CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 354

Ricordando Gipo Farassino a dieci anni dalla scomparsa

“Storie di Barriera “, spettacolo che andrà in scena al teatro Gobetti  venerdì 30 giugno prossimo alle 21 con Marco a Spinetta e Marco Congiu, rappresenta l’omaggio che il regista Giulio Graglia e non solo hanno voluto fare a dieci anni dalla scomparsa di Gipo Farassino, lo chansonnier che ha rappresentato la piemontesità nel mondo.

“La serata, promossa al teatro Gobetti vedrà sul palco l’attore Marcello Spinetta – spiega il regista Giulio Graglia, Direttore Artistico del Festival Pirandello e del ‘900 – con il quale ho lavorato su testi di Pirandello e Fenoglio, e il musicista Mario Congiu. Marcello proviene dalla Scuola del Teatro Stabile di Torino, nella cui Fondazione sono consigliere, mentre Mario ha lavorato fianco a fianco cin Gipo.

Ho volutamente intitolato la serata prendendo a prestito l’album di Gipo, e mi è sembrato un gesto doveroso nei confronti di una persona che ho stimato molto. Ricordo ancora quando, nel 2010, mi affidò la regia del suo Stasseira, come non posso dimenticare una delle ultime volte in cui l’ho visto a casa, ormai troppo affaticato dalla malattia”.

“Grazie all’aiuto dell’amico Bruno Quaranta, giornalista, scrittore, critico letterario, abbiamo intessuto un percorso a ritroso fatto di parole e musica. Come sostiene Valentina Farassino non c’è un erede di Gipo, per questo il nostro è uno spettacolo rispettoso che non vuole imitare, bensì esaltare la creatività dell’artista”.

“Storie di Barriera “ è sostenuto dal Consiglio regionale del Piemonte. Il Presidente Stefano Allasio ha voluto fortemente dedicare il 2023 alla memoria di Gipo Farassino. Lo spettacolo rientra nel programma del Festival Nazionale Luigi Pirandello e sarà riproposto durante le festività natalizie”.

“Mi auguro che lo spettacolo – conclude il regista Giulio Graglia – possa essere gradito a chi Gipo lo ha conosciuto ma anche ai giovani che, forse soprattutto in città, non hanno più l’abitudine di parlare in dialetto. A scanso di equivoci abbiamo previsto delle traduzioni in italiano per chi non conoscesse il dialetto”.

Mara Martellotta

Storie di Barriera

Teatro Gobetti Torino

30 giugno 2023 0re 21

Il Respiro della Musica con l’Orchestra Polledro

Il Respiro della Musica, così  l’Orchestra Giovan Battista Polledro partecipa alla rassegna del suo decennale con il contributo dellaCittà di Chieri

 

L’Orchestra Polledro integra i festeggiamenti per il decennale della sua attività con la rassegna “Il respiro in musica “,  con il contributo economico e il patrocinio della Città di Chieri.

Sul podio Federico Bisio, direttore stabile dell’orchestra, primo oboe  il maestro Carlo Romano,  già primo oboe dell’Orchestra RAI, contrabbasso il maestro Davide Vittone dell’Orchestra desChamps-Elysèes, Balthasar Neumann-Ensemble.

Teatro del concerto sarà  giovedì  29 giugno prossimo, alle 21, la chiesa di San Domenico in via San Domenico 1 , a Chieri .

Verrà eseguita la Serenata n. 10 in Si bemolle maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart K 361 nota come “Gran Partita”, primo oboe Carlo Romano, contrabbasso  Davide Vittone e direttore Federico Bisio.

L’annotazione apocrifa di “Gran Partita” riportata sulla prima pagina di questa  Serenata non è attribuibile a Mozart .

Secondo la versione poco attendibile di Georg Nikolaus von Nissen, secondo marito di Costance e primo biografo di Mozart, questa Serenata sarebbe stata un dono di nozze di Mozart alla moglie per il loro matrimonio il 4 agosto 1782.

Notizie certe di un’esecuzione della Gran Partita ci portano a Vienna al 1784, quando quattro movimenti della Serenata furono eseguiti dalla Harmonie , gruppo di fiati di un’orchestra, della corte imperiale su iniziativa del clarinettista Anton Stadler, per il quale individuava un complesso di strumenti a fiato che ebbe un’interessante evoluzione nella seconda metà del Settecento, quando il repertorio destinato a questa compagine si arricchì ulteriormente. Fino ad allora alle serenate era riservato un ruolo per lo più  di puro intrattenimento, che consisteva nell’esecuzione di musiche composte appositamente per feste di corte, private e eseguite all’aperto.

