ALTA PRESSIONE
Musiche in Mostra al futuro
Arie di danza
En plein air, nel cortile del seicentesco Palazzo di San Giorgio a Torino, la danza e il tango di Ennio Morricone dedicato al Duo Alterno
Con il coinvolgimento creat(t)ivo del pubblico, la musica del Novecento e contemporanea proposta dal Duo Alterno per l’ultimo appuntamento della rassegna “Alta Pressione. Musiche in Mostra al futuro” trasforma lo spazio scenico in uno spazio di vita naturalmente vissuta. Nel cortile di Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio gli interpreti cantano, suonano e danzano coinvolgendo il pubblico che diventa co-attore chiamato a “com-porre” il màndala sociale proposto dal Centro Territoriale Bisacco e a intervenire nell’atelier interattivo che gli interpreti conducono contestualmente alle esecuzioni.
En plein air vanno in scena le musiche ecoaccoglienti, la danza e il tango, tra cui un lavoro di Ennio Morricone dedicato al Duo Alterno, gli elementi naturalistici, in particolare nelle “Siete Canciones” di De Falla e nella prima assoluta di “Eco logico” nell’interpretazione del Duo Alterno, considerato uno dei punti di riferimento nel repertorio vocale-pianistico del Novecento e contemporaneo.
Il concerto è organizzato in collaborazione con Reale Foundation, Centro Territoriale Giorgio Bisacco, Cooperativa sociale Piergiorgio Frassati
PROGRAMMA
Giovedì 6 luglio, ore 17
Torino, cortile di Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio, via Garibaldi 22
En plein air I Arie di danza
Con musiche ecoaccoglienti e màndala
Concerto del Duo Alterno che canta, suona e danza, con Centro Territoriale Bisacco
Tiziana Scandaletti, soprano
Riccardo Piacentini, pianoforte e foto-suoni
Musiche danzanti di Kurt Weill, Giacomo Puccini, Ennio Morricone, Gioachino Rossini, Manuel De Falla, Riccardo Piacentini, con un preludio inedito di musiche ecoaccoglienti a contrappunto del màndala
Kurt Weill
Youkali. Tango Habanera (1934). Testo di Roger Henry Bertrand
Giacomo Puccini
Tango (1910), Valzer (1894)
Francesco Paolo Tosti
Consolazione (1916). Testi di Gabriele D’Annunzio
Gioachino Rossini
Memento Homo (circa 1860), da Péchés de vieillesse (1857-1868)
Manuel de Falla
Siete canciones popolares españolas (1914) – El paño moruno, Seguidilla murciana, Asturiana, Jota, Nana, Canción, Polo (testi popolari anonimi)
Riccardo Piacentini
Eco logico (2023), per pianoforte e foto-suoni
Ennio Morricone
Tango un po’ caricaturale (1970, vers. 2018), Dedicato da Ennio Morricone al Duo Alterno
“Alta Pressione I Musiche in Mostra al futuro” è organizzata da Rive-Gauche Concerti con il sostegno di Regione Piemonte, Fondazione CRT, Reale Foundation e il patrocinio di Città di Torino.
Con le collaborazioni sinergiche di Conservatori di Milano e di Cuneo, METS Scuola di Musica Elettronica, Istituto Comprensivo 2 di Novi Ligure, Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli – Museo di Arte Contemporanea, Museo del Paesaggio Sonoro, Associazione Antithesis di Acqui Terme, Associazione La Froja di Riva presso Chieri, Centro Territoriale Giorgio Bisacco e Cooperativa Sociale Piergiorgio Frassati.
Info



Settant’anni e non sentirli! Considerata la “cinghia di trasmissione” fra il “Museo Nazionale del Cinema” e la città, l’“AMNC – Associazione Museo Nazionale del Cinema” di Torino, fu fondata sotto la Mole il 7 luglio 1953 da sette intellettuali riuniti dalla mitica novarese Maria Adriana Prolo (Romagnano Sesia, 1908 – 1991), al civico 7 di via Riberi. Fra le più prestigiose storiche del cinema, in particolare della stagione pionieristica della cosiddetta “settima arte”, la Prolo – dopo essersi laureata, nel ’31, alla torinese “Facoltà di Magistero” ed aver lavorato alla “Biblioteca Reale” allora diretta dal generale Nicola Brancaccio, occupandosi in prevalenza di ricerche storiche e letterarie nonché di poesia – comincia ad essere attratta dal “mondo della celluloide” nel ’38, quando si trova fra le mani le riviste di cinema muto custodite alla “Biblioteca Nazionale” di Torino. La passione scatta immediata e da allora, intuendo anche il ruolo di primo piano rappresentato dalla Torino dell’epoca nella nuova avventura cinematografica, dirotterà i suoi studi proprio in quella direzione. Senza risparmio e con passione da vendere. Fino alla fondazione, primi anni ‘50, del “Museo Nazionale del Cinema”, che trovò una prima congrua sistemazione in un’ala di “Palazzo Chiablese” (solo nel luglio 2000, dopo varie allocazioni, venne inaugurata l’attuale sede alla Mole) di cui la Prolo fu nominata direttrice a vita, e dell’“AMNC – Associazione Museo Nazionale del Cinema”. Come detto, era il 7 luglio del ’53, sette gli intellettuali fondatori e 7 il numero civico della sede di via Riberi. Il numero 7 aveva un valore simbolico per la visionaria Maria Adriana Prolo, “fondatrice di musei”, che in una lettera del giugno ’73 scriveva “Quando nasci con il pallino dei musei, non c’è niente da fare” e che, sempre nel ’73, fondò nella sua città natale anche un prestigioso “Museo Storico-Etnografico”. Ed è proprio per sottolineare quel propiziatorio numero “7” che per una ricorrenza così importante come il suo 70° anniversario l’“AMNC” organizza 7 giorni 7 non stop per festeggiare la propria storia, da sempre attraversata da “passione e inclusione con il cinema”. Da domenica 2 a sabato 8 luglio sono così in programma numerosi appuntamenti, la maggior parte dei quali gratuiti,
che ben raccontano il grande lavoro di rete condotto da anni sul territorio, ma che soprattutto tracciano, come dice Vittorio Sclaverani, presidente “AMNC” dal 2010, “la linea del nostro futuro”.
