Per imparare a usare i primi 3 defibrillatori esterni installati a Torino

Il quartiere Crocetta di Torino è ‘cardioprotetto’ da tre defibrillatori disponibili per tutti collocati all’esterno di una chiesa e di due farmacie, grazie all’Associazione Crocetta Shopping e alll’Associazione Piemonte Cuore onlus. Si tratta dei primi tre apparecchi esterni installati a Torino.
Per insegnare ai cittadini i gesti salvavita e diffondere la cultura della defibrillazione precoce, è stata organizzata una lezione gratuita di prova aperta al pubblico e agli organi di stampa
lunedì 27 marzo 2017, dalle ore 17.30 alle ore 19.30
al CENTRO INCONTRO di via Dego, 6 – Torino
(apertura della sala e registrazione partecipanti a partire dalle 17.00)
Si tratta di un’occasione per imparare a salvare una vita, con gesti fondamentali come la rianimazione cardiopolmonare e l’uso del defibrillatore in caso di arresto cardiocircolatorio.
Grazie alla raccolta fondi dell’Associazione Crocetta Shopping, sono stati acquistati i primi tre defibrillatori esterni della città di Torino e si trovano fuori dalla Chiesa B.V. delle Grazie (Corso Einaudi, 21) e dalle farmacie Borgo Crocetta (Corso De Gasperi, 6) e Magno (via Cristoforo Colombo, 42).
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In Italia, ogni anno, sono oltre 50 mila i decessi per morte cardiaca improvvisa, che rappresenta oltre il 50% di tutti i decessi dovuti a malattie cardiovascolari (fonte ministero Salute).
Secondo un recente report di ricerca, pubblicato a marzo 2017 da ‘Il Pensiero Scientifico Editore’ dal titolo “La morte cardiaca improvvisa in Italia. Dimensioni, percezioni, politiche e impatto economico-finanziario” (di Mario Del Vecchio, Professore Associato di Economia Aziendale, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi, Firenze e Luigi Padeletti Cattedra di Cardiologia, Istituto di Clinica Medica e Cardiologia, Università degli Studi, Firenze), l’incidenza della morte cardiaca improvvisa è paragonabile a quella determinata dalla somma dei principali tumori conosciuti e 10 volte superiore a quella legata agli incidenti stradali e circa 50 volte superiore rispetto alla mortalità dovuta all’Aids. Duecento morti ogni giorno, uno ogni 8 minuti, molte in giovane età, molte evitabili. La percentuale di sopravvivenza è strettamente legata alla tempestività dell’intervento di soccorso. Per questo, in attesa dell’arrivo del personale sanitario, chi è testimone di un evento drammatico deve essere in grado di intervenire. Non tutti sanno che l’utilizzo entro pochissimi minuti di un defibrillatore semiautomatico esterno (Dae), potrebbe salvare la vita alle persone colpite da arresto cardiaco in almeno il 35% dei casi. Questo significa che in Italia 25 mila persone potrebbero essere salvate, se conoscessimo come iniziare la rianimazione e avessimo un defibrillatore a disposizione.
Di Pier Franco Quaglieni
mortificanti :la categoria dei giornalisti ha perso la sua credibilità e soprattutto sarebbe in atto <<un gioco perverso e irresponsabile di opposte militanze>> in cui balzano all’occhio <<settarismo, superficialità, urla e volgarità>> tra i giornalisti e ci sarebbe anche <<chi si compiace di galleggiare tra gelati e patate >>. Accuse forti che forse solo i lettori,i veri padroni dei giornalisti, come diceva Montanelli,possono e devono valutare nel momento in cui decidono di acquistare o meno un giornale . Chi scrive ha quasi 50 anni di iscrizione all’Ordine ,ma non si ritiene idoneo a giudicare,anche perché non ha mai voluto ricoprire incarichi. L’ Ordine di Torino e’ stato privilegiato perché ha avuto quasi sempre, non sempre, dei presidenti capaci e trasparenti da Berardi a Ronchetti, da Miravalle all’attuale. Il giornalismo piemontese ,invece, difficilmente ritrova oggi i Casalegno, i Borio ,le Poli, i Calcagno, i Bernardelli , i Torre, i Caputo , i Vecchiato -tanto per citare solo qualche nome del passato-che hanno fatto la storia del giornalismo subalpino. Un giornalista torinese come Gino Apostolo che ha dedicato, oltre che alla professione, tantissimi anni all’Ordine Nazionale come” tesoriere di ferro”, inorridirebbe di fronte alle accuse del presidente Iacopino.