A differenza degli archi i quali, pur nella varietà  di dimensioni e di estensione, costituiscono un insieme sonoro assai organico e omogeneo, gli strumenti a fiato rappresentano una sezione musicale originale e variegata. Le  migliorie tecniche apportate e sviluppate a partire dalla seconda metà del Settecento hanno garantito agli archi sempre maggiori disponibilità e libertà espressive. I compositori hanno saputo cogliere queste occasioni e il repertorio per i fiati si è  sviluppato esponenzialmente e in tempi assai rapidi.

Mozart ebbe numerose occasioni per cimentarsi con questo genere e il suo contributo fu determinante. Egli scrisse Divertimenti e Serenate capaci di sfruttare al massimo i colori delle diverse coppie strumentali,  che mostrano una freschezza inventiva che va al di là  di qualsiasi ragione di circostanza.

Non si conosce esattamente l’anno di composizione di questa Serenata per 13 strumenti k. 361, ma si ha ragione di ritenere che sia stata composta a Vienna negli anni 1783-1784, contemporaneamente al Concerto per pianoforte in mi bemolle maggiore K 449.

Tuttavia nel catalogo mozartiano la “Gran Partita” occupa una posizione di assoluto rilievo per la grandiosità della sua struttura formale che conta ben sette movimenti, per la felicità  dell’invenzione melodica e armonica e per l’originalità dell’organico strumentale.

Mozart al complesso convenzionale dei 2 oboi, 2 clarinetti,  2 fagotti e 2 corni, aggiunse una seconda coppia di corni, il contrabbasso e 2 corni di Bassetti.

La vetta culminante della Serenata è  in quell’Adagio, che viene citato in uno dei momenti più  toccanti  del film Amadeus di Milos Forman,  in cui Salieri  commentava che “Sembrava di sentire la voce di Dio”.

Una serena Romanza anticipa il tema con variazioni in cui il compositore aggrega di volta in volta diversi timbri strumentali. Il Finale.  Molto Allegro è un brano molto brillante, quasi una marcia, dive emerge lo spirito gioioso mozartiano.

Orchestra da Camera Giovan Battista Polledro

Sede operativa c/o Cecchi Point Via Antonio Cecchi 17

www.orchestrapolledro.eu

Info@orchestrapolledro.eu

I concerti sono a ingresso libero

Un secondo concerto sarà  in programma venerdì  27 ottobre 2023, sempre alle 21, a   Chieri, alla Sala della Conceria, in via Conceria 2, con in programma il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, primo oboe Carlo Romano,  contrabbasso Davide Vittone e direttore Federico Bisio.

MARA MARTELLOTTA

 

I 100 anni di Jean Servato

A palazzo Anna d’Alencon a Casale Monferrato si è tenuto il secondo aperitivo letterario dedicato al centenario di Jean Servato, eclettico protagonista della cultura casalese. Ecco l’intervento della critica Giuliana Romano Bussola. 

 

Attraverso la celebrazione dei “100 anni di Jean Servato” si riporta in vita uno straordinario personaggio, irripetibile protagonista della storia culturale di Casale Monferrato tra il 1900 e i primi decenni del 2000. L’essere stata per oltre vent’anni accanto a lui nella Galleria Ariete, sua creatura portata avanti con passione ad alti livelli, mi ha permesso di coglierne la genialità di deus ex machina, perfetto regista nell’organizzare non solo mostre di pittura e scultura ma anche nel sollecitare un clima interdisciplinare unendovi letteratura, poesia, musica. Jean ha saputo valorizzare ogni artista, dai più famosi agli emergenti e a quelli ancora poco conosciuti, con eguale attenzione, considerazione e generosità. Esisteva tra noi una particolare sintonia, lui attraverso suggestive e accorate poesie, io sviluppando una lettura critica, senza mai stabilire gerarchie di valore tra i vari generi, che potevano essere indifferentemente antichi o moderni, figurativi o astratti; ciò che ci importava era cogliere lo stile personale di ognuno. Quando Jean scomparve, mi sembrò fosse finita un’epoca privandoci di tanti valori essenziali. Sempre rimarrà la nostalgia di quelli che sono stati tra i migliori anni della mia vita, che ritornano vivi grazie all’avvenimento che ripropone, nello splendido cortile del palazzo Anna d’Alencon, l’atmosfera dell’Ariete, esponendo diversi quadri della collezione permanente. Saranno presenti, tra le altre, opere di quattro artisti casalesi che rendono omaggio alla nostra città: Gino Mazzoli, interprete del virtuosismo ritrattistico tecnico e formale di Giacomo Grosso suo maestro; Giuseppe Campese, dallo stile raffinato e delicato dei fiori evanescenti e degli ariosi paesaggi di vaghezza arcadica; Maria Teresa Guaschino, tormentata espressionista sensibile alla condizione degli emarginati e della vecchiaia; Aurelio Cavagnolo, imprevedibile e versatile nel passare dal realismo alle visioni preromantiche e al surrealismo.

