CRONACA- Pagina 5

E’ operativa in Piemonte la domiciliazione bancaria del bollo auto con riduzione del 5%

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PAGAMENTI AUTOMATICI E RIDUZIONE DEL 5%

È operativa in Piemonte la domiciliazione bancaria del bollo auto, una modalità semplice e automatica che consente l’addebito diretto sul conto corrente, evitando dimenticanze e riducendo il rischio di sanzioni.

La nuova opzione, accessibile online attraverso il servizio “Domicilia il bollo” sul portale Tassa Auto Piemonte con accesso tramite SPID, CIE o CNS, prevede una riduzione del 5% sull’importo della tassa automobilistica. È inoltre applicata una commissione bancaria di 1 euro per ogni pagamento.

“Con la domiciliazione bancaria del bollo auto facciamo un passo concreto nella direzione di una Pubblica Amministrazione più semplice, più moderna e più vicina ai cittadini. Ridurre del 5% il costo del bollo per chi sceglie il pagamento automatico – dichiara l’assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano – significa premiare comportamenti virtuosi e favorire un rapporto più efficiente tra contribuente e istituzione. È una misura che unisce semplificazione, innovazione digitale e una gestione più ordinata delle entrate regionali, rafforzando la capacità del Piemonte di offrire servizi competitivi e allineati alle migliori esperienze nazionali”.

Possono aderire alla misura le persone fisiche proprietarie fino a un massimo di dieci veicoli. Il mandato di addebito deve essere attivo almeno 60 giorni prima della scadenza del bollo. Restano esclusi dalla procedura, tra gli altri, i veicoli a noleggio o in leasing, quelli con più di 30 anni e i ciclomotori. La domiciliazione garantisce anche una maggiore tracciabilità, con comunicazioni puntuali sia prima dell’addebito, sia a pagamento effettuato.

Per attivare la domiciliazione è necessario disporre di un’identità digitale, dei dati del veicolo e di un conto corrente (IBAN) su cui effettuare l’addebito.

La richiesta si effettua esclusivamente online tramite il portale regionale dedicato https://tassa-auto.sistemapiemonte.it/

Città di Chieri attiva la “pattuglia di quartiere”

La Città di Chieri ha attivato la “pattuglia di quartiere”, un nuovo servizio di presidio e controllo del territorio. Lo annuncia l’assessore alla Polizia Locale, Prevenzione e Sicurezza Biagio Fabrizio Carillo. 

Le pattuglie, formate da due agenti della Polizia Locale, si porteranno in diverse zone della città con l’Ufficio Mobile della Polizia Locale, per poi procedere a piedi e fermarsi a parlare con i cittadini. Il servizio sarà svolto per due giorni a settimana, dalle ore dalle ore 09:00 alle ore 12:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00 (compatibilmente con altre attività e priorità del Comando); gli operatori saranno dotati di una fascia gialla con la scritta “Pattuglia di Quartiere”; le zone inizialmente presidiate saranno l’area centrale, i parchi (Patch, Tepice del Pellegrino, Robinson, San Silvestro), il Centro Commerciale “Il Gialdo”, la zona della Stazione ferroviaria, Campo Archero e Piazza Europa (Mercato), Quartiere Maddalene (Parco Levi) e le Frazioni (Pessione, Airali, Canarone, Madonna della Scala, Livorna). La pattuglia sarà dotata di un dispositivo digitale “tablet”, con il quale si potranno inoltrare immediatamente le eventuali segnalazioni al Comando o alle altre forze dell’ordine.

Commenta l’assessore Biagio Fabrizio Carillo: «In questo modo l’Ufficio Mobile diventa un qualcosa di “dinamico”, un punto di riferimento per i cittadini e gli esercenti. La sicurezza si crea anche con il dialogo e creando un rapporto di fiducia. La “pattuglia di quartiere” vuole essere uno strumento di polizia di prossimità, che svolge un’attività di prevenzione, controllo e ascolto, agendo così sulla percezione dell’insicurezza, oltre che con una funzione deterrente nei confronti delle attività illecite e di contrasto del degrado. Si procederà poi ad una fase di verifica dei risultati con lo scopo di valutare la possibilità di modificare l’elenco delle zone da presidiare in base alle esigenze della popolazione e dell’Amministrazione».

