Cosa succede in città- Pagina 338

AgriFlor, oggi in Piazza Vittorio riparte la Primavera

Domenica 28 marzo, dalle 9 alle 18 in Piazza Vittorio Veneto a Torino, torna l’appuntamento mensile con il mercatino di Agriflor, con florovivaisti e produttori agroalimentari del Piemonte

L’appuntamento di Agriflor marzo è in programma domenica 28 marzo in Piazza Vittorio Veneto a Torino dalle 9 alle 18. Sarà organizzato in totale sicurezza e incentrato sui prodotti agricoli e su piante e fiori che in questa Primavera stanno esplodendo in mille colori e profumi.

Un’occasione molto importante per i florovivaisti e i piccoli produttori di mettere in mostra le proprie varietà ed eccellenze, in una situazione estremamente complessa per le loro attività, sempre più in crisi in questo periodo.

Saranno tante le novità “floreali”, provenienti esclusivamente dal Piemonte che si potranno scoprire girando per i banchi di Agriflor: dalle rose, alle ortensie, dalle azalee alle camelie, dagli arbusti alle orchidee, passando per aceri e cactacee. Non mancheranno piante ornamentali ed erbacee perenni, bonsai e piccoli frutti, piante aromatiche e piante annuali.

Un vero e proprio tripudio di colori per allietare il pubblico amante della natura e delle piante. Insieme alla proposta florovivaistica, Agriflor ospiterà anche alcune eccellenze agroalimentari piemontesi con i prodotti tipici del nostro territorio, come i formaggi, verdure essiccate, il miele, i liquori e il genepy ma anche le farine e i biscotti.

Come sempre, sarà un’edizione organizzata in totale sicurezza, con il controllo delle temperature, ingressi scaglionati e contingentati e con la garanzia e il controllo del giusto distanziamento tra i banchi e tra le persone per evitare assembramenti anche minimi.

Per scoprire il sempre più ampio e rigoglioso mondo florovivaistico di FLOR, tutti potranno continuare a collegarsi su eflor (www.eflor.it) la prima piattaforma floreale italiana che mette in contatto tutti gli appassionati del verde, con gli esperti del settore e i florovivaisti.

Un luogo di incontro virtuale dove sarà possibile “visitare” i vivai, ammirare le foto delle piante, conoscere tutte le loro caratteristiche, scambiarsi opinioni “green”, chiedere suggerimenti e, naturalmente, acquistare fiori di ogni tipo ma anche oggettistica per il giardinaggio, libri, sementi e prodotti naturali, decorazioni per la casa e il giardino.

Ad Agriflor di febbraio sarà presente un banco eflor dove poter ritirare le piante ordinate sulla piattaforma e fare quattro chiacchiere con gli organizzatori per avere suggerimenti e farsi indirizzare verso la pianta migliore per le proprie esigenze.

Un nuovo logo per il Politecnico di Torino

È il primo passo di un grande progetto di revisione dell’immagine dell’Ateneo e della sua presenza online, per rappresentare un’Università che guarda al futuro e ai bisogni della società rimanendo ben connessa con le sue radici

 “Il Politecnico di Torino ha un’identità forte, con radici ben salde nella storia accademica, economica e sociale del nostro territorio e del nostro Paese. Tuttavia tutte le identità evolvono e noi non facciamo eccezione, tanto più in un periodo di grandi cambiamenti come quello che stiamo vivendo e con un Politecnico che da tre anni si è aperto a dimensioni in parte nuove nel modo di intendere le sue missioni istituzionali e il suo rapporto con la società. Abbiamo così sentito l’esigenza di avviare un grande progetto non solo di revisione dell’immagine dell’Ateneo, ma anche della sua ampia e articolata presenza online, oggi più importante che mai. Il primo risultato di questo progetto che – con grande piacere – condividiamo col pubblico è la presentazione del nuovo   logo dell’Ateneo. Per la nostra comunità accademica, intesa in senso lato, quindi per esempio anche tutti i nostri laureati e laureate in giro per l’Italia e per il mondo, il logo è una componente importante della nostra identità collettiva, un’immagine che in maniera compatta rappresenta le nostre radici, i nostri valori, le nostre missioni.  Crediamo che questo nuovo logo rappresenti molto bene tutto questo, ma – rispetto al precedente – con una sensibilità molto più contemporanea, molto più aperta al futuro”. Il professor Juan Carlos De Martin, Vice Rettore per la Cultura e la Comunicazione, spiega così le ragioni che hanno portato il Politecnico di Torino a intraprendere un percorso di revisione della sua immagine, che parte dal logo, ma riguarderà il complesso delle modalità con cui l’Ateneo si presenta ai propri interlocutori e che riguarderà anche tutta la presenza online dell’Ateneo, con un nuovo sito che verrà presentato nei prossimi mesi. Per questo progetto, l’Ateneo si è affidato al lavoro di due società esperte di comunicazione e digitale: la digital agency milanese Wellnet e l’agenzia di comunicazione torinese Sixeleven.

Un nuovo logo, quindi, che mira a valorizzare la tradizione, valore fondante dell’Ateneo, recuperando gli elementi più importanti del sigillo storico, rivisti però in chiave più moderna, con un tratto più chiaro e leggibile e adatto agli attuali utilizzi di comunicazione.

