CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 220

L’isola del libro

RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA

 

Luis Landero “Una storia ridicola” -Fazi Editore- euro 18,50

E’ decisamente urticante il protagonista di questo romanzo di Landero, pubblicato in Spagna nel 2022 ed annoverato tra i dieci migliori da “El Pais”.

Luis Landero, nato ad Albuquerque, in Estremadura, nel 1948, mette in scena un uomo mediocre, con un fastidioso ipertrofico “Super Io” che, a tratti, scivola nel patetico e tracima nel ridicolo. Fondamentalmente è il classico “Uomo senza qualità”.

Si chiama Marcial, ha umili origini ed è cresciuto all’ombra di perenni difficoltà economiche; poi diventato caporeparto in una macelleria industriale. Lavoro non per animi troppo sensibili, dal momento che è lui a presiedere l’orrida catena di montaggio della barbara uccisone del bestiame, con annessi squartamento ed eviscerazione.

Nel corso di 216 pagine, scandite in 48 brevi capitoli, il protagonista racconta di sé, del suo fastidio (spesso più che altro odio) ed assoluto senso di superiorità rispetto al resto dell’umanità. Unico sentimento, in un certo senso, positivo che prova è la folgorante passione per Pepita.

Infatti lo scorrere banale e presuntuoso dell’esistenza di Marcial viene incrinato quando incontra la giovane donna; studiosa dell’arte, di famiglia colta e ricca che, però, non sembra ricambiare l’attrazione dell’uomo.

Per impressionarla, Marcial si professa quello che non è: scrittore, filosofo, pensatore di alto livello e suprema profondità. Chissà cosa succederà quando Pepita decide di invitarlo nel suo esclusivo salotto letterario…..

 

 

Maria Teresa Cometto Glauco Maggi “Qui non è Nuova York” -Neri Pozza- euro 20,00

Gli autori sono marito e moglie, entrambi giornalisti e scrittori pluripremiati, trasferitisi a New York nel 2000 e cittadini americani a tutti gli effetti dal 2018.

Questo libro è l’affascinante reportage del loro viaggio “On the road” di 100 giorni lungo le rotte dell’ʺAltra Americaʺ, quella meno conosciuta e poco glamour. Ma la più profonda e verace.

Il titolo rimanda allo storico corrispondente Rai degli anni ’60, Ruggero Orlando che, come loro, raccontò gli Stati Uniti conosciuti in misura minore. I due giornalisti hanno percorso il paese dal grande Nord al profondo Sud; 32mila chilometri suddivisi in due viaggi.

Il primo “Coast to coast” sulle tracce dei pionieri è stato nell’estate 2021, da New York a Portland in Oregon; poi il ritorno lungo il confine canadese. 17mila chilometri in 53 giorni: 19 stati visitati, 3 capitali, 13 parchi naturali e una miriade di incontri.

La seconda traversata, tra estate-autunno 2023, scendendo lungo l’Atlantico fino alla Georgia; e a seguire, in direzione Ovest fino a San Diego in California. La bellezza di 15mila chilometri in 52 giorni: 15 stati attraversati, 9 capitali viste. Questa volta (più che natura) hanno scoperto storia e cultura visitando biblioteche e musei presidenziali.

Ogni tappa impreziosita dagli incontri con abitanti dei luoghi, ognuno ammantato di origini disparate ed infinite storie da raccontare. Continue rivelazioni di quanto l’ʺAltra Americaʺ sia molto diversa dai soliti luoghi comuni.

 

 

Laurie Colwin “Felici tutti i giorni” -SUR-

Euro 18,00

L’autrice (morta nel 1992, a soli 48 anni,) era molto amata per la sua scrittura lieve e intrisa di sano ottimismo, tanto da essere di culto per l’affezionato pubblico. Basta leggere questo romanzo pubblicato nel 1978 ed ora riproposto dalle edizioni Sur.

Una storia di grande amicizia e rapporti sentimentali che evolvono piacevolmente in relazioni costruttive: autentiche, sane, sincere e durature tanto da sfociare in solidi matrimoni.

Sullo sfondo della New York di fine anni Settanta si muovono due giovani amici: Guido Morris e Vincent Cadworthy, appartenenti ad importanti famiglie della Upper Class. Hanno caratteri molto diversi, sono entrambi scapoli spensierati, laureati ed avviati a carriere di successo.

Guido dirige una fondazione che aiuta gli artisti a valorizzare e migliorare la città; Vincent, invece, si occupa di gestione dei rifiuti urbani. Le loro vite subiscono una svolta quando incontrano due fanciulle, che potrebbero rivelarsi anche future anime gemelle.

