Sabato 17 aprile ore 21:00 youtube – canale SCENE
Musica eseguita dal vivo
L’ASTREE
Laura Torelli – voce recitante
Francesco D’Orazio – violino
Paola Nervi – violino
Elena Saccomandi – viola
Daniele Bovo– violoncello
Marta Graziolino – arpa
Riccardo Balbinutti – percussioni
Giorgio Tabacco– clavicembalo
Letture tratte da:
Poliziano, Striggio, Ovidio, Marino, Rilke, Pavese, Duffy
Musiche di:
Monteverdi, Corelli, Vivaldi, Couperin, Gluck, Berio, Bach
Riprese e postproduzione Edoardo Pivi
Service Tecnico Archensiel Studio di Paolo Penna
Location Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
In collaborazione con Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
«Un Mito è come un piccolo specchio – racconta l’ Astrée – possiamo estrarlo dalla tasca e interrogarlo in ogni epoca, e fino a quando avrà qualcosa da dirci vorrà dire che la sua forza vitale non si è esaurita, o forse fino a quando siamo capaci di interrogarlo e dargli un nuovo senso, siamo noi ad essere ancora vivi». Il mito di Orfeo risplende più vivo che mai dal palco del Teatro del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, sabato 17 aprile (Canale Youtube della Stagione) alle 21:00 con “Alla ricerca di Orfeo. Storia di un mito”: le musiche sono quelle di Monteverdi, Corelli, Couperin, Gluck, Berio, Bach, Vivaldi, integrate e approfondite da letture delle celebri pagine dedicate al ricordo immortale delle imprese e del profilo di una delle figure più incisive della mitologia greca, in una sintesi efficace quanto profonda condotta da Laura Torelli, che interpreta voci tratte da La Fabula di Orfeo (Poliziano), L’Orfeo (Striggio), Le Metamorfosi (Ovidio), La sampogna (Giovan Battista Marino), Orfeo, Euridice, Hermes (Rainer Maria Rilke), Dialoghi con Leucò (Cesare Pavese), Eurydice (Carol Ann Duffy).
In programma:
Letture tratte da: Musiche:
Angelo Poliziano (1454-1494) Claudio Monteverdi (1567-1643)
La Fabula di Orfeo Estratti da L’Orfeo e Ballo delle Ingrate
Alessandro Striggio (1573-1630) Arcangelo Corelli (1653-1713)
L’Orfeo Ciaccona in sol minore per 2 violini e continuo op. 2 n. 12
Ovidio (43 a.C.-17 d.C.) Christoph W. Gluck
Le Metamorfosi Che farò senza Euridice da Orphée et Euridice
Giovan Battista Marino (1569-1625)
La sampogna
Rainer Maria Rilke (1875-1926) Luciano Berio (1925-2003)
Orfeo, Euridice, Hermes da Duetti per 2 violini: n. 13 Jeanne / n. 34 Lele /
Cesare Pavese (1908-1950) n. 8 Peppino / n. 24 Aldo
Dialoghi con Leucò François Couperin (1668-1733)
Carol Ann Duffy (1955) Les Ombres Errantes per clavicembalo
Eurydice Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Adagio dalla Sonata n. 4 in do minore per violino e clavicembalo BWV 1017
Antonio Vivaldi (1678-1741)
La Follia, per 2 violini e basso continuo op. 1 n. 12 RV 63
Monforte d’Alba– Un iraniano, rifugiato politico in Olanda; un’inglese di origine nigeriana; una francese, un americano e un italiano. Cinque fra scrittori e scrittrici di forte valenza internazionale scelti da un Giuria Tecnica composta da docenti, intellettuali, critici e scrittori, presieduta da Gian Luigi Beccaria, linguista, saggista e crico letterario: sono loro i finalisti dell’XI edizione del “Premio Lattes Grinzane 2021”, promosso dalla “Fondazione Bottari Lattes” di Monforte d’Alba, intitolato a Mario Lattes (editore, pittore, scrittore, fra i più importanti intellettuali del secolo scorso) e rivolto alle opere di narrativa italiana e internazionale pubblicate in Italia, per quanto riguarda l’odierna edizione, fra il gennaio 2020 e il gennaio 2021. Ecco i loro nomi: Kader Abdolah (nato in Iran e rifugiato politico in Olanda) con “Il sentiero delle babbucce gialle” (Iperborea; traduzione di Elisabetta Svaluto Moreolo), Bernardine Evaristo (britannica di origini nigeriana) con “Ragazza, donna, altro” (Sur; traduzione di Martina Testa), Maylis de Kerangal (francese) con “Un mondo a portata di mano” (Feltrinelli; traduzione di Maria Baiocchi), Nicola Lagioia con “La città dei vivi” (Einaudi) e Richard Russo (statunitense) con “Le conseguenze” (Neri Pozza; traduzione di Ada Arduini). Vincitrice del “Premio Speciale Lattes Grinzane” – attribuito ogni anno a un’autrice o autore di fama internazionale che, nel corso del tempo, abbia saputo raccogliere un condiviso apprezzamento di critica e di pubblico – è invece quest’anno la canadese di lingua inglese (nata ad Ottawa e residente a Toronto) Margaret Atwood, edita in Italia principalmente da “Ponte alle Grazie” e tradotta, fra gli altri, da Guido Calza, Camillo Pennati, Elisa Banfi, Francesco Bruno, Margherita Crepax, Raffaella Belletti e Renata Morresi. Autrice di romanzi di successo come “Il racconto dell’Ancella”, “I testamenti”, “L’altra Grace” e “L’anno prima del diluvio” ( molti dei quali trasposti in serie televisive ) Atwood è in uscita in Italia, sempre per “Ponte alle Grazie”, con il romanzo “Bodily Harm”, scritto nel 1981 e con la sua più recente raccolta di poesie “Dearly”, attesi entrambi in autunno, oltreché con “Oryx e Crake”, in libreria dal 13 maggio, nuova edizione de “L’ultimo degli uomini”, edito in italiano nel 2003.
Scriveva nel 1753 la contessa Angelica Kottulinsky, dama d’onore della principessa Vittoria di Savoia Soissons:


