CRONACA- Pagina 8

Enzo Bianchi torna tra il suo pubblico

Dopo un periodo segnato da una malattia e da una degenza ospedaliera, Fr. Enzo Bianchi è tornato a parlare in pubblico, in occasione del ritiro di Quaresima alla Madia. Quasi centocinquanta persone hanno partecipato alla tradizionale giornata di ritiro Quaresima che è un momento forte per la fraternità della Madia e per gli ospiti e amici che ci frequentano e seguono fr. Enzo da anni.

In apertura dell’incontro, fr. Enzo ha espresso profonda gratitudine verso il Signore, per avergli consentito di essere di nuovo presente, e ha ricordato come ogni caduta possa diventare un’occasione di ripresa inaspettata.
La meditazione ha affrontato uno dei testi più densi e complessi del Nuovo Testamento: il cosiddetto “Inno ai Filippesi”, incastonato dall’apostolo Paolo nella lettera alla comunità di Filippi, fondata circa vent’anni dopo la morte di Gesù. Il fondatore di Bose ha guidato i presenti nella lettura teologica dell’inno, evidenziandone la struttura in due momenti chiave. In particolare, Cristo, pur essendo della stessa forma di Dio, non trattiene la sua uguaglianza con Dio ma si svuota, assume la condizione umana, si umilia fino alla morte e muore in croce.
Questo svuotamento non significa perdere l’identità, ma compiere una scelta d’amore: una solidarietà radicale con l’umanità, fino alla condivisione della sofferenza e della morte. Per questo, Dio lo innalza e gli dona quel nome che è al di sopra di ogni nome: Kyrios, ovvero Signore. Un titolo che, nel contesto romano, aveva valenza politica e religiosa e veniva attribuito all’imperatore. I cristiani, con la frase: “Gesù è il Signore”, affermarono una signoria alternativa e universale. Un passaggioncentrale dell’intervento di questa domenica, ha riguardato l’invito paolino ad avere “gli stessi sentimenti di Cristo”. Per fr. Enzo, il cristianesimo non consiste principalmente in un’adesione intellettuale, ma in una trasformazione interiore: sentire, pensare e agire secondo la logica dell’amore gratuito.
La fede cristiana vuole evitare questa contrapposizione, che presenta da una parte, il docetismo, cioè l’idea che Gesù fosse uomo solo in apparenza, dall’altra, il riduzionismo, che nega la sua natura divina. Proprio per l’affermarsi contemporaneamente della piena divinità e della piena umanità di Cristo, l’inno rappresenta uno dei vertici teologici del Nuovo Testamento.
Durante la giornata di ritiro, è stato dedicato un ampio spazio al mistero della trinità di Dio: non una semplice somma di persone, ma una vera e propria comunione d’amore. In questa prospettiva, l’abbassamento di Cristo non è voluto come sofferenza da parte del Padre, ma come conseguenza di un amore profondo, vissuto in un mondo che è fortemente segnato dall’ingiustizia. Mentre la croce, rappresenta il passaggio verso la vita piena.
La presenza di fr. Enzo, dopo settimane di malattia, ha assunto un valore simbolico per i partecipanti. Il suo ritorno pubblico è stato accompagnato da parole di gratitudine e da una riflessione intensa, che ha restituito al ritiro quaresimale una dimensione teologica profonda.
La meditazione pomeridiana si è conclusa con un invito a ricordare che il cristianesimo non è solo un’adesione intellettuale, ma una condivisione concreta dei sentimenti di Cristo nella propria quotidianità.

IRENE CANE

Coldiretti: “Orari del CAAT, una minoranza non può decidere” 

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Coldiretti Torino ribadisce la netta contrarietà al cambio di orari del Centro Agro Alimentare Torinese proposto da Fedagro Torino-Apgo. Secondo la proposta dell’associazione dei grossisti ortofrutticoli i “mercati generali” di Torino dovrebbero assomigliare sempre più a un hub della Grande Distribuzione Organizzata a partire dagli orari, diurni anziché notturni.

