Cosa succede in città- Pagina 161

Mirò approda al Mastio della Cittadella. A cura di Achille Bonito Oliva

Una mostra dal titolo “Omaggio a Mirò”, per la curatela di Achille Bonito Oliva

 

Mirò approda a Torino in una mostra straordinaria che aprirà i battenti il 28 ottobre prossimo al Mastio della Cittadella, in corso Galileo Ferraris 0. La curatela è affidata al critico d’arte Achille Bonito Oliva, fra i maggiori e stimati critici d’arte, in collaborazione con Maitre Vallès Bled, già direttrice di musei francesi, e Vincenzo Sanfo, esperto d’arte e organizzatore di grandi mostre internazionali.

L’esposizione racchiude circa cento opere dell’artista tra dipinti, tempere, acquerelli, disegni, sculture e ceramiche, completato il tutto da una serie di video inediti e fotografie che raccontano il privato e il pubblico del grande maestro del Surrealismo europeo.

L’importante nucleo di opere copre un periodo di sei decenni della carriera di Joan Mirò, a partire dal 1924 fino al 1981, concentrandosi soprattutto sul processo di trasformazione dei linguaggi pittorici che l’artista catalano ha iniziato a sviluppare nella prima metà degli anni Venti.

In occasione della guerra civile spagnola molti intellettuali e artisti tra cui Ernest Hemingway, Pablo Neruda, George Orwell, Pablo Picasso e Joan Mirò scesero in campo per difendere la Repubblica e denunciare le atrocità del regime fascista. L’apice dell’orrore fu segnato dal bombardamento aereo che rase al suolo la città di Guernica, il 26 aprile 1937, città simbolo della resistenza basca all’oppressione fascista.

Il 25 maggio dello stesso anno prese il via a Parigi l’Esposizione Universale che vide la partecipazione anche dei Regimi Totalitari. La Spagna partecipò all’Expo affidando il proprio padiglione alle mani di due grandi artisti, Picasso e Mirò.

Il primo realizzò una delle opere più significative del ventesimo secolo, ‘Guernica’, vero e proprio atto di denuncia della brutalità di ogni conflitto armato.

L’opera di Mirò fu chiamata ‘El Segador’, (il contadino catalano in rivolta); Mirò realizzò un murale di enormi dimensioni, circa cinque metri per quattro, costituito da sei pannelli di masonite. La pittura fu eseguita in maniera diretta e brutale, preceduta da leggeri schizzi preliminari.

Rappresenta un mietitore saldamente radicato nel terreno, che indossa il tradizionale capo catalano e le cui radici più profonde appartengono alla terra. Una sua mano è rivolta verso il cielo, nell’altra brandisce una falce.

Il lavoro rurale, gli strumenti agricoli, il legame con la terra natia e il contatto con la natura sono alcuni degli elementi tipici della poetica di Mirò, che ha anche risieduto in campagna, a Mont rog del Camp per superare i postumi di un esaurimento nervoso.

L’opera di Mirò ha un contatto con il mondo dell’infanzia. Mirò è un innocente venuto a contatto con l’orrore che dipinge. Le opere degli anni Trenta, caratterizzati dalla guerra civile spagnola e dal successivo conflitto mondiale, sono popolate di creature mostruose che gesticolano nel vuoto.

La mostruosità si rivela anche nel tipo di materiale scelto, attraverso una sperimentazione aggressiva dei materiali, al fine di violentare i metodi convenzionali della pittura.

La violenza che Mirò infligge alla figurazione è presente anche nelle opere realizzate negli anni Settanta, in cui taglia, colora e brucia le cinque tele esposte nella grande retrospettiva allestita al Gran Palais di Parigi nel 1974. In Mirò notiamo un notevole controllo della griglia compositiva e di quel gesto che sbroglia le matasse di filo, riesce a piegare il fil di ferro e modula sul supporto il flusso del colore.

“Joan Mirò – affermò il poeta Jacques Prevert – è un innocente col sorriso sulle labbra che passeggia nel giardino dei suoi sogni”. E in tale giardino potremo passeggiare anche noi visitando la mostra che ci aspetta al Mastio della Cittadella dal 28 ottobre al 14 gennaio 2024, con nessun titolo più esemplificativo di quello di “Omaggio a Mirò”.

Mara Martellotta

All’Auditorium Rai lo spettacolo di apertura del Festival delle Regioni

1° ottobre – ore 20.30

Auditorium Rai – Via Rossini 15 – Torino

In allegato anche

– il Villaggio delle Regioni in piazza Castello, 30/09 – 2/10

COMUNICATO

Domenica 1° ottobre si terrà, con inizio alle ore 20.30, nell’Auditorium Rai di Torino uno spettacolo di benvenuto – organizzato dalla Regione Piemonte con il coordinamento artistico di Magalì Berardo di Musicalista – rivolto in particolare alle comunità dei piemontesi di adozione che coinvolgerà, in una serie di esibizioni, gruppi di cultura popolare provenienti da tutta Italia.

L’accesso alla sala sarà possibile, fino a esaurimento posti disponibili, previa iscrizione da effettuare su https://www.eventbrite.it/e/biglietti-2-festival-delle-regioni-e-delle-province-autonome-692988847297?aff=oddtdtcreator entro le ore 12 di sabato 30 settembre.

L’evento, che prevede una carrellata di esibizioni di vari artisti rappresentativi delle diverse Regioni d’Italia, è nato con l’idea di creare un incontro tra chi è venuto a vivere a Torino e in Piemonte – e ha costruito in questo territorio la sua vita – e la propria regione d’origine. In sala, infatti, saranno presenti esponente delle comunità regionali che per l’occasione potranno incontrare i Presidenti delle regioni e i rappresentanti delle loro comunità.

Per festeggiare l’inizio del Festival andrà in scena il meglio della cultura popolare delle regioni italiane – con la partecipazione dell’Orchestra sinfonica Nazionale della Rai diretta dal Maestro Giuseppe Mengoli – che darà l’avvio alla serata. La Folkestra, ensamble di talentuosi giovani, proporrà musica tradizionale piemontese in una nuova veste e si alternerà a Francesco Demuro, tenore sardo conosciuto in tutto il mondo; il coro trentino della Sosat, attivo dal 1926, che mantiene viva la tradizione della montagna lascerà il posto a un assaggio del ‘Piccolo Opera Festival’ dal Friuli Venezia Giulia; Simone Campa e Angelo Palma proporranno tributi a Lazio, Abruzzo, Campania e Lombardia con un medley di chitarra e tamburo. Il blues di Lino Rufo, si avvicenderà con le parole ironiche dello sceneggiatore Mattia Torre rappresentate dagli allievi dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni – Teatro Stabile del Veneto; la musica folk, proposta anche dal gruppo valdostano Lou Tintamaro e dal duo romagnolo Emisuréla composto dalle sorelle Anna e Angela De Leo, violinista e fisarmonicista, cederà lo spazio alla tradizione più classica, con la Scuola musicale di Fiesole e l’Accademia dell’Opera Carlo Felice Genova e alla all’altoatesino Max Castlunger & the Upcycling Band, il cui progetto green è basato sul riutilizzo di oggetti che diventano strumenti. Il cantautore popolare Mimmo Cavallaro, interprete della tradizione calabrese, si alternerà ai giochi di prestigio di Walter Rolfo, presidente di Masters of Magic e del Campionato del mondo di magia 2025 a Torino. La serata si concluderà con la musica e la danza sfrenata della Notte della Taranta.

PROGRAMMA

Ore 20.30

Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI

Direttore: Giuseppe Mengoli

Programma musicale:

Michele Novaro “Canto degli Italiani” (Inno nazionale)  Gioachino Rossini, Ouverture dal “L’Italiana in Algeri” (durata 9 min circa) (Marche)

PIEMONTE

Folkestra (ensemble folk)

Folkestra è un ensemble musicale che prende forma nel 2009 come sviluppo di un progetto formativo di musica tradizionale d’insieme, sotto la direzione dell’organettista e flautista Simone Bottasso, coadiuvato dal violinista Nicolò Bottasso.

Musica tradizionale rivisitata ed arricchita da un’innovativa veste orchestrale: brani provenienti dalla musica tradizionale del Piemonte e delle Valli Occitane, della Toscana e della Liguria, melodie della cultura francese e composizioni degli stessi musicisti dell’orchestra. Fanno parte dell’orchestra musicisti giovani e talentuosi che propongono strumenti legati strettamente al mondo del folk, come ghironde, organetti, cornamuse, archi, mandolino, ed altri più contemporanei, tra cui flauti, sax, clarinetti, batteria, chitarra e basso. Su una solida base di melodie ed arrangiamenti evocativi si tesse una trama di impegno e passione, di relazioni personali, di momenti seri e scherzosi, di attimi conviviali accompagnati da una sana cucina casalinga, di notti insonni e piedi scalzi, di determinazione, tenacia e grandi soddisfazioni, che crea un tessuto sonoro di grande valore.

SARDEGNA

Francesco Demuro – tenore

Voce & Piano

Nessun Dorma

Originario della Sardegna, debutta nel 2007 a Parma in Luisa Miller. Nel corso degli anni si esibisce sui maggiori palcoscenici italiani e internazionali, fra cui Royal Opera House, Metropolitan Opera, Opera di Parigi, Teatro alla Scala, Staatsoper di Berlino, Opera di Roma, Opera di San Francisco, Opera di Seattle, Opera di Vienna, Teatro Real, La Fenice, Gran Teatre del Liceu, Teatro di San Carlo, Bayerische Staatsoper, Arena di Verona, Théâtre des Champs-Élysées, Maggio Musicale Fiorentino, Chorégies d’Orange, per citarne solo alcuni. Fra i titoli principali del suo repertorio ricordiamo La TraviataRigolettoLa BohèmeLucia di LammermoorFalstaffL’Elisir d’Amore, Les Pêcheurs de PerlesRoberto DevereuxMaria StuardaI PuritaniRoméo et JulietteFaustDon PasqualeCosì fan tutteWertherFaustLinda di ChamounixLa SonnambulaIn concerto, ha collaborato con Berliner Philharmoniker, Berlin Staatskapelle, Orchestra del Teatro alla Scala, Accademia di Santa Cecilia, NDR Leipzig, Hungarian National Philharmonic, Houston Symphony, esibendosi nel Requiem di Verdi, Requiem di Mozart, Petite Messe Solennelle, Nona Sinfonia di Beethoven, Stabat Mater di Rossini. La stagione 2022/23 lo ha visto protagonista all’Opera di Parigi (I Capuleti e i Montecchi, Roméo et Juliette), al Teatro Real (La sonnambula), all’Opera di Vienna (L’elisir d’amore), all’Opera di Amburgo (La traviata), alla Greek National Opera (Werther), alla Staatsoper di Berlino (Rigoletto).