Il logo è il primo risultato di un percorso che ha visto un’articolata fase di analisi preliminare, i cui risultati sono diventati il riferimento per un più complessivo intervento sulla “brand identity”. Attraverso quasi 5.000 questionari, la comunità del Politecnico è stata interpellata per capire quali valori avrebbe dovuto rappresentare: docenti, studenti, alumni, aziende, ricercatori hanno avuto l’opportunità di esprimere la loro opinione. Decine di interviste one to one con le figure cardine dell’Ateneo, 9 focus group, l’analisi di circa 400 recensioni raccolte online hanno completato una raccolta ampia di dati e suggestioni utili a impostare il lavoro.

Si è deciso di operare un “restyle”, per confermare quel patrimonio di conoscenze e tradizione che il precedente “sigillo” di stile pittorico rappresentava. Allo stesso tempo, nella creazione di un vero e proprio “logo”, le scelte compiute a livello estetico e di linguaggio grafico hanno voluto raccontare la direzione del Politecnico di oggi e di domani: un’istituzione rivolta al futuro, all’innovazione, all’apertura verso nuove prospettivealla costruzione di un nuovo umanesimo tecnico-scientifico.

Alcune scelte sono state all’insegna della razionalizzazione: su tutte, il mantenimento di una sola scritta “Politecnico di Torino”, come logotipo, e di un’unica data, il 1859, l’inizio della storia dell’Ateneo. Altre decisioni hanno guidato la ricerca di razionalizzazione e sintesi del logo stesso, con l’eliminazione di alcuni elementi giudicati non così centrali.

Le scelte più rilevanti sono state compiute nella valorizzazione dei tasselli fondamentali. Il Castello del Valentino, sede fin dalle origini della Scuola di Applicazione degli Ingegneri, ha ora una maggiore centralità ed è stata completamente ridisegnata. La testa di Minerva Galeata, dea della saggezza, dell’ingegno e delle arti utili, riacquista rispetto alla versione precedente anche l’elemento della lancia. Il ramo di alloro baccato e di quercia, elementi tradizionali dell’araldica, simbolo rispettivamente di gloria e forza morale e del titolo di laurea conferito agli studenti dell’Ateneo, chiudono in un cerchio perfetto gli altri elementi, in sostituzione del precedente doppio cerchio.

Anche il colore ha subito un restyle: è rimasto il blu, ma in una tonalità differente, che sostenesse l’idea di contemporaneità nella continuità. Il blu di Prussia rende il logo più attuale; noto anche come Blu degli ingegneri, era usato in una speciale miscela per verificare la regolarità di una superficie. Il colore secondario è l’arancione, complementare del blu.

Il lettering della scritta “Politecnico di Torino” ha smussato alcune rigidità precedenti, mettendosi maggiormente in dialogo con il logo, come ad esempio nella scelta del cerchio perfetto che simboleggia unità e inclusione, presente nella figura geometrica – che idealmente racchiude gli elementi grafici – e anche nelle “o” e nei puntini delle “i” del logotipo. I font hanno un aspetto più tecnico ma anche di apertura, di proposizione verso il futuro, grazie ai tagli di alcune lettere che puntano verso l’alto e in avanti, a simboleggiare la direzione intrapresa dal Politecnico.

“Si è trattato di mettere maggiormente in evidenza elementi fondanti e tuttora centrali per il Politecnico di Torino – racconta Gabriele Pinzin, Direttore creativo dell’agenzia Sixeleven che si è occupata del restyle – dandogli un maggiore respiro, valorizzandoli e trasmettendo un senso complessivo di progresso, di avanzamento, di potenzialità future”.

“Viviamo una stagione in cui alle Università si chiede di rispondere a sfide nuove, che ci vengono poste dalla società, dai nostri studenti, dall’economia”, conclude il Rettore Guido Saracco: “Anche il nostro Ateneo si sta trasformando e l’avvio del processo di rinnovamento della nostra immagine è stato un’occasione per la nostra comunità politecnica di interrogarsi su questi cambiamenti e sulla direzione che vogliamo intraprendere: ringrazio tutti i colleghi, gli studenti e tutti gli altri  nostri interlocutori   che hanno portato il loro contributo in termini di idee e di suggerimenti. Con questo progetto di ridefinizione della nostra immagine e della sempre più importante presenza online dell’Ateneo vogliamo comunicare a tutti la direzione in cui si sta muovendo il Politecnico. Sono certo che tutta la nostra grande comunità si riconoscerà in questo nuovo logo, e sarà orgogliosa di portarlo nel mondo come simbolo della nostra capacità di rinnovarci, al passo coi tempi ma rimanendo sempre ben connessi con le nostre radici”.

Il video di presentazione del nuovo logo

L’Imbarco Perosino rischia di chiudere per sempre dopo 80 anni

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Ci scrivono i titolari dell’Imbarco Perosino, storico ristorante sul Po

 

Caro direttore, all’ Imbarco Perosino siamo in difficoltà e quel che è peggio, questa volta rischiamo di chiudere.