Un convegno per i 150 anni del settimanale diocesano “La Voce e il Tempo”

“Torino ieri, oggi e domani” è il titolo del convegno che il settimanale diocesano “La Voce e il Tempo” organizza a Palazzo Carignano sabato 9 maggio per celebrare 150 anni di fondazione de “La Voce del Popolo” e 80 anni de “il nostro tempo”, le due testate confluite nell’attuale settimanale “La Voce e il Tempo”. Il convegno ragionerà sull’area torinese, la città e le sue campagne, a margine di una mostra sulle prime pagine dei giornali dal 1876. Al mattino, dalle 9 alle 13, le relazioni sulla storia delle testate a cura di Giovenale Dotta, Marco Bonatti e Maria Pia Bonanate e relazione del parroco don Andrea Bisacchi su “Conoscere il passato per operare nel presente”.. Nel pomeriggio dalle 15 alle 18.30 si terranno tre dibattiti di attualità: “Dove sta andando Torino” con il sindaco Stefano Lo Russo, il sindaco emerito Valentino Castellani e Paolo Damilano (Torino Bellissima); “La presenza locale e globale del giornale diocesano” (Alberto Riccadonna, Giampiero Gramaglia); “Dove sta andando l’informazione torinese” con Gianni Armand Pilon vicedirettore de “La Stampa”, Antonello Micali direttore de “Il Risveglio del Canavese”, Carmine Festa caporedattore de “Il Corriere della Sera”, Marco Bardesono vicedirettore di “Torino Cronaca” e Roberta Pellegrini direttrice dell’Associazione Stampa Subalpina.     fr
Foto Massimo Masone, La Voce e il Tempo

Parella: la Torino discreta tra parchi, ville e socialità quotidiana

Viaggio nei quartieri

C’è una parte di Torino che non ha bisogno di farsi notare. È fatta di strade regolari, palazzi del
dopoguerra, negozi che resistono da decenni e un verde che non è mai semplice cornice. Parella
appartiene pienamente a questa città silenziosa, dove l’identità si costruisce nella continuità più
che nell’eccezione. Il punto da cui partire è il grande respiro del Parco della Pellerina, uno dei
polmoni verdi più estesi di Torino. Non è un parco da rappresentazione, ma da uso quotidiano:
famiglie, ciclisti, anziani, gruppi che si ritrovano senza appuntamento. È uno di quei luoghi in cui la
città smette di essere costruita e torna a essere vissuta. Poco distante, la Villa della Tesoriera
introduce una dimensione diversa. La villa barocca, con i suoi giardini e la biblioteca musicale, è un
frammento di storia aristocratica incastonato nel tessuto residenziale contemporaneo. Ma la sua
presenza non è isolata: nel parco che la circonda si intrecciano più livelli di città. Qui, accanto ai
viali alberati e agli spazi di quiete, si trova anche la bocciofila della Tesoriera, uno dei luoghi più
significativi della socialità di quartiere. Non è solo un impianto sportivo, ma un punto di
aggregazione stabile: partite lente, presenze costanti, conversazioni che si ripetono nel tempo. È
una socialità non spettacolare ma continua, fatta di abitudini più che di eventi. In questo equilibrio
tra villa storica, parco pubblico e bocciofila si legge bene una delle caratteristiche più profonde di
Parella: la convivenza naturale tra cultura alta e vita quotidiana Uscendo da questi poli, il quartiere
si apre in una rete di strade residenziali dove la città si racconta per dettagli. Villette sopravvissute
tra i condomìni, cancelli in ferro battuto, cortili interni e piccole case d’inizio Novecento
compongono una stratificazione urbana mai del tutto cancellata. La vita quotidiana è affidata a
una trama fitta di esercizi di prossimità. Panetterie storiche, gastronomie familiari, piccoli
alimentari e bar di quartiere costituiscono il tessuto sociale più stabile. Sono luoghi senza enfasi,
ma fondamentali: presìdi di relazione dove il tempo è riconoscibile e le abitudini costruiscono
appartenenza. Negli ultimi anni si sono affacciate anche alcune librerie indipendenti e piccoli spazi
culturali, che provano a introdurre una socialità più contemporanea. Non cambiano l’identità del
quartiere, ma aggiungono una possibilità: quella di una vita culturale più diffusa, meno episodica. E
poi ci sono i percorsi meno evidenti: le strade interne, gli slarghi davanti alle scuole, gli incroci
dove si concentrano i passaggi quotidiani. Sono spazi senza monumentalità, ma con una forte
funzione sociale. È qui che Parella mostra il suo carattere più vero: un quartiere che non ha un
centro unico, ma una rete di piccoli centri. Questa struttura spiega anche la sua forza e il suo
limite. Parella funziona, è abitato, è stabile. Ma proprio questa stabilità rischia, nel tempo, di
trasformarsi in immobilità. La sfida non è stravolgerlo, ma riattivarlo: rafforzare i presìdi culturali,
dare continuità agli spazi pubblici, sostenere la vita sociale già esistente senza disperderla. Perché
Parella non è un quartiere da reinventare, e’ un’area da osservare mentre continua a vivere, nella
sua forma più torinese: discreta, quotidiana, profondamente abitata.
Maria La Barbera

