ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 220

Nasce Iren Vetrina Digitale luce

Iren luce gas e servizi e CairoRCS Media, il grande gruppo energetico e il network di riferimento per l’informazione digitale in Italia, uniti per dare convenienza e visibilità alle Piccole e Medie Imprese.

 Iren Luce Gas e Servizi e CairoRCS Mediastringono una partnership commerciale dedicata a tutte le Piccole e Medie Imprese italiane.

Iren Luce Gas e Servizi è la società del Gruppo Iren attiva nellapprovvigionamento, intermediazione e vendita di energia elettrica, gas e calore, nonché di prodotti e servizi per l’efficientamento energetico e la mobilità elettrica. Iren Luce Gas e Servizi oggi vanta oltre 2 milioni di clienti: allo sviluppo e alla gestione di questa ampia base clienti sono dedicati 6 call center inbound, una capillare rete di account, 75 agenzie di teleseller e canali e servizi digitali evoluti via web e app mobile.

CairoRCS Media è la concessionaria di uno dei principali gruppi editoriali multimediali a livello internazionale, che comprende Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, La7, IoDonna e molte altre testate cartacee, tv e digitali: forte di una leadership stabile e indipendente, CairoRCS Media opera da sempre nel rispetto dei principi di libertà, correttezza e pluralismo ed è attiva in tutti i settori dell’editoria, dai quotidiani ai periodici, dal digitale ai libri, dalla tv ai new media.

Grazie alla collaborazione fra i due player Iren lancia Iren vetrina digitale luce, un’offerta riservata alle imprese italiane che unisce la qualità dei servizi di Iren a una tariffa luce a prezzo fisso, trasparente e sicura. Ma non solo, chi aderirà alla proposta commerciale riceverà spazi pubblicitari del valore di 300€ da potere utilizzare su un’apposita piattaforma online per ottenere visibilità sui canali media online di RCS MediaGroup, scegliendo in maniera mirata quando,dove e verso quale target pubblicizzare il proprio business. Il cliente pagherà gli spazi pubblicitari soltanto 150€, che gli saranno comunque restituiti per premiare la sua fedeltà in 3 tranche di uguale valore sulla fattura del primo, del sesto e del dodicesimo mese di contratto. Per le imprese si tratta di un’occasione da non perdere per un salto di qualità nel modo di comunicare il proprio business: il Network Digital di CairoRcs Media rappresenta il punto di riferimento dell’informazione digitale, con portali online come corriere.it, La7 e La Gazzetta dello Sport e offre la possibilità di raggiungere con messaggi pubblicitari 3 utenti su 4 che navigano online in Italia in un contesto Premium&Safe, garantendo massima copertura anche su specifici target. Il Network Digitale di CairoRcs Media consente di raggiungere in totale circa 34 milioni di utenti unici al mese e il 79% della popolazione web. Gli strumenti digitali di configurazione dell’adv online, messi a disposizione dei Clienti, consentiranno comunque di selezionare area geografica e area di interessi del proprio target, in modo da sfruttare al massimo i benefici della campagna di comunicazione.

Gianluca Bufo, amministratore delegato di Iren luce gas e servizi esprime soddisfazione: “in un momento in cui la fornitura di energia può costituire un fattore critico per un cliente con partita Iva, Iren vetrina digitale luce non solo è un offerta competitiva sul prezzo della commodity, ma consente ad ogni imprenditore di avvantaggiarsi della potenza degli strumenti di Cairo Communication per pubblicizzare il proprio business. Quindi li supportiamo due volte: a contenere i costi e ad aumentare il fatturato. La fruibilità, inoltre, della piattaforma digitale rende estremamente facile la parte operativa della costruzione della campagna promozionale, senza costringere ogni imprenditore a diventare un esperto di Digital Communication.