Giuliana Romano Bussola

Marrale-Mezzanotte, gli ex Matia Bazar in Piemonte

Il duo d’eccezione ha celebrato anche a Torino e provincia i 40 anni della memorabile hit ‘Vacanze Romane’.

Giornata piemontese per Carlo Marrale e Silvia Mezzanotte, storici componenti di formazioni eccellenti dei Matia Bazar, ora in tour in tutta Italia per celebrare insieme i quarant’anni di ‘Vacanze Romane’, impareggiabile capolavoro della gloriosa band ligure di cui entrambi, seppur in periodi diversi, hanno fatto parte, lasciando un segno indelebile e riconoscibile.

I due noti artisti hanno fatto capolino a sorpresa prima a Villafranca Piemonte, quasi al confine tra Cuneo e Torino, dove hanno percorso in lungo e in largo le vie del paese a bordo di una splendida corriera d’epoca ‘Fiat 640 Casaro del 1949, facente parte della collezione di autobus storici della ‘G.M. Srl’, dal 1963 il più grande busport d’Europa interamente dedicato alla cura degli automezzi pesanti adibiti al trasporto persone.

Un flash mob applauditissimo fra fotografie, autografie strette di mano con la gente del luogo incuriosita dal loro inaspettato arrivo, culminato nella registrazione di uno spot, con tanto di finale cantato accanto al prezioso bus, per promuovere lo show ‘Vacanze Romane 40th Celebration’ che farà tappa estivaanche a Villafranca Piemonte, nell’ambito di un importante evento privato, il prossimo 16 settembre, ennesimo atto di una tournée acclamatissima e ricca di date.

Poi, Carlo Marrale e Silvia Mezzanotte sono stati ospiti in diretta su ‘Radio Grp’, la prima e più ascoltata emittente del Piemonte, ai microfoni di Francesca Bacinotti per una intensa intervista fra musica e parole, intonando solo chitarra e due voci i più grandi successi dei Matia Bazar.

Per concludere in crescendo con una visita alla sede del quotidiano ‘La Stampa’, ove i due raffinati artisti hanno ricevuto la calorosa accoglienza del Direttore Massimo Giannini e della redazione, prima di concludere la giornata ospiti del salotto de ‘La Stampa Tv’ per un’appassionata chiacchierata con esibizione dal vivo in compagnia del giornalista Roberto Pavanello, noto e stimato per le sue interviste-cult ai grandi protagonisti dell’attualità e dello spettacolo.

Ecco il video in esclusiva per il “Torinese”:

“I have a dream”, la collettiva di Spazio 44

Presso la galleria d’arte nel cuore di Torino, fino al 14 luglio

Venerdì 30 giugno prossimo alla galleria Spazio 44, in via Maria Vittoria 44, alle 18.30 si terrà il vernissage della mostra collettiva “I Have a dream”, aperta fino al 14 luglio prossimo.

La galleria d’arte torinese Spazio 44 promuove talenti e realtà emergenti supportando e divulgando il loro lavoro e favorendo la circolazione di idee e dialogo tra artisti e cultori intorno alle tematiche più diverse.

Questo è lo spirito da cui nasce la mostra collettiva di arte contemporanea “I Have a dream”.

Tutto parte dalla riflessione “Era consapevole il reverendo Martin Luther King di incidere le sue parole nel marmo vivo della storia? Sì. Lo era. Quel 28 agosto del 1963, al termine della marcia per i diritti civili, quando pronunciò il suo discorso davanti al Lincoln Memorial di Washington era consapevole di aver inciso con parole che avrebbero lasciato il segno: “Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla Storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia nel nostro Paese”.

Dal 28 agosto 1963 l’espressione I have a dream” è diventata un’icona universale.

In un discorso di diciassette minuti ha scolpito la potenza del suo messaggio “Io ho un sogno che i i miei quattro figli piccoli vivano un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle. Ho un sogno. Oggi”.

