Per i tradizionali incontri letterari, serata di poesia e musica con Francesco Macciò e Carlo Dardanello
Lunedì 7 aprile, ore 21,15
Fossano (Cuneo)
Torna puntuale come un orologio svizzero l’appuntamento del primo lunedì del mese con “Granda in Rivolta”, la rassegna di incontri letterari che “si propone di scuotere la provincia cuneese con la poesia”; intento scritto nero su bianco su un “Manifesto” in versi dagli stessi organizzatori, i poeti piemontesi Elisa Audino e Romano Vola, che condividono la direzione artistica della rassegna con Maurizio Regis, titolare dello storico “Vitriol” di via Ancina 7, a Fossano, dove si tengono per l’appunto le serate culturali.
Di grande interesse l’appuntamento del prossimo lunedì 7 aprile che vedrà la felice accoppiata di Francesco Macciò e Carlo Dardanelloimpegnati in una performance di poesia e improvvisazione polistrumentale.
Partendo dal suo nuovo poemetto “Ritratto di donna al mare con bambino”, da poco uscito per “Puntoacapo”, Macciò si racconterà, attraverso le sue poesie accompagnandosi ai suoni di un tamburo a cornice, intervallato da momenti al “bawu cinese” (flauto realizzato con tubi di bambù) e al “low whistle” (grosso flauto a fischietto di origine inglese). Insieme a lui, Carlo Dardanello farà volare al cielo (con la consueta abilità) le note del suo clarinetto e del suo sax.
Spiega lo stesso Macciò: “Scandire versi accompagnandoli con un suono destrutturato, che può essere una semplice vibrazione prodotta da una corda di cetra o dalla pelle di un tamburo, è un sostegno importante alla memoria, come sa bene chi ne ha fatto diretta esperienza. Si creano degli interstizi ritmici tra i versi, tra le strofe, dei grappoli di suoni e di silenzi che agganciano la memoria e preparano la pronuncia, l’intonazione del verso successivo. Ma il suono, appunto, deve essere ‘destrutturato’, così almeno mi piace definire questo profilo di note disancorate dai sistemi tonali ed eseguite a sostegno della parola poetica e allo stesso tempo capaci di fondersi con essa. Disegnare una precisa linea melodica, infatti, genererebbe confusione, sovrapponendosi alla musica che ogni poesia reca sempre con sé ed entrando inevitabilmente in conflitto con essa”.
Poche, doverose, note biografiche del duo Macciò – Dardanello:
Francesco Macciò è ligure di Torriglia e oggi vive a Genova, dove ha insegnato italiano e latino in un Liceo cittadino. Fra le sue opere, ricordiamo la pubblicazione del volume di saggistica “L’universo in periferia. S-Oggetti sparsi intorno alla Poesia” e, sotto pseudonimo, il romanzo “Come dentro la notte”. Molte le raccolte di poesia. L’ultima, la citata “Ritratto di donna al mare con bambino”. Ha vinto il “Premio Cordici” di poesia mistica e religiosa (2009), il “Satura Città di Genova” (2012) e il “Carlo Bo – Giovanni De Scalzo” (2024). E’ ideatore della Rassegna “Incontri con gli scrittori” presso il Liceo “Sandro Pertini” di Genova.
Da Vicoforte (Cuneo) arriva invece Carlo Dardanello, già avvocato ecclesiastico e consulente welfare e previdenziale in Istituti di Credito. All’attivo ha, anche lui, svariate pubblicazioni di opere poetiche sia in italiano sia in lingua “naturale” ed i suoi scritti compaiono su riviste e antologie in Italia ed in Francia. A partire dal 2012 ha intrapreso studi musicali con i maestri Gianni Virone, Fabio Gorlier e Roberto Regis con cui ha studiato “armonia” ed “improvvisazione jazz”. Allo studio del sax, del clarinetto e del clarinetto basso, ha affiancato lo studio della musica elettronica con una ricerca rivolta soprattutto all’improvvisazione esplorata nei suoi rapporti con la parola e nella creazione di paesaggi sonori.
In tal senso l’accoppiata Macciò – Dardanellofunziona che è un vero piacere.
L’appuntamento al “Vitriol” sarà come semprealle 21,15, ma organizzatori e autori saranno già presenti al civico 7 di via Ancina a partire dalle 19,30 a completa disposizione del pubblico.
Si consiglia di prenotare al numero telefonico 389/2595316
g. m.
Nelle foto: Francesco Macciò e Carlo Dardanello, Macciò al tamburo e Dardanello al sassofono