Cosa succede in città- Pagina 236

Poste Italiane cerca portalettere nel Torinese

Nel primo semestre 2022 assunti a tempo indeterminato 85 risorse di cui 55 addetti al recapito e  30 nuovi ingressi negli Uffici Postali

 Poste Italiane ricerca in provincia di Torino portalettere da inserire in organico con contratto a tempo determinato. Per potersi candidare è sufficiente inserire il proprio curriculum vitae sulla pagina web del sito istituzionale di Poste https://www.posteitaliane.it, nella sezione “Carriere” dedicata a “Posizioni Aperte” in cui sono indicati i requisiti per poter partecipare alla selezione. I candidati saranno inseriti con contratto a tempo determinato in relazione alle specifiche esigenze aziendali. Le risorse individuate si occuperanno del recapito postale (pacchi, lettere, buste, raccomandate, etc.) nell’area territoriale di propria competenza.

Nel settore delle consegne nei primi sei mesi del 2022 sono 55 i portalettere stabilizzati con un contratto a tempo indeterminato. La selezione dei neo-assunti è avvenuta tra il personale che ha già lavorato in passato come portalettere o addetto allo smistamento con uno o più contratti a tempo determinato e per una durata complessiva di almeno 6 mesi.

Tali ingressi a cui si aggiungono le 30 assunzioni tra operatori di sportello e consulenti finanziari che vanno a rafforzare i team di lavoro degli 419 Uffici Postali di Torino permettono di garantire una presenza costante e qualificata sul territorio.

Il programma di Politiche Attive, che riguarda oltre 2.000 assunti in tutta Italia, di cui 85 in provincia di Torino è concordato con le Organizzazioni Sindacali, e contribuisce a realizzare in modo efficace le strategie delineate nel piano industriale “2024 Sustain & Innovate”, in particolare per quanto riguarda la nuova organizzazione del recapito. L’obiettivo è quello di trasformare la figura del portalettere da operatore incentrato sulla corrispondenza tradizionale a primario player del crescente mercato dei pacchi e leader nel segmento B2C. Tra le altre Politiche Attive del lavoro, Poste Italiane è impegnata anche in negli interventi di trasformazione dei contratti da tempo parziale a tempo pieno, alle assunzioni da mercato esterno e all’attivazione di percorsi interni di sportellizzazione.

Grazie a queste nuove assunzioni, Poste Italiane continua a garantire una presenza costante e qualificata sul territorio, dimostrando concretamente la propria vicinanza alle comunità locali e alle esigenze di tutti i cittadini.

L’età media dei dipendenti del Gruppo è scesa da 49,7 anni nel 2017 a 49,2 anni nel 2020 e grazie a questi interventi di inserimento resterà stabile fino al 2024. Un ruolo centrale sarà giocato dal reskilling dei dipendenti che saranno formati alle nuove professionalità e riqualificati internamente per garantire la competitività richiesta dal mercato, con l’obiettivo di favorire nel tempo una cultura orientata al cambiamento. Cresce anche la percentuale di donne dal 54% del 2017 al 55% del 2020 al 56% atteso nel 2024.

Primo “Festival del digitale popolare”: 8 e 9 ottobre Torino al centro del dibattito nazionale sui temi del digitale

La Rappresentante di Lista, Claudio Marchisio, Cristiana Capotondi fra i primi ospiti annunciati nel corso della conferenza di presentazione

Torino sarà la “casa” del digitale con il Festival del digitale popolareSabato 8 e domenica 9 ottobre – con un’anteprima venerdì 7 – nel capoluogo piemontese si terrà il primo evento italiano dedicato alla cultura e alle policy digitali, organizzato dalla Fondazione Italia Digitale con il patrocinio del Comune di Torino.

Il fumettista e autore televisivo Makkox; l’attrice e dirigente sportiva Cristiana Capotondi; l’epidemiologo Gianni Rezza; l’ex calciatore Claudio Marchisio; la capitana della Nazionale di calcio Sara Gama; il filosofo Maurizio Ferraris; l’esperta di comunicazione social ed ex creativa e strategist team TikTok Uffizi Ilde Forgione; il gruppo musicale La Rappresentante di Lista

Questi i primi ospiti annunciati oggi in occasione della conferenza di presentazione della manifestazione che si è tenuta nella Sala Colonne alla presenza dell’assessora alla Transizione Ecologica e Digitale, Progetto Smart city e Innovazione della Città di Torino Chiara Foglietta e del presidente della Fondazione Italia Digitale Francesco Di Costanzo. Ospite “speciale” della presentazione il calciatore e imprenditore Giorgio Chiellini, tra i protagonisti del Festival, che ha inviato un video saluto da Los Angeles, e che proprio nella città di Torino ha vissuto alcuni dei momenti più belli e decisivi della sua carriera.