Sono dieci anni che siamo in giudizio contro il Comune di Torino per rivendicare,
convinti delle nostre ragioni, il diritto di poter continuare a vivere e lavorare
all’Imbarco, come facciamo da oltre 80 anni, con amore e dedizione.
Ma la legge, purtroppo, sembra non essere dalla nostra parte. In ogni momento
potremmo essere sfrattati dal luogo creato da nostro nonno Alberto Perosino
nel 1936 per costruire barche da fiume, dove Graziella Perosino è nata nel 1940
e vive tuttora insieme a Gianni, dove noi siamo cresciuti, dove la nonna Anna
iniziò negli anni ’60 l’attivitàdi solarium estivo e noleggio barche, e dove
Graziella dal 1987 avviò il ristorante ed il bar dove molti di voi avranno passato
giornate e serate di festa, svago o relax.
Tutto questo sta per finire, se non facciamo nulla. La cifra che il Comune ci chiede è molto alta e
l’unico modo per evitare lo sgombero (a cui noi ci stiamo opponendo da anni) è raggiungere con il Comune
un accordo che dal nostro punto di vista è totalmente ingiusto, ma è l’ unica possibilità che abbiamo per chiudere tutte le cause in corso.
La cifra è molto alta e la pagheremo con il nostro lavoro, come sappiamo fare.
La cifra che ci serve adesso con urgenza è € 138.000 che non abbiamo in
questo momento di grave crisi a causa della pandemia Covid-19 che perdura
da oltre un anno.
Da qui il motivo di questa iniziativa.
E’ tanto, lo sappiamo, ma è sono solo una piccola parte della somma totale che
dovremmo pagare in totale nel corso dei prossimi anni. Ma sappiamo anche
che siete tantissimi a volerci bene, ad avere a cuore l’Imbarco Perosino.
Perché è un posto storico per Torino e unico nel suo genere nel Valentino:l’
esistenza di un approdo fluviale sotto il castello Sabaudo del Valentino è
documentata su stampe antiche a partire dal 1700; qui è dove la Peota Reale di
Carlo Emanuele III approdava durante i matrimoni regi e i festeggiamenti
cittadini lungo il fiume sino dal 1730; la struttura dell’edificio ligneo attuale
venne realizzata durante Esposizione Universale del 1911 che si svolse al
Valentino; i nostri nonni lo acquistarono nel 1936 con regolare rogito notarile
regio vendendo le propria attività di maestro d’
ascia e di stireria/maglieria inSan Salvario e da allora esso è tenuto con cura dalla nostra famiglia.
Ma anche perché, forse, nei decenni scorsi siamo stati in grado di farvi passare
dei bei momenti sulle sponde del nostro amato fiume. Con i soldi che riusciremo a raccogliere avremo la possibilità
di continuare apreservare questo edificio storico, proteggerlo dalle ricorrenti piene del Po,
intraprendere nuove iniziative sportive e di svago sul fiume, proseguire l’attività
del ristorante e del bar, esattamente come abbiamo sempre fatto da
85 anni. Il resto dei debiti verso il Comune li pagheremo ovviamente noi, con i
redditi dell’attività.
Lo sgombero esporrà gli immobili all’evidente rischio di atti vandalici o peggio a
rischio di incendi (come avvenuto ai locali siti nella medesima zona) che per un
immobile storico totalmente in legno sarebbero irreparabili cui si aggiungerebbero, considerato l’ avvicinarsi dei mesi primaverili,
i danni catastrofici derivanti dalle inevitabili piene annuali del Po.
Pertanto, è indubbio che, in caso di sgombero, le sorti dell’Imbarco Perosino sarebbero del tutto incerte.
Ecco come funziona
Potete aiutarci donando su
https://salviamoimbarcoperosino.starteed.eu
e aprescindere dall’ importo che raccoglieremo, faremo tutto il possibile per raggiungere la soglia di € 138.000, coinvolgendo anche imprenditori della
ristorazione con cui siamo in contatto, in modo tale da avere tutto quello che serve per chiudere l’accordo con il Comune di Torino e salvare l’imbarcoPerosino.
Se non ce la dovessimo fare e verremo sfrattati, tutto l’importo raccolto sarà utilizzato per sgomberare i locali dell’Imbarco Perosino e trovare una nuova sistemazione per Graziella e Gianni.C

Online dalla Reggia di Venaria, il concerto “Musica a corte. Natura e artificio”

“Early Music Day – Giornata Europea della Musica Antica”: IX edizione. Domenica 28 marzo, ore 17

La sua musica è stata riconosciuta nel dicembre scorso quale Patrimonio Culturale dell’Umanità Unesco. E’ il “corno da caccia” – se vogliamo il simbolo della Reggia di Venaria come della Palazzina di Caccia di Stupinigi (con i loro magnifici giardini e i vicini spazi boscosi) – lo spunto da cui prende vita il concerto “Musica a corte.

