Cosa succede in città- Pagina 230

Torino, la solidarietà che sconfigge le nuove crisi: torna l’evento “Un Pasto al Giorno”

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I volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Benzi nel 1968, tornano nelle piazze di Torino per mostrare come la solidarietà sia la risposta più efficace contro le nuove povertà generate da conflitti e crisi globali

Un tasso di povertà assoluta in Italia che si conferma a ridosso dei massimi storici toccati nel 2020. Le speranze della ripresa post-pandemia che continuano a scontrarsi con le nuove difficoltà e con quelle di sempre. E uscendo dai confini nazionali, un mondo che sembra aver dimenticato le dure lezioni del passato, come si vede dal conflitto in Ucraina e dalle nuove tensioni che non mancano di scandire le giornate. Se c’è una lezione che la storia ci insegna, è quanto possa fare la differenza un approccio fondato sulla solidarietà e sul senso di comunità. Valori che la Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata nel 1968 da don Oreste Benzi, pone da sempre al centro del suo impegno, attraverso progetti e realtà di accoglienza in Italia e in 40 Paesi del mondo, e con una presenza costante anche in Ucraina fin dai primissimi giorni del conflitto.

Con l’obiettivo di condividere la consapevolezza e i risultati maturati durante queste esperienze, e per portare avanti un lavoro di sensibilizzazione su tematiche importanti per il futuro di ogni singolo individuo, i volontari della Comunità torneranno anche quest’anno nelle piazze di Torino il 17 e 18 settembre con l’iniziativa solidale “Un Pasto al Giorno”, un evento che all’opera di sensibilizzazione aggiunge anche un prezioso obiettivo che si fa concreto e cruciale per molte persone in situazioni di grande difficoltà: attraverso iniziative come questa, infatti, la Comunità raccoglie attorno a sé quel sostegno che le permette di garantire ogni anno 7 milioni e mezzo di pasti a persone in povertà e in difficoltà che accoglie nelle sue Case, mense e realtà di aiuto.

«Abbiamo vissuto una fase in cui il mondo moderno è stato messo in discussione – ha spiegato il presidente della Comunità, Giovanni Ramonda –, con la pandemia, la fine della pace nel nostro continente europeo, l’emergenza climatica. Le conseguenze di ciascuno di questi eventi hanno ribaltato il nostro modo di vivere la presenza fisica, le priorità, le relazioni, i luoghi. L’unica via per superare questi cambiamenti è avviando una fase “costruttiva”, dove tutto il mondo cerchi la via della rinascita. Costruire è il verbo della consapevolezza, del fare, un verbo al futuro, che parla di un domani che inizia già oggi, è il verbo della speranza. Un concetto semplice ma fondamentale e fondante, sul quale si basa l’essenza della Comunità che di fronte a un’ingiustizia, a una povertà, a un’emarginazione lavora da oltre 50 anni per costruire quel senso di comunità capace, sostenendoci l’un l’altro, di trovare risposta e speranza per chi aveva perso tutto. Oggi, di fronte all’emergenza sociale a cui assistiamo, vogliamo costruire una tavola dove ci sia posto per tutti». 

L’impegno di Apg23, del resto, prosegue anche in Piemonte da oltre 50 anni, attraverso l’opera di numerose realtà, tra Case Famiglia, Case di accoglienza e Centri di aggregazione. Sono circa 400 le persone che negli ultimi mesi vi hanno trovato non solo un riparo o un pasto caldo, ma anche un punto di riferimento per far ripartire la propria vita. 

E a parlarci di quanto un approccio più solidale sia urgente anche qui, sono i numeri. Basti pensare che in Piemonte la povertà relativa continua a farsi sentire tra le famiglie, con un’incidenza che dal 6,1% del 2020 è salita nel 2021 al 7,5% (dati Istat). 

Di fronte a queste cifre, iniziative come “Un Pasto al Giorno” diventano importanti non solo per le risorse che riescono a raccogliere, ma anche perché offrono un nuovo punto di vista sulla quotidianità, attraverso il quale ciascuno può fare una piccola differenza e costruire qualcosa che diventa grande. Proprio per questo gli organizzatori hanno scelto come claim di questa edizione «Costruiamo una tavola in cui ci sia posto per tutti». E come ogni anno, non mancherà un piccolo gesto simbolico: i volontari della Comunità, infatti, distribuiranno a chi prenderà parte all’evento un libricino con sette preghiere in sette lingue diverse. Un modo per sottolineare ancora di più quanto si possa e ci si debba sentire una comunità, e quanto questo possa segnare una vera e propria svolta nella vita di tante persone che hanno più bisogno.

