Un cittadino italiano di 23 anni è stato tratto in arresto dalla Polizia di Stato poiché gravemente indiziato del reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Gli agenti del Commissariato di P.S. Mirafiori, entrati in una palazzina del quartiere di Mirafiori per effettuare un controllo nei confronti di un uomo sottoposto agli arresti domiciliari, hanno sentito un odore pungente provenire dai piani inferiori.
Dopo aver appurato che l’uomo fosse regolarmente in casa, gli operatori cercavano di risalire alla provenienza di predetto forte odore. Bussavano alla porta di un altro appartamento: qui, apriva loro una donna che permetteva loro l’accesso, nel frattempo rientrava in casa l’inquilino che la ospitava. In bella mostra su un tavolo, diversi involucri incellophanati contenenti hashish e, su un ripiano di un armadio, della marijuana.
L’intuito e il “fiuto” degli agenti hanno portato così al sequestro di oltre 1 kg di hashish e quasi 350 grammi di marijuana, per un totale di un chilo e mezzo di sostanza stupefacente, presumibilmente detenuti illegittimamente dal ventitreenne ai fini di spaccio. Inoltre, durante il controllo venivano rinvenuti tre bilancini di precisione, un coltello da cucina e materiale per il confezionamento della sostanza.
Gianni Oliva ha scritto un ricordo così esaustivo sullo storico Valerio Castronovo che mi esime dallo scrivere di lui, ritrovandomi pienamente nell’articolo di Gianni. Mi limiterò a qualche ricordo personale. Con Valerio non ho avuto una consuetudine assidua di frequentazione, ma in parecchie occasioni c’è stata la concreta possibilità di un incontro molto proficuo. Era si’ uomo di sinistra, ma fu sempre socialista assolutamente non marxista. Per certi versi si poteva considerare un salveminiano che non aveva dimenticato il Salvemini anticomunista collaboratore con Pannunzio al “Mondo“ , un periodo spesso ignorato da alcuni che dovrebbero conoscerne la vita, ma in cui la faziosità filo gramsciana spesso prevale sempre. Valerio con la visione egemonica gramsciana non ebbe nulla da spartire. Era un uomo che amava il pluralismo e la libertà di pensiero. Ricordo che ci scambiammo una telefonata quando cadde il Muro di Berlino e mi colpì il suo entusiasmo. Anche sul fascismo non ripete’ mai le vulgate e collaboro’ anche con Renzo De Felice.