Guido, ha origini italiane, è espansivo e focoso, forse un po’ insicuro. Si innamora di Holly Sturgis: bella, ricca, elegante, sempre perfetta in tutto. Ma pure austera e apparentemente incapace di provare e manifestare sentimenti. Atteggiamento che scompensa Guido, il quale non sa bene come destreggiarsi.

Vincent, sportivo e per natura molto intraprendente, in ufficio incontra la giovane linguista Misty Berkowitz; ebrea dotata di gran cervello e notevole preparazione come scienziata della parola; ma di primo impatto, decisamente poco avvenente, regolarmente paludata in abiti informi, seriosi e assai poco donanti.

E’ l’esatto contrario delle bellissime rampolle dorate WASP con le quali Vincent aveva sempre avuto successo. Eppure si scopre sempre più innamorato della scontrosa, dura e respingente Misty.

Ma tranquilli….per una volta godetevi una boccata d’aria e un lieto fine.

 

 

Barbara Frandino “Tremi chi è innocente” -Einaudi- 17,50

Al centro del romanzo della scrittrice e sceneggiatrice torinese c’è la famiglia Astori, una come tante altre, di quelle assestate in un apparentemente consolidato e placido tran tran quotidiano. Padre ingegnere per lo più risucchiato dal lavoro e spesso assente; madre parecchio frustrata che cerca vie di fuga salvifiche nella lettura; il figlio Nicola di 16 anni.

E’ l’adolescente irrisolto e pericolosamente in mezzo al guado, come da manuale; imbrigliato in quella fase di trasformazione fisica che è informe e sgraziata terra di nessuno.

Aggrovigliato in stati d’animo e pensieri grigi tendenti alla depressione, che cerca di bloccare con psicofarmaci e chissà cos’altro. E’ intelligente e sensibile, ma anche tormentato, senza grandi prospettive future, né sogni nel cassetto.

A smuovere tanta infelice monotonia è un colpo di scena inaspettato. Viene ripescato nel fiume il cadavere del professor Costa, insegnante di Nico. Ma non è solo questo e più persone si ritengono responsabili del suo omicidio……

Rock Jazz e dintorni a Torino: Steve Wynn Trio e Umberto Tozzi

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Martedì. All’auditorium del Lingotto per 2 serate consecutive, si esibisce Umberto Tozzi.

Mercoledì. All’Off Topic è di scena Lamaar. Al Vinile si esibiscono i Fineharp Blues Revue.

Giovedì. Al Blah Blah suona Steve Wynn Trio. Al Magazzino sul Po si esibisce la rapper Fabjustfab. All’Osteria Rabezzana si esibiscono i Three Cool Cats. All’Hiroshima Mon Amour sono di scena i Fuera. Al Vinile suona il duo Moses e Tony Gruttola.

Venerdì. Al Circolo Sud sono di scena i The Wends. Al Vinile per 2 sere consecutive suona Rick Hutton &The Soul Women. All’Hiroshima Mon Amour per il 65° anniversario dell’indipendenza del Senegal, concerto con Mariaa Siga +Afrodream+ Orchestra dell’Africa subsahariana. Al Blah Blah suonano i Godzilla Was Too Drunk To Destroy Tokyo. Alla Divina Commedia si esibiscono gli Echi Soul Gang. Al Capolinea 8 suona il Matteo Castellano Trio. Allo Ziggy sono di scena i Je T’Aime.

Sabato. Al Circolo Sud si esibiscono i Carlomagno. Al Blah Blah suonano i Darkhold+ Deathox. Alla Divina Commedia sono di scena i 011…..live. Al Capolinea 8 si esibiscono gliOrange Mun. Al Folk Club suona Ian Shaw.

Domenica . Al Capolinea 8 è di scena Phil Mer. Alla Divina Commedia suonano i TheEnglishmen.

Pier Luigi Fuggetta 

Valerio Berruti, “More than kids”

Alla Fondazione Ferrero di Alba, nel Cuneese, un’ampia retrospettiva sulle opere anche dedicate all’infanzia dell’artista albese 

 

Si intitola “More than kids” la personale dedicata alle opere di Valerio Berruti, allestita dal 4 aprile al 4 luglio prossimi presso la Fondazione Ferrero di Alba e curata da Nicolas Ballario e Arturo Galansino.

La mostra, a ingresso gratuito, offre una panoramica del percorso creativo seguito dall’artista 48enne albese.

