Il Castello “Benso” di Mercenasco sorge su una altura a est del paese, non lontano dal lago di Candia…
Leggi l’articolo su Piemonteitalia.eu:
https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/castelli/castello-benso
Il Castello “Benso” di Mercenasco sorge su una altura a est del paese, non lontano dal lago di Candia…
Leggi l’articolo su Piemonteitalia.eu:
https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/castelli/castello-benso
«L’attivazione del nuovo varco elettronico in Corso Sommeiller, prevista per lunedì, è l’ennesimo tassello di un assedio elettronico contro i torinesi, che non ha nulla a che vedere con la sicurezza o con una mobilità più efficiente». Lo hanno dichiarato il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario regionale del partito, e il segretario cittadino di Forza Italia Marco Fontana, al termine del punto stampa svoltosi questa mattina, al quale hanno preso parte anche Deodato Scanderebech, responsabile del Dipartimento Viabilità e Traffico di Forza Italia Torino, e Veronica Pratis, segretaria cittadina di Forza Italia Giovani Torino.
«Nel solo 2025 le sanzioni sulle corsie preferenziali hanno già superato quota 101 mila, con incassi oltre gli 8,5 milioni di euro», ha spiegato Rosso. «Si moltiplicano corsie preferenziali superflue che producono imbottigliamenti, aumentano il traffico e aggravano l’inquinamento: altro che sostenibilità, è una gestione ideologica che penalizza i cittadini e peggiora la qualità della vita urbana».
«Per questo abbiamo presentato una Mozione con il nostro capogruppo in Comune che chiede una revisione complessiva delle politiche di mobilità», ha aggiunto Fontana. «Proponiamo una moratoria sui nuovi varchi, la razionalizzazione delle corsie preferenziali e il transito nelle stesse per i veicoli 100% elettrici, equiparandoli ai mezzi pubblici, per incentivare davvero la transizione ecologica invece di limitarsi a sanzionare. E chiederemo che oltre i mezzi di manutenzione Gtt e del Comune possano transitare nelle corsie preferenziale anche i camion di aziende private che abbiano in corso con il Comune una autorizzazione a lavori di manutenzione». «D’altra parte – spiegano Fontana, Scanderebech e Pratis – il capoluogo piemontese è tra le città con meno capacità stradale pro-capite per le auto. Il 7,5% della rete è preferenziale contro il 2% a Genova, il 2,3% di Roma e il 4,5% a Napoli. Avendo molta più rete riservata rispetto a popolazione e km di strade, congestionando di più il traffico perché sottrae capacità veicolare. Non solo se concentri il traffico rischi anche più inquinamento».
«Torino ha bisogno di mobilità intelligente e soluzioni concrete, non di fare cassa moltiplicando occhi elettronici», hanno concluso Rosso e Fontana.
Si svolgerà sabato 24 Gennaio alle ore 21:00, presso il Circolo Arci Machito di via Rosmini 1, a Torino, la super jam session che unirà la jam poetica “The ride of sin” condotta dal poeta e performer Valerio Vigliaturo e la jam musicale “Kill Roy” diretta da David Diop con Marco Sponza (chitarra), Enrico Antinori (basso e tastiera) e Giorgio Vergano (batteria). Si alterneranno sul palco poeti e musicisti che improvviseranno versi e note alla ricerca dell’interplay.
Il titolo della jam è tratto dalla raccolta poetica “The Black Riders and Other Lines” pubblicata nel 1895 dallo scrittore, giornalista e poeta statunitense Stephen Crane, che Ernest Hemingway e Herbert George Wells consideravano il primo scrittore moderno degli Stati Uniti.
Per prenotazioni posti e cena: cell. 3391073534
Mara Martellotta
“Le spiegazioni fornite dall’Assessore Riboldi sul malfunzionamento del portale “Salute Piemonte” non sono soddisfacenti, anzi sono piuttosto deludenti. Attribuire il blocco del CUP online a un generico aumento delle richieste legato all’influenza è poco plausibile: da un’ondata influenzale non discendono esami specialistici o visite in quantità tale da mandare in crisi un sistema regionale. È evidente che ci siano problemi strutturali che la Giunta continua a sottovalutare” dichiara il Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Daniele Valle che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per fare chiarezza sul tema.
