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Benedizione degli animali a Sant’Antonio di Ranverso

Domenica 18 gennaio 2026 alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, uno dei monumenti medievali più importanti e meglio conservati del Piemonte, ubicato tra Buttigliera Alta e Rosta, in Provincia di Torino, si è tenuta l’annuale S. Messa, seguita dalla benedizione degli animali e dei mezzi agricoli in occasione della Festività di Sant’Antonio Abate, il Patrono degli animali, ricordato dalla Chiesa il 17 gennaio.
La funzione religiosa, officiata da Don Franco Gonella, Parroco di Buttigliera Alta e Rosta, ha avuto come cornice un luogo intriso di storia: la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è stata infatti edificata nel 1188 per volere del Beato Conte di Savoia Umberto III con l’obiettivo di ospitare i pellegrini che percorrevano la diramazione della Via Francigena che valicava il Colle del Moncenisio e curare i malati di ergotismo. Il sovrano donò i terreni, mentre la sua quarta consorte Beatrice di Vienne volle che la struttura venisse affidata agli Antoniani dell’Abbazia di Saint-Antoine-l’Abbaye, ubicata nelle terre di suo padre Gerardo I, Conte di Mâcon e di Vienne, che facevano parte del Delfinato. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso fu il secondo luogo di culto antoniano in Europa dopo la Chiesa Abbaziale di Saint-Antoine l’Abbaye, uno dei più alti esempi di architettura gotica nel sud-est della Francia, edificata a partire dal 1297 per ospitare le reliquie di Sant’Antonio Abate, portate nel Delfinato nel 997 dal nobile Jocelin de Chateau Neuf, il quale le aveva ricevute in dono dall’Imperatore di Costantinopoli durante un suo pellegrinaggio in Terrasanta. Nel 1089 il nobile Gastone de Valloire, afflitto dalle sofferenze del figlio malato di Herpes Zoster, si recò a venerare le spoglie del santo. Il figlio guarì ed in segno di riconoscenza l’aristocratico fondò una confraternita dedicata alla cura di questo male; nacquero così gli Antoniani, detti anche “Cavalieri del fuoco sacro”. Questi religiosi si dedicavano alla cura degli ammalati di “fuoco di Sant’Antonio” che cercavano conforto presso i loro santuari, utilizzando come rimedio un balsamo a base di grasso di maiale. Da questa pratica nacque l’iconografia di Sant’Antonio, rappresentato avanti negli anni, con una lunga barba bianca, mentre avanza scuotendo un campanello, in compagnia di un maiale. Il suo bastone da pellegrino termina con una croce a forma di tau, che gli Antoniani portavano cucita sul loro abito.
Quest’Ordine religioso cessò di esistere con la Bolla “Rerum humanarum conditio” di Papa Pio VI datata 17 dicembre 1776; l’Abbazia di Saint-Antoine passò quindi all’Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, venne nazionalizzata con la Rivoluzione Francese e dal 1840 è classificata come monumento storico. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso passò invece all’Ordine Mauriziano ed oggi è di proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano.
La Festa di Sant’Antonio è sempre stata molto sentita a Buttigliera Alta e Rosta, Comuni oggi come ieri a vocazione agricola. Nel passato si portava in processione la statua quattrocentesca del santo custodita nella Precettoria, si benedivano gli animali, puliti ed infiocchettati per l’occasione e i contadini alla veglia stavano ben lontani dalle stalle: essi credevano infatti che il bestiame quella notte acquisisse il dono della parola e udire conversare gli animali sarebbe stato di cattivo auspicio.
Nel 2006 Mons. Italo Ruffino, che nell’ottobre 1999 aveva organizzato a Ranverso il convegno “Gli Antoniani e l’Europa”, al quale avevano partecipato rappresentanti dei luoghi Antoniani venuti da ogni parte del mondo, vedendo la grandi manifestazioni organizzate nel Sud Italia in occasione del 17 gennaio, ebbe l’idea di rilanciare le celebrazioni alla Precettoria e di tornare a benedire il bestiame, cosa che avvenne a partire dall’anno seguente.
Questa S. Messa rappresenta un appuntamento immancabile per gli agricoltori della zona e fa parte della “Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate”, organizzazione creata nel marzo 2021, i cui obiettivi principali sono favorire la collaborazione fra le Comunità patrimoniali aderenti, nell’ottica di creare un programma condiviso di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale e promuovere la diversità delle espressioni culturali, portando a conoscenza delle Comunità i principi della Convenzione UNESCO del 2003 e della Convenzione di Faro del 2005 sul Valore del Patrimonio Culturale.
L’evento di domenica 18 gennaio è stato patrocinato dai Comuni di Buttigliera Alta e Rosta, dalle rispettive Pro Loco, dalla Coldiretti, dalla Fondazione Ordine Mauriziano e dall’Associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano Odv.
Al termine della funzione religiosa, che è stata allietata dal coro Meloditre di Buttigliera Alta, è stata letta la “preghiera dell’agricoltore” in piemontese. Successivamente il parroco ha benedetto gli animali e i trattori.
Alle numerose persone presenti sono stati offerti i canestrelli DeCO di Buttigliera Alta.
La delegazione del Comune di Buttigliera Alta è stata guidata da Laura Saccenti, Vice Sindaco e Assessore a Cultura, Scuola, Pari Opportunità ed Associazionismo, mentre quella del Comune di Rosta dal Sindaco Domenico Morabito.
Tra le associazioni presenti: Avis Rosta; Gruppo Alpini Rosta; Associazione di Protezione Civile C.B. CLUB “Il Marinaio” Odv di Rosta; il “Colibrì Aps” di Buttigliera Alta; la Croce Verde di Rosta; la Sezione di Buttigliera Alta della F.I.D.A.S. e l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv.

