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Monferrato Green Farm torna nel mese di ottobre

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Fiera Nazionale del Verde e dell’Agricoltura a Casale Monferrato

Molte novità di una rassegna sempre più specialistica
Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre prossimi, il Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato ospiterà Monferrato Green Farm quarta edizione, seconda come Fiera Nazionale. L’innovativa Fiera del Verde e dell’Agricoltura vede il coinvolgimento al loro ‘servizio’ degli altri comparti produttivi, artigianato, industria e commercio in una prospettiva di crescita del territorio sostenibile per l’ambiente da quest’anno, ormai forte delle esperienze acquisite, si allinea alle altre Fiere di settore e prepara una serie di novità a partire dall’incremento dell’offerta di laboratori, incontri, momenti di approfondimento e di formazione nei vari settori, per andare sempre di più incontro ai gusti ed alle esigenze di pubblico ed espositori. Un’altra novità è costituita dall’orario in quanto tutte le sere il ‘sipario’ calerà alle ore 21.

La rassegna prevede, come negli anni passati cinque sezioni, ognuna delle quali presenterà diverse novità che verranno disvelate man mano all’avvicinarsi dell’evento:

Agricoltura; Vivai; Mostra con esposizione di animali; Salone eccellenze alimentari; Cura della persona

L’evento è organizzato dalla società D&N Eventi Srl in collaborazione, con il patrocinio la partnership di Istituzioni, Enti, Aziende ed Associazioni in fase rinnovo

Orari
Venerdì 2 ottobre 17 – 21
Sabato 3 ottobre 10 – 21
Domenica 4 ottobre 10-21

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi ai seguenti contatti

cell. 366 28 29 982
mail: commerciale@deneventi.it

Casale Monferrato, 15 luglio 2026

Ufficio Stampa
D&N Eventi Srl
Cell. 370 3017529

Tenta di violentare anziana, lei riesce a fuggire ma si prende un pugno

Un giovane di colore ha aggredito su una strada della campagna chierese una donna di 70 anni che passava in bici e  ha tentato di stuprarla. L’ha minacciata con un coltello, poi lei si è divincolata e lui le ha dato un pugno fratturandole una costola, per poi fuggire. Si tratta del secondo episodio, in poche settimane, di aggressione ai danni di una anziana.

Accordo RAI, UNCEM, ANFoV: sperimentazione in ambito tecnologico per i territori montani

RAI annuncia la sottoscrizione, avvenuta in data 22 luglio 2026, di un accordo trilaterale RAI-UNCEM-ANFoV di collaborazione tecnologica finalizzato a promuovere attività di studio, analisi e sperimentazione tecnologica volte ad approfondire le modalità di fruizione dei servizi audiovisivi e a individuare soluzioni innovative per rispondere alle esigenze dei territori montani.
L’iniziativa consolida l’impegno comune a favore della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo di modelli tecnologici avanzati che possano contribuire a migliorare la fruizione dei contenuti audiovisivi e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Marco Bussone, Presidente Uncem: “Il protocollo riafferma la centralità delle comunità che vivono nei territori montani per il Servizio pubblico. Un impegno sancito da RAI in molte situazioni e occasioni, che in questo documento di lavoro ha una precisa destinazione. Consentire a tutti di vedere i canali RAI, in tutte le zone del Paese, anche le più remote. L’impegno dell’azienda, attraverso anche ricerca e nuove tecnologie, è per Uncem importantissimo. Si vince anche così la crisi demografica sui territori, nei piccoli Comuni, nelle Alpi e negli Appennini”.
Antonello Angeleri, Segretario Generale ANFoV:“Siamo felici dell’accordo che è stato sottoscritto, un impegno importantissimo per tutti i territori, soprattutto quelli montani. L’obbiettivo di ANFoV e delle aziende nostre associate, tra cui RAI, è anche quello di favorire un progresso volto a migliorare i servizi per i cittadini abbattendo il digital divide. L’accordo firmato, che cristallizza l’impegno di RAI e Uncem, assieme ad ANFoV, va in questa direzione: creando una sinergia che porterà a fare in modo che il segnale televisivo, grazie agli strumenti tecnologici d’innovazione avanzata che oggi permettono azioni mirate, arrivi anche dove oggi è ancora assente, fornendo risposte risolutive alle esigenze dei territori”.