“Da Chicco a Chicco”, il progetto di Nespresso e Banco Alimentare del Piemonte

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Per una nuova economia circolare al centro della  casa che Nespresso ha rinnovato in Italia, a Torino

 

Da sinistra:  Mario Valla B2C commercial & retail director Nespresso, Salvatore Collarino presidente Banco Alimentare Piemonte e Silvia Totaro sustainability & She manager Nespresso

In occasione dell’apertura della nuova boutique in via Roma si estende anche al Piemonte il progetto di economia circolare denominato “Da Chicco a Chicco”, vale a dire dell’iniziativa per cui dalle capsule di caffè usate da Nespresso nasce il riso che verrà donato a oltre 100 mila persone in Piemonte ogni anno.
Nespresso, pioniera e punto di riferimento del caffè di alta qualità, ancora una volta conferma il suo ruolo di attore impegnato nella creazione di valore per la società e il territorio italiano. Lo fa lanciando la nuova collaborazione con il Banco Alimentare del Piemonte, nell’ambito del progetto di Nespresso di recupero e riciclo delle capsule esauste, dal titolo “Da Chicco a Chicco”.
Si tratta di un’iniziativa fulcro e esempio tangibile di impatto positivo da parte dell’azienda sui territori e sulle persone, nella completa consapevolezza che il caffè possa contribuire positivamente nei confronti dell’ambiente e degli uomini, della comunità e del clima. Questa iniziativa rientra nel programma “Nespresso per l’Italia”, una serie di attività a supporto del patrimonio ambientale, sociale e culturale, capace di rendere speciale il nostro Paese.
L’avvio della collaborazione con Banco Alimentare del Piemonte avviene in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Nespresso in Italia, a Torino, sempre in via Roma, ma in una veste rinnovata.
Si tratta di un luogo capace di ispirare, coinvolgere e emozionare, all’interno di una serie di storie del caffè, momenti educativi, di degustazione e una nuova area definita “Roastery”. Qui sarà possibile per il cliente desideroso di farlo di seguire la tostatura del caffè in tempo reale. Lo spazio comprende 140 mq di area vendita e tre diversi ambienti e nasce in via Roma nella precedente boutique completamente rinnovata. Obiettivo di questa area è quello di mettere al centro la cultura del caffè nel mondo, offrendo ai clienti un’area interamente dedicata al riciclo e al recupero delle capsule realizzate in alluminio. Il progetto circolare “Da Chicco a Chicco” consente di trasformare un chicco di caffè in un chicco di riso.
Questo progetto circolare è nato nel 2011 grazie alla collaborazione con il CIAL (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio), l’Utilitalia e CIC ( Consorzio Italiano Compostatori) e dimostra la volontà da parte della Nespresso di garantire una seconda vita alle capsule esauste, proprio attraverso il loro riciclo, permettendo ai clienti la riconsegna di queste capsule nell’apposita area recycling, presente all’interno della boutique di Nespresso, oltre che in altre isole ecologiche che sono partner di questa iniziativa in tutta Italia. Sono sei i punti di raccolta disponibili in Piemonte, 150 in Italia, in oltre 80 città.
Le capsule esauste, una volta raccolte dalle aziende di gestione del servizio di raccolta differenziata, vengono lavorate e recuperate. L’alluminio, infatti, viene destinato alle fonderie per poter avviare un processo di riciclo capace di trasformarlo in nuovi oggetti. Il caffè esausto verrà a sua volta inviato presso un impianto di compostaggio per essere trasformato in compost, che sarà poi ceduto a una risaia in provincia di Novara. Il riso prodotto tramite questo concime naturale viene poi riacquistato da Nespresso e donato a diversi Banchi alimentari, della Lombardia, del Lazio e, quest’anno, del Piemonte.
“Siamo molto orgogliosi di aver avviato questa collaborazione con Banco Alimentare del Piemonte – spiega Silvia Totaro, Sustainability & SHE Manager di Nespresso Italiana – si tratta di un ulteriore tassello del nostro impegno volto a restituire una seconda vita alle capsule esauste, attraverso il progetto “Da Chicco a Chicco”.
Le capsule esauste diventano una preziosa risorsa per l’ambiente e la società, un obiettivo che, nel corso degli anni, stiamo perseguendo e vogliamo sempre più attuare, permettendo al progetto di crescere sempre di più, costituendo un importante valore aggiunto per il Paese”.
Entrare a far parte del progetto “Da Chicco a Chicco” – afferma Salvatore Collarino, presidente del Banco Alimentare del Piemonte – ha per noi un profondo valore aggiunto sotto molti punti di vista. Ci permette di donare un prodotto estremamente prezioso, come il riso, che non è scontato per noi recuperare dalla filiera produttiva. È un elemento inclusivo della tradizione culinaria e abbraccia tante culture diverse, a partire da quella piemontese, per la quale le risaie costituiscono un bene primario, prezioso, sia dal punto di vista economico, sia ambientale. Questo progetto permetterà di supportare 563 strutture caritative con 100 mila piatti di riso del territorio.
La collaborazione tra Nespresso e Banco Alimentare ha permesso di donare 4 mila quintali di riso, che risultano equivalenti a oltre 4 milioni di piatti che, grazie al coinvolgimento del Banco Alimentare del Piemonte, rappresenteranno un valido supporto nei confronti di 2 mila strutture caritative e più di 400 mila persone ogni anno.
Il Banco Alimentare è stato, tra l’altro, impegnato in un anno come il 2021, particolarmente impegnativo per le pesanti conseguenze sociali e economiche generate dall’emergenza sanitaria conseguente questa pandemia. Attualmente il Banco Alimentare, anche grazie a questa preziosa collaborazione con la Nespresso Italia, si pone l’obiettivo di migliorare la capacità di relazione tra i soggetti e i volontari attivi nel settore degli approvvigionamenti, industria e GDO, individuando canali di approvvigionamento e partnership anche nei settori del profit, del pubblico e del terzo settore.