ANDREA CARNINO

Piazza Baldissera: ecco come cambia la viabilità

Il ridisegno di piazza Baldissera compie un passo decisivo con l’avvio della posa dell’infrastruttura tranviaria, un intervento che da mercoledì prossimo 21 gennaio e fino al 31 marzo 2026 imporrà una nuova geografia della circolazione nel quadrante nord-ovest della zona. La riqualificazione, pensata per fluidificare il traffico e potenziare il trasporto pubblico, entra dunque in una nuova fase operativa, trasformando temporaneamente l’assetto viario tra via Stradella, via Chiesa della Salute e corso Venezia.

Le modifiche riguardano via Enrico Giachino, dove scatterà il divieto di transito sia per i veicoli che per i pedoni nel tratto compreso tra la piazza e il controviale ovest di corso Venezia. Anche lo snodo tra via Chiesa della Salute e via Stradella sarà interessato da chiusure mirate, in particolare nel tratto tra via Stradella 26 e via Chiesa della Salute 4/A, con l’aggiunta di un divieto di sosta e fermata sul lato est di via Chiesa della Salute fino all’altezza di via del Ridotto.

Per bilanciare le chiusure e garantire la mobilità locale, la circolazione sarà riorganizzata attraverso un sistema di sensi unici alternati “a vista” che interesserà il controviale ovest di corso Venezia, via Stradella e via Chiesa della Salute, facilitando così l’accesso alle aree limitrofe pur in presenza del cantiere. Chi si muove a piedi o in bicicletta potrà invece contare su un percorso promiscuo ciclopedonale appositamente istituito tra la ciclabile ovest di corso Venezia e via Stradella.

Sebbene questi interventi richiedano una modifica alle abitudini quotidiane di residenti e pendolari, restano passaggi determinanti per il completamento del nuovo volto della piazza. La raccomandazione per chi attraversa il quartiere è di privilegiare, dove possibile, i percorsi alternativi e di prestare la massima attenzione alla segnaletica temporanea che guiderà il traffico fino alla fine di marzo, termine previsto per questa fase di lavori.