Colpito da tubo in azienda ex titolare e’ grave

E’ stato colpito in testa da un tubo di ferro mentre lavorava nella sua ex azienda. È ricoverato in codice rosso al CTO. L’incidente è avvenuto alla Gervasi Ecologica di Buriasco dove l’ex titolare di 80 anni svolgeva manutenzione nel capannone. Nonostante l’età andava ancora a lavorare nell’azienda.

Vino, solfiti e sicurezza stradale: uno studio al simulatore

Ecco cosa cambia alla guida

 

Lo studio condotto dal Politecnico di Torino e dall’Università di Torino è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PLOS One

 

Quanto conta, per la sicurezza stradale, non solo la quantità di alcol assunta, ma anche la composizione della bevanda consumata? E in che modo componenti non alcolici del vino, come i solfiti, possono associarsi a cambiamenti nel comportamento dei conducenti, anche quando l’alcolemia resta entro i limiti previsti dalla legge? A queste domande risponde uno studio condotto dal Politecnico di Torino e dall’Università degli Studi di Torino, che ha analizzato il comportamento alla guida dopo il consumo di vini rossi convenzionali con diversi livelli di solfiti.

Lo studio, dal titolo Understanding driver behaviour after consuming conventional wines with different sulphite contents: insights from a driving simulator study”, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PLOS One e si inserisce nell’ambito del progetto VINALIA, sostenuto dalla Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo). La ricerca propone un approccio sperimentale per valutare se e in che modo il contenuto di anidride solforosa, comunemente indicata anche come solfiti, possa influenzare le prestazioni di guida in condizioni controllate.

I solfiti sono utilizzati in enologia per le loro proprietà antimicrobiche e antiossidanti, nonché per preservare la qualità e la stabilità del vino. In Europa, per i vini convenzionali, il limite di anidride solforosa totale è pari a 150 mg/l per i vini rossi e a 200 mg/l per i vini bianchi con un contenuto zuccherino inferiore a 5 g/l. La presenza di solfiti deve inoltre essere indicata in etichetta quando supera i 10 mg/l. Sebbene la produzione di vini totalmente privi di solfiti aggiunti sia difficile, il loro impiego è oggi oggetto di crescente attenzione, anche per i possibili effetti in soggetti sensibili.

Per approfondire questo tema, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino ha prodotto due vini rossi Barbera convenzionali con diversi livelli di solfiti, entrambi al di sotto dei limiti normativi: uno con un contenuto più basso, pari a 86 mg/l di SO₂ totale, e uno con un contenuto più alto, pari a 126 mg/l. I vini sono stati poi utilizzati presso il Road Safety Laboratory del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino per una sperimentazione al simulatore di guida.

I risultati mostrano che, negli scenari meno complessi, non emergono differenze significative attribuibili al contenuto di solfiti. In queste condizioni, il principale effetto osservato riguarda proprio l’alcolemia, associata a un peggioramento del controllo laterale del veicolo in curva.

Gli effetti più interessanti emergono invece negli scenari di guida più complessi, come quelli urbani o con più interazioni con altri utenti, in cui la guida richiede maggiore attenzione e una regolazione continua della velocità e delle distanze di sicurezza. Se nell’interazione con i pedoni il maggiore contenuto di solfiti è risultato associato a un comportamento più prudentenell’interazione con altri veicoli i conducenti tendevano a guidare a velocità più elevate e a mantenere una distanza più vicina rispetto al veicolo di fronte.

“L’obiettivo dello studio era isolare, per quanto possibile, il ruolo del contenuto di solfiti, mantenendo l’alcolemia in condizioni compatibili con il limite legale italiano. I risultati indicano che, negli scenari di guida più complessi, il comportamento dei conducenti può variare non solo in funzione dell’alcol, ma anche in funzione di alcune caratteristiche della bevanda consumata. Si tratta però di effetti limitati e dipendenti dal contesto, da interpretare con cautela”, spiega Marco Bassani, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino e corresponding author dello studio.