Caduto da un palazzo in cantiere: operaio 55enne in ospedale

È caduto da un’altezza tra i 3 e i 4 metri mentre lavorava: un operaio di 55 anni è ricoverato all’ospedale dopo l’incidente di questa mattina a Madonna di Campagna, in un cantiere di via Foligno 66.

La vittima, residente a Venaria, ha riportato un trauma toracico. Soccorsa sul posto dal 118, è stata trasportata all’ospedale Giovanni Bosco in codice giallo. Sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile e gli ispettori Spresal dell’Asl Torino per le indagini. Dalle prime verifiche, l’operaio sarebbe inciampato su una trave.

VI.G

Giornata della Salute mentale materna il 6 maggio al Sant’Anna

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(World Maternal Mental Health Day), presso l’ospedale Sant’Anna di Torino 

L’importanza del benessere psicologico delle madri

Il 6 maggio 2026 si celebra la “Giornata mondiale della salute mentale materna”, come ogni anno il primo mercoledì di maggio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di preservare il benessere psicologico in gravidanza e post-partum e promuovere la prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi psichici perinatali. Istituita nel 2016, mira a rompere lo stigma, promuovere cure adeguate e supportare le madri che soffrono di disturbi perinatali.

L’ospedale Sant’Anna di Torino intende celebrare questa giornata con un importante Convegno. Mercoledì 6 maggio 2026 dalle ore 8,30 alle ore 16,30, presso l’Aula Dellepiane dell’ospedale Sant’Anna (via Ventimiglia 1), si terrà l’evento “Salute mentale materna e benessere delle famiglie e della società”, preceduti dai saluti istituzionali di Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Diventare genitori è un profondo processo di trasformazione, una strada costellata da desideri, aspettative, timori, investimenti emotivi sia individuali che familiari. I mesi della gestazione fino al parto possono essere accompagnati da stress e tensione emotiva. Spesso si crede allo stereotipo che vede la gravidanza e il puerperio come un periodo idilliaco e sereno, ma non è sempre così. Secondo l’OMS nel mondo, circa 1 donna su 5 sperimenta depressione o ansia durante la gravidanza o, più spesso, nell’anno successivo al parto e circa il 20% di queste donne arriva ad avere pensieri suicidi o a compiere atti di autolesionismo. Ignorare la salute mentale non solo mette a rischio la salute e il benessere generale delle donne, ma ha anche un impatto sullo sviluppo fisico ed emotivo dei famigliari. Questa giornata intende porre attenzione sulla salute emotiva delle madri, spesso trascurata, anche a causa di limiti e tabù. Sappiamo che la salute mentale materna non riguarda solo la madre, ma ha un impatto profondo sull’intera famiglia e sul neonato. Aiutare una madre vuole dire appunto aiutare una famiglia e lo sviluppo emotivo, cognitivo e relazionale del bambino.

Durante la gravidanza si vivono momenti di forte cambiamento che potrebbero anche avere zone d’ombra. Le trasformazioni che intervengono in questo periodo sono accompagnate da una mobilitazione psichica molto impegnativa che coinvolge sia l’aspetto fisico e fisiologico, sia quello psicodinamico e relazionale. In base al proprio vissuto in questo periodo possono emergere emozioni positive come gioia e speranza o emozioni negative con ansia e tristezza. Nonostante la depressione sia una delle più comuni complicanze della gravidanza, accentuata ancora di più negli ultimi anni a causa della pandemia, ci sono ancora tanti tabù e le donneprovando vergogna, evitano di esprimere il loro disagio. Donne di ogni cultura, età, reddito ed etnia possono sviluppare disturbi dell’umore nel periodo perinatale. I sintomi possono comparire in qualsiasi momento durante la gravidanza ed i primi 12 mesi dopo il parto.