Herzog, “Palma d’Oro” per la Miglior Regia a Cannes nel 1982, nella recente versione restaurata in “4K”. L’eredità del nuovo cinema tedesco sarà protagonista anche mercoledì 5 luglio con una serata presso la sede dell’housing sociale “Luoghi Comuni Porta Palazzo” (via Priocca 3, ore 21) con la proiezione del visionario “Lisbon Story” di Wim Wenders. Giovedì 6 luglio la “Piazza Commerciale Botticelli” (via Botticelli 85, ore 21,30) ospiterà la proiezione dei film prodotti dalla “Cooperativa Arcobaleno”, una delle realtà sociali più vivaci che da anni si occupa di reinserimenti lavorativi di persone in difficoltà. Venerdì 7 luglio si tornerà all’“Arena Monterosa” (via Brandizzo 65, ore 21,30) con il film muto torinese “Maciste in vacanza”, conservato dalla “Cineteca del Museo Nazionale del Cinema”. La settimana si chiude sabato 8 luglio con un doppio appuntamento: alle 18 Simona Galassi presenterà presso lo “Spazio B” della “Libreria Bodoni” (via Carlo Alberto, 41) il libro “Anna Karina. La musa inquieta della Nouvelle Vague”, mentre dalle 20 i festeggiamenti si concluderanno in forma conviviale presso il “Community Hub” di Via Baltea 6, che dalle 21 accoglierà le proiezioni di “LEGOVIDEOinBVU” di Alberto Ruffino e di “Anna Karina. Il volto della Nouvelle Vague” di Armando Ceste, autore di cui l’“AMNC” conserva e promuove l’intero archivio. Per info e programma:
Nato nel 2014 su iniziativa di associazioni africane presenti nel nostro territorio il festival Panafricano comprende un programma fatto di concerti, dibattiti, mostre e presentazioni di libri. “Nel 2016 si inserisce l’Eritrea e quello che era un progetto esclusivo per le comunità africane diventa un festival aperto a tutti i cittadini per abbattere le barriere culturali. Si cerca così, con tradizioni che spaziano dal cibo all’arte, all’artigianato di assestare una spallata a sentimenti razzisti” ci ha raccontato Liuba Forte di madre Eritrea e papà italiano e direttrice del festival.

Fuori, al passaggio del feretro, si alzò un grande applauso. Quell’applauso – mi sono poi detto- era quasi un segno di “indennizzo” per quanto, tutti quelli che stavano lì, sottoscritto compreso, non erano riusciti a fare per lui, negli anni della sua breve vita … Non seguii la lenta processione che lo accompagnò alla vicina Chiesa parrocchiale. Me ne tornai a scuola, un nodo profondo alla gola. Entrai in classe, Ragazzi dobbiamo subito parlare. Sul suo banco vuoto qualcuno aveva posato un fiore rosso. Mi voltai alla lavagna e scrissi Ciao Vincé, ti abbiamo voluto bene, ci mancherai! Fu allora che tutta la classe si alzò e, in silenzio, fece cerchio fitto attorno alla cattedra. Ragazzi, Vincenzo non lo dimenticheremo mai. Quel banco vuoto, con quel fiore rosso messo lì a gridargli ‘amore’ sarà per sempre il suo. Ma attenzione! Vincenzo, ne sono sicuro, ha voluto lasciarci un messaggio e guai a non ascoltarlo. Un messaggio che vi dovrà accompagnare per sempre. Siate fortemente consapevoli della vostra libertà di scegliere. E, soprattutto, non dimenticate mai che ogni vostra scelta avrà sempre le sue conseguenze. Positive. Ma anche negative. Per voi e per quanti vi stanno attorno e si preoccupano per voi. Riflettete bene su questo. Vincenzo ne sarebbe felice!”. Il silenzio inondava l’aula. E qualcuno, ritornando al proprio banco, sfiorò e accarezzò quel fiore rosso.