“Dal punto di vista enologico, l’anidride solforosa resta uno strumento importante per preservare la stabilità e la qualità del vino. Studiare i possibili effetti dei diversi livelli di solfiti, entro i limiti consentiti, permette di affrontare il tema in modo scientifico e interdisciplinare, mettendo in dialogo tecnologia alimentare, comportamento umano e sicurezza stradale”, sottolinea Luca Rolle, docente del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino.

Gli autori precisano che lo studio è stato condotto esclusivamente in condizioni controllate: sia il tasso alcolemico sia il contenuto di solfiti dei vini rientravano nei limiti previsti dalla normativa. Il numero limitato di effetti statisticamente significativi conferma l’efficacia degli attuali limiti legali nel mantenere condizioni di guida generalmente sicure negli scenari simulati meno complessi. Allo stesso tempo, i risultati indicano che, in compiti urbani ad alta richiesta cognitiva, componenti non alcoliche del vino potrebbero contribuire a modificare il comportamento alla guida.

L’indagine apre quindi una nuova prospettiva per la ricerca sulla sicurezza stradale, suggerendo di considerare non soltanto il livello di alcolemia, ma anche la composizione delle bevande alcoliche consumate. Le prossime ricerche dovranno ampliare il numero di concentrazioni di solfiti analizzate, includere misure fisiologiche e soggettive, valutare eventuali sintomi individuali e testare scenari di guida più lunghi e complessi.

“Non si tratta di indicare i solfiti come causa diretta e generalizzata di comportamenti pericolosi, né di estendere i risultati oltre le condizioni testate. Il valore dello studio è mostrare che, anche entro i limiti di legge, il comportamento di guida può cambiare a seconda del contesto e che servono nuove analisi per comprendere meglio i meccanismi coinvolti – concludono gli autori – La sicurezza stradale richiede strumenti sempre più raffinati per valutare il comportamento dei conducenti in condizioni realistiche, controllate e scientificamente misurabili”.

Leggi l’articolo completo a questo link: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0345134

Cent’anni di “Bruna” alla RSA Sereni Orizzonti di Vinovo 

 

Martedì 21 luglio, la RSA Sereni Orizzonti “Alberto Dalmasso” di Vinovo ha festeggiato i 100 anni di Brunetta Bottaro, per tutti “Bruna”, circondata dall’affetto dei familiari, degli operatori e degli altri residenti della struttura. Alla festa ha preso parte anche l’assessore Nerio Usan, a testimonianza della vicinanza dell’amministrazione comunale ad un traguardo così significativo.

Nata il 21 luglio 1926 in un piccolo paese sui Colli Euganei, Brunetta è la primogenita di otto figli di una famiglia contadina. Ha frequentato solo le scuole elementari del paese, raggiunte a piedi ogni giorno attraverso campagne e boschi. Proprio sui colli natii ha conosciuto il marito Bruno, originario di Este, con cui si è sposata nel 1949, al termine del servizio militare di lui durante la Seconda guerra mondiale: dalla loro unione sono nati tre figli.

Donna di grande operosità, Brunetta si è sempre adattata a diversi lavori per contribuire al sostentamento della famiglia, arrivando ad accogliere in casa anche la zia adottiva del marito, rimasta vedova.

Divenuta lei stessa vedova in giovane età, e nel frattempo diventata nonna e poi bisnonna, si è trasferita a Garino di Vinovo, dove per anni ha dedicato il proprio tempo al servizio della Parrocchia.

Brunetta è oggi una presenza attiva e partecipe alla vita della struttura, dove vive ormai da dieci anni: ogni settimana guida a memoria la recita del rosario per gli altri residenti e non si stanca mai di raccontare gli episodi della sua lunga vita, circondata dall’affetto di amici e da una bella squadra di volontari. In occasione del suo compleanno ha commosso tutti i presenti con un sentito discorso di ringraziamento.

Capita ancora, alla soglia dei 100 anni, che chiami “nonno” o “nonna” persone ben più giovani di lei. Un traguardo importante, celebrato con una giornata dedicata a lei e alla sua storia: la testimonianza di un secolo vissuto con dedizione, fede e spirito di adattamento.

