Da nord a sud la galleria del Beaumont è un grande spettacolo. Si vede poco ma è tutto studiato, le luci soffuse la rendono ancora più affascinante.







L’ho rivista qualche mese fa. Era ospite in Rai della “szia” (per antonomasia) d’Italia, la paciosa simpatica Mara Venier. Due bombe di simpatia! Di chi parlo? Di una donnina, autentica tsunami ( e qui i cambiamenti meteorologici non c’entrano una mazza di niente) di vis comica e bravura scenica. Con lei il tempo se l’è sempre presa proprio comoda. Bé, qualche cambiamento negli anni anche per lei c’è stato, ma quell’aria di eterna ragazzina rompipalle, assolutamente chissenefrega dei tradizionali canoni del politically correct, l’ha mantenuta perfettamente intatta. E guai a mollarla. E guai a chi gliela tocca. E’ la chiave del suo successo. E’ lei! E’ proprio così! Forse dalla nascita. Chi lo sa? Eppure, una bella manciata d’anni fa – primi anni ’80 – lei, di cui sopra, era – pensate un po’- una promettente musicista prestata al palcoscenico della scuola. Sempre palcoscenico per la Luciana. Per la Lucianina, come la chiama il buon Fazio, che a lei dovrebbe fare, un giorno sì e l’altro pure, un bel monumento. E magari anche lei a lui. Ma, insomma, dai. Eddai! Non l’avete ancora capito? L’eterna bambina rompipalle di cui vi parlo è proprio lei. La Lucianina. La Lucianina Littizzetto o minchiassabry, come un po’ d’anni fa amava ripetere. Dunque, la Lucianina prof.? Proprio così. Prof. in carne (poca) e ossa (molte). Quell’ospitata domenicale dalla szia Mara me l’ha proprio riportata, e con infinito piacere, alla mente. Piccola, giovanissima – dimostrava ancora meno dei suoi, credo, 19 anni – visetto sbarazzino, occhi vivacissimi e battuta che già allora non aspettava mezzo secondo per metterti all’angolo, la Lucianina, insegnante di “Educazione Musicale” (diploma al “Conservatorio” e primo anno di iscrizione alla “Facoltà di Lettere”) era un peperino mica da ridere che tutti in via delle Magnolie, alla media “Carlo Levi”, accogliemmo immediatamente con enorme simpatia e anche con un po’ di tenerezza. Nell’“infernal bolgia” delle Vallette. Del resto lei non arrivava da molto lontano. I suoi avevano una latteria – ne esistono ancora oggi? – dalle parti di via San Donato, quartiere in cui vivevano con quell’angelica pargola, per la quale neanche loro immagino si sarebbero mai aspettati un frizzante futuro nel mondo tentacolare della tv e del cinema. Diciamo anche che lo stesso quartiere di San Donato non rientrava, già allora, nei classici paradigmi della Torino “da bere”. Non era insomma la Crocetta. Qualche problemino ce l’avevano anche lì. E a Vallette la Luciana arrivò, forse anche per questo, ben corazzata. Da donnina intelligente, capì subito che per integrarsi in un ambiente come quello – scuola più quartiere – doveva prima ancora di insegnare Musica o a suonare il flauto (com’era di moda a quei tempi) imparare a convivere con i “suoi” ragazzi e con le “sue” ragazze, di cui diventò una sorta di sorella maggiore, cui raccontare i primi filarini, le speranze i sogni le delusioni, ma anche fatti e misfatti del quartiere, miserie, squallori e drammi famigliari. Appena sussurrati o impietosamente urlati fra quelle basse casette e improbabili giardinetti fake english, dove viveva (e vive) un’umanità che tanto aveva da ricevere. Ma anche da dare. E da cui la prof. Littizzetto, per altro, attinse molto in fatto di “storie” e di “gag” comiche utili e ampiamente utilizzate nelle sue prime scorribande televisive. La minchiassabri, su tutte. Nostra alunna, quella Sabbrina, col padretroppopadre con quell’unghia del mignolo lunga un metro e venti che gli serviva da taglierino nel suo lavoro da tappezziere. Personaggio reale, comicamente esaltato in scena dalla Luciana. Che, devo dire, ha poi mantenuto nel tempo un certo piglio “vallettaro”, caratteristica della sua comicità. Trasferitomi, qualche anno dopo, in altra scuola, la