“La risposta dell’Assessore che parla di un incremento del 50% delle chiamate e di verifiche tecniche in corso, non chiarisce le cause reali del blocco né indica tempi certi per il ripristino della piena funzionalità. I cittadini hanno diritto a sapere cosa non ha funzionato e perché. Non basta dire che si stanno aspettando relazioni dai fornitori: serve trasparenza, serve responsabilità, serve una gestione più seria di un servizio essenziale” prosegue Valle.
“E’ fondamentale ricordare nuovo sistema CUP, più volte annunciato dalla Giunta come soluzione definitiva ai problemi di prenotazione, non è mai entrato in funzione. L’attivazione del nuovo CUP, più volte annunciata e rinviata, è rimasta lettera morta. Oggi l’appalto è oggetto di contenzioso al TAR. È l’ennesima dimostrazione di una gestione confusa e inefficace” sottolinea il Vicepresidente Valle.
“Nel frattempo, migliaia di piemontesi hanno dovuto affrontare disservizi, impossibilità di prenotare visite e prestazioni, e un call center sovraccarico. La Regione invita a usare canali alternativi, ma il punto è che il portale deve funzionare. È uno strumento fondamentale, soprattutto per chi non può recarsi fisicamente in farmacia o restare ore al telefono. Non possiamo accettare che nel 2026 un servizio digitale così importante vada in tilt senza spiegazioni credibili” aggiunge Valle.
“Ribadisco che continuerò a chiedere alla Regione di rendere pubbliche le relazioni tecniche, di indicare con precisione cosa non ha funzionato e di fornire un cronoprogramma chiaro per l’attivazione del nuovo CUP. I cittadini meritano risposte, non giustificazioni generiche” conclude Valle.
Dopo un lungo periodo di chiusura, e’ di nuovo possibile visitare la chiesa di San Dalmazzo, situata tra via Garibaldi, una volta via Dora Grossa, e via delle Orfane.

Costruita nel lontano 1271 e destinata all’assistenza dei pellegrini e alla cura degli infermi, nel tempo la sua struttura subi’ un consistente deterioramento e fu cosi’ che nel 1573, periodo in cui fu affidata ai frati Barnabiti, si decise per una riedificazione. Qualche anno dopo per volere del cardinale Gerolamo della Rovere fu nuovamente restaurata e decorata, anche grazie alle numerose donazioni dei Savoia mentre alla fine dell’800 furono ripresi ulteriormente i lavori che la riportarono al suo stile originario. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu bombardata riportando seri danni al tetto e agli infissi, il suo ultimo restauro risale al 1959.

L’esterno e’ l’unica parte rimasta in stile Barocco con i suoi pilastri di ordine corinzio, i finestroni da cui entra la luce e un timpano semicircolare che avvolge un prezioso affresco. La chiesa, di medie dimensioni, trova la sua bellezza, oltre che nei suoi sorprendenti interni in stile neogotico che catturano subito l’occhio del visitatore, ma anche nella superficie proporzionata che la rende accogliente e affascinante.

Al suo interno lo sfondo e’ quello tipico dello stile gotico caratterizzato dallo slancio verticale, da vetrate colorate, da stucchi, dipinti neo-bizantini di Enrico Reffo e dorature. L’elemento che attira legittimamente l’attenzione e’ la fonte battesimale originale ereditata dalla vecchia chiesa di San Dalmazzo Martire. La struttura e’ a tre navate decorate da edicole, il bellissimo pulpito incorniciato da mosaici e il ciborio a baldacchino.
Spesso la chiesa di San Dalmazzo si fa scenario di concerti di musica, dal gospel alla musica da camera, il prossimo appuntamento? Domenica 15 Dicembre 2024 ore 17:00 TORINO CHAMBER MUSIC FESTIVAL, vibrazioni all’interno di un contesto suggestivo e incantevole.
Per informazioni sugli eventi
www.diocesi.torino.it
Scontro tra due furgoni sull’autostrada Torino-Aosta-Monte Bianco: i mezzi finiscono sul fianco della carreggiata con parte del carico ribaltato, code fino a 10 chilometri. L’incidente è avvenuto questa mattina in direzione della Valle.