Saranno esposti affreschi, sculture, videoanimazioni che mettono in luce la grande versatilità di Valerio Berruti. Accanto alle sue iconiche rappresentazioni dell’infanzia, per la prima volta l’artista presenterà un nuovo filone di indagine creativa, concentrato sul paesaggio delle Langhe al quale egli è legato sin dalla più tenera infanzia. Il paesaggio delle Langhe viene disegnato da Berruti con un tratto distintivo e con l’invito rivolto al visitatore perché termini l’opera che ha di fronte semplicemente con l’osservazione.

Valerio Berruti utilizza l’antica tecnica dell’affresco, la scultura, la videoanimazione per creare immagini essenziali ispirate al mondo dell’infanzia, una fase della vita sospesa tra sogno e possibilità.

Alcuni dei lavori in esposizione alla Fondazione Ferrero proseguiranno il loro cammino verso Milano, dove andranno a completare l’allestimento che l’artista presenterà nelle sale di palazzo Reale, questa estate, dal titolo “Not just kids”.

Nel 2022 è stata inaugurata la sua monumentale scultura Alba, in acciaio inox bronzato alta 12 metri e donata dalla famiglia Ferrero alla Città di Alba, posizionata nella centrale piazza Michele Ferrero, dedicata all’imprenditore albese. Nel maggio del 2024 Berruti ha inaugurato

“ Circulating Sketch”, una personale in Cina nel prestigioso Teagan Space di Youyi Bay, nel distretto di Pechino.

Prima dell’inaugurazione della mostra è previsto un incontro tra l’artista e gli insegnanti nel corso del quale verranno presentate le attività educative e i laboratori artistici riservati alle scuole, organizzati nel periodo della retrospettiva alle Fondazione Ferrero.

 

Fondazione Ferrero, Strada di Mezzo 44, Alba

Orari: mercoledì, giovedì e venerdì dalle 15 alle 19, sabato domenica e festività dalle 10 alle 19.

Chiuso dal 18 al 27 aprile.

 

Mara Martellotta

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Elezioni universitarie – Una minaccia grave – Franceschini – Lettere

