Tavolo irriguo del Piemonte
Il Piemonte potrà contare nei prossimi anni su un programma di investimenti per l’irrigazione in agricoltura per 55 milioni di euro.
In occasione del tavolo istituzionale per l’irriguo, convocato a Torino il 20 febbraio, l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte ha presentato il programma di aiuti rivolti ai Consorzi irrigui e di bonifica regionali e alle aziende agricole, previsto dal Complemento di sviluppo rurale del Piemonte (ex programma di sviluppo rurale), per il periodo 2023-2027:
– 12 milioni di euro di aiuti in conto capitale sulla misura Investimenti irrigui per il miglioramento di un impianto esistente;
– 12 milioni di euro ai Consorzi irrigui per il miglioramento delle infrastrutture
– 10 milioni di euro ai Consorzi per investimenti in infrastrutture irrigue con particolare attenzione alla loro sostenibilità ambientale.
– 21 milioni per impegni specifici per le risaie per favorire l’accumulo stagionale di acqua.
Inoltre la Regione Piemonte ha a disposizione altri 1,8 milioni di euro di fondi europei, attraverso il Programma di ricerca Horizon 2020, partecipando come regione pilota per l’innovazione in materia di adattamento alla riduzione della disponibilità idrica per scopi irrigui agricoli. Due gli ambiti di intervento: l’areale risicolo e le aree cuneesi.
“Gli investimenti nell’irriguo sono il primo pacchetto di azioni che la Regione attiverà attraverso i bandi regionali, per programmare le attività di contrasto al sempre più presente problema della siccità che causa danni alle produzioni. L’attuale situazione climatica impone al comparto agricolo di ottimizzare l’uso della risorsa idrica e gli aiuti sono rivolti ai Consorzi per il miglioramento della rete idrica ed evitare dispersione di acqua e in aiuto alle aziende agricole per un uso razionale dell’acqua di irrigazione con interventi rivolti anche allo stoccaggio della stessa”, sottolinea l’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte Marco Protopapa.
Al tavolo




I tafferugli davanti al liceo scientifico statale “Michelangelo” di Firenze vanno condannati senza appelli. La violenza comunque motivata o causata non è tollerabile ed è obbligo dello Stato reprimerla. In passato questi tafferugli studenteschi di destra o di sinistra sono stati ampiamente e colpevolmente tollerati: dal 1967 in poi la contestazione ha creato condizioni di violenza verbale e fisica che sono poi degenerati nel terrorismo degli anni di piombo. Merita una pubblicazione la lettera con cui la preside del liceo fiorentino “Leonardo Da Vinci” in perfetto stile burocratese si è rivolta agli studenti. Alcune sue affermazioni sono accettabili, ma leggendo la lettera si coglie un sinistrese che non appare accettabile da parte di un capo d’istituto di una scuola statale che ,come diceva Salvemini, è scuola di tutti.



