La Poesia / di Alessia Savoini
IL VELO DI MARA
Spogliami
dei sette veli che hanno spodestato l’alba
:
quale adultero sogno
ha trattenuto un uomo nel covo della sua terra?
Non vedi?
Maya ha smascherato i docili bordi della nostra chimera
:
corpo, come lapis,
un vuoto che declina il suo spazio nel limo
e alla pietra accosta il destino del papavero.
Oblio, amato oblio
quale preghiera raccolta nella chiusa del palmo
trasuda vita sulla fronte dell’assenza?
Coprimi
la nuda ferita della trasmutazione
cruda, come il segno strappato
nell’inguine di una terra alla deriva.
Depongo
l’ultima reliquia della parola
agli angoli di una bocca che bacia la promessa,
nel tempo in cui l’anello sovverte il tronco
e nell’ombra di sette soli
che del tempo hanno spodestato la misura.



E’ stato un grande e brillante divulgatore dell’arte e del patrimonio storico del Paese che seppe difendere con coraggio senza lo snobismo del Fai o di “Italia nostra”; aveva un modo di parlare e di scrivere seducente che colpiva anche gli incolti, virtù molto rara in un uomo di cultura.
“Umano molto umano” Alla Casa De Rodis di Domodossola, dall’11 luglio al 20 ottobre, in memoria dei volti e delle vite segnati dalla pandemia
Progetto di “Casa Testori” a cura di Giuseppe Frangi, la rassegna nasce su proposta e supporto della locale “Collezione Poscio”, nata dall’“appassionata incompetenza” (ironico titolo del catalogo della Collezione) dell’imprenditore edile Alessandro Poscio, scomparso nel 2013, “complice” la moglie Paola, che nell’arco di cinquant’anni ha saputo mettere insieme un’importante, prestigiosa raccolta di opere (pittura, disegno e scultura) datate fra fine Ottocento e Novecento. Spunto da cui partire, i drammatici mesi segnati dall’epidemia del Coronavirus.
11 – 17 luglio: Barbara Nahmad, “Ritratto di un ritratto (COVID-19, Brescia)”