Intercettare precocemente i segnali di questo malessere non è facile, anche perché le donne scontano ancora un forte condizionamento culturale. La mancanza di conoscenze sulla depressione post partum e l’accettazione acritica di alcuni miti sulla maternità possono essere un ostacolo significativo tanto da rendere talune mamme, e chi le circonda, incapaci di riconoscere i segnali e i sintomi che caratterizzano questa condizione. Le aspettative, spesso idealizzate, si scontrano inevitabilmente con l’impegno concreto legato alle continue richieste di cura provenienti dal nuovo nato, con i necessari cambiamenti delle abitudini coniugali e con la significativa riduzione dei rapporti sociali.

Per tutte queste ragioni molte donne sono riluttanti a cercare un aiuto professionale per paura di essere considerate persone deboli e fragili o ingratamente insoddisfatte. Malgrado alcuni aspetti comuni, il comportamento delle madri depresse appare molto eterogeneo: è indispensabile dunque tener conto dell’estrema complessità della sintomatologia depressiva, considerando tutte le variabili di rischio o di protezione, in grado di aggravarne o mitigarne il quadro. I partner possono rappresentare un fattore protettivo determinante se sono disponibili a livello emotivo, propositivi e altamente supportivi, mentre al contrario è stata rilevata una significativa correlazione tra assenza del sostegno da parte dei partner e grado di depressione. È fondamentale dunque parlarne per poter creare o ritornare con nuovi modelli ad una cultura del supporto materno, riconoscere i segnali di rischio ed approntare interventi precoci che puntino a sostenere le «buone» capacità materne. L’ospedale Sant’Anna di Torino intende celebrare questa giornata con un importante Convegno che tratta ed abbraccia tutti questi temi in un’ottica multidisciplinare e preventiva. Sarà inoltre l’occasione per presentare un nuovo strumento a sostegno della genitorialità: il libretto “Nascere piccoli piccoli. Il nostro viaggio in Terapia intensiva Neonatale”, scritto da due psicologhe borsiste del Sant’Anna e la ricerca “Sapere per”, in collaborazione con l’Università, che indaga la conoscenza delle donne in gravidanza sul significato e l’appropriatezza dei vari test di screening prenatali cui si sottopongono ed il bisogno di lavorare sulla cura della comunicazione medico – paziente.

E’ necessario sollecitare le istituzioni affinché in un’ottica di promozione della salute intensifichino le misure di supporto tempestivo ed efficace per le donne e le loro famiglie, ed aumenti la consapevolezza sulla salute femminile attraverso un dibattito collettivo.

E’ importante che la vasta comunità educante veda la gravidanza e la maternità non solo come una felice realizzazione della donna ma come una scelta responsabile e complessa che coinvolge la storia familiare di ogni donna, il rapporto con la propria madre e al contempo la vastità delle sue relazioni e l’intreccio emotivo dei suoi vissuti.

Riconoscere la fatica e la complessità del “nascere madre” significa accogliere e rimanere sensibili al grido di sofferenza spesso silenzioso di molte donne e alla loro necessità di aiuto.

Festa patronale di Sant’Attanasio, patrono di San Sicario Borgo

Cesana Torinese

La giornata di festa del 2 maggio scorso si è aperta con la Santa Messa alle ore 11, celebrata da Don Andrea e Don Stefano, cui ha partecipato in veste ufficiale anche il Sindaco Daniele Mazzoleni. Al termine della Santa Messa, cui hanno partecipato anche le donne vestite dei costumi tradizionali, vi è stata la distribuzione del pane benedetto. La festa è proseguita con la parte legata alla gastronomia, con le immancabili goffres , ma anche con pizze, focacce, la grigliata a cura del Gruppo Alpini di Cesana Torinese. Nel pomeriggio il gruppo Suonamboli ha dato vita a musiche e balli occitani. È composto da Giorgio Ferraris alla cornamusa e ai flauti, Ilio Amisano all’organetto, Stefano Proto e Davide Vergnano al violino.

