ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 223

La proposta delle scuole medie di Volpiano per un “polmone verde” in città


Per la Giornata dell’educazione civica, gli elaborati sono esposti nell’atrio del palazzo comunale

Sono esposti nell’atrio del palazzo comunale di Volpiano gli elaborati del progetto «Un polmone verde per Volpiano», realizzati dai ragazzi e dalle ragazze delle classi terze della scuola secondaria di primo grado «Dante Alighieri»; l’iniziativa è stata inserita nell’ambito della Giornata dell’educazione civica, organizzata dall’Istituto comprensivo di Volpiano in collaborazione con l’amministrazione comunale. In occasione di questo evento, il sindaco Giovanni Panichelli e la giunta hanno simbolicamente affidato agli studenti delle classi seconde le panchine da dipingere, all’interno del progetto «Le regole per crescere liberi», mentre agli studenti delle classi prime è stato consegnato il «patentino dello smartphone», al termine del percorso finalizzato ad apprendere un utilizzo consapevole di Internet, dei social network e del telefono cellulare.

Commenta Barbara Sapino, assessora alla Scuola del Comune di Volpiano: «La Giornata dedicata all’educazione civica è un progetto importante per sensibilizzare i giovani; la scuola è la più grande opportunità di crescita e getta le basi del loro futuro per sviluppare una società basata sul senso civico dei suoi cittadini.  Gli incontri per il patentino dello smartphone creano consapevolezza sulle opportunità ma anche sui rischi legati all’utilizzo dello smartphone e sono argomenti quotidiani che tutte le famiglie si trovano ad affrontare. Bellissimo lo studio, il progetto, l’esposizione fatta e il modellino di una nuova piazza Madonna delle Grazie con aree verdi e fontane, tanto da essere portato ed esposto in Comune così che possa essere visto da tutti.  Scopriremo più avanti il risultato sul recupero urbano delle panchine di San Michele; i ragazzi si trasformeranno in artisti con un attacco d’arte che permetterà loro di imparare divertendosi».

Un bando per promuovere i vini piemontesi

OCM VINO: APERTO IL BANDO DA 8,5 MILIONI DI EURO PER LA PROMOZIONE DEI VINI PIEMONTESI DI QUALITA’ NEI PAESI EXTRA EUROPEI

L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte ha aperto il bando sulla misura Ocm vino a favore del comparto vitivinicolo per i progetti di promozione dei vini piemontesi di qualità a denominazione di origine sui mercati dei paesi extra europei.

Il bando sostiene i consorzi di tutela e le associazioni di produttori vitivinicoli per i progetti regionali e multiregionali nei paesi terzi, presentati per l’annualità 2022/2023, E prevede una copertura massima del 50% delle attività promozionali presentate da ciascun soggetto beneficiario. Il termine ultimo per la richiesta di contributo è il 21 luglio 2022.

Per il presidente della Regione Piemonte e l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo il sostegno ai consorzi di tutela ed ai produttori piemontesi resta essenziale affinché possano proseguire e intensificare le attività di promozione dei vini di qualità in tutti i mercati, al fine di recuperare il posizionamento pre Covid ed anche trovare nuovi sbocchi sui mercati internazionali.

Il bando è pubblicato sul sito della Regione al link https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/ocm-vino-promozione-sui-mercati-dei-paesi-extra-ue-annualita-20222023

Lo stato di salute dell’economia piemontese secondo Bankitalia: imprese in crescita

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Viene presentato oggi a Torino il rapporto annuale “L’economia del Piemonte”.