“Vediamo una grande potenzialità in questo accordo con Iren – commenta Uberto Fornara, amministratore delegato di CairoRcs Media – Le PMI, che rappresentano una componente fondamentale della forza economica del nostro Paese, avranno la possibilità di pianificare campagne pubblicitarie digitali, con l’obiettivo di intercettare specifiche audience in contesti autorevoli e affini al target del cliente e creare contenuti per uno storytelling esclusivo.”

L’offerta è disponibile dal 20 giugno 2022, per maggiori informazioni sarà possibile visitare la pagina web irenlucegas.it/vetrinadigitale.

 

 

Accademia Liuteria Piemontese San Filippo: una sfida eccellente come la tradizione del passato

E’ stata quindi una sorpresa davvero piacevole scoprire che tra le innumerevoli eccellenze della nostra città sin dal ‘700 c’è quella della liuteria. Lo scopriamo andando a visitare l’Accademia Liuteria Piemontese San Filippo, scuola privata (unica in Piemonte) che si occupa di insegnare l’arte della costruzione artigianale degli strumenti musicali ad arco e pizzico…

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https://www.fatto-a-mano.it/accademia/

Terra Incognita

IL PUNTASPILLI di Luca Martina 

La crisi del 2007-2008, la “Grande recessione” innescata dai mutui “sub-prime”, di bassa qualità, statunitensi, ha provocato negli anni successivi una ondata prima deflazionistica (con una forte discesa dei prezzi) e poi disinflazionistica (crescita economica priva di inflazione) senza precedenti.

La ferma volontà di arrestare la spirale alimentata dalla perdita di fiducia nel sistema bancario ha chiamato al capezzale tutte le principali banche centrali del mondo (la crisi nata negli Stati Uniti aveva infatti velocemente raggiunto una dimensione globale).

Il decennio successive sarebbe stato quello che verrà probabilmente ricordato nei libri di scuola dei nostri nipoti come l’”Era dei tassi di interesse negativi”: una autentica “Terra Incognita” per i signori della moneta.

Il fenomeno avrebbe segnato il culmine di un lunghissimo ciclo di discesa dei tassi di interesse che si accompagnava alla scomparsa di una delle più temibili fiere della giungla economica: l’inflazione.

Ma i tassi di interesse, oltre che proteggere il denaro dalla sua perdita di potere di acquisto dovuta all’inflazione (assente per buona parte dei passati quindici anni) devono anche remunerare il tempo e quando il suo valore finanziario si azzera (o diventa negativo) possono avvenire dei fenomeni poco spiegabili dalla razionalità.

Tra gli effetti collaterali di un mondo all’incontrario dove si veniva pagati per ricevere del denaro in prestito c’è stato il dilagare di società, in buona parte di nuova costituzione, che ha dedicato enormi risorse (proveniente da investitori a caccia di rendimenti positivi) per costruire un parco clienti più ampio possibile con la prospettiva di futuri (sempre più lontani) profitti.

Il fatto che si trattasse di aziende che operavano (e ancora lo fanno…) con enormi perdite non spaventava i loro finanziatori: in fondo se il valore del tempo è zero la pazienza diventa una virtù facile da esercitare.

Il segreto del successo era diventato quello di offrire servizi (perlopiù) o prodotti a prezzi stracciati, ben inferiore al loro costo, per attirare una schiera sempre più vasta di compratori che un giorno avrebbero generato, grazie alle economie di scala raggiunte nel tempo, succosi utili da distribuire agli azionisti.

Così, ad esempio, le corse in taxi sono state ridotte a favore del servizio molto più economico offerto da Uber o da Lyft, il cibo ed i prodotti, invece che nei supermercati, li si attendono comodamente seduti nel salotto della propria casa senza costi aggiuntivi e così via.

Il ritorno dell’inflazione ha rotto l’incantesimo…

L’amministratrice delegata di Uber, Dara Khosrowshahi, in una recente lettera ai propri dipendenti ha sottolineato che prima di crescere ulteriormente la società deve iniziare a produrre risultati positivi (e ridurre le offerte in perdita…).

