









Incontro con l’autore
Nella settimana dell’edizione 2023 del Salone Internazionale del Libro, Torino e’ pronta ad ospitare eventi ed incontri con gli autori.
Il 18 maggio lo scrittore romano Claudio Chiavari incontrera’ i lettori presso il centro commerciale Lingotto per presentare “Per i sogni non ci sono segreti” un racconto scaturito dal percorso della Via Francigena che attraversa il suo territorio.
“Per i sogni non ci sono segreti.
Bisogna solo farli volare sulle ali del condor” Cit.
“Erano solo due amanti
Seduti nell’auto, mentre ascoltavano Blonde, innamorandosi l’un l’altro
Cieli rosa e arancio, sentendosi bambini, non Donald Glover
Chiamate perse da mia madre
“Dove sei stanotte?”
Niente alibi, ero completamente da solo”
Jvke, pseudonimo di Jacob Dodge Lawson (Providence, 3 marzo 2001), è un cantautore statunitense.
Quando sento certi brani, e guado la fdata di nascita di chi li ha immaginati, scritti e realizzati fino a cantarli, mi penso alla loro età e dico:”quanto sono avanti questi ragazzi rispetto a me…sempre”.
Un mio allievo me l’ha fatta ascoltare e poi l’abbiamo catata in chiave acustica (non vi so dire l’emozione, sembra scritta per lui n.d.r.) e subito mi ha fatto venire il sorriso e la voglia di un amore cosi romantico, cosi puro.
Non troppo da dire di questo ragazzo cosi giovane ma il web ci dice essere nato da un’insegnante e un pastore protestante,che fin da bambino inizia a cantare in un coro religioso ed a prendere lezioni di pianoforte, oltre a comporre alcune canzoni da eseguire con il coro.
Intraprende successivamente la carriera universitaria, decidendo tuttavia di interrompere gli studi per intraprendere la carriera musicale a livello professionistico. (mi ricorda giusto qualcuno).
Nel 2020, durante la pandemia di Covid-19, inizia a dedicarsi alla pubblicazione di video su TikTok e pubblica il suo singolo di debutto “Upside Down”.
In questo periodo, l’artista ottiene una notevole popolarità sul social spingendo così il già noto Charlie Puth a prendere parte a un remix di “Upside Down”.
Nel 2021 pubblica il singolo Dandelion con il DJ Galantis, seguito dal brano da solista “This Is What Falling in Love Feels Like”. Con quest’ultimo ottiene un disco d’oro negli Stati Uniti. Nel 2022 pubblica il suo album di debutto “This Is What Feels Like” (Vol. 1–4), progetto che raggiunge la posizione 40 della Billboard 200.
Uno dei singoli estratti dall’album, “Golden Hour”, diventa il suo primo successo internazionale raggiungendo la posizione 10 nella Billboard Hot 100 e la 19 in Regno Unito e Canada.
Sempre nel 2022 collabora con Martin Garrix nel singolo Hero.
Successivamente, annuncia un tour nordamericano previsto per l’estate 2023.
Lunga vita a questo ragazzo meraviglioso, spero piaccia a voi quanto a me.
“Le vere storie d’amore non hanno mai fine. ”
Buon ascolto
https://www.youtube.com/watch?v=PEM0Vs8jf1w&ab_channel=JVKE

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Un omaggio al maestro Sergio Unia si accompagnerà a una mostra di acquerelli, promossa dal Museo MIIT, Museo Internazionale di Italia Arte, che si inaugurerà martedì 16 maggio alle ore 17.