Attualmente, il Caat apre alle vendite alle ore 3:30 e chiude alle 10:30.

Coldiretti Torino che al Caat rappresenta buona parte della componente “produttori agricoli” che conta oltre 130 operatori contesta anche il risultato della consultazione sugli orari avvenuta tra i grossisti su iniziativa di Fedagro Torino. La scelta, infatti, era tra “nuovo orario 7-12” e “nuovo orario 11-16” senza inserire la possibilità di votare a favore del mantenimento dell’orario attuale. Ma, soprattutto, alla “votazione” ha partecipato appena la metà dei 79 grossisti presenti al Caat e l’orario 11-16 è solo dal 35% dei votanti di una componente che è comunque minoritaria rispetto a quella dei produttori agricoli.

Intanto, il fronte del NO al cambio di orario si sta allargando: contrari anche Confesercenti e la sigla dei grossisti Goia-Fenapi.

«La proposta di Fedagro vuole copiare il modello del circuito della GDO – incalza il presidente di Coldietti Torino, Bruno Mecca Cici – Ma se il Caat non si distingue dalle piattaforme delle grandi catene di supermercati non svolge la sua funzione al servizio del “sistema cibo” della città. Un Centro agroalimentare di grossisti e produttori agricoli che vende frutta e verdura in pieno giorno non rispetta le esigenze dei propri clienti e dei consumatori. Scegliere di cambiare l’orario del CAAT dalle prime ore del giorno a mattinata inoltrata avrebbe come conseguenza un cortocircuito nell’intero sistema della distribuzione del cibo fresco a Torino».

Coldiretti Torino non accetta che una parte dei grossisti obblighi i produttori agricoli a un aggravio di costi di personale e di logistica e chiarisce meglio le ragioni dell’opposizione al cambio di orario.

«Non è certo una soluzione spostare i maggiori costi dai grossisti agli agricoltori. Fedagro afferma di volere fare risparmiare ai grossisti il costo della luce e della manodopera notturna ma non chiarisce quale sarebbe questo modello innovativo di Centro agroalimentare giocato tutto sull’aprire tardi al mattino. Come coltivatori non abbiamo mai avuto problemi ad affrontare le levatacce che fanno parte della nostra vita. Quello che ci preoccupa è essere costretti a lasciare le nostre attività agricole diurne per vendere il prodotto di giorno. L’organizzazione delle famiglie degli agricoltori e dei coadiuvanti è questa da sempre. Chi fa vendita diretta sa che deve raccogliere in campo nel tardo pomeriggio, lasciare qualche ora la verdura al fresco per andare a venderla alle 4 del mattino ai mercatali che a loro volta la rivedono ai consumatori sui banchi dei mercati di Torino a partire dalle 7 del mattino. I banchi del mercato dovrebbero venire a comprare la merce mentre hanno già la fila dei clienti al mercato? Oppure dovrebbero essere costretti ad affittare magazzini refrigerati per stoccare la merce da rivendere il mattino dopo? E nelle giornate estive, quando il termometro tocca i 25-30 gradi alle 11 del mattino che frutta e verdura venderemo? Ad ascoltare Federagro la sfida della qualità rispetto alla Grande Distribuzione Organizzata si vincerebbe vendendo insalate appassite, pesche ultra mature, pomodori senza più turgore? Noi pensiamo che i consumatori e i produttori meritino rispetto».

