Un boccone di carne le è andato di traverso ed è morta soffocata. La donna 66enne era ospite della Progeco, struttura Residenziale Psichiatrica a Sangano. Il personale sanitario della struttura è intervenuto ma non è stato possibile salvarla.
Il 18 maggio si è svolta a Palazzo Civico di Torino la Conferenza “I romeni in Italia tra vecchi stereotipi e nuovi orizzonti”, organizzata dall’Ambasciata di Romania in Italia, il Consolato Generale di Romania a Torino, insieme all’Istituto Di Studi Politici S. Pio V, Dossier Statistico Immigrazione – IDOS. L’evento, al quale hanno participato quasi 100 invitati, tra ricercatori, rappresentanti delle istituzioni italiane, forze dell’ordine, numerosi esponenti del mondo associativo e personalità romene che vivono nella regione Piemonte, si è tenuto presso la sede e con il patrocinio del Comune di Torino.
Durante il Convegno è stato presentato il volume bilingue “Radici a metà Trent’anni di immigrazione romena in Italia”, che comprende una serie di analisi e statistiche sociologiche multisettoriali, utili a capire le variegate dimensioni della presenza romena in Italia.
Sono intervenuti: l’Ambasciatore di Romania in Italia, Gabriela Dancău, l’Assessore Gianna Pentenero del Comune di Torino, Ioana Gheorghiaș, Console Generale di Romania a Torino.
“In questi 30 anni di immigrazione, la nostra comunità è cresciuta e si è sviluppata. I romenihanno superato il livello di bisogni basilari, come casa e lavoro, diventando nuovi cittadini inseriti nelle scuole e nelle università, come alunni e studenti, ma anche come docenti. Sono presenti nei luoghi di cultura, come artisti e creatori di bellezza, nei registri anagrafici delle camere di commercio, come imprenditori di alto livello”, ha affermato Ioana Gheorghiaș. Il console generale ha portato delle statistiche aggiornate con riferimento alla zona di competenza dell’ufficio consolare, statistiche che dipingono una comunità “proiettata verso il futuro”, con “oltre 4000 imprenditori, 1000 studenti negli amfiteatri dell`Università di Torino e altrettanti nelle aule del Politecnico , con migliaia di bambini e ragazzi di età scolastica che popolano le aule delle scuole di vario grado”.

“Torino è delle città italiane dove la complessità dei rapporti bilaterali tra la Romania e l’Italia si manifesta al massimo”, ha ricordato l’Ambasciatore Gabriela Dancău, elencando i numerosi eventi – economici, culturali, accademici – organizzati nell’ultimo anno proprio nel Piemonte, come frutto dell’ottima collaborazione inter istituzionale al livello bilaterale.
“Oggi è stato inaugurato il Salone Internazionale del Libro al Lingotto e non poteva mancare in questo contesto la presentazione del volume “Radici a metà – 30 anni di immigrazione romena in Italia”. La ricerca “riesce a cogliere fedelmente anche la dimensione umana che ha accompagnato l’immigrazione romena in Italia negli ultimi tre decenni”.
Parlando dello sviluppo del paese negli ultimi anni, l’ambasciatore ha parlato della trasformazione economica della Romania, ricordando il crescente scambio economico tra i due paesi, in continua evoluzione, anche a livelli decentralizzati.
A Torino, una città simbolo per l’industria automobilistica, ha menzionato che la Romania “produce oggi quasi lo stesso numero di autovetture quanto l’Italia, cioè 420.000 pezzi all’anno, 5 volte di più rispetto agli anni ’90”. Lo sviluppo del paese è dovuto anche agli sforzi e ai sacrifici dei romeni emigrati, tra cui spicca quelli arrivati in Italia. La comunità romena in Italia negli ultimi 30 anni ha subito enormi cambiamenti e oggi siamo testimoni di nuove esperienze di successo, senza necessità di evocare il carattere. L’integrazione individuale è frutto del loro lavoro, dei loro sacrifici, dell’impegno delle autorità romene, della Chiesa ortodossa, cattolica e greco cattolica, che sono state una guida e hanno portato sollievo e speranza e non per l’ultimo della disponibilità mostrata dalla società italiana che ha accolto la comunità romena all’estero. L’integrazione è anche frutto dell’impegno di istituzioni come l’IDOS e San Pio V, che, in una visione lungimirante, si sono fatte una ragione nello spiegare l’evoluzione positiva verso l’integrazione, a differenza di mostrare episodi isolati ai quali spesso la stampa e i politici hanno dato visibilità in questi ultimi 30 anni. Per questo ringrazio sentitamente i ricercatori e gli autori dei singoli capitoli”.
I curatori del volume, Antonio Ricci, ricercatore del Centro Studi IDOS e Miruna Cajvaneanu, giornalista romena, hanno presentato i dati e le conclusioni della ricerca, con un focus sulla presenza romena nel Piemonte.
