Valanga sulle Alpi Cuneesi: un morto e 2 feriti gravi

Un morto, due feriti gravi e una persona illesa. È questo il bilancio di un’enorme valanga che si è staccata in alta Valle Maira a 2.300 metri di quota, nel comune di Acceglio, nell’area del bivacco Bonelli. È accaduto nella tarda mattinata di oggi.

Stando ai primi riscontri, sono quattro gli escursionisti rimasti travolti dalla neve: uno ha perso la vita, due sono stati soccorsi in gravi condizioni e una non ha riportato ferite. Sul posto il Soccorso alpino, il personale del 118 e le forze dell’ordine. Sono in corso le ricerche per trovare eventuali dispersi.

VI.G

Città più verdi e aria più pulita: 30 milioni dalla Regione ai Comuni

La Giunta regionale approva la misura per la transizione ecologica proposta dall’assessore Marnati

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, una delibera che prevede il finanziamento di progetti finalizzati al rafforzamento della tutela della natura, della biodiversità e delle infrastrutture verdi, nonché alla riduzione delle diverse forme di inquinamento negli ambiti urbani.

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 30 milioni di euro, destinati a sostenere interventi che migliorino la qualità ambientale delle città piemontesi, promuovendo modelli di sviluppo più sostenibili e resilienti.

Le risorse sono ripartite tra Fesr – Fondo europeo di sviluppo regionale (40%), Stato (42%) e Regione Piemonte (18%). I contributi, erogati sotto forma di sovvenzione sulla base delle spese effettivamente sostenute, sono riservati esclusivamente agli enti pubblici e mirano a supportare le amministrazioni locali nella programmazione e nella realizzazione di interventi capaci di rendere i centri urbani più sostenibili e adattabili alle sfide ambientali.

Con il provvedimento è stata approvata la scheda tecnica della Misura “Interventi per l’adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti”, inserita nel Programma regionale Fesr 2021/2027, nell’ambito della Priorità II “Transizione ecologica e resilienza”. L’iniziativa è orientata in particolare al miglioramento della qualità dell’aria e alla vivibilità dei centri abitati.

«Con l’approvazione di questa scheda tecnica facciamo un passo decisivo verso la transizione ecologica delle nostre città – dichiara l’assessore all’Ambiente Marnati -. Stanziamo 30 milioni di euro, risorse importanti e concrete che la Regione mette a disposizione degli Enti Pubblici per combattere l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno. L’obiettivo è chiaro: dobbiamo rendere i nostri centri urbani più resilienti e sani. Intervenire sugli ambiti urbani con infrastrutture verdi e soluzioni innovative per ridurre le emissioni non è solo un obbligo europeo, ma una priorità assoluta per la salute dei cittadini e per la tutela del territorio. Vogliamo supportare le amministrazioni locali affinché possano realizzare opere che abbiano un impatto reale e immediato sulla vita delle comunità. Questa Giunta conferma, ancora una volta, il suo impegno per uno sviluppo sostenibile che guardi al futuro del Piemonte»

La misura, in coerenza con gli obiettivi di mobilità sostenibile e rigenerazione urbana e in attuazione del Piano regionale della qualità dell’aria, finanzierà una serie di interventi promossi dai Comuni piemontesi per il miglioramento della qualità dell’aria, con particolare riferimento alle polveri sottili e agli ossidi di azoto. Gli interventi sono finalizzati alla promozione di una mobilità attiva, sicura, integrata e attrattiva, contribuendo al rientro, nel più breve tempo possibile, dei valori degli inquinanti entro i limiti previsti, anche in sinergia con le misure nazionali.

Le azioni previste permetteranno di ridurre le emissioni derivanti dal traffico veicolare e di limitare l’esposizione degli utenti più vulnerabili all’inquinamento di prossimità, favorendo al contempo l’uso di modalità di spostamento alternative all’auto privata e riducendo la congestione stradale, soprattutto nelle ore di punta, con un conseguente consolidamento dell’uso della bicicletta negli ambiti urbani.