La trasformazione digitale riguarda innanzitutto le persone: è un’alleata preziosa per migliorare la qualità della vita dei cittadini e promuovere più democrazia, uguaglianza, inclusione e crescita sostenibile – commenta l’assessora Chiara Foglietta – Ma la tecnologia deve rappresentare un’opportunità per tutti i cittadini e le cittadine e non essere causa di divario a favore di un’oligarchia tecnologica ed economica. La tecnologia può essere un mezzo per lottare contro le disuguaglianze e favorire l’inclusione sociale e lavorativa, a patto che chiunque possa disporne appieno – evidenzia ancora Foglietta – Anche nella nostra città sono tante, troppe, le persone senza connessione, che non dispongono di competenze digitali sufficienti o non si trovano a loro agio nell’ecosistema digitale. Per questo è importante parlare di digitale popolare: il cammino verso questo obiettivo non può prescindere dal coinvolgimento sempre maggiore di quelle fasce di popolazione finora rimaste ai margini“.

Il digitale è una grande opportunità nella vita quotidiana di tutti noi, con la pandemia c’è stata un’accelerazione e si è acceso un riflettore enorme su questi temi con la crescita della consapevolezza da parte di cittadini, pubbliche amministrazioni, imprese – spiega il presidente della Fondazione Italia Digitale Francesco Di Costanzo – adesso è il momento di rendere strutturale questo cambiamento, di portare il digitale nei luoghi della normalità, di renderlo popolare. Per questo con Fondazione Italia Digitale ci stiamo impegnando quotidianamente su cultura e policy digitali. Il digitale svolge il suo compito al meglio se è semplice, equo, concreto, sicuro, alla portata di tutti. Da qui l’idea di un Festival del digitale popolare, per la prima volta nel nostro Paese e in una città, Torino, da sempre sensibile e attenta all’innovazione“.

Il parterre degli ospiti si arricchisce anche con la presenza di esperti e personalità del mondo istituzione, tra questi anche Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione. Nel corso del Festival, infatti, uno spazio particolare è dedicato proprio al mondo dei giovani con il diretto coinvolgimento delle scuole e focus importante sull’educazione al digitale.

PA, scuola, sport, cultura, musei, libri, viaggio, turismo, mobilità, podcast, satira, nuove forme di fruizione dei contenuti, gaming, diritti, sanità, sostenibilità, mobilità, lavoro, economia, comunicazione e informazione, questi e molti altri i temi che saranno affrontati con il filo conduttore della rivoluzione digitale. 

Nel corso della conferenza è stato svelato il logo ufficiale del Festival, che ha come slogan Restart, riavviare il sistema a segnare la ripartenza del Paese dopo più di due anni di pandemia.  Mentre è affidato al fenomeno italiano del fumetto Josephine Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, la realizzazione del Manifesto della manifestazione. Una collaborazione nata grazie a Etna Comics.

Talk, workshop, approfondimenti e laboratori animeranno la kermesse che si apre con un’anteprima venerdì 7 ottobre a La Nuvola Lavazza per entrare nel vivo sabato 8 negli spazi di CAP 10100 e terminare domenica 9 a La Nuvola Lavazza.

Obiettivo della kermesse è portare i tanti temi del digitale vicino alla gente attraverso un Festival inclusivo, aperto alla partecipazione di tutti.

Info e programma del Festival in continuo aggiornamento su www.fondazioneitaliadigitale.org e sui canali social della Fondazione. Questa la pagina dedicata alla manifestazione fondazioneitaliadigitale.org/festival-digitale-popolare.

Il Festival del digitale popolare è realizzato grazie alle partnership con pagoPA, TikTok, Best Western, INWIT, Affidea, Karma Matrix, TOP-IX, Onda, Nuovi Sogni, Torino Wireless, CSI Piemonte, Etna Comics, Arci Torino e il supporto organizzativo e di comunicazione di To Be Events e Mate Agency. Molti altri partner stanno per aderire alla manifestazione.

Partecipano al Festival i soci sostenitori e partner di Fondazione Italia Digitale Amazon Web Services, Bird, Campus Biomedico, Colossus, Flixbus, Google, HT&T Consulting, Meta, Municipia, Next Code Academy, Osservatorio Digitale, Sicurtransport, Synesthesia, Torelli – Hanzo e i fondatori Associazione PA Social, Istituto Piepoli, Open Comunicazione, Lievito Consulting, Mediaddress, L’Eco della Stampa, Associazione PerCorso, datamagazine.it, cittadiniditwitter.

In città un’estate di scienza

Agosto in città non ti temo! Per chi quest’anno ha in programma di restare a Torino nel mese di agosto, sono tanti gli appuntamenti ed eventi in programma. Tra loro continua, fino a fine settembre, Settimane della Scienza, rassegna scientifica estiva amatissima da grandi e piccini che ogni anno coinvolge con i suoi appuntamenti centinaia di persone.

Tantissime attività, di giorno e di notte, da fare da soli, con gli amici o in famiglia, dedicate a tutti coloro che amano imparare divertendosi; in un museo, in un bosco, in un laboratorio o a spasso per la città, col naso all’insù a scrutare le stelle oppure all’ingiù, alla ricerca delle piccole creature del terreno.