Mara Martellotta

Cambio al vertice del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza

Il Colonnello t.ST Alessandro Langella è il nuovo Comandante del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza Torino. L’Ufficiale superiore subentra al parigrado Enea Zanetti che, dopo tre anni alla guida del Reparto, è stato destinato ad altro prestigioso incarico presso la Scuola di polizia economico – finanziaria delle Fiamme Gialle.  

La cerimonia di passaggio di consegna si è svolta ieri mattina, presso la sede del Reparto di via Giordano Bruno, alla presenza del Comandante Provinciale Torino, Gen. B. Luigi Vinciguerra.

Per il Colonnello t.ST Zanetti, quello vissuto alla guida del Nucleo di polizia economico-finanziaria è stato un periodo molto intenso, caratterizzato da un’attività operativa ad ampio raggio, che ha abbracciato contesti di polizia tributaria e di polizia giudiziaria di elevato spessore in tutti i settori di servizio demandati alla Guardia di Finanza.

La guida del Reparto passa ora al Col. t.ST Alessandro Langella, romano, di 47 anni. L’Ufficiale, laureato in Giurisprudenza, Scienze politiche e Scienze della sicurezza economico finanziaria, nella sua carriera ha rivestito diversi incarichi di comando a Roma e Napoli, maturando un’esperienza pluriennale presso il Nucleo speciale di polizia valutaria e, da ultimo, quale Capo Ufficio Legislazione presso il Comando Generale del Corpo. È titolato del Corso superiore di polizia tributaria.

Nel corso della cerimonia, il Generale Vinciguerra ha espresso al nuovo Comandante i migliori auspici per l’importante incarico assunto ed ha inteso partecipare al predecessore un sentito plauso per il lavoro svolto ed i significativi risultati ottenuti durante il suo mandato.

CasArcobaleno riapre il 16 settembre con una festa animata dal Dj Set Luciano Morciano

Riapre  dopo la pausa estiva, alle 21.

La festa sarà animata dal DJ Set Luciano Morciano, molto noto nella scena torinese. Durante tutta la serata le persone potranno rispondere a quiz e tematiche lgbtqia e avranno come premi due capi di Barone Ostu che, oltre a fornire i premi per il quiz, sarà anche ospite della serata.

Barone Ostu, nome d’arte di Federico Ostuni, si considera il primo stilista vintage che ricicla vestiti per salvare l’ambiente. Possiede una bancarella di abiti riciclati, da lui modificati secondo i trend giovanili, al Ballon, e un secondo store all’interno di Green Pea a Torino. È  solito utilizzare i social quale strumento  per responsabilizzare gli utenti, spiegando e diffondendo dati sull’impatto ambientale, causato dalle grandi industrie che producono vestiti.

Lo stilista collabora anche con scuole e con il ministero della transizione ecologica.

Mara Martellotta

“Kairòs Open Air” Nasce a Torino un nuovo Festival teatrale

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Tutte le serate a ingresso gratuito

Dal 15 al 24 settembre

Benedetta “Onda Larsen”, compagnia teatrale professionale affiliata Arci e fondata a Torino nel 2008 dai tre “simpaticoni” (cosi si autodefiniscono) Riccardo De Leo, Gianluca Guastella e Lia Tomatis. A loro si deve l’apertura, l’anno scorso (in tempi non proprio facili!) fra Aurora e Barriera di Milano, di un nuovo teatro, lo “Spazio Kairòs”, in via Mottalciata, al civico 7. E quest’anno “Onda Larsen” lancia, proprio lì, il suo primo festival, che fa parte del progetto “Aion”, vincitore del bando “Periferie della Città di Torino”, e che anticiperà quella che sarà poi una fitta stagione teatrale per l’anno 2022– ’23. Da giovedì 15 a sabato 24 settembre, dunque, porte aperte già dalle 19 e chi vuole può aspettare, chiacchierare e bersi una birretta nel dehors. La gradita peculiarità? L’entrata gratuita. Ovviamente con tessera Arci. “‘Kairòs open air’ è una festa di chiusura dell’estate – spiega Lia Tomatis – e allo stesso tempo l’inaugurazione di un nuovo anno di spettacoli. Quelli che ci stiamo lasciando alle spalle sono anni duri e abbiamo scelto di chiudere e insieme ricominciare con un atteggiamento positivo e con la convinzione che sarà un anno pieno di bellezza”. E aggiunge: “Non siamo ingenui, le salite non diventano discese ma crediamo che il segreto sia affrontare il viaggio in buona compagnia. Per questo abbiamo scelto che questi primi spettacoli di settembre siano tutto gratuiti perché si ottenga il massimo dell’inclusione e del coinvolgimento, perché è una festa per tutti, uno svago, un regalo che, davvero, ci siamo meritati”. Un regalo che, nel cartellone proposto, si fa per davvero assai gradito. Cartellone vario ed eterogeneo: dalla prosa alla stand up al cabaret e alla musica. “Una festa di fin-inizio e proprio per questo – sottolineano ancora da “Onda Larsen” – abbiamo scelto tutti spettacoli che, quando anche trattano temi attuali e profondi, lo fanno con leggerezza e all’insegna delle risate e dell’allegria”.