TorinoClick

L’assessore Vignale in Valle Orco

Venerdì pomeriggio l’Assessore regionale ai Fondi di Sviluppo e Coesione, Gian Luca Vignale, ha effettuato un sopralluogo in Valle Orco, visitando i Comuni di Ceresole Reale e Locana per verificare lo stato di avanzamento di opere finanziate con contributi regionali e incontrare le amministrazioni locali.

A Ceresole Reale, l’Assessore ha incontrato il Sindaco Alex Gioannini, il Vice Sindaco Mauro Durbano, presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso, e l’Assessore comunale Davide Bruno Mattiet. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli interventi finanziati grazie ai Fondi di Sviluppo e Coesione, risorse di origine europea trasferite dallo Stato alle Regioni. Nell’attuale programmazione, il Piemonte ha ricevuto 105 milioni di euro, redistribuiti attraverso il programma regionale a 805 Comuni per la realizzazione di quasi mille progetti locali.

Tra questi rientra il progetto del Comune di Ceresole Reale, destinatario di un finanziamento pari a circa 160 mila euro, che verrà utilizzato per la realizzazione di ecoisole in legno per la raccolta dei rifiuti, in linea con le esigenze ambientali e paesaggistiche del territorio montano.

«I Fondi di Sviluppo e Coesione rappresentano uno strumento fondamentale per sostenere i piccoli Comuni e le aree montane, garantendo interventi concreti e mirati che migliorano la qualità della vita dei cittadini e valorizzano il territorio», ha dichiarato l’Assessore Gian Luca Vignale. «La Valle Orco è un esempio virtuoso di come queste risorse possano tradursi in progetti utili, sostenibili e coerenti con l’identità locale».

La visita a Ceresole Reale è stata anche l’occasione per conoscere alcune realtà simbolo del paese, a partire dalla scuola primaria, considerata la più piccola d’Italia, con due alunni e un’insegnante, un primato che il Comune difende con orgoglio. Il sopralluogo è proseguito alla pista di sci di fondo e al centro sportivo, dove l’Assessore ha incontrato il maestro di sci Marco Rolando, per poi concludersi con la visita ad alcune attività storiche del paese, tra cui il negozio di alimentari “Giannina”, autentica istituzione per la comunità locale.

A Locana, l’Assessore Vignale ha incontrato il Sindaco Mauro Peruzzo Cornetto, il Vice Sindaco Mauro Noascone e l’Assessore comunale Mauro Gugliemetti, che hanno illustrato lo stato di avanzamento dei lavori presso l’Alpe Cialma. La ristrutturazione della stazione sciistica è stata finanziata anche grazie a 400 mila euro provenienti da un accordo di programma con la Regione. I lavori, attualmente sospesi a causa delle condizioni meteorologiche, risultano in fase avanzata e l’amministrazione ha già individuato il gestore degli impianti, che saranno operativi dalla prossima stagione invernale.

«L’obiettivo è trasformare l’Alpe Cialma in un punto di riferimento per il turismo della Valle, non solo in inverno ma durante tutto l’anno», ha sottolineato Vignale. «Investire su infrastrutture e servizi significa creare opportunità di sviluppo economico e contrastare lo spopolamento delle aree montane. Ho potuto apprezzare l’ottimo lavoro dell’amministrazione nel creare occasioni di sviluppo e lavoro con la gestione di iniziative quali il caseificio, l’Alpe Cialma e la struttura per anziani».

Sempre a Locana, grazie a 160 mila euro di Fondi di Sviluppo e Coesione, verrà inoltre finanziato nel corso dell’anno un intervento di recupero del centro storico, volto a valorizzare il patrimonio edilizio e urbano del paese.