A percorrere la stessa strada sono altri ben noti attori del settore tecnologico come Tesla, Netflix, Twitter, Paypal, Meta o aziende meno note ai più (ma molto amate, almeno fino a poco tempo fa, dagli investitori) come Carvana (auto usate, vendute online), Robinhood, Coinbase, Salesforce, Snap…

L’aumento dei tassi di interesse ha avuto l’effetto descritto argutamente dal celebre investitore statunitense Warren Buffet: “Solo quando la marea scende scopri chi stava nuotando nudo”!

Molte aziende si sono ritrovate a ridimensionare i piani futuri, congelando o riducendo il personale e aumentando i loro prezzi (soffiando così sul fuoco dell’inflazione).

Tutto ciò non facilita il rebus che le banche centrali stanno cercando di risolvere: come riportare il tasso di inflazione sotto controllo (intorno al 2%) senza provocare una grave recessione.

Qualcosa di simile era successo nella prima metà dello scorso decennio nel settore petrolifero: i tassi di interesse molto bassi avevano provocato il boom dei produttori di petrolio di scisto.

Il petrolio viaggiava sopra gli 80 dollari al barile e le nuove tecnologie consentivano di estrarre dalle Montagne Rocciose e da altre aree degli Stati Uniti e del Canada il prezioso idrocarburo. Il processo era costoso ma la possibilità di finanziarsi a costo zero era stato un potentissimo magnete per investitori e speculatori.

L’eccessiva abbondanza di oro nero che la nuova produzione aveva consentito aveva innescato successivamente, a partire dalla metà del 2014, un periodo di vacche magrissime portando il suo prezzo vicino ai 20 dollari e ad azzerarsi sul mercato dei futures (a un certo punto le consegne future hanno addirittura raggiunto valori ampiamente negativi).

Nel mercato delle materie prime si usa dire che i prezzi alti sono una soluzione ai prezzi alti, ovvero che quando il prezzo è troppo elevato prima o poi la domanda scende e i prezzi devono adeguarsi (scendendo a loro volta).

Esiste peraltro un corollario di questa legge: i prezzi bassi sono una soluzione dei prezzi bassi. E’ così successo che moltissime società, nate nell’abbondanza, con tassi di interesse bassissimi ed alti prezzi del petrolio, negli anni 2010-2014 sono fallite riducendo così la produzione di petrolio e riequilibrando il mercato.

A questo si è aggiunta poi la scarsa propensione a nuovi investimenti (per prospezioni e trivellazioni di nuovi pozzi) che in vista della transizione energetica, con minori utilizzi futuri di idrocarburi, li rende troppo rischiosi (potrebbero diventare obsoleti molto velocemente) e non convenienti.

Questo doppio cappio sta strangolando l’economia mondiale: i prezzi troppo bassi offerti per spingere sulla crescita della base clienti si stanno alzando, le materie prime, specie quelle energetiche, soffrono di un deficit produttivo frutto di sotto-investimenti e della crisi russo ucraina e con la loro salita gonfiano i prezzi al consumo e i costi di produzione delle aziende che le utilizzano che, a loro volta, li scaricano sui consumatori finali.

La normalizzazione richiederà del tempo e sta già producendo una “ripulitura” dei mercati finanziari dagli eccessi generati dal denaro facile ed a basso costo.

Non appena il nuovo equilibrio sarà stato raggiunto saremo pronti per una nuova fase di crescita: per ora si tratta, per le banche centrali, i governi e i risparmiatori, di limitare i danni senza avere l’illusione di uscirne completamente indenni.

Inevitabilmente assisteremo ad un forte rallentamento (e probabilmente ad una recessione) con una erosione del nostro potere di acquisto (dovuta all’inflazione) ed un aumento moderato (si spera…) della disoccupazione.

I mercati finanziari stanno da tempo iniziando ad incorporare queste aspettative e si preannuncia un’estate ancora molto calda.