Il programma è ricco e sul sito www.settimanedellascienza.it è aggiornato quotidianamente, così da poter pianificare gli appuntamenti che interessano, godendosi l’estate anche dalla città con mostre, visite guidate, caffè scientifici, spettacoli, conferenze, dibattiti, workshop, passeggiate scientifiche e/o culturali ma anche aperitivi e il cinema sotto le stelle.

GLI APPUNTAMENTI DI AGOSTO A TORINO E IN PIEMONTE

 

CINEMA SOTTO LE STELLE

5 -19 e 26 agosto, ore 22 | Infini.to Planetario di Torino – Via Osservatorio, 30 – Pino Torinese (TO)

Torna a Infini.to – Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio, la rassegna estiva  Cinema sotto le stelle, serate da vivere sotto un cielo di stelle e nel fresco della collina torinese.

Tre appuntamenti durante i quali sarà possibile visitare liberamente il Museo interattivo, vedere uno spettacolo all’interno del Planetario digitale e assistere gratuitamente a una proiezione cinematografica all’aperto (in caso di maltempo il film verrà proiettato all’interno della Sala Planetario).

L’evento è gratuito senza prenotazione. Per informazioni: www.planetarioditorino.it

VISITA GUIDATA ALLA COLLEZIONE NATURALISTICA DEL MUSEO TAZZETTI

6 -13 e 20 agosto ore 10.30|Museo Civico Alpino ”Arnaldo Tazzetti” – Piazza Luigi Cibrario – Usseglio (TO)

Museo Tazzetti di Usseglio ospita una collezione di tassidermie di animali tipici delle alpi occidentali e di minerali delle Valli di Lanzo. La visita sarà l’occasione per conoscere la fauna, il paesaggio montano e la biodiversità in genere che caratterizza la montagna piemontese. Sono previste attività laboratoriali.

La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni, costi e prenotazioni: Tel. 0123 756421 – info@museotazzetti.it

ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI

Tutte le domeniche di agosto | Museo di Storia Naturale Craveri – Via Craveri, 15 – Bra (CN)

Nel centro storico di Bra, all’interno di un suggestivo palazzo ottocentesco, ha sede il Museo di Storia Naturale Craveri, un museo unico e sorprendente che sa restituire a grandi e piccini tutto il fascino delle esplorazioni d’oltreoceano dell’Ottocento. Una vista guidata a misura di famiglia alla scoperta delle 11 sale del museo che custodisce animali di un mondo tutto da esplorare, quello che si svelava agli occhi dei pochi esploratori temerari che nell’Ottocento partivano per studiarlo. Il viaggio parte dalla sala storica – che conserva il modellino della nave che Federico condusse nell’esplorazione delle coste della Bassa California; il suo binocolo, il suo sestante, i suoi strumenti scientifici che lo hanno accompagnato nei viaggi in Messico, Canada, Cuba e Stati Uniti. Dopo i fossili che raccontano di un tempo lontanissimo le collezioni di animali: grandi mammiferi, come tigre, puma, orso, canguro, formichiere, ed uccelli esotici, come struzzi, tucani, pappagalli, colibrì; e poi ancora coccodrilli, serpenti, scorpioni, farfalle… Da non perdere la Sala degli Uccelli europei – dove, dei circa 300 esemplari esposti, è possibile ascoltarne il canto, dal gufo reale al pulcinella di mare, dal gallo cedrone al pellicano.

La prenotazione è consigliata. Per informazioni, costi e prenotazioni: www.museidibra.it/museocraveri – Tel. 0172.412010 – craveri@comune.bra.cn.it

 

RICALCANDO L’IMPRONTA DEL GHIACCIAIO

28 agosto ore 9| Ecomuseo L’Impronta del Ghiacciaio – Piazza Verdi – Fraz. Masino – Caravino (TO)

L’Ecomuseo dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea organizza tre escursioni estive per osservare, da un punto di vista privilegiato, il più significativo anfiteatro morenico glaciale d’Europa e l’unico a forma chiusa tuttora visibile accompagnati da una guida escursionistica ambientale. Partendo dalla sede dell’Ecomuseo L’Impronta del Ghiacciaio di Caravino, riscopriremo le tracce geologiche lasciate dal Ghiacciaio Balteo e capiremo come l’uomo, sin dall’antichità, ha interagito con un territorio ricco di peculiarità botaniche e paesaggistiche. Tra corsi d’acqua e terrazzamenti, massi erratici e morene, alberi mediterranei e sottoboschi prealpini, cammineremo all’ombra dell’antico Castello di Masino alla scoperta di punti panoramici suggestivi e di rara bellezza. L’escursione è facile, con un dislivello di 200 metri e uno sviluppo di 6,5 chilometri, ed è pensata per tutti: famiglie, escursionisti appassionati di natura e semplici curiosi.

L’escursione sarà attivata con un minimo di 10 iscritti.