Nel 2021 l’economia piemontese è cresciuta in misura significativa, recuperando buona parte del calo dell’anno precedente. Vi hanno contribuito i progressi della campagna vaccinale e la graduale rimozione delle misure di contenimento della pandemia. In base all’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia, l’attività economica in regione sarebbe aumentata del 7,0 per cento, in misura superiore al PIL dell’Italia (6,6 per cento secondo l’Istat); sarebbe rimasta inferiore di 3 punti percentuali rispetto a quella del 2019. Dalla seconda parte dell’anno l’economia ha rallentato, anche a causa delle difficoltà di approvvigionamento di input produttivi. Dalla fine di febbraio dell’anno in corso lo scoppio del conflitto russo-ucraino e l’acuirsi delle tensioni sui prezzi delle materie prime, soprattutto energetiche, hanno accresciuto l’incertezza sull’evoluzione della congiuntura e la vulnerabilità di famiglie e imprese. L’indicatore Regio-coin della Banca d’Italia, che fornisce una stima dell’andamento delle componenti di fondo dell’economia regionale, nel primo trimestre del 2022 sarebbe tornato a ridursi, pur rimanendo su livelli positivi.

Le imprese

Nel 2021 la ripresa dell’attività ha interessato, seppure con intensità diverse, tutte le classi dimensionali di impresa e tutti i principali settori, compresi quelli del commercio, dei trasporti e del turismo, più colpiti dalle misure di contenimento della pandemia. È stata tuttavia ostacolata, a partire dalla seconda metà dell’anno, dall’aumento dei prezzi dei fattori produttivi e dalle difficoltà di approvvigionamento. Nostre analisi suggeriscono che l’impatto dell’incremento delle quotazioni dei beni energetici e di quelle degli altri input intermedi importati è stato per l’economia piemontese di poco superiore alla media del Paese, per la maggiore rilevanza della manifattura. Il comparto automotive ha risentito in misura significativa anche delle perduranti strozzature dell’offerta di componenti elettroniche.

L’accumulazione di capitale, in forte ridimensionamento nel 2020, è tornata a crescere; la propensione a investire, su livelli molto elevati alla fine del 2021, si è tuttavia attenuata all’inizio del 2022, in relazione alla forte incertezza connessa con la crisi geopolitica in atto.

La redditività complessiva delle imprese è migliorata, dopo il calo causato dalla crisi pandemica, e le disponibilità liquide delle aziende sono ulteriormente salite; nel corso del 2021, tuttavia, sono emerse significative pressioni al ribasso sui margini di profitto.

Dopo il picco osservato nel 2020, la crescita dei prestiti bancari alle società non finanziarie si è attenuata. Il rallentamento è principalmente riconducibile alla minore domanda di credito connessa con l’abbondante liquidità accumulata e con l’aumento dei flussi di cassa, in presenza di condizioni di offerta complessivamente distese. Rispetto ai livelli pre-pandemia, la quota dei prestiti alle imprese più rischiose si è ridotta ed è cresciuta quella dei finanziamenti a medio-lungo termine, favorita anche dalle misure di sostegno al credito. È stato ancora elevato il peso dei finanziamenti assistiti da garanzia pubblica, mentre è sceso quello delle moratorie.

Il mercato del lavoro e le famiglie

Le condizioni del mercato del lavoro, dopo il forte deterioramento dell’anno precedente, sono progressivamente migliorate. L’occupazione è tornata a crescere, recuperando circa il 30 per cento del calo registrato nel 2020. Vi ha contribuito soprattutto la ripresa della componente a termine. L’aumento delle cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato ha riflesso quello delle dimissioni volontarie, mentre i licenziamenti sono stati contenuti anche dopo la rimozione dei vincoli normativi. Il ricorso agli strumenti di integrazione salariale, pur in riduzione rispetto all’anno precedente, è rimasto su livelli elevati.

I redditi e i consumi sono cresciuti, dopo il forte calo del 2020; il recupero dei livelli pre-pandemia è stato tuttavia solo parziale. Il potere di acquisto è stato contenuto dall’aumento dei prezzi, in atto dalla seconda metà dello scorso anno: tale incremento è stato più elevato per carburanti, gas, elettricità e beni alimentari e, a causa della diversa composizione del paniere di spesa, ha colpito maggiormente i nuclei famigliari meno abbienti.