Così giovedì 15 settembre (ore 21) sale sul palco il novarese Alessandro Barbaglia, poeta e libraio, “Premio Strega Ragazzi e Ragazze 2021”, con le sue pocket stories (“Storie  vere al 97%”), ma anche Dario Benedetto (venerdì 16 e sabato 17 settembre, ore 21) con le sue ironiche “Confessioni Psicolavabili” e “Open Mic”, serata di “Stand Up Comedy – Rock parlato”, seguite (domeniche 18 settembre, ore 21) da “Il sogno di Bottom”, uno spettacolo firmato da “Onda Larsen” che rilegge in maniera arguta e dissacrante Shakespeare e (venerdì 23 settembre, ore 21) da “Cabaresque Show” con Cherry & Carmilla in un varietà – omaggio ai  “Cafè Chantant”.

Si chiude sabato 24 settembre, con la presentazione (ore 19) della nuova stagione di attività di “Onda Larsen” e, alle 21, il concerto “Musiche da Oscar”, con Zoe Canestrelli (viola), Arianna Di Martino (violoncello), Irene Fiorito e Roberto Izzo (violino).

“Spazio Kairòs”, via Mottalciata 7, Torino; tel. 339/3881949 o www.ondalarsen.org

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti con tessera “Arci”. Posti limitati, gradita la prenotazione a: info@ondalarsen.org

g.m.

Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto. Quinto appuntamento: “Fuzzy Smile”

Dell’artista Shoplifter (Hrafnhildur Arnardóttir)

Inaugurazione > Mercoledì 14 settembre, alle ore 18.30

Torino, Barriera di Milano, Piazza Bottesini

Mercoledì 14 settembre, alle ore 18.30 in piazza Bottesini a Torino, inaugura il quinto appuntamento di Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto, progetto ideato da Alessandro Bulgini e curato, per questa edizione dedicata all’arte islandese, dall’artista Jòn Gnarr.

Ad interpretare lo spazio pubblico di 6×3 metri che campeggia in piazza Bottesini, sarà l’opera Fuzzy Smile (2022) di Shoplifter (Hrafnhildur Arnardóttir), una delle principali artiste contemporanee islandesi che ha rappresentato l’Islanda alla Biennale di Venezia del 2019, conosciuta per le sue sculture e installazioni site specific contraddistinte da un umorismo delicato.

Quinta dei sei artisti islandesi che si alternano di mese in mese in Barriera di Milano, il lavoro di Shoplifter, che utilizza da sempre per le sue creazioni capelli sintetici, si ispira alla cultura pop, sia nella scelta del materiale che nel concetto. Per l’opera Fuzzy Smile l’artista ha osservato l’abbondanza di emoji e smiley che utilizziamo per esprimere noi stessi, i nostri sentimenti e le nostre intenzioni attraverso sms, social media e gli altri strumenti di comunicazione digitale.

Questi strumenti ci hanno permesso di liberarci dalla parola scritta – commenta l’artista – e sono una scorciatoia per andare dritti al punto. Il simbolo più significativo è la faccina gialla rotonda sorridente ora disponibile in una pletora apparentemente infinita di espressioni facciali per sostenere e semplificare la nostra comunicazione.

 

L’umorismo gioca un ruolo importante nel lavoro di Shoplifter e le faccine sono un modo giocoso per trasmettere un senso di spensieratezza. L’essenza della loro morbidezza è capricciosa e infantile, il senso di assurdità e di calore ricorda le immagini dei cartoni animati e delle marionette, solleticando la memoria del bambino che è in noi con la sua spensieratezza, la sua giocosità: un’ode alla pura gioia della comunicazione creativa sia nella vita che nell’arte.

L’immagine dell’artista ci trasferisce dunque un’affettività tangibile; la morbidezza, la tattilità di un peluche, del pelo di un cane, di un gatto, di un affetto vicino e tangibile riporta la virtualità alla fisicità donandoci conforto emotivo. Inserita nel contesto del quartiere che accoglie il progetto l’opera è ancor più significativa perché Barriera di Milano è il paese che pretende ancora l’umanizzarsi del virtuale, con il suo mercato all’aperto, la sua socialità prepotente, la sua praticità così vitale, così umana.

Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto proseguirà ai primi di ottobre con un’opera del curatore di quest’anno Jón Gnarr e si concluderà alla fine di ottobre con un’opera di Alessandro Bulgini. Il progetto artistico ha portato, dal 2015, in Barriera di Milano a Torino più di 40 artisti, italiani e stranieri, interpreti dello spazio pubblico di 6×3 metri (Cimasa 50530) in piazza Bottesini.

La straordinaria “Passione” di Bruegel diventa straordinaria e contemporanea “videoinstallazione” per “Art Site Fest”

Succede a Palazzo Madama da dove muove l’ottava edizione del Festival

Fino all’11 dicembre

“Brueghel Suite”, videoinstallazione di arte contemporanea, basata sul dipinto “La salita al Calvario” eseguita nel 1564 dall’olandese Pieter Brueghel, è sicuramente l’opera “top” dell’ottava edizione di “Art Site Fest”, iniziata lunedì 12 settembre per protrarsi fino all’11 dicembre fra Torino e varie località del Piemonte e che avrà il suo “momento clou” con l’edizione 2022 di “Artissima”, dal 4 al 6 novembre prossimi all’“Oval-Lingotto Fiere”. “Brueghel Suite”, già esposta alla 54° edizione della “Biennale di Venezia”, è a firma di Lech Majewski che ebbe a realizzarla durante le riprese del suo film “The mill and the cross”. In essa il regista ed artista polacco fa rivivere le oltre 150 figure rappresentate nel dipinto del meticolosissimo artista olandese, per portare lo spettatore all’interno del quadro. Mettendosi nei panni del pittore, per tre anni Majewski ha tessuto un enorme arazzo digitale, combinando tecniche diverse: blue screen, CG e “effetti 3D”, un “fondale 2D” dipinto su tela dal regista stesso, scene filmate in paesaggi simili a quelli dei dipinti di Bruegel, un lavoro minuzioso su prospettiva, fenomeni atmosferici e persone. Un lavoro di gigantesca straordinarietà. Che potrà essere visibile fino al prossimo lunedì 7 novembre, nel ligneo “Coro di Staffarda” a “Palazzo Madama”, notevole esempio di pregiata intagliatura (vicino per epoca, 1520 -30, al dipinto di Bruegel), in parte custodita, per volere di Carlo Alberto (1846) nella “Chiesa Parrocchiale” di Pollenzo e in parte depositata in “Palazzo Reale” e, nel 1871 per l’appunto, al “Museo Civico d’Arte Antica” di Torino. Antico e contemporaneo. A raffronto. L’uno specchio dell’altro. E l’impatto è magico per l’osservatore. “Racconti per giorni difficili” é il claim che accompagna l’immagine – guida di quest’edizione di “Art Site” dedicata al tema della narrazione, nelle sue molteplici espressioni. “Alle arti visive, com’è nella nostra tradizione, si affiancano infatti – sottolinea il direttore artistico Domenico M. Papa – il teatro, la danza, la musica, in un ricco programma che privilegia la sperimentazione e l’incontro tra ambiti disciplinari differenti. Una delle cifre caratteristiche del Festival è dunque il dialogo tra le discipline, con l’intenzione di offrire al pubblico un’esperienza il più possibile immersiva. Agli artisti è stato chiesto di elaborare progetti originali che si adattino ai luoghi nei quali sono ospitati, tenendo conto della dimensione narrativa del loro lavoro”. Dieci le sedi di questa ottava edizione: Castello di Govone, Castello di Moncalieri, Palazzo Madama, Museo Storico Reale Mutua, Museo Lavazza, Archivio di Stato di Torino, GAM, Principato di Lucedio (Vercelli), Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso , Cinema Teatro Maffei di Torino. Alcuni suggerimenti per il mese di settembre ( l’intero programma è consultabile su www.artsitefest.it ). All’ “Archivio di Stato” di piazza Castello 209 a Torino, la trevigiana di Carbonera Patrizia Polese, fra le artiste contemporanee di “fiber art” più rappresentative, presenta (il mercoledì dalle 14 alle 16 con visite guidate) l’installazione site-specific dal titolo “La sorgente”“Così come gli 83 chilometri di scaffalatura dell’istituzione – ancora Domenico M. Papa – raccontano la lunga storia della città e del Piemonte, il lavoro di Patrizia Polese svuota gli oggetti, come i libri, e li riempie di sinapsi, metafora del trasferimento delle informazioni interne al cervello, per evidenziare il legame sottile e invisibile che lega la storia e i corpi. Saranno presentati, inoltre, una serie di arazzi che rappresentano i legami che accomunano gli esseri umani e che attraversano le loro differenze”. Nel percorso è presente anche un video che esprime la volontà di raccontarsi e di ritrovarsi, dopo una situazione difficile che ha toccato l’intera umanità. A seguire, altro interessante appuntamento sabato prossimo 17 settembre (ore 18) nel cinquecentesco “Salone d’Onore” del Castello di Govone (Cuneo), dove andrà in scena la performance multimediale “Ballammo fino a morirne” su testo di Emma Costa. Si racconta di un’epidemia che si diffonde a Strasburgo nell’estate del 1518: d’improvviso, tante persone cominciano a udire una musica e a ballare, fino allo sfinimento, fino a non avere più forze. Fino a morirne. La voce di Eleni Molos (attrice torinese che avvia la sua carriera nel “Teatro dei Sensibili” di Guido Ceronetti) ci fa immergere in una magica atmosfera d’altri tempi, mentre le ballerine della compagnia di “Ritmi Sotterranei”, accompagnate dalla musica e dai visual di “Project-TO” (dove la musica elettronica incontra l’arte visiva), reinterpreteranno in una performance che unisce danza contemporanea, musica e live visual, questo racconto al confine tra storia e fantasia.