persi di vista. Fino al suo exploit sulle scene . Da anonima prof. di “Musica” a famosa star (sono sicuro che il termine la farebbe sobbalzare a molla in altisonanti improperi da betola) dello spettacolo. Di persona ebbi modo di incontrarla ancora nel ’99, in occasione delle celebrazioni del “Centenario Fiat”, organizzate dall’“Ascom”, di cui ero responsabile dell’“Ufficio Stampa”. In quella mitica serata, si esibì sul palco di piazza San Carlo, con una forza tale che, credo, sia riuscita a smuovere e a far sbellicare dalle risa (mancano testimonianze dirette ma non ci sarebbe da stupirsene) perfino il granitico duca Emanuele Filiberto appollaiato arcigno sul suo scalpitante “caval ‘d brons”. Di successo in successo. L’ho rivista ancora, un pomeriggio afoso del luglio di qualche anno fa . Per caso. In via Gioberti girava una scena del fortunato serial tv “Fuori classe 2”. Io passavo di lì per andare in ufficio, lei era in pausa. Ci siamo incrociati. Un flash diventato subito memoria. Il tempo, come un bolide, aveva messo la retromarcia. Forse eravamo nella sala docenti di via delle Magnolie. Chissà? Milani, caz..!, Luciana!. Un forte abbraccio. Era ancora e sempre lei! La star non aveva cancellato la nostra Lucianina “formato via delle Magnolie”. E via Gioberti, con le sue belle case d’epoca e le tracce di un’umanità dal volto e dalla vita per bene (pur se a un passo dal tragico quadro di “miseria e nobiltà” di Porta Nuova), si era trasformata all’improvviso in una delle tante vie sbilenche e un po’ scentrate, ma dai poetici nomi floreali, delle nostre “antiche” indimenticate Vallette.
Gianni Milani
Scrivendo nel 1821 ad uno fra i suoi migliori amici, l’Arcidiacono John Fisher, John Constable ricordava i paesaggi del Suffolk, i sentieri e gli alberi e i cieli, che lo avevano visto bambino e dai quali egli aveva preso le prime mosse della sua arte: “La pittura è solo un altro modo di esprimere un sentimento.

Collego la mia infanzia spensierata a tutto ciò che circonda le rive del fiume Stour. Esse hanno fatto di me un pittore e ne sono grato.” Una regione agricola che in precedenza non aveva incontrato molto i favori dei pittori, forse il solo Gainsborough l’aveva apprezzata, mentre Constable, decisamente stanziale e per tutta la vita non certo appassionato ai viaggi e agli spostamenti, a differenza del suo “avversario” Turner, che lo allontanassero troppo dalle proprie terre, amava i boschi e i piccoli corsi d’acqua, la propria casa di East Bergholt e il panorama che ammirava dalla casa del padre, gli stagni e quei sentieri, uno tra tutti il “Fen Lane”, che lui ragazzino percorreva ogni giorno per andare a scuola a Dedham: immortalato, in una delle molte prove, in quello che è uno dei dipinti più famosi della National Gallery londinese, “The cornfield (Il campo di grano)”. Una natura che protegge e tranquillizza, dolce, calma e sentimentale, ben diversa da quella fosca e tragica e a tratti minacciosa vista da Turner attraverso un mare tempestoso o una tormenta di neve.
Quell’”altro modo di esprimere un sentimento” è rappresentato nelle oltre cinquanta opere che si ammireranno sino al 5 febbraio alla Venaria in una mostra che ha per titolo “John Constable. Paesaggi dell’anima”, curata da Anne Lyles, una mostra che amplia in ambito europeo il discorso artistico del paesaggio iniziato alla reggia con “Una infinita bellezza” e proponendo e ordinando in un suggestivo percorso un patrimonio proveniente dalle Tate UK, dagli schizzi ai dipinti di piccole dimensioni realizzati en plein air, precedendo a volte i tratti impressionisti, sino ai vasti e importanti paesaggi romantici. Sei sezioni tematiche a descrivere l’intero percorso, “Suffolk” appunto, e ancora “Dipingere la natura”, “Le prime influenze e i pittori contemporanei”, “Via dalla città: la campagna di Hampstead e la malattia della moglie”, “Il mare di Brighton e la cattedrale di Salisbury” e “Gli ultimi anni di vita”.