La propensione al risparmio delle famiglie è in media diminuita ed è cresciuto l’indebitamento, che in rapporto al reddito rimane comunque su livelli contenuti. L’aumento dei prestiti è stato trainato dall’accelerazione dei mutui per l’acquisto di abitazioni: per queste ultime dalla seconda metà del 2020 la domanda si è orientata maggiormente verso alloggi più grandi, dotati di spazi esterni e situati in aree a bassa densità abitativa. La dinamica del credito al consumo ha recuperato, ma è rimasta nel complesso debole rispetto al periodo antecedente la pandemia. Il ricorso alle sospensioni dei pagamenti delle rate dei mutui si è fortemente ridotto. I depositi bancari delle famiglie sono ancora cresciuti ed è aumentato il valore delle quote di risparmio gestito e delle azioni.

Il mercato del credito

Nel corso del 2021 la dinamica del credito bancario al settore privato non finanziario si è indebolita. L’andamento è riconducibile ai prestiti al sistema produttivo, in particolare al comparto manifatturiero.

La qualità del credito è rimasta su livelli storicamente elevati, beneficiando delle misure di sostegno a famiglie e imprese e del rafforzamento dell’attività economica. Il tasso di copertura sui prestiti deteriorati è risultato tuttavia ancora superiore a quello del 2019 ed è cresciuto per quelli non assistiti da garanzia.

La raccolta bancaria è aumentata a tassi più contenuti rispetto al 2020.

La finanza pubblica decentrata

Nel 2021 la spesa degli enti territoriali piemontesi per l’acquisto di beni e servizi è tornata a crescere; quella per il personale, dopo l’aumento registrato nell’anno precedente, è rimasta stabile. Tali dinamiche riflettono principalmente quelle del comparto sanitario.

La spesa per investimenti è ulteriormente salita e, in prospettiva, sarà sostenuta dalle risorse messe a disposizione nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), insieme a quelle del nuovo ciclo dei fondi delle politiche di coesione. L’impatto a livello locale di tali interventi dipenderà in misura rilevante dalla capacità di progettazione delle amministrazioni e dai tempi di realizzazione delle opere: nostre analisi mostrano che nell’ultimo decennio gli enti locali piemontesi hanno aggiudicato una quota di bandi inferiore rispetto alle aree di confronto, con tempi di esecuzione più lunghi, nonostante importi mediamente più contenuti.

Le entrate correnti, su cui negli ultimi due anni hanno inciso i trasferimenti statali volti a fronteggiare le conseguenze della pandemia, sono nel complesso diminuite, dopo il forte aumento osservato nel 2020.

La gran parte dei Comuni piemontesi presenta avanzi di bilancio potenzialmente utilizzabili per finanziare nuovi investimenti e una capacità di riscossione superiore a quella media nazionale. Il Comune di Torino, caratterizzato da un debito e da un disavanzo elevati, ha beneficiato nel 2021 e nei primi mesi dell’anno in corso di alcuni interventi legislativi che ne miglioreranno, in prospettiva, la condizione finanziaria di parte corrente.

Lo stock complessivo del debito delle Amministrazioni locali piemontesi ha continuato a calare, ma rimane notevolmente più alto della media nazionale in termini pro capite.

Centro per la Mobilità sostenibile a Milano: persa un’altra occasione

GIACHINO : Un’altra grande occasione persa da Torino.   Torino la Capitale dell’auto si lascia sfuggire il Centro per la Mobilità sostenibile?

La Nuova Amministrazione Comunale sta procedendo al rallentatore e non ascolta neanche le proposte che arrivano dalla Società Civile.
Da quando ,con l’aiuto di alcuni parlamentari e della allora Presidente degli Industriali Licia Mattioli, siamo riusciti a portare a Torino la Autorità dei Trasporti in ripetute occasioni ho lanciato un grande obiettivo per la nostra Città, diventare la Capitale della Mobilità del futuro. Anche recentemente quando siamo stati privati del Centro Nazionale per la Intelligenza Artificiale e ci è stata data solo la parte regalati all’auto ho rilanciato la mia proposta. Silenzio di tomba. A Milano, dove le buone idee vengono valorizzate molto di più e così la Città cresce più delle alte, è nato promosso da 25 Università e relativi Centri di Ricerca oltre a 24 grandi imprese, il Centro Nazionale della Mobilità Sostenibile.
Un Centro che attirerà studenti, ricercatori, imprenditori da tutto il mondo che avrebbe potuto rilanciare la nostra economia e il nostro lavoro. Mi auguro che Politecnico e Regione si attivino al più presto .
Mino GIACHINO
SILAVORO SITAV