Dobbiamo allora convenire come dopo una cena troppo pesante (molti anni di tassi di interesse a zero) possa essere di aiuto un piccolo digiuno, perfettamente adeguato anche ai mari mossi nei quali ci troviamo a navigare.

La Terra sta diventando un luogo sempre più pericoloso e dovremo essere noi a risolvere i tanti problemi che abbiamo aiutato a creare: dall’inflazione alla pandemia, dalle guerre fino al cambiamento climatico, che ci proiettano ancora una volta in territori sconosciuti.

D’altronde non possiamo certo aspettarci un aiuto dall’Universo che, sono sicuro, è pieno di vita intelligente; solo che, con tutta probabilità, è troppo intelligente per decidere di fare visita al nostro pianeta.

 

Legge tatuatori, opinioni divergenti in audizione

Da un lato le Confederazioni artigiane che rappresentano i tatuatori hanno chiesto che “il Piemonte si faccia promotore nazionale di una legge quadro nazionale per evitare diseguaglianze e disparità tra i tatuatori artistici e concorrenza sleale”. Lo ha chiesto Antonella Gualchi del Coordinamento regionale.

Dall’altro lato Rosangela Scaccianoce di Confestetica ha sottolineato come “l’attività di estetista sia già regolamentata, a livello nazionale, dalla Legge 1/90, che ne disciplina l’attività e ne prevede la formazione. Per questo chiediamo che la dermopigmentazione, di competenza degli estetisti, venga affrontata in maniera separata rispetto al tatuaggio artistico”.

Invece per Eugenio Arneodo, dell’Associazione tatuatori artistici, “si tratta di una proposta di legge importante per formare professionisti seri e preparati ed evitare gli improvvisatori. Chiediamo che il Consiglio regionale del Piemonte adotti questa proposta e dia il via a un percorso specifico per tatuatori che sia in grado di contrastare l’abusivismo diffuso e di tutelare la salute pubblica”.

Il provvedimento oggetto di consultazioni intende garantire, soprattutto dal punto di vista sanitario, chi si sottopone a tatuaggio o depigmentazione prevedendo corsi formativi e di aggiornamento per gli operatori e normandone l’attività. Prevede, inoltre, che la Giunta regionale, acquisito il parere della Commissione, individui, tra l’altro, i requisiti e i criteri di priorità per l’accesso a contributi per la realizzazione di tatuaggi con finalità mediche per ridurre il disagio psicologico delle persone che si sono sottoposte a interventi di asportazione e ricostruzione dell’areola mammaria.

Negli altri interventi Marina Caldaro di Dragonette Torino Onlus, con Paola Zaccagni e Micaela Musso di Associazione Dragonesse di Avigliana (To) hanno evidenziato quanto “il tatuaggio dell’areola, per chi sia stato operato alla mammella, rappresenti una tappa importante nel percorso di recupero e valorizzazione di sé”.

Fiorella Savoca di Donna Tea, Fulvia Pedani di Andos, con il presidente e la socia di Casa Breast Riccardo Bussone Monica Schina hanno evidenziato la necessità che “la Regione e la Rete oncologica si facciano garanti della formazione degli operatori destinati a tatuare l’areola delle pazienti e che venga istituito un registro a tutela delle stesse”. Anche in questo, hanno aggiunto, il Piemonte potrebbe farsi promotore a livello nazionale.

Paola Angela Stringa dell’Associazione Luca Coscioni ha ricordato che, trattandosi di una prestazione garantita dai Livelli essenziali di assistenza, il tatuaggio per le persone operate alla mammella dovrebbe essere garantito ovunque sul territorio nazionale senza lasciare al paziente l’onere di informarsi su dove poter esigere la prestazione.

Relativamente al limite di età per sottoporsi a procedure di piercing e tatuaggi, la garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Ylenia Serra ha evidenziato che “i 16 anni sono un’età consona, anche se alcune regioni abbassano tale limite ai 14 anni”.