Era nato nel 1776 John Constable. Il padre possedeva un mulino e sperava che, dopo la sua morte, il figlio avrebbe continuato la redditizia attività di mugnaio ma John desiderava diventare un artista e poco più che ventenne gli fu concesso di frequentare la Royal Academy of Fine Arts di Londra. Il suo cammino d’artista fu lento, l’epoca – tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento – dettava la rappresentazione del paesaggio “ideale”, sulle orme dei grandi maestri francesi, come Lorrain e Poussin, mentre Constable sceglieva accanitamente quanto lo circondava, in modo diretto e veritiero, rivoluzionaria idea per l’epoca. Scelte che certo anche economicamente non riuscivano a sopperire per intero ai bisogni di una famiglia che, dopo il matrimonio con Mary Bicknell nel 1816, s’era accresciuta di sette bambini. L’artista aveva già esposto nel 1802, per la prima volta, alla Royal Academy i suoi paesaggi, ma soltanto nel 1819 divenne membro “associato” e Accademico a pieno titolo solo dieci anni più tardi. Il soggiorno londinese obbligò Constable a dipingere in studio i suoi paesaggi, affidandosi alla memoria; ma, quando la moglie si ammalò di tubercolosi, nel 1819, si trasferì con la famiglia dapprima a Hampstead, ancora un piccolo villaggio collegato con la capitale con un servizio di carrozze, nella campagna a nord di Londra (un luogo di tranquillità, la raffigurazione della brughiera, con i suoi specchi d’acqua e gli operai intenti a estrarre la ghiaia, la bellezza dei cieli, da studiare e proporre a olio – da ammirare “Hampstead Heath, with the House called The Salt Box (La brughiera di Hampstead con la casa denominata Saltbox)”, 1819-1820, unione perfetta di terra e di cielo, come lo “Studio di nuvole”, del 1822, suggestivo nella accuratezza e nella alta espressività, documentato quasi come memoria scientifica), per trovare un’aria più adatta alla malattia di Mary e negli anni che seguirono davanti al mare di Brighton, con le sue spiagge isolate all’occorrenza o tempestata di bagnanti, colti in abbigliamenti alla moda, e di pescatori, con la speranza di una rapida guarigione. Mary invece morì di lì a poco, a soli quarant’anni, nel 1828: e per il pittore fu un dolore grandissimo. S’immerse nel lavoro, espresso principalmente nella pittura a olio, ritrasse la “Salysbury Cathedral from the Meadows (La cattedrale di Salisbury vista dai campi)”, nel 1831, incoraggiato dagli amici, e portò tra l’altro a termine “The Opening of Waterloo Bridge (L’apertura del ponte di Waterloo)”, un omaggio alle tele dipinte dal Canaletto nel secolo precedente. Morì improvvisamente a Bloomsbury nel marzo del ’37 e fu sepolto accanto alla moglie nel cimitero della chiesa di Saint John a Hampstead. Chi scrisse il suo necrologio commentò: “che immensa perdita per l’Academy e per il pubblico; tutte le sue opere, adesso che se ne è andato, riceveranno una grandissima stima.”
Un percorso, dicevamo, attraverso le sale del primo piano della reggia, espresso con chiarezza ed efficacia, dove il visitatore è accompagnato negli anni e nella conoscenza, fatta di stupore e di entusiasmo, dell’artista. Uno sguardo alle opere di piccole proporzioni, leggeri quanto intimi capolavori, alle prove con l’acquerello, alla cattura della “sensibilità” del paesaggio e agli studi sulla luce, agli effetti cromatici che arricchiscono, alle grandi opere, i vasti panorami in cui il paesaggio padroneggia in tutta la sua sontuosità, maestoso, vitale nelle figurine che lo abitano, colto nei tanti particolari, nell’affetto, nella sincerità dei sentimenti, nel rispetto di una “divinità” che offre protezione e nella quale è doveroso rimettere una grande fiducia.
Elio Rabbione
Nelle immagini: “Chain Pier, Brighton” 1826-1827, olio su tela; “Le spigolatrici, Brighton”, 1824, olio su carta intelata; “La cattedrale di Salisbury vista dai prati”, 1831, olio su tela; “L’apertura del Ponte di Waterloo (Whitehall Stairs, 18 giugno 1817)”, 1832 ca, olio su tela; “La fattoria nella valle”, 1835, olio su tela.
AICS Torino Aps presenta:
GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA
Lunedì. Al teatro Colosseo Umberto Tozzi presenta “Gloria Forever”, il tour che porta in giro per l’Italia.