Elezioni universitarie
I risultati delle elezioni universitarie non premiano i pro Palestina che hanno inscenato agitazioni e occupazioni devastanti. La sinistra di “studenti indipendenti” (da che cosa ?) e “Cambiare rotta “hanno perso il 14 per cento dei consensi, pur restando maggioritaria. La moderazione dei cattolici è stata premiata con un più 4,8% di voti. Anche il FUAN, che non ha mai cambiato il nome e resta quello del MSI, ha avuto un incremento di voti del 3 per cento. Ci sarebbe da obiettare su chi viola la legge con occupazioni ma vuole anche farsi rappresentare nel cda dell’Ateneo.
Il dato più eclatante è la mancata partecipazione degli studenti al voto: una percentuale del 16 per cento appare ridicola.
I rappresentanti eletti finiscono di essere più rappresentanti di sè stessi che di gruppi. Ricordo che l’elezione di organismi universitari morì con la contestazione. Gli ultimi eletti erano pallidi rappresentanti di una democrazia universitaria che aveva contribuito a formare una classe politica. Basterebbe pensare a Pannella, ad esempio. Il ‘68, con la finta democrazia diretta delle assemblee permanenti, pose fine ad un’esperienza importante per la storia dell’Università  italiana e della democrazia . In quelle competizioni si formarono leaders importanti. Dopo la fine della contestazione del ‘68 e del ‘77 si cercò di ripristinare gli organismi rappresentativi , ma senza risultati . Conobbi piccoli capi molto ambiziosi e velleitari. Con  Patuelli segretario della gioventù liberale andai a sostenere la lista liberale, ma seppi che i repubblicani avevano deciso  con scarsa intelligenza di correre da soli. Poi ebbi qualche contatto con universitari che vedevano certi posti come trampolini di lancio per un avvenire politico che non ci fu. I partiti devono svegliarsi perché un 16 per cento di votanti rivela una forma di falsa democrazia apparente e truffaldina. In ogni caso andrebbe ribadito che l’Università è il luogo in cui  soprattutto si deve  studiare.
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Una minaccia grave
Pur volendo attendere per dare un giudizio su Trump non ideologico, non è possibile dopo i recenti sconquassi non esprimere un giudizio preoccupato su un personaggio privo di equilibrio e prigioniero di interessi economici che intendono governare attraverso di lui. La democrazia americana è stata stravolta e il legame  storico con l’Europa infranto. Nessun repubblicano  americano può ritrovarsi in un autocrate bizzarro e arrogante. Reagan è l’unico presidente conservatore che sia riuscito nell’intento di correggere i guasti dei presidenti democratici.
Quattro anni di Trump possono provocare al  mondo danni irreparabili. Anche il suo modo di intendere la pace è autoritario e foriero di altre guerre. La politica dei dazi si rivelerà negativa anche per gli USA  e il presidente sta manifestando una ignoranza in materia economica davvero preoccupante. Trump è un elefante in una cristalleria che intende travolgere la diplomazia per affermare una politica di forza che può portare alla terza guerra mondiale. Chi oggi si dice trumpiano in Europa dimostra di non capire nulla di politica.
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Franceschini
Non ho mai stimato un personaggio piuttosto insignificante della  politica nostrana di origine cattolico – comunista. Come ministro alla cultura (per fortuna non ebbe altri dicasteri più importanti) si rivelò mediocre. Adesso se ne esce fuori con la proposta di dare ai figli il cognome della madre anziché quello del padre, contravvenendo a secoli di storia.
Qui non c’entrano il matriarcato o il patriarcato, anche se Franceschini con la sua proposta non mira certo all’eguaglianza tra i sessi. Sono questioni di ordine pratico che impediscono la sciocchezza voluta dalla Consulta  del doppio cognome che si rivela molto  problematico in Spagna. Se per secoli si è andati avanti così c’è un motivo molto concreto: quello di non generare confusioni anagrafiche. Per un certo numero di famiglie può anche essere la mutilazione di un nome onorato e prestigioso a cui non si vede perché un bambino debba rinunciare. Chiamarsi Pirandello o Marconi è un onore per chi ha diritto, che nessun Franceschini può cancellare  con una proposta propagandistica volta a toglierlo per qualche giorno dall’oblio. Forse Franceschini non è particolarmente orgoglioso della sua storia familiare?
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LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com
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La biennale della democrazia
La biennale della democrazia in pochi giorni giunge persino alla bocciofila di Vanchiglietta, ma esclude istituzioni culturali storiche torinesi per ragioni di discriminazione ideologica?  Cosa ne pensa?   Tiziana Raiteri
Non rispondo perché mi sento il primo discriminato come studioso, mai invitato a parlare alla Biennale. Adesso ne faccio quasi motivo di vanto essere escluso aprioristicamente. Vengo invitato in tutta Italia e all’estero, ma alla Biennale mai. Dove inaugura le lezioni Barbero, è bene rimanere distanti. Lui va anche a parlare ai centri sociali, che spesso fanno della violenza la loro ragione di vivere.
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Sgarbi
Lei è amico di Sgarbi che è gravemente ammalato per una sindrome depressiva. Cosa ne pensa ?   Barbara Fratello
Il rispetto e l’amicizia sincera nata da Fogola tanti anni fa mi impone il silenzio sulle condizioni di Vittorio, che presto si riprenderà. Sono certo  di una ripresa. Ho letto che una delle figlie dopo essere andata a trovarlo dopo mesi di assenza ha detto ad un giornale che il padre andrebbe trasferito in psichiatria. Una frase barbara e incivile indegna di una figlia a cui Sgarbi con il suo lavoro forsennato ha garantito una vita di agi.
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Savoia
Abito in Savoia da anni e ho letto una bella intervista al più importante giornale della Savoia al principe Sergio di Jugoslavia, figlio di Maria Pia di Savoia. Il principe sa bene che le incaute dichiarazioni del cugino Emanuele Filiberto hanno offeso i cittadini della Savoia, che verrebbero privati delle tombe del re Umberto II e della regina Maria Jose’, che Emanuele Filiberto vorrebbe al Pantheon. Sarebbe un non senso però, dice il principe, ignorare che Vittorio Emanuele III e la regina Elena rimarrebbero a Vicoforte.     Ettore Teppati
Ho letto anch’io l’intervista, naturalmente non ripresa dai giornali italiani. Credo che un governo di centro – destra dovrebbe avere il coraggio di chiudere una annosa vicenda che non fa onore all’Italia. Ma la strada perseguita da Emanuele Filiberto è sbagliata e vedrei in Fratelli d’Italia un ostacolo a rendere l’onore del Pantheon a Vittorio Emanuele  III, che mandò a casa Mussolini nel ‘43 e lo fece arrestare. Neppure gli antifascisti lo riconobbero come un gesto importante. Dopo tanti anni siamo fermi lì. E il trasferimento alla chetichella a Vicoforte ha peggiorato il percorso verso il Pantheon.