La prenotazione è obbligatoriaPer Informazioni, costi e prenotazioni: www.ecomuseoami.it – telefono e Whatsapp 3498648743 – info@ecomuseoami.it

IL CALENDARIO COMPLETO È ONLINE SU www.settimanedellascienza.it/

Le Settimane della Scienza sono ideate e organizzate dall’Associazione CentroScienza Onlus, sostenute dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, con il contributo di Regione Piemonte e Fondazione CRT e con il patrocinio della Città di Torino e Città metropolitana di Torino. L’iniziativa rientra nell’ambito del Sistema Scienza Piemonte.

 

Ritorna Fish & Wine a Eataly Lingotto: il mare in città tutto da gustare!

Il mare arriva a Eataly Lingotto con la nuova edizione di Fish & Wine! Fino all’11 settembre, il menu dei ristoranti di Eataly Lingotto è dedicato al mare, con gustosi piatti di pesce e i migliori vini della Grande Enoteca: tantissime proposte per vivere ogni sera una festa lunga tutta l’estate, con un ricco programma di eventi.

Si inizia il lunedì a cena, con Crudo e bolle, l’abbinamento perfetto: i crudi di pesce selezionati dalla Pescheria di Eataly insieme ad un ottimo calice di bollicine. Il martedì invece è il turno della Gran grigliata del pescatore: il meglio del pescato del giorno preparato sul momento dagli Chef di Eataly, in una gran grigliata ideale per due persone, da accompagnare con due calici di vino. Il mercoledì ritorna l’appuntamento consueto con lo Spritz Club nell’ampio dehors immerso nel verde dell’Or-TO urbano di Torino Nizza Millefonti: spritz e tagliere per iniziare al meglio la serata. Si prosegue con un altro grande classico per il giovedì a cena, per sfidare il grande caldo estivo: fritto di mare e birra. Il fritto leggero e croccante delle cucine di Eataly si abbina perfettamente con una fresca birra spillata al momento. L’aperitivo del venerdì, poi, diventa speciale grazie ai barman di Eataly che  mixano nel dehors freschi drink a base di gin. Basta scegliere il proprio preferito e gustarlo in abbinamento agli sfizi in menu, per entrare nel Gin Club! Infine, il sabato a cena è Pasta d’aMare: una selezione di primi di mare per godersi il fine settimana con gusto.

 www.torino.eataly.it)

Tutti i lunedì a cena | Crudo e bolle | alle Cucine del Mercato

Tutti i martedì a cena | Gran grigliata del pescatore | alle Cucine del Mercato

Tutti i mercoledì dalle 17 | Spritz Club | in Dehors

Tutti i giovedì a cena | Fritto di mare e birra | alle Cucine del Mercato

Tutti i venerdì dalle 17 | Gin Club | in Dehors

Tutti i sabati a cena | Pasta d’aMare | alle Cucine del Mercato

Per prenotare un tavolo: 345 7679433.

Al Poli il primo master per diventare quantum specialist

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Le tecnologie quantistiche permettono oggi di realizzare canali di comunicazione più sicuri e calcolatori molto più potenti di quelli tradizionali. Si tratta di un innovativo campo di ricerca che, dopo decenni di sviluppo teorico, inizia a vedere le prime applicazioni di carattere industriale e promette di portare grandi cambiamenti nel mercato dei servizi informatici e digitali, con ricadute sui settori industriali che potranno farne utilizzo, dalla medicina alla logistica, fino all’energia e alla difesa.

L’Italia, grazie alle opportunità offerte dal Pnrr e i progetti di ricerca finanziati dallo European Quantum Communication Infrastructure, è all’avanguardia sia nelle proposte industriali per lo sviluppo di prodotti per la comunicazione quantistica, sia nello sviluppo di infrastrutture di comunicazione sul territorio nazionale che apriranno nuove ed importanti opportunità lavorative.

Dopo aver appena concluso la prima edizione del primo corso di perfezionamento in Quantum Communications and Computing, pensato per avvicinare professionals e altri specialisti tecnici alle opportunità offerte dalle tecnologie quantistiche in ambito di computing, comunicazione e sicurezza informatica, la scuola di Master e formazione permanente del Politecnico – grazie alla collaborazione con l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica-INRiM e Fondazione Links farà partire ad ottobre un master specialistico di II livello per specializzare neolaureati e profili junior interessati a divenire i futuri quantum specialist nelle imprese che si collocano come early-adopter di soluzioni quantum.

Il Master integrerà gli aspetti di ricerca e di applicazione industriali, finora poco o nulla rappresentati in questo tipo di offerta formativa in Italia, necessari per arrivare ad avere applicazioni quali un computer quantistico connesso ad una Quantum Internet, capace di simulare, ad esempio, la sintesi di una molecola in pochi minuti. La comprensione dei principi di base della tecnologia e dei relativi investimenti e benefici permetterà ai futuri specialisti di poter formulare scenari su ambiti e dinamiche temporali di impiego delle tecnologie quantistiche per attività di comunicazione e di computing. Queste competenze avranno applicazioni in una varietà di settori che include i servizi finanziari, il software, le telecomunicazioni, l’aerospazio, la difesa.

