La storia di Elda Pucci, prima e unica donna sindaco di Palermo, con Ottavia Piccolo e i solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo
TSN – Teatro Superga Nichelino (TO)
Venerdì 22 marzo, ore 21
Un’attrice, un ensemble di voci, il palcoscenico: la storia di una donna, di una città, di un anno. A volte, per spiegare le cose, servirebbe solo cercare le parole. Trovarle. Infine, dirle ad alta voce. La cosa più semplice. Raccontare di come a Palermo, il 19 aprile 1983, per la prima volta nella storia della città, una donna, Elda Pucci, la Dottoressa, è stata eletta Sindaco. Raccontare poi di come sempre nel mese di aprile di un anno dopo, il giorno 13, Elda Pucci, la Dottoressa, è stata sfiduciata. Raccontare infine di come a distanza di ancora un anno, il 20 aprile 1985, la casa di Elda Pucci è saltata in aria spinta da due cariche di esplosivo. Nel prima, nel mezzo, nel dopo, lì dove tutto si impasta come la calce, come la colla, i miliardi dell’eroina, gli assassini del Generale Dalla Chiesa, di Michele Reina, di Piersanti Mattarella, di Pio La Torre, dello scrittore Pippo Fava, il cemento di Vito Ciancimino, gli Inzerillo, i Badalamenti, i Buscetta, l’avvento di Totò Riina.
Ottavia Piccolo e i Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo tornano a confrontarsi in scena con le parole di Stefano Massini, a dare forma e struttura a un teatro necessario, civile, in cui il racconto dell’etica passa attraverso le parole, i timbri e le azioni di coloro che spesso non hanno voce.
Venerdì 22 marzo, ore 21
Cosa Nostra spiegata ai bambini
Di Stefano Massini
Regia Sandra Mangini
Con Ottavia Piccolo e i solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo
Produzione Officine della Cultura – Argot Produzioni, in collaborazione con Infinito Teatro
Biglietti: 22 euro galleria, 27 euro platea






“La più bella che esiste al mondo, il più stupendo gioiello religioso vagheggiato dal pensiero umano ed eseguito da mani d’artista”: così Guy de Maupassant ebbe a definire la reale imperiale “Cappella Palatina”, che si trova all’interno del complesso architettonico di “Palazzo dei Normanni” a Palermo, fatta consacrare nel 1140 da re Ruggero II d’Altavilla. E non minore stupore la “Cappella” destò pur anche agli occhi esigenti dell’“esteta”, Oscar Wilde, che ebbe a dichiararla come “la meraviglia delle meraviglie”. Dichiarazioni forti e magnificamente stupite di due dei massimi scrittori e intellettuali dell’Ottocento che ben s’intendevano di arte e bellezza, incrociatesi ai massimi livelli come testimonianza della possibile convivenza tra le culture di Oriente e Occidente sotto il regno di Ruggero II. Tant’è che, non a caso, la sicula “Palatina” è stata inserita nel 2015 dall’“UNESCO” nella lista del “Patrimonio mondiale dell’Umanità”, proprio come “esempio di convivenza e interazione tra diverse componenti culturali di provenienza storica e geografica eterogenea”. Di qui l’idea, indubbiamente interessante, del “MAO-Museo d’Arte Orientale” di Torino di programmare due conferenze tenute da Sherif El Sebaie (origini greco-egiziane, ma torinese d’adozione), titolare del corso di “Lingua Araba, Civiltà e Arti dell’Islam” al “Politecnico di Torino” – nonché consulente scientifico nella fase di allestimento museale della “Galleria dei Paesi Islamici” del “MAO” – che porterà il pubblico alla scoperta della “Cappella Palatina” di Palermo (martedì 19 marzo, ore 18) e circa un mese dopo (mercoledì 17 aprile, ore 18) del sito archeologico di Alula, sull’antica “via dell’incenso”, nella regione di Medina in Arabia Saudita, anch’esso censito dall’“UNESCO” (2021) come “Patrimonio mondiale dell’Umanità”. Gli incontri, organizzati a margine della mostra “Tradu/zioni d’Eurasia” e resi possibili grazie alla collaborazione con “Assointerpreti – Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria” nell’ambito delle celebrazioni del cinquantenario dell’“Associazione Nazionale Interpreti di Conferenza”, sono “l’occasione – sottolineano gli organizzatori – per interrogarsi su fenomeni quali la circolazione delle idee, delle lingue, degli stili e delle tecniche artistiche e artigianali avvenute fra paesi, popoli ed epoche diversi e di come, al variare del contesto, i significati si trasformino e si adattino”.
“80anni dalla e di Resistenza”: sotto questo titolo-slogan, l’“ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia” celebra a Torino l’ottantesimo compleanno arrivato proprio con l’arrivo del 2024. Anno importante per l’Associazione, costituita il 6 giugno del 1944 a Roma dal “CLN – Centro Italia” (sotto la Presidenza dei componenti del Comando Generale del “CVL – Corpo Volontari della Libertà”, da Cadorna a Parri, da Mattei a Stucchi e ad Argenton) mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. E quattro volte venti segna anche l’età della “Resistenza Partigiana” (8 settembre 1943 – 25 aprile 1945), in cui sono da individuarsi le origini stesse della “Repubblica Italiana”. Un duplice importante anniversario che, a Torino, “città medaglia d’oro” della “Resistenza”, nonché città che fu coraggiosa protagonista degli scioperi del marzo ’44, quando ben 70mila lavoratori scesero in piazza incrociando le braccia, sarà ricordato con due concerti richiamanti il “valore della Libertà” e che si terranno in questo mese di marzo.
commistione di sfoghi, speranze e dolcezza ed i cui testi rispondono all’urgenza di una gioventù consapevole e complessa, che guarda all’ambiente urbano in cui è immersa come ad una giungla in cui si sente tribù”.
Liberazione’ non solo con le tradizionali commemorazioni istituzionali e i momenti di approfondimento storico, ma promuovendo eventi che auspichiamo servano a coinvolgere le giovani generazioni e a ricordare loro che 80 anni fa, ragazzi e ragazze della loro età diedero la vita per consentire a noi, oggi, di vivere in un Paese democratico. Perché il 25 aprile è un momento di gioia e, al tempo stesso, occasione di riflessione sul nostro passato per non perdere la ‘Memoria’ di ciò che è stato e farne linfa del nostro impegno per un futuro libero, giusto e pacifico”. Sempre nel segno di quell’antifascismo che “deve essere inteso oggi – sottolinea, da parte sua, Nino Boeti, presidente dell’‘ANPI’ provinciale – come lotta contro chi minaccia le libertà individuali, che nega la giustizia sociale, che discrimina i cittadini, che usa la violenza come strumento politico. Resistenza fu sacrificio, sofferenza, fame, freddo. Ma fu anche gioia. Quella di sentirsi in tanti dalla parte della giustizia e della Storia”.