Per ulteriori info: www.artsitefes.it

Gianni Milani

Nelle foto:

–       Lech Majewski: Bruegel Suite” con l’attore Rutger Hauer

–       Immagine – guida “Art Site Fest”

–       Patrizia Polese: “La sorgente”

Le star della danza nel Cortile di Palazzo Arsenale

Torino, 
Sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, Via dell’Arsenale 22

Le star della danza internazionale protagoniste a settembre

Svetlana Zakharova & Vadim Repin (8 e 10)
Béjart Ballet Lausanne (14, 15 e 17)

Nella foto: Svetlana Zakharova ne La morte del cigno (foto © Pierluigi Abbondanza)
Il Regio Opera Festival, in scena a Torino presso il Cortile di Palazzo Arsenale, riprende dall’8 al 17 settembre con due spettacoli dedicati alla grande danza; protagonisti: Svetlana Zakharova e Vadim Repin in Pas de deux for Toes and Fingers e il Béjart Ballet Lausanne nel trittico Alors on danse… ! – L’uccello di fuoco – Boléro.

Il Regio Opera Festival è realizzato dal Teatro Regio Torino con il patrocinio del Ministero della Difesa, del Ministero della Cultura e della Città di Torino.
Media Partner è Publitalia ’80.

 

Nella foto: il Béjart Ballet Lausanne in Alors on danse… ! (foto © Gregory Batardon)
Il Béjart Ballet Lausanne sarà protagonista del secondo appuntamento di settembremercoledì 14giovedì 15 sabato 17 alle ore 20. In apertura di serata, la prima nazionale di Alors on danse… ! su musiche di György Ligeti, John Zorn, Citypercussion e Bob Dylan e coreografia di Gil Roman, Direttore artistico della compagnia, che così descrive la sua ultima creazione: «In questo periodo travagliato abbiamo desiderato la leggerezza. Ho quindi composto una serie di coreografie, articolate attorno alla tecnica classica, che non hanno altro soggetto che il piacere della danza.

A seguire, due celeberrimi balletti con la coreografia di Maurice BéjartL’uccello di fuoco, sulla suite orchestrale di Igor Stravinskij e Boléro su musica di Maurice Ravel. Nella prima coreografia Maurice Béjart nutre, alimenta e rivoluziona questo grande classico del ‘900, come egli stesso affermò, «ritrovando i due elementi choc che furono alla base della creazione: Stravinskij musicista russo, Stravinskij musicista rivoluzionario. L’Uccello di fuoco, fiammante Fenice che risorge, come il Poeta/Rivoluzionario e le idee che non muoiono mai».

Su Boléro tutto sembra essere già stato detto, di come Ravel lo compose nel 1928 su commissione di Ida Rubinstein, del debutto béjartiano nel 1961 a Bruxelles, delle star che hanno fortemente voluto interpretarlo e che l’hanno reso famoso arricchendolo con il proprio tocco personale: «In un lavoro coreografico il ballerino conta molto di più della coreografia. È il corpo del ballerino a essere il vero autore dell’opera. Ho detto spesso che la coreografia si fa in due, come l’amore» (Maurice Béjart, La Stampa, 1985). Forse quel che vale la pena aggiungere è l’emozione che si legge nei commenti: se si cerca questo titolo su YouTube, in tutte le lingue del mondo è espressa l’emozione per uno spettacolo unico, appassionante, commovente, da brivido… uno spettacolo che deve essere visto.

Le partiture de L’Uccello di fuoco e di Boléro verranno eseguite dal vivo dall’Orchestra del Teatro Regio.