Il Master partirà nel mese di ottobre (con iscrizioni aperte da maggio sul sito della Scuola Master e Formazione permanente del Politecnico) e rappresenta un percorso che prevede 420 ore di didattica frontale distribuite in nove mesi, tra lezioni in aula ed esercitazioni in laboratori fisici e l’alternarsi nella docenza di professori del Politecnico di Torino e responsabili di programmi di ricerca sul Quantum di INRiM e Fondazione Links. Il Master si rivolge a laureati nelle discipline di ingegneria informatica, elettronica e delle telecomunicazioni, fisica, scienza dei materiali e matematica, e intende formarli sugli elementi di calcolo, comunicazione e crittografia, dove l’applicazione della fisica quantistica è chiamata nei prossimi anni a produrre una vera e propria rivoluzione tecnologica.

Street Art Torino: le 10 opere da non perdere

La città e i suoi muri come tavolozze dove imprimere colori, idee, riflessioni. La street art nasce per colorare gli agglomerati urbani, renderli meno grigi e con più sfumature ma è anche un veicolo, potentissimo, per far giungere all’ignaro passante importanti messaggi. 

Ma quali sono le opere di street art più belle, iconiche e rappresentative a Torino? Ecco le assolutamente da non perdersi. 

Millo – “Habitat” in Barriera di Milano 

Il quartiere di Barriera di Milano negli ultimi anni è diventato variopinto e decisamente più accattivante. Merito anche del progetto di arte pubblica. B.ART – Arte in Barriera, un bando internazionale di arte pubblica teso a migliorare la qualità urbana e l’attrattività ambientale nel quartiere. Come? Grazie anche ad interventi artistici diffusi di cui uno dei più eclatanti porta la firma dello street art Millo.

L’artista pugliese ha trasformato 13 facciate cieche del quartiere sito a nord di Torino in straordinarie opere di arte pubblica. Il complicato rapporto tra l’uomo e il tessuto urbano è raccontato attraverso gli emblematici “bambini” di Millo, murales in grandi dimensioni in bianco e nero.

Nevercrew – Black Machine al Teatro Colosseo 

Un orso polare bianco enorme e bianchissimo. Fino a un certo punto. Le sue zampe anteriori e posteriori poi mutano  in una triste colorazione petrolio. Il progetto di Nevercrew, un duo di artisti italo-svizzeri, nasce con l’intento di colpire. Colpire chi si ritrova con il naso all’insù proprio nei pressi del Teatro Colosseo di Torino. L’opera di street art è infatti oltre maestosa nella sua realizzazione (25 metri di lunghezza) ma anche nel messaggio che reca con sé. Se si guarda bene accanto all’orso polare di petrolio investito c’è una piccola sedia. L’intento infatti è quello di sottolineare come il comportamento umano stia rompendo il fragile equilibrio naturale facendo sedere lo spettatore davanti ad una sorta di “rappresentazione della realtà”

Bordalo II -The Big Bear al Teatro Colosseo 

Un altro orso, questa volta composto da rottami di automobili e ingranaggi recuperati, emerge, letteralmente, dalla facciata del Teatro Colosseo di Torino. Si tratta di “The Big Bear” dell’artista Bordalo II che con quest’opera tridimensionale lancia un messaggio critico alla società e alla distruzione ai danni dell’ambiente che tutti noi stiamo compiendo con le nostre stesse mani.

Mau – Il Museo di Arte Urbana nel quartiere Campidoglio 

Il Mau è il Museo di Arte Urbana di Torino. Un affascinante museo a cielo aperto. Nel quartiere Campidoglio vi sono oltre 180 opere dipinte sui muri, che colorano palazzine, panchine, giardini e aree comuni. Da ammirare e riammirare in una passeggiata artistica cittadina senza precedenti.

Il Mau è nato ufficialmente nel 1995 con l’intento di riqualificare questa borgata che per certi aspetti di città ha poco e racchiude dettagli e particolari suggestivi da vecchio borgo di paese.

Camilla Falsini  – Città delle Dame in Corso Belgio 

Sul fianco di un palazzo di corso Belgio a Torino c’è un intero muro colorato. Chi passa da quelle parti a piedi oppure anche in bicicletta e anche in macchina giungendo dal centro città non può non notarlo. “La città delle dame” è un’opera stilizzata dell’artista romana Camilla Falsini che raffigura Christine de Pizan, la prima donna scrittrice considerata anche nella Storia la prima femminista. Un’opera di street art che strizza l’occhio al gender equality e all’empowerment di tutte le donne.

Mr. Fijodor “Life Below Water”  ovvero La balena di via Valprato 68 

“Salvaguardiamo il mare e gli oceani”. La maestosa opera che fa capolino su un muro di via Valprato a Torino urla questo importante messaggio. Il murales dell’urban artist Mr. Fijodor raffigura l’enorme cetaceo interamente ricoperto da rifiuti metallici. Una grave problematica che attanaglia i nostri oceani, quella dell’inquinamento marino. E Mr. Fijodor ha deciso di soffermarsi su questo importante messaggio per cercare di cambiare rotta.