I suoi prossimi impegni prevedono Norma al Teatro de la Maestranza di Siviglia, La bohème al Teatro Lirico di Cagliari, Maria Stuarda al Teatro di San Carlo, Médée al Teatro Real, Beatrice di Tenda al Teatro Carlo Felice di Genova, Lucia di Lammermoor al Teatro Bellini di Catania.

TOSCANA

Scuola Musicale di Fiesole

Giovanni Uscidda accompagnato dal Maestro Matteo Bogazzi

Pierre Max Dubois

Concerto per saxofono contralto e pianoforte

Giovanni Uscidda, saxofono contralto

Allievo del triennio della Scuola di Musica di Fiesole nella classe della Maestra Alda Dalle Lucche

Giovanni (Firenze 23-05-2003) inizia lo studio del Saxofono all’età di 6 anni sotto la guida di Giada Moretti, nell’ambiente de “La Polverosa” a Firenze. Nell’ A.A. 2019/2020 accede alla Scuola di Musica di Fiesole nella classe della Maestra Alda Dalle Lucche, frequentando dapprima il solo corso di musica da camera, l’ambiente trovato lo colpirà̀ a tal punto da prepararsi all’ammissione del percorso accademico triennale, che lo vedrà accedere nell’ A.A. 2021/2022. Dal suo ingresso, numerose sono le iniziative alle quali ha preso parte, a partire dal concerto nell’ambito dell’iniziativa “Dimore Storiche” di Firenze con “BQ – Baritone Sax Quartet” fondato da Alda Dalle Lucche. Vince la “Borsa di Studio-A.A. 2022/2023”, assegnata dalla scuola ai migliori esecutori, che lo ha visto figurare tra migliori premiati, prendendo parte al concerto finale, riservato a questi ultimi. Nello stesso anno vince il primo premio al “23° Concorso Nazionale di esecuzione musicale Riviera Etrusca di Piombino” nella categoria “Solisti”. Viene poi selezionato, sotto la guida della Maestra Alda Dalle Lucche, per collaborare con l’”Orchestra Giovanile Italiana”, con la quale debutterà al Teatro dell’Opera di Firenze, con “Quadri di un’Esposizione” di Modest Musorgskij, nell’orchestrazione di Maurice Ravel. Partecipa, con “BQ – Baritone Sax Quartet” al prestigioso “60° Festival Internazionale di Musica da Camera” di Cervo (Liguria). Parallelamente alla sua attività accademica Giovanni frequenta master-class importanti come quella tenuta dal Maestro Otis Murphy al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Segue poi, i corsi d’insieme tenuti dal Maestro Lorenzo Pusceddu a Villasimius . Nel 2023 si esibisce da solista con il complesso di fiati “La Polverosa” al Teatro dell’Opera di Firenze. Matteo Bogazzi, pianoforte Pianista accompagnatore della Scuola di Musica di Fiesole Nato nel 1992, studia al Conservatorio “G. Puccini” della Spezia dove si diploma in pianoforte con il M° Fabrizio Giovannelli – con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore – e si laurea in didattica della musica con la prof.ssa Donatella Bartolini, compiendo studi di composizione con il M° Andrea Nicoli. Intraprende nel 2015 lo studio della prassi storicamente informata su pianoforte storico con il M° Stefano Fiuzzi, affermandosi con il primo premio nella categoria Fortepiano al 28° Concorso Internazionale Città di Albenga. Si diploma all’Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola nel 2018, frequenta annualmente i cicli di masterclass Il pianoforte allo specchio alla Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo e consegue nel 2023 il Master di II livello in pianoforte storico al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia sotto la guida del M° Costantino Mastroprimiano. Frequentemente attivo come solista e in formazioni da camera su pianoforte moderno e storico, si dedica con passione alla messa in dialogo di linguaggi antichi e contemporanei. Prende parte a masterclasses e laboratori musicali con maestri quali Alexander Lonquich, Stefano Fiuzzi, Pietro De Maria, Jeffrey Swann, Malcolm Bilson, Costantino Mastroprimiano, Pietro De Maria, Arthur Schoonderwooerd, Temenushka Vessellinova e Jörg Demus. Nella primavera del 2023 incide per l’etichetta Da Vinci musiche di Dmítrij Šostakóvič con la violista Giulia Panchieri. Dal 2017 è docente di pianoforte e musica d’insieme all’Istituto di Istruzione Superiore “Alberti-Dante” di Firenze. Dal 2022 è pianista collaboratore alla Scuola di Musica di Fiesole.

LIGURIA

Teatro Carlo Felice

Accademia di Alto perfezionamento e inserimento professionale dell’Opera Carlo Felice Genova

voce e piano Marika Colasanto e Marco Zambelli

Marco Zambelli

Parallelamente agli studi classici, ha intrapreso la pratica del pianoforte a 7 anni. Si è diplomato in Organo al Conservatorio “Paganini” nel 1983 e ha ottenuto il Premier Prix de Virtuosité nella classe di Lionel Rogg a Ginevr nel 1986. Nello stesso anno ha vinto il 2° premio al Orgelwettbewerb di Kaltern. Ha fatto parte di svariati gruppi da camera sia come pianista che come organista/clavicembalista, ha accompagnato recitals di strumentisti e cantanti e ha svolto attività concertistica da solista ininterrottamente fino al 1988. Affascinato dalla polifonia vocale sin dalla più tenera età, nel 1989 è stato nominato Maestro del Coro all’Opera di Lione. Ha avuto il piacere e la fortuna di esser scelto come assistente da eminenti Maestri quali M. Arena, B. Campanella, E. Krivine, N. Marriner e J.E. Gardiner. Senza che la cosa fosse stata pianificata a tavolino, la Direzione d’Orchestra è stato lo sbocco naturale di tutte queste esperienze. Dal 1994 ha diretto repertorio sinfonico e operistico praticamente in tutti i continenti (dai Paesi Scandinavi a Israele, dagli USA all’Estremo Oriente, dalla Nuova Zelanda al Messico) ma soprattutto in Europa, dove è apparso alla testa di Orchestre come la London Philharmonic, la Royal Liverpool Philharmonic, la BBC NOW, la OSPA, la TSO, la Philharmonie de Monaco, la Jerusalem Symphony, la ICO, la Prague Philharmonia, la Radio Ungherese ecc., da solo o in compagnia di artisti quali Julian Lloyd-Webber, Peter Wispelwey, Leo Nucci e Rolando Villazon solo per nominarne alcuni, in sale da concerto come la Philharmonie a Monaco di Baviera, a Berlino e a Colonia, la Gewandhaus, l’Alte Oper di Francoforte, il TCE a Parigi, la Smetana Hall a Praga, l’Auditorium di Tivoli a Copenhagen, Ranieri III a Montecarlo, la National Concert Hall a Dublino, la Tchaikovsky Hall a Mosca, l’Israel Festival, Glyndebourne. In Italia ha diretto al San Carlo, al Regio di Parma e di Torino, alla Fenice, al Festival Donizetti, a Cagliari, Genova, Catania ecc. Ha registrato per la BBC, la TV Nazionale della Repubblica Ceca e Virgin Classics. Ha diretto la prima esecuzione pubblica dal 1838 del “Falstaff” di M.W. Balfe la cui registrazione LIVE, prodotta da RTÉ lyric fm/Naxos, ha ricevuto i più alti riconoscimenti dalla critica internazionale specializzata. La stessa etichetta ha anche pubblicato “For Eternity”, dove Marco Zambelli dirige la RTÉ National Symphony Orchestra e la Soprano Irlandese Celine Byrne nel suo primo CD d’Arie d’Opera con Orchestra. Oltre all’attività direttoriale con i “professionisti”, è profondamente attratto dal rapporto umano e di lavoro con coloro che professionisti lo diventeranno presto e accetta sempre con entusiasmo le proposte di collaborazione che gli giungono frequentemente da Accademie, Conservatori e Orchestre Giovanili di tutto il mondo. In quest’ottica, Marco ha recentemente inaugurato “I Concerti del Gonfalone”, una serie di esecuzioni pubbliche a ingresso libero, dove professionisti e studenti suonano fianco a fianco assieme a un Coro semi-professionista di alto livello, in un magnifico Oratorio del 1643 situato nella periferia “difficile” di Genova, per dimostrare come sia possibile, anzi doveroso, riportare la cosiddetta “musica colta” nel quotidiano della gente comune.

Marika Colasanto

Nasce a Finale Ligure nel 1988 e inizia a dedicarsi allo studio vocale fin da giovanissima, ottenendo ampi consensi e numerosi riconoscimenti nel mondo della musica leggera.

Dopo aver conseguito la Maturità Scientifica, affascinata dal mondo dell’opera lirica, sostiene nel 2007 l’esame di ammissione al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, dove si diploma in canto lirico a pieni voti nel Settembre 2012, sotto la guida del mezzosoprano Maria Trabucco. Conseguito il diploma, studia altri due anni con il mezzosoprano Gloria Scalchi. Intraprenderà̀ poi un importante percorso di perfezionamento con il soprano Mariella Devia. Si esibisce per le trasmissioni televisive RAI I Raccomandati Mezzogiorno in famiglia. Interpreta Bess (Porgy and Bess) sotto la direzione del M° Gian Marco Bosio in occasione del Festival Marenco all’Auditorium Dolci Terre di Novi Ligure. Prende parte allo spettacolo Telecamere su Verdi, ideazione, testo e regia di Roberto Iovino ed Andrea Nicolini, in scena all’Auditorium E.Montale di Genova e al Teatro Shalom di Empoli. Interpreta Cherubino ne Le Nozze di Figaro prima a Bosco Marengo (AL) e poi al Teatro Gustavo Modena di Genova e Norina per il Festival Sorrisi Lirici. Veste poi i panni del Piccolo Principe (cover) alla creazione dell’omonima opera di Alberto Caruso al Teatro Carignano di Torino. L’attività̀ concertistica la porta ad esibirsi in diversi Stati europei ed extra (in Francia al Teatro di Saint-Malo in occasione del Festival Internazionale Si tous les Ports du Monde; in Ungheria, nella Carmen, all’Audi Arena di Györ sotto la bacchetta del M°Attilio Tomasello; a Marrakech al teatro Nazionale; all’Ambasciata italiana a Casablanca; in Bulgaria, Irlanda etc.). Ha debuttato il ruolo di Valencienne ne La Vedova Allegra di F.Lehàr con LTL, l’Opera Studio italiana che mette in scena i suoi lavori al Teatro del Giglio di Lucca, il Teatro Goldoni di Livorno e il Teatro Verdi di Pisa con la direzione di Nicola Paszkowski e la regia di Fabio Sparvoli. Partecipa come solista a due concerti della serie I Concerti Spirituali del Gonfalone diretti dal M° Marco Zambelli (Händel e Vivaldi). Sempre con il M° Zambelli, si esibisce frequentemente anche in duo. Debutta al Teatro Carlo Felice di Genova, nel Gloria di A.Vivaldi, in occasione del concerto di apertura del Congresso Eucaristico Nazionale 2016. Per la stessa Fondazione, veste i panni di Tebaldo nel Don Carlo di G.Verdi al fianco di artisti di fama internazionale, sotto la bacchetta del M° Valerio Galli.Dal 2022 è Direttore Artistico di Masterclass a Cairo, un Corso di alto perfezionamento vocale, nel quale coinvolge docenti di fama mondiale come il tenore Charles Castrovo, il M° Marco Zambelli etc. diretto ai giovani cantanti lirici di ogni nazionalità̀. Di recente, in occasione della presentazione del libro del musicologo Davide Mingozzi “Il Teatro a Genova a fine Settecento”, esegue al Teatro Carlo Felice in Anteprima Mondiale una selezione di arie inedite di Gnecco, Isola, Degola e Cerro. Tra i ruoli interpretati, ricordiamo anche Poppea, Pamina, Frasquita e LaurettaNel 2023 vince il Terzo Premio al Concorso Internazionale “Enzo Sordello” e ancora il Terzo Premio al Concorso.