Coldiretti Torino respinge anche le accuse secondo le quali chi vuole garantire qualità per essere competitivi verso la GDO sia aggrappato a consuetudini arretrate, a una routine stanca, a un tempo andato. «I produttori agricoli sono aperti ad ogni innovazione. Così come non hanno problemi ad alzarsi prima dell’alba non hanno problemi con la tecnologia e con nuovi sistemi di vendita. Ma la vita dei consumatori è fatta di orari da rispettare. Se proprio noi, che siamo all’inizio della catena della distribuzione locale del cibo, non siamo i primi a rispettare i tempi del consumo fresco manchiamo di senso di responsabilità verso i commercianti e verso i cittadini di questa città. Inoltre mancheremmo di rispetto per il lavoro dei produttori agricoli e faremmo perdere credibilità al concetto stesso di Km Zero e di consumo di prossimità. Per questo chiediamo alla politica di essere dalla parte della qualità, dei consumatori, della salute e del rispetto per l’agricoltura e il territorio».

COLDIRETTI TORINO

La forza di Elsa: al CTO di Torino la 15enne sopravvissuta al rogo di Crans – Montana

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È arrivata oggi a Torino Elsa Rubino, la quindicenne sopravvissuta al tragico incendio avvenuto a Crans-Montana la notte di Capodanno. La ragazza, originaria di Biella, è stata trasferita in elicottero dall’ospedale di Zurigo, dove era ricoverata da settimane, al Centro Grandi Ustioni del CTO di Torino, struttura specializzata nella cura delle ustioni gravi.

Il trasferimento è stato deciso dopo il miglioramento delle sue condizioni cliniche: Elsa ha superato la fase più critica e ora potrà proseguire il percorso terapeutico più vicino a casa. All’atterraggio è apparsa vigile e cosciente, accanto alla madre, che non l’ha mai lasciata sola. Per la famiglia il rientro in Italia rappresenta un momento di sollievo dopo settimane di apprensione.

La giovane aveva riportato ustioni estese in seguito al rogo che ha causato numerose vittime e feriti. Il cammino verso la guarigione sarà ancora lungo e richiederà ulteriori cure specialistiche e riabilitazione, ma l’arrivo a Torino segna un passaggio fondamentale verso il recupero e il ritorno alla normalità.

Costituzione e La Stampa, striscioni in piazza San Carlo

Due nuove scritte sono apparse dalla balconata di piazza San Carlo non nuova all’esposizione di striscioni su temi di attualità: una dedicata alla Costituzione, l’altra alla situazione del quotidiano La Stampa.

(Foto Francesco Valente)

Falsi rapimenti di bambini nel Torinese. Chi c’è dietro le fake news?

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Dalle scorse ore ha iniziato a circolare sui social e nelle chat di alcuni genitori un messaggio allarmante secondo cui, davanti a una scuola del territorio di Nichelino e in orario di ingresso, un malintenzionato avrebbe tentato di portare via un bambino.

Si tratta però di una fake news. A chiarirlo è l’assessore nichelinese Fiodor Verzola, che ha smentito categoricamente la notizia spiegando che non esiste alcuna segnalazione ufficiale né riscontro da parte delle autorità. Secondo l’assessore, il messaggio diffuso tramite un vocale parla di un presunto commando nei cortili delle scuole, ma sarebbe privo di qualsiasi fondamento e frutto di una dinamica simile al “telefono senza fili”, capace di generare allarmismo ingiustificato.

Verzola ha sottolineato di comprendere le preoccupazioni dei genitori, evidenziando però la necessità di tutelare i bambini anche dalla disinformazione e dagli stereotipi che rischiano di alimentare tensioni sociali. L’invito rivolto alla cittadinanza è di non condividere ulteriormente il vocale, rassicurare chi lo ha ricevuto e mantenere la discussione su un piano di responsabilità e buon senso, ricordando che la sicurezza si costruisce con comportamenti consapevoli e non con il panico.