Sono ammissibili progetti che prevedano interventi infrastrutturali di ridisegno degli spazi pubblici in prossimità di poli attrattori urbani, come scuole e aree pubbliche. Tra le opere finanziabili rientrano la definizione, la riorganizzazione e la segnalazione delle aree soggette a limitazioni per i veicoli più inquinanti, l’installazione di segnaletica verticale, l’istituzione o l’estensione di aree pedonali e di zone con limite di velocità a 30 km/h.

La misura comprende inoltre la trasformazione di piazze, parchi, giardini e aree gioco, la creazione di scuole car-free mediante percorsi pedonali e ciclabili casa-scuola, l’attivazione di iniziative per gli spostamenti sicuri verso gli istituti scolastici (come pedibus e bike to school), l’estensione e l’efficientamento delle corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale e la realizzazione di nuovi percorsi ciclabili urbani.

Tra gli interventi finanziabili rientrano anche la deimpermeabilizzazione del suolo e la realizzazione di nuove infrastrutture verdi, funzionali all’adattamento ai cambiamenti climatici.

Le risorse saranno assegnate a partire dal 2026 fino al 2030, assicurando una programmazione pluriennale degli interventi. La Giunta ha inoltre previsto uno stanziamento aggiuntivo di 189.591,36 euro per l’assistenza tecnica necessaria alla gestione della Misura. I contributi potranno coprire fino al 90% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 630.000 euro per i piccoli Comuni e di 1,8 milioni di euro per i capoluoghi e per i Comuni con oltre 10.000 abitanti.

I fondi, ripartiti tra Unione europea, Stato e Regione, saranno assegnati tramite bando a sportello. La gestione della Misura è affidata alla Direzione regionale “Ambiente, Energia e Territorio”, attraverso il settore “Qualità dell’Aria e Innovazione Tecnologica per l’Ambiente”, che curerà la predisposizione del bando attuativo, la definizione delle procedure per la presentazione delle domande e la selezione degli interventi secondo i criteri approvati dal Comitato di Sorveglianza del Pr Fesr 2021-2027, garantendo trasparenza e coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile della Regione Piemonte.

Cremosa crostata al cioccolato fondente

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Decisamente golosa questa crostata, un mix perfetto tra pasta frolla fragrante e cioccolato fondente.

Una dolce tentazione assolutamente da assaggiare.

Ingredienti

Frolla:
250gr. di farina 00
120gr. di burro
80gr. di zucchero
2 tuorli
Un pizzico di sale

Farcia:
200gr. di cioccolato fondente 70%
200ml. di panna fresca liquida
100gr. di zucchero a velo
Una noce di burro
Frutta secca per guarnire

Preparare la frolla impastando velocemente tutti gli ingredienti, se dovesse risultare troppo dura, aggiungere 1-2 cucchiai di acqua. Stendere la pasta frolla in una teglia con fondo amovibile, bucherellare il fondo e riporre in frigorifero per almeno 2 ore.
Coprire la frolla con carta forno, riempire la base con fagioli o riso e cuocere a 160 gradi per 30 minuti. Lasciar raffreddare.
Preparare la farcia. Scaldare la panna fino quasi a bollore, togliere dal fuoco, aggiungere lo zucchero a velo ed il cioccolato ridotto a pezzetti e la noce di burro. Lasciar sciogliere bene gli ingredienti fino ad ottenere una crema vellutata.
Rimpire la frolla con il cioccolato fuso, livellare bene e decorare con pistacchi o nocciole a piacere.
Servire a temperatura ambiente.

Paperita Patty

Distanze cimiteriali, Bartoli: “Un risultato atteso dai Comuni”

RECEPITA DAL GOVERNO LA PROPOSTA DEL PIEMONTE

“E’ frutto di un lavoro condiviso e lungimirante”

Con l’approvazione da parte del Parlamento della modifica all’articolo 338 del Testo Unico delle leggi sanitarie, viene finalmente recepita a livello nazionale una proposta normativa nata in Piemonte e approvata dal Consiglio regionale, che introduce una maggiore flessibilità nella disciplina delle distanze cimiteriali.