Dall’antichità a oggi il sogno è stato inteso sotto mille sfaccettature e molteplici significati, divenendo molto caro alla letteratura e all’arte. Nel mondo dell’arte classica non è raro ritrovare sculture e affreschi che rappresentino le divinità ninfe o scene mitologiche, che hanno per soggetto il sonno, il sogno, inteso come molle abbandono all’ebbrezza, all’eros, o come sforzo rigenerativo e profetico. Gli episodi mitologici sono numerosissimi, come le splendide testimonianze che dal passato affollano i siti archeologici e i musei del mondo.

L’immagine onirica è anche legata all’ambito biblico o a un evento storico. Chiese e cappelle sono spesso arricchite di narrazioni bibliche dove non mancano citazioni di sogni premonitori e annunci angelici. Nel Settecento, con l’avvento dell’Illuminismo, la rappresentazione del sogno iniziò ad acquisire un nuovo linguaggio, il sogno non era più un elemento solo benevolo, ma vi si inserì il germe del dubbio, dell’incubo che il sogno può proiettare.

Alla fine dell’Ottocento gli studi del neurologo e psicoanalista austriaco Sigmund Freud influenzarono anche il mondo dell’arte e della letteratura. Artisti simbolisti e surrealisti trassero ispirazioni dalle Sue teorie e fondamentale rimaneva il saggio dal titolo “L’interpretazione dei sogni “. L’artista Salvator Dalí nei suoi dipinti creò gli archetipi della trasposizione sulla tela del mondo onirico, incarnando alla perfezione le teorie del surrealismo. L’incontro tra l’artista catalano e Freud rafforzò le sue conoscenze sul mondo dei sogni.

Moltissime sue opere sono dettate dall’inconscio e ispirate a sogni e incubi realizzati dall’artista, che dipinge i frutti mostruosi della mente in chiave simbolica. Un tecnica proposta da Salvator Dalí era quella di fare un breve pisolino con una pesante chiave in mano, che sarebbe caduta dalla mano dell’artista svegliandolo nel momento in cui i suoi sogni erano ancora chiari e vividi.

In questo modo le visioni che si erano materializzare nel sonno sarebbero rimaste facilmente registrabili e, quindi, traducibili in un’opera d’arte autentica e originale. In tempi più recenti psicoanalisti, psicologi e consulenti hanno dato suggerimenti su come ottenere dall’inconscio l’ispirazione artistica.

Secondo William Shakespeare gli “uomini sono fatti della stessa sostanza dei sogni e nello spazio di un sogno è racchiusa la nostra breve vita”.

Con questa mostra collettiva Spazio 44 ha appurato che i sogni influenzano la creatività di ciascuno di noi e questa collettiva si pone come obiettivo quello di aiutare gli artisti a produrre opere d’arte a partire dall’arte onirica, guidandoli a identificare i simboli più vividi del sogno e a esplorare le immagini più potenti, incoraggiandoli a sperimentare nuove tecniche artistiche e nuovi mezzi, diversi da quelli solitamente praticati, in modo tale da superare i blocchi creativi e trovare un nuovo modo di lavorare.

Mara Martellotta

 

Gli artisti coinvolti con i loro sogni sono

Antonello Alessandro

Bichescu Mariana

Cerquetti Lorella

Coniglio Giorgia

Costi Susi

Gattoli Flavia

La Mensa Vincenzo

Moauro Sabina

Nicolis Albino

Trento Franco

Venti Gioia

Virvar

Zamitt Lewis Mario

 

Ospiti

Claudia Converso

Giani Rosanna

 

Galleria d’arte Spazio 44.

Via Maria Vittoria 44

Tel 0115690068

Cell 3473091631

www.spazio-44.it

 

“Quel che ancor non sai tu lo imparerai Solo qui fra le mie braccia”

Music Tales, la rubrica musicale 

“Nei quartieri dove il sole del buon Dio

Non dà i suoi raggi

Ha già troppi impegni per scaldar la gente

D’altri paraggi

Una bimba canta la canzone antica

Della donnaccia

Quel che ancor non sai tu lo imparerai

Solo qui fra le mie braccia”

Siamo in tema “cantautorale”, e si parla di Fabrizio De Andrè.

Genovese, morto nel 1999, è stato un cantautore italiano.

Considerato uno dei più importanti, influenti e innovativi cantautori italiani, è conosciuto anche con l’appellativo di Faber che gli dette l’amico Paolo Villaggio, con riferimento alla sua predilezione per i pastelli e le matite della Faber-Castell, oltre che per l’assonanza con il suo nome, e talvolta come “il cantautore degli emarginati” o il “poeta degli sconfitti”.