I due mezzi pesanti si sono urtati nel tratto tra gli svincoli di Volpiano e San Giorgio Canavese, nel comune di Foglizzo. Uno dei due autisti è rimasto ferito in modo lieve ed è stato trasportato all’ospedale di Chivasso per accertamenti dai sanitari del 118 Azienda Zero.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia stradale di Torino-Settimo e gli ausiliari ITP. L’intera carreggiata è stata chiusa con obbligo di uscita a Volpiano, causando lunghe code e rallentamenti.
VI.G
Federalberghi Torino annuncia il rinnovo dell’accordo di collaborazione con la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino per promuovere il Museo Egizio e ampliare l’offerta culturale a disposizione dei turisti che soggiornano nelle strutture associate.
L’accordo, di durata biennale, prevede una scontistica sul biglietto di ingresso al Museo Egizio, presentando la prova d’acquisto in biglietteria.
Il personale operante presso le strutture turistico ricettive, i receptionist in particolare, e gli associati potranno continuare a beneficiare di visite guidate da un egittologo e introdotte dal direttore del Museo Christian Greco o da un suo delegato al fine di ampliare la conoscenza del Museo, delle iniziative da esso proposte nell’ottica di offrire ai turisti tutte le informazioni necessarie e incentivare le visite.
Dal gennaio 2024, da quando i Giovani del Comitato Nazionale di Federalberghi hanno consegnato il premio “Giovanni Colombo” al direttore Greco, sono stati 250 gli associati e i dipendenti delle strutture ricettive torinesi che hanno usufruito di questa opportunità. Accanto a queste iniziative Federalberghi Torino e le strutture turistico ricettive si impegnano a veicolare, tramite newsletter, corner informativi e footer sui siti, le informazioni promozionali legate al museo.
Federalberghi prosegue nel percorso di sinergia e collaborazione con le principali istituzioni culturali del territorio al fine di incentivare le visite, ampliare l’offerta per i clienti delle strutture turistico ricettive e fornire un primo supporto informativo ai turisti in visita.
“Il rinnovo di questo accordo conferma la volontà di Federalberghi Torino di rafforzare il legame tra il sistema ricettivo e uno dei poli culturali più prestigiosi della città – dichiara Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – il rapporto tra la nostra associazione e una prestigiosa realtà culturale quale il Museo Egizio rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra realtà locali possa generare valore per la città e per chi la visita. Coinvolgere il nostro personale significa inoltre investire in un turismo più consapevole, capace di raccontare Torino attraverso le sue eccellenze culturali e la professionalità delle sue strutture ricettive”.
Mara Martellotta
Un piano di investimenti che guarda all’efficienza dei servizi e alla riduzione dell’impatto ambientale. Amiat Gruppo Iren ha approvato un programma di rinnovo e potenziamento del proprio parco mezzi, con uno stanziamento complessivo superiore ai 19 milioni di euro destinato all’acquisto di nuovi veicoli e ai servizi di manutenzione.
Nel dettaglio, il piano prevede l’acquisto di 58 nuovi mezzi: 17 spazzatrici di medie dimensioni, 29 veicoli per la raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani e 12 mezzi dedicati al lavaggio dei contenitori. Nelle prossime settimane partiranno le procedure di gara, mentre l’arrivo dei nuovi veicoli è previsto a partire dal secondo semestre del 2026.
Il potenziamento del parco mezzi consentirà ad Amiat di proseguire con la graduale dismissione dei veicoli più datati, sostituendoli con mezzi di nuova generazione dotati di motorizzazioni appartenenti a classi Euro più recenti. L’operazione è finalizzata a migliorare le prestazioni operative e a ridurre le emissioni inquinanti, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale.
Accanto all’acquisto dei nuovi veicoli, il piano include anche un accordo quadro triennale per la manutenzione e la fornitura di ricambi, per un valore di circa 4,8 milioni di euro, con l’obiettivo di garantire continuità ed efficienza nel funzionamento del parco mezzi.
«Il rinnovo del parco mezzi di Amiat rappresenta un’occasione per rafforzare il decoro urbano e la cura degli spazi pubblici», ha commentato l’assessora alle Politiche per l’Ambiente Chiara Foglietta, sottolineando l’impegno congiunto della Città e di Iren nel promuovere comportamenti corretti attraverso campagne di informazione, sensibilizzazione e controlli mirati.
Soddisfazione anche da parte dell’azienda. «Questo piano di potenziamento del parco mezzi è particolarmente significativo per Amiat», ha dichiarato Paola Bragantini, presidente di Amiat Gruppo Iren. «I nuovi veicoli e le risorse dedicate alla manutenzione ci permetteranno di migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi di raccolta e di igiene ambientale, a beneficio sia degli operatori sia dei cittadini».