La Donnola di Roa – Lungo Dora Savona 30

Maestosa, impertinente e sibillina. La “donnola” dell’artista belga Roa è difficile non notarla. Occupa l’intero lato di un palazzo di 6 piani nel quartiere di Aurora a Torino. L’artista l’ha raffigurata in piedi sopra un cumulo di scheletri e in una delle zampe stringe forte la coda di un piccolo topo. Il messaggio allarmante che lo street art ha voluto gridare con questa sua creazione è verso gli umani, responsabili del disequilibrio naturale e dei forti scombussolamenti negli ecosistemi.

Mantra – “The ode of collapse” in via Parma

La biodiversità perde terreno e a rimetterci siamo solo noi. Ammirando “The ode of collapse” ad un primo acchito potrebbe essere un’opera piena di vita, colorata ma in realtà racconta, tramite la pittura, un’altra faccia della medaglia. Le farfalle che compongono il murales sono in realtà morte, estinte a causa dei cambiamenti climatici che stanno sempre più attanagliando il mondo.

Louis Masau –  Corso Moncalieri 61

Animali di grandi dimensioni, sempre rappresentati con differenti sfumature, sempre con un messaggio ed una tematica importante alle spalle nonostante i murales a primo acchito diano l’impressione di qualcosa di spensierato. E così è anche il lavoro che l’artista di street art inglese ha impresso su un muro in zona Crimea a Torino: un elefante vestito di patchwork colorato, sospeso nel vuoto ma ahimé con le zanne tagliate, un chiaro riferimento al terribile bracconaggio di avorio, pratica che ogni anno, si stima stermina circa l’8% degli elefanti nel continente africano.

La volpe di Dzmitryi Kashtalyan – Via Nizza 199

Portamento, eleganza e savoir faire. Tutte queste caratteristiche sembrano appartenere alla strana volpe rappresentata su un lato di un palazzo in via Nizza a Torino. Si tratta dell’opera di Dzmitryi Kashtalyan, street art rumeno che ha scelto questo soggetto per raccontare lo sviluppo sostenibile: la volpe protagonista di questo murales ha infatti 4 mani e solo due sono naturali mentre le altre sono meccaniche. Con sé ha un casco spaziale, un libro e regge anche in una delle mani anche il nostro Pianeta Terra.

Quest’opera, come molte altre citate nell’articolo, sono all’interno del progetto Toward 2030, What are you doing?”, promosso dalla Città di Torino e da Lavazza che ha permesso di trasformare Torino in un grande museo a cielo aperto.

Rossella Carluccio

 

Torinesi in vacanza liberi dai bagagli con Poste Delivery Web

Per spedire le valigie nella località di destinazione tramite PC o Smartphone, con ritiro a domicilio oppure con consegna in Ufficio Postale

Da oggi anche i cittadini di Torino possono andare in vacanza liberi dal peso dei bagagli con Poste Delivery Web, il servizio di Poste Italiane che permette di spedire le proprie valige in Italia o all’estero comodamente dal PC o dallo Smartphone, per partire più leggeri o per spedire a casa gli acquisti fatti in vacanza.

E’ sufficiente collegarsi al sito www.poste.it, cercare il servizio Poste Delivery Web e inserire i dati richiesti, dimensioni e peso dell’oggetto e località di spedizione. Poste Italiane eseguirà il ritiro gratuito direttamente all’indirizzo indicato ed effettuerà la consegna all’indirizzo specificato dal cliente. È possibile scegliere il ritiro a domicilio senza costi aggiuntivi oppure effettuare la spedizione da uno dei 419 Uffici Postali o 403 PuntoPoste della provincia di Torino.

È possibile anche monitorare lo stato della spedizione, dalla partenza fino all’arrivo a destinazione, semplicemente collegandosi al sito www.poste.it e inserendo il numero di spedizione in “Cerca Spedizione”.Poste Delivery Web permette di spedire pacchi e bagagli fino a 30 kg di peso e 150 cm come somma delle tre dimensioni, con una consegna prevista da 1 a 4 giorni lavorativi successivi a quello di spedizione.

Inoltre, viene messo a disposizione dei clienti un Archivio dove consultare lo stato delle spedizioni, una rubrica dove salvare e gestire i contatti preferiti e una sezione bozze dove salvare le spedizioni non concluse.

Missioni Don Bosco da Torino al Congo

Ieri  sono partiti per i due Congo, Kinshasa e Brazzaville, il presidente di Missioni don Bosco, don Daniel Antúnez, e la fotoreporter della stessa Onlus, Ester Negro. Saranno ospiti della comunità salesiana, che li accompagnerà a conoscere da vicino, e a documentare per le migliaia di benefattori, le opere sostenute nei due Paesi.

È una prima risposta all’invito del cardinale Pietro Parolin il quale a inizio dello scorso luglio ha compiuto la visita pastorale a nome di papa Francesco (bloccato in Vaticano dall’acutizzarsi del male al ginocchio) nella Repubblica Democratica del Congo: “pace, fratellanza, gioia” sono state le parole chiave dell’omelia rivolta ai centomila partecipanti alla celebrazione eucaristica di Kinshasa.