Internazionale “Città di Monterosso – Cinque Terre”.

TRIBUTO A UMBRIA, LAZIO, CAMPANIA E LOMBARDIA

Simone Campa & Angelo Palma dell’Orchestra Terramadre

Simone Campa, musicista, percussionista, cantante, performer e studioso di Commedia dell’Arte, direttore artistico, ricercatore delle tradizioni musicali italiane, fondatore della Paranza del Geco e dell’Orchestra Terra Madre accompagnato dal polistrumentista Angelo Palma, eseguirà un medley di brani caratteristici delle regioni: Umbria, Lazio, Campania e Lombardia.

EMILIA ROMAGNA

Emisurela Folk Romagnolo – Duo musicale

Emisurela è una band indie folk fondata nel 2021 dalle sorelle faentine Anna e Angela De Leo al violino, fisarmonica e voce.

Appena nate hanno subito vinto il contest Il Liscio nella Retea aprendo loro le porte del mondo del folk e della tradizione romagnola. Oltre 100 le date fatte da allora ad oggi portando il nuovo verbo dei giovani under 25 alla nuova Generazione Z del Liscio diventando colonne della prima edizione di Birichina, il primo festival tutto di giovani artisti alle prese con il nuovo linguaggio del liscio di oggi superando le due precedenti generazioni e aprendo le porte a una terza e nuova generazione del Liscio per darle nuova linfa vitale. Lo show si sviluppa partendo dai balli delle aie contadine di fine ‘800, attraversando la storia del leggendario Maestro Secondo Casadei, per poi espandersi verso la musica kletzmer e le cumbie sudamericane. L’energia rock e l’attenzione alla tradizione musicale del territorio, sono il loro asso nella manica.

VALLE D’AOSTA

Lou Tintamaro

Il gruppo folkloristico e corale “Lou Tintamaro de Cogne”, che ha festeggiato nel 2022 i primi 65 anni di attività̀, è nato nell’autunno del 1957 ed è fondato sul principio della conservazione del patrimonio culturale, musicale e canoro unico del paese di Cogne. Filo conduttore dell’attività del gruppo è l’espressione di una cultura autentica, ereditata dagli antenati che, nei secoli passati, si riunivano durante le “veillà” per cantare i caratteristici motivi musicali. La ricerca dell’autentico e della tradizione è alla base della filosofia de Lou Tintamaro, il repertorio, infatti, è frutto di un paziente lavoro di ricerca sui canti più vecchi e tipici. I canti e i balletti dal ritmo allegro, a volte burlesco, sono accompagnati dai tamburi – “tambur” – fatti con pelle di camoscio ed ornati da nastri coloratissimi, e dalle fisarmoniche, che armonizzano una cornice genuina e vivace. Il costume, che riproduce fedelmente quello portato dai cogneins dal 1600 fino alla metà del secolo scorso, è composto in gran parte da pesante “drap” nero e lana, ornato da dettagli rossi e verdi che richiamano i colori del casato dei Savoia.

Lou Tintamaro, cuore musicale di Cogne, continua a trasmettere con passione, attraverso balli, canti, suoni e colori, il messaggio culturale antico ed originale dei cogneins. Dall’anno di fondazione ad oggi, il gruppo ha visto passare tra le sue fila oltre 250 persone ed ha partecipato ad un migliaio di manifestazioni in Valle d’Aosta, in molte città italiane e all’estero (Inghilterra, Austria, Francia, Svizzera, Belgio, Germania, Cecoslovacchia, Giappone). Inoltre Lou Tintamaro ha preso parte a numerosi spettacoli e trasmissioni televisive italiane ed estere e ad un film cinematografico (Grande slalom per una rapina, regia di Vittorio de Sica, con Jean-Claude Killy, 1971).

Lou Tintamaro nell’arco degli anni ha inciso nel 1975 un disco 33 giri ed un audiocassetta alla R.C.A. di Roma, nel 1997 il compact disc “Pin – Pin” e nel 2007 il compact disc “Mélodies retrouvées” con lo studio mobile SMC di Ivrea. All’interno della collana “ Tribù italiche – World Music” è inserito un brano musicale del gruppo. Inoltre il 50° anniversario di fondazione è stato celebrato con il volume “Cogne e il suo cuore musicale. Canti e balli ai piedi del Gran Paradiso“, a cura di Patrizia Guichardaz, che ripercorre la vita del gruppo e dei personaggi che ne hanno fatto la storia. Il coro di voci miste, composto da una trentina di elementi e diretto da Myriam Brocard, partecipa alla ricorrente Assemblée Régionale de Chant Choral organizzata annualmente dall’Assessorato all’Istruzione e Cultura della Regione Autonoma Valle d’Aosta nella categoria A (coro o gruppi corali e strumentali a carattere popolare) presentando brani in lingua italiana, francese e patois ed è sempre stato segnalato dalla commissione d’ascolto per rappresentare la regione in manifestazioni corali e folkloristiche in Italia ed all’estero.

TRENTINO

Coro della Sosat (gruppo folkloristico, coro, danze e musica)

Il canto di montagna affonda radici lontane e profonde, sia nel canto sacro sia nella lirica. Il risultato, inaspettato e mirabile – quando il Coro della SOSAT (Sezione Operaia della Società Alpinisti Tridentini), primo fra tutti, esordì nel 1926 – fu la spontaneità fresca e immediata del cantare insieme, che si nutriva di talenti naturali particolarmente versati, benché per lo più digiuni di teoria e conoscenza della musica. In pochi anni il coro raggiunse una grande notorietà, anche a livello internazionale e, nei suoi 97 anni di intensa attività, ha effettuato oltre 2000 concerti in Italia e nel mondo, dando vita ad una bibliografia musicale ed una attività discografica ricca ed apprezzata. Dopo la stagione delle origini – che segna l’inizio di quel movimento imponente che diverrà la coralità trentina – altre ne sono arrivate e, con esse, l’ulteriore apporto di musicisti ed armonizzatori d’eccezione. Dentro questa storia, il Coro della SOSAT è forse quello, tra gli altri, che più ha mantenuto un tenace filo di collegamento con la tradizione che ne segna in maniera indelebile la nascita. È dunque il recupero di una poetica primigenia della montagna e del suo cantarla a rappresentare la motivazione forte che sostiene la nostra attuale cifra artistica. Essa intende interpretare nel presente lo spirito di quel sobrio e potente cantare insieme inaugurato dal Coro SOSAT nel 1926 ed arrivato sino a noi, nella convinzione che esso rappresenti un patrimonio che appartiene ormai a tutti.

BASILICATA

Peppone Calabrese

Giuseppe Calabrese, in arte Peppone è un gastronomo, docente di antropologia del cibo, conduttore Rai1 e direttore artistico di eventi legati allo sviluppo del territorio.

Diplomatosi al liceo classico di Potenza, studia giurisprudenza a Siena e frequenta un master in “organizzazione di eventi, comunicazione e marketing.

Dopo diversi anni di collaborazione al CNR, si dedica alla “cura” della persona formandosi in Terapia del sorriso e grazie a questo fa diverse esperienze tra cui una missione umanitaria in Senegal. Fonda e ne è presidente per molti anni dell’associazione di solidarietà sociale “ Potentialmente onlus, e poi entra nella cooperativa “la mimosa” dove lavora per anni nel centro socio educativo per disabili gravi “ Rothary” a Potenza. Nel contempo diventa socio del caffè gastronomico “Cibó” a potenza dove crea una comunità del cibo costituita da una cinquantina di agricoltori contadini custodi. Viene notato nel suo ristorante da un vicedirettore di rai1 che lo chiama per collaborare prima come inviato per la trasmissione televisiva “ la prova del cuoco” e poi diventa conduttore di “Lineaverde” la storica trasmissione della domenica mattina sempre su Rai1.

Oggi docente di antropologia del cibo e stile del territorio all’accademia “ Incibum” e “ Intrecci”, consulente per consorzi e amministrazioni pubbliche di progetti di sviluppo del territorio. Scrive per “ le frecce” di Trenitalia una rubrica dal titolo “ Genius loci”.

PROVINCIA AUTONOMA BOLZANO

Max Castlunger & the Upcycling Band (musica sperimentale)

Max Castlunger é un musicista, insegnante di musica nonché costruttore di strumenti musicali altoatesino di madrelingua ladina. Oltre a svolgere un’intensa attivitá concertistica con varie formazioni e progetti musicali (Herbert Pixner, JEMM Music Project, Savana Funk, Sissamba, etc.) organizza workshop, esposizioni e performance di vario genere, usando esclusivamente strumenti musicali costruiti personalmente a mano. Alla base di tutti gli strumenti e le sculture sonore del progetto “Upcycling Music”, si trovano oggetti e materiali usati, quali mobili, bidoni, bombole, tubi di plastica..etc.

La UPCYCLING MUSIC BAND é composta da quattro polistrumentisti della Regione Trentino-Alto Adige, rappresentanti di tutte le 3 lingue ufficiali (tedesco, italiano, ladino), i quali trovano nella musica il miglior linguaggio per la comunicazione. Questo progetto musicale originale, fa uso esclusivo di strumenti e sculture sonore costruite personalmente a mano da Max Castlunger, quali tubofoni, gong, xylofoni, flauti, salterio, batteria, tamburi di vario genere e molti altri. La loro musica si ispira alle diverse culture musicali del mondo e trasporta l’ascoltatore in terre lontane. In scena

vengono utilizzati piú di 50 strumenti musicali unici al mondo e totalmente originali, poiché sapientemente assemblati a partire da materiali di riciclo, in grado quindi di dar vita a suoni unici e inaspettati, quanto la loro natura.