L’esposizione si articola, in realtà, in due mostre di Bruno Molinaro e in quella dal titolo “Leggerezze- acquerelli, che passione!”. Si tratta di due momenti di arte da vivere con attenzione e trasporto, abbandonandosi alle ricche e profonde emozioni che quelle visioni comportano. La mostra antologica dedicata al Maestro Bruno Molinari è intitolata “Attraverso il tempo. Grafica e dipinti degli anni Sessanta”. L’esposizione presenta una trentina di opere pittoriche e una scelta di opere grafiche che narrano il suo percorso stilistico dagli anni Sessanta a oggi. Si tratta di un operare continuo che ha reso la ricerca, il segno e il colore le sue peculiarità artistico creative. Fin da giovane egli utilizzava il cavalletto da viaggio e la “scatola d’artista” con pennelli e colori vivendo la sua stagione dell’ ‘en plein air’ ricercando e trovando punti e momenti ricchi di interesse e emozioni da trasferire sulla tela. Ancora oggi il Maestro Molinaro è un uomo curioso e non pago. Il suo studio è ricco di vita, di attività con dipinti e disegni, acquerelli e incisioni, ma anche progetti di restauro che ne hanno accompagnato la ricerca e la passione. Il Maestro mostra una personalità che ha lasciato il segno nella pittura italiana e non solo della seconda metà del Novecento.
Nato a Ragogna, in provincia di Udine, Molinaro ha frequentato i corsi delle scuole del nudo dell’Accademia Albertina, e è diventato protagonista di un unico stile pittorico molto raffinato di matrice impressionista. Ha esposto in Italia e nelle principali metropoli mondiali, tra cui Hong Kong, Los Angeles, Rio de Janeiro, Tokyo, Istanbul, Vancouver, Toronto, in Messico, Tunisia e Seychelles, ricevendo numerosi riconoscimenti. Nel 2019 è stato nominato membro della commissione artistica della Promotrice delle Belle Arti.
‘La sua arte – spiega il Direttore di Italia Arte Guido Folco – è destinata a rimanere un simbolo di una ricerca condotta tra l’impressione del bello di natura, caro al paesaggio e alla pittura di soggetto, tipica della nostra tradizione, e l’espressività di un’anima irrequieta e perennemente in viaggio’.
L’esposizione collettiva intitolata “Leggerezze. Acquerelli, che passione!” è curata da Elio Rabbione e presenta una selezione di opere realizzate ad acquerello da artisti contemporanei. Si tratta di una disciplina tra le più affascinanti nella storia dell’arte, che ha caratterizzato anche l’arte orientale fin dall’antichità, per poi ricevere uno sviluppo in Europa tra Settecento e Ottocento. Nell’ambito della mostra sarà presente anche un omaggio del noto scultore Sergio Unia, che presenterà alcune opere del modellato plastico, classico e romantico.
Mara Martellotta

Jules Verne è stato un grande della letteratura negli anni della giovinezza e sostare davanti alla sua tomba nel cimitero di Amiens provoca una profonda emozione. Tra i cinque autori più tradotti al mondo, lo scrittore che di fatto inventò la letteratura di fantascienza con i suoi romanzi era nato l’ 8 febbraio 1828 a Nantes, città portuale francese, e morì di diabete all’età di 77 anni il 24 marzo 1905 ad Amiens, in quello che un tempo era il capoluogo della Piccardia ed oggi del dipartimento della Somme. Il cimitero in cui riposano le sue spoglie mortali è quello della Madeleine, a nord-ovest della città, all’estremità occidentale de quartiere di Saint-Maurice. Nel parco alberato di diciotto ettari colpisce la scultura realizzata da Albert Roze, intitolata Vers l’Immortalité et l’Eternelle Jeunesse (Verso l’Immortalità e l’Eterna Giovinezza) collocata due anni dopo la morte dello scrittore sulla sua lapide.
La statua, utilizzando la reale maschera di morte di Verne, ne rappresenta la figura che rompe la propria lapide emergendo dalla tomba con il braccio teso verso il cielo, simboleggiandone la resurrezione. Abbandonata prestissimo la carriera giuridica, dopo aver portato a termine gli studi di giurisprudenza, Verne frequentò a Parigi gli ambienti letterari, scrivendo testi per il teatro e svolgendo attività impiegatizie. Dal 1963, compiuti
trentacinque anni, iniziò la carriera di scrittore che continuò fino alla morte e ancora dopo, con la pubblicazione postuma di molti suoi lavori: sessantadue romanzi e diciassette racconti. Il suo successo si dovette in gran parte all’editore Pierre-Jules Hetzel (nato a Chartres nel 1814 e morto a Montecarlo nel 1886, sepolto nel cimitero parigino di Montparnasse) il quale, dopo aver pubblicato proprio nel 1863 il primo volume di racconti Cinque settimane in pallone, propose a Verne un contratto ventennale con l’impegno di pubblicarne tre all’anno, consentendo all’autore di abbandonare l’impiego di agente di cambio e dedicarsi completamente alle sue opere. Nel 1870, per meriti letterari, gli viene conferita la Lègion d’Honneur e viene nominato per due volte
presidente dell’Académie des Sciences, des Lettres et des Arts.
