Caro direttore, è una pagina di grande eccellenza sanitaria quella che è stata recentemente scritta all’ospedale di Alessandria. Il 30 novembre scorso l’équipe del Dott. Andrea Audo ha eseguito con successo un delicatissimo intervento per una grave dissecazione aortica, che è in grado di fare scuola nel mondo della medicina per le innovative tecniche bloodless (senza sangue) utilizzate.
I medici hanno accolto con grande professionalità e rispetto la richiesta del paziente testimone di Geova di essere operato senza uso di sangue, e si sono adoperati con urgenza per individuare una soluzione basata sugli ultimi ritrovati scientifici e sanitari. L’intervento è stato svolto dall’équipe multidisciplinare formata dai cardiochirurghi Andrea Audo e Corrado Cavozza, dagli emodinamisti Joel Secco e Antonio Rizzi, dal chirurgo vascolare Alberto Guagliano oltre che dagli infermieri e dai tecnici per la circolazione extracorporea.
Il Dott. Audo ha dichiarato: “L’operazione ha implicato il trattamento di aorta ascendente, arco e parte dell’aorta discendente, e non sarebbe stata praticabile senza sangue con le tecniche tradizionali”. La linea scelta per l’intervento prevede il ricorso al trattamento endovascolare dell’aorta toracica TEVAR (“thoracic endovascular aneurysm repair”). Si tratta di un’alternativa mini-invasiva rispetto alla tradizionale chirurgia per il trattamento delle patologie dell’aorta toracica. Questa opzione terapeutica può essere impiegata per il trattamento di aneurismi e dissecazioni dell’aorta toracica, in virtù della sua bassa mortalità e dei bassi tassi di paraplegia rispetto alla chirurgia tradizionale.
In questo caso non è stato possibile usare la tecnica TEVAR in modo tradizionale a motivo della conformazione anatomica dell’aorta del paziente. Pertanto, l’équipe ha contattato varie aziende specializzate nella produzione di protesi specifiche, e una piccola azienda emergente ha accettato di elaborarne una specifica per il paziente, costruita su misura facendo riferimento alla sua TAC. In questo modo l’intervento è stato svolto in modo percutaneo, ovvero senza fare un minimo taglio.
Il Dott. Audo ha commentato così i risultati dell’intervento: “Il paziente sta bene, ed è stato dimesso addirittura quattro giorni dopo, in seguito ad un intervento perfettamente riuscito”. Profonda gratitudine è stata espressa dal paziente stesso, che ha ringraziato sia il Dott. Audo e i suoi collaboratori per la grande professionalità e per la chiarezza con cui hanno gestito tutte le comunicazioni, che l’intero reparto di cardiochirurgia per la gentilezza mostrata. Il paziente ha inoltre aggiunto di aver apprezzato molto il fatto di essere stato “rassicurato in modo da poter affrontare l’intervento con fiducia”.
La medicina bloodless è sempre più diffusa tra le strutture ospedaliere d’eccellenza ed è in linea col Patient Blood Management (PBM), promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Ministero della Salute. Gli studi scientifici che sono alla base del PBM sottolineano chiaramente che le strategie mediche alternative alle emotrasfusioni producono migliori risultati clinici, tempi di recupero abbreviati e implicano un tasso di mortalità inferiore.
Daniele Clementi
Portavoce dei Testimoni di Geova per il Piemonte
(foto di repertorio)
Gianni Oliva ha scritto un ricordo così esaustivo sullo storico Valerio Castronovo che mi esime dallo scrivere di lui, ritrovandomi pienamente nell’articolo di Gianni. Mi limiterò a qualche ricordo personale. Con Valerio non ho avuto una consuetudine assidua di frequentazione, ma in parecchie occasioni c’è stata la concreta possibilità di un incontro molto proficuo. Era si’ uomo di sinistra, ma fu sempre socialista assolutamente non marxista. Per certi versi si poteva considerare un salveminiano che non aveva dimenticato il Salvemini anticomunista collaboratore con Pannunzio al “Mondo“ , un periodo spesso ignorato da alcuni che dovrebbero conoscerne la vita, ma in cui la faziosità filo gramsciana spesso prevale sempre. Valerio con la visione egemonica gramsciana non ebbe nulla da spartire. Era un uomo che amava il pluralismo e la libertà di pensiero. Ricordo che ci scambiammo una telefonata quando cadde il Muro di Berlino e mi colpì il suo entusiasmo. Anche sul fascismo non ripete’ mai le vulgate e collaboro’ anche con Renzo De Felice.