CRONACA- Pagina 5

Cities Mission Conference 2026. A Torino oltre 600 delegati da tutta Europa

/

Dalle infrastrutture energetiche ai nuovi spazi pubblici, dalla mobilità intelligente alla rigenerazione urbana: si è aperta ieri la Cities Mission Conference 2026. Fino al 29 maggio, il capoluogo piemontese ospita i rappresentanti delle città europee impegnate nella missione UE ‘100 città intelligenti e a impatto climatico zero’ per un confronto su progetti, strumenti e soluzioni già in fase di realizzazione.

Teatro delle sessioni principali del forum saranno le OGR Officine Grandi Riparazioni di Torino, ex complesso industriale ferroviario oggi riconvertito in uno spazio dedicato a cultura, innovazione e sperimentazione, simbolo della capacità della città di rigenerare spazi e funzioni urbane in chiave sostenibile.

L’evento è organizzato dalla Commissione Europea, da NetZeroCities e dalla Città di Torino, in collaborazione con i partner locali Politecnico di Torino, OGR Torino e Cottino Social Impact Campus. Oltre 600 i partecipanti tra amministratori locali, decisori pubblici, tecnici ed esperti provenienti da tutta Europa che si riuniranno per approfondire le politiche urbane per la neutralità climatica, l’attuazione dei Climate City Contracts e gli strumenti necessari ad accelerare la transizione ecologica nelle città europee.

“La Cities Mission Conference è un’occasione per mostrare come la transizione climatica non sia un obiettivo astratto, ma un insieme di interventi che stanno già trasformando Torino – spiega il sindaco Stefano Lo Russo -. Accogliere le città europee significa anche condividere esperienze, strumenti e soluzioni che possono accelerare questo percorso comune verso la neutralità climatica.”

La sessione inaugurale della Conferenza è in programma domani, giovedì 28 maggio, alle ore 9.00 nella Sala Fucine delle OGR Torino e vedrà gli interventi del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e di rappresentanti nazionali ed europei. L’apertura istituzionale rappresenterà il momento centrale di avvio dei lavori e offrirà un quadro delle sfide e delle opportunità che le città europee stanno affrontando nel percorso verso la neutralità climatica.

Già oggi però l’appuntamento entra nel vivo con le City Dives, 14 visite studio tematiche che porteranno i partecipanti direttamente nei luoghi in cui Torino sta già sperimentando e realizzando soluzioni concrete per la transizione ecologica. Le visite anticipano l’avvio delle sessioni plenarie e dei tavoli istituzionali, in programma dal 28 al 29 maggio alle OGR Torino.

 “Le City Dives rappresentano uno degli elementi più significativi dell’iniziativa perché portano il confronto direttamente nei luoghi in cui le politiche climatiche prendono forma – sottolinea Chiara Foglietta, assessora alla Transizione Ecologica della Città di Torino -. È qui che si vede come energia, mobilità, spazi verdi e rigenerazione urbana siano parti di una stessa strategia di trasformazione della città, già in atto nei quartieri di Torino.”

Questi sopralluoghi attraversano diversi quartieri e ambiti della città, raccontando Torino come un laboratorio urbano a cielo aperto: energia, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana, housing sociale, infrastrutture verdi, economia circolare e innovazione sociale. Il percorso mostra come gli obiettivi del Climate City Contract si traducano in interventi concreti, infrastrutture operative e sperimentazioni già attive nei quartieri cittadini.

Le visite, organizzate con il coinvolgimento di imprese pubbliche e private, università, fondazioni, centri di ricerca, realtà del terzo settore e amministrazione comunale, costituiscono uno dei momenti centrali della manifestazione: occasioni di confronto diretto tra città europee su modelli replicabili, governance, finanziamento e attuazione delle politiche urbane per il clima.

Alcune City Dives offrono scenari particolarmente efficaci per raccontare in modo immediato e visivo come la trasformazione urbana sostenibile stia già cambiando il volto di Torino. Dai sistemi di accumulo termico e dalle infrastrutture energetiche sotterranee dell’Heat Garden e della cabina Arbarello, fino al Centro 5T che gestisce traffico, ZTL e servizi digitali in reale per la città e l’area metropolitana, emergono esempi concreti di innovazione urbana applicata. Altre tappe mostrano invece come le strade cittadine diventino spazi di sperimentazione per la mobilità attiva e la sicurezza urbana attraverso sensori, rilievi e nuove soluzioni progettuali.

Il racconto della trasformazione urbana passa anche attraverso il rapporto tra città e ambiente naturale, con i percorsi dedicati al Parco del Valentino e alle rive del Po, dove infrastrutture verdi e blu, cantieri e interventi di riqualificazione restituiscono centralità al fiume e agli spazi pubblici. I Climate Shelters mostrano invece come piazze e aree urbane possano essere ripensate come rifugi climatici contro il caldo estremo grazie ad alberature, superfici permeabili e soluzioni nature-based.