Natura e artificio” organizzato in occasione della nona edizione dell’ “Early Music Day – Giornata Europea della Musica Antica”, nata nel 2013: da allora, in occasione del 21 marzo, giorno della nascita di Johann Sebastian Bach e inizio della primavera, si celebra il patrimonio di musica antica dell’Europa. Il concerto verrà trasmesso domenica 28 marzo alle 17 sul canale YouTube dell’ “Accademia di Sant’Uberto”, sulla pagina Facebook “Corni da Caccia della Regia Venaria-Accademia di Sant’Uberto”, sui social della “Reggia di Venaria”, che supporta e contribuisce all’iniziativa, e sui social di “VisitPiemonte” e “Palazzina di Caccia di Stupinigi”.  L’organizzatore e coordinatore europeo di tutta la Giornata è, a livello europeo, il “Réseau Européen de Musique Ancienne” (REMA).
Protagonista del concerto, l’ “Orchestra Barocca dell’Accademia di Sant’Uberto” (nata nel 1996) insieme all’ “Equipaggio della Reggia di Venaria – Corni da caccia dell’Accademia di Sant’Uberto”. Il concerto rientra infatti nel “Progetto Barocco” che, dal 2016, l’ “Accademia” sviluppa in collaborazione con il “Liceo Classico Musicale Cavour di Torino”: gli studenti che partecipano al progetto, integrati nell’orchestra, ricevono dall’“Accademia” la dotazione di strumenti originali e il supporto di tutor esperti. Inserito nell’ambito del filone “SognareGreen” del programma 2021 della “Reggia di Venaria”, l’evento musicale dedicato alla natura e all’ambiente, è stato registrato nei giorni scorsi nella Sala Diana della Venaria, dove si trovano le prime raffigurazioni di “corno circolare” ad oggi conosciute, 20 corni della stessa tipologia appartenenti al ciclo delle cacce del pittore fiammingo – attivo in Italia nel gruppo della “Scuola dei Bamboccianti” – Jan Miel realizzato tra il 1659 e il 1661. Dalla sala la prospettiva si allunga all’infinito, da un lato verso la città di Venaria Reale, nata con la Reggia nel XVII secolo, con la via Maestra a forma di collare dell’Annunziata, la massima onorificenza sabauda, dall’altro verso i giardini, la peschiera, il bosco e le montagne. La musica è, nel suo dna, uno strumento in grado di ricreare e promuovere un “paesaggio sonoro”, che comprende residenze, giardini e spazi naturali. Nella candidatura multinazionale della pratica musicale del corno da caccia presentata all’“Unesco” da Francia, Belgio, Italia e Lussemburgo, il nostro Paese è stata proprio rappresentato dalla comunità di suonatori dell’“Accademia di  Sant’Uberto”, conosciuta come  “Equipaggio della Regia Venaria”. Lo strumento, nato nel XVII secolo per le cacce reali, si è rivelato subito una opportunità per la musica d’arte.
“La nona edizione  di ‘Early Music Day 2021’, consacrato alla musica barocca, è occasione per presentare il programma, ‘Musica a corte. Natura e artificio’. Il titolo prende lo spunto dal corno da caccia,  pratica riconosciuta come ‘Patrimonio Culturale  Immateriale dell’Umanità Unesco’ dal dicembre 2020, ma anche spiritus loci della reggia di Venaria e della Palazzina di caccia di Stupinigi, con i loro giardini e i contigui spazi boscosi. La musica come strumento in grado di ricreare e promuovere un paesaggio sonoro, che comprende residenze, giardini e spazi naturali” dichiara Pietro Passerin d’Entrèves, presidente dell’“Accademia di Sant’Uberto” che organizza l’iniziativa con “Città di Venaria Reale”, “Fondazione Ordine Mauriziano” e “Reggia di Venaria”. Partner, la “Fédération Internationale des Trompes de France” e la “Fondation pour le Rayonnement de la Trompe Musicale” mentre maggior sostenitore è “Compagnia di San Paolo”.

g. m.

Ambulanti non alimentari, una situazione difficile

DA PALAZZO CIVICO L’assessore al Commercio Alberto Sacco ha risposto  in Sala Rossa, ad una richiesta di comunicazioni del consigliere Raffaele Petrarulo (Forza Italia) in merito alle difficoltà riscontrate dai commercianti ambulanti extra alimentari nel proseguire la propria attività nel periodo di pandemia.

Sacco, nel ribadire la vicinanza ad una categoria di lavoratori che ha subito notevoli danni economici a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria, ha precisato che il problema nasce dalla necessità di rispettare la normativa nazionale. La normativa prevede che all’interno dei mercati sia consentito vendere solo prodotti alimentari, ma l’incongruenza è data dal fatto che alcuni dei prodotti vietati: biancheria, cosmetici, detersivi, abbigliamento per bambini, siano invece acquistabili nei negozi e nei supermercati.

L’assessore ha spiegato che la Città, oltre ad avere già sollecitato il Governo nel tentativo di porre fine a questo squilibrio, ha provato ad intervenire direttamente per risolvere almeno in parte la questione. Di fatto, viene consentita la vendita di questi prodotti non alimentari in aree definite di copertura commerciale. Sono aree più piccole e tecnicamente non definibili come mercati, che permettono ad alcuni operatori di riprendere la propria attività.

Soddisfatto Petrarulo per la risposta dell’assessore “che dimostra di avere recepito in modo corretto il grido d’allarme lanciato da un settore in forte crisi”. Per il consigliere servono, però, regole nazionali precise e non discriminanti, mentre la soluzione adottata dalla Città di permettere l’utilizzo di spazi alternativi ai mercati, pur essendo una buona idea, risolve solo parzialmente il problema. Per il ristretto numero di operatori che possono usufruire di questa soluzione e per la difficoltà di ottenere un incasso adeguato.

Tomografo di ultima generazione inaugurato alle Molinette

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Inaugurato il nuovo Tomografo PET/CT della Città della Salute di Torino

E’ stato inaugurato oggi, alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Luigi Genesio Icardi, del Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi e del Direttore generale della Città della Salute Giovanni La Valle, il nuovo Tomografo PET/CT di ultima generazione dell’ospedale Molinette di Torino.

Sarà operativo dal 1° aprile 2021, presso la Medicina Nucleare universitaria (diretta dalla professoressa Désirée Deandreis), afferente al Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radiologica Interventistica (diretto dal professor Paolo Fonio). Si tratta di un nuovo Tomografo PET/CT a tecnologia digitale VEREOS di Philips, acquisito grazie al contributo di 2 milioni di euro della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Questo tomografo di nuova generazione sostituirà il tomografo acquistato precedentemente grazie al contributo di 2 milioni e mezzo che la Compagnia aveva erogato nel 2002.