Per scaricare le foto degli spettacoli, clicca qui

BIGLIETTERIA E INFORMAZIONI

Prezzi dei biglietti: € 20 – 30 – 40
Per gli abbonati alla Stagione 2022 e per i gruppi di almeno 20 persone:
sconto del 10%

Prezzi delle card
6 ingressi€ 120 (per gli abbonati alla Stagione 2022: € 100)
4 ingressi€ 80
Le card possono anche essere utilizzate da più persone per lo stesso spettacolo

Under 30
Per gli under 30, prezzi mai così convenienti:
biglietti a € 15 (posto unico); card a 4 ingressi€ 40

Biglietteria
Piazza Castello 215 – Tel. 011.8815.241 e 011.8815.242
biglietteria@teatroregio.torino.it
Orario di apertura: da lunedì a sabato 13-18.30; domenica 10-14

Un’ora prima degli spettacoli è aperta la Biglietteria presso il Cortile di Palazzo Arsenale

Alla Biglietteria non sono consentiti pagamenti in contanti ed è consentito il pagamento con Satispay
Per l’acquisto dei biglietti e delle card è possibile utilizzare i voucher ottenuti a titolo di rimborso per gli spettacoli e i concerti della Stagione 2019-20 e annullati causa Covid-19.

Biglietteria online: www.teatroregio.torino.it o www.vivaticket.it

Informazioni
Ingresso Uffici del Teatro Regio, piazza Castello 215
da lunedì a venerdì: ore 9-17.30
Tel. 011.8815.557 – info@teatroregio.torino.it

“Mille piani” per la terza edizione di “Exhibi.To

Tre giorni di aperture coordinate (dalle 15 alle 23) di gallerie d’arte e spazi indipendenti di Torino

Dal 15 al 17 settembre

A Torino, torna a rivivere l’arte in autunno. Anche quest’anno, il dopo-estate ci riserva un lungo e nutrito percorso ( all’insegna in particolare del contemporaneo) che culminerà il 4 e il 6 novembre con “Artissima”, la principale Fiera d’arte contemporanea in Italia ospitata all’ “Oval – Lingotto Fiere”. Ad aprire le danze, nei prossimi giorni, sotto la Mole sarà come sempre “Exhibi.To”, giunta alla sua terza edizione e, oggi più che mai, attesa manifestazione di partenza dell’arte contemporanea torinese. Sul piatto, un programma di aperture coordinate (ingresso libero, fino alle 23, a partire dalle 15), inaugurazioni e proposte che coinvolgeranno più di trenta realtà – fra gallerie, spazi emergenti e associazioni culturali – dislocate in tutto il territorio ( dal centro alle periferie; elenco completo su www.exhibito.it ) di Torino e dintorni: un grande evento collettivo e diffuso che quest’anno si allarga coinvolgendo anche l’area della provincia di Biella. A sottolineare il principio di “coesione sociale” che sottende l’iniziativa è, da subito, il titolo dato dal team organizzativo (Marta SaccaniBarbara Ruperti Federica Maria Giallombardo) all’edizione di questo settembre 2022: “Mille piani”. Un omaggio all’omonimo saggio scritto a quattro mani nell’ ’80 dal filosofo francese Gille Deleuze e dallo psicoanalista e psichiatra Félix Guattari. Al centro, il concetto di “rizoma”“un fenomeno botanico – sottolineano gli organizzatori – che vede le piante svilupparsi in condizioni sfavorevoli, proliferando e dando vita a nuovi nodi in maniera autonoma dal nucleo centrale. Il funzionamento del rizoma è il punto di partenza per una riflessione che investe l’arte e le modalità di creazione e divulgazione culturale: solo accogliendo mille diverse prospettive è possibile produrre relazioni, stimolare il pensiero e creare senso di identità”. L’“Ouverture” di giovedì 15 settembre (dalle 15 alle 23) vedrà anche la tradizionale apertura collettiva delle 18 Gallerie di “TAG– Torino Art Galleries” (www.torinoartgalleries.it ) , Associazione fondata nel 2000 e presieduta oggi dal noto gallerista di via della Rocca a Torino, Alberto Peola“In occasione della terza edizione di ‘Exhibi.To’, le gallerie d’arte e gli spazi emergenti di Torino – ribadiscono Barbara Ruperti e Federica Maria Giallombardo – si intrecciano in un itinerario capillare che attraversa tutta la città, ramificandosi tra i quartieri; percorsi che come ‘rizomi’ attecchiscono lungo la distesa urbana e confluiscono l’uno nell’altro, tracciando migliaia di piani d’esistenza”Exhibi.to è un progetto a cui ho aderito fin da subito con entusiasmo, perché ben si sposa –sottolinea, a conferma, Marco Sassonegalleria ‘metroquadro’ fra le 18 di “TAG” coinvolte – con la visione in cui ho da sempre creduto: collaborazione, piuttosto che competizione, tanto più in periodi di crisi come l’attuale. Nelle edizioni precedenti, grazie al lavoro volontario svolto dai curatori ho potuto constatare un crescente aumento del flusso di pubblico in galleria, che ha espresso l’interesse e lodato l’iniziativa. Questo si è poi tradotto anche in vendite, capitolo essenziale per un’attività. Con questo si cerca di dar voce ad un comparto, quello delle gallerie d’arte contemporanea torinesi, che propone cultura, oltre che cercare di mandare avanti le proprie attività commerciali. Fino ad oggi si è stati autosufficienti, dividendo le spese tra le realtà partecipanti e grazie alla volontà di professionisti che hanno offerto il proprio lavoro. In questi giorni si è data ad ‘Exhibi.To’ la veste ufficiale di ‘Associazione’, che ha già ottenuto il patrocinio della Città di Torino. Spero che la visione delle amministrazioni riesca a valorizzare e comprenda anche questo comparto nei suoi capitoli di investimento di supporto alla cultura”.  Anche quest’anno, la manifestazione offre un programma di “tour gratuiti” adatti agli appassionati ma anche a chi vuole scoprire la bellezza e il valore dell’arte contemporanea. I tour saranno guidati dagli studenti dell’“Accademia Albertina” che per l’occasione vestiranno i panni di mediatori culturali. Ogni itinerario include gallerie e spazi indipendenti dal centro alla periferia; punto di ritrovo in piazza Vittorio Veneto 5 a Torino, davanti al “Cinema Classico”. “Exhibi.To” chiuderà sabato 17 settembre con uno spettacolo artistico e musicale a “Villa Rey” (Strada Val San Martino Superiore, 27), organizzato dall’“Associazione Bastione”. Maggiori informazioni sugli itinerari: www.exhibito.it . Per prenotare uno o più itinerari: exhibitotorino@gmail.com o mandare un WhatsApp a : 331/3232957.