Il tema ha suscitato anche l’interesse della politica. “Diverse persone ci stanno segnalando, in varie località in provincia di Torino, che nelle chat fra genitori circolano dei messaggi vocali non verificati in cui si allude a quattro ‘uomini di colore’ (o epiteti ben peggiori) che si aggirerebbero allo scopo di ‘prendete i bimbi’, addirittura per destinarli al traffico di organi. La Sindaca di Piossasco (uno dei Comuni di cui si parla nei vocali) è già intervenuta con un post, pubblicato sul profilo istituzionale della Città, chiarendo che questa notizia non ha alcuna conferma e che nè i Carabinieri di Piossasco nè quelli di Orbassano hanno ricevuto segnalazioni. Speriamo che si vada a fondo della vicenda per scoprire la fonte che ha diffuso questa notizia completamente fabbricata e infondata. Una vicenda inquietantissima che mostra, ancora una volta, che qualcuno specula e getta benzina sul fuoco delle paure diffuse, alimentando sentimenti razzisti” – lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.

Niente social in carcere per il “re dei maranza”

E’ sotto sorveglianza speciale e non può accedere ai social don Ali’ il cosiddetto ‘Re dei maranza’ di Torino.

Così ha stabilito il tribunale, su richiesta della questura, per il 25 enne noto su internet per i video delle bravate  da “boss” che realizzava a Torino, che era stato arrestato a novembre dopo avere minacciato un maestro di scuola in una strada. Ora è in carcere ad Aosta per altre irrevocabili condanne a suo carico.

Tari 2026: definite scadenze e modalità di pagamento

 

Modalità di pagamento più articolate, con uno slittamento della prima rata per le utenze domestiche, e conferma degli strumenti digitali per il versamento: sono questi i principali contenuti della delibera che definisce modalità e scadenze della Tassa sui Rifiuti (TARI) per il 2026 a Torino.

Il provvedimento, approvato dalla Giunta comunale su proposta dell’Assessora al Bilancio Gabriella Nardelli, sarà ora trasmesso al Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva, come previsto dall’iter istituzionale.

“Il nostro obiettivo è rendere il pagamento della TARI più semplice e sostenibile per tutti”, spiega l’Assessora al Bilancio Gabriella Nardelli. “Si tratta di un impegno preciso nei confronti della città da parte di un’Amministrazione che vuole semplificare gli adempimenti, ridurre gli oneri amministrativi per i cittadini e garantire un accesso equo e trasparente ai servizi pubblici.”

Per le utenze domestiche il pagamento sarà suddiviso in cinque rate complessive: quattro di acconto e una rata di saldo. La prima rata di acconto slitta al 30 maggio 2026, con successive scadenze il 30 giugno, 30 luglio e 30 settembre, mentre il saldo è fissato al 16 dicembre 2026. Lo slittamento di un mese rispetto agli anni precedenti è stato previsto per consentire al Comune di recepire i dati necessari all’applicazione del bonus sociale rifiuti e riconoscere le agevolazioni già in sede di acconto. L’acconto sarà calcolato applicando il 55% delle tariffe 2025, mentre il saldo verrà determinato con le tariffe 2026, con conguaglio rispetto a quanto già versato. Resta la possibilità di pagare l’acconto in un’unica soluzione entro il 30 giugno; per importi pari o inferiori a 30 euro sarà proposta direttamente la rata unica.

Per le utenze non domestiche, come negozi, uffici e imprese, le rate saranno sette: sei di acconto in scadenza il 30 marzo, 30 aprile, 30 maggio, 30 giugno, 30 luglio e 30 settembre, e una rata di saldo il 16 dicembre 2026. L’acconto sarà calcolato sull’85% delle tariffe 2025, con conguaglio finale sulla base delle tariffe 2026. Anche in questo caso è prevista la possibilità di pagamento in un’unica soluzione e, per importi fino a 100 euro, sarà proposta direttamente la rata unica.

Se una scadenza coincide con il sabato o con un giorno festivo, il termine si intende automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo.

Il pagamento degli avvisi bonari avverrà tramite il sistema PagoPA, con gestione affidata a Soris S.p.A.. I contribuenti potranno utilizzare tutti i canali abilitati, inclusa la domiciliazione bancaria o postale.

Proseguirà inoltre la sperimentazione del pagamento della TARI abitazioni tramite l’app IO, attraverso la quale sarà possibile visualizzare l’avviso e pagare direttamente.