Come Fondazione, attraverso la missione Promuovere il benessere dell’Obiettivo Pianeta, vogliamo stimolare azioni che permettano al Sistema sanitario di migliorare l’efficienza ed offrire un’assistenza di alto livello, – spiega Alberto Anfossi, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo– mediante un’innovazione organizzativa e gestionale della sanità, specie se associata ad una dimensione tecnologica.

Nel caso del tomografo di nuova generazione, il sostegno della Compagnia è finalizzato a rendere le prestazioni fornite a pazienti adulti e pediatrici migliori in termini quantitativi e qualitativiQuesto grazie all’incremento del numero di esami erogati giornalmente ed annualmente, alla riduzione delle liste d’attesaed all’allargamento del bacino d’utenza.

Un impatto positivo e misurabile per il territorio e le persone: nel piano organizzativo che ha affiancato l’acquisizione della tecnologia è prevista la possibilità di garantire ai pazienti circa 4.500 prestazioni annue, quasi il doppio rispetto ai 2.500 esami forniti con l’attuale tecnologia.

I cittadini dell’area torinese e piemontese in generale saranno i diretti beneficiari di queste metodiche innovative uniche sul territorio, senza escludere la possibilità di creare un polo di attrazione per i pazienti di provenienza extraregionale.
Oltre a migliorare l’esperienza di visita e la qualità della diagnosi, il nuovo tomografo potrà consentire
anche di incrementare l’attività di ricerca svolta dal Centro.”

L’imaging molecolare con metodica PET/CT (Positron Emission Tomography/Computed Tomography) rappresenta una pietra miliare nell’ambito della medicina personalizzata e di precisione per studiare e comprendere il comportamento biologico di molteplici patologie, non esclusivamente in ambito oncologico, ma anche neurologico, internistico e cardiologico. Il rapido sviluppo della ricerca ha portato infatti all’ampliamento delle applicazioni cliniche della PET/CT, che rendono il panorama della medicina nucleare e delle sue applicazioni vasto ed in continua evoluzione, con grande impatto clinico.

I nuovi tomografi PET/CT a tecnologia digitale sono caratterizzati da una migliore sensibilità ed accuratezza diagnostica, da tempi di acquisizione delle immagini nettamente ridotti e da altrettanto ridotta esposizione a radiazioni del paziente e del personale sanitario.

Il tomografo PET/CT in dotazione alla Città della Salute rappresenta lo stato dell’arte della produzione Philips PET/CT ed in Piemonte risulta ad oggi il primo installato e operativo dotato di questa particolare tecnologia digitale, che consente di evidenziare lesioni di minori dimensioni, in maniera più definita e con un maggior dettaglio. Questo avrà un grande impatto in molte discipline, in particolare in ambito oncologico, permettendo di identificare precocemente eventuali recidive di malattia o neoplasie in fase iniziale. Per quanto riguarda invece la netta riduzione dei tempi di acquisizione tale aspetto favorirà i pazienti con sintomatologia algica o con difficoltà a mantenere la posizione supina a lungo, permettendo comunque di eseguire l’esame in tempi molto rapidi, garantendo altresì un notevole aumento delle prestazioni eseguite quotidianamente, con conseguente riduzione delle liste d’attesa.

Il contenimento della dose di radiazioni invece sarà cruciale in particolare per la popolazione pediatrica, garantendo un esame di ottima qualità con minor esposizione. Infine, tale tecnologia permetterà la sincronizzazione delle immagini con il ciclo cardiaco o con il ritmo respiratorio permettendo di eseguire tipologie di esami molto complessi e protocolli di acquisizione avanzati per lo studio specifico di alcuni organi o apparati.

Di pari passo l’obiettivo è anche quello di rafforzare l’attività scientifica e di ricerca già in atto, portando alla creazione di un polo di innovazione tecnologica unico sul territorio che possa favorire la partecipazione della struttura a reti di collaborazione tra Centri di eccellenza nazionali ed internazionali e l’acquisizione di fondi per la ricerca.

Siamo nel solco della Sanità che vogliamo – osserva l’Assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – per un Piemonte che sappia prevenire le malattie e curarsi attraverso le migliori strutture e tecnologie mediche del momento, capace di potenziare l’offerta sanitaria, in modo da renderla attrattiva anche per i pazienti delle altre regioni, con centri d’avanguardia ad alta specializzazione, pronti a recepire le continue evoluzioni delle scoperte scientifiche. Diamo atto con riconoscenza dello straordinario sforzo compiuto anche in questa occasione dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, che non manca di offrire il suo apporto concreto al Servizio sanitario regionale, e alla Città della Salute di Torino che si conferma come polo di riferimento per i pazienti provenienti non solo dal Piemonte, ma anche da fuori regione. Stare al passo con l’evoluzione tecnologica va considerata una priorità per la Sanità pubblica, insieme all’alta specializzazione dei medici e degli operatori sanitari. E’ la strada maestra per garantire a tutti i cittadini l’accesso gratuito alle cure, come previsto dalla Costituzione”.

“Ringraziamo la Fondazione Compagnia di San Paolo e tutti i nostri professionisti, che in tempo record hanno messo a disposizione della Città della Salute questo tomografo PET di ultima generazione, di cui avevamo estremo bisogno, considerato che il precedente era ormai obsoleto” – commenta Giovanni La Valle, Direttore generale Città della Salute di Torino – “Voglio inoltre ricordare che questa nuova Pet ci permetterà di conciliare l’aspetto tecnologico della diagnosi con quello umano della cura messo a disposizione dal nostro personale medico. I numeri dicono che alla Città della Salute di Torino fa riferimento più del 20% dei pazienti oncologici della nostra regione Piemonte. Inoltre questa tecnologia avanzata ci permetterà di ampliare le applicazioni cliniche non solo all’ambito oncologico, ma anche a quelli neurologico, internistico e cardiologico”.