oggi trasferito in altri locali e totalmente ,purtroppo , assai decaduto. C’è poi l a variante tutta veneziana del Bacalà mantecato da gustare all’Harry’s Bar di Arrigo Cipriani e da” Altanella” alla Giudecca, dove la famiglia Stradella tiene alto il nome di una tradizione che risale agli albori del secolo scorso. Il Bacalà mantecato si può assaggiare anche a Torino dal mitico Sante Prevarin del”Montecarlo”, che non ha mai tradito le sue origini venete, anche quando è diventato un fotografo di fama. La Regione Veneto è riuscita ad ottenere un riconoscimento per uno dei suoi piatti più tipici, da abbinare alla polenta. Perché non si fa qualcosa per valorizzare un piatto tipico torinese o piemontese, magari la Bagna Cauda ? Un francobollo sarebbe un bellissimo riconoscimento. Ovviamente la bagna con l’aglio e non ,come si usa fare oggi, mitigando la ricetta,eliminando l’aglio. Il grande Edoardo Ballone inorridiva al solo pensiero di escluderlo.
Barbisio chiude, che tristezza!
attecchito molto ) che Salvemini considerava il possibile futuro leader del movimento in Italia,se non fosse morto. A Torino, che Battisti frequentò assiduamente e dove tenne infiammati discorsi per l’intervento in guerra nel 1914 /15,lo scorso anno non è stato praticamente ricordato,se si eccettua un incontro al Circolo Ufficiali in cui ebbi l’onore di commemorarlo.Lo feci volentieri perché mio nonno era suo amico e nel 1966,come premio, mi portò a Trento a visitare il Castello dove si era immolato per la causa italiana. Alcuni miei zii partirono per il fronte e vi lasciarono la vita. Mio nonno ritornò dalla guerra e volle portare il nipote a ripercorrere le strade della storia. Oggi la stragrande maggioranza dei giovani non sa chi sia stato l’alpino Battisti, neppure l’Ana odierna l’ha ricordato degnamente nel 2016. Ma forse anche gran parte dei miei compagni di liceo di cinquant’anni fa non lo sapevano .La cosa importante oggi sarebbe bloccare il degrado della targa inaugurata già nel 1918 subito dopo la vittoria. Per Torino e ‘ un dovere.
LETTERE
Ho scritto un articolo in dicembre in cui lamentavo l’oblio riservato al
L’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di nuovo apripista, dopo i giardini della salute, su iniziative volte a rendere l’ospedale sempre più umanizzato ed a dimensione di uomo.
Iren, nell
Dopo quello di fronte a Porta Nuova un nuovo punto di informazioni turistiche è stato inaugurato a Torino in via Verdi, all’angolo con via Montebello
Da domani arriverà anche a Torino il numero unico 112. Il servizio, partito in via sperimentale nel Cuneese, domani approderà anche nel capoluogo piemontese, completando così la copertura del Piemonte che, in questo modo, si adegua al resto d’Europa. Sostanzialmente per i cittadini non cambierà nulla: 112,113,115 e 118 saranno comunque in funzione, con l’unica differenza che a rispondere sarà sempre lo stesso centralino che poi smisterà la telefonata all’autorità più adatta. Il numero sarà attivo 24 ore su 24 e potrà essere contattato da qualsiasi telefono fisso o cellulare. Il personale che risponderà al telefono è stato formato per individuare – con poche domande ed entro un massimo di 40 secondi – se indirizzare la chiamata a polizia, carabinieri, vigili del fuoco o 118.
Il 21 marzo di ogni anno ricorre la 
letture/conversazioni
Corso Belgio si trasformerà domenica 19 marzo, in occasione della festa del papà, in un quartiere in festa. Vanchiglietta accoglierà , infatti, la manifestazione organizzata in collaborazione con Federvie Piemonte.
Sono trenta gli artigiani piemontesi protagonisti, dal 26 al 26 marzo, nell’isola pedonale di via Carlo Alberto, di ‘Aspettando CioccolaTò”,
dell’artigianato e del commercio. I cioccolatieri saranno protagonisti tra via Giolitti e Piazza Carlo dove venerdì 24 marzo, alle ore 12, avverrà il taglio del nastro da parte della Sindaca Chiara Appendino e del Presidente della Camera di commercio di Torino Vincenzo Ilotte. Al bando per ‘Aspettando CioccolaTò, lanciato “con l’intento di promuovere e valorizzare l’eccellenza del territorio hanno preso parte imprese artigiane specializzate nella produzione di cioccolato, pasticceria, gelateria. La manifestazione sarà aperta venerdì dalle 10.30 alle 22, sabato dalle 10 alle 23, domenica dalle 10 alle 20.
Più di 100 imprese partecipanti, circa 300 incontri one to one tra inventori e aziende e più di 30 brevetti presentati
dell’Ateneo e dei 10 proposti da TIM tra quelli che non si riferiscono direttamente al core business aziendale, resi disponibili online attraverso una piattaforma dedicata, per poi confrontarsi durante il PoliTo Techshare Day direttamente con gli inventori, nel corso di incontri one to one, per discutere vantaggi e applicazioni delle tecnologie.