Si tratta di un risultato concreto e molto atteso da numerosi Comuni, in particolare quelli di piccole dimensioni e delle aree montane, che per anni hanno dovuto fare i conti con un vincolo rigido e ormai superato, spesso causa di blocchi urbanistici e difficoltà nella pianificazione del territorio.

«Questa modifica rappresenta una risposta pragmatica a un’esigenza reale dei territori – dichiara Sergio Bartoli, Consigliere regionale del Piemonte e Presidente della V Commissione Ambiente – ed è il frutto di un lavoro istituzionale serio, portato avanti in Consiglio regionale e condiviso con la Giunta, che ha saputo interpretare e tradurre le richieste dei sindaci in una proposta normativa concreta».

Bartoli sottolinea in particolare il ruolo dell’Assessore regionale all’Urbanistica Marco Gallo, ringraziandolo per la visione e la capacità di ascolto dimostrate lungo tutto il percorso:
«Voglio ringraziare l’Assessore Gallo per la lungimiranza con cui ha affrontato una questione sentita da tempo dagli amministratori locali. Il lavoro condiviso tra Consiglio e Giunta ha permesso di costruire una proposta equilibrata, capace di arrivare fino al Governo e di essere recepita nella Legge di Bilancio».

La modifica consente ora, a determinate condizioni e nel rispetto delle valutazioni sanitarie, di intervenire all’interno delle fasce di rispetto cimiteriali, restituendo ai Comuni margini di autonomia e strumenti più adeguati alle attuali condizioni igienico-sanitarie e alle moderne pratiche di sepoltura.

«È un segnale importante – conclude Bartoli – che conferma come il Piemonte sappia essere propositivo e credibile a livello nazionale. Un risultato che rafforza il ruolo delle istituzioni regionali come cerniera tra territori e Stato e che dimostra l’efficacia del lavoro svolto all’interno della Lista Civica Cirio Presidente, sempre attenta alle esigenze concrete delle comunità locali».

Al Castello di Miradolo “C’è oggi una fiaba”

Al  Castello di Miradolo il nuovo progetto espositivo della Fondazione Cosso si intitola “C’è oggi una fiaba” ed è appunto dedicato al ruolo della fiaba, alle sue funzioni e alle sue caratteristiche nel mondo contemporaneo. A partire dalla celebre riflessione di Gianni Rodari ‘le fiabe sono alleate dell’utopia, non della conversazione’ , la mostra rappresenta un invito a entrare in un racconto e a riscoprire, attraverso l’arte, il potere immaginifico e trasformativo della fiaba.
Curata da Roberto Galimberti con il coordinamento generale  di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi, l’esposizione sulla fiaba intreccia gli elementi ricorrenti del racconto fiabesco con opere di arte moderna e contemporanea. Si dà così vita ad un percorso fatto di luoghi simbolici, personaggi metaforici e oggetti pensanti in cui perdersi, ascoltarsi e ritrovarsi.
Le opere di Bagetti, Sofia Cacherano di Bricherasio, De Dominicis, Pinot Gallizio, Gilardi, Jorn, Kosuth, Licini, Melotti, Mondino, Blinky Palermo, Pistoletto, Schütte, Kiki Smith, Sturani, Veronesi trasformano il castello di Miradolo in uno spazio intimo e condiviso, capace di accogliere nuove storie e nuovi sguardi.
Le opere provengono tutte  da istituzioni torinesi, quali la GAM, Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, il Museo della Frutta, i Musei Reali, il Museo di Antichità e il teatro Regio, importanti collezioni private e gallerie internazionali.
Il percorso è  arricchito da una selezione di rare edizioni  di fiabe e da una installazione  sonora inedita curata da ‘Avant-dernière pensée’ che si ispira a “Ma mère l’oye”,  “Mamma oca”, una suite di Maurice Ravel, originalmente composta  per pianoforte a quattro mani  nel 1910, che  si articola in dieci brani ispirati ai racconti di Charles Perrault, di Madame d’Aulnoy e Madame Leprince di Beaumont, libri di fiabe per l’infanzia.
Parallelamente si sviluppa il progetto “Da un metro in giù “, un percorso didattico per visitatori di tutte le età che invita ad osservare l’arte e la realtà  attraverso il gioco.
Grande attenzione è riservata all’accessibilità,  con la presenza di testi in più lingue, strumenti inclusivi come la LIS, percorsi dedicati e lo Spazio calmo, che rendono la mostra fruibile a tutti.
Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo, Torino
Mara Martellotta