Estate 2022, gli strumenti per pagamenti elettronici sicuri

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte
dell’Unione Nazionale Consumatori.
Carte prepagate per l’estero: quali sono le migliori offerte per viaggiare nel 2022? Che si
tratti di un viaggio per studenti, di una vacanza o di viaggi business, andare all’estero potrebbe
prevedere delle spese legate ai pagamenti.
Oggi sono disponibili diverse carte di pagamento senza commissioni estere, a scelta tra carte prepagate o carte di debito. In queste righe analizzeremo alcune delle migliori soluzioni da prendere in considerazione per un viaggio fuori dall’Italia nel 2022. Prima di procedere con il confronto tra le diverse carte che si consigliano per fare una vacanza all’estero nel 2022, prendiamo in esame le diverse tipologie di carte che si potranno utilizzare.
Si potrà scegliere tra:
carte di debito;
carte di credito;
carte prepagate:
carte conto con
IBAN.
La carta di debito è una carta di pagamento collegata al conto corrente. Di solito si riceve gratuitamente a casa propria subito dopo la sottoscrizione del conto: è facile da utilizzare e potrebbe prevedere delle commissioni in caso di prelievo in valuta estera, soprattutto nei Paesi extra Ue.
La carta di credito è un’altra carta associata al conto corrente: si caratterizza per la presenza del plafond, ovvero di un importo fisso mensile che permette di pagare anche quando non si hanno disponibilità sul proprio conto corrente. Poi ci sono le carte ricaricabili, ovvero carte prepagate che possono essere caricate dell’importo che si desiderano, e le carte conto con IBAN: entrambe si possono utilizzare senza dover prima attivare un conto corrente (online o tradizionale). Le carte conto con IBAN si differenziano dalle normali prepagate in quanto, avendo un IBAN, permettono di poter eseguire tutte le operazioni tipiche di un conto corrente, come per esempio: la ricezione e l’invio di bonifici; la domiciliazione di un’utenza, che potrà per esempio essere una bolletta della luce o del gas. Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Patologie cardiache, Farnesina finanzia ricerca del Poli

Lo studio del professor Eros Pasero del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET del Politecnico – realizzato insieme all’Università di Torino e all’Università di Tel Aviv – è stato selezionato dal Ministero degli Affari Esteri (MAECI) tra i vincitori del bando Scientifico Italia-Israele 2021-2023, che prevede un finanziamento di 300 mila euro per lo studio delle morti precoci nei pazienti affetti dalla rara sindrome cardiaca di Brugada

 

Riuscire a capire da un elettrocardiogramma l’aspettativa di vita di un paziente quando è stata diagnosticata la rara sindrome cardiaca di Brugada, utilizzando tecniche di Intelligenza Artificiale. Questo è l’obiettivo del lavoro portato avanti dal gruppo di ricerca del Politecnico di Torino coordinato dal professor Eros Pasero – docente del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET, che vuole mettere a disposizione dei cardiologi gli strumenti offerti dall’Intelligenza Artificiale per estrarre informazioni “nascoste” negli elettrocardiogrammi. Ora il progetto è stato selezionato dal Ministero degli Affari Esteri (MAECI) tra i vincitori del bando Scientifico Italia-Israele 2021-2023, che prevede un finanziamento di 300 mila euro.

La sindrome di Brugada è un disturbo dell’attività elettrica del cuore che può provocare episodi di aritmia ventricolare anche letali. Questa sindrome è nota per essere una delle principali cause di morte cardiaca improvvisa e, purtroppo, non prevedibile. Soprattutto persone giovani muoiono all’improvviso senza nessuna sintomatologia particolare. La mancanza di sintomi rende spesso difficile capire se una persona è affetta da sindrome di Brugada e, a oggi, impossibile diagnosticare un evento fatale futuro.