Martedì. Allo Ziggy si esibisce Gianluca De Robertis. Ad Asti recital di Claudio Baglioni al teatro Alfieri mentre sempre ad Asti, il maestro del fingerpicking Luca Stricagnoli suona al Diavolo Rosso.
Mercoledì. Al Circolo della Musica di Rivoli suonano i Gazebo Penguins. Alle OGR raduno annuale degli “Amici di Piero” per 2 giorni con Casino Royale, Subsonica, Fratelli di Soledad, Statuto e Bianco. Il Sunshine Gospel Choir si esibisce per 2 sere consecutive al Concordia di Venaria. Allo Ziggy sono di scena i Rome. Al Teatro Colosseo canta Noemi.
Giovedì. Al Dash suona il quartetto di Max Gallo e Andrea Scagliarini. Al Blah Blah si esibiscono i The Monsters. Alle OGR secondo data per “Gli amici di Piero”con, Punkrears, Willie Peyote, Bandakadabra, Marlene Kuntz, Loschi Dezi, Ensi e Bluebeaters.
Venerdì. Al Jazz Club si esibiscono i 3Chic. Al Bunker rap con i Zyrtck e Spender. Al Magazzino sul Po sono di scena gli Underbar. Al Blah Blah sono di scena 3+Dead.
Sabato. Al Peocio di Trofarello suonano i Reb Beach. Al Teatro Colosseo recital di Massimo Ranieri. Allo Ziggy si esibisce il duo Spacca il Silenzio. Al cinema Massimo sonorizzazione di Stefano Pilia, Adrian Utley e Paolo Spaccamonti del film “ L’uomo con la macchina da presa” di Dziga Vertov. Al Folk Club concerto del chitarrista Pierre Bensusan.
Domenica. Al Garybaldi di Settimo suona l’arpista Cecilia con Jefferson Hamer e Alex Gariazzo. All’Hiroshima Mon Amour reggae con Alboriose.
Pier Luigi Fuggetta
Il Coca-Cola truck tour 100% elettrico in piazza Solferino, unFood Truck e una Area Fun solidali per sostenere Banco Alimentare
Torino, 4 dicembre – Ha preso avvio a Torino il tour delCoca-Cola Christmas Village “The Magic of Giving”, che portala gioia del Natale lungo la Penisola, con un messaggio che punta a evidenziare la magia che nasce dalla condivisione e dal dono. Nella giornata di oggi Piazza Solferino ospita il Coca-Cola Truck 100% elettrico, grazie alla collaborazione con Volvo Trucks, e fino alle ore 22.30 si trasforma in un accogliente villaggio di Natale, in cui tutti possono respirare la magica atmosfera natalizia, oltre a donare a favore delle attività di Banco Alimentare. Nel Villaggio è allestita un’Area Fun che proponegiochi dedicati ai visitatori, mentre un Food Truck offre la possibilità di gustare dell’ottima pizza accompagnata da una Coca-Cola. In queste aree sono presenti i volontari di Banco Alimentare del Piemonte per raccogliere fondi per la propria mission.
Per il sesto anno consecutivo Coca-Cola è infatti al fianco di Banco Alimentare per aiutare chi è in difficoltà, attraverso un’iniziativa che permetterà di sostenere la distribuzione di prodotti alimentari per 2 milioni di pasti[1]. Una partnership che nel corso degli ultimi 6 anni si è tradotta nella distribuzione di alimenti pari a 12 milioni di pasti [1].
Inoltre, il Christmas Village conferma l’impegno di Coca-Cola nel percorso di evoluzione sostenibile delle proprie confezioni, in Italia già tutte 100% riciclabili, e nella sensibilizzazione dei consumatori sul tema del riciclo, con l’installazione di una Recycling Machine per smaltire correttamente le bottiglie consumate durante l’evento. Nel villaggio sonodisponibili bottiglie Coca-Cola Zero Zuccheri in 100% plastica riciclata e Coca-Cola invita tutti i partecipanti ad approfondire il processo di riciclo e l’importanza di dare una seconda vita alle bottiglie in PET, facendo sì che una bottiglia torni a essere bottiglia. Sarà Coripet, il consorzio volontario senza scopo di lucro riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che si occuperà della raccolta ed avviamento al riciclo delle bottiglie.
RDS 100% Grandi Successi è la radio ufficiale del Coca-Cola Christmas Village. La principale radio di flusso italiana promuove il tour sui propri canali ed è inoltre presente all’interno del villaggio durante tutte le tappe, con attività speciali di intrattenimento e racconto dell’evento, attraverso la voce dei suoi principali conduttori e la musica 100% Grandi Successi.