Il piano si inserisce nel percorso di aggiornamento dei servizi di igiene urbana della città, con l’obiettivo di accompagnare Torino verso un modello di gestione dei rifiuti sempre più moderno e sostenibile.
TorinoClick
Di Riccardo Rapini
Ogni discorso sull’arte arriva in ritardo, o peggio risulta di troppo. Ogni opera ha già compiuto il suo lavoro in sé stessa, ciò che resta sono scarti, detriti e arzigogoli. Questa rubrica non prova a colmare quella distanza: si limita a muoversi tra i brandelli, a ridosso di ciò che li ha caratterizzati per poi, infantilmente, indicarveli.
Il primo artista di cui vi voglio parlare è Antimo Matano.

Campano di origine è nato nel 1992 a Carinola, nel casertano. La sua formazione lo porta lontano, qui a Torino, in cui ha vissuto e studiato, trovando uno spazio (termine che nelle sue varie declinazioni tornerà spesso in questo articolo) di accoglienza umana e intellettuale e che ha cesellato parte del suo modo di pensare il lavoro e il paesaggio.
Trova casa in un complesso abitativo dal carattere antico e un po’decadente, in Corso Casale 79 a ridosso di Borgo Po.
Qui ha il suo piccolo studio e la sua casa, spartana e di immediato impatto: le mura e parte del pavimento sono ricoperte, mi conferma Antimo, da più di 400 metri quadrati di sue tele.
Dalla finestrella del suo studio si vede il Po e le fronde degli alberi di Parco Michelotti, dalla porta a vetro che dà su Piazza Borromini invece lo sguardo cade inevitabilmente su un orologio fermo su un edificio. Tutto scorre e tutto rimane immoto.
Torino piace molto a Matano, soprattutto nei suoi angoli più declinanti e selvatici, eppure torna ossessivamente a un solo luogo: le montagne del Massico, sopra Carinola, che incombono sul suo piccolo paese natio e su di lui con il peso persuasivo di un pensiero antico e inspiegabile.
Non perché lì vi si nasconda una qualche verità irraggiungibile altrove, ma perché certi territori, quando ci hanno visti germogliare, si traducono in una compulsiva prigione mentale dalla quale non si esce più. Sono come elastici, più ti ci allontani e più ti riportano indietro.
E si continua a girarci attorno, a raschiarli, a sperare che restituiscano qualcosa. Non lo fanno, al massimo cedono delle tracce confuse sulle quali noi stampigliamo significati. Come l’infanzia ricordata da adulti.
Ma questo paesaggio esterno e interno nelle tele di Antimo non è un “tema”, bensì un pretesto.
Un deposito di memorie che resistono pervicacemente allo sparire e che per sfinimento vengono dunque celebrate.
Anche se ogni tentativo di rappresentarle fallisce, come fallisce ogni mappa: invece di chiarire, produce un altro groviglio. Un altro paesaggio, dice l’artista. Più precisamente un’altra approssimazione: se cercassimo di essere cartograficamente rigorosi una mappa dovrebbe rappresentare l’infinito.
Quello di Matano è un gesto ripetuto e materico: in cui tracce e sovrapposizione tentano di sigillarsi in un linguaggio che rievoca quello del rito. Un perenne opporsi al percepito vuoto spaziale che rimanda la tela, che è sempre più profonda di chi la guarda. Un vuoto da cui stilla minaccioso l’assenza di senso, ma che iniziando a collocarlo, e quindi recintandolo, lo si rende “sacro”: il perimetro di mattoni di un altare a un dio sconosciuto.
Le opere di Antimo sono infatti spesso circoscritte in aree concentriche (oltre a quella naturale della tela), il cui intento mi ricorda quello della quadratura del cerchio: un tentativo impossibile di congiungere Terra e Cielo.
Nel recinto poi l’artista tende ossessivamente i lembi di una stratificazione di segni, che rievocano remoti abitati, e che incarnano la sua poetica. Una miscela di geometrie che perdono di disciplina e si sfaldano, finalmente; come in certe opere di Antoni Tàpies. Una poetica che è appunto difesa, come un accumulo di strati di terra sopra qualcosa che si preferirebbe non vedere più.