VENETO

Accademia Teatrale Carlo Goldoni (allievi e allieve del terzo anno)

Gola di Mattia Torre da “In mezzo al mare”

sette atti comici a cura di Giorgio Sangati – regista assistente Michele Tonicello

(ACCOLLA Francesca, BISONI Teresa, FOLGONI Elena, PADERNO Lorenzo, PEDINI Simone, POGLIAGHI Natanaele Alessandro, TADDEO Laura, TAMMARO Giuseppe, VANNACCI Stefano, ZANI Andrea)

Un estratto da uno dei monologhi teatrali più divertenti di Mattia Torre, autore capace di restituire sempre con caustica ironia il ritratto di un paese, il nostro, che abbonda di contraddizioni e passioni. Il testo, con un titolo che evoca uno dei sette peccati capitali, sviscera il nostro rapporto col cibo, sacro e bizzarro allo stesso tempo, che ci identifica a livello storico e culturale molto più di quello che pensiamo. Gli allievi e le allieve dell’Accademia daranno vita a un breve intervento corale misurandosi con una scrittura agile e tagliente, immaginifica e concreta allo stesso tempo.

FRIULI VENEZIA E GIULIA

Piccolo Opera Festival

Repertorio (Medley di brani – canto lirico)

il Piccolo Festival è un consolidato e apprezzato appuntamento del cartellone estivo del Friuli Venezia Giulia, di cui arricchisce, con stimolanti ed inedite proposte, l’offerta culturale e turistica, richiamando pubblico anche dall’estero. Ogni anno per un mese la magia dell’opera lirica riecheggia in luoghi carichi di storia ed arte del Friuli-Venezia Giulia ma anche, da alcuni anni, della vicina Slovenia: giunto alla sua 14° edizione, il festival diretto da Gabriele Ribis è infatti diventato transfrontaliero, con un progetto in grado di offrire – come recita il suo claim – un’autentica “Esperienza di Opera senza confini”. Il tutto, avvalorato dal fatto che Nova Gorica in Slovenia e Gorizia

in Italia saranno assieme Capitale Europea della Cultura 2025! Lo spirito del Festival è, da sempre, non adattare il luogo allo spettacolo ma lo spettacolo, in particolare l’opera lirica, al luogo. Un castello, un giardino o una villa diventano quindi un palcoscenico costruito su misura, dove anche il pubblico stesso diventa parte integrante della messa in scena. Il Festival conduce gli spettatori in castelli, antiche dimore, giardini storici (alcuni dei quali aperti eccezionalmente per l’occasione), che fanno da splendido palcoscenico agli spettacoli ed hanno come corollario visite guidate, aperitivi, introduzioni all’ascolto, degustazioni, cene prima e dopo gli appuntamenti musicali. Per un’esperienza che permette di conoscere non solo architetture, storia, paesaggi di queste straordinarie terre di confine, ma anche sapori e vini. Un connubio vincente, apprezzato anche da tour operator italiani e stranieri (principalmente austriaci e della Germania del sud, aree che sono tradizionale bacino del festival, ma anche

francesi e svedesi).

Interpreti:

Daniela Esposito, soprano

Salvatore Angileri, tenore

Sebastiano Zorza, fisarmonica

PIEMONTE

Walter Rolfo

Spettacolo di Walter Rolfo presidente di Masters of Magic e del Campionato del mondo di magia 2025 a Torino. Walter Rolfo, ingegnere e psicologo, coach ed esperto di processi percettivi. Coniuga creatività e innovazione, legate alle sue radici nel pensiero filosofico illusionistico, con la razionalità del pensiero costruttivo, derivante dalla

sua formazione ingegneristica. Docente all’Università di Torino e al Politecnico di Torino, è stato speaker al TEDx Trastevere e speaker al WIRED Next Fest. Autore, conduttore e produttore televisivo per RAI, Mediaset e Sky, con oltre 1.000 programmi all’attivo, è fondatore e presidente di Masters of Magic, società di consulenza nel campo della formazione, del management e della comunicazione. È consulente di grandi aziende come Coca-Cola, Ferrero, Juventus, Milan, Inter, Generali, Philip Morris, FCA, Bayer, CNH Industrial, GoodYear, Pomellato, HP, Robe di Kappa, BNL, Wind|TRE, dove mette a disposizione la sua esperienza e lemetodologie del pensiero illusionistico per

supportare il raggiungimento dei loro obiettivi strategici.

ABRUZZO

Eleta accompagnata da Samuele Pigliapochi

Scrittrice di flussi di coscienza e compositrice di brani musicali (musica e parole), compone i suoi primi brani all’età di 12. All’età di 16 intraprende lo studio del canto lirico in una scuola di Lanciano (CH) fino all’incontro artistico, 2 anni più tardi, con Franco Potenza, direttore d’orchestra e compositore delle musiche corali del film Il tor

mento e l’estasi che la indirizzò alla cantante lirica Gigliola Frazzoni, cantante lirica che per anni si esibì alla Scala di Milano e all’Arena di Verona.

All’età di 22 anni diviene la voce e l’autrice dei brani del gruppo Rock sperimentale “i Maia”. Caratteristica principale: il fatto di accostare il canto lirico alla musica rock. Con i Maia si esprime nei locali e nei teatri dell’Abruzzo fino ad approdare al concerto del 1 maggio di Vasto (CH), dopo il quale il gruppo si scioglierà. Si trasferisce a Torino dove intraprende un percorso musicale con il gruppo elettronico Noise a.m. con il quale com

pone diverse colonne sonore per corti cinematografici.

SICILIA

Unavantaluna – Cumpagnia di Musica Siciliana

Ensemble di quattro musicisti uniti dalle comuni origini siciliane. Canzoni in Siciliano e voci possenti, strumenti musicali arcaici e storie millenarie, arrangiamenti e nuove sonorità internazionali: un gruppo di sicuro impatto che diviene addirittura trascinante nella propria dimensione più consona, quella dal vivo.

CALABRIA

Mimmo Cavallaro – Artista

Mimmo Cavallaro è, attualmente, il più autorevole interprete della tradizione musicale calabrese. Nato e vissuto nell’area culturale di cui è portavoce, ha da sempre condotto una sua particolare ricerca attraverso “indagini sul campo”, analizzando e registrando la varietà dei connotati stilistici che caratterizzano i diversi luoghi della Calabria.

Il cantato in dialetto e l’utilizzo di strumenti della tradizione, come la lira calabrese, missati a testi e armonie originali, lo rendono tra i principali autori della musica popolare italiana. Il suo progetto artistico nasce ufficialmente nel 2009 con la pubblicazione del primo disco “Sona Battenti”, prodotto da Taranta Power sotto la guida di Eugenio Bennato. La sua musica e la sua tradizione musicale, finora relegata all’ambito locale, viene sdoganata con esibizioni live in diversi festival di rilievo in Italia (Primo Maggio di Roma, Musicultura, Folkest, Notte della Taranta, Roma incontra il Mondo) e all’estero (Stimmen festival, Sfinks festival, Toronto Tarantella Festival).

La forza ipnotica e coinvolgente dei ritmi antichi rivive nella veste innovativa con cui brani vengono resi musicalmente attuali. Nasce spontaneamente un movimento di folk revival di carattere sociale che vede protagonisti musicisti di strumenti popolari,gruppi di musica etnica, liutai e scuole di strumenti e di balli popolari. Cavallaro viene riconosciuto quale principale fautore di questo movimento e il suo approccio stilistico si affaccia credibilmente alla scena nazionale interessando media,piazze ed eventi di rilievo.

CALABRIA

Gruppo Folkloristico – La Voce di Calabria

MOLISE

Lino Rufo, Cantautore

Lino Rufo, cantautore e bluesman bianco, Molisano d’origine, ma sin da giovane si trasferisce a Roma per iniziare la carriera di cantautore. Scoperto da Gianfranco Baldazzi noto paroliere di Lucio Dalla, collabora con Vasco Rossi, Rino Gaetano, i Pooh, Pino Daniele e tanti altri. All’attivo 12 album. Notissimo per la sua sigla per Radio Anch’io dal titolo: Laura G.

PUGLIA

L’Orchestra della Notte dellla Taranta

Ambasciatrice ufficiale della pizzica nel mondo è l’Orchestra Popolare Notte della Taranta, eclettico testimone della rinascita musicale della Puglia. Impegnata nel corso dell’anno in un’entusiasmante tour in Italia e all’estero durante il Festival nazionale della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome “L’Italia delle Regioni”, che animerà Torino dal 30 settembre al 3 ottobre, l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta proporrà un affascinante viaggio nella cultura pugliese. Attraverso 2 flash mob, ballerini e musicisti coinvolgeranno il pubblico con l’ipnotico ritmo della pizzica e del suo strumento principe: il tamburello. Un viaggio nella bellezza autentica della Puglia con le sonorità che richiamano i paesaggi mozzafiato e la danza che colora le feste d’estate. L’Orchestra Popolare proporrà poi un medley delle pizziche più conosciute dal pubblico nell’appuntamento previsto nell’Auditorium Rai di Torino.

A Torino torna Expocasa

A 60 anni è un evergreen

Grande pubblico, architetti, interior designer e professionisticonvergono a Expocasa 2023 nel suo 60° anniversario. L’appuntamento con le migliori soluzioni per la casa si conferma il b2c più longevo del Piemonte. A Torino dal 30 settembre all’8 ottobre.

Tra le novità: la mostra 60 anni di oggetti dell’abitare, nuovi espositori, un percorso contract, un’area dedicata all’arte, incursioni nel mondo vegetale.

Torino, 30 settembre 2023 Expocasa 2023: un’edizione speciale che celebra 60 anni di vita. Da oggi all’8 ottobre il salone firmato GLevents Italia è all’Oval Lingotto di Torino, pronto a incantare il pubblico con tante sorprese. Circa 25.000 gli accrediti già registrati. 200 gli espositori e 400 i marchi rappresentati. Oltre 50gli eventi in programma, più una ventina per i bambini. 60 le tappe di due percorsi diffusi dedicati a ricettività e accessibilità, parole chiave cui si aggiunge economia circolare con 200 metri quadrati dedicati a prodotti di Upcycling. Due le anime del salone: l’area espositiva di arredamento e interior design e l’area ristrutturazioni, materiali e servizi, che confermano Expocasa come il luogo dove cercarepreventivi, consigli, soluzioni personalizzate. Per 9 giorni i 20.000 metri quadrati di Expocasa sono il terreno di confronto per acquisti o progettualità che potranno essere sviluppate nei mesi successivi.