I tour dedicati all’Ex-MOI, al Parco Dora e all’Environment Park raccontano infine alcuni dei più significativi processi di rigenerazione urbana della città: dall’ex Villaggio Olimpico trasformato in progetto di housing sociale, fino alle grandi aree industriali riconvertite in parchi urbani e poli per l’innovazione ambientale. Anche la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea entra nel programma come esempio di riqualificazione energetica e di ripensamento del ruolo culturale e sociale degli spazi pubblici.

La Cities Mission Conference 2026 conferma così Torino come uno dei principali laboratori europei della transizione urbana sostenibile, capace di trasformare obiettivi climatici in progetti concreti e modelli replicabili per le città europee.

TorinoClick

Investito da uno scooter mentre attraversava: anziano in gravi condizioni

Stava attraversando sulle strisce pedonali ed è rimasto investito da uno scooter: anziano finisce in ospedale. È successo nella prima serata di ieri a Rivoli, in corso Kennedy. Un uomo di circa 70 anni, di origine cinese e residente in città, stava camminando sulle strisce pedonali vicino all’incrocio con il civico 211, quando è stato travolto dal mezzo a due ruote guidato da un ragazzo di circa 30 anni di origine marocchina.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 Azienda Zero, che hanno prestato assistenza a entrambi i coinvolti e, successivamente,  li hanno trasportati in ospedale. Il pedone è in condizioni preoccupanti ed è stato sottoposto nella serata di ieri a un intervento chirurgico alla testa; la prognosi è riservata.

Il conducente dello scooter non ha riportato ferite gravi ed è stato dimesso. Gli agenti della polizia locale hanno effettuato i rilievi, mentre i carabinieri hanno messo in sicurezza la carreggiata. Nell’area si sono registrati disagi alla circolazione.

VI.G

Torino dice addio alla performer Cinzia Martini

La mattatrice di tante serate notturne è mancata e amici e parenti le rendono omaggio oggi, 28 maggio, dalle 16 alle 18 in Lungo Dora Pietro Colletta 113, Torino.

Torino è una città di artisti e creativi che coprono tutte le forme d’arte, come un bosco fitto di alberi di ogni forma e colore. Due giorni fa, uno dei suoi rami si è spezzato.

Cinzia Martini, Eloiso quando si spegnevano le luci della ribalta, era una performer, un’attrice, una mattatrice delle serate notturne popolate di Drag Queen e ballerini. Ma era anche l’amica di tanti, sempre gentile e divertente. Cinzia era dissacrante e rumorosa ma anche una creatura con delle gambe pazzesche. Indossava un paio di occhiali che la facevano sembrare quella zia intenta a sferruzzare e a spettegolare. Non restarne affascinati era impossibile.

“Lo sapevo che mi avresti lasciato. In queste ore sto cercando di ricordare quante volte abbiamo litigato, e sto pensando a quante volte mi hai fatto ridere. Quante volte ci siamo ricordati le sfighe passate e quante gare di barzellette ci siamo fatti.” Sono le parole struggenti che Dario Bellotti, in arte Barbie Bubu, affida alle sue pagine social.

“E quante volte non ti ricordavi la tua parte sul palco… Vabbè, anche quando ci salivi, eri sempre al centro dell’attenzione!
Sei sempre stato una fonte di consigli per i miei allievi o per la mia vita artistica. Mi dicevi: “Dario, non stai male, se dimagrisci troppo non sei più la BarbieBubu… rimani così”. E tu, invece? Tu sei dimagrito e sei sparito.

Ti voglio e ti vorrò sempre un bene infinito, grazie maestro dell’arrangiarsi. Se rinasco voglio vivere la tua vita: come la raccontavi tu era troppo figa! Ma non voglio soffrire come hai sofferto tu, però.

Quanta gente famosa che hai conosciuto… e mi hai sempre presentato come una dea del Teatro. Faremo nuovamente uno spettacolo insieme, ci puoi contare. Però questa volta non piangere tenendo il gin tonic in mano dicendomi che quello che ti faccio fare è la cosa più bella della tua vita. Perché il teatro è bello, sì, ma lo è anche vivere con amici come te.”

Cinzia ha lasciato questa dimensione come una vera regina, scrivendo nei minimi dettagli come avrebbe voluto fosse organizzata la festa per il suo viaggio astrale. A quanto pare, le lacrime sono bandite: ci saranno protagonisti la musica, le amate Drag Queen, i colleghi di palco dei suoi spettacoli e chiunque vorrà festeggiare con lei. Ha chiesto di portare i colori più belli e il sorriso migliore, si legge nel racconto condiviso dagli amici, organizzato per aiutarla a compiere il suo ultimo viaggio.