Gianni Milani

Nelle foto:

–       Logo “Exhibi.To. Mille piani”

–       Marco Sassone, galleria “metroquadro”

–       Gianluca Capozzi: “Il giardino reciso” in mostra alla galleria “metroquardo”

Ogr, ultimi giorni per visitare Naturecultures

A Torino fino al 18 settembre 2022

Giovedì e venerdì, ore 12-20
Sabato e domenica, ore 10-20

Ingresso gratuito

OGR Torino | BINARI 1 e 2
Corso Castelfidardo 22, Torino
www.ogrtorino.it

Ultime due settimane per visitare Naturecultures. Arte e Natura dall’Arte povera a oggi. Dalle Collezioni della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT al Castello di Rivoli, la mostra a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Beccaria e Samuele Piazza, organizzata da OGR Torino e Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, con il contributo straordinario della Fondazione CRT e il supporto della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Dopo la chiusura estiva, i Binari 1 e 2 di OGR Torino riaprono al pubblico: da giovedì 1 settembre fino a domenica 18 settembre il pubblico potrà visitare la mostra, come sempre gratuitamente. (Orari: giovedì e venerdì, 12-20; sabato e domenica, 10-20).

Le venticinque opere esposte sono state realizzate a partire dagli anni Sessanta ad oggi da dodici artisti, tra cui i maestri dell’Arte Povera. Vitali, ottimisti, pacifisti e anarchici, hanno usato tecniche elementari e materiali comuni per superare la separazione tra natura e artificio. Scettici riguardo all’accelerazione dello sviluppo economico, erano consapevoli della necessità di un nuovo equilibrio naturale e, incanalando nei loro lavori l’energia invisibile che scorre nel mondo, hanno anticipato l’ecologia contemporanea. Hanno trasformato la definizione stessa di arte attraverso l’incrocio libero tra pittura, scultura, performance, film e fotografia nella nozione più aperta dell’installazione percorribile dal pubblico. Dalla fine degli anni Novanta, con la crescente consapevolezza del cambiamento climatico in corso, gli artisti sono diventati documentaristi e attivisti, impegnati nella denuncia di crimini sociali e ambientali.

Tanti i capolavori in mostra, in prevalenza della collezione della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT: dall’Igloo con albero, 1968-69, di Mario Merz all’Albero di 11 metri, 1969-89, di Giuseppe Penone, dalla Venere degli stracci, 1967, di Michelangelo Pistoletto alle opere di più recente acquisizione The Sovereign Forest, 2012, di Amar Kanwar, e Adjacent Possible, 2021, di Agnieszka Kurant.

A settembre in programma gli ultimi due appuntamenti del Public Program, il calendario di eventi dedicato all’approfondimento dei temi della mostra.
Sabato 10 settembre, alle ore 17, il pubblico potrà scoprire il lavoro di Piero Gilardi al PAV – Parco Arte Vivente di Torino, e a seguire analizzare le opere dell’artista esposte a Naturecultures con una visita insieme a Marcella Beccaria, Capo Curatore del Castello di Rivoli e co-curatore della mostra.

Giovedì 15 settembre, alle ore 18.30, nel Duomo di OGR si terrà Nuclei di saperi futuri: cambiamento climatico, energia nucleare pulita, nuovi immaginari tra arte e scienza, una conversazione tra Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli e co-curatore della mostra, e Stefano Buono, fisico, fondatore di Newcleo e Presidente di LIFTT startup factory con sede in OGR Tech.

Curati dal Castello di Rivoli in collaborazione con OGR Torino e la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, gli appuntamenti del Public Program sono gratuiti previa registrazione su sito www.ogrtorino.it