In quasi quarant’anni di attività artistica, De André ha inciso quattordici album in studio, più alcune canzoni pubblicate solo come singoli e poi riedite in antologie. Molte sue canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli e prostitute, e alcune per il loro valore poetico sono accolte da antologie scolastiche già dai primi anni settanta. I testi hanno meritato a De André l’elogio del poeta Mario Luzi.

Insieme a Bruno Lauzi, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco, è uno degli esponenti della cosiddetta scuola genovese, un nucleo di artisti che rinnovò profondamente la musica leggera italiana.  È l’artista con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con sei Targhe e un Premio Tenco. Nel 1997 gli venne conferito il Premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano Smisurata preghiera.

A ritmo di mazurca, De André, con “città vecchia” racconta frammenti di vita di quello strano popolo dimenticato che vive presso le aree più malfamate della zona del porto di Genova, «nei quartieri dove il Sole del buon Dio non dà i suoi raggi». Si tratta di personaggi molto cari al cantautore ligure durante tutta la sua carriera artistica: vecchi alcolizzati che sfogano i loro dispiaceri nel vino, prostitute e loro clienti (che di giorno le insultano e di notte le frequentano spendendo tutti i loro risparmi), ladri, assassini e «il tipo strano, quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano».

Per il titolo e il contenuto del brano, De André si ispirò a La città vecchia, celebre poesia di Umberto Saba ambientata nei malfamati vicoli della zona portuale di Trieste.

La canzone all’epoca fu anche parzialmente censurata.

“Il mondo intero è un quartiere.”

Buon ascolto

CHIARA DE CARLO

https://www.youtube.com/watch?v=cKBjwy25fkQ&ab_channel=FaberZenaFaber

scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!

Ecco a voi gli eventi da non perdere!

Con Distretto 011 a Bardonecchia si va a scuola di noir

È possibile per un lettore appassionato di noir diventare scrittore di uno dei generi più amati della narrativa nazionale e internazionale? Gli aspiranti autori di gialli e thriller potranno mettersi alla prova a Bardonecchia (Torino), località dell’Alta Val di Susa dove dal 7 al 9 luglio prossimi si svolgerà il Laboratorio di Scrittura “Bardonecchia Summer Noir”. Ad organizzarlo è “Distretto 011”, la prima scuola di noir di Torino, diretta dagli scrittori Massimo Tallone e Giorgio Ballario, in collaborazione con Edizioni del Capricorno.

Al laboratorio possono partecipare aspiranti scrittori, coloro che hanno già pubblicato o semplicemente appassionati del genere e lettori curiosi di conoscere più da vicino le tecniche di scrittura. Al termine del corso di tre giorni, i partecipanti saranno chiamati a mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti e a scrivere un breve racconto noir. Gli elaborati saranno poi giudicati da un’apposita giuria che che renderà noto il vincitore durante il Festival BardoNoir, in programma sempre a Bardonecchia, dal 25 al 27 agosto prossimi. Sabato 8 luglio, infine, per gli allievi del laboratorio è prevista una “Cena con delitto” in collaborazione con l’Accademia dei Folli.

“Bardonecchia si conferma ancora una volta punto di riferimento del genere noir – afferma il sindaco Chiara Rossetti – Siamo felici di accogliere nella nostra cittadina autori e scrittori che da tempo frequentano Bardonecchia. E ancora di più quest’anno, dove accanto al Festival BardoNoir, ideale prosecuzione dei felici appuntamenti realizzati prima della pandemia, potremo ospitare quella che a tutti gli effetti rappresenta una vera novità, il Campus Bardonecchia Summer Noir. Aspettiamo autori ed aspiranti scrittori”.

“Scrivere un racconto o un romanzo noir non richiede soltanto una grande fantasia e una notevole conoscenza della materia che si vuole affrontare – spiegano Massimo Tallone e Giorgio Ballario – Bisogna saper padroneggiare le tecniche di scrittura, a partire dal soggetto e dal plot, che dovranno essere sviluppati via via nel progetto, nella traccia, nella trama, nell’ambientazione, nella stesura e nella revisione. Distretto 011 intende proprio insegnare a maneggiare queste tecniche con disinvoltura. Durante i tre giorni bardonecchiesi i partecipanti al Campus impareranno a immaginare una trama, a delineare i personaggi, a scrivere un incipit efficace, a dosare la suspense e tutti gli altri accorgimenti indispensabili per scrivere un solido e credibile racconto noir”.