Il saluto avverrà oggi, giovedì 28 maggio 2026, dalle ore 16 alle ore 18, presso la Casa Funeraria Memoria, in Lungo Dora Pietro Colletta 113, Torino.

Il funerale si svolgerà venerdì 29 maggio alle ore 9 presso la chiesa Parrocchia S. Giulio D’Orta, in corso Cadore 17, Torino.

Se volete contribuire alla raccolta fondi potete farlo quiper aiutare la famiglia, colpita di recente da un altro lutto.

Ciao Cinzia, mi rattrista sapere che non potrò più sentire le tue battute e vedere quelle gambe pazzesche.

Lori Barozzino

Marco Bardesono, la passione del giornalismo dalla cronaca nera all’era dell’intelligenza artificiale

RITRATTI TORINESI


Quando e com’è nata la sua passione per il giornalismo?

La mia passione per il giornalismo nacque in parrocchia, in un piccolo paese in provincia di Torino, Agliè, quando mi misi a scrivere per il bollettino parrocchiale locale durante gli ultimi due anni del liceo. All’epoca non esisteva “Estate Ragazzi”, quindi scrivevo i resoconti delle gite che venivano organizzate e di altre attività parrocchiali. Successivamente mi iscrissi all’università e partecipai alla fondazione e alla diffusione di un giornalino universitario che si chiamava “L’Asterisco”: i temi che venivano affrontati in questo giornale erano più che altro di carattere politico; quelli erano anni intensi, gli Anni di Piombo, e scrivere su un giornale centrista, di ispirazione cristiana era, da un certo punto di vista, anche pericoloso, poteva creare dei problemi. Nonostante questo, con alcuni colleghi universitari, ci impegnammo a portare avanti il progetto, diffondendo questo foglio (ancora prodotto con il ciclostile) nelle facoltà umanistiche dell’Università di Torino. La passione vera, quella che mi portò seriamente sulla strada del giornalismo, nacque proprio con L’Asterisco, giornale che oggi non esiste più e che, negli ultimi tempi, venne trasformato in una sorta di foglio di servizio per gli studenti, in cui si davano informazioni riguardanti piani di studio, biblioteche in cui andare a studiare, problematiche degli studenti fuori sede…

Come è proseguito il suo percorso?

Proprio in quel periodo conobbi una persona che lavorava in Rai e che cercava studenti che alla radio potessero coprire dei turni da programmista/regista in determinati periodi dell’anno, in modo particolare d’estate, nel mese di agosto, e durante le feste comandate, tra Natale e Capodanno e nel periodo pasquale. Insomma, contratti brevissimi, ma si riusciva comunque a lavorare per la messa in onda di determinati programmi già fatti precedentemente. Accettai questa mansione e lavorai in radio, in particolare per Radiodue, per un paio d’anni. In seguito, alla fine degli studi, partecipai a una selezione nazionale per frequentare alcuni stage a Roma, sempre per Radiodue, in particolare per la trasmissione Radiodue 3131, condotta dal grande Corrado Guerzoni. Venni preso e lavorai circa tre anni a Roma. Fu un periodo molto formativo perché ebbi anche modo di entrare in contatto con Corrado Guerzoni, gigante del giornalismo radiofonico e con un’esperienza politica e di comunicazione che, all’epoca, non aveva pari, tant’è vero che, prima di diventare il direttore di Radiodue, Corrado Guerzoni fu per molto tempo il portavoce di Aldo Moro. Tornato a Torino in pianta stabile, feci un’esperienza televisiva nella televisione locale, in modo particolare nel Canavese, di cui però non conservo ricordi memorabili. Si trattò di un’esperienza che sicuramente mi ha arricchito, anche dal punto di vista tecnico e non solo giornalistico, ma ho comunque continuato le mie collaborazioni giornalistiche con la carta stampata. Subito dopo approdai alla Voce di Chivasso, nata dalle ceneri del Risveglio di Chivasso, un giornale che all’inizio si occupava esclusivamente di Chivasso e del Chivassese e che in seguito, nel corso degli anni, ha saputo ampliare il bacino di distribuzione arrivando a coprire tutto il Canavese, e in anni successivi, infatti, si è trasformato ne La Voce del Canavese.

Lei è stato anche direttore di quella testata. Volevo chiederle se oggi, in qualità di vicedirettore di Torino Cronaca, riscontra delle differenze con il ruolo di direttore che ha ricoperto in passato per La Voce di Chivasso e La Voce del Canavese.