Collaborò inoltre con la Societé de Géographie, alla redazione della Géographie Illustrée de la France. Il suo primo romanzo fu il Viaggio al centro della Terra (1864), dove accompagnò i protagonisti, attraverso il cratere di un vulcano spento, fino alle viscere del pianeta in cui viviamo. L’anno successivo, con Dalla Terra alla Luna, immaginò la conquista dello spazio con dei primi astronauti in orbita attorno al pallido astro lunare a bordo di un proiettile sparato da un enorme cannone. Una storia che trovò seguito cinque anni più tardi ( nel 1870) con la pubblicazione del romanzo Intorno alla Luna dove si scoprirà che l’equipaggio, dopo aver osservato il nostro pianeta dal cosmo, rientrerà nell’orbita terrestre grazie ai razzi di bordo terminando la sua corsa tra le onde dell’Oceano Pacifico, esattamente come accadde cent’anni dopo, nel luglio del 1969, con la missione spaziale statunitense dell’ Apollo 11 che portò i primi uomini sulla Luna, gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin. Poco prima Verne aveva pubblicato l’avventura marinara de I figli del capitano Grant mentre è datato 1870 quello che per molti è stato il suo capolavoro, uno dei capisaldi della letteratura d’avventura: Ventimila leghe sotto i mari.
Un viaggio incredibile nel profondo degli abissi oceanici a bordo del Nautilus, il sottomarino costruito e comandato dal capitano Nemo. La lunga serie dei suoi viaggi straordinari conta decine di titoli ma è utile ricordare anche la sfida de Il giro del mondo in ottanta giorni ( datato 1873), con Phileas Fogg e il fedele domestico Passepartout, un viaggio verso est, in cui – tra continui colpi di scena impegnati nell’impresa di compiere il giro del globo avvalendosi di ogni possibile mezzo di trasporto, tra mille problemi, ostacoli e disavventure. Spulciando tra cronache e ricordi è interessante e curioso che, quando scrisse Parigi nel XX secolo ( era il 1863, ai tempi degli esordi) il testo venne rifiutato da Hetzel e si
dovettero attendere 131 anni per vederlo pubblicato, nel 1994. Un pronipote dello scrittore aveva fatto aprire una vecchia cassaforte di cui si erano perdute le chiavi scoprendo il manoscritto dell’opera, che l’editore Hachette pubblicò, a dire il vero, con scarsa convinzione. In pochi giorni ne vennero vendute duecento mila copie, costringendo la prima casa editrice di Francia a ricredersi, prendendo atto dell’immutato fascino dei romanzi di Jules Verne. Nel centro di Amiens, al numero due di Rue Charles Dubois c’è la casa in cui Jules Verne visse per diciotto anni e che oggi, trasformata in museo, accoglie i visitatori svelando davanti ai loro occhi il fantastico mondo dello scrittore. Attraverso numerosi oggetti e documenti, si racconta la vita e le opere dello scrittore.
Costruita in mattoni rossi dal notaio Jean-Baptiste Gustave Riquier nel 1854 e conosciuta come la “casa della Torre”, fu la dimora di Jules Verne dal 1882 al 1900. Restaurata nel 2006 fa parte del circuito delle case degli scrittori francesi aperte al pubblico. Dal piano terra alla soffitta, su quattro piani, attraverso arredi, libri e oggetti che hanno rappresentato alcune delle fonti d’ispirazione e i ricordi di Jules Verne, si respira l’atmosfera del tempo. Di grande interesse le carte geografiche, le mappe dei viaggi, alcuni dei giocattoli e dei modellini realizzati dallo stesso Verne. Un’occasione straordinaria per fare un viaggio nel tempo, rinverdire ricordi delle letture giovanili e delle emozioni evocate dalle sue opere che facevano sognare avventure e sconfinamenti nel futuro. Forse risiede proprio in questa capacità di emozionare l’intramontabile fascino dei racconti e delle storie che il padre della fantascienza moderna ha saputo narrare a intere generazioni.