“Un grazie a Don Andrea, Don Stefano e alla Pro Loco, agli Alpini e adulti coloro che hanno reso possibile organizzare questa splendida festa patronale – ha dichiarato il Sindaco di Cesana Torinese, Daniele Mazzoleni”.

Mara Martellotta

Tumore della vescica: a Torino la diagnosi precoce

 “Fermati al Rosso Open Day”

9 maggio – ore 9,30 – Ospedale Molinette – Ambulatorio di urologia

16 maggio – ore 9 – Azienda Sanitaria Locale “Città di Torino” – Aula Ravetti

23 maggio – ore 9,30 – San Luigi di Orbassano – Polo didattico universitario

Al via sabato 9 maggio a Torino la seconda edizione di “Fermati al Rosso Open Day”, iniziativa di informazione e sensibilizzazione sul tumore della vescica promossa da APS Associazione PaLiNUro – Pazienti Liberi dalle Neoplasie UROteliali con il contributo non condizionante di Astellas e il patrocinio di una coalition di istituzioni civiche e sanitarie della città di Torino: Ospedale Molinette con la partecipazione della Rete Oncologica Piemonte-Valle D’Aosta e della Clinica Urologica, Ospedale San Giovanni Bosco, Ospedale San Luigi Gonzaga Orbassano con la partecipazione del Dipartimento di Oncologia. L’iniziativa è realizzata nell’ambito della campagna “Fermati al Rosso – Tumore della vescica: un segnale può salvarti la vita” che nasce nel 2022 con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul tumore della vescica, un tumore spesso sottovalutato, ma che nel 2024 è stato diagnosticato in oltre 31.000 persone e che necessita quindi di attenzione e informazione per consentire una diagnosi tempestiva. Il nome della campagna richiama il segno più comune della malattia: la presenza di sangue nelle urine (ematuria), un segnale d’allarme che non va ignorato.

Fermati al Rosso Open Day” si articola in tre open day in altrettante grandi strutture ospedaliere torinesi, dove è attiva l’associazione PaLiNUro con i suoi Uro-H-Angels, volontari che supportano i pazienti e le famiglie: Ospedale Molinette, San Giovanni Bosco, San Luigi Gonzaga di Orbassano. Durante ogni open day, i partecipanti avranno la possibilità di: incontrare gli specialisti (urologi, oncologi, radio-oncologi e altri), porre domande, condividere esperienze e ricevere informazioni aggiornate sulla diagnosi, sulle diverse fasi della malattia e sull’importanza del team multidisciplinare nella presa in carico del paziente, dando ampio spazio alla diagnosi precoce, attualmente unico rimedio per contenere la progressione e i danni provocati dalla patologia; ascoltare testimonianze di pazienti che condivideranno il loro percorso, offrendo un prezioso spunto di riflessione e un messaggio di speranza; ricevere materiale informativo e risorse utili per approfondire la conoscenza del tumore della vescica ed essere coinvolti nella campagna di comunicazione “Fermati al rosso”.

Calendario Open Day piemontesi:

sabato 9 maggio, ore 9.30, Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza –
Ospedale Molinette
presso Sala d’aspetto Ambulatorio di Urologia – Piano -1, Corso Bramante, 88

sabato 16 maggio, ore 9.00, Azienda Sanitaria Locale “Città di Torino”
Ospedale San Giovanni Bosco
presso Aula Ravetti Piazza del Donatore di Sangue, 3

sabato 23 maggio, ore 9.30, Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano, presso Aula Rossa del Polo Didattico Universitario – Regione Gonzole, 10

Per prenotazioni: info@associazionepalinuro.com

Tutte le informazioni sulla campagna sono disponibili sulla landing page https://www.associazionepalinuro.com/landing-fermati-al-rosso-2026

Open Gate Sogin, record di adesioni per le centrali nucleari in dismissione

Oltre 5.500 fra partecipanti attesi e persone in lista d’attesa

Roma, 4 maggio 2026 – Si sono chiuse con il record di adesioni le iscrizioni per partecipare alla quinta edizione di Open Gate, l’evento con cui Sogin aprirà al pubblico, nel fine settimana del 16 e 17 maggio, le centrali nucleari italiane in dismissione di Trino (VC), Caorso (PC), Latina e Garigliano (CE).