Il Campus di Bardonecchia rappresenta una sorta di anticipazione della scuola di noir che Distretto 011 organizza per l’autunno a Torino, tredici incontri di tre ore l’uno, per un totale di tredici settimane, con lezioni extra affidate ad autori esterni o esperti in materie contigue. Per avere informazioni su Bardonecchia Summer Noir e sulla Scuola di Noir Distretto 011 si può consultare questo sito internet: https://www.edizionidelcapricorno.it/scuola-di-noir/

 

L’Estate a Bardonecchia si colora di eventi

 

Sport, escursioni, musica, teatro, libri, spettacoli di strada. Bardonecchia è pronta per una grande estate e non mancano le novità. A cominciare dalla tanto attesa riapertura della piscina comunale alla nuova palestra di arrampicata del Palazzetto dello Sport.

Tanta musica in questa Estate bardonecchiese con gli eventi organizzati dalla Pro Loco e non solo: il 7 luglio è in programma la “Notte in musica” a partire dalle 21 per le vie del centro, l’8 luglio, in piazza De Gasperi, ci sarà il concerto di Cristina D’Avena e poi ancora dj set, ed il 31 luglio, in località Chesal, l’appuntamento con Francesca Michelin, organizzato dall’Associazione Revejo.

E sempre in tema di musica, torna anche quest’anno la rassegna “Musica d’Estate”: campus, masterclass e circa 35 conceerti gratuiti, presso il Palazzo delle Feste, la Chiesa di Sant’Ippolito e la Chiesa di Maria Ausiliatrice. E ad agosto, la decima edizione di “BardonecchiArp Festival”, Festival di Arpa celtica, a cura dell’Associazione Lucas.

Scena 1312, la rassegna organizzata dall’Amministrazione Comunale ed Estemporanea, quest’estate si fa in tre: gli spettacoli organizzati al Palazzo delle Feste e per le vie del centro cittadino, le presentazioni di libri e le mostre allestite al Palazzo delle Feste.

Ed a teatro si andrà anche in Compagnia dell’Accademia dei Folli con appuntamenti sul palcoscenico del Palazzo delle Feste e a Rochemolles.

Molte le proposte della Biblioteca Civica con presentazioni di libri ed incontri dedicati ai più piccoli.

Bardonecchia si conferma poi, anche questa estate, punto di incontro per il genere Noir: dal 7 al 9 luglio si terrà, infatti, il Campus Noir “Distretto 011”, organizzato da Edizioni del Capricorno. Dal 25 al 27 agosto, tornerà, invece, il Festival Bardo Noir con presentazioni ed incontri con scrittori di caratura nazionale del genere, che sempre più appassiona i lettori.

Ed ancora , la Festa della Birra, dal 14 al 16 luglio, in piazza Statuto, i mercatini tra Bardonecchia e le sue frazioni, la tradizionale “Cena in bianco e rosso” il 6 agosto, i festeggiamenti di Sant’Ippolito, il 13 agosto e tanti momenti di incontro a Bardonecchia e nelle sue frazioni e montagne.

“Quella del 2023 si annuncia come una grande Estate a Bardonecchia. – afferma il sindaco Chiara Rossetti – Siamo contenti di avere organizzato, con un vero gioco di squadra insieme a tutte le nostre realtà territoriali, un ricco calendario di eventi da proporre ai residenti e a quanti hanno deciso e decideranno di trascorrere un periodo di vacanza insieme a noi. Abbiamo voluto creare la proposta più ricca e multiforme possibile per rispondere ai gusti e le esigenze di chi frequenta Bardonecchia”. “Quello che presentiamo oggi – conclude il sindaco di Bardonecchia – è certamente un calendario in itinere e non esaustivo. La nostra volontà, più volte ribadita, è infatti di quella di proporre eventi e momenti di incontro in tutti i mesi dell’anno, uscendo dalla logica di stagionalità per far sì che la nostra Bardonecchia sia sempre più accogliente 365 giorni all’anno”.