Nuova visita virtuale alla mostra “Filippo Juvarra. Regista di corti e capitali”

Venerdì  26 marzo ore 11.00
sul sito www.juvarrallanazionale.it
per informazioni: info@juvarrallanazionale.it

In attesa del ritorno al giallo in Piemonte con l’apertura al pubblico della mostra “Filippo Juvarra regista di corti e capitali dalla Sicilia al Piemonte all’Europa” presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torio di piazza Carlo Alberto 3 – Torino, possiamo approfondire l’interessante esposizione attraverso le visite guidate virtuali e altri appuntamenti online
Dopo il successo di contatti della prima visita virtuale già presentata venerdì 12 marzo

Nella terza visita di venerdì 26 marzo le Arch. Maria Vittoria Cattaneo e Elena Gianasso del Politecnico di Torino offriranno una interessante ed approfondita analisi dei volumi del Corpus Juvarrianum e della scelta dei disegni mostrati al pubblico presentando anche il loro lungo ed impegnativo lavoro per la realizzazione dell’inventario completo dei disegni dell’intero corpus, che rappresenta il valore aggiunto della mostra e insostituibile strumento di conoscenza per appassionati, specialisti e interessati.
Appuntamento speciale online martedì 23 marzo alle ore 9 nell’ambito del Dottorato di ricerca in beni architettonici e paesaggistici del Politecnico di Torino sul tema “il patrimonio storico, artistico e culturale di un paese”
Link https://us02web.zoom.us/j/83486624901?pwd=aG1mVnFtM0txR1RGRWo3WURTQ1lxdz09
Presentazione della mostra e catalogo a cura di Albina Malerba, Costanza Roggero, Franca Porticelli, Fabio Uliana con il comitato scientifico

Infatti, la mostra è corredata da una Pubblicazione monografica che ospita saggi per l’inquadramento storico, artistico e culturale della produzione juvarriana e, fondamentale, il catalogo aggiornato dell’intero Corpus juvarrianum. L’opera potrà essere acquistata nel bookshop presso la sede espositiva il cui ricavato concorrerà al restauro di un volume dantesco del XV secolo in occasione del 700° anniversario della morte del grande Dante Alighieri.
Sarà anche disponibile in mostra lo speciale Annullo postale di Juvarra con le cartoline della mostra, che già ora è possibile trovare nello Spazio Filatelia Torino delle Poste Italiane di Via Vittorio Alfieri, 10
Approfondimento sulla mostra
Per la prima volta è esposto al pubblico nella sua interezza il Corpus juvarrianum, una vasta raccolta di disegni di Juvarra, e di allievi e collaboratori conservata dalla Biblioteca Nazionale di Torino, di riconosciuta importanza “mondiale”.
Tre sono i filoni nei quali si dipana il percorso espositivo, arricchito da un apparato multimediale che permetterà lo sfoglio di tutto il Corpus su monitor a parete: il primo dedicato agli studi di Juvarra e dei suoi collaboratori più specificamente legati alle architetture, religiose e civili; il secondo nucleo espositivo ripercorre l’attività di Juvarra scenografo, in particolare negli anni romani, tra il 1709 e il 1714, mentre la terza sezione si incentra sul legame storico-politico-culturale tra Sicilia, Piemonte e Savoia.
La mostra e la pubblicazione che l’accompagna hanno potuto essere realizzate dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e dalla sua Associazione Amici (ABNUT), dal Centro Studi Piemontesi, dal Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio, Politecnico di Torino e Università degli Studi di Torino (DIST) e dalla Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, Politecnico di Torino, grazie  al fondamentale apporto della Compagnia di San Paolo di Torino e al sostegno della Fondazione CRT e Reale Mutua, col patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio regionale del Piemonte e della Città di Torino, contando su prestigiose collaborazioni (Fondazione Ordine Mauriziano, La Venaria reale – Residenze Reali Sabaude, Palazzo, Madama, Accademia Albertina di Belle Arti)

Teatro Stabile Torino: è questione di “Chimica sentimentale”

TEATRO STABILE DI TORINO PRESENTA ON-LINE
“CHIMICA SENTIMENTALE”

UN DOCUFILM DI FRANA SMASHING VIDEOS SULLO SPETTACOLO “10 MG” DI MARIA TERESA BERARDELLI CON LA REGIA DI ELISABETTA MAZZULLO

Il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, dopo l’accoglienza positiva del docufilm Una terrible repetición su La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca e del progetto CAMERE NASCOSTE. Svelare il teatro a porte chiuse, entrambi curati dal regista Lucio Fiorentino, ha deciso di proseguire su questa linea e proporre al pubblico un nuovo docufilm che testimoni il dietro le quinte dello spettacolo 10 mg di Maria Teresa Berardelli, diretto da Elisabetta Mazzullo affidandone la realizzazione e la regia ai videomaker di Frana smashing videos (Anna Cordioli e Francesco Moroni Spidalieri), giovane realtà che lavora sul nostro territorio.