Marco Travaglini
GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA
Martedì. Al Blah Blah suonano i Valley Of The Sun.
Mercoledì. Allo Ziggy si esibisce Osvaldo Schwartz. Al Teatro Colosseo arriva lo storico gruppo cileno degli Inti Illimani con Giulio Wilson. All’Osteria Rabezzana sono di scena i Powerillusi. Al teatro Alfieri si esibisce Anna Oxa.
Giovedì. Al Peocio di Trofarello suona il trio del chitarrista Michael Angelo Batio. Al Blah Blah si esibisce il gruppo Rockabilly dei Meteors. Alle Gallerie d’Italia musica d’improvvisazione con il produttore Vittorio Cosma affiancato da Whitemary, Gianluca Petrella e Damir Nefat. Al Cap 10100 è di scena Jake Smith. Al Le Roi suonano i Loschi Dezi.
Venerdì. Al Blah Blah sono di scena gli Estetica Noir. Al Folk Club si esibisce Amy La Vere accompagnata dal chitarrista Will Sexton. Allo Ziggy è di scena Vespertina con Petrolio. All’Hiroshima Mon Amour si esibiscono gli Extraliscio con il “ragazzo morto” Davide Toffolo. Allo Spazio 211 suonano i Bohren & Der Club Of Gore. All’Off Topic si esibisce la cantautrice Debora Petrina.
Sabato. Allo Ziggy sono di scena gli Ataraxia. Al Blah Blah suona il gruppo punk Rappresaglia. All’Off Topic si esibiscono i Mai Mai Mai.
Domenica. Al Lambic suonano i L’Orage. Allo Ziggy si esibisce il trio del cantautore Gnut. Al Pala Alpitour è di scena il britannico Sam Smith.
Pier Luigi Fuggetta



Vernice, la rivista semestrale di formazione e cultura, edita dal 1994 a Torino e diretta da Sandro Gros-Pietro, si occupa da quasi trent’anni di letteratura proponendo nuovi testi di poesia, narrativa, teatro e testimonianze di arte contemporanea. L’ultimo numero, il sessantunesimo, come tradizione dedica la copertina e un’ampia biografia a un protagonista della cultura italiana, proponendo il profilo della scrittrice e poetessa Wilma Minotti Cerini. Milanese di nascita – è nata nel capoluogo lombardo nel 1940 – attualmente vive a Pallanza, sul lago Maggiore. Nell’ampio spazio dedicatole ( che ospita anche il racconto inedito Storia di un foglio puntiglioso ) emerge la ricca e avventurosa vita di questa donna dai molti interessi che ha vissuto un infanzia difficile durante la guerra, con la perdita prematura di entrambi i genitori – il padre partigiano venne ucciso dai fascisti ai primi di aprile del ’45 mentre era in missione per conto del Cln – ma seppe affrontare mille difficoltà fino ad affermarsi, frequentando i circoli culturali memeghini e sposando il Visconte Livio Cerini di Castegnate, fine gastronomo e studioso, membro dell’Accademia Italiana della Cucina. Personaggio di indubbio fascino e spessore culturale, Cerini ha pubblicato con Sonzogno, Salani e Longanesi volumi di grande interesse e successo sulla gastronomia e sulla storia della cucina. Wilma Minotti Cerini nel corso della sua lunga carriera ha pubblicato molte opere tra le quali vanno segnalate il monumentale lavoro di ricerca sulla vita e la poesia dell’inglese Peter Russell, diverse sillogi poetiche, l’interessante saggio dedicato a Guido Gozzano, il racconto filosofico I figli dell’illusione, i romanzi Ci vediamo al Jamaica e Le verità nascoste. Recentemente ha curato i libri Il re mangia solo e altri racconti del marito Livio Cerini di Castegnate e C’era una volta il Bagutta, dedicato alla famosa trattoria milanese dove è nato il più antico premio letterario italiano, forse quello dalle origini più insolite che risalgono al 1927, scaturito dall’idea di un gruppo di amici, artisti, scrittori e giornalisti che avevano l’abitudine di riunirsi in quel locale per discutere di letteratura.
Marco Travaglini