Si tratta di due ruoli e strutture differenti: un conto sono le funzioni che si hanno come direttore responsabile di una testata locale della provincia e un altro i ruoli, i compiti e le mansioni che si hanno in un giornale come Torino Cronaca, che non può considerarsi in sé un semplice giornale locale, perché nasce al di fuori della tradizione dei giornali locali e si pone come la seconda voce di una grande città. Certamente il bacino di distribuzione è locale, però la mentalità che bisogna avere in un giornale come Torino Cronaca è diversa da quella di un giornale locale come La Voce del Canavese, in cui ciò che conta maggiormente è diventare punto di riferimento per la comunità in questione, che comunque rappresenta un bel modo per l’informazione di entrare in contatto diretto con i cittadini.

Il ruolo di cronista è riuscito a mantenerlo anche a Torino Cronaca o si è occupato esclusivamente della vicedirezione?

Fui chiamato da Beppe Fossati, originario delle terre del Canavese, fondatore di Torino Cronaca, che inizialmente mi propose di occuparmi di cronaca nera, un’esperienza durata più di vent’anni, esaltante e faticosa perché si trattava di confrontarsi con una città come Torino su questioni che riguardano la sicurezza, l’emarginazione e le emergenze. Il ruolo del cronista è stato, e continua a essere, un ruolo “mobile”, la cui bravura non si misura tanto dal consenso che si ottiene su internet per numero di visualizzazioni dei propri articoli quanto per il numero di suole delle scarpe che si consumano. Ora mi occupo della vicedirezione, anche perché non sono più un ragazzino, e fare il giornalista di cronaca nera significa faticare molto anche fisicamente, seguire le dimostrazioni in mezzo ai gas lacrimogeni, prendersi qualche pietrata e correre da un capo all’altro della città per seguire molteplici eventi. Insomma, è un ruolo che normalmente, nelle redazioni, viene affidato ai giornalisti giovani.

Quanto è cambiato il ruolo del giornalista oggi? Quali le differenze da quando ha iniziato la sua carriera?

Le differenze ci sono e penso che non vi siano dubbi a riguardo. Oggi il punto è come porsi di fronte all’utilizzo dei social e all’intelligenza artificiale, che ha cambiato le dinamiche di molti settori professionali, non solo quelle del giornalismo. Se il giornalista riesce a governare l’intelligenza artificiale, utilizzandola in quanto strumento d’aiuto e non di sostituzione al suo ruolo per scrivere gli articoli o trovare le notizie, allora è possibile mantenere il senso di praticare l’attività giornalistica. Io non sono contrario all’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dei giornalisti, a patto che siano in grado di governarla e di non farsi governare. Il lettore si accorge se un articolo è fatto con il cuore e se possiede il DNA caratteristico di chi lo scrive.

Mara Martellotta

 

Al Sermig “Etica e Sport” presenta il documento che unisce valori e sport

/

Il rilancio della Carta Etica

L’Associazione Etica e Sport presenta la riedizione della Carta Etica dello Sport venerdì 29 maggio 2026 alle 18 a Torino, presso il Sermig in un evento aperto a tutti.

La Carta fu redatta dall’associazione, in prima stesura nel 2012. Ha accompagnato in questi anni la individuazione di esperienze positive e buone pratiche nell’ambito della cultura dello sport. Esperienze riconosciute con la consegna annuale dei premi titolati a Rinaldo Bontempi e Maurizio Laudi.

All’evento saranno presenti Maria Grazia Grippo presidente del Consiglio comunale della Città di Torino, Jacopo Suppo vicesindaco metropolitano, Valentina Cera consigliera regionale. I testimoni che racconteranno la carta sono: il fondatore del Sermig Ernesto Olivero, l’on. Mauro Berruto, l’ex procuratore Marcello Maddalena, la prof.ssa Franca Fagioli direttrice del Dipartimento di Patologia e cura del bambino dell’ospedale Regina Margherita, l’ex arbitro Alfredo Trentalange, l’ex calciatrice della nazionale Sara Gama, l’atleta paralimpico Fabrizio Bich, la psicologa dello sport Giorgia Rocchetta, il Presidente dell’USSI subalpino Federico Calcagno, la prof.ssa Isabella Dalbesio dell’ufficio scolastico regionale, Patrizia Alfano vicepresidente della Consulta dello sport della Città di Torino, l’Amministratore delegato di Ascot Ascensori Luca Cotterchio. L’incontro sarà moderato e coordinato dai giornalisti Luca Rolandi e Stefano Tallia presidente dell’Ordine del giornalisti del Piemonte.

Centinaia sono state le adesioni alla Carta da parte di enti locali, istituzioni varie, associazioni sportive e scuole, singoli cittadini, molte di Comuni del Piemonte. L’evoluzione della società e del fenomeno sportivo, non ultimo l’inserimento nella Costituzione che riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme, ha indotto l’Associazione a introdurre nella Carta del 2012 nuovi punti che riconoscessero sensibilità e nuove esigenze di tutela e di diritto.

Tra le novità del nuovo testo