Bimbo torinese di sei anni muore investito da una moto in Liguria

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Il bambino torinese di sei anni, rimasto gravemente ferito nel pomeriggio di ieri dopo essere stato investito da una moto mentre attraversava sulle strisce pedonali l’Aurelia, all’altezza dell’incrocio con via Corsica, a San Bartolomeo al Mare, in provincia di Imperia, è deceduto.

Soccorso in condizioni critiche, era stato trasferito d’urgenza all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova abordo dell’elicottero Drago dei vigili del fuoco. Ricoverato nel reparto di terapia intensiva con prognosi riservata, è stato sottoposto alle cure deimedici.

Nonostante i tentativi dell’équipe sanitaria di salvarlo, le gravissime lesioni riportate nell’incidente ne hanno causato la morte.

Inaugurato il nuovo Pronto soccorso del CTO di Torino

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Il Pronto soccorso dell’ospedale CTO della Città della Salute e della Scienza di Torino si presenta con spazicompletamente rinnovati, più funzionali e accoglienti. La nuova struttura è stata inaugurata oggi, al termine di un intervento di riqualificazione atteso da quattro anni e avviato nel gennaio 2026.

Centro Trauma di riferimento regionale per i traumi maggiori, il CTO ha registrato nel 2025 oltre 45.500 accessi al Pronto soccorso. L’attività è organizzata inbase all’intensità di cura, con percorsi distinti per ipazienti più gravi (2.126 accessi) e per quelli a media ebassa complessità (43.381 accessi).

L’intervento, finanziato con circa 500 mila euro attraverso i Fondi Arcuri (DL 34/2020), ha permesso diriorganizzare gli spazi per migliorare la gestione dei pazienti e garantire una risposta più efficace anche incaso di future emergenze sanitarie. L’obiettivo è quello di assicurare percorsi separati tra pazienti contagiosi o sospetti tali e pazienti non infetti, aumentando al tempo stesso sicurezza, comfort e qualitàdell’assistenza.

Tra le principali novità ci sono un’area dedicata ai pazienti infetti o sospetti, una zona separata per i pazienti non contagiosi con due postazioni di triageall’ingresso, una nuova sala d’attesa post-triage, una postazione infermieristica con visuale sull’area di attesa e un locale di osservazione per i pazienti in barella, monitorabile direttamente dal personale sanitario.

I lavori sono stati realizzati senza interrompere né ridurre l’attività del Pronto soccorso. Il risultato è unambiente più moderno, luminoso e funzionale, che migliora sia l’accoglienza dei pazienti sia le condizioni di lavoro degli operatori.

«La ristrutturazione del Pronto soccorso del CTO rappresenta un’altra tappa importante nel percorso di riqualificazione della Città della Salute – dichiara il direttore generale Livio Tranchida –. Dal mioinsediamento sono stati conclusi 59 cantieri e ne sono stati avviati altri 47. Negli ultimi mesi abbiamoconcentrato molti interventi proprio sul CTO, con lariapertura del blocco operatorio del quarto piano, il rifacimento e la riapertura del sedicesimo piano e ora il nuovo Pronto soccorso. Parallelamente proseguonoanche i lavori alle Molinette, dove è già partito il cantiere della Cardiochirurgia con nuove sale operatorie e una nuova terapia intensiva, un intervento atteso da oltre trent’anni. Entro l’autunno entrerà inoltre nella fase operativa il cantiere del nuovo Pronto soccorso delle Molinette».

Per il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, «il nuovo Pronto soccorso del CTO rende uno dei principali presìdi di emergenza del Piemonte più efficiente, sicuro e accogliente, dimostrando che è possibile rinnovare gli ospedali senza interrompere l’attività assistenziale. Accanto ai grandi progetti, come il Parco della Salute e i nuovi ospedali, continuiamo a investire anche nelle strutture già operative, perché ogni intervento realizzato oggi significa servizi migliori per i cittadini e ambienti di lavoro più adeguati per il personale sanitario. È questo il metodo con cuivogliamo costruire la sanità del futuro: programmare le grandi opere senza smettere di migliorare gli ospedali che ogni giorno accolgono migliaia di persone»

Commercio, in Piemonte scomparso un negozio su dieci in cinque anni. L’allarme di Ascom

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In Piemonte il commercio al dettaglio continua a ridurre la propria presenza sul territorio. Tra il 2018 e il 2023 le unità locali sono diminuite del 10,2%, un calo in linea con quello registrato in Veneto ed Emilia-Romagna. La tendenza, secondo il primo Rapporto Confcommercio sul commercio in Italia, è proseguita anche nel 2024 e nel 2025, seguendo il dato nazionale che segna una contrazione complessiva del 14,4%.

