dare dignità a certi insetti indicati solo al femminile! Aiutate ad uscire dall’ombra il formico, il cicalo, il coccinello, il libellulo, il vespo, il farfallo, che diamine hanno diritto di esistere e voi ve ne lavate le mani?

Ma ci sono anche i pesci ad essere discriminati dalle femmine. Pensate all’inesistente troto (che solo nei testi umoristici compare, citato negli ipodromi, dove si corre al troto e al galopo…), al tinco, al carpo, al mormoro, al sogliolo, all’ombrino, al triglio, all’acciugo, al mureno, al tracino… Sveglia ragazzi, organizzate la difesa di questi esseri abbandonati al femminismo più sfrenato!

E che dire degli uccelli? Lungi da me fare battutacce da avanspettacolo, ma è orribile pensare ad uccelli solo al femminile e privare di dignità il civetto, l’aquilo, l’anatro, il quaglio, il tortoro; per non parlare del povero gazzo che, forse proprio per l’assonanza un po’ triviale, non viene mai citato da nessuno…

La musica non cambia fra gli animali più evoluti, i mammiferi che forse, proprio perché nella classificazione linneana portano impresso il suffisso “mamma”, sono spesso dominati dal femminile. Non ci credete? Avete mai sentito nominare, cari ragazzi del Cavour, il scimmio, il giraffo, il marmotto, il talpo, il capro, il pantero, il baleno (occhio ragazzi, non è un pesce, anche se vive in acqua è un mammifero, spero ve lo abbiano insegnato…).

E chiudiamo queste brevi riflessioni con gli esseri umani. Voi vi lamentate che il genere maschile predomina, ma evidentemente non avete riflettuto sul vostro futuro… Pensate che se vorrete fare una professione legata all’arte, sarete chiamati “artista” e non (come sarebbe se il mondo fosse veramente maschilista) “artisto”! Sorte amara anche per chi vorrà gestire un parcheggio sotterraneo, perché non sarà un garagisto; per chi si dedicherà alla musica, perché non sarà un pianisto o un concertisto, un violinisto o un batteristo; per chi diventerà un campione di atletica senza essere un atleto; per chi si dedicherà alle corse di Formula1 (mestiere tipicamente macho  vero?) e non sarà chiamato piloto neppure esibendo barba e baffi…

Insomma ragazzi, pensate a cose serie, non a mettere un simbolo astruso alla fine di un nome per evitare di attribuire un genere preciso alle parole per non offendere gli altri; non vuol dire nulla ragazz*, student#, professor§, genitorǝ, cuginᵿ. Maschile e femminile sono generi linguistici che non coincidono con i generi sessuali; certo, i latini erano più precisi, perché usavano maschile e femminile per esseri viventi (umani, animali, piante) e riservavano un terzo genere, il neutro, per gli oggetti ed i concetti astratti. Abitudine saggia, persa nei secoli, ma non è manipolando la realtà che la si modifica…

In bocc* al lup* ragazz*!

Corecom, un bilancio da record

Presentati i dati relativi ai 5 anni del mandato del Coreecom e quelli sulla ricerca condotta nelle scuole superiori di secondo grado sul tema delle fake news e disinformazione

 

Sono stati presentati lunedì 29 novembre scorso a Palazzo Lascaris i dati relativi ai cinque anni dell’ultimo mandato del Corecom Piemonte, presieduto da Alessandro De Cillis, nell’ambito della presentazione al pubblico dei dati sulla ricerca sulle fake news e disinformazione, che ha coinvolto, attraverso un questionario, gli studenti di licei, istituti tecnici e professionali piemontesi.

Più di dodici milioni di euro sono stati restituiti ai piemontesi nell’ambito delle istanze di conciliazione con le compagnie telefoniche. Si tratta di numeri da record che, anche in questo mandato, confermano il Corecom quale un’eccellenza a livello nazionale.

Sono 36473 le istanze di conciliazione con le compagnie telefoniche ricevute nel mandato. 30622 sono state le udienze, di cui 26565 in presenza ( fisica o virtuale) del conciliatore e di entrambe le parti (operatore e utente). Gli accordi raggiunti in udienza o conciliazione semplificata sono stati 25084. Le istanze di definizione, di secondo grado, sono state 2749, di cui sono state portate a termine 2616.

Durante il periodo del mandato sono pervenute ben 4489 istanze relative a provvedimenti d’urgenza, procedura d’urgenza per la riattivazione del servizio sospeso, e sono stati emessi 1167 provvedimenti temporanei con ordine di attivazione dei servizio e 19 provvedimenti  di rigetto. Le rimanenti richieste sono state soddisfatte con la riattivazione spontanea da parte dell’operatore.

Il valore complessivo generato da rimborsi, storni e indennizzi a favore degli utenti, ammonta a 12,3 milioni di euro. I contenziosi conclusi, comprensivi delle pratiche aperte nel precedente mandato, sono 40531 ( di cui 37915 in conciliazione e 2616 in definizione ).

 

Ampia soddisfazione è  stata espressa dal presidente regionale del Corecom Piemonte Alessandro De Cillis in merito alla ricerca cui ha concorso il Corecom Piemonte sulle fake news e la disinformazione nelle scuole piemontesi, tematica che ha acquisito particolare attenzione in epoca di pandemia, dove spesso sono sorti contrasti sociali, alimentati altrettanto spesso da notizie falseriportate in rete.

“Abbiamo finalmente portato a termine – ha dichiarato il presidente  del Corecom Alessandro de Cillis – un lavoroampiamente importante  e innovativo nell’ambito delle tematiche della disinformazione e fake news. Avevamo l’onere di intervenire su questa nuova attività, soprattutto in relazione  alle problematiche affrontate dai minori e all’acquisizione delle informazioni e, principalmente, riuscire a distinguere tra informazione corretta e attività di comunicazione. I social creano un problema e la difficoltà degli editori è  abbastanza rilevante. Siamo riusciti a divulgare all’interno delle scuole del Piemonte l’attività di ricerca e, finalmente, avremo una cartina di tornasole in grado di farci comprendere come e con quali modalità i ragazzi vivano e affrontino il problema dell’informazione”.

Mara Martellotta