Anche per il 2026 il recapito degli avvisi di pagamento, inviati in due momenti distinti (acconto e saldo), sarà curato da Soris S.p.A. con modalità differenziate. Per gli utenti registrati al servizio “Estratto Conto online” l’avviso non sarà spedito in formato cartaceo, ma sarà reso disponibile nell’area riservata sul sito della società, con comunicazione via e-mail e/o SMS dell’avvenuto deposito e possibilità di scaricare e stampare i modelli PagoPA. Chi è registrato al servizio e ha indicato un indirizzo e-mail non riceverà quindi l’avviso cartaceo a domicilio. L’invio tramite PEC riguarderà imprese, professionisti, pubbliche amministrazioni e ditte individuali obbligate per legge, nonché i cittadini che hanno eletto il domicilio digitale o aderito al bando comunale per la fornitura gratuita di PEC. Per tutti gli altri contribuenti continuerà l’elaborazione, stampa e spedizione dell’avviso cartaceo con i modelli PagoPA precompilati.

Il percorso sulla TARI proseguirà nei prossimi mesi con l’approvazione delle tariffe 2026 entro i termini di legge e con eventuali ulteriori misure che saranno oggetto di successiva comunicazione.

TorinoClick

Polizia Locale sequestra 66 capi contraffatti al Balon

 

66 tra capi di vestiario e accessori contraffatti sono stati sequestrati da agenti del Reparto Operativo Speciale della Polizia Locale di Torino sabato 21 febbraio al mercato del Balon, sempre molto frequentato da cittadini e turisti.

Intorno a mezzogiorno una segnalazione pervenuta da alcuni cittadini ha allertato la centrale. Avvertivano della presenza di persone che stavano vendendo materiale di abbigliamento griffato contraffatto in via Goffredo Mameli angolo piazza della Repubblica.

La chiamata deve aver insospettito i venditori che si sono dati alla fuga. Arrivati sul posto, i civich hanno trovato soltanto la merce contraffatta abbandonata al suolo e hanno provveduto al sequestro. Si tratta di numerosi capi di abbigliamento e accessori, tutti marchiati simulando noti brand di moda: 17 paia di pantaloni, 23 felpe, 1 paio di scarpe, 1 borsello, 1 portafogli, 13 cinture e 10 giubbotti.

La Polizia Locale è attiva nel contrasto alla vendita di merci contraffatte sia tramite il pronto intervento, sia attraverso azioni mirate e controlli sulle aree pubbliche: per quanto riguarda l’anno 2025 sono stati 399 i sequestri effettuati.

TorinoClick

Bonifica  aree inquinate a Cirié, Givoletto e Rivalta per 4,7 milioni

Approvato dalla Giunta regionale del Piemonte su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati lo schema di atto integrativo per interventi di messa in sicurezza e bonifica di siti inquinati. «Si tratta di un passo fondamentale verso la tutela e la riqualificazione del territorio – spiega l’assessore Marnati -. Un atto necessario che ci permette di finalizzare interventi cruciali per la sicurezza ambientale in Piemonte. Grazie a sinergie istituzionali forti, che  vedono al lavoro il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Città Metropolitana di Torino e i Comuni coinvolti, stiamo sbloccando e regolando risorse complessive per 4,7 milioni di euro, finanziati attraverso il Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020. Con questi fondi portiamo a conclusione  la bonifica e la messa in sicurezza  dei siti ex Olma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino e dell’area ex  Interchim a Cirié. Interveniamo inoltre sul sito ex Lerifond a Givoletto. L’atto approvato oggi nasce dall’esigenza di aggiornare i cronoprogrammi e di disciplinare correttamente le risorse. Si tratta di un’operazione  che non solo restituisce salute e sicurezza ai cittadini di questi comuni, ma dimostra l’efficacia del lavoro di squadra tra istituzioni per risolvere le criticità ereditate dal passato e riqualificare aree strategiche  per le nostre comunità».