“Concerto per la Pace – Tra Cielo e Terra”

Polimnia Arts Company,  6 gennaio 2026 su patrocinio di Rotary Torino Duomo, in collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte

Si terrà a Torino, il 6 gennaio prossimo, giorno dell’Epifania, alle ore 21, presso la Chiesa Parrocchiale di Madonna di Campagna di via Cardinal Massaia 98, un concerto organizzato dall’Associazione Polimnia Arts Company APS che appassionerà sia gli intenditori sia gli appassionati del genere, e che prevede l’esecuzione di brani tratti dai principali capolavori di due grandi compositori: Richard Wagner e Giuseppe Verdi. Il concerto vedrà protagonista la Polimnia Arts Chorus e Orchestra, diretta dal Maestro Lorenzo Battagion. La serata sarà presentata da Sax Nicosia.

Di Richard Wagner verranno eseguite “Vorspiel”, tratta da “I maestri cantori di Norimberga”; “Liebestod”, tratto da “Tristano e Isotta” (soprano: Annamaria Turicchi) e “Wein und Brot des letzten Mahles”, dal finale del primo atto del “Parsifal”.

Nella seconda parte del concerto verranno eseguite, di Giuseppe Verdi, la Sinfonia da “Nabucco”, l’Ouverture da “La forza del destino” e il “Te Deum” e Quattro pezzi sacri per coro e orchestra (soprano: Serena Rubini).

“I maestri cantori di Norimberga” è l’unica opera buffa scritta da Wagner, sebbene egli stesso non l’avrebbe definita così, poiché contiene sfumature oscure e malinconiche. Il “Tristano e Isotta” è un dramma musicale di Richard Wagner su libretto dello stesso compositore, e costituisce un capolavoro del romanticismo tedesco oltre a rappresentare uno dei pilastri della musica moderna. Già nel 1854 Richard Wagner aveva pensato di comporre un dramma musicale ispirato al poema cavalleresco del Duecento di Gottfried von Strassburg, che racconta la vicenda di Tristano e Isotta, composta tra l’autunno del 1857 e l’agosto del 1859.

Il “Parsifal” è l’ultimo dramma musicale di Richard Wagner, composto tra il 1877 e il 1882, che segna il ritorno al tema del Graal, già affrontato molti anni prima nel Lohengrin. Il brano proposto descrive l’ingresso alla sala del Graal ed è illustrato da una grande pagina sinfonica. Risuonano le campane mentre i cavalieri si dispongono lentamente attorno all’altare. Un coro di voci bianche scende dalla cupola.

Il “Nabucco” è la terza opera lirica di Giuseppe Verdi, quella che ne decretò il successo. Composta su libretto di Temistocle Solera, “Nabucco” fece il suo esordio ottenendo grande approvazione da parte del pubblico il 9 marzo 1842, al teatro La Scala di Milano, alla presenza di Gaetano Donizetti. L’opera è ambientata tra Gerusalemme e Babilonia nel sesto secolo avanti Cristo, e narra la lotta tra gli ebrei e il re babilonese Nabucodonosor (Nabucco). L’opera ebbe un significato molto profondo per gli italiani dell’epoca, che vedevano nella prigionia degli ebrei un parallelo con la loro stessa oppressione e il desiderio di unificazione nazionale portato dal Risorgimento.