Sono intervenuti, per richieste di approfondimenti, i consiglieri Sara ZambaiaGianluca Gavazza (Lega), Disabato (M5s) e Marco Grimaldi (Luv).

Il dramma di Contrada

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Riabilitato (ha avuto restituito il grado e rimodulata la pensione), Bruno Contrada non ha visto un euro di risarcimento per gli oltre otto anni di detenzione – «94 mesi, 2970 giorni tra carcere e domiciliari», precisa – che ha dovuto subire. Ieri l’ennesima tappa di questa odissea giudiziaria che ha dell’incredibile anche per la tempistica.

La Cassazione gli ha dato ragione, ha annullato il rigetto da parte della Corte d’appello di Palermo dell’istanza di risarcimento. Ma ha annullato con rinvio. Bisognerà trovare nuovi giudici d’appello «che non si siano mai occupati della mia vicenda, mica facile», ricorda Contrada, a cui assegnare il caso, e poi altra tappa in Cassazione. La terza.

Questa è giustizia da terzo mondo che grida vendetta , ma i giornali non ne parlano . Contrada ha diritto ad un po’ di pace . Si è rivelano un servitore degno dello Stato , malgrado le accuse infamanti che gli sono state vomitate addosso. Contrada ne  e’ uscito a testa alta . Non si può dire altrettanto  per i suoi persecutori che dovranno rispondere degli errori e della persecuzione che hanno orchestrato contro di lui .

In arrivo dalla Regione i fondi per la montagna

Dieci milioni e settecentomila euro per la montagna: la Giunta regionale, su proposta del Vice Presidente ed assessore alla montagna, ha approvato oggi il riparto del fondo regionale per l’anno 2022.

 

Le risorse messe a disposizione dei territori montani sono così ripartite tra le Unioni Montane:

  • il 66,06 %, suddiviso in proporzione alla popolazione residente e alla superficie, come contributo alle spese di funzionamento; un terzo di queste risorse sarà destinato all’attuazione del Programma annuale;
  • il 28,60 % come contributo alla spesa per il personale dipendente delle Unioni Montane che svolge le funzioni regionali delegate;
  • il 5,34 % è  destinato al finanziamento di interventi funzionali allo sviluppo ed alla promozione della montagna, attuati dalle Unioni Montane o da altri soggetti e associazioni.

 

Per il Presidente e per il Vice Presidente della Regione il fondo è strategico per valorizzare, grazie all’azione sul territorio delle Unioni Montane, le specificità delle montagne e promuoverne lo sviluppo sociale ed economico.

Le  “terre alte” devono tornare a essere attrattive e, grazie all’impegno condiviso da parte delle istituzioni, essere protagoniste di una nuova fase di rilancio.

 

Le risorse del fondo regionale per la montagna si aggiungono a quelle stanziate con il bando sulla residenzialità (10 milioni di euro) che ha dato l’opportunità a 300 famiglie di trasferirsi nei comuni montani e con il recente bando sulle scuole (500 mila euro).

Il Presidente ed il Vice Presidente sottolineano che si tratta di misure concrete con le quali la Regione Piemonte dimostra la propria attenzione nei confronti della montagna.

A Torino nasce QuBì Garden

Uno spazio verde, inclusivo e culturale aperto a tutti

Per realizzare il progetto è stata lanciata una campagna di raccolta fondi su Produzioni dal Basso, che in meno di un mese ha raccolto più di 6.500 euro. Se si riuscirà a raggiungere il 90% del budget previsto in crowdfunding, Etica Sgr erogherà un cofinanziamento per il rimanente 10%

Torino, 22 Giugno 2022 – Si può sostenere tramite una donazione su Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation, la campagna di raccolta fondi dedicata a QuBì Garden, un innovativo progetto per riqualificare un’area dismessa del Lungo Dora Firenze e trasformarla in uno spazio verde, inclusivo e culturale aperto a tutti.

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Culturale QuBì e si inserisce nell’ambito del progetto “Con la natura, per la Città”, della durata di due anni, che prevede di curare, abbellire e riqualificare le aree verdi di Torino.