Il sopralluogo si è concluso con la visita ad alcune eccellenze locali, tra cui il caseificio e punto vendita “Gran Paradiso”, realizzato e gestito dal Comune, e la casa vacanze Pra del Brec della famiglia Laboroi, esempio di ricettività di qualità e di recupero del patrimonio edilizio tradizionale, accompagnati da Giorgio Magrini, direttore generale del GAL Valli del Canavese.

«Queste realtà dimostrano come, attraverso una sinergia tra Regione e amministrazioni locali, sia possibile sostenere uno sviluppo equilibrato e duraturo, capace di coniugare tutela del territorio, turismo e qualità dei servizi», ha concluso l’Assessore Vignale.

Piemonte Miele celebra 50 anni e guarda al futuro dell’apicoltura italiana

La mattinata ha visto la partecipazione di istituzioni politiche nazionali e regionali,
associazioni di categoria e soci conferenti, focalizzando le riflessioni su
cooperazione, qualità, cambiamento climatico e sostenibilità, con un dibattito
incentrato sulle sfide derivanti dalla direttiva breakfast e dalla nuova PAC.
Fossano, 17 gennaio – Una giornata di festeggiamenti, confronti e visione verso il futuro ha
segnato il cinquantesimo anniversario di Piemonte Miele, celebrato a Cussanio (Fossano –
CN), alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo apistico, cooperativo e di
settore. Un traguardo importante per una cooperativa che, in mezzo secolo di attività, ha
contribuito in modo significativo alla crescita del settore e alla valorizzazione del miele di
qualità, diventando un punto di riferimento per il territorio piemontese e non solo.
“La cooperativa nasce nel 1976, dalla visione di otto apicoltori che volevano iniziare ad
avere la possibilità di lavorare insieme usando la cooperazione per ottimizzare le economie
di spesa. – racconta Davide Colombo, Presidente di Piemonte Miele, di fronte a una sala
gremita di apicoltori e rappresentanti politici – Dopo cinquant’anni la cooperativa è diventata
un punto di riferimento per i consumatori e la grande distribuzione, non solo nel nord Italia
ma in tutta la penisola. Siamo la cooperativa leader per le vendite di miele e siamo orgogliosi
di dire che nell’ultimo anno abbiamo avuto una crescita del 18% nelle vendite alla grande
distribuzione”.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente della Regione Piemonte,
Alberto Cirio: “Siamo qui oggi per celebrare questi cinquant’anni di mondo cooperativo
legato a un prodotto straordinario per la nostra Regione, che è la prima in Italia per numero
di alveari. Con il nostro assessorato vogliamo dimostrare una grande attenzione per un
percorso che vogliamo fare con gli apicoltori, ricordando che le sfide globali sono tante ma
che, se lavoriamo insieme privilegiando la qualità e il rispetto pragmatico dell’ambiente,
avremo un futuro roseo”. A contribuire ai saluti anche l’Assessore all’Agricoltura di
Regione Piemonte, Paolo Bongioanni: “L’apicoltura rappresenta per il Piemonte un settore
di valore strategico, fondamentale per la tutela della biodiversità e per la valorizzazione
anche delle aree più marginali della nostra Regione. Come assessorato confermiamo il
nostro impegno a sostenere il settore, sia attraverso il supporto alla ricerca, anche tramite i
centri, sia mettendo a disposizione gli strumenti regionali, economici e operativi, a servizio
degli apicoltori”.

L’incontro di Fossano è stata inoltre un’occasione per associazioni e politica di sottoscrivere
dal vivo il Manifesto per il Futuro dell’Apicoltura, un’iniziativa di Piemonte Miele per dare
voce a un settore che spesso viene lasciato

Roghi nella notte sotto i portici: lite tra senza tetto forse la causa

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Nella notte a Torino in piazza della Repubblica sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale per spegnere due roghi causati da senza fissa dimora. Fortunatamente nessuno ha riportato ferite. Non è  da escludere l’ipotesi di una lite tra due senzatetto, che nel secondo incendio ha provocato un atto di vendetta, o anche una terza persona che avrebbe appiccato le fiamme in entrambi i casi.

