31 DICEMBRE 2022 – ore 22
Capodanno in piazza con ALEX
una delle rivelazioni della passata edizione della trasmissione televisiva AMICI.
E a mezzanotte si saluterà il nuovo anno con i panettoni donati dalla Fondazione di Emmanuel Gyasi, il giovane calciatore capitano della squadra di serie A Spezia cresciuto a Chieri.
In piazza anche il Dj Sergio Appendino che farà ballare il pubblico prima e dopo il concerto
Dopo un anno ricco di successi con la partecipazione alla passata edizione della trasmissione televisiva AMICI, l’EP “Non siamo soli”, il disco d’Oro per il singolo “Sogni al cielo”, il nuovo album di inediti “CIÒ CHE ABBIAMO DENTRO” e il trionfo dei primi live nei club, ALEX sarà a Chieri con il suo “NON SIAMO SOLI TOUR” il 31 dicembre, in occasione del “Capodanno in piazza” con un concerto gratuito all’Area spettacoli ex-Tabasso (via Vittorio Emanuele II, 1). Preceduto dal Dj Sergio Appendino, si esibirà dalle ore 23 accompagnando il pubblico sino a mezzanotte. La grande festa di Capodanno continuerà con gli auguri di Buon Anno di Alex. La musica poi proseguirà e ci si potrà ancora divertire ballando con il Dj set di Sergio Appendino.
Spiegano gli assessori alla Cultura Antonella Giordano e alle Politiche Giovanili Paolo Rainato: «Dopo Matteo Romano lo scorso settembre e Il Pagante, Shiva e Dj Matrix nel 2021, continua l’attenzione per un pubblico di giovanissimi (…e non solo) che si ritroveranno sotto il palco per applaudire il loro beniamino e salutare insieme al Sindaco e all’Amministrazione Comunale l’arrivo del 2023. E allo scoccare della Mezzanotte festeggeremo il Nuovo Anno con i panettoni donati dalla Fondazione di Emmanuel Gyasi, il giovane calciatore capitano della squadra di serie A Spezia cresciuto a Chieri, dove ancora risiede la sua famiglia, e che proprio a Chieri ha ricevuto la cittadinanza italiana».
Alex (vero nome Alessandro Rina) trascorre la sua adolescenza tra la provincia di Como, dove vive con la madre, e l’Inghilterra con il padre (ha frequentato il College a Cambridge e si è diplomato nel 2019). È proprio dal padre che eredita la passione per il pianoforte, una passione che lo spinge a frequentare a Londra il BIMM Institute, prestigioso college di musica dove si sono formati alcuni degli artisti più interessanti della scena internazionale (tra questi anche uno degli artisti inglesi più apprezzati degli ultimi anni, James Bay).
È Londra ad aver fatto da palco alle sue prime esibizioni: le sue vie e piazze hanno dato la possibilità a questo giovane musicista (il pianoforte è il suo strumento d’elezione) di mettersi alla prova e conquistare il suo primo pubblico cantando canzoni inedite.
Il suo percorso all’interno di Amici è cominciato nel 2021 ed è proseguito all’insegna dei brani inediti (a partire da “Sogni al cielo” con cui ottiene il posto all’interno del talent e prodotto nella versione definitiva da Katoo che ha conquistato la certificazione ORO) e del sostegno di artisti come Michele Bravi (che gli ha regalato il suo inedito “Senza Chiedere Permesso” e che l’ha voluto come ospite al suo concerto di Roma per cantare insieme il brano). Dopo la finale del talent pubblica l’EP “Non siamo soli” contenente le canzoni che ha presentato all’interno del programma e che ha riproposto dal vivo nei suoi primi concerti durante l’estate. Ad ottobre esce il singolo “Mano Ferma”, accompagnato da un video girato nella “sua” Londra, che anticipa l’album di inediti “Ciò Che Abbiamo Dentro” pubblicato a novembre (21co/Artist First) in cui Alex mostra il suo essere dando prova delle sue doti di autore firmando dieci brani. Alla pubblicazione del disco fanno seguito, nelle stesse settimane, due concerti esclusivi e gremiti all’Atlantico di Roma e al Fabrique di Milano, occasione per Alex di proporre in versione live sia le canzoni che lo hanno fatto conoscere al suo pubblico che quelle del nuovo disco.
Il Capodanno in piazza è organizzato dalla Città di Chieri in collaborazione con Pro-Chieri, Fondazione MOS e BMU Music.