 

Mare? No, arte romanica

Meravigliose gite in Piemonte in attesa della bella stagione

Il bel tempo quest’anno ci fa aspettare, poco sole, niente bagni e tintarella, almeno nella nostra parte della penisola. In attesa di dare ufficialmente il via alla stagione estiva possiamo passare il tempo libero, soprattutto nel fine settimana, visitando le meraviglie della nostra regione. Tra i tanti stili e architetture l’arte romanica e’ quella che personalmente preferisco, probabilmente per la sua semplicita’ che ha il potere di creare una strada diretta verso il divino, un accesso semplice alla spiritualita’. Gli elementi tipici di questo stile sono gli archi a tutto sesto, le volte a crociera, il matroneo ovvero un loggiato posto sopra le navate laterali, una volta dedicato alle donne, la facciata esterna costruita a capanna o a salienti, il rosone che somiglia ad una grande finestra rotonda che corrisponde alla navata principale interna.

In Piemonte, oltre ai fasti del barocco e alla regalita’ delle residenze sabaude, esiste una consistente presenza e di testimonianze di arte romanica risalente al secolo X e fino al XII.

Dalla via Francigena, ai borghi medioevali, dalle abbazie ai monasteri in questa terra sono molti i siti da visitare per immergersi totalmente in questo suggestivo periodo storico.

A Torino si puo’ ammirare il campanile della chiesa di Sant’Andrea, risalente all’XI proprio a lato della chiesa della Consolata che ha preso il posto della chiesa originaria. Uscendo dalla citta’, dirigendosi verso la Val di Susa a 960 metri di quota sul monte Pirchiriano troviamo la Sacra di San Michele, del X secolo, uno dei massimi centri della spiritualita’ benedettina e rosminiana.

L’Abbazia dei Santi Pietro e Andrea o di Novalesa, fondata nel 726 e situata in Val Cenischia (Susa), e’ un altro bell’esempio di arte romanica del nostro territorio. Affidata alla Congregazione Benedettina Sublacense ospita una serie di affreschi e un chiostro cinquecentesco.

A Staffarda di Revello in provincia di Cuneo si trova l’omonima abbazia, uno dei monumenti medioevali piu’ grandi del Piemonte, incorniciata dai monti soprattutto da sua maesta´il Monviso. Benedettina cistercense fu fondata tra il 1122 e il 1138 e, oltre alla chiesa, comprende un chiostro e una foresteria. In localita´Albugnano spicca l’Abbazia di Vezzolano, magnifico esempio di arte romanica che, secondo la tradizione, fu fondata da Carlo Magno. Una particolarita´ al suo interno e’ data dalla navata centrale che è divisa trasversalmente da un pontile decorato, elemento abbastanza raro se non in qualche altra chiesa oltrealpe. Tra le risaie del novarese si nota certamente l’Abbazia dei Santi Nazario e Celso fondata nel 1040 in un clima sobrio e raccolto e affidata anche questa ai benedettini. Con i suoi affreschi cinquecenteschi e il chiostro quadrangolare e’ un affascinante esempio di architettura gotico-lombarda. Se ci si sposta verso Alessandria, invece, c’e’ il maestoso monastero di Santa Giustina di Sezzadio risalente all’epoca Longobarda. Immerso nelle colline del Monferrato conserva il pavimento in marmo bianco e nero che raffigura immagini floreali stilizzate.

Inutile citare il Duomo di Vercelli, nella Biblioteca e Archivio Capitolare e nella Pinacoteca della più antica arcidiocesi del Piemonte o il Battistero di Biella, meravigliosi rappresentanti dell’arte romanica del Piemonte, e tante altre sparse per tutta la regione che si conferma una luogo ricco di storia, arte, tradizioni e riferimenti della spiritualita’.

MARIA LA BARBERA

 

Per informazioni

https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/il-romanico-piemonte

https://www.visitpiemonte.com/it/esperienzeoutdoor/itinerari-spirituali/il-romanico

Estate in piazza, un mese di eventi a Leinì

Anche per il 2023 la rassegna estiva organizzata dal Comune con il supporto delle Associazioni locali offre un ricco cartellone di eventi per tutti i gusti. Dal teatro alla musica, dal ballo liscio ai concerti, fino alla tradizionale “Leini in bianco a cena”, possibilità per tutti di trovare l’evento giusto per divertirsi, passare una serata in paese vivendo la comunità.