1 pasto equivalente corrisponde a 500g di alimenti in base ai LARN – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana
Banco Alimentare
Banco Alimentare dal 1989 recupera in Italia alimenti ancora integri e non scaduti che sarebbero però destinati alla distruzione, perché non più commercializzabili. Salvati dallo spreco, riacquistano valore e diventano risorsa per aiutare chi si trova in difficoltà. Banco Alimentare opera ogni giorno in tutt’Italia attraverso 21 Organizzazioni Banco Alimentare dislocate sul territorio nazionale, secondo le linee guida della Fondazione Banco Alimentare Onlus. Grazie all’attività quotidiana della Rete, nel 2021 sono state distribuite oltre 120.000 tonnellate di alimenti a circa 7.600 strutture caritative convenzionate con le Organizzazioni Banco Alimentare territoriali consentendo loro di fornire aiuto alimentare a circa 1.700.000 persone bisognose in Italia. L’ultimo sabato di novembre Banco Alimentare organizza la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare® giunta nel 2022 alla sua 26° edizione. L’attività è possibile anche grazie al lavoro quotidiano di più di 1.800 volontari.
Organizzato da ATTS, con la collaborazione di GTT e il patrocinio di Città di Torino, l’evento chiude le celebrazioni del 150° anniversario dall’introduzione del tram a Torino, e ha come scopo principale la valorizzazione del mezzo tranviario come patrimonio storico e culturale a disposizione di tutti i cittadini.
A tal scopo, nella giornata di sabato 3 dicembre presso l’Hotel NH Collection, si è tenuto il convegno internazionale “Il tram, patrimonio culturale delle città” con lo scopo di mettere a confronto le diverse esperienze e testimonianze nel campo del trasporto tranviario storico, con esperti del settore provenienti da 14 paesi (e 4 continenti).
Il 1° gennaio 1872 la Città inaugurò – prima in Italia – un servizio pubblico di carrozze su rotaia trainate da cavalli, anticipando così Napoli, Trieste, Roma e Milano. Il viaggio di prova, effettuato tra piazza Castello e piazza Carducci, era avvenuto tre giorni prima, il 29 dicembre del 1871.
Le splendide motrici d’epoca, che domenica animeranno con una grande parata di vetture piazza Castello e alcune vie circostanti, per poi successivamente offrire la possibilità di fare un giro gratuitamente, sono il frutto del magnifico lavoro di restauro effettuato nel tempo dai volontari dell’associazione ATTS, in stretta collaborazione con GTT: passato, presente e futuro del trasporto su rotaia saranno quindi i protagonisti, con esemplari targati 1911, passando poi agli anni ’30, ’60 e ’70, per giungere ai modelli più recenti degli anni ’90 e 2000.
“Rafforzare il trasporto pubblico locale e modi sostenibili di spostarsi è uno degli obiettivi della transizione ecologica della Città per ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità della vita delle persone – commenta l’Assessora alla Mobilità della Città di Torino Chiara Foglietta -. Il tram è un mezzo sostenibile ed efficiente su cui bisogna investire. Manifestazioni come il Trolley Festival sono utili per rilanciare l’importanza di questo mezzo di trasporto e per ricordare e valorizzare la sua storia”
“Con il Trolley Festival celebriamo insieme alla Città di Torino e ad ATTS i 150 anni del tram a Torino, il suo valore storico e culturale per le diverse generazioni. In GTT lo facciamo con la piena consapevolezza che questo mezzo di trasporto rappresenta il futuro della nostra azienda e della mobilità sostenibile – commenta Serena Lancione, Amministratore delegato di GTT -. Al centro del nostro lavoro nei prossimi mesi la graduale immissione in servizio dei 70 nuovi tram Hitachi Rail e sfidanti progetti di sviluppo della rete tranviaria.”
“E’ con immenso piacere che proponiamo ai cittadini torinesi e ai turisti la 16° edizione del Trolley Festival che sarà accompagnata da un convegno internazionale sul valore culturale del tram” – dichiara Roberto Cambursano, Presidente ATTS -. Quest’anno, per festeggiare i 150 anni del primo tram a Torino, la manifestazione sarà particolarmente ricca con una grandiosa parata di veicoli storici insieme ai tram moderni”.