Inizio spettacolo ore 22 con Dj Sergio Appendino
Polo Culturale ex Tabasso, via Vittorio Emanuele II, 1 Chieri (TO)
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a partire dalle ore 19.30
fino ad esaurimento posti
Info: www.comune.chieri.to.it


CHIARA DE CARLO
Mario Rigoni Stern racconta che “quel mattino divenne più silenzioso degli altri.. Mi alzai, accesi la stufa, scaldai l’acqua, con pazienza e con la lametta che non tagliava e con poca saponata mi tagliai la barba, e dopo, per quel giorno, mi passai sulle guance alcune gocce di acqua di colonia: pensando a quello che avrebbe dovuto essere il mio Natale, una settimana prima avevo scambiato con un marinaio di passaggio due lamette da barba nuove con un quarto di bottiglietta di acqua di colonia Prima di mezzogiorno la guardia venne a chiamarci per la zuppa; e fu allora che vidi scritto sulla neve lungo i reticolati, pestata con i piedi, questa frase.. Fröhliche Weihnachten (Buon Natale,ndr)”. E’ il secondo degli otto testi raccolti nel volumetto Quel Natale nella steppa, edito da Interlinea nella collana Nativitas. Scritti da Rigoni Stern tra il 1978 e il 2000, divisi in due parti ( Natali di guerra e Natali vecchi e nuovi) rappresentano una sintesi dei valori più autentici e genuini che il grande vecchio dell’altipiano di Asiago, il più grande scrittore di montagna del nostro secondo ‘900, attribuiva alla più importante delle festività di fine anno. Una sessantina di pagine dove la scrittura sobria, precisa e rigorosa di Rigoni Stern conduce il lettore alla scoperta o a un nuovo incontro con i valori di un mondo che sta irrimediabilmente scomparendo. L’intensità morale della sua narrazione trasforma la lucida testimonianza delle ultime disastrose guerre ( la ritirata di Russia, la prigionia nei lager) in una indimenticabile lezione civile, ricostruendo le ragioni profonde dell’essere uomini e dello stare insieme. Il Natale emerge come rappresentazione del mondo più autentico che l’autore porta con sé, custode di quei valori, delle tradizioni cerca di conservare e tramandare, e che rappresentano una formidabile e attualissima chiave di lettura con cui leggere e interpretare la realtà di ogni giorno. La stessa breve autobiografia che chiude il libro riassume la sua straordinarietà e l’attualità di uno dei protagonisti del nostro migliore panorama culturale. Ha ragione da vendere lo storico Gianni Cerutti quando commenta che “resta la forza straordinaria, per chi li ha vissuti, di quei Natali bambini, trascorsi intorno a un focolare sempre acceso di legna secca, quando due mandarini, quattro datteri e un pezzo di cioccolata regalavano emozioni in grado di sorreggere una vita intera. La forza che questi racconti ci restituiscono, per accompagnarci nel nostro cammino”.
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E’ il terzo appuntamento con la nuova eroina di Alessia Gazzola, Costanza


Nulla di tutto ciò, la storia è vera ma poco conosciuta. Il celebre Federico II, imperatore, re di Sicilia e amante dell’Italia, si innamorò perdutamente di una giovane nobildonna astigiana che si chiamava Bianca Lancia o Bianca d’Agliano. Un amore a prima vista che scoppiò ad Agliano Terme, appena i due si videro davanti al castello della famiglia Lancia. Non si poterono sposare perché lei apparteneva solo alla piccola borghesia ma il loro fu comunque un grande amore semi-segreto. O forse è stata l’ultima moglie dell’imperatore che egli sposò in punto di morte. Fra le tante donne di Federico, tra mogli e amanti, lo svevo-jesino scelse Bianca. Oggi Agliano d’Asti, piccolo paese di 1500 abitanti, è più noto per le terme e il suo barbera che per il passaggio dell’imperatore svevo. L’antico castello non c’è più, distrutto nel Seicento durante le guerre tra i Savoia e gli spagnoli, ma la torre è sopravvissuta, c’è ancora, è lì a ricordare l’incontro storico tra Federico e Bianca intorno al 1225. Fu un colpo di fulmine per entrambi. Ma cosa ci faceva il grande Federico II in un piccolo borgo a 20 chilometri da Asti? I Lancia erano conti piemontesi e hanno sempre avuto stretti legami con il casato svevo degli Hohenstaufen. Il capostipite della famiglia Lancia, il nobile Manfredi, aveva ottimi rapporti con il Barbarossa, nonno di Federico II. Sia i Lancia sia gli Agliano erano aristocratiche famiglie ghibelline del Piemonte, tra loro imparentati, e proprietari di castelli, palazzi, tenute e interi paesi del Monferrato. Un tal giorno Bonifacio di Agliano, cognato di Manfredi Lancia e vassallo dell’imperatore, ricevette un giovane Federico II che, in visita in Piemonte, tornava da una battuta di caccia e gli presentò la sua famiglia. Tra Bianca, appena sedicenne, e il trentenne Federico, fu subito grande amore. La castellana, secondo le fonti storiche, era molto bella, snella, bionda, elegante, una bellezza mozzafiato che fulminò Federico. Se ne innamorò alla follia e, nonostante fosse già sposato, la portò con sé nei suoi tanti castelli che ancora oggi si possono ammirare in Italia e da lei ebbe tre figli, Costanza, Manfredi, re di Sicilia, e Violante. Fu tuttavia una relazione semi-clandestina e secondo una leggenda, durante la gravidanza di uno dei figli, Federico, forse per gelosia, tenne chiusa l’amante in una torre del castello di Gioia del Colle nel quale erano soliti trascorrere lunghi periodi. Fu molto generoso con Bianca e le assegnò terre e proprietà. E bravo il nostro Federico, nostro perché in fondo è più italiano che straniero: nato a Jesi, morto in Puglia, sepolto a Palermo. Ma il racconto non finisce qui anche perché la storia di Bianca Lancia è circondata dal mistero. I due personaggi forse si sposarono nell’ultimo istante della loro vita. Federico fu costretto, per esigenze reali, a sposarsi per la terza volta e di conseguenza la bella amante fu allontanata. Ma non sparì mai dalla sua vita e si sostiene che il matrimonio fu fatto in punto di morte al capezzale di Federico nel 1250 o a quello di Bianca ma fu in qualche modo celebrato. Bianca fu l’unica donna che conquistò davvero il cuore di Federico II di Svevia. Né con le mogli legittime né con le amanti Federico ebbe mai una relazione così intensa e lunga. Pensando a Oria (Brindisi) dove ogni anno, pandemia permettendo, si rievocano con un corteo storico i fasti del matrimonio tra Federico II e Jolanda di Brienne, la seconda moglie, chissà se un giorno anche ad Agliano d’Asti sarà possibile organizzare qualcosa di simile, come si vede nel dipinto, per ricordare il grande amore tra Federico e Bianca?