In meno di un mese, la campagna attiva su Produzioni dal Basso ha raccolto oltre 6.500 euro dei 30.000 previsti. Se si riuscirà a raggiungere grazie alle donazioni il 90% dell’obiettivo economico, Etica Sgr cofinanzierà il progetto per il restante 10%.

QuBì Garden sarà un luogo di aggregazione per grandi e bambini, dove si svolgeranno diverse attività, dai percorsi educativi per i più piccoli agli eventi culturali, fino alle proiezioni cinematografiche e alle presentazioni di libri. Previsto anche uno spazio studio per gli universitari. 

QuBì Garden sarà anche un luogo accessibile a tutti: la cucina sociale dello spazio organizzerà infatti laboratori dedicati alle categorie più vulnerabili, come disabili, anziani e persone fragili, con l’obiettivo di creare un punto di riferimento per l’inclusività nel cuore di Torino.

Lo spazio si propone anche come un modello per la conoscenza del territorio, grazie alla valorizzazione della tradizione enogastronomica piemontese.

Per maggiori informazioni:

https://www.produzionidalbasso.com/project/qubi-garden-lo-spazio-rigenerato-per-una-cultura-sostenibile-verde-e-circolare/

Gender Gap, riparte il Premio GammaDonna

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Per l’imprenditoria femminile innovativa e quest’anno torna in presenza

Tante le novità di questo contest che da 20 anni premia le menti più brillanti dell’imprenditoria femminile e che quest’anno lo farà dal palco dell’Italian Tech Week. Con un nuovo riconoscimento – l’Assist Digital Award – alle imprenditrici che utilizzano il digitale per creare impatto positivo.  Candidature entro lunedì 11 luglio.

L’Italia che fa impresa porta ancora i pantaloni e non celebra le donne che guidano aziende eccezionali, piccoli gioielli del Made in Italy. Se di recente sono stati destinati al Fondo impresa femminile 200 milioni in più per sostenere le imprenditrici, il numero delle imprese guidate da donne è ancora basso: neanche 1,4 milioni in Italia – il 22,1% del totale –, per il 96,8% micro e solo per lo 0,3% imprese medio-grandi. Secondo gli ultimi dati è però in crescita la percentuale delle donne attive in ambito tech, a conferma della validità delle politiche mirate all’aumento della partecipazione delle donne nei settori a maggior contenuto di conoscenza e tecnologia, che rappresentano il futuro del nostro Paese.

Sostenere, dare il giusto peso all’imprenditoria femminile, anche attraverso riconoscimenti pubblici, è una necessità per la nostra economia che non può permettersi di sprecare risorse preziose – spiega Valentina Parenti, Presidente GammaDonna  Che anzi deve imparare a valorizzarle, a fare in modo che diventino un esempio da emulare. Per questa ragione ormai da due decenni lavoriamo per mettere in luce la tenacia di donne che spesso, nell’ombra, fanno cose incredibili”.

Il Premio GammaDonna negli anni ha fatto scouting di storie eccezionali, scommesse vinte, sogni realizzati. E quest’anno le sei storie di innovazione finaliste avranno un nuovo prestigioso palcoscenico: quello delle OGR-Officine Grandi Riparazioni di Torino. L’appuntamento è per il 30 settembre 2022 sul main stage dell’Italian Tech Week, il più grande evento italiano sulla tecnologia.

A CHI SI RIVOLGE IL PREMIO

Il Premio è destinato a imprenditrici (founder, co-founder, oppure socie attive con ruoli manageriali) che si siano distinte per aver innovato con prodotti/servizi, processi o modelli organizzativi all’interno della propria azienda, con almeno due bilanci alle spalle.