Ecco nel dettaglio il programma.
Si parte mercoledì 28 giugno alle 21.30 in piazza Vittorio Emanuele II, con il concerto della fanfara dei Bersaglieri M.A. Fausto Balbo di Settimo Torinese per la celebrazione dei 65 anni di fondazione dell’Associazione Bersaglieri Leini “Carlo Gremo”. Clicca per approfondire.
Il weekend sucessivo ospiterà il ritorno del Jazz Festival Leini, dopo il successo della prima edizione nel 2022: tre giorni di concerti, con la particolarità di sabato 1 luglio, quando saranno tre i gruppi musicali ad alternarsi per le vie del concentrico al fine di animare la notte bianca. Clicca per approfondire.
Dal 6 all’8 luglio tornerà Lunathica, il festival del teatro di strada che coinvolge 8 comuni: saranno ben 7 gli spettacoli a Leini con compagnie di grande rilievo e spettacoli divertenti e coinvolgenti. Venerdì 7 luglio, dopo lo spettacolo della Compagnia Luca Piallini, sarà il momento della lunga notte dei saldi, organizzata dall’Associazione Commercianti Centro Storico. Clicca per approfondire.
Dal 13 al 16 luglio fine settimana dedicato a San Lorenzo, alla musica e alla solidarietà con le iniziative dell’associazione Voglio solo un sorriso… Martina. Giovedì 13 tocca al ballo liscio, venerdì 14 al revival anni ’80, sabato 15 al karaoke e alla disco musica, domenica 16 passeggiate culturali nel concentrico, sfilata ed esposizione delle auto storiche organizzata da Promo Eventi, giochi per bambini (dalle 17), concerto del gruppo “I cavalieri di Zara” e stand enogastronomici in serata. Clicca per approfondire.
Finale in crescendo tra il 20 e il 23 luglio: giovedì 20 ballo liscio e boogie woogie con Promo Eventi, venerdì 21 concerto delle fisarmoniche di Accordeon, sabato 22 Leini in bianco a cena con l’Associazione Commercianti Centro Storico, domenica 23 giochi, animazione e musica con Leini Live. Clicca per approfondire.
Dal 13 al 23 luglio, parco giostre in piazzale Buonarroti (Betulle 1).

Durante gli eventi e per l’allestimento sono previste le seguenti modifiche alla viabilità.

  • Divieto di transito, sosta con rimozione forzata e fermata dalle ore 07,00 del giorno 24/06/2023 alle ore 20,00 del giorno 25/07/2022 sulla piazza Vittorio Emanuele II.
  • Divieto di transito, sosta e fermata con rimozione forzata dalle ore 17,00 alle ore
  • 24,00 dei giorni 28 e 30/06/2023, 01, 02, 06, 07, 08, 13, 14, 15, 16, 20, 21 e 22/07/2023 sulla via Maffei, tratto compreso tra la via Cavour e la piazza Vittorio Emanuele II e sulla via XXV Aprile.
  • -divieto di transito, sosta e fermata con rimozione forzata su parte della piazza I Maggio (area fronte villa Chiosso) dalle ore 16,00 a fine manifestazione del giorno 16/07/2023.
  • Divieto di transito, dalle ore 20,00 a fine manifestazione del giorno 16/07/2022 sulla via Carlo Alberto, tratto compreso tra la via Cottin e la piazza Vittorio Emanuele II, con esclusione dei veicoli provenienti dalla via Cavour con direzione via Bonis.
  • Divieto di transito, sosta e fermata con rimozione forzata dalle ore 18,00 alle ore 24,00 dei giorni 01/07, 07/07 e 22/07/2023 sulla via Carlo Alberto, tratto compreso tra la piazza I Maggio (rotonda via Torino) e la piazza Vittorio Emanuele II;
  • Divieto di transito, sosta e fermata con rimozione forzata dalle ore 18,00 alle ore 24,00 dei giorni 01/07, 07/07 e 22/07/2023 sulla piazza Ricciolio, con esclusione dei veicoli provenienti dalla via Ricciolio con direzione via Vallino e dei veicoli provenienti da via Martiri Libertà in direzione di via Cottin.
“Ancora una volta un cartellone ricchissimo con artisti di rilievo – commenta Cristina Bruno, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura -: confermatissima Lunathica, seconda edizione del Jazz Festival Leini, con una formula rinnovata, ma soprattutto la consolidata collaborazione con le Associazioni del territorio rappresentano i capisaldi di una rassegna impegnativa ma anche appagante che persegue l’obiettivo di rendere Leini un luogo vivo, piacevole, attrattivo. Un luogo, e lo dico con grande soddisfazione, dove i riscontri del pubblico vengono ascoltati e tradotti in un cartellone variegato e davvero ricco: ancora una volta abbiamo accontentato anche gli amanti del liscio, così come i millennials e la loro nostalgia degli anni ’80, costruendo una collaborazione efficace, di cui sono davvero orgogliosa, con tutte le associazioni che hanno voluto contribuire a questa rassegna organizzando uno o più eventi”.