I danni degli incendi sono visibili nei portici. Si tratta di un incidente legato a un serio problema sociale di dignità e salute degli stessi senza tetto e di degrado in città.
(foto Igino Macagno)

Torino, rubavano sulle auto in sosta: arrestate due donne

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La Polizia di Stato ha arrestato a Mirafiori due donne italiane, di 29 e 38 anni, denunciando a piede libero un terzo soggetto per tentato furto aggravato su autovetture in sosta.

Una pattuglia del Commissariato di P.S. “Mirafiori” è intervenuta in via Pio VII a seguito della segnalazione giunta alla locale Sala Operativa di un tentato furto ad opera di tre persone che, con fare sospetto, erano state viste aggirarsi nei pressi di una macchina di lusso in sosta sulla pubblica via.

In particolare, una delle due donne era stata vista intrufolarsi nell’auto in questione, mentre gli altri due facevano da “palo”.

I poliziotti, giunti sul luogo, hanno individuato i tre soggetti intenti a perpetrare un furto su un’altra vettura in sosta, fermandoli tempestivamente.

Dai primi accertamenti, gli operatori hanno constatato che i malfattori avevano rovistato all’interno di tre autovetture ed una delle due donne aveva ancora tracce di sangue sulla mano per aver infranto un deflettore.

Inoltre, la perquisizione ha consentito agli agenti di rinvenire all’interno della tasca del pantalone della cittadina un coltellino macchiato di sangue.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto, a seguito della quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Chieri contro i rifiuti abusivi

Siglata una convenzione tra il Comune di Chieri e le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV). In programma una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini

 

Nelle scorse settimane sono state identificate dagli operatori della Polizia Locale otto persone responsabili di illeciti ambientali. Lo annuncia l’assessore alla Prevenzione e Sicurezza e Polizia Locale Biagio Fabrizio Carillo.

Un cittadino è stato colto in flagranza di reato mentre sversava oli esausti e altri materiali in zona Fontaneto. È stato identificato tramite una “fototrappola” ed egualmente sanzionato un cittadino che aveva abbandonato in zona Murè sacchi e borse e un altro soggetto che in strada Baldissero aveva conferito dei rifiuti nei cestini stradali, anziché negli appositi cassonetti. Sono state individuate e sanzionate anche tre persone responsabili dell’abbandono di altrettante autovetture negli stalli blu del centro cittadino: i veicoli, privi di assicurazione e di revisione e comunque non più utilizzabili, sono stati rimossi. Infine, sono stati identificati altri due soggetti  che in zona agricola avevano scaricato abusivamente svariati materiali: nei loro confronti è scattata la denuncia come previsto dal Testo Unico Ambientale del 2006.

Commenta l’assessore Biagio Fabrizio Carillo: «Ringrazio il Comandante Marcello Portogallo e tutti gli agenti della Polizia Locale per il loro impegno nell’attività di controllo e contrasto all’abbandono dei rifiuti urbani. Per questa Amministrazione si tratta di una priorità, perché vogliamo una Chieri più pulita e decorosa. Stiamo investendo risorse per garantire maggiore continuità ed efficacia agli interventi della Polizia Locale e verranno anche acquisiti nuovi dispositivi tecnologici (le cd. “fototrappole”), che si aggiungeranno a quelli già in uso. Non si tratta solo di punire i responsabili, lo scopo è anche quello di sensibilizzare i cittadini sul corretto smaltimento dei rifiuti: il Comando di Polizia Locale e l’ufficio ambiente del Comune sono a disposizione per i chiarimenti necessari».

I cittadini che notino abbandoni o sversamenti di rifiuti in determinate zone della città, possono segnalare il fatto al Consorzio Chierese per i Servizi (scrivendo a ccs@ccs.to.it) sia alla Polizia Locale o all’amministrazione comunale attraverso i canali istituzionali (scrivendo a protocollo@comune.chieri.to.it) e l’app Municipium.