Antonio Ricci ha presentato l’evoluzione, attraverso dati statistici, della presenza romena in Italia.

Eccone alcuni: “Nel 2020 i titolari di impresa nati in Romania sono 50.230, di cui 30.426 nelle costruzioni (si tratta di un vero e proprio passaggio verso il lavoro autonomo nello stesso settore in cui è tuttora convogliata una buona parte dei lavoratori romeni alle dipendenze, tanto che in taluni casi si tratta di para-imprese nate per soddisfare i rapporti di sub-fornitura). Negli anni più recenti l’imprenditoria romena ha trovato nuova linfa grazia alla progressiva apertura a nuovi ambiti di attività, trainata dal ruolo crescente delle donne.
Nel 2020 il valore aggiunto generato dai lavoratori stranieri in Italia è stato pari a 146,7 miliardi di euro, cioè al 9,5% del PIL, e tenuto conto che i romeni in Italia rappresentano oggi il 20,8% della presenza straniera, è doveroso riconoscere ai lavoratori romeni di contribuire ogni anno ad almeno il 2% del PIL italiano”.
In Piemonte c’è un’importante comunità romena, che comprende 73.074 lavoratori (64.739 dipendenti, 7.754 autonomi, 581 parasubordinati). Ci sono anche 4.028 pensionati (1.631 pensioni IVS, 1.858 pensioni assistenziali, 331 pensioni assistenziali, 208 più di una tipologia).
Ecco come viene distribuita la presenza sul territorio nelle varie provincie: Torino si trova al primo posto, con 88.068 presenze (42,2% sul totale degli stranieri), Cuneo – 15.775, Alessandria – 12.632, Asti– 6.724, Novara 3.683.
Miruna Cajvaneanu ha esposto alcuni aspetti qualitativi rilevati dalla ricerca, con luci e ombre. E’ stato notato come al livello associativo, l’impegno della comunità non è omogeneo e ha ancora margini di sviluppo. Molto più significativa è la dimensione religiosa (sul territorio italiano ci sono oltre 400 parrocchie ortodosse, e una cinquantina tra quelle cattoliche di rito latino e greco cattoliche. Dal punto di vista della cittadinanza attiva, sono pochi i cittadini romeni che esercitano il loro diritto di voto attivo e passivo alle elezioni amministrative ed europee, in qualità di cittadini comunitari. Dall’indagine sociologica realizzate nell’ambito della ricerca, è emerso che “i romeni si sentono a casa in Italia, come in Romania, e devono fare i conti con un’integrazione transnazionale sui generis. Interessante notare che il trasferimento della cultura romena alla generazione dei bambini risulti ridotto e generalmente limitato all’uso della lingua romena nello spazio familiare. Da questo punto di vista è probabile che il risultato finale possa essere l’assimilazione”. Inoltre, 46% dei romeni che vivono in Italia dichiarano si sentirsi “cittadini europei”.

Hanno raccontato poi la loro esperienza di successo in Italia: la designer Mioara Verman, Luciana Enescu, organizzatrice e promotrice di eventi caritabili di anvergura nel Piemonte e Viorel Bohotici, giovane ricercatore al Politecnico di Torino.
Luciana Enescu, nata in Bacău, ha lavorato prima come baby sitter, poi, dal 2003 ha iniziato un percorso nel campo dello spettacolo benefico. Dal 2013 con la sua “Eneselle Spettacoli” organizza e promuove diversi eventi di beneficienza, per realtà importanti come AIDO Torino (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, tessuti e cellule), FMRI Torino (Federazione Malattie Rare Infantili), Lila Piemonte (Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids), FPRC (Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro, Candiolo).
Mioara Verman, sarta e stilista, vive a Torino da più di 25 anni. La passione e determinazione per il suo lavoro non è passa inosservata ed è diventata Presidente Federmoda – CNA Torino. Da quasi 17 anni gestisce la propria attività, è madre di due figli ed è spesso impegnata in svariati impegni sociali per i più fragili.
Viorel Ionut Bohotici è un promettente studente di Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Torino. Appassionato di Matematica, Fisica, Chimica, e Biotecnologie. Diplomato a Jesi in biotecnologie sanitarie, dall’età adolescenziale ha svolto innumerevoli attività nel campo della ricerca scientifica. Ha presentato i suoi progetti all’Expo di Dubai, ed in varie competizioni scientifiche tra cui il “Regeneron ISEF di Atlanta” dove è arrivato 4°. Grazie ai suoi progetti, ha preso parte alla serie “Science Fair” della prestigiosa “National Geographic”.