Il docufilm dal titolo CHIMICA SENTIMENTALE è inserito nel programma internazionale “Theatre in the Digital Age” è disponibile gratuitamente online sul sito del TST, al link:
https://www.teatrostabiletorino.it/10mg/

Durante questo prolungato periodo di chiusura dei teatri, lo Stabile di Torino continua ad investire nella realizzazione di docufilm per implementare l’offerta e soddisfare la domanda emergente su piattaforme multicanale del proprio pubblico.  

In questo contesto, si inscrive la collaborazione con  l’ETC European Theatre Convention, il più grande network di teatri pubblici del vecchio continente (42 membri di 15 nazioni, tra cui il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale), che ha inserito tra i suoi principali obiettivi Theatre in the Digital Age (Teatro nell’era digitale) con il convincimento che attraverso la ricerca e la sperimentazione delle tecnologie digitali, si migliora l’esperienza teatrale dal vivo e si offre una riflessione significativa delle sue possibilità e dei suoi confini.

Theatre in the Digital Age offre supporto per progetti innovativi di teatro digitale da parte dell’ETC e promuove la costruzione e la sensibilizzazione della comunità digitale internazionale. Il Teatro Stabile di Torino ha così proposto il docufilm dedicato alla sua nuova produzione 10mg che è stato selezionato all’interno del progetto.
ETC darà visibilità al prodotto video attraverso il proprio sito web, un importante ritorno di immagine per le attività online del TST, che da mesi ricevono notevoli riscontri in termini di fruizione e di apprezzamento da parte dei media.
Il progetto è sostenuto da European Theatre Convention come parte del programma ETC ENGAGE – Empowering today’s audiences through challenging theatre cofinanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea.

Note della regista su 10mg

«Il testo di Maria Teresa Berardelli – dichiara la regista Elisabetta Mazzullo – 10 mg si colloca oggi perfettamente in quello che è lo scenario della nostra vita quotidiana. Il mondo si sta trasformando lentamente, ma inesorabilmente in zone abitate non solo da esseri viventi, ma anche dal dolore, dal malessere che sembra prendere parte a sua volta alla realtà con invadenza potente. Il male del mondo entra a far parte in questo testo nella discussione quotidiana, nei piccoli problemi da affrontare. Ma per una strana afasia, avendo perso le parole giuste da dire, quelle buone che curano l’anima e che aiutano a esprimere la sofferenza, ci si ritrova ad affidarsi solo a pillole da 10 mg. Quelle sembrano risolvere immediatamente e sanare tutte le voragini di disperazione e solitudine con cui la vita mette inevitabilmente a contatto. Ma forse non basterà. Cinque protagonisti, cinque uomini e donne alle prese con le loro fragilità, con il loro maldestro tentativo di resistere al richiamo della morte, resistere con il dialogo, l’ascolto o anche il non ascolto e la rabbia, la lotta, la danza, la musica, in una parola, enorme, con l’amore. Con grande leggiadria anche se con grande cura nella scelta delle parole, Maria Teresa Berardelli dipinge 5 umanità, 5 solitudini che si intrecciano e sullo sfondo appare chiaro che, se non facciamo al più presto i conti con il dolore senza paura e senza ipocrisia, quello stesso dolore ci potrà schiacciare e separare. Un cast di attori che hanno deciso di contribuire, con un progetto che parlasse a loro per primi, alla condivisione di un’idea di rinascita, di riapertura e di nuova connessione con il territorio, con il teatro e soprattutto con il pubblico. Perché li ha chiamati un’urgenza vitale, quella di connettersi ancora una volta, oggi più che mai attraverso l’arte, all’anima di molti. 10 mg è il peso di una pillola, ma può essere anche il peso di un piccolo palloncino lasciato andare per aria, nella speranza che qualcuno lo veda, sorrida e si senta rincuorato. E meno solo».

10 mg verrà programmato dal Teatro Stabile di Torino nel corso del 2021.

FRANA smashing videos, composto da Anna Cordioli e Francesco Moroni Spidalieri, nasce nel 2017. Entrambi “extratorinesi”, si conoscono durante la formazione magistrale all’Università degli Studi di Torino, tra i banchi di Discipline Cinematografiche. Si mettono alla prova dando vita ad alcuni cortometraggi e, a pochi mesi dalla laurea, si lanciano all’avventura realizzando un documentario lungometraggio in una favela di Rio de Janeiro durante i Mondiali di Calcio 2014. Si cimentano in numerosi videoclip musicali e approdano nel mondo del teatro nel 2017, iniziando una collaborazione ancora in corso, con il prestigioso Festival delle Colline Torinesi. Seguono un’assidua collaborazione con il TPE – Teatro Piemonte Europa e diversi progetti con altre realtà della città: Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, Festival Nuovi Sguardi, il progetto transfrontaliero Terrac, Spazio Bac e più recentemente Teatro Stabile di Torino.  

DOCUFILM
CHIMICA SENTIMENTALE
riprese, montaggio, regia video
Anna Cordioli, Francesco Moroni Spidalieri

SULLO SPETTACOLO
10 mg
di Maria Teresa Berardelli
regia Elisabetta Mazzullo

con
Andreapietro Anselmi – Marito
Carolina Leporatti – Moglie
Davide Lorino – Direttore
Francesca Agostini – Lei
Lucio De Francesco – Medico

scene e costumi Anna Varaldo
luci Jacopo Valsania
musiche Bettedavis

Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

10mg è sostenuto da European Theatre Convention come parte del programma
ETC ENGAGE – Empowering today’s audiences through challenging theatre
cofinanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea
https://www.europeantheatre.eu/news/10-mg

L’UE sceglie Torino come capofila dei Centri di competenza per l’Innovazione Sociale

La Città di Torino attraverso il Settore Fondi Europei e Innovazione, ha vinto, in qualità di capofila, il progetto europeo bandito nella call EaSI, ‘Centri di competenza per l’Innovazione Sociale’.