L’Ouverture da “La Forza del Destino”, sempre di Giuseppe Verdi, è un celebre brano orchestrale spesso eseguito come pezzo da concerto singolo, noto per la sua potenza drammatica e l’anticipazione dei temi operistici, specialmente quello della fatalità, riprendendo melodie dell’opera stessa, uno dei più famosi del repertorio sinfonico.

Il “Te Deum” è uno dei Quattro pezzi sacri composti da Verdi, che lo considerava uno dei suoi lavori più significativi e che ne conclude il ciclo. Si tratta di una composizione intensa e profonda, che può essere letta come una meditazione sul rapporto tra l’uomo, il sacro e la natura. Viene evocata l’immagine di una pineta viva in cui ogni albero, come ogni voce, contribuisce a un’armonia dell’insieme. Il taglio degli alberi spezza quell’equilibrio lasciando silenzio e vuoto. Il finale sommesso del “Te Deum” invita alla riflessione, come lo sguardo che si posa su una pineta ferita e interroga la coscienza dell’uomo.

Il concerto sarà eseguito da Polimnia Arts Chorus e Orchestra, diretta dal Maestro Lorenzo Battagion, direttore artistico della Polimnia Arts. Il Rotary Club Torino Duomo è patrocinante dell’evento, in collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte

Il concerto avrà la finalità di una raccolta fondi per Save the Children, rivolta ai bambini coinvolti nei conflitti nelle varie zone del mondo.

L’ingresso è a offerta libera.

Milleproroghe, Montaruli (FdI): “Ascoltato il territorio”

“Con il milleproroghe il Governo ascolta la richiesta dei comuni della provincia di Torino e interviene sui ritardi di Città Metropolitana dando un ulteriore anno di tempo per le adempienze necessarie del decreto ponti. Più tempo quindi per un serio intervento a favore di Castiglione, Preti e Carignano, tempo prezioso che non può essere sprecato. Nelle scorse settimane avevamo ascoltato l’appello delle amministrazioni facendoci portatori con il sottosegretario Iannone della loro istanza. Ancora una volta Fratelli d’Italia risponde alle esigenze dei territori, togliendo a Città Metropolitana ogni alibi  e smontando ogni polemica intentata” lo dichiara il vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli.

Che cosa significa tornare a vedere “Cantando sotto la pioggia”

All’Alfieri, repliche e grandioso successo sino al 6 gennaio

Tornare a vedere – e riapplaudire, senza se e senza ma, far ricredere quanti ancora possono credere che sul mondo del musical si sia depositata una certa polvere – all’Alfieri (repliche sino al 6 gennaio) “Cantando sotto la pioggia”, significa fare innanzitutto sincero chapeau dinanzi allo sforzo produttivo del Fabrizio Di Fiore Entertainment, una ricchezza nel mondo odierno dello spettacolo musicale in Italia, una ricchezza che ha l’apporto puntuale e incondizionato di 22 artisti tra attori e ballerini più 14 persone dietro le quinte a sovrintendere sera dopo sera una macchina teatrale che non è certo indifferente. Significa riconoscere quanto dalle anteprime dello scorso maggio proprio quella macchina, in qualche ansa di non facile scorrimento, si sia irrobustita e snellita, come in tutta la parte finale si sia messo maggior ordine agli sviluppi del racconto, causa non ultima la corposa tournée di “Cantando” che da inizio stagione ha già toccato tra gli altri Trieste e Firenze, Bolzano e Bologna per concludersi a fine aprile sul palcoscenico del Brancaccio di Roma dopo essere passata per Bari e Ancona, città del Veneto e Milano.