Inoltre, è stata siglata una convenzione tra il Comune di Chieri e la Città Metropolitana di Torino al fine di regolamentare i rapporti di collaborazione con le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) della CMTo, finalizzata al potenziamento delle attività di vigilanza e controllo in materia ambientale sul territorio comunale: lo ha annunciato il Sindaco Alessandro Sicchiero, in occasione dell’iniziativa di sabato 10 gennaio a Torino, durante la quale è stato illustrato il bilancio del servizio prestato e sono stati consegnati i riconoscimenti per l’impegno civico svolto dalle GEV.

Spiega il Sindaco Sicchiero: «Le Guardie Ecologiche Volontarie sono vere e proprie sentinelle dell’ambiente, sono dotate di specifiche competenze e professionalità e svolgono attività di prevenzione e contrasto agli illeciti in materia ambientale e di polizia rurale. Questa convenzione garantisce la collaborazione e il coordinamento operativo tra la Polizia Locale e le GEV (che opereranno a supporto della prima), una presenza più capillare sul territorio di queste ultime ed una maggiore efficacia delle azioni di prevenzione e repressione a tutela della sicurezza e del contrasto al degrado urbano».

Le GEV effettueranno le loro attività su richiesta del Sindaco o del Comando di Polizia Locale, nonché di propria iniziativa. Potranno anche essere utilizzate in attività di monitoraggio del territorio e a supporto della Protezione Civile.

Aggiunge l’assessore con delega al Ciclo dei Rifiuti Flavio Gagliardi: «Il contrasto all’abbandono dei rifiuti richiede un doppio binario: informazione e sensibilizzazione da un lato, controlli e sanzioni efficaci dall’altro. I dati confermano l’eccellenza del nostro territorio: siamo il secondo consorzio della Regione per percentuale di riciclo e registriamo una più bassa produzione di rifiuti pro capite, un’efficienza che si traduce per i cittadini in una TARI media inferiore del 25% rispetto a quella regionale. Proprio a fronte di questa virtuosità, l’abbandono indiscriminato dei rifiuti è una pratica ancora più inaccettabile, verso cui non può esserci alcuna tolleranza. Anche pochi comportamenti incivili producono un danno ambientale significativo e generano costi aggiuntivi che rischiano di ricadere sull’intera collettività. Per questo, accanto al rafforzamento delle attività di controllo e repressione, è in partenza una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini, in collaborazione con il Consorzio Chierese per i Servizi. La collaborazione tra ufficio ambiente, Polizia Locale, CCS e Guardie Ecologiche Volontarie è orientata a un obiettivo chiaro: tolleranza zero verso chi sporca e massimo impegno per tutelare l’ambiente, il decoro urbano e i cittadini corretti».

 

Incidente sulla Torino-Milano, sei feriti

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Nella serata di ieri sei persone sono rimaste ferite, non gravemente in un incidente stradale avvenuto sull’autostrada Torino-Milano, in direzione Torino. Lo scontro si è verificato tra Volpiano e Settimo Torinese. La polizia stradale sta verificando la dinamica dell’incidente.

I benefici socio-economici dell’eolico offshore

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È stata firmata nei giorni scorsi l’intesa definitiva tra AERO – Associazione delle Energie Rinnovabili OffshoreIntesa Sanpaolo, il Politecnico di Torino, il Politecnico di BariPrometeia e Owemes per la realizzazione di uno studio approfondito e indipendente sui benefici socio-economici dell’eolico offshore in Italia.

Lo studio si propone di analizzare in modo completo benefici, sfide e strategie per lo sviluppo del settore, con particolare attenzione al ruolo strategico dell’eolico offshore nella competitività del Paese, nella transizione energetica e nel rafforzamento della filiera industriale nazionale. Verranno esaminati fabbisogni occupazionali e materiali, confrontandoli con le capacità industriali esistenti, anche grazie al contributo operativo dei soci industriali di AERO.

