
Attività che saranno svolte, a titolo volontario, da migranti con lo status di titolari di protezione internazionale e già inseriti in percorsi di accoglienza
La pulizia di aree verdi e marciapiedi, dei cestini dell’immondizia, la raccolta di foglie e di rifiuti sparsi e altri piccoli lavori utili a tenere pulita e in ordine la città. Attività che saranno svolte, a titolo volontario, da migranti con lo status di titolari di protezione internazionale e già inseriti in percorsi di accoglienza SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). L’iniziativa è della Giunta comunale, su proposta del vicesindaco Elide Tisi, di concerto con gli assessori Gianguido Passoni, Enzo Lavolta e Giuliana Tedesco. Ora c’è il via libera a un protocollo d’intesa tra Città di Torino e Amiat, che “offre l’opportunità a profughi e rifugiati – spiegano in Comuna – di svolgere lavori di pubblica utilità gratuitamente, consentendo loro in questo modo di restituire in parte alla comunità cittadina quanto ricevuto attraverso i progetti di accoglienza. Per il vicesindaco Elide Tisi, l’intesa con Amiat per l’impiego di migranti inseriti in percorsi SPRAR nella cura e nella manutenzione di spazi pubblici urbani “è sicuramente utile e, ed è questo forse il risvolto più importante, l’iniziativa consente, ai richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, di dare qualcosa in cambio del sostegno ricevuto per essere aiutati a costruire un percorso di vita lontano dal Paese che sono stati costretti a lasciare”. Le attività dei migranti, svolte come detto a titolo volontario e gratuito, saranno organizzate in moduli di dodici settimane ciascuno, coinvolgendo, per ogni modulo, venti persone con un impegno, per ognuna di loro, di 6 ore ogni sabato mattina. Saranno organizzati in squadre miste costituire da migranti e dipendenti dell’azienda raccolti rifiuti e opereranno in strade e spazi verdi delle Circoscrizioni.
(foto: il Torinese)



Mappatura e censimento dei siti con amianto, smaltimento e indirizzi per agevolarne il processo, bonifica dei siti di interesse nazionale e dei manufatti che lo contengono: è quanto prevede, per la parte relativa all’ambiente, il Piano regionale amianto, approvato all’unanimità martedì 1 marzo dal Consiglio regionale del Piemonte. Le bonifiche di interesse nazionale di Casale Monferrato (Al) e Balangero (To) dovranno essere completate entro il 2020, grazie anche alle risorse stanziate dal Governo, pari a 80 milioni di euro. Il Piano prevede, inoltre, che si giunga a una graduale eliminazione dei manufatti contenenti amianto, pressoché definitiva entro il 2025. La priorità è rappresentata dalla bonifica degli edifici pubblici, partendo dalle scuole. In conformità alla specifica legge regionale del 2008, il documento evidenzia l’importanza di individuare risorse per attivare servizi di raccolta e smaltimento di determinati quantitativi di manufatti contenenti amianto nell’ambito del sistema regionale di gestione dei rifiuti. Quanto alla mappatura, si prevede di continuare le attività mediante Arpa Piemonte, in collaborazione con le Asl, con pubblicazione e aggiornamento costante delle informazioni. Ad oggi la quantità di coperture in cemento-amianto rilevata in tutta la regione è prossima ai 50 milioni di metri quadri. Le elaborazioni condotte sui dati di mappatura dell’amianto, rapportate alle disponibilità attuali per il conferimento dei materiali provenienti dalle bonifiche, hanno confermato la necessità di incrementare le disponibilità per lo smaltimento in regione. Il Piano
amianto prevede anche questioni di natura sanitaria, quali le liste dei lavoratori esposti, le misure di sorveglianza sanitaria, il registro dei mesoteliomi maligni. Nel dibattito sono intervenuti, per la maggioranza i consiglieri Silvana Accossato, Domenico Ravetti, Antonio Ferrentino e Valter Ottria(Pd) e Marco Grimaldi (Sel); mentre l’opposizione si è affidata ai contributi di Giorgio Bertola, Paolo Mighetti, Federico Valetti,Gianpaolo Andrissi e Davide Bono (M5S), Diego Sozzani, Gian Luca Vignale e Massimo Berutti (Fi). In particolare Accossato e Ravetti hanno sottolineato come il Piano sia il frutto di un confronto con il territorio e come a Casale Monferrato ci sia una vera e propria emergenza legata al mesotelioma pleurico, che dovrebbe fare registrare il picco di decessi entro il 2010. I consiglieri d’opposizione hanno invece sottolineato l’insufficienza dei fondi messi a disposizione e la problematica delle discariche per lo stoccaggio tombale dell’amianto. Dal gruppo M5S è stato anche evidenziata la dispersione delle fibre dalle perforazioni per la realizzazione delle grandi infrastrutture, come il Terzo Valico. Sozzani, nella dichiarazione di voto è ritornato sul tema dei costi per lo smaltimento e ha messo in evidenza come in Italia persista l’assenza di cultura sull’amianto. Il testo è stato quindi approvato, insieme ai due emendamenti di Bertola e Andrissi (sulla mappatura dell’amianto di origine antropica e su obiettivi e strategie operative), mentre è stata respinta la terza proposta emendativi dello stesso Andrissi. È stato infine approvato l’ordine del giorno collegato a firma di Ottria, che chiede sia al governo nazionale che alla Giunta di investire maggiori e adeguate risorse finanziarie per la bonifica degli edifici pubblici e privati.
Le offerte riguardano diversi settori: Ict e digital, elettronica, turistico alberghiero, ristorazione, distribuzione e commercio, tour operator, agroalimentare, automotive, metalmeccanico, assicurazioni e finanza, materie plastiche e vigilanza, facility management
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