L’evento registra complessivamente oltre 5.500 adesioni, di cui 3.097 partecipanti attesi nelle due giornate, 1.949 iscritti ad una specifica lista d’attesa e circa 500 fra rappresentanti istituzionali, giornalisti e iscritti a Open Gate Community, l’iniziativa che si svolgerà venerdì 15 maggio. In questa data, le quattro centrali accoglieranno infatti gruppi di studenti, universitari e rappresentanti delle realtà associative, in particolare quelle dei territori dove Sogin è presente, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e coinvolgere le nuove generazioni.

Sogin è pronta ad accogliere i visitatori con due percorsi di visita: “zona controllata” e “area industriale”, per le centrali di Trino, Caorso e Garigliano, mentre per Latina è programmato un solo percorso: “area industriale”.

Nel corso della visita, della durata di circa due ore, i tecnici di Sogin e della controllata Nucleco accompagneranno le persone alla scoperta di luoghi simbolo della storia industriale e nucleare del nostro Paese e racconteranno il lavoro che svolgono ogni giorno per terminare lo smantellamento di queste centrali e per gestire i rifiuti radioattivi, dal loro stoccaggio nei depositi temporanei alla sistemazione definitiva nel Deposito Nazionale.

L’evento si svolgerà sotto il Patrocinio del Parlamento Europeo, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero dell’Università e della Ricerca, delle Regioni: Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte, e dei Comuni di Caorso, Latina, Sessa Aurunca e Trino.

La stampa interessata può chiedere di accreditarsi scrivendo a ufficiostampa@sogin.it. Sarà possibile seguire l’iniziativa su Instagram tramite il profilo opengate_sogin, hashtag #opengate2026, con contenuti dedicati, aggiornamenti in tempo reale e racconti dei partecipanti.

Premiata la Virginia Agnelli di Torino nell’ambito del progetto imballaggi

“Ambarabà ricicloclò una rana balbettò “tre lattine userò” e la strega con bacchetta regalò la bicicletta alla rana che esultò. “Grazie mille ora ce l’ho”.  “Ambarabà riciclò”. Questa rappresenta la conta ideata in rima dalla classe IV B della scuola primaria  Virginia Agnelli di Torino, che si è  aggiudicata il terzo posto dell’edizione 2026 del progetto Ambarabà Ricicloclò, il concorso di educazione ambientale promosso da RICREA, il consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, parte del sistema CONAI.
I bambini delle scuole primarie si sono cimentati nella creazione  di componimenti ritmati  e fantasiosi, realizzando tre conte in rima. Protagonista dell’edizione 2026 la nuova sfida “Ora tocca a te. Conte in rima per il Riciclo degli imballaggi in acciaio”, che ha riportato al centro uno dei linguaggi più spontanei dell’infanzia, la conta.
Delle tre conte in rima una era dedicata a un imballaggio in acciaio, una a un prodotto ottenuto dal Riciclo e una al processo di trasformazione.
Si è trattato di un esercizio creativo capace di trasformare un gesto quotidiano, come la raccolta differenziata, in un racconto condiviso e facilmente memorizzabile. I componimenti vincitori sono stati illustrati da Enrico Machiavello e raccolti in un volume dedicato.

“Ambarabà ricicloclò  rappresenta uno dei progetti di educazione ambientale che ha visto il coinvolgimento di oltre 1720 studenti di 45 scuole di tutta Italia – commenta Roccandrea Iascone, Responsabile della Comunicazione di RICREA – Con questa iniziativa investiamo nelle nuove generazioni, trasmettendo il valore concreto della raccolta differenziata e del riciclo degli imballaggi in acciaio, come scatolette, bombolette, barattoli, tappi corona, fusti, trasformando un gesto quotidiano in un’esperienza consapevole e creativa. Quando i ragazzi traducono il riciclo in parole nasce una consapevolezza nuova, più autentica e partecipata, capace di farsi spazio nella vita di tutti i giorni. L’acciaio è  riciclabile al 100% e all’infinito , ma questa potenzialità prende forma solo attraverso le scelte delle persone, proprio a partire dalle nuove generazioni. In questo senso è  fondamentale il ruolo degli insegnanti,  che devono rendere gli alunni e loro stessi protagonisti attivi della sostenibilità”.
Le scuole premiate riceveranno una gift card per l’acquisto di materiale didattico a supporto del loro impegno educativo , 2 mila euro peri primi classificati, mille euro per i secondi e 500 euro per i terzi.

Mara Martellotta