I risultati restituiranno indicatori quantitativi e qualitativi utili alla programmazione industriale e finanziaria, supportando decisioni strategiche di policy e investimento. Particolare attenzione sarà dedicata alla supply chain, evidenziando le opportunità di crescita per l’industria italiana e le azioni necessarie per una transizione rapida, efficace e sostenibile del settore.

“Questo studio nasce con l’obiettivo di mostrare concretamente quanto l’eolico offshore possa contribuire a creare nuovi posti di lavoro qualificati e a rafforzare l’industria italiana, offrendo al contempo strumenti concreti per decisioni strategiche e investimenti mirati”, ha dichiarato il Presidente di AERO, Fulvio Mamone Capria.

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Program di Intesa Sanpaolo: “Questo studio è importante non solo per misurare l’impatto economico dell’eolico offshore, ma soprattutto per contribuire a ridurre il divario tra le competenze richieste dalle imprese e i percorsi formativi. Intesa Sanpaolo è impegnata a favorire il dialogo continuativo tra università e mondo produttivo, essenziale per formare profili professionali adeguati alle esigenze del tessuto industriale e ispirare le giovani generazioni a nuove professioni legate alla transizione energetica”.

“Il Politecnico di Torino, con questo studio, intende contribuire a dotare il Sistema Paese di un’analisi tecnico-economica che valuti impatti e ricadute lungo la filiera industriale e informi scelte di politica pubblica e programmazione industriale su temi ad elevato impatto sistemico, come l’eolico offshore. Costruire evidenze solide e confrontabili a supporto dei decisori pubblici è infatti tra i principali compiti del nostro Ateneo”, commenta Giuliana Mattiazzo, Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino.

“L’accordo promuove un’alleanza tra competenze scientifiche e sistema industriale, finalizzata a costruire un quadro chiaro e rigoroso del valore economico e industriale dell’eolico offshore, a supporto di strategie di policy e investimenti volti a sostenere la competitività italiana”, spiegano i proff. Antonio Messeni Petruzzelli e Lorenzo Ardito del Politecnico di Bari.

Alessandra Lanza, Senior Partner Prometeia ha commentato: “Siamo orgogliosi di partecipare alla valutazione promossa da Aero. Crediamo che accompagnare le politiche di investimento per la transizione tecnologica e ambientale con studi di impatto ex-ante su tutta la filiera sia fondamentale per indirizzare le risorse verso il maggior beneficio sociale possibile e garantirne un effetto duraturo nel tempo”.

Per Alessandro Corsini, presidente di Owemes “disporre di strumenti quantitativi rigorosi permette di far emergere il potenziale di una nuova avventura industriale per il Paese. Questo lavoro dimostra l’importanza di fare squadra: solo unendo competenze accademiche, finanziarie e tecniche possiamo costruire decisioni strategiche solide per la transizione energetica del Paese”.

Una prima sintesi dello studio sarà presentata in occasione della Fiera Key Energy di Rimini, il 5 marzo 2026, offrendo un primo quadro dei risultati e delle opportunità emergenti per il settore.

Con questa iniziativa, AERO conferma il proprio impegno a promuovere una visione basata su dati e analisi indipendenti, favorendo il coinvolgimento attivo di attori industriali e accademici e contribuendo a costruire un quadro chiaro e condiviso sul potenziale dell’eolico offshore per lo sviluppo economico, occupazionale e industriale dell’Italia.

 

 

In fiamme un ufficio dell’Università del Piemonte orientale

Un problema elettrico a un termo convertitore avrebbe causato l’incendio che, nella serata del 16 gennaio, ha danneggiato un ufficio nella sede del Piemonte orientale ad Alessandria, struttura che ospita il Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica. I vigili del fuoco sono intervenuti tempestivamente per limitare i danni al solo ambiente del secondo piano.

Mara Martellotta