Cos’è questo buio che si vuole celare?
Ma il recinto non sacralizza nulla, serve solo a illudersi che esista ancora un dentro separato da un fuori. Che qualcosa possa essere protetto e verticalizzato tramite l’edicola dell’arte.
Tutto è già da sempre esposto, già consumato. Anche il sacro non ha mai avuto bisogno di cornici o di tele per sopravvivere poiché nasce da uno smarrimento biologico originario, e quasi sempre mal razionalizzato, dinanzi l’insanabile frattura tra l’Io e il Tutto, trasversale in ogni epoca finché esisterà l’uomo.
La pittura di Matano vorrebbe essere architettura, scultura, paesaggio, memoria. Non riesce a essere nessuna di queste cose fino in fondo. Rimane sospesa, incompiuta, come chi ha capito troppo tardi di aver scelto il mezzo sbagliato. Ma proprio in questa insufficienza c’è qualcosa di autenticamente bello e, per opposizione, compiuto. Esattamente come il finale mancato del Castello di Kafka, inesaurito ed inesaudibile: le porte del Castello non si possono aprire e nemmeno si può scriverne o dipingerne attendibilmente.
I quadri di Antimo quindi ripiegano sulla fossilizzazione di istanti sformati, come fa la terra con tutto ciò che le cade sopra. Li rendono fotografie di un inconscio preistorico e tumultuoso e che, a chi li osserva, ricordano la numinosa creazione di un bambino, di un sacerdote primitivo o di un archeologo.
Lasciandoti però la sensazione che queste opere, oltre che di paesaggio, di spazio e di sacralità parlino di un uomo che non riesce a smettere di fissare lo stesso punto, pur sapendo che non risponderà mai come egli vorrebbe. Ed è l’infinito in questo punto, a conti fatti, l’unica cosa che valga la pena di essere perennemente mostrata.
“Vorrei che il bianco del foglio sparisse e un nero pensiero di giorno prendesse il suo posto. Per sempre” A.M.
Nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione a un’Ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa nei confronti di un cittadino romeno venticinquenne gravemente indiziato dei reati di indebito utilizzo e falsificazione di carte di pagamento, nonché di furto aggravato.
Nello specifico, le investigazioni, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, hanno tratto origine da una segnalazione pervenuta nel mese di maggio 2025 dall’Ufficio Antifrode di una società operante nel settore dei carburanti, relativa a una serie di transazioni ritenute anomale effettuate nel territorio torinese mediante l’utilizzo di una carta carburante associata a un veicolo di servizio in uso a un Commissariato di Pubblica Sicurezza della provincia di Bari.
Le attività investigative, sviluppate attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, l’esame del traffico telefonico e l’impiego di presidi tecnologici, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato in relazione alle condotte illecite contestate, poste in essere tra la fine di aprile e la prima metà di maggio 2025.
Nel prosieguo delle indagini, i medesimi approfondimenti investigativi hanno altresì permesso di accertare il coinvolgimento del soggetto nel furto aggravato perpetrato nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2025 ai danni di una profumeria del centro cittadino, nel corso del quale venivano asportati profumi e altri prodotti per un valore complessivo stimato in circa 245.000 euro.
L’analisi delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza dell’esercizio commerciale e di ulteriori impianti pubblici e privati, unitamente ad altri riscontri investigativi, ha consentito di individuare elementi utili all’identificazione di uno degli autori del reato, riconosciuto nell’odierno destinatario del provvedimento cautelare restrittivo.
Nell’ambito del medesimo procedimento, nel mese di novembre 2025, veniva eseguita una perquisizione locale e personale, disposta dall’Autorità Giudiziaria, nel corso della quale l’indagato veniva trovato in possesso di numerose card clonate, nonché di apparecchiature elettroniche artigianali del tipo “skimmer” e di ulteriore materiale ritenuto idoneo alla clonazione di carte di pagamento. Il materiale rinvenuto veniva sottoposto a sequestro e, alla luce degli elementi emersi, il soggetto veniva tratto in arresto in flagranza di reato.
Il complessivo quadro indiziario emerso nel corso delle indagini, ulteriormente corroborato dagli esiti della perquisizione e dall’arresto in flagranza, è stato condiviso dall’Autorità Giudiziaria procedente, che ha emesso il provvedimento restrittivo eseguito in data odierna.