La stabilità del Paese africano è compromessa da numerosi mali nella società, nell’economia, nell’ambiente. I salesiani sono uno dei punti di forza per uscire dall’attuale situazione in cui “la brama di materie prime, la sete di denaro e di potere chiudono le porte della pace e rappresentano un attacco al diritto alla vita e alla serenità delle persone”, come ha denunciato il segretario di Stato vaticano. Le punte avanzate delle missioni dei figli di Don Bosco operano in territori dove esistono lo sfruttamento minorile nelle miniere, il pregiudizio ancestrale verso chi nasce con anomalie fisiche, la violenza sulle giovani donne. Vivono ai confini con le aree soggette all’azione di gruppi armai antigovernativi: pochi giorni prima della sua uccisione il 22 febbraio 2021, l’ambasciatore italiano Luca Attanasio era andato a salutare i salesiani e i cooperanti di Goma, nella regione “calda” del Kivu.

Sullo sfondo del Congo di oggi cade l’ombra scura della ricerca senza remore morali di nuovi giacimenti di coltan (la materia prima essenziale per l’elettronica) che vede coinvolte le multinazionali della telefonia e delle grandi migrazioni a causa dei combattimenti nel nord-est.

I missionari si dedicano alla crescita delle nuove leve per lo sviluppo del Paese con le loro scuole, i centri giovanili e le parrocchie. Sono radicati da 110 anni nel Congo democratico, da oltre 60 in quello repubblicano. Il viaggio di don Antúnez va a confermare dall’Italia salesiana l’impegno di far crescere le opere avviate e di affrontare nuove sfide: come quella della missione di Tshikapa di costruire, a ridosso dell’area diamantifera, una scuola primaria che dia opportunità di alfabetizzazione a quella metà di bambini che non può frequentare le scuole in città. Così come Missioni Don Bosco andrà a manifestare tutto il sostegno all’azione di p. Mario Perez che è il padre adottivo di centinaia di bambini accusati di stregoneria, e per questo sono perseguitati nei loro villaggi.

La descrizione del programma del viaggio del presidente Antúnez è nel sitohttps://www.missionidonbosco.org/news/il-primo-viaggio-missionario-di-padre-daniel-in-africa/

La GAM di Torino tra i vincitori della seconda edizione del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea  del Ministero della Cultura

Grazie a questi fondi la GAM acquisirà 12 dipinti di Michele Tocca

La GAM di Torino annuncia che anche quest’anno il museo è tra i vincitori della seconda edizione del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.  Grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero la GAM acquisirà 12 dipinti di Michele Tocca (Subiaco, Roma, 1983) realizzati tra il 2016 e il 2022.

Le opere acquisite, insieme ad altri dipinti di Tocca, saranno oggetto nel 2023 di una mostra, Michele Tocca. Repoussoir, che porrà il suo lavoro in dialogo con alcuni, meditati, esempi di dipinti tratti dalla collezione di Ottocento della GAM, tra cui opere di Giovanni Battista De Gubernatis, Massimo D’Azeglio, Antonio Fontanesi. La mostra e la pubblicazione renderanno evidente come l’opera di Tocca sappia incarnare una fertile contraddizione: la prima volta dello sguardo che si pone di fronte al mondo per scoprirlo nuovamente nella dimensione dell’istante, e la consapevolezza del “vedersi vedere” –  come avrebbe detto Valery – che è la consapevolezza dell’artista di essere immerso nel mondo che va dipingendo e di tutte le strutture di pensiero, di tutti i meccanismi della visione, di tutte le tradizioni dell’arte che entrano in gioco nel suo osservare e nel suo fare.

I 12 dipinti di Tocca rappresentano quanto di meglio la pittura contemporanea sta producendo in Italia e il tramandarsi di sensibilità, di attenzione e d’intelligenza che, attraverso le stagioni dell’arte, approdano a una visione schiettamente attuale dove le premesse concettuali del lavoro sono inscindibili dalla bellezza dell’espressione pittorica e dalla qualità della mano.

La GAM intende dare nuovo spazio d’attenzione all’odierna pittura che si sta dimostrando arte densa di pensiero e di sensibilità insieme. Nelle opere di Tocca, nei tagli e negli affondi del suo sguardo che sembra voler solo aderire alla superficie delle cose, alla più volatile e minuta percezione, emerge non solo la lezione del primo paesaggismo en plein air di Sette e Ottocento, ma tutta la densa stratificazione del tempo. Quel tempo plurimo che appartiene tanto al mondo osservato – con le indelebili tracce della storia – quanto all’atto del vedere da cui Tocca non intende cancellare tutti gli sguardi esercitatisi sulla natura prima del suo, ma sa sorvegliarne la presenza, riconoscerne l’azione e la memoria.