 

Il taglio del nastro oggi alle 12.30, alla presenza del nuovo management di GL events Italia, è stato preceduto dall’evento Progettare la casa, immaginare il futuro, focalizzato sull’abitazione come cornice della vita, specchio delle grandi trasformazioni socialied economiche, con soluzioni e visioni del design legate alle sfide imposte dal cambiamento climatico, dai bisogni dei nuovi gruppi sociali (giovani, single, nuove famiglie, anziani), dalle nuove esigenze per gli spazi lavorativi e del tempo libero. In un viaggio tra passato e futuro, l’opening ha puntato a interpretare l’evoluzione dell’abitare attraverso il percorso di Expocasa. Il dibattito ha messo in evidenza le peculiarità del contributo torinese e piemontese all’evoluzione del design italiano, sia sul fronte progettuale, sia su quello produttivo e imprenditoriale. Sono intervenutitestimoni eccellenti come Franco Audrito, fondatore dello Studio65, Davide Alaimo, designer e collezionista, Ico Migliore, architetto e designer, Migliore+ServettoArchitects, oltre a Arianna Panarella eUbaldo Spina, del Giornale dell’Architettura, curatori della mostra per Expocasa 60 anni di oggetti dell’abitare e di Expocasa, che ripercorrere 60 anni di evoluzione dell’abitare italiano attraverso oggetti che hanno fatto la storia del disegno industriale.

«Crediamo molto nelle potenzialità di questo salone che in 60 anni è stato capace di evolversi e rispondere alle trasformazioni delle esigenze abitative e di pubblico ha dichiarato Krisztina SzilvásiResponsabile Manifestazioni Organizzate di GL events Italia -. Questa è un’edizione speciale, ricca di novità, il nostro obiettivo è proseguire con proposte sempre attuali, che colgano le aspettative del presente e anticipino le tendenze future».

Con oltre 200 marchi, Expocasa si fa baricentro del mondo dell’arredamento e accoglie imprese, professionisti, grande pubblico. Oltre alle aziende di rilevanza nazionale o internazionale, presenti anche le più prestigiose realtà artigiane mobilieri, designer, falegnami e le soluzioni per il rinnovamento della casa con imprese edili e di ristrutturazione. Expocasa è la risposta a informazioni fiscali, problematiche condominiali e consulenze di interior design (è possibile prenotare un incontro).

L’agenda appuntamenti del salone è ricca. Tra i tanti, 3 sono organizzati con ADI (Associazione del Design Industriale) su temi legati alla cultura dell’architettura e del design, con rilascio agli architetti partecipanti di 2 crediti formativi per evento. Sabato 30 alle16:00 ci sarà Architettare il brand con Carlo Malerba. Il 2 alle17:00sarà la volta di Il liberty a Torino, tra architettura e arti decorative, con Elena Dellapiana. Mentre il 3 alle 17:30 Giorgio DeFerrari. Come non aver paura del foglio bianco con Claudio Germak.

Expocasa si conferma un evergreen imperdibile per una platea che include i professionisti del settore e quest’anno, per la prima volta, anche quelli del comparto turistico-ricettivo grazie al percorso diffuso dedicato al contract, in partnership con Federalberghi. Un tragitto che si intreccia e talvolta si sovrappone con quello riservato al design inclusivo, in collaborazionecon CPD, Consulta per le persone in difficoltà. Entrambi i percorsi si arricchiscono di workshop e tavole rotonde.Così come accade per il tema del riciclo che si sviluppa nello stand della società benefit di Danilo Ragona, Custom Regeneration, che presenta prodotti di realizzati attraverso un processo di riuso creativo e prodotti di modernariato della Galleria Cristiani e Romano di Giusto di B.N.A. – Business NetWork Agency, dove si terranno anche 9 eventi su design, ambiente, accessibilità, sessualità.

Altra novità del compleanno a cifra tonda è l’arte catapultata nell’ambiente domestico con “L’arte a casa tua”, uno stand in cui pittura, scultura, installazioni e fotografia si uniscono dando vita aidee di innovazione per la casa attraverso 15 artisti emergenti.

In tema di arte, ancora una premiere: nei giorni di Expocasa, con il biglietto della manifestazione, si ottiene l’ingresso ridotto alla Pinacoteca Agnelli: sul tetto del Lingotto, una preziosa collezione d’arte e la spettacolare vista sulla città. In più, con soli 2 euro si potrà accedere alla Pista 500, oggi trasformata in giardino e arricchita di opere d’arte site specific.

Ultimo, ma non meno importante: l’edizione 2023 si tinge di verdecon Climax, specializzata nella realizzazione di giardini verticali, che ha creato il rivestimento dell’ingresso di Expocasa e della parete e insegna per la sala eventi, e con FLOReal, la mostra florovivaistica in programma dal 6 all’8 ottobre alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, organizzata dall’Associazione Società Orticola del Piemonte, chevivrà la sua anteprima a Expocasa domenica 1 ottobre con il talk dedicato a Le piante aromatiche e la coltivazione in casa. Non solo: i primi 250 visitatori che entreranno a FLOReal esibendo il biglietto di Expocasa avranno una piantina in omaggio.

 

Da ricordare

L’ingresso resta gratuito, si raccomanda di accreditarsi online per velocizzare le procedure di ingresso
Orari dal lunedì al venerdì: 15.00 21.00
Orari sabato e domenica: 10.00 21.00
Indirizzo: Oval Lingotto di Torino via Giacomo MattéTrucco, 70
Per la prima volta un secondo accesso, che facilita i visitatori che arrivano alla stazione ferroviaria Torino Lingotto e alla fermata della Metropolitana Italia 61.
Per chi arriva da fuori e desidera pernottare a TorinoFederalberghioffre un servizio di prenotazioni alberghiere attraverso un widget dedicato e accessibile dal sito di Expocasa.

Expocasa è organizzata da GL events Italia con il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino e Camera di commercio di Torino.Partner Expocasa 2023 – Expocasa 2023

A 60 anni è un evergreen: al via 9 giorni di Expocasa

Arredamento, progettazione, ristrutturazione

Grande pubblico, architetti, interior designer e professionisticonvergono a Expocasa 2023 nel suo 60° anniversario. L’appuntamento con le migliori soluzioni per la casa si conferma il b2c più longevo del Piemonte. A Torino dal 30 settembre all’8 ottobre.

Tra le novità: la mostra 60 anni di oggetti dell’abitare, nuovi espositori, un percorso contract, un’area dedicata all’arte, incursioni nel mondo vegetale.

 

Torino, 30 settembre 2023 Expocasa 2023: un’edizione speciale che celebra 60 anni di vita. Da oggi all’8 ottobre il salone firmato GLevents Italia è all’Oval Lingotto di Torino, pronto a incantare il pubblico con tante sorprese. Circa 25.000 gli accrediti già registrati. 200 gli espositori e 400 i marchi rappresentati. Oltre 50 gli eventi in programma, più una ventina per i bambini. 60 le tappe di due percorsi diffusi dedicati a ricettività e accessibilità, parole chiave cui si aggiunge economia circolare con 200 metri quadrati dedicati a prodotti di Upcycling. Due le anime del salone: l’area espositiva di arredamento e interior design e l’area ristrutturazioni, materiali e servizi, che confermano Expocasa come il luogo dove cercarepreventivi, consigli, soluzioni personalizzate. Per 9 giorni i 20.000 metri quadrati di Expocasa sono il terreno di confronto per acquisti o progettualità che potranno essere sviluppate nei mesi successivi.

Il taglio del nastro oggi alle 12.30, alla presenza del nuovo management di GL events Italia, è stato preceduto dall’evento Progettare la casa, immaginare il futuro, focalizzato sull’abitazione come cornice della vita, specchio delle grandi trasformazioni socialied economiche, con soluzioni e visioni del design legate alle sfide imposte dal cambiamento climatico, dai bisogni dei nuovi gruppi sociali (giovani, single, nuove famiglie, anziani), dalle nuove esigenze per gli spazi lavorativi e del tempo libero. In un viaggio tra passato e futuro, l’opening ha puntato a interpretare l’evoluzione dell’abitare attraverso il percorso di Expocasa. Il dibattito ha messo in evidenza le peculiarità del contributo torinese e piemontese all’evoluzione del design italiano, sia sul fronte progettuale, sia su quello produttivo e imprenditoriale. Sono intervenuti testimoni eccellenti come Franco Audrito, fondatore dello Studio65, Davide Alaimo, designer e collezionista, Ico Migliore, architetto e designer, Migliore+ServettoArchitects, oltre a Arianna Panarella e Ubaldo Spina, del Giornale dell’Architettura, curatori della mostra per Expocasa 60 anni di oggetti dell’abitare e di Expocasa, che ripercorrere 60 anni di evoluzione dell’abitare italiano attraverso oggetti che hanno fatto la storia del disegno industriale.

«Crediamo molto nelle potenzialità di questo salone che in 60 anni è stato capace di evolversi e rispondere alle trasformazioni delle esigenze abitative e di pubblico ha dichiarato Krisztina SzilvásiResponsabile Manifestazioni Organizzate di GL events Italia -. Questa è un’edizione speciale, ricca di novità, il nostro obiettivo è proseguire con proposte sempre attuali, che colgano le aspettative del presente e anticipino le tendenze future».

Con oltre 200 marchi, Expocasa si fa baricentro del mondo dell’arredamento e accoglie imprese, professionisti, grande pubblico. Oltre alle aziende di rilevanza nazionale o internazionale, presenti anche le più prestigiose realtà artigiane mobilieri, designer, falegnami e le soluzioni per il rinnovamento della casa con imprese edili e di ristrutturazione. Expocasa è la risposta a informazioni fiscali, problematiche condominiali e consulenze di interior design (è possibile prenotare un incontro).

L’agenda appuntamenti del salone è ricca. Tra i tanti, 3 sono organizzati con ADI (Associazione del Design Industriale) su temi legati alla cultura dell’architettura e del design, con rilascio agli architetti partecipanti di 2 crediti formativi per evento. Sabato 30 alle16:00 ci sarà Architettare il brand con Carlo Malerba. Il 2 alle 17:00sarà la volta di Il liberty a Torino, tra architettura e arti decorative, con Elena Dellapiana. Mentre il 3 alle 17:30 Giorgio DeFerrari. Come non aver paura del foglio bianco con Claudio Germak.

Expocasa si conferma un evergreen imperdibile per una platea che include i professionisti del settore e quest’anno, per la prima volta, anche quelli del comparto turistico-ricettivo grazie al percorso diffuso dedicato al contract, in partnership con Federalberghi. Un tragitto che si intreccia e talvolta si sovrappone con quello riservato al design inclusivo, in collaborazione con CPD, Consulta per le persone in difficoltà. Entrambi i percorsi si arricchiscono di workshop e tavole rotonde. Così come accade per il tema del riciclo che si sviluppa nello stand della società benefit di Danilo Ragona, Custom Regeneration, che presenta prodotti di realizzati attraverso un processo di riuso creativo e prodotti di modernariato della Galleria Cristiani e Romano di Giusto di B.N.A. – Business NetWork Agency, dove si terranno anche 9 eventi su design, ambiente, accessibilità, sessualità.