La ricerca viene portata avanti in collaborazione con l’Università di Torino, con il contributo del professor Fiorenzo Gaita, celebre aritmologo che insieme alla professoressa Carla Giustetto fornisce le competenze cardiologiche necessarie per questo tipo di studio, che verrà supportato anche dall’Università di Tel Aviv, dove tre scienziati collaboreranno con il professor Pasero per cercare di ottimizzare le tecniche di previsione.

“I sistemi di Intelligenza Artificiale sono sempre più utilizzati per fare previsioni – spiega il professor Pasero – I dati di cui disponiamo per analizzare gli eventi fatali dovuti alla sindrome di Brugada sono purtroppo molto scarsi. Ma i risultati finora ottenuti con i nostri algoritmi sui primi 1000 pazienti sono molto incoraggianti portando a prevedere l’evento fatale in oltre il 90% dei casi. L’uso di nuovi algoritmi che stiamo sperimentando offrono inoltre la possibilità di vedere all’interno degli elettrocardiogrammi patologie non diagnosticate proponendo in futuro nuove prospettive diagnostiche”.

 

Bonus 200 euro: patronato Inas Cisl in campo per i lavoratori domestici

Il patronato della Cisl dà assistenza per la domanda volta ad ottenere il bonus da 200 euro per i lavoratori domestici che verrà pagato una sola volta a chi, nel 2021, ha avuto un reddito inferiore a 35.000€. Come sempre vicina ai desiderata della gente l’Inas Cisl scende in campo per agevolare l’accesso al bonus:abbiamo sentito Mimma Cetani,responsabile INAS CISL DI TORINO e Provincia la quale ha detto che tra i beneficiari che dovranno sicuramente fare domanda, ci sono i lavoratori domestici residenti in Italia, titolari di uno o più rapporti di lavoro al 18 maggio 2022 e con un reddito inferiore a 35.000 € nel 2021. Per loro sono già aperte le preadesioni:
in attesa che l’Inps attivi la procedura, nelle sedi Inas è già possibile compilare la richiesta, così la
domanda verrà inviata automaticamente dagli operatori presenti in loco non appena l’ente previdenziale
renderà disponibile la procedura. A breve sarà anche possibile scaricare dal sito www.inas.it i
moduli da compilare in anticipo e portare in sede, così tutto sarà ancora più veloce.
“Anche stavolta ci facciamo carico delle persone e dei loro bisogni, di fronte a una misura
d’emergenza dedicata ai cittadini, per i quali il nostro supporto gratuito può rivelarsi fondamentale
per affrontare l’iter di richiesta in modo corretto e senza preoccupazioni”, conclude la responsabile provinciale Inas CISL Mimma Cetani.
È possibile individuare la sede Inas Cisl più vicina consultando il sito www.inas.it oppure scrivendo
una mail su torino@inas.it.

Enzo Grassano

Il Grande Rallentamento

IL PUNTASPILLI di Luca Martina 

 

I tempi per i mercati finanziari sono molto complicati. 

Arrivare alle soglie di una recessione con i tassi di interesse ancorati a livelli vicini allo zero rappresentava un rischio che prima o poi si sarebbe dovuto affrontare ma fino a pochi mesi fa prevaleva la convinzione che la crescita economica sarebbe stata alimentata dalla “normalizzazione” dello shock generato dalla pandemia.

 

L’inflazione sembrava, insomma, ancora un fenomeno temporaneo non sufficiente a spaventare investitori e banchieri centrali.

 

L’ineluttabilità di una fase meno propizia per gli investimenti obbligazionari (penalizzati da aumenti dei rendimenti, legati al livello dell’inflazione) suggeriva prudenza ma i mercati azionari avevano pur sempre dalla loro parte una crescita degli utili futuri ben delineata, grazie anche agli enormi piani di investimento varati da tutti i principali Paesi (Stati Uniti ed Europa, con il NextGenEu da 800 miliardi di euro, in primis).