CHE COSA SI VINCE

Le candidature che entreranno nella “short-list Fab50” – ovvero le 50 imprenditrici che supereranno la prima selezione – avranno uno spazio dedicato sulla piattaforma GammaDonna (www.gammadonna.it) e sul suo canale YouTube che, dal 2004, racconta e diffonde storie di innovazione, leadership, visione. Saranno inoltre invitate a partecipare all’esclusivo evento di business matching con i Partner del Premio che si terrà la sera della Finale.

Le 6 finaliste  selezionate da una Giuria di esperti di innovazione, esponenti del mondo imprenditoriale e investitori – saranno protagoniste il 30 settembre 2022 sul palco dell’Italian Tech Week, in presenza alle OGR Torino e trasmesso in live streaming. IN PALIO, inoltre, un mini-documentario sulla storia di innovazione imprenditoriale; interviste e uscite sui principali media nazionali; un Master della 24Ore Business School; un percorso di formazione sul mondo del Venture Capital e dell’innovazione grazie a Italian Tech Alliance “Venture Academy”; l’opportunità di essere selezionata per un training per partecipare al processo di screening del Comitato Angels4Women per accedere a un investimento tra i 100 e i 500K; l’accesso alle Business Class Finance is Cool di GammaDonna.

GLI AWARD

Tra le candidature pervenute saranno inoltre assegnati i seguenti Award:

*  Il Women Startup Award assegnerà un riconoscimento alla startupper più innovativa in ambito Smart city, Smart mobility, Life Science, Healthcare & Medical Devices, Bioeconomy, Media, Entertainment & Gamification, Fashion, Agri-food tech, Cleantech, Energy. La startup dovrà aver completato almeno un seed round. L’adozione di principi di economia circolare e/o ESG rappresenterà un plus nella valutazione finale.

*   l’Assist Digital Award, riconoscimento all’imprenditrice che ha investito nella trasformazione digitale con lo scopo di avere un impatto positivo su persone, comunità, territori, società e ambiente. In palio, l’accesso al programma di formazione internazionale di Assist Digital sulla User Experience per i prodotti e i servizi digitali, con 3 livelli di certificazione UX PM (User Experience Project Management).

* All’imprenditrice che si sia distinta nel campo della comunicazione on e offline è invece destinato il Giuliana Bertin Communication Award, riconoscimento di Valentina Communication, istituito in memoria della sua fondatrice. In premio: interviste e uscite sui principali media nazionali, un Master della 24Ore Business School, l’opportunità di essere selezionata per un training per partecipare al processo di screening del Comitato Angels4Women per accedere a un investimento tra i 100 e i 500K.

Candidature entro l’11 luglio 2022.

Info e regolamento sul sito https://www.gammadonna.it/premio

Il Piemonte con “Via Francigena For All” rimette a nuovo il percorso

Il Piemonte vince il bando “Via Francigena For All” ottenendo 1,6 milioni di euro di fondi statali per rimettere a nuovo strutture e percorsi della millenaria porta d’ingresso dei viandanti verso la Pianura Padana. Il progetto studiato per rendere il sentiero accessibile anche alle persone con disabilità, si è laureato a pieni voti ottenendo il massimo del finanziamento dopo l’esame della Commissione ministeriale.

E si entra subito nella fase operativa con l’apertura dei cantieri lungo i 250 chilometri piemontesi (sui 650 complessivi dell’itinerario) che attraversano 4 parchi naturali e 47 Comuni.

Un risultato che rende particolarmente orgogliosi perché non era facile da otenere, hanno commentato il presidente della Regione e l’assessore alla Cultura, Turismo e Commercio, aggiungendo che con queste risorse si sarà in grado di riportare alla piena efficienza un percorso straordinario, tra i più apprezzati in Europa per la varietà del paesaggio e per la storia che lo ha accompagnato nei secoli. I fondi europei e ministeriali bisogna saperli conquistare e anche spendere bene, e il Piemonte può contare su una macchina organizzativa ben rodata e su una squadra capace di vincere anche le sfide più impegnative.