 

Questo riconoscimento è il risultato degli sforzi fatti nel consolidare a Torino un ecosistema unico nell’ambito dell’Innovazione sociale – afferma Marco Pironti, assessore all’Innovazione della Città di Torino -. Il Centro rappresenterà un fondamentale strumento per un reale impatto di lungo periodo sul territorio, rafforzando il ruolo di sperimentatore di pratiche di innovazione sociale, anche attraverso i fondi del Pon Metro”.

 

È un successo importantissimo che suggella il ruolo di Torino come uno dei più importanti centri al mondo per l’Innovazione Sociale e la finanza a impatto – dichiara Mario Calderini, portavoce di Torino Social Impact -. Non per caso Torino è stata scelta come sede di due eventi internazionali che sono stati inclusi dalla stampa specializzata tra i dieci più importanti al mondo del 2021 e la Commissione Europea ha presentato il caso Torino come uno degli esempi guida nella costruzione del Social Economy Action Plan che lancerà tra qualche mese“.

 

Il programma EaSI (Employment and Social Innovation) è uno strumento finanziario europeo che punta a promuovere un elevato livello di occupazione sostenibile e di qualità, a garantire una protezione sociale adeguata e dignitosa, a combattere l’emarginazione e la povertà e a migliorare le condizioni di lavoro.

 

L’obiettivo del progetto è sostenere la creazione e lo sviluppo di un Centro di Competenza nazionale per l’Innovazione Sociale, con le funzioni di: sviluppo delle capacità dei principali stakeholder dell’innovazione sociale; trasferimento transnazionale di conoscenze; creazione di sinergie tra il programma EaSI e il FSE (Fondo Sociale Europeo), soprattutto nell’ottica di ideare, supportare, monitorare e integrare azioni innovative che potrebbero essere estese e/o replicate usando i fondi del FSE  nei prossimi anni; networking per realizzare una rete e cooperare con altri Centri di competenza selezionati, usando l’apprendimento reciproco e sviluppando, valutando e ottimizzando congiuntamente metodi e strumenti pertinenti anche raccogliendo e disseminando esempi, modelli e pratiche fonte di ispirazione.

 

Con questo progetto – il cui budget complessivo è di circa 900mila euro – si vuole costruire un ponte tra le politiche pubbliche e le pratiche sociali al fine di integrare l’Innovazione Sociale in Italia e nei Paesi partner come approccio all’innovazione incentrato sull’uomo, capace di promuovere lo sviluppo tecnologico e al tempo stesso di affrontare le sfide sociali e societarie più urgenti.

 

La strategia è creare un Centro di Competenza nazionale sull’Innovazione Sociale quale piattaforma per collegare le politiche pubbliche e le comunità di pratica al fine di facilitare la comprensione reciproca, favorire una migliore cooperazione e aumentare la capacità dei decisori politici e dei professionisti di promuovere il tema nel paese (e all’estero).

 

Il Centro mira quindi a facilitare la promozione, il mainstreaming e l’upscaling dell’innovazione sociale sulla base delle caratteristiche specifiche del contesto di ciascun partner coinvolto basandosi su una forte partnership strategica tra autorità pubbliche, università e centri di ricerca, intermediari e professionisti che condividono una visione comune sull’innovazione sociale quale motore chiave per lo sviluppo inclusivo e sostenibile europeo. A tal fine dovrà sostenere e coordinare i nascenti Centri in Grecia, Romania e Slovenia.

 

Sarà attivata una Cabina di regia, a livello italiano, composta da ANPAL, l’Autorità di Gestione del Pon Inclusione e del Pon Metro con funzioni di coordinamento e indirizzo.

 

Il progetto – i cui partner sono Fondazione  Brodolini, Politecnico di Milano, Università di Bologna, Politecnico di Torino, Euricse, Fondazione Italia Sociale – ha raccolto il sostegno di oltre 30 stakeholders italiani pubblici i privati.

 

Ecoisole a San Salvario: si accede solo con tessera elettronica

Come già comunicato precedentemente, Amiat Gruppo Iren ricorda che a partire dal 24 marzo 2021 verranno definitivamente chiuse le nuove ecoisole in attivazione nel quartiere di San Salvario e si potrà accedere ai cassonetti solo tramite la propria tessera elettronica.

 

La zona interessata include l’area compresa tra corso Marconi, via Nizza, corso Vittorio Emanuele II e corso Massimo D’Azeglio.

 

Per aiutare e facilitare i conferimenti dei rifiuti per tutti i cittadini residenti nelle suddette aree, da oggi e fino al 31 marzo 2021, operatori Amiat presidieranno le ecoisole della zona, spostandosi sul territorio, per assistere gli utenti al corretto uso delle stesse e per ricordare le buone norme di una raccolta differenziata efficace.

 

Inoltre, sempre nello stesso periodo verranno affisse locandine informative sui nuovi cassonetti per ricordare la data di chiusura imminente e per sollecitare chiunque non abbia ancora ritirato le tessere a recarsi presso il punto info distributivo allestito all’interno del centro di raccolta Amiat di via Zini 139, aperto fino al 10 aprile, tutti i mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16.00 alle 20.00 e tutti i sabati dalle 9.00 alle 13.00.