Gypsy Musical Academy in “Bulli e pupe”, con una madrina d’eccezione: Margherita Fumero

I migliori allievi della Gipsy Academy di Torino, futuri professionisti di questo genere, pronti a calcare palcoscenici internazionali, tornano a esibirsi il 4 aprile 2025 alle 21 presso il teatro don Bosco di Rivoli nello spettacolo “Bulli e Pupe”. Versione italiana di “Guys and Dolls” di Frank Loesser su libretto di Jo Swerling e Abe Burrows, lo show, che debuttò a Broadway nel 1950, rappresenta un cult della storia del musical, vincitore di numerosi premi, tra cui cinque Tony Awards come miglior Musical e il Grammy Hall of Fame Award.

Qui lo si potrà vedere in lingua italiana, capace di regalarci le stesse emozioni, l’allegria e il divertimento della versione originale grazie alla supervisione artistica di Fabrizio Angelini, che già nel 2002 ne curò la regia per la compagnia della Rancia. La parte attoriale è a cura di Eugenio Gradabosco, le coreografie sono di Cristina Fraternale Garavelli e la direzione musicale è di Marta Lauria. Interpreti i migliori allievi diplomandi della sezione Accademica professionale della Gypsy Musical Academy. La produzione è presentata in accordo con Music Theatre International di Londra.

Lo spettacolo è a scopo benefico, organizzato dalla Lega per la lotta contro i tumori, con la collaborazione della Città delle Donne e Ti curo a Casa, con il patrocinio del Comune di Collegno e vede una madrina d’eccezione, l’attrice Margherita Fumero.

Teatro Don Bosco , via Stupinigi 1, Rivoli, 4 aprile 2025 ore 21

Info e prenotazioni 3277628172

Mara Martellotta

“KIN 金 – Sfumature d’oro nelle arti giapponesi”. Al Castello della Rovere di Vinovo

Dal 29 marzo all’8 giugno prossimi
Nel Buddhismo, l’oro è lo splendore della luce del Buddha, nel teatro
tradizionale giapponese Nō è la luce della dimensione sacrale che distingue
le divinità dagli esseri umani. Con il passaggio all’arte moderna, la
sensibilità nei confronti dell’oro vira dalla luce sacra a quella mondana e
gli artisti iniziano a considerarlo sia come luce che come il più brillante
tra tutti i colori, senza tralasciarne l’effetto lussuoso e decorativo.
Parte da questi presupposti la mostra “KIN 金 – Sfumature d’oro nelle arti
giapponesi”, in programma nelle sale del Castello Della Rovere di
Vinovo, dal 29 marzo all’8 giugno 2025, a cura di Roberta Vergagni e
organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Vinovo.
Ogni anno, dal 1995, i giapponesi scelgono il *kanji* – l’ideogramma – più
rappresentativo dell’anno trascorso, che viene annunciato a dicembre in una
solenne cerimonia presso il Kiyomizudera di Kyoto: ebbene, la votazione
nazionale ha decretato vincitore per l’anno scorso proprio il carattere 金
Kin, a rappresentare gli splendidi successi degli atleti giapponesi ai
Giochi Olimpici e Paralimpici del 2024.
Il percorso espositivo si articola in tre sezioni principali:La prima offre
una panoramica su manufatti realizzati utilizzando diversi supporti, in cui
il protagonista è l’oro in dialogo con alcune importanti tecniche di
produzione artigianale giapponese. La seconda sezione è dedicata a una
selezione
di stampe di incisori moderni e contemporanei, che hanno impreziosito le
loro opere con l’utilizzo dell’oro o che all’oro si sono ispirati, e che
costituiscono la fase moderna e contemporanea delle xilografie *ukiyo-e*. È
esposta anche un’opera di Takashi Murakami, fondatore del movimento
Superflat giapponese, considerato il più famoso artista contemporaneo
nipponico. La terza sezione è dedicata alle opere della maestra calligrafa
Kazuko Hiraoka e della maestra di kintsugi Aiko Zushi. I dipinti
calligrafici di Hiraoka combinano la magia della foglia d’oro con
l’espressività dell’arte giapponese dello shodō. Le ceramiche riparate con
la tecnica del kintsugi dalla maestra Zushi, vivono una nuova vita
all’insegna del bello.
La mostra è stata realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di
Vinovo, in collaborazione con Associazione I.N.T.K.- Associazione italiana
per la spada giapponese, Associazione Interculturale Italia-Giappone Sakura
di Torino. Con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano.
Sono in programma tre laboratori. Due gratuiti per bambini: sabato 10
maggio, alle 16:30, manga con Haider Bucar; sabato 25 maggio, alle
16:30*, *letture
con kamishibai con Eva Gomiero.
Un workshop di *kintsugi*, sabato 5 aprile, alle 15:30, con la maestra Aiko
Zushi, pensato per avvicinare alla pratica del *kintsugi *le persone che
nutrono un profondo interesse per la cultura giapponese. Attraverso un
seminario con laboratorio pratico, i partecipanti potranno familiarizzare
con la lacca *urushi*, il materiale fondamentale usato in questo tipo di
tecnica, e sperimenteranno l’ultima fase del processo di restauro, ovvero
la finitura con polvere d’oro. Le materie prime e il piatto di ceramica
utilizzati arrivano direttamente dal Giappone.
*Info: *sabato dalle 15 alle 18:30; domenica dalle 10:30 alle 12:30 e dalle
15 alle 18:30. (Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura).
Biglietti: intero 7 euro; ridotto 5 euro (possessori Abbonamento musei,
over 65, gruppi minimo 10 Persone, adulti partecipanti ai laboratori per
famiglie); gratuito (minori di anni 18, persone disabili certificate,
comitive scolastiche, giornalisti muniti di tesserino).
Castello della Rovere – Via del Castello 2, Vinovo
Mara Martellotta