L’evento è stato moderato da Benedetto Coccia, ricercatore dell’Istituto di Studi Politici S. Pio V, che sottolinea la “vicinanza dell’anima” tra Italia e Romania, per citare uno studioso romeno. “Una vicinanza dovuta non tanto alle vicende che recentemente hanno indirizzato una quota consistente dell’emigrazione romena in Italia, rendendo di fatto il gruppo romeno
la comunità straniera più numerosa nel nostro Paese (quasi il 23% dell’intera popolazione straniera residente in Italia), quanto piuttosto alle comuni origini neolatine che hanno dato, sin dall’antichità, a queste due popolazioni, solide radici filosofiche, giuridiche e culturali comuni.” E da qui anche il nome della ricerca, “Radici a metà”, che si riferisce anche
al sentimento di appartenenza, d’identità dei romeni che, ormai da anni, vivono in Italia.
Si tratta della terza edizione di una fortunata serie di Convegni con lo stesso tema, promossa dall’Ambasciata di Romania in Italia sul territorio italiano. Le prime tappe sono state in Campidoglio, alla presenza del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e a Firenze, presso sede della Regione Toscana, con la partecipazione del Presidente della Regione, Eugenio Giani.
Foto Mihai Bursuc
Il 50% dei visitatori ha raggiunto SalTo23 in metro e in bus. Lo comunica Gtt sui social. La maggior parte dei passeggeri ha scelto di viaggiare in metropolitana comodamente collegata ai due ingressi principali del Salone: nel week end con l‘aumento dei visitatori GTT ha potenziato il servizio di metropolitana, garantendo 20 treni sulla linea con una frequenza di 2 minuti e 45.
Tra le linee di superficie la scelta dei visitatori è ricaduta sull’utilizzo della linea 8, comoda sia all’ingresso del Salone di via Nizza, sia all’ingresso dell’Oval attraverso la stazione ferroviaria Lingotto servita dalla nuova “promenade”.
Anche l’acquisto dei biglietti è stato semplice: i clienti hanno potuto contare sulle emettitrici automatiche all’interno delle stazioni e sul nuovo sistema “Tap&Go” contactless con carta. Biglietti anche presso lo stand GTT all’interno del Salone e nelle stazioni della metropolitana rivolgendosi agli assistenti alla clientela.
Ieri pomeriggio nel parcheggio del Lingotto Fiere un rapinatore ha rubato il cellulare a una ragazza minacciandola con un coltello. Dopo un lungo inseguimento da parte della polizia è stato arrestato. Il malvivente si trovava sotto l’effetto di stupefacenti.
Ieri nei pressi di Castellamonte si è verificato un incidente che ha coinvolto tre veicoli: una Fiat Panda, un’Alfa 147 e una Jeep Compass. La Fiat Panda è stata completamente distrutta, mentre gli altri due veicoli hanno subito notevoli danni. Tre persone ferite sono state trasportate all’ospedale di Ivrea e la persona più gravemente ferita è stata trasferita al CTO di Torino. La strada provinciale di Castellamonte è stata temporaneamente chiusa per consentire l’estrazione dei feriti. È intervenuto l’elisoccorso.
Agrobarriera, l’orto urbano produce sul tetto di Lidl
L’orto urbano di Agrobarriera sta iniziando a produrre copiosi ortaggi sul tetto del supermercato Lidl di via Bologna a Torino. Ecco le foto tratte da Facebook.



A Santena si costruisce gentilezza
Il sindaco Roberto Ghio, l’assessore con deleghe alle Politiche sociali e volontariato Alessia Perrone e la consigliera comunale Debora Dello Monaco, con cariche alle pari opportunità, hanno firmato il “Patto di Partecipazione a Costruiamo Gentilezza” insieme al presidente dell’associazione “Cor et Amor” Luca Nardi e alla vicepresidente Livia Saltetto. È in piazza Martiri della Libertà durante l’evento di chiusura della asparisagra, viene consegnato anche il primo riconoscimento al “santenese più gentile”
(Mediano Editore), di Marilù Simoneschi.
Il volume è stato presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, durante un incontro ospitato presso lo spazio espositivo della Regione Calabria (terra d’origine dell’autrice), cui hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Pontificia Accademia di Teologia, monsignor Antonio Staglianò , e l’arcivescovo della Diocesi di Torino , monsignor Roberto Repole”. Al centro del libro NONNA ROSA, LA RADICE UMANA E CRISTIANA DI PAPA FRANCESCO, come titola l’articolo di Famiglia Cristiana che ne parla, a firma di #lorenzomontanaro: nata in Liguria, cresciuta in Piemonte, emigrata in Argentina, rocciosa nella fede e negli affetti, Rosa Margherita Vassallo (1884-1974) la nonna paterna del Pontefice, è quella di cui Francesco disse già nel 2013 “Ho ricevuto il primo annuncio cristiano da una donna: mia nonna.”
