Gli sportelli saranno un punto di contatto privilegiato per offrire assistenza ai clienti e proporre soluzioni dedicate al risparmio energetico
Iren Luce Gas e Servizi, società del Gruppo Iren che opera nella commercializzazione di energia elettrica, gas e teleriscaldamento, apre due nuovi sportelli a Torino, in via Pietro Micca 17 e via Bligny 11, a testimonianza dell’importanza che il Gruppo riconosce alla relazione con i cittadini e clienti e al valore che attribuisce allo sviluppo delle comunità territoriali in cui opera
I nuovi spazi costituiscono un ulteriore punto di contatto per i clienti, dedicati alla proposta di soluzioni per il risparmio energetico grazie alla presenza di consulenti esperti: presso gli sportelli sarà infatti possibile ricevere informazioni e offerte per l’efficientamento energetico (climatizzatori, caldaie di ultima generazione, termostati smart e valvole termostatiche) e la smart home (kit con smart led, presa smart, webcam e Google Home), oltre alle soluzioni per la mobilità elettrica leggera (e-bike, monopattino elettrico).
Accanto a questi servizi innovativi sarà sempre possibile ricevere informazioni e assistenza sulle offerte luce e gas e, dal 7 luglio, sui servizi ambientali (stampa ecocard Amiat).
Gli sportelli sono aperti con i seguenti orari:
- Store via Pietro Micca 17, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 17:30, il sabato dalle 8:30 alle 12:30.
- Store via Bligny 11, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 17:30, il sabato dalle 8:30 alle 12:30.
Per evitare attese è possibile prenotare un appuntamento attraverso la app IrenYou selezionando lo sportello di interesse. Contattando gli store è inoltre possibile fissare un appuntamento dedicato ai servizi di efficientamento energetico con un consulente energia 360°.
Neppure l’ateo e mangiapreti accademico del CAI Massimo Mila avrebbe condiviso la decisione del CAI di condannare le croci in cima alle montagne, viste come elemento divisivo. Forse il consigliere comunale torinese che vuole eliminare il crocifisso nella Sala rossa , è diventato anche dirigente del CAI , il Club alpino Italiano fondato da Quintino Sella, il grande statista biellese della nuova Italia nata dal Risorgimento e grande scienziato. Bontà loro, al CAI non contestano le croci esistenti, ma si dicono contrari a nuove croci sulle montagne. La notizia potrebbe essere una barzelletta estiva che manderebbe su tutte le furie il mio amico conte Edoardo Fiora di Centrocroci che sentirebbe il suo predicato nobiliare in pericolo. In effetti invece è una cosa apparentemente seria. Questi nuovi montanari scalatori di vette inesistenti non vogliono laicizzare le scalate, ma vogliono scristianizzare anche le vette più inaccessibili dove svetta da sempre la Croce di Cristo . Scristianizzare significa ripetere l’errore ingenuo della Rivoluzione francese che cambiò anche il nome dei mesi dell’anno, ottenendo come reazione Napoleone e la Restaurazione. Dove non entra il cittadino Cristo, non
entra neppure il cittadino Parini, disse il poeta milanese dell’illuminismo egualitario. Questi forse panciuti alpinisti che vogliono distinguersi non nello scalare montagne, ma nell’ impedire nuove croci, sono l’espressione montanara del nichilismo fallimentare che ha distrutto la nostra società. La laicità di Benedetto Croce portava il filosofo a non potersi “non dire cristiano“. Questi velleitari laicisti vogliono accanirsi anche contro la storia. Il Cristianesimo, piaccia o non piaccia, fa parte della nostra civiltà, al di là del fatto di credere o non credere . Una verità elementare che gli scalatori del terzo millennio non riescono a comprendere. La notizia mi era sfuggita, ma oggi al castello di Issogne l’amico editore valdostano Ennio Pedrini mi ha raccontato le nuove prodezze del CAI.