Hong Kong, Palazzo Madama al Museum Summit 2025

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino, grazie al prezioso supporto del Console Generale d’Italia a Hong Kong, Carmelo Ficarra, ha ricevuto l’invito dal Dipartimento per i Servizi del Tempo Libero e della Cultura (LCSD) del Governo della Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese a partecipare al Museum Summit 2025, uno dei più importanti e significativi eventi di incontro a livello mondiale per i direttori di museo, che si svolge il 28 e 29 marzo 2025 presso l’Hong Kong Exhibition and Convention Centre.

Il Direttore di Palazzo Madama prof. Giovanni Carlo Federico Villa partecipa in qualità di relatore alla quarta edizione del summit, che ha l’obiettivo di creare una piattaforma globale per il dialogo collaborativo, lo scambio di esperienze tra esperti e l’esplorazione di soluzioni innovative alle sfide e opportunità in continua evoluzione che i musei di tutto il mondo affrontano nel XXI secolo.

Con il tema “Going Beyond”, il Museum Summit 2025 riunisce professionisti museali e leader culturali internazionali, per esplorare come le istituzioni possano sfruttare l’industria del turismo e i progressi tecnologici, promuovere pratiche di sostenibilità e favorire il benessere della comunità. Questi argomenti sono affrontati attraverso quattro sotto-temi: “Museums + Tourism”, “Museums + Technology”, “Museums + Sustainability” e “Museums + Wellness”.

Il Direttore interviene nel Summit per il tema “Museum + Wellness”, condividendo l’esperienza di Palazzo Madama e le idee con i partecipanti provenienti da tutto il mondo, alla luce dei progetti di eccellenza, articolati nel corso degli anni di lavoro, sul fronte dell’accessibilità, educazione e inclusione di tutta la Fondazione Torino Musei.

Mu-To ripropone “Maciste”, da vedere anche dopo 110 anni

Il cinema muto ebbe un’ampia diffusione a Torino, attraverso grandi case di produzione quali Aquila Films, Ambrosio e Itala Film, tutte attive nel momento di ascesa del cinema come forma d’arte. Nella città piemontese nacquero alcuni dei primi film muti con trame sofisticate e capolavori del cinema italiano, come Cabiria (1914).

Martedì 25 marzo ha avuto luogo il primo dei due appuntamenti di Mu-To, un progetto dedicato alla proiezione dei film muti in un’atmosfera originale: un po’ di luce soffusa, una sala piena di gente (evento raro nei nostri giorni) e un accompagnamento musicale dal vivo. L’evento è stato organizzato con la partecipazione del Conservatorio Giuseppe Verdi, del Liceo Classico e Musicale “Cavour” e del Museo Nazionale del Cinema. Si è trattato solo del primo incontro dei due in programmadel secondo, che si svolgerà ad aprile, verrà comunicata la data precisa sui social del Cinema Massimo e del Conservatorio Giuseppe Verdi.

Durante la serata la sala 3 del Cinema Massimo era gremita. Il primo film in programma è stato Maciste (1915), il cui protagonista è un uomo caratterizzato da una forza straordinaria e interpretato da un attore divenuto iconico: Bartolomeo Pagano. Un’opera che contribuì a sviluppare ulteriormente il divismo, fenomeno, già avviato nel XIX secolo, che consisteva in una sorta di divinizzazione delle star, le quali diventavano più popolari dei personaggi da loro interpretati.