 

Poi è arrivata, inattesa, la guerra scatenata dalla Russia che sta producendo onde d’urto sull’economia mondiale ben superiori a quanto si poteva immaginare.

 

Il castello costruito dopo la prima ondata di Covid, nel 2020, si è così scoperto estremamente fragile ed a farne le spese sono stati anche i mercati azionari.

 

Le valutazioni delle società quotate erano in qualche caso diventate troppo care ma, più in generale, a creare scompiglio sono stati l’aumento dei rendimenti degli altri investimenti (quelli obbligazionari) e il ridimensionamento delle prospettive di crescita.

 

Si tratta dei fattori che tipicamente accompagnano un mercato ribassista: la prima parte della discesa riporta le valutazioni su livelli più in linea con il loro passato e la seconda, e spesso più violenta, è frutto della maggiore attrattività delle obbligazioni e della riduzione da parte degli analisti delle stime sugli utili futuri.

 

Possiamo dire che il primo tempo è già ben avanzato e non ci sono, dopo gli ultimi cali, più grandi differenze tra le attuali valutazioni e la loro media storica.

 

Quello che potrebbe ancora danneggiare i listini è la presa di coscienza che le attuali previsioni sui risultati aziendali sono ancora lontane dall’incorporare un forte rallentamento economico o, peggio, una recessione.

 

Nella fase iniziale, infatti, le aziende riescono a salvaguardare i loro profitti grazie all’economia ancora in progresso. L’aumento dei costi di produzione (materie prime e salari) inizia poi a mettere a rischio il conto economico e i produttori iniziano a ritoccare al rialzo i propri listini prezzi.

 

Quest’ultimo è il momento più delicato, dove le pressioni inflazionistiche si allargano e non sono più limitate ai settori legati ai consumi energetici, come i carburanti e l’elettricità, e diventano perciò più difficili da sconfiggere.

 

Tutto ciò conduce inevitabilmente a un raffreddamento della crescita mettendo a rischio i margini di profitto aziendali (peraltro vicini ai loro massimi storici) e innescando le revisioni al ribasso degli utili.

 

A complicare ulteriormente le cose ci sono le banche centrali che si trovano ad inseguire e a cercare di riportare nella lampada il genio dell’inflazione con il solo strumento a loro disposizione: l’aumento dei tassi di interesse.

 

In fondo non esiste modo migliore per fare scendere i prezzi di beni e servizi (rallentando l’inflazione) che ridurne il loro consumo, anche tramite l’aumento del costo da sostenere (il tasso da pagare) per finanziare il loro acquisto.

 

A rischiare di più sono i Paesi europei, dove la crescita era già in affanno (a differenza degli Stati Uniti) e l’inflazione galoppante avvicina i rischi di recessione, e tra questi quelli più indebitati, costretti a finanziarsi ad un costo più elevato in quanto ritenuti meno solvibili dai creditori.

 

Assistiamo perciò ad una salita dello “spread” (il maggior prezzo da pagare rispetto al Paese più virtuoso e solido in Europa: la Germania) del nostro Paese che si riflette negativamente sul costo del denaro (con possibili contraccolpi sul mercato immobiliare, gravato da mutui più cari).

L’equilibrio, tra valutazioni, stime degli analisti, livello dei tassi di interesse (finalmente al di sopra dello zero ma ancora ben al di sotto dell’inflazione) verrà prima o poi raggiunto ma il tragitto per arrivarci sarà sicuramente accidentato.

 

Non sono certamente da escludere avvenimenti che possano rendere meno dolorose le giornate degli investitori: la Cina sta riaprendo le proprie città e potrebbe tornare presto a correre mentre il conflitto in Ucraina prima o poi si placherà e si inizierà a parlare della sua ricostruzione (un business molto ambito sul quale si stanno già scatenando molte manifestazioni di interesse).