IL PROGRAMMA DI DOMENICA 4 DICEMBRE
Dalle 10.30 alle 12.00 è programmata una “Sarabanda Tranviaria” con l’impiego di 12 tram storici in circolazione continua con ingresso e uscita da piazza Castello su tre diverse direzioni: Giardini Reali, Via Po e Via Pietro Micca.
Dalle 12.00 alle 13.00 è prevista una Grande Parata con la partecipazione di tutti i veicoli disponibili della flotta storica, integrati da esemplari di tram moderni, speciali e di servizio, per un totale di 20 veicoli. La parata sarà aperta dal nuovo tram GTT Serie 8000 di imminente entrata in servizio a Torino. Il percorso si snoderà da piazza Castello (a partire dall’incrocio con via Roma) per via Po fino a piazza Vittorio Veneto.
Al pomeriggio, dalle 14.30 alle 18.30, alcuni tram storici saranno a disposizione gratuita del pubblico su percorsi speciali, con salita e discesa esclusivamente in piazza Castello. Mentre il binario ovest di fronte al Teatro Regio sarà confermato nel pomeriggio come capolinea della linea tranviaria storica 7, quello sul lato est verrà riservato alla salita e alla discesa dai tram gestiti dall’ATTS.
Oltre ai tram, è previsto l’impiego dell’autobus storico a due piani CV61 del 1961 che sarà a disposizione per giri gratuiti nel centro città, con capolinea in piazza Castello sulla carreggiata stradale in corrispondenza del gazebo ATTS.
Sono in programma giri speciali gratuiti su quattro tram storici che ripercorrono la storia del trasporto pubblico di tutta Italia. In piazza Castello saranno esposti tre tram e il bus a due piani di Italia ’61. Il tram teatro ospiterà un’esposizione di modellini Lego®️, mentre a bordo degli altri due tram ci saranno mostre di modellismo e rievocazioni storiche.
La linea storica 7 in occasione del Trolley Festival sarà in servizio esclusivamente nel pomeriggio (prima corsa alle 14.30, partenze ogni ora fino alle 19.30): con i normali biglietti e abbonamenti si potranno godere i suoi tram storici.
Per informazioni, assistenza, vendita libri e gadgets, in Piazza Castello lato est (a fianco del monumento al Duca d’Aosta) sarà presente il Gazebo di ATTS dalle ore 8.00 alle ore 19,00.
Maggiori informazioni su: https://www.atts.to.it/
In collaborazione con gli utenti del Laboratorio Zanzara |
| Un nuovo strumento, semplice e inclusivo, per illustrare il percorso che si snoda tra Palazzo Reale, Armeria e Cappella della Sindone, offrendo una chiave di lettura originale, per una diversa esperienza di visita nella residenza sabauda: è la Guida alternativa presentata dai Musei Reali e realizzata in collaborazione con il Laboratorio Zanzara e con il sostegno del Lions Club Torino Risorgimento.
Il Laboratorio Zanzara, impresa sociale torinese nata come progetto d’integrazione per persone con disagio mentale, offre un servizio educativo che opera anche come negozio di artigianato e agenzia di grafica e comunicazione.
La Guida nasce nell’ambito del progetto ZanzArTe, frutto dell’incontro tra i Musei Reali e il Laboratorio con l’obiettivo di coniugare il punto di vista della disabilità cognitiva con la realtà museale e migliorare l’offerta educativa partendo dall’accoglienza del pubblico per arrivare alla produzione di specifico merchandising.
Nella prima fase del progetto, gli utenti del Laboratorio Zanzara sono stati ospiti dei Musei Reali e, guidati dagli educatori e dal personale che cura l’accoglienza, hanno potuto fruire liberamente degli spazi di Palazzo Reale, muovendosi tra le antiche stanze e i preziosi oggetti che ne fanno parte, per produrre i primi bozzetti grafici, poi rielaborati in studio. Il risultato è un piccolo volume che offre una prospettiva diversa, non istituzionale, del percorso museale. Le illustrazioni riproducono ambienti, arredi e dettagli della residenza attraverso i disegni dei ragazzi e delle ragazze che frequentano il Laboratorio Zanzara. Il loro sguardo, unito all’immaginazione, rivela l’interesse per l’arte e l’emozione di fronte alla bellezza. Accanto alla parte grafica, i testi, scritti dai Servizi Educativi dei Musei Reali e stampati in font ad alta leggibilità, restituiscono le descrizioni degli ambienti attraverso un racconto scorrevole e coinvolgente. Sarà possibile acquistare La guida alternativa a Palazzo Reale nel book shop dei Musei Reali.