Altra novità del compleanno a cifra tonda è l’arte catapultata nell’ambiente domestico con “L’arte a casa tua”, uno stand in cui pittura, scultura, installazioni e fotografia si uniscono dando vita aidee di innovazione per la casa attraverso 15 artisti emergenti.

In tema di arte, ancora una premiere: nei giorni di Expocasa, con il biglietto della manifestazione, si ottiene l’ingresso ridotto alla Pinacoteca Agnelli: sul tetto del Lingotto, una preziosa collezione d’arte e la spettacolare vista sulla città. In più, con soli 2 euro si potrà accedere alla Pista 500, oggi trasformata in giardino e arricchita di opere d’arte site specific.

Ultimo, ma non meno importante: l’edizione 2023 si tinge di verdecon Climax, specializzata nella realizzazione di giardini verticali, che ha creato il rivestimento dell’ingresso di Expocasa e della parete e insegna per la sala eventi, e con FLOReal, la mostra florovivaistica in programma dal 6 all’8 ottobre alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, organizzata dall’Associazione Società Orticola del Piemonte, chevivrà la sua anteprima a Expocasa domenica 1 ottobre con il talk dedicato a Le piante aromatiche e la coltivazione in casa. Non solo: i primi 250 visitatori che entreranno a FLOReal esibendo il biglietto di Expocasa avranno una piantina in omaggio.

 

Da ricordare

L’ingresso resta gratuito, si raccomanda di accreditarsi online per velocizzare le procedure di ingresso
Orari dal lunedì al venerdì: 15.00 21.00
Orari sabato e domenica: 10.00 21.00
Indirizzo: Oval Lingotto di Torino via Giacomo Matté Trucco, 70
Per la prima volta un secondo accesso, che facilita i visitatori che arrivano alla stazione ferroviaria Torino Lingotto e alla fermata della Metropolitana Italia 61.
Per chi arriva da fuori e desidera pernottare a Torino Federalberghioffre un servizio di prenotazioni alberghiere attraverso un widget dedicato e accessibile dal sito di Expocasa.

Expocasa è organizzata da GL events Italia con il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino e Camera di commercio di Torino.Partner Expocasa 2023 – Expocasa 2023

A Torino nasce il festival delle arti popolari di Casa Fools


VANCHIGLIA DIVENTA UN TEATRO A CIELO APERTO

Il 1° ottobre via Bava verrà chiusa al traffico per tutto il giorno: in strada un susseguirsi di performance artistiche, laboratori, concerti e mostre per celebrare il teatro nella forma più popolare. Protagonisti del Festival, oltre agli artisti, anche commercianti, artigiani e associazioni di Vanchiglia, insieme per consolidare l’identità culturale del quartiere

Torino, settembre 2023 – Torino ha un nuovo festival teatrale: domenica 1° ottobre lungo via Bava andrà in scena la prima edizione del “Festival delle Arti Popolari”, una manifestazione gratuita organizzata da Casa Fools per diffondere l’arte e il teatro tra le persone.

Tantissimi attori e attrici, circensi, acrobati, musicist* e ballerin* si esibiranno in strada con performance poetiche e sfavillanti per tutto il giorno. La sera la festa si sposterà presso il palco, allestito per l’occasione in collaborazione con Parade78, dove andrà in scena una serrata line up con incursioni di teatro, stand up comedy, musica e opera lirica. Tra gli artisti coinvolti: Bandaradan, Dom Urban Drummer, Alberto Cipolla, Tom Newton e tanti altri. Nel corso della giornata anche un ricco palinsesto di laboratori, giochi teatrali per bambini, mostre e talk. Dalla mattina sarà attivo anche l’angolo food&drink con i food truck di Rafiky, La Panzerotteria e La Locanda Leggera.

Una giornata di festa in strada possibile grazie alla rete con il quartiere: protagonisti del Festival, insieme agli artisti, saranno gli artigiani, le associazioni e i commercianti di Vanchiglia, presenti lungo la via con postazioni per l’esposizione e la vendita. Sono tante le attività della zona che hanno risposto alla chiamata di Casa Fools aderendo all’iniziativa. La manifestazione, infatti, è un punto di partenza per innescare un rinnovamento nel volto del quartiere partendo dal teatro e dalla cultura.

Da anni Casa Fools, teatro indipendente codiretto da Roberta Calia, Luigi Orfeo e Stefano Sartore, lavora per ricostruire la comunità attraverso l’arte, abbattendo le barriere e i pregiudizi legati a certi luoghi della cultura. Non solo attraverso una politica dei prezzi contenuta, ma anche facendo partecipare attivamente il pubblico alla vita del teatro, coinvolto fin dall’inizio nella direzione artistica.

Anche il Festival delle Arti Popolari è stato voluto e sostenuto dal pubblico: grazie al crowdfunding organizzato nei mesi scorsi, è stata portata a termine la raccolta fondi che ha permesso di coprire una consistente parte dei costi. “Vogliamo trasformare via Bava in un teatro a cielo aperto – esordisce Luigi Orfeovogliamo che il teatro occupi la strada e la restituisca ai cittadini per condividere arte, poesia e umanità. Il Festival delle Arti Popolari è una festa per rendere la cultura il collante per la comunità”. “Per noi popolari sono le forme d’arte che nascono e vivono per le persone – prosegue Roberta Caliache fioriscono tra le fasce della popolazione, lungo le vie e le piazze. Espressioni artistiche che uniscono e sperimentano i generi senza tabù, con l’obiettivo principale di far interagire spettatori e artisti”.

Il Festival sarà anche l’occasione per inaugurare la nuova stagione teatrale 23/24 “Lympha”: da ottobre a dicembre la stagione darà spazio a spettacoli e concerti in collaborazione con le compagnie e gli artisti del territorio, per supportare i professionisti che decidono di restare ed essere una risorsa per la città. Da gennaio a maggio 2024, invece, andrà in scena la programmazione scelta insieme agli abitanti del quartiere tramite il Collettivo Cartellone Condiviso, con produzioni nazionali e internazionali.

Il Festival delle Arti Popolari ha ricevuto il patrocinio della Città di Torino e della Circoscrizione 7. Il Festival è realizzato con il contributo di +Risorse della Fondazione Sviluppo e crescita CRT, di Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Linee Guida in ambito culturale”, del Comune di Torino e del MiC nell’ambito del bando ‘Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo!’ della Città di Torino con il progetto “KILOMETROZERO – Teatro Circo e Musica per il territorio”. Il Festival delle Arti Popolari è sostenuto da Iren.


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“L’Italia delle Regioni” Al via la II edizione del Festival

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 Regioni e delle Province autonome:

ponte per il futuro infrastrutturale del Paese

Torino, 30 settembre – 3 ottobre

Dopo il successo dello scorso anno a Milano, torna in veste rinnovata “L’Italia delle Regioni”, il festival nazionale della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che animerà Torino dal 30 settembre al 3 ottobre. Quest’anno la manifestazione si dipanerà da Piazza Castello, che nel fine settimana si trasformerà in un “Villaggio delle Regioni”, all’insegna delle eccellenze territoriali, ai luoghi simboli della Storia d’Italia. Da Palazzo Reale al Teatro Carignano, che ospiteranno, lunedì e martedì, due giornate di incontri istituzionali di grande caratura passando per l’Archivio di Stato dove si terranno i tavoli tematici con Presidenti e assessori regionali e stakeholder.

Tema centrale della kermesse sarà quello delle infrastrutture, materiali e immateriali, e le proposte delle Regioni per l’ammodernamento del Paese. Protagonisti saranno le idee innovative dei giovani sui temi chiave del Festival che vanno dalle grandi opere infrastrutturali agli interventi di valorizzazione e sviluppo del territorio. Una vetrina speciale sarà dedicata al metaverso per offrire ai visitatori uno sguardo interattivo e inclusivo sulle specificità territoriali.


Il 2 ottobre si apre la manifestazione istituzionale alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La mattina a Palazzo Reale sono previsti gli interventi di Alberto Cirio (presidente della regione Piemonte), Massimiliano Fedriga (presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome), Raffaele Fitto (Ministro per gli Affari europei) e Roberta Metsola (presidente del Parlamento europeo).

Poi seguono due Tavole rotonde: 1) Le grandi infrastrutture motore del paese; 2) Le grandi manifestazioni internazionali.


Nel pomeriggio del 2 ottobre all’Archivio di Stato si svolgono i tavoli di lavoro sulle proposte delle Regioni e sarà presentato e discusso il Rapporto Ipsos – Regioni sullo stato del Paese e la sua percezione.


Il 3 ottobre, alla presenza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è prevista la chiusura dei lavori al Teatro Carignano con due Tavole rotonde con Ministri e Presidenti di Regione: 1) Le Regioni per lo sviluppo economico e per i territori; 2) PNRR e welfare nuove sfide per le Regioni.

Le proposte delle Regioni per l’ammodernamento del Paese è il tema dell’Intervento conclusivo del Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga.

Infine si celebrerà il 40º anniversario della Conferenza Stato-Regioni nel Parlamento Subalpino.


Per maggiori informazioni: https://www.regioni.it/materie/italiadelleregioni/

Il programma del Festival

https://www.regioni.it/cms/file/Image/upload/2023/Festival_Regioni_Piemonte/Programma%20Evento/Programma_Festival.pdf

I luoghi del Festival

https://www.regioni.it/cms/file/Image/upload/2023/Festival_Regioni_Piemonte/Programma%20Evento/I%20luoghi%20del%20Festival(1).pdf

SU & GIÙ / La transizione del caffè – La giungla di fronte all’ufficio d’igiene

SU 👍 La transizione circolare del caffè “parla” torinese


Bangalore, India – 27
settembre 2023: durante la World Coffee Conference (WCC 2023) promossa da International Coffee Organization (ICO) e organizzata in collaborazione con il Governo Indiano e il Coffee Board a Bangalore, in India, è stata annunciata la nascita del Center for Circular Economy in Coffee: la prima piattaforma precompetitiva globale che mira ad accelerare la transizione sostenibile nella filiera del caffè, valorizzando i propri principi, sostenendo l’innovazione e sviluppando le buone pratiche dell’economia circolare in questa industria a livello globale. Il Centro “parla” torinese. È  infatti promosso e supportato da una rete globale di partner: Fondazione Giuseppe Pericle Lavazza, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in Italia, International Coffee Organization (ICO), International Trade Centre (ITC) e United Nation Industrial Development Organization (UNIDO).