E’ promosso in collaborazione con Brixel e la Fondazione torinese Giorgio Amendola
Di Mara Martellotta
Lunedì 22 maggio scorso è stato presentato presso il Salone del Libro di Torino il progetto “Haina e il Ghul”, realizzato da Luca Porru e Riccardo Gagliarducci in collaborazione con Brixel e la Fondazione Giorgio Amendola.
Erano presenti con Luca Porru Domenico Cerabona, presidente della Fondazione Giorgio Amendola di Torino, e Souad Maddahi.
“Questo progetto va al di là del semplice racconto – spiega Riccardo Gagliarducci – ma è volto a realizzare dei libri per una realtà aumentata. Il primo è stato realizzato in lingua sloveno moldava, il secondo in lingua cinese, il terzo, quest’ultimo, in lingua araba, finalizzato ad un progetto di inclusione dei bambini che vivono nei quartieri Aurora e Barriera di Milano, spesso nati in Italia e stranieri soltanto di seconda o terza generazione.
Questo progetto si è sviluppato a 360 gradi coinvolgendo molte biblioteche del territorio comunale e metropolitano, come quella di Settimo, con la quale si sta realizzando anche il progetto in lingua spagnola.
Ciò facilita la diversificazione delle biblioteche e la dimensione di interculturalità, fondamentale per i bambini che frequentano le scuole di arabo aperte anche il sabato”.
Nella fiaba si racconta della figlia dello sceicco, Hsina che, rapita da Ghul, il mostro di farina, riesce a fuggire e ritornare a Palazzo. Sulla scena il cuoco prepara un sontuoso cous cous per festeggiare l’evento, danza e canta tra tegami e coperchi e racconta la mirabolante vicenda. Vengono utilizzati degli ortaggi, peperoni, zucchine, patate, cipolle, che via via diventano i protagonisti di questa grande avventura, finendo in pentola.
“Questo progetto è stato realizzato – spiega Luca Porru- grazie a un collettivo, Bibliobabel, Brixel e il portale dei migranti.
Significativo è il fatto che questo libro risulti in doppia lingua eabbia utilizzato una applicazione web, illustrazioni marker e modelli in 3D. Il ghul è una figura che appare nella tradizione marocchina, si può considerare simile all’orco, a metà tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Il prossimo libro bilingue che verrà realizzato sarà una storia azteca di due innamorati e coinvolge anche la biblioteca di Beinasco. Un libro come “Haina e il Ghul” consente ai bambini di entrare in una realtà aumentata, di riflettere su vari personaggi e imparare a dialogare nella lingua nativa dei propri genitori”.
“Haina e il Ghul” è ispirata a una storia della tradizione araba e rappresenta appunto una delle tre fiabe, una cinese una romena e una marocchina, raccolte in libri realizzati sia in lingua italiana sia in lingua originale. Sono tre magiche storie che hanno preso vita con le illustrazioni e l’utilizzo della realtà aumentata, resopossibile grazie a un sapiente lavoro del collettivo Brixel.
Le Sale della Fondazione Amendola hanno ospitato, lo scorso settembre, la mostra dal titolo “Bibliobabel, tre fiabe in realtà aumentata”.
Il progetto Bibliobabel (www.bibliobabele.it) ha l’obiettivo di promuovere il dialogo interculturale tra le tre principali comunità linguistiche presenti sul territorio metropolitano di Torino, la comunità cinese, quella romeno-moldava e quella araba. Il progetto ha vinto la prima edizione del bando “Cultura futuro urbano. Biblioteca casa di quartiere “, promosso dal Ministero deiBeni ed delle Attività Culturali; è capitanato dalla Fondazione Giorgio Amendola in partnership con le biblioteche dei Comuni di Moncalieri e Beinasco, le cooperative sociali Mirafiori e Solidarietà & Lavoro, l’Ufficio per la pastorale dei Migranti, il collettivo Iperurbana e le associazioni italaocinese Zhi Song, rumena e moldava Primo Passo e maghrebina islamica delle Alpi.Il progetto si propone di dare vita a tre laboratori interculturali permanenti, arricchendo l’offerta dei servizi sulle biblioteche. Grazie al contributo ministeriale sono state create sezioni in lingua mandarina, rumena e araba. Sono anche stati installati dei prodotti multimediali per narrare in modo innovativo fiabe tradizionali, promuovendo il dialogo Interculturale.
MARA MARTELLOTTA
Una donna di Moncalieri era al centro commerciale quando, uscita, ha trovato la propria auto scassinata. I ladri avevano rubato il libretto di circolazione per sapere dove abitasse. Lei è tornata a casa e ha trovato malviventi davanti all’abitazione. Vista la donna sono fuggiti. Le vetture parcheggiate nei supermercati sono utili ai ladri per reperire indirizzi e agire rapidamente finché la casa è incustodita.
(Foto archivio)