La riduzione riguarda anche la diffusione dei negozi sul territorio. In cinque anni la densità commerciale in Piemonte è passata da 10,7 a 9,8 esercizi ogni mille abitanti, con una flessione dell’8,4%, un valore sostanzialmente analogo a quello della Lombardia (-8,3%).

Anche il fronte occupazionale evidenzia segnali di difficoltà. In Piemonte gli addetti del settore sono diminuiti del 5,2%, una riduzione più marcata rispetto alla media del Nord Ovest (-1,3%), mentre il Mezzogiorno registra un andamento opposto con una crescita del 3,4%.

Il rapporto fotografa quindi un progressivo ridimensionamento della rete commerciale nei quartieri, nei centri urbani e nei comuni piemontesi, con ricadute che, oltre all’economia, interessano i servizi di prossimità, la vivibilità delle città e la coesione delle comunità locali.

«Perdere attività commerciali significa avere meno servizi, meno presìdi e meno occasioni di relazione nei quartieri e nei comuni – sottolinea Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcom Torino e provincia –. È un fenomeno che non può essere letto soltanto in termini economici, perché riguarda direttamente la qualità della vita e la capacità dei territori di rimanere attrattivi e vitali. In questo periodo storico di rapido cambiamento dei consumi, occorre tutelare il commercio di prossimità con politiche forti e condivise. Una tutela che deve difendere i negozi anche dalle grandi piattaforme di e-commerce, che continuano a operare in regimi fiscali diversi dai negozi fisici, danneggiando così il nostro tessuto imprenditoriale. Nell’ultimo anno ci sono stati segnali di un timido ritorno all’acquisto in negozio da parte di una fetta di consumatori che preferisce acquistare meno ma più spesso: una tendenza che va incoraggiata e che può diventare la leva per dare nuova linfa vitale al commercio. A patto che sia sostenuta a livello istituzionale e politico».

La presidente di Ascom richiama poi l’attenzione sul ruolo del settore nell’occupazione giovanile: «Una riflessione sull’occupazione – prosegue la presidente Coppa -. I dati Inps dicono che il 40% degli occupati tra i 15 e i 29 anni è nei settori della ristorazione e dell’hospitality e il 22,5% nel commercio. Si tratta, dunque, di comparti ai quali le nuove generazioni si approcciano volentieri e vanno sicuramente incoraggiati. Comprare sotto casa significa anche sostenere l’occupazione giovanile e, indirettamente, migliorarne le condizioni di lavoro. Questa è una riflessione che vorrei vedere nelle agende dei politici che ci occupano del mondo del lavoro e dei giovani e che Ascom è pronta a sostenere con impegno».

Il quadro regionale si inserisce in una trasformazione più ampia del commercio italiano. A livello nazionale, tra il 2018 e il 2025, i punti vendita al dettaglio sono diminuiti del 14,4%, mentre il fatturato complessivo del comparto è aumentato del 25,7%, raggiungendo i 410,7 miliardi di euro. Nello stesso periodo il fatturato medio per addetto è cresciuto del 27,9%.

Secondo il rapporto, il settore sta cambiando struttura: diminuisce il numero delle imprese commerciali, ma aumentano le dimensioni medie delle aziende, la produttività e il fatturato. Tra i fenomeni più significativi spiccano la forte crescita dei discount alimentari, che hanno raddoppiato il proprio fatturato (+101,1%), e l’espansione dell’e-commerce (+41,9%).

Prosegue inoltre il rafforzamento organizzativo delle imprese. Tra il 2012 e il 2025 la quota delle società di capitali è passata dal 9% al 17,4%, delineando un commercio sempre più strutturato e produttivo, ma anche più concentrato.