In particolare, le risorse serviranno a migliorare l’accessibilità dei servizi turistici e dei beni culturali e religiosi su 36 chilometri di tracciato. Il tutto affiancato anche da un’indagine esplorativa sul grado di raggiungibilità delle strutture ricettive da parte delle persone con disabilità lungo il cammino.

Verrà anche effettuata la mappatura completa del percorso come, ad esempio, nei due tratti Canavesano e Valsusino, operazione che servirà a restituire alla comunità 20 luoghi culturali per 365 giorni l’anno. Quest’ultima azione ricalca l’iniziativa “Chiese a porte aperte”, un sistema unico in Italia di prenotazione, apertura e narrazione automatizzata tramite smartphone del patrimonio culturale ecclesiastico, che può essere esteso ad altri beni culturali presenti lungo il tracciato della Via Francigena.

Saranno pure attivati tirocini lavorativi rivolti ai soggetti portatori di disabilità presso le strutture di accoglienza (ricettive, della ristorazione, ecc) e presso gli uffici d’informazione lungo l’itinerario della Via Francigena, che si calcola potranno coinvolgere almeno 30 persone.

Infine, campagne stampa e social, creazione di pagine web dedicate al progetto e alle esperienze costruite sul tema, inserimento nelle campagne di co-marketing, promozione dedicata in occasione di fiere, eventi speciali, presentazioni e campagne tv.

Il futuro del Piemonte passerà da start up e accordi di innovazione

L’assessore regionale all’Innovazione  Matteo Marnati a Rimini a “We Make Future”, il più grande festival dell’innovazione

L’assessore all’Innovazione di Regione Piemonte a “We Make Future”, il più grande Festival dell’Innovazione digitale svoltosi  nello spazio della Fiera di Rimini, per parlare dell’esperienza piemontese e delle azioni messe in campo dalla Regione per avviare e sostenere processi di sostenibilità nell’ottica di supporto al mondo imprenditoriale.

Sostenibilità e digitalizzazione, ha esordito l’assessore, sono i due perni sui quali si deve costruire il futuro. Si deve lavorare non solo per costruire ma anche per sviluppare tecnologie che possano permetterci di raggiungere, il più possibile, l’autonomia, soprattutto in campo energetico ma anche in altri campi. E gli accordi di innovazione vanno in questa direzione.  Oggi, grazie a un cambio di passo culturale e alle risorse a disposizione, possiamo raggiungere gli obiettivi.  Negli ultimi anni Regione Piemonte, ha fortemente puntato sulle start up per uscire dalla crisi socioeconomica che ha interessato, e fortemente segnato, un territorio regionale a vocazione essenzialmente manifatturiera, mettendo a punto, negli ultimi due anni, il bando “SC-UP”, una misura sperimentale dedicata proprio alle start up innovative, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr) nella consapevolezza e convinzione che, nel sostegno all’innovazione, l’aiuto pubblico si debba innestare nel sistema di supporto degli investitori privati.

Tutto, prosegue l’assessore, è nato dalla constatazione che buona parte delle start up che nascono sul territorio, pur con un grande potenziale, rimangono di piccole dimensioni. E il fatto di non riuscire a compiere quel salto che potrebbe accelerare la loro crescita e il loro consolidamento, comporta il rischio di dispersione di vere e proprie eccellenze innovative.

Nel corso dei due anni segnati dalla pandemia la risposta delle start up è stata significativa: alcune aziende hanno mostrato prontezza nell’adeguarsi ai nuovi scenari e alle nuove richieste, di materiali e strumenti, imposte dalla crisi sanitaria come, ad esempio, la produzione di ventilatori polmonari. Altre start up finanziate dalla Regione Piemonte operano nel campo delle tecnologie digitali avanzate applicate al campo della mobilità, del tracciamento delle merci, del marketing, della cybersecurity e della gestione aziendale. Il bando ha visto la partecipazione di 87 start up innovative, 43 sono state ammesse al finanziamento per uno stanziamento complessivo di oltre 14 milioni di euro da parte di Regione Piemonte.