GIU’ 👎 La giungla di fronte all’ufficio d’igiene 

Un lettore ci scrive: Siamo all’Ufficio di Igiene di Torino o in una viuzza di periferia abbandonata all’incuria? Le fotografie parlano più di qualsiasi parola. Purtroppo siamo proprio all’Ufficio di Igiene di via della Consolata. Ecco come si presenta il perimetro del grande Istituto di Sanità con la vegetazione che, soprattutto sul lato di via Santa Chiara, sta per coprire il marciapiede e lì, a pochi passi, c’è nientemeno che l’Ufficio di Igiene.

Masterclass Iaad: il jazz e l’improvvisazione nel design

 

 

La Masterclass con Alessandro Colombo
durante l’Italian Tech Week di Torino in agenda giovedì 28 settembre alle 16:30

 

 

Si tiene  giovedì 28 settembre 2023, all’interno dell’Italian Tech Week organizzata a Torino, la masterclass Jazz thinking: il potere dell’improvvisazione nel design, in cui sarà ospite Alessandro Colombo, country manager per ADE Italia, gruppo nel quale confluiscono IAAD. (Torino e Bologna), Accademia Italiana (Firenze e Roma) e SAE Milano.

 

Un parallelismo, tra il jazz e il design, che vede come punto di incontro e terreno fertile di scambio l’improvvisazione. Improvvisazione che è spesso inconsapevole, specialmente se serve a risolvere problemi e identificare opportunità. Si improvvisa su decisioni, schemi, temi, toni e strutture di riferimento. “Un musicista jazz, un designer e un manager hanno un approccio comune. Nel loro lavoro di squadra il contributo del singolo è uno stimolo che genera una reazione a catena che crea il progetto, la sinfonia o il prodotto”, così si racconta la masterclass Jazz thinking, alla scoperta di come l’improvvisazione nella gestione di progetti porti a risultati nuovi, come risposte a domande che non ci si era ancora mai posti.

Insieme ad Alessandro Colombo, nella masterclass interverranno Gianpaolo Barozzi (Sr Director HR & Talent Management di Cisco, Direttore Strategico del corso di Innovation design) e Fabio Giachino (pianista, compositore e produttore).

 

Grande successo di pubblico per l’appuntamento, già sold out, che si inserisce all’interno dell’evento sabaudo che riunisce le menti più brillanti della scena tech internazionale per parlare di innovazione, futuro e nuove tendenze. All’interno dell’Italian Tech Week si connettono l’ecosistema delle startup e dei VC italiano e internazionale, le migliori aziende innovative, gli imprenditori, le istituzioni e tutti i protagonisti del cambiamento.

 

L’incontro è previsto alla sede delle OGR (corso Castelfidardo 22) alle ore 16:30.

Il mistero del dopo e la memoria degli assenti: torna Torino Spiritualità

Sono il mistero del dopo e la memoria degli assenti a rendere enigmatica la fine; nella sua certezza è però possibile trovare il senso della presenza, di quel cammino che è la vita. In occasione della sua 19. edizioneTorino Spiritualità dedica cinque giorni «Agli assenti. Della morte ovvero della vita», un’opportunità per scrittori, pensatrici, filosofi, artisti e per il pubblico del festival di provare a riflettere sul nostro rapporto con la morte. Il festival, ideato e organizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori, in programma da mercoledì 27 settembre a domenica 1 ottobre tra il Circolo dei lettori, teatri, cinema e luoghi della cultura di Torino, sarà un’occasione d’incontro con la nostra finitezza, tanto necessaria quanto “scomoda” e arricchente.

 

Anteprima e inaugurazione, The biggest Death Café ever

 

Torino Spiritualità si è aperta con l’anteprima di domenica 17 settembre al Teatro Carignano: l’attore e doppiatore Francesco Pannofino legge e interpreta Le intermittenze della morte del Nobel José Saramago accompagnato da un ensemble di musicisti diretti da Simone CampaL’inaugurazione vera e propria della 19. edizione, in programma mercoledì 27 settembre, trasforma la chiesa di San Filippo Neri, la più grande di Torino, in un Death Caféthe biggest Death Café ever. Nati e diffusi nei paesi anglosassoni, i Death Café sono occasioni per riflettere insieme sulla morte e sul morire. Non sono sedute terapeutiche né sessioni di mutuo aiuto ma momenti di limpida condivisione di un’atmosfera informale, in cui i tabù cedono il posto alla convivialità e alla consapevolezza che essere mortali è quanto di più umano ci sia. A introdurre il Death Café di apertura di Torino Spiritualità, il monaco e tanatologo Guidalberto Bormolini; dopo il suo intervento, il pubblico della chiesa di San Filippo Neri viene diviso in 60 gruppi: 600 potenziali persone, 10 per ogni tavolo, guidate da un facilitatore, danno vita a una discussione comune sul perché la morte faccia parte della vita. L’evento è realizzato con la collaborazione di Fondazione Fabretti OnlusFondazione FAROOrdine Psicologi PiemonteScuola Capitale Sociale. Main sponsor SOCREM – Società per la Cremazione Torino.

Dopo l’inaugurazione, alle 21 al Cinema Massimo, Guidalberto Bormolini incontra l’attore e artista Alessandro Bergonzoni; moderati dall’antropologa Cristina Vargas, i due danno vita all’incontro Difficile non morire tutti quando muore qualcuno; sempre alle 21, al Circolo dei lettori, lo storico della scienza Francesco Paolo de Ceglia conversa con la scrittrice Chiara Valerio sul mito dell’immortalità nel dialogo Vampyr. La vita per sempre. Alla stessa ora nella sala Gioco del Circolo il sacerdote, scrittore e cappellano del carcere di Padova Marco Pozza riflette sull’esperienza dell’uccidere: La mia anima è triste fino alla morte.

Dopo aver inaugurato con il più grande Death Café mai realizzato, il Circolo dei lettori ospita altre sessioni di Death Café: giovedì 28 settembre con la tanatologa Marina Sozzi, venerdì 29 con lo psicologo Andrea Bovero, sabato 30 con il tanatologo Davide Sisto, domenica 1 ottobre con Natalia Pazzaglia, fondatrice di una piattaforma online di sostegno al lutto.

 

Ospiti, dialoghi, spettacoli 

 