Maciste (senza fare spoiler) è un allegro film d’avventura che vale la pena vedere anche a distanza di 110 anni. L’esperienza è stata resa unica in particolare da un giovane protégé pianista, che ha accompagnato il film senza alcuna interruzione per tutta la sua durata ben 67 minuti! Quella melodia, che allinizio sembrava una semplice colonna sonora, alla fine ha scatenato un’ovazione. L’esecuzione è stata così impeccabile che era difficile all’inizio credere che si trattasse di un accompagnamento dal vivo, perciò non si poteva fare altro se non applaudirlo calorosamente. Insieme alle risate della sala, scatenate dalle scene più divertenti, ha reso quella serata indimenticabile.

Dopo quel momento introduttivo (la proiezione di un classico lungometraggio), si è svolta la seconda parte della serata, in cui sono stati riprodotti 6 cortometraggi, quasi tutti realizzati e poi restaurati a Torino. Questa volta le immagini sullo schermo erano accompagnate dall’intera orchestra giovanile del Liceo Classico e Musicale Cavour. I film scelti erano tra loro molto diversi: dai primi esperimenti di cinema narrativo ai film francesi della società Pathé, risalenti al 1907 e orientati allintrattenimento. Sono rivolti a uno spettatore più attento rispetto a Maciste, che, ribadisco, è un film sicuramente migliore di alcune produzioni di Marvel, come Captain Marvel. Richiedono che lo spettatore abbia una capacità di lettura approfondita delle opere cinematografiche; anche la musica, questa volta suonata da giovani, non è sempre di altissimo livello, però ha i suoi momenti di fama e di sorpresa, con l’introduzione di una colonna sonora in stile jazz.

Per concludere, questo evento è soltanto alla sua seconda edizione, ma ha tutte le carte in regola per sopravvivere. Si configura come una grande sfida collettiva per assicurare al pubblico un’esperienza unica nel suo genere.

Viktor  Smolkin

redattore di The Password

Barbie e Ken: Riflessioni su una felicità imposta

28-29 marzo 2025

Casa Fools, via Bava 39, Torino

 

Due tra i personaggi più pop di tutti i tempi nello spettacolo teatrale che ha debuttato prima della versione cinematografica

In Barbie e Ken – lo spettacolo della compagnia italo-svizzera Teatro La Fuffa che ha debuttato prima della versione cinematografica campione di incassi – i due protagonisti, tra domande scottanti, argomenti tabù, crisi esistenziali e ironia grottesca, sfidano il loro mondo perfetto scoprendo che la felicità imposta ha un prezzo inaspettato.

In una grande scatola di plastica, Barbie e Ken sfoggiano il loro forzato sorriso da giocattoli. Tutto sembra perfetto nel loro mondo: ogni cosa è prevedibile e volta alla conquista della felicità. Tuttavia, basterà un primo “Perché?” di Barbie a mettere in dubbio pian piano il loro sapere surrogato fino a convincerli a infrangere gli schemi prestabiliti. Ma cosa accadrà quando Barbie vorrà sapere di più in merito al sesso? Tra goffi tentativi e crisi esistenziali, i due si scontrano con irrisolvibili contraddizioni fra il comico, il grottesco e il drammatico. In un ritmo sempre più incalzante e con il coinvolgimento totale del pubblico, Barbie e Ken scivolano sempre più in basso nel sistema che li sta inghiottendo: “Noi dobbiamo essere felici! A tutti i costi!”

Lo spettacolo ha vinto il Festival Inventaria 2022 ed è stato indicato come “Miglior novità” del Teatro Ragazzi agli Eolo Awards 2023.

CONSONANZE

Barbie e Ken è uno spettacolo di “Consonanze”, la stagione teatrale 2024-2025 di Casa Fools, composta da 21 repliche di 10 diversi titoli, che propone un calendario multidisciplinare che promuove linguaggi espressivi di classici contemporanei attraverso la riscrittura di grandi capolavori o nuove opere e adattamenti in chiave pop che affrontano temi universali. Lo spettacolo è stato selezionato dal Collettivo Cartellone Condiviso all’interno del progetto di direzione artistica partecipata di Casa Fools.

CASA FOOLS

Casa Fools è una Casa con un Teatro dentro. Codiretto da Roberta Calia, Luigi Orfeo e Stefano Sartore, da anni Casa Fools lavora per ricostruire la comunità attraverso l’arte e abbattere le barriere e i pregiudizi legati a certi luoghi della cultura. Non solo attraverso una politica dei prezzi contenuta, ma anche facendo partecipare attivamente il pubblico alla vita del teatro, coinvolto fin dall’inizio nella direzione artistica tramite un’esperienza di decisione collettiva del cartellone.