L’accordo, che risale al  2 settembre 2021, coinvolge ministero dell’Ambiente  e Sicurezza energetica, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino ed i Comuni di Cirié, Givoletto e Rivalta di Torino. La Regione Piemonte è stata individuata come responsabile dell’attuazione degli interventi ed i Comuni quali beneficiari dei finanziamenti, nonché soggetti attuatori. I 4,7 milioni di euro sono così ripartiti tra i siti: 995.481,96 euro all’ex Interchim” a Cirié; 1.800.000 euro all’ex Lerifond” a Givoletto e 1.840.841,57 euro alle aree ex Oma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino.

Lo scorso 10 dicembre il Ministero ha richiesto ai Comuni l’aggiornamento delle schede degli interventi  per dare corso alla conclusione e rendicontazione degli interventi finanziati. La messa in sicurezza e la bonifica delle aree ex Olma ed ex Chimica Industriale a Rivalta di Torino e quelli all’ex Interchim a Cirié sono stati conclusi. Il costo totale dell’intervento a Rivalta di Torino è pari ad euro 2.000.000 di cui 159.158,43 finanziati dal Comune.  

A Moncalieri nuovo ristorante Mc Donald’s

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Sabato 28 febbraio prossimo aprirà a Moncalieri il nuovo ristorante Mc Donald’s, sito in corso Trieste 95.
34esimo MC Donald’s in provincia, ha portato a sessanta nuove assunzioni, un team di lavoro che proviene dal Comune di Moncalieri e dall’area limitrofa di Torino Sud.
Sabato 28 febbraio, alle ore 17, si terrà la cerimonia di taglio del nastro alla presenza del sindaco Paolo Montagna.

“Sono entusiasta di annunciare l’apertura di un  nuovo ristorante Mc Donald’s proprio qui a Moncalieri – commenta Giacomo Coluccio, licenziatario Mc Donald’s – Il mio obiettivo, insieme a tutto il mio team, è quello di offrire momenti unici di convivialità e il nostro pieno supporto al territorio locale, generando non solo occupazione, ma anche valore sociale. Sono sicuro che, con i nostri servizi e la nostra offerta di ristorazione in questa parte della città,  potremo diventare un punto di riferimento per tutta la comunità locale”.

Il nuovo Mc Donald’s conta, infatti, un totale di 206 posti a sedere ed è dotato di kiosk digitali  che permettono di ordinare in totale autonomia, personalizzando alcune ricette e modificando alcuni ingredienti, secondo un’innovazione che consente ai clienti di attendere il proprio ordine comodamente seduti al tavolo del ristorante.
Il locale mette a disposizione dei suoi clienti anche il Mc Café, un luogo di ritrovo ideale per condividere con gli amici o in famiglia la colazione mattutina, per fare una pausa caffè veloce o per ritagliarsi un momento di gusto nel corso della giornata. Qui i clienti possono non solo gustare un caffè  di qualità,  ma anche scegliere  fra le varie specialità di bevande fresche, spremute, gustosi prodotti da forno , tutti provenienti da aziende italiane,

Il ristorante ha anche una corsia Mc Drive grazie alla quale è possibile ordinare, pagare e ricevere il proprio ordine direttamente dalla propria auto.
Mc Donald’s ha anche pensato ai più piccoli, con uno spazio interamente dedicato ai bambini, con una serie di servizi che regalano alle famiglie  momenti di spensieratezza e divertimento.  All’esterno del locale vi è  un’area giochi a loro dedicata. Sempre alle famiglie è dedicato il servizio che permette ai più  piccoli di festeggiare il proprio compleanno, organizzando una festa a tema all’interno del ristorante.
Il nuovo Mc Donald’s sarà aperto tutti i giorni dalle 7 alle 24, la corsia Mc Drive da lunedì a giovedi dalle 7 alle 3, venerdì sabato domenica h 24. Nel locale sarà attivo anche il servizio Mc Delivery.

Mara Martellotta