 

Questo potrebbe ricondurre il tutto, alla fine, ad un Grande Rallentamento che finirebbe per essere solo un lontano parente della stagflazione degli anni Settanta e della Grande Recessione del 2007-2008.

 

Rimane comunque molto arduo prevedere gli effetti sull’andamento futuro dei mercati finanziari che sono spesso il frutto di reazioni emotive. Come ebbe a dire Isaac Newton, travolto dal crollo della South Sea Company nella quale aveva investito: “posso calcolare il moto dei corpi celesti ma non la follia degli uomini”.

 

Colpo di scena: per mangiare serve il grano. E’ la fine dell’economia finanziaria?

A cura di lineaitaliapiemonte.it

Di Marco Corrini

Putin ha risposto al tentativo di isolare finanziariamente la Russia cercando di spostare l’asse monetario mondiale dalla dimensione virtuale a quella reale: il mondo sta tornando a rendersi conto che per mangiare serve il grano, per cucinare serve il gas, e per costruire manufatti serve l’acciaio. Sembra banale ma in un pianeta dominato dall’onnipotenza della carta straccia, la gente lo aveva scordato. La guerra in Ucraina rischia di scatenare uno tsunami che potrebbe travolgere tutto il castello finanziario occidentale e a farne le spese potrebbe essere proprio l’euro…

Continua a leggere:

https://www.lineaitaliapiemonte.it/2022/06/12/leggi-notizia/argomenti/messaggi-in-bottiglia/articolo/colpo-di-scena-per-mangiare-serve-il-grano-e-la-fine-delleconomia-finanziaria-di-marco-corrini.html

Nel 730 possibile il recupero bonus Irpef 2021 non pagato

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Coloro che nel 2021 non hanno ricevuto il cosiddetto ‘ex bonus Renzi’, il contributo Irpef in busta paga di 100 euro, possono ancora recuperarlo. Il trattamento integrativo per i lavoratori con un reddito inferiore ai 28 mila euro, che l’anno scorso non è stato pagato dal datore di lavoro, si può inserire nella dichiarazione dei redditi, sia per chi utilizza il modello 730/2022 che per chi preferisce il modello redditi Pf.
La normativa sul trattamento integrativo è stata rivista nuovamente con la riforma fiscale entrata in vigore il 1° Gennaio 2022, che ha previsto il diritto al bonus Irpef da 100 euro soltanto per i redditi inferiori a 15mila euro. Ma la dichiarazione dei redditi 2022 fa riferimento al periodo d’imposta del 2021 e dunque al requisito massimo di 28mila euro entro il quale era possibile ricevere il contributo, fatta eccezione per gli incapienti, ossia per chi non supera 8.174 euro per i quali non è previsto.
Molti lavoratori hanno rinunciato di proposito al bonus in busta paga per evitare di restituire del tutto o in parte il contributo superando il tetto dei 28mila euro, e hanno così deciso di attendere la dichiarazione dei redditi proprio per recuperare i 100 euro.
Nel modello 730, lo spazio riservato al bonus Irpef si trova nella Sezione V del quadro C. Per recuperare l’importo mensile non accreditato in busta paga l’anno scorso fino a un massimo di 1.200 euro, è necessario compilare questi campi con i dati della certificazione unica.
Considerando tutti i redditi dichiarati, chi presta assistenza fiscale deve ricalcolare l’ammontare del trattamento integrativo o della detrazione indicandoli nel modello 730-3 che viene rilasciato al dichiarante una volta effettuato il calcolo delle imposte.
Nel caso di lavoratori dipendenti (codice 2, 3 o 4 nella colonna 1 dei righi da C1 a C3) si deve compilare il rigo C14.37, seguendo le istruzioni indicate dall’Agenzia delle Entrate.
Il trattamento integrativo non percepito nel 2021, o l’ulteriore detrazione non goduta per i redditi tra i 28 mila e i 40 mila euro, va a ridurre l’Irpef dovuta aumentando il credito a disposizione del contribuente. Credito che viene rimborsato sotto forma del cosiddetto bonus Irpef, o che in alternativa può essere utilizzato per pagare altre imposte.
Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.