Con la pubblicazione della guida di Palazzo Reale si chiude la prima fase del progetto ZanzArTe. Nei mesi a venire gli utenti saranno impegnati nella produzione di analoghe guide sugli altri settori dei Musei Reali. Al termine del progetto, un evento ripercorrerà tutte le tappe del “viaggio”, presentando al pubblico le attività di inclusione svolte nelle diverse fasi e l’insieme completo delle singole pubblicazioni.
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“The Magic of Giving”: il Coca-Cola Truck 100% elettrico, un Food Truck e una Area Fun solidali per sostenere Banco Alimentare
Domenica 4 dicembre la magia del Natale arriva a Torino con la prima tappa del tour del Coca-Cola Christmas Village “The Magic of Giving”. Anche quest’anno il Natale di Coca-Cola è all’insegna della sostenibilità sociale e ambientale, attraverso un messaggio che punta a evidenziare la magia che nasce dalla condivisione e dal dono. Per il secondo anno in versione 100% elettrica grazie alla collaborazione con Volvo Trucks, il Coca-Cola Truck fa tappa in Piazza Solferino che, dalle ore 11.30 alle 22.30, si trasforma in un accogliente villaggio di Natale. Un invito, rivolto a tutti, a riscoprire la gioia della condivisione con un semplice gesto di generosità.
All’interno del Villaggio Coca-Cola tutti potranno infatti respirare la magica atmosfera natalizia, oltre a donare a favore delle attività di Banco Alimentare. Nel Villaggio sarà allestita un’Area Fun che proporrà giochi dedicati ai visitatori, mentre un Food Truck darà la possibilità di gustare dell’ottima pizza accompagnata da una Coca-Cola. In queste aree saranno presenti i volontari di Banco Alimentare del Piemonte per raccogliere fondi per la propria mission.
Per il sesto anno consecutivo Coca-Cola è infatti al fianco di Banco Alimentare per aiutare chi è in difficoltà, attraverso un’iniziativa che permetterà di sostenere la distribuzione di prodotti alimentari per 2 milioni di pasti[1]. Una partnership che nel corso degli ultimi 6 anni si è tradotta nella distribuzione di alimenti pari a 12 milioni di pasti [1].
“Siamo orgogliosi di sostenere Banco Alimentare e i suoi volontari anche a Torino, una città che è nel cuore di Coca-Cola da sempre e ancora di più da quando abbiamo preso parte alle emozioni dei Giochi Olimpici Invernali del 2006. Quest’anno, più che mai, ci sembra importante celebrare lo spirito e la tradizione del Natale e nel villaggio Coca-Cola si potrà vivere un autentico momento di condivisione, reso ancora più speciale dalla possibilità di dedicare un’attenzione particolare, grazie a Banco Alimentare, a chi affronta un momento non facile nella propria vita” – ha dichiarato Cristina Camilli, Direttore Comunicazione, Relazioni Istituzionali e Sostenibilità Coca-Cola Italia.
“Non potevamo non toccare, durante questo tour natalizio, il capoluogo del Piemonte, in un anno in cui questa Regione ha rappresentato per Coca-Cola una comunità accogliente non solo per una storica realtà di eccellenza come Lurisia, con la sua sede di Roccaforte Mondovì (Cuneo), ma anche per il nuovo polo di innovazione e sostenibilità dedicato al riciclo del PET, inaugurato di recente a Gaglianico (Biella)” – ha dichiarato Giangiacomo Pierini, Direttore Corporate Affairs & Sostenibilità Coca-Cola HBC Italia.
Il Christmas Village sarà un’ulteriore occasione per confermare l’impegno di Coca-Cola nel percorso di evoluzione sostenibile delle proprie confezioni, in Italia già tutte 100% riciclabili, e nella sensibilizzazione dei consumatori sul tema del riciclo, con l’installazione di una Recycling Machine per smaltire correttamente le bottiglie consumate nei giorni dell’evento. Nel villaggio saranno disponibili bottiglie Coca-Cola Zero Zuccheri in 100% plastica riciclata e Coca-Cola inviterà tutti i partecipanti ad approfondire il processo di riciclo e l’importanza di dare una seconda vita alle bottiglie in PET, facendo sì che una bottiglia torni a essere bottiglia. Sarà Coripet, il consorzio volontario senza scopo di lucro riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che si occuperà della raccolta ed avviamento al riciclo delle bottiglie.