Il titolo Repoussoir è un termine tratto dalla pittura di paesaggio. Dal Seicento olandese alla pittura romantica tedesca, elementi posti in primo piano, come tronchi d’albero o massi, avevano la funzione di spingere, rilanciare lo sguardo dell’osservatore verso la profondità del dipinto e verso il centro dell’immagine.  Con funzione simile, in alcuni noti paesaggi della storia dell’arte – da Friedrich a Courbet, ad esempio – degli osservatori sono ritratti di spalle, volti verso il panorama. A volte si tratta dell’artista stesso. Michele Tocca ritraendo di spalle la propria giacca da pioggia, usata per le sue sedute en plein air, trasforma sé stesso – o meglio, l’oggetto che più lo rappresenta – in un repoussoir, isolato in una sorta di umile maestà: un oggetto carico di memoria ma anche un dispositivo della visione pittorica la cui presenza trasforma l’opera in una riflessione sui codici dell’arte.

Ricordi d’estate. Quando la Fiat mandava la città in vacanza

COSA SUCCEDE(VA) IN CITTA’

Finisce Luglio, e il primo giro di boa delle vacanze iniziava ad Agosto. Ecco  le doverose ferie con i nostri genitori. Dal 1 agosto per 4 settimane secche Torino si svuotava.  

Bolgia dantesca per raggiungere le località al mare o ai monti. Addirittura i più impazienti e temerari, finito il turno del mattino partivano con la famiglia. Quei Barachin erano fortunati nell’avere le proprie mogli con patente. Allora non si usava tanto. Il primo turno staccava alle 14. Giusto il tempo di uscire attesi dalla famiglia e dalla 850 stracarica di bagagli. Obbiettivo il paese natale che molto spesso era del Sud. Barachin erano detti gli operai. Per la stragrande maggioranza lavoravano alla Feroce, alias Fiat. Barachin perché allora non si usavano le mense e i rimasugli della cena servano per il giorno dopo.  Tre turni: dalle 6 alle 12 . Dalle 14 alle 22. Dalle 22 alle 6. La catena di montaggio non si poteva fermare.
Operai specializzati e manutentori più fortunati con  il turno centrale dalle 8. 30 alle 17. 30.
Sempre un’ora di pausa, giusto il tempo per mangiare. I tempi della città erano cadenzati.
Comprese le ferie. Luglio lo avevamo passato tra oratorio e piscina Sempione. Erano le nostre estate ragazzi. Intorno alla piscina c’era il nulla. Dopo l’inizio anni 70 un piccolo parco sulle destra e campi di calcetto sulla sinistra.  Nell’ottanta le prime piscine coperte.
Le vacanze con i miei iniziarono nel 1963 con una camera affittata a Tuberghengo, poi camera e cucina al Versino e Casetta a Mular Tisier.  Tutte frazioni di Viu’ in val di Lanzo.
Anche qui vacanze cadenzate da ritmi precisi e relativi piccoli riti. Il lunedì a Viù c era il mercato. Si raggiungeva sempre a piedi perché mio padre non aveva mai voluto prendere la patente. Le gite previste: una al Colle del Lys ed una al lago artificiale di Malciaussia.
Ovviamente andata e ritorno in corriera. Soffietti. Nella seconda piazzetta di Viù il garage dei pullman rigorosamente blu. E poi Ferragosto.  I miei si vestivano di tutto punto. Addirittura mio padre con la cravatta e mia madre quell’abitino carta da zucchero. Obbiettivo la trattoria in fondo alla frazione . Talmente naif che la cucina, il pavimento fatto do terra battuta dove razzolavano le galline. Putage’ per cucinare con  la mitica buseca: minestrone con trippa, dopo coniglio al forno con verdure dell’orto appena colte. Spettacolare.  Ora sicuramente i Nas avrebbero molto da eccepire. Ma che ricordi! Ed è proprio vero: più vai in là con gli anni, più ti ritornato addosso i ricordi di quando giravi in calzoncini corti. E Dopo la mangiata mio padre taroccava. E da quello che capivo era proprio bravo. Soprattutto nel mischiare le carte. Da qui la battuta: hai sbagliato la coppata. Tagliando il mazzo di carte, se sbagliavi tutte le carte buone finivano in mano agli avversari. Giustappunto altri tempi. Con quel pizzico di nostalgia che non guasta mai. Certamente perché avevamo tutta una vita davanti.  C’era anche il gusto della semplicità. Di totale libertà.  I miei mi vedevano solo per pranzare e cenare. Ed il branco ti proteggeva. Amici di città in vacanza ed amici nativi. Li rivedervi ogni anno  quel tanto cresciuti. Poi i locali sparirono perché, oramai erano d’età giusta per per aiutare i loro genitori nel lavoro.
Un tempo che non ritorna, un tempo che ” rinasce ” nella nostra memoria. E non finiva ad Agosto.  Ci aspettava un settembre pieno di impegni ancora vacanzieri. Con il 1 ottobre ancora tanto lontano. Compiti delle vacanze?   Poca roba risolvibile in dieci giorni alla fine di settembre.  Si cresceva.  Oggi “paghiamo il nostro debito” con la memoria.  Ci ricordiamo di cosa eravamo facendo oggi i conti su cosa siamo diventati.
Patrizio Tosetto