Tanti gli incontri, le conversazioni, le lectio e gli spettacoli per riflettere. Lo scrittore svedese Björn Larsson conversa con Martino Gozzi, scrittore e AD della Scuola Holden, su orfanità e mancanza, sul rapporto tra autodeterminazione e legami di sangue. Al Teatro Gobetti il drammaturgo Stefano Massini esplora la paura dell’annientamento a partire dalle pagine del suo Manhattan Project (Einaudi, 2023). Lo scrittore e drammaturgo belga Éric-Emmanuel Schmitt, autore tra i più rappresentati sui palchi di tutto il mondo, ragiona sulle contraddizioni materiali e la profondità spirituale di Gerusalemme, a partire dal viaggio in Terra Santa che ha raccontato nel recente La sfida di Gerusalemme (Edizioni e/o, in coedizione con Libreria Editrice Vaticana, 2023). Il filosofo francese François Jullien intreccia pensiero orientale e occidentale per riflettere sulla smisuratezza dell’evento del morire nella lezione La morte: tra comprensione e incommensurabile (al MAO Museo d’Arte Orientale, venerdì 29 settembre, in collaborazione con Unione Buddhista italiana) e conduce, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino, un seminario di introduzione al suo pensiero. In Non ai morti si addice la tristezza, la poetessa Chandra Livia Candiani riflette con il curatore di Torino Spiritualità Armando Buonaiuto sui veli oscuri con cui abbiamo reso la morte un’estranea (sabato 30.9 al Teatro Gobetti), mentre il teologo Vito Mancuso tiene una lezione fornendo le Istruzioni per arrivare vivi alla morte (giovedì 28.9 al Cinema Massimo). Domenica 1 ottobre lo psicoanalista Massimo Recalcati è atteso per due appuntamenti: un’indagine sul mistero della resurrezione di Gesù (al Cinema Massimo, ore 15) e una lezione/spettacolo a partire dal celebre Diario di un dolore di C.S. Lewis, con la partecipazione dell’attore Sax Nicosia, in collaborazione con SOCREM – Società per la Cremazione Torino (Teatro Colosseo, ore 18.30). Sulle vite di chi è venuto prima di noi ragiona l’autore islandese Jón Kalman Stefánsson, a partire dal romanzo La tua assenza è tenebra e dalla nuova raccolta di poesie Quando i diavoli si svegliano déi (entrambi Iperborea, rispettivamente 2022 e 2023), insieme al libraio Davide Ferraris. Della sopravvivenza di noi negli oggetti dialogano Massimo Mantellini, esperto di tecnologia e web, Emanuele Trevi, Premio Strega 2021 e autore del recentissimo La casa del mago (Ponte alle Grazie, 2023), e Chiara Alessi, storica del design e voce del podcast del Post Cosa c’entra?. Mantellini incontra inoltre il tanatologo Davide Sisto e la scrittrice Giulia Muscatelli per una conversazione sui social e l’elaborazione del lutto. Al rapporto tra morte e digitale è dedicato anche l’incontro a cura di AFC Torino S.p.A con il giornalista Sergio BellucciAndrea Ciucci della Fondazione Vaticana RenAIssance e la sociologa Maria Giovanna Musso. Nell’incontro Ispirati dalla fine, il fondatore e leader dei Marlene Kuntz Cristiano Godano racconta il sodalizio tra rock e morte (giovedì 28.9 ore 18.30, Circolo dei lettori) mentre lo scrittore Paolo Nori, insieme al clarinettista Mirco Ghirardini, presenta Essendo capace di intendere e di volere, reading a partire dai testamenti olografi dell’archivio notarile di Napoli (giovedì 28 al Teatro Gobetti); lo scrittore e studioso di letteratura russa tiene anche una lezione sulla morte nelle opere di Tolstoj (Circolo, venerdì 29.9). Gabriele Vacis e Roberto Tarasco presentano il progetto teatrale dedicato alla Bibbia (Antiche Ghiacciaie del Mercato Centrale Torino, giovedì 28.9), insieme alla compagnia PEM Potenziali Evocati Multimediali. Ubbikaai. La madre Muerte è invece lo spettacolo di narrazione dell’antropologo e storyteller Marco Pollarolo, con il suggestivo live painting dell’artista Stefano Giorgi. Il dialogo interreligioso tra il pastore protestante Paolo Ribet e il rabbino Alberto Somekh, moderato dal filosofo Federico Vercellone, si concentra invece sui diversi modi con cui ebraismo e protestantesimo guardano all’esperienza del morire (giovedì 28.9, Circolo dei lettori). Di spettri, medium e case infestate discutono lo studioso Massimo Scotti, la fotografa Nadia Pugliese e il giornalista Luca Castelli, mentre lo psichiatra Vittorio Lingiardi si sofferma sulla dimensione del sogno come aldilà e Gabriella Caramore, in dialogo con il direttore della Fondazione Circolo dei lettori Elena Loewenthal, riflette sulla vecchiaia, ultima stagione dell’esistenza (sabato 30.9, Teatro Gobetti). In La vita succede. Anatomia della restanza, l’antropologa e micologa norvegese Long Litt Woon dialoga con lo scrittore Matteo B. Bianchi di lutti dei propri amati e di vie per superare la perdita, insieme al libraio Giorgio Gizzi. Di attraversamento del lutto parlano anche la copywriter Giulia Andreani, la belonging designer Donatella Caggiano, l’illustratore Gianluca Folì e Natalia Pazzaglia, fondatrice della piattaforma online Lasae, nata per sostenere chi sta facendo i conti con la perdita. Il fondatore della Comunità di Bose e della Casa della Madia Enzo Bianchi tiene una lezione a partire dalla riedizione del suo Vivere il morire (EDB), mentre il sacerdote Luigi Maria Epicoco rilegge La strada, capolavoro di Cormac McCarthy, presentando le riflessioni sulla fine che danno corpo al suo imminente Custodire il fuoco. Vademecum dopo l’Apocalisse (Einaudi, 2023). Il sacerdote e saggista Luca Peyron conversa con il presidente della Fondazione Circolo dei lettori Giulio Biino su astronomia e stelle morte, cieli sereni e luce dal nero. La storia del suicidio vista attraverso filosofia, letteratura e cinema è il fulcro della conversazione Tanto vale vivere, tra la filosofa Ilaria Gaspari e Guido Vitiello, docente di linguaggio cinematografico; la filosofa dialoga anche intorno alla perdita degli animali amati insieme alla psicologa Barbara Alessio e al veterinario Franco Fassola, autori del saggio L’ultima carezza, in collaborazione con Tyche Pet. Sulla morte spiegata ai bambini si confrontano la docente ed esperta di pedagogia Chiara Scardicchio e il neuropsichiatra Stefano Benzoni; Scardicchio discute anche insieme allo psichiatra e scrittore Paolo Milone, autore di Astenersi principianti (Einaudi, 2023), di come si possa guardare la morte con gli occhi degli altri, con letture di Antonella Delli Gatti (sabato 30.9 al Teatro Gobetti). L’attrice Rita Pelusio porta in scena La felicità di Emma, spettacolo delicato, surreale e commovente tratto dall’omonimo romanzo di Claudia Schreiber (Teatro Gobetti, venerdì 29 ore 21), mentre lo scrittore Daniele Aristarco, accompagnato dal musicista Roberto Billi, racconta storie di vittorie e sconfitte, di lotta per la giustizia e sacrificio di sé nel reading Una bella R-esistenza, dedicato agli studenti delle scuole superiori. Don Paolo Scquizzato dialoga con il medico chirurgo Stefano Manera in Ho fatto pace con la morte (Aula Magna Cavallerizza Reale, domenica 1 ottobre). Intorno ai riti dell’ultimo viaggio ragionano il tanatologo Davide Sisto, lo scrittore e cerimoniere funebre Ade Zeno (Stefano Colavita) e la tanatoesteta e scrittrice Simona PediciniDerio Olivero, vescovo e saggista, esplora alcune importanti rappresentazioni pittoriche della morte mentre il latinista Nicola Gardini sviluppa una lezione sul potere necromantico della letteratura, capace di far rincontrare i vivi e i morti, e il filosofo e studioso del pensiero orientale Marcello Ghilardi ripercorre tradizioni e racconti popolari in cui i defunti lasciano tracce nel mondo dei viventi (in collaborazione con Unione Buddhista Italiana, al MAO Museo d’Arte Orientale). La Comunità Religiosa Islamica Italiana esplora il rapporto tra Islam e morte e omaggia la figura di René Guénon in occasione del trentennale della sua fondazione, mentre gli insegnamenti delle antiche fonti indiane sulla morte sono al centro della riflessione dell’indologo Gianni Pellegrini. Sulle scelte di fine vita si confrontano il teologo e bioeticista Carlo Casalone e il vicepresidente della Società Italiana di Cure Palliative Luciano Orsi insieme alla tanatologa Marina Sozzi (in collaborazione con Fondazione Fabretti). Il docente di religioni e filosofie dell’Asia Matteo Cesari dialoga con i monaci zen Dario Doshin Girolami e Elena Seishin Viviani. Il linguista Federico Faloppa e il medico Oscar Bertetto, con la psicologa e terapeuta Monica Seminara, si confrontano sulla difficoltà di dire la morte e sulle parole che aiutano nelle situazioni di crisi; la neuropsichiatra Pia Massaglia tiene una lectio su come sostenere i bambini e i ragazzi nell’esperienza di perdita, mentre la tanatologa Marina Sozzi ci accompagna tra I doni della morte (i tre incontri sono in collaborazione con Fondazione FARO). Resti di umanità. Dialogo sul corpo e la fisicità della morte è invece l’incontro che Frame – Divagazioni scientifiche, Fondazione Benvenuti in Italia, Fondazione Fabretti e SOCREM organizzano con gli storici Giovanni De Luna e Manfredi Merluzzi e la storica delle religioni Maria Chiara Giorda (sabato 30.9, Off Topic) mentre il Polo Culturale Missionario CAM – Cultures And Mission propone una riflessione sul culto degli antenati con l’antropologo Alessandro Gusman, la suora missionaria in Bolivia Stefania Raspo, l’antropologo e sacerdote missionario in Brasile Corrado Dalmonego.

 

Laboratori, itinerari, esperienze 

 

Torino Spiritualità propone anche laboratori, itinerari cittadini e appuntamenti di riflessione anche giocosa intorno al tema degli assenti. Il laboratorio esperienziale Le assenze, gli assenti è un’esplorazione psicodrammatica sulla perdita e sul limite, condotto dall’antropologa Cristina Vargas e dalla psicoterapeuta Caterina di Chio (Circolo dei lettori, giovedì 28 settembre, in collaborazione con Fondazione Fabretti). Un giorno morirai, ma tutti gli altri no è un gioco interattivo di gruppo sull’imprevedibilità dell’evento che più temiamo, organizzato da Libreria Therese e condotto da Giulia Muscatelli e Davide Ferraris (Circolo dei lettori, domenica 1 ottobre). La filosofa Laura Campanello conduce il laboratorio Una è la medesima arte del vivere e del morire, mentre lo scrittore Ermanno Cavazzoni presenta un seminario di scrittura di epitaffi, necrologi e coccodrilli. L’artista Stefano Faravelli conduce un laboratorio di contemplazione di ex-voto, lo scrittore Martino Gozzi guida i partecipanti in un’esperienza di scrittura delle proprie catastrofi, il disegnatore Alessandro Bonaccorsi porta al festival un laboratorio di “disegno brutto” a tema funebre, la coreografa Monica Secco dà vita a un’esplorazione fisica del vuoto, mentre è dedicato alle scelte di fine vita il laboratorio proposto dalla tanatologa Caterina Giavotto e dall’avvocato Manuela Ferrari, in collaborazione con l’Unione Buddhista Italiana. Tra le camminate cittadine, gli itinerari condotti dalla storica dell’arte Federica Tammarazio presso il Cimitero monumentale di Torino, la visita artistico-simbolica condotta da Pietre Vive Torino, l’itinerario tra i padiglioni dell’Ospedale Mauriziano a cura del gruppo Stanza del Silenzio e il percorso Memoria d’assenza, marmorea presenza condotto dallo storico dell’arte Giovanni Carlo Federico Villa tra i monumenti del centro di Torino. Alle antiche Ghiacciaie del Mercato Centrale di piazza della Repubblica, don Paolo Scquizzato propone una meditazione guidata con sonorizzazione dal vivo, mentre il polistrumentista Simone Campa e la cantante Irene Rotondale si cimentano nella performance di ascolto e sound healing De profundis. Suoni dal ventre della terra.

 

L’immagine guida del festival, realizzata dall’illustratrice Laura Giorgi, si sofferma sugli “assenti” per tradurre in stravagante visione la loro lontananza e la nostra nostalgia, il loro appartenere a un altrove che non conosciamo ma al quale non smettiamo di volgere gli occhi.

 

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Il programma completo di Torino Spiritualità 2023 Agli assenti. Della morte ovvero della vita è su torinospiritualita.org

 

La biglietteria è su Vivaticket

 

Biglietteria il Circolo dei lettori (via Bogino 9, Torino) 

Da lunedì a sabato ore 9.30 – 19.30

Domenica 1 ottobre ore 9.30 – 20.30

 

Vivi la 19. edizione di Torino Spiritualità anche sui siti e sui social media di Torino Spiritualità e Fondazione Circolo dei lettori.

 

#ToSp23 #TorinoSpiritualità

 

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“Francesco Hayez. L’officina del pittore romantico”, grande mostra negli spazi della Gam

Arte, storia e politica si intrecciano

 

Torino dal 17 ottobre 2023 al 1 aprile 2024 ospiterà negli spazi della Gam, Galleria Civica d’Arte Moderna, una mostra personale dedicata al pittore Francesco Hayez, dal titolo “Hayez. L’officina del pittore romantico”, promossa dalla Fondazione Torino Musei, Gam di Torino e Gruppo Sole 24 Ore, curata da Fernanda Mazzocca e Elena Lissoni.

L’esposizione è promossa in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera, da cui proviene un importante nucleo di opere esposte.

In questa grande esposizione sabauda si intrecciano politica, storia e arte alla scoperta del mondo dell’artista, all’interno dell’officina del pittore, per svelarne tecniche e segreti. Si tratta di un percorso espositivo originale che pone a confronto disegni e dipinti, articolato in dieci sezioni, organizzate cronologicamente, che partono dalla formazione avvenuta tra Venezia e Roma, dove Hayez ha goduto della protezione e dell’amicizia di Canova fino alla prima affermazione a Milano e alle prove della maturità.

Accanto a opere inedite o poco viste, si potranno ammirare capolavori più popolari come “La Meditazione”, proveniente dai Musei Civici di Verona, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, e l’”Accusa Segreta”, proveniente dai Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia, cui è accostato il “Consiglio della Vendetta”, un prestito piuttosto prestigioso che proviene dal Liechtenstein, The Princely Collections Vaduz Vienna.

Significativi anche alcuni dipinti dell’artista custoditi dalla GAM come il “Ritratto di Carolina Zucchi a letto” (L’ammalata) e l’”Angelo Annunziatore”.

MARA MARTELLOTTA

GAM

Via Magenta 31

17 ottobre 2023, 1 aprile 2024

Orario 10-18.