Significa essere presi, ancora una volta, dalla regia tutta vulcanica e fuochi d’artificio di Luciano Cannito – a lui si devono anche le festosequanto eleganti coreografie -, dal rispetto mantenuto per quello che rimane un capolavoro del cinema (era il 1952, Gene Kelly sullo schermo a danzare “in the rain” e alla regia con Stanley Donen, con accanto una freschissima Debbie Reynolds e un indiavolato Donald O’Connor mentre la Lina Lamont di Jean Hagen s’avvicinava all’Oscar) senza sottrarlo a una buona dose di attuale ironia, dal ritmo magnificamente indiavolato che all’Alfieri di oggi tocchiamo ancor più con mano tra risate e applausi e viva partecipazione, nel completo coinvolgimento del pubblico, l’omaggio dovuto di un uomo di teatro a un testo e alle musiche in cui ha sempre creduto, “un sogno che si avvera nei confronti di un testo a cui ho pensato da sempre, da quando ho iniziato a fare il mestiere che faccio”. Significa apprezzare uno spettacolo che – con il libretto di Betty Comden e Adolph Green, con le musiche e le canzoni di Nacho Herb Brown e Arthur Freed, firma leggendaria a Hollywood, dal “Mago di Oz” a “Gigi” – rende omaggio al vecchio cinema, a qualsiasi vecchio film di una industria che stava crescendo e che con “Il cantante di jazz” (era l’ottobre del ’27) abbandonava l’epoca del muto per il sonoro; già scrivevo, “compresi righe e filamenti volanti sulla pellicola, il carattere un po’ démodé delle scritte: con tanto di titoli di testa a elencare cast, costumi e scenografie, musiche, regia e produzione, quanti fecero l’impresa e quant’altro ancora: come ai vecchi tempi, tutto a scorrere sulla quarta parete del palcoscenico”; compresa l’eccellente ricostruzione di un clima e di un’epoca e le citazioni che soddisfano la cinefilia di chi scrive, dall’orologio di Harold Lloyd di “Preferisco l’ascensore” nelle immagini alle gambe più belle (e costose) del mondo, quelle di una smagliante Cyd Charisse in silhoutte in coppia con Kelly -, le musiche e le canzoni, le torte in faccia e le cineprese insicure, le recitazioni approssimative o senz’altro disastrose tra i fondali di cartapesta e il bianco e nero, i sentimenti e la cavalcata attraverso un sogno che si può realizzare, la gavetta e i capricci, le voci stridule e inascoltabili, i dispetti e le rivalse tra primedonne, la superiorità dell’eterno teatro sulla nuova arte, il red carpet e le dive (o pseudo-dive) che riuscivano a manipolare contratti e majors, il doppiaggio che può rimettere in piedi le cose, un divertimento insomma che riempie appieno le tre ore circa dello spettacolo. Non ultimi a decretare il successo i costumi di Silvia Califano e le scene mobili e veloci di Italo Grassi.

Significa riapprezzare le prove maiuscole degli interpreti. Lorenzo Grilli, cresciuto alla scuola di Gigi Proietti e nel cinema di Roberta Torre, è un validissimo Don Lockwood, infaticabile, visibilmente irrobustito, davvero efficace, nella recitazione e nella costruzione del protagonista, trascinante nel momento “in the rain” sotto scrosci non indifferenti d’acqua con voce e salti e zompi invidiabili sui lampioni di scena. Martina Stella e Flora Canto, su due diversissimi versanti, nella conferma che sono due belle attrici, che convincono, un ritrattino ancor più tutto pepe di ocaggine agguerrita nel non voler cedere lo spazio che s’è guadagnato la prima, zeppa di birignao e di confusione di vocali in finali di parole, divertentissima e spavaldamente ironica; grintosa “my fair lady” del palcoscenico la seconda, pienamente disponibile ad un percorso di tutto rispetto, pronta a esplodere e a portare a casa studio e passione ed entusiasmo in un godibilissimo “Good Morning” con i suoi due compagni di felice avventura. L’altro è Vittorio Schiavone, felicissima scoperta, inattesa a maggio e superlativa oggi, un folletto di scena che segui in ogni suo movimento, un artista autentico e versatile e completo, che rischia in parecchi momenti di diventare il mattatore della serata: sarebbero sufficienti, con buona pace del suo vecchio collega di Hollywood (cercatevi certi spezzoni in rete!), “Make ‘Em Laugh” o “Moses Supposes” (qui con Grilli, un binomio da premi incondizionati) o ancora il citato “Good Morning”, per farci ripetere che “il suo Cosmo, per certi tratti, ha tutta la magia dell’inafferrabile, del campione che non hai ancora incrociato, dell’uomo di palcoscenico abituato a sgusciar fuori improvviso, a lanciare piccoli e grandi guizzi e a colpire (sempre) nel segno, del nome che per il futuro non potrà di certo sfuggirti e che dovrai essere tu a dover tenere d’occhio”.