Dopo Torino, il Coca-Cola truck tour 100% elettrico continuerà il suo viaggio per portare la gioia del Natale lungo la Penisola, toccando le principali città italiane, che ospiteranno il Coca-Cola Christmas Village “The Magic of Giving”.
RDS 100% Grandi Successi sarà la radio ufficiale del Coca-Cola Christmas Village. La principale radio di flusso italiana promuoverà il tour sui propri canali e sarà inoltre presente all’interno del villaggio durante tutte le tappe, con attività speciali di intrattenimento e racconto dell’evento, attraverso la voce dei suoi principali conduttori e la musica 100% Grandi Successi.
Le iniziative di Coca-Cola per Natale
Per permettere a tutti di donare ulteriori pasti e fare qualcosa per gli altri, anche quest’anno sarà possibile acquistare le Coca-Cola Christmas Box in edizione limitata, sia nella versione standard sia premium, su Amazon.it, contribuendo così a donare 500.000 pasti alle persone in difficoltà. Inoltre, presso Autogrill, per ogni menù Pausa Perfetta con Coca-Cola acquistato verrà donato, grazie a Banco Alimentare, un pasto equivalente [1].
Immancabile lo spot natalizio di Coca-Cola, on air a partire dal 14 novembre che, sotto il cappello della campagna globale “Niente può fermare la magia del Natale”, intende evidenziare ancora una volta che sono le persone più vicine a noi la chiave per condividere davvero la magia e il calore delle festività natalizie.
Il Natale vive anche sulle confezioni di Coca-Cola Original Taste nei formati PET 660ml, 1L, 1.35L, 1.5L, 1.75L, 2L; Coca-Cola Zero Zuccheri nei formati PET da 660ml, 1L, 1.35L, 1.5L, 1.75L e Coca-Cola Zero Zuccheri Zero Caffeina nei formati PET 1.35L e 1.5L. Le etichette di tutti questi formati presentano infatti una grafica con l’iconico Babbo Natale, un richiamo alla collaborazione con Banco Alimentare e un QR code che consente di accedere a contenuti digitali esclusivi per vivere anche online la magia del Natale.
Banco Alimentare
Banco Alimentare dal 1989 recupera in Italia alimenti ancora integri e non scaduti che sarebbero però destinati alla distruzione, perché non più commercializzabili. Salvati dallo spreco, riacquistano valore e diventano risorsa per aiutare chi si trova in difficoltà. Banco Alimentare opera ogni giorno in tutt’Italia attraverso 21 Organizzazioni Banco Alimentare dislocate sul territorio nazionale, secondo le linee guida della Fondazione Banco Alimentare Onlus. Grazie all’attività quotidiana della Rete, nel 2021 sono state distribuite oltre 120.000 tonnellate di alimenti a circa 7.600 strutture caritative convenzionate con le Organizzazioni Banco Alimentare territoriali consentendo loro di fornire aiuto alimentare a circa 1.700.000 persone bisognose in Italia. L’ultimo sabato di novembre Banco Alimentare organizza la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare® giunta nel 2022 alla sua 26° edizione. L’attività è possibile anche grazie al lavoro quotidiano di più di 1.800 volontari.
Coca-Cola
The Coca-Cola Company (NYSE: KO) è una total beverage company che offre ai suoi consumatori oltre 200 brand in più di 200 Paesi. Oltre a Coca-Cola, il nostro portfolio prodotti include brand come AdeZ, FUZETEA, Kinley, Fanta, Sprite, Powerade e Acque Lilia. Per rispondere al meglio alle esigenze dei consumatori, lavoriamo costantemente per innovare il nostro portfolio, dalla riduzione dello zucchero al lancio di nuove bevande. Per ridurre il nostro impatto ambientale reintegriamol’acqua che utilizziamo per produrre le nostre bevande e promuoviamo il riciclo dei nostri packaging. Insieme ai nostri partner imbottigliatori, abbiamo più di 700 mila dipendenti e contribuiamo alla creazione di opportunità economiche in tutti i Paesi in cui siamo presenti. Dal 1927 in Italia, oggi contiamo 6 stabilimenti e oltre 2.000 dipendenti. Il nostro portfolio comprende 40 prodotti, dalle bevande gassate ai tè, dalle acque alle bevande vegetali e il 71% dei prodotti dell’azienda è a ridotto, basso o nullo contenuto calorico.
Per maggiori informazioni su Coca-Cola in Italia, visitate www.coca-colaitalia.it.