Per la stagione 2024-25 Casa Fools ha aderito a “Teatri Aperti Torino”, progetto in collaborazione con sei spazi e sei compagnie torinesi che si occupano di teatro contemporaneo: Bellarte, Cubo Teatro, San Pietro in Vincoli Zona Teatro, Spazio Kairos, Cineteatro Baretti e Casa Fools. Obiettivo è la promozione congiunta del teatro contemporaneo in città attraverso sinergie artistiche e produttive e circuitazione dei pubblici, contribuendo in modo congiunto allo sviluppo dell’identità culturale della città di Torino.

La stagione Consonanze ha ricevuto il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo all’interno del bando “Linee guida per progetti nell’ambito della cultura contemporanea 2024” ed è sostenuta dal contributo della Fondazione CRT nell’ambito del bando “Note e Sipari” e dal patrocinio oneroso 2024 del Consiglio Regionale del Piemonte.

 

Info

Casa Fools I Teatro Vanchiglia, via Bava 39, Torino

28-29 marzo 2025, ore 21

Barbie e Ken

Una creazione di Letizia Buchini, Filippo Capparella e Saskia Simonet

Da un’idea originale di Filippo Capparella

Regia Filippo Capparella

Co-regia Saskia Simonet

Interpreti Letizia Buchini e Filippo Capparella

Drammaturgia Filippo Capparella, con i contributi di Saskia Simonet e Letizia Buchini

Produzione Teatro La Fuffa

Co-produzione Fondazione SAT

Musica originale Davide Rossi

Biglietti: intero 12 euro, ridotto 9 euro

www.casafools.it

FB @casafools IG @casafools

Beppe Braida il 4 aprile al ‘Lago dei Salici’ di Caramagna Piemonte

Dopo il sold-out con Giuseppe Cruciani de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’, arriva un’altra cena-spettacolo con l’intrattenimento e la simpatia di uno fra i migliori artisti della risata italiani.

Dopo il sold-out con Giuseppe Cruciani, Maurizio Scandurra, Luca Scazzi e il Canepardo de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’ del 15 marzo scorso, che ha visto una grandissima partecipazione di pubblico e giornalisti presenti in sala, venerdì 4 aprile a Caramagna Piemonte (CN) l’appuntamento imperdibile è con un altro ospite d’eccezione.

Sarà infatti Beppe Braida il protagonista assoluto della serata-evento presso l’elegante cornice del ‘Lago dei Salici’, rinomato wedding & congress center fra i più ampi e raffinati in Italia nel suo settore.

Il popolare comico e cabarettista torinese, apprezzato e altrettanto famoso per le sue felici partecipazioni a noti programmi tv quali ‘Colorado’ e ‘L’Isola dei Famosi’, oltre a svariati film in qualità di attore in diversi ruoli, sarà protagonista sul palco per uno show all’insegna dell’intrattenimento, del divertimento e della simpatia. Porterà infatti in scena i personaggi che l’hanno reso noto al grande pubblico, in un mix di coinvolgimento e ilarità tutto da vivere insieme.

Un’occasione unica per confrontarsi a ruota libera con una delle voci più simpatiche della comicità italiana, tra buona tavola, location da sogno e un contesto conviviale di tutto rispetto.

Siamo onorati di avere con noi Beppe Braida, da sempre specchio sincero dell’Italia che sa ridere e sorridere con gusto” esordisce “Capitan” Giovanni Riggio, amministratore del ‘Lago dei Salici’ (www.lagodeisalici.com). “Un artista che certamente saprà lasciare il segno con la qualità e l’umiltà che gli sono proprie da sempre, e che in un momento storico difficile quale quello in atto offre uno spunto sano per condividere un momento di gioia e leggerezza. Il tutto condito con un ricco menù all’insegna della tradizione realizzato esclusivamente con prodotti del territorio a chilometri zero tra cui albese di vitello con misticanza, flan di porri e ricotta con fonduta di castelmagno, agnolotti del plin burro e salvia e guancia di maialino brasata con patate al forno, oltre al dessert e all’entrée di benvenuto con cui accogliere al meglio i nostri ospiti”..

Proprio nel 2025 il ‘Lago dei Salici’ celebra il primo trentesimo anniversario dalla fondazione, che dal 1995 l’ha reso una location di primo piano sempre più richiesta e frequentata da ogni parte d’Italia per matrimoni, cerimonie pubbliche e private, set cinematografici e ricorrenze aziendali.

Per informazioni e prenotazioni su cena seduta e menù, tel. 0172 89236, oppure Whatsapp 392 0653237, con possibilità di pernottamento aggiuntivo in hotel di livello per chi ne fa richiesta (a soli 2 km dalla location dell’evento, presso l’Hotel Terre dei Salici www.hotelterredeisalici.com).