Elio Rabbione

Le immagini di “Cantando sotto la pioggia, regia di Luciano Cannito, sono di Valerio Polverari.

Industria piemontese 2026, le sfide e le preoccupazioni

Torino e Piemonte industriali, 2025 anno di svolta lenta

Produzione in lieve ripresa, occupazione stabile. Il 2026 può segnare l’inizio di un nuovo ciclo

Il 2025 si chiude per l’industria piemontese con un bilancio fatto di prudenza, segnali di recupero e molte incognite ancora aperte. Dopo due anni di rallentamento, il sistema produttivo regionale ha cominciato a rimettersi in moto, ma senza ancora imprimere una vera accelerazione. Torino resta al centro di questa fase di riassestamento, tra la crisi dell’automotive tradizionale e la crescita dei comparti tecnologicamente più avanzati.

Nel corso dell’anno la produzione industriale ha mostrato una dinamica moderatamente positiva, con una crescita media che oscilla attorno all’1% e picchi superiori al 2% nei mesi centrali del 2025. A trainare il recupero sono stati soprattutto l’alimentare, l’aerospazio e parte della meccatronica, mentre la metalmeccanica legata alla filiera dell’auto continua a scontare un rallentamento strutturale. Il risultato è un quadro a macchia di leopardo: aziende in piena trasformazione tecnologica convivono con realtà ancora ferme in una fase di attesa.

Anche sul fronte dell’occupazione il segnale è di tenuta. Nei primi mesi dell’anno il saldo regionale ha superato le duemila nuove posizioni lavorative, con la Città metropolitana di Torino che ha concentrato la maggior parte delle assunzioni. Molte imprese hanno mantenuto organici stabili e una quota crescente ha avviato piani di inserimento di figure tecniche e digitali, segnale di una domanda di competenze che sta cambiando volto.

A sostenere questa fase sono anche gli investimenti, con circa un quarto delle imprese che ha programmato spese per rinnovare macchinari, digitalizzare processi e introdurre automazione. È una trasformazione silenziosa ma profonda, che sta ridisegnando il profilo industriale piemontese, sempre meno ancorato alla monocultura dell’auto e più orientato verso produzioni ad alto valore aggiunto.

Le prospettive per il 2026 restano improntate alla cautela, ma con un clima più fiducioso rispetto al recente passato. Le attese indicano una possibile crescita più strutturata, trainata dall’aerospazio, dalla manifattura green, dall’alimentare evoluto e dalla riconversione della filiera automotive verso l’elettrico e la mobilità intelligente. I rischi non mancano: mercati internazionali instabili, concorrenza asiatica e costi energetici ancora elevati continuano a pesare sulle strategie delle imprese.

Il 2026 potrebbe però segnare l’inizio di un nuovo ciclo industriale per Torino e il Piemonte: meno basato sui grandi volumi, più orientato all’innovazione, alla qualità e alle competenze. Una crescita lenta, ma potenzialmente più solida e duratura.

Crans Montana, elicottero dal Piemonte porta ferito in Lombardia

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Il Piemonte da’ il suo aiuto alla Svizzera trasferendo un ferito di Crans Montana in Lombardia. Azienda Zero ha risposto a una richiesta della Creli (Consolle regionale elisoccorso della Lombardia) per il trasporto di un paziente. Ieri un elicottero è decollato da Borgosesia (Vercelli) alle 16:05 ed è atterrato a Sion alle 16:25 dove ha prelevato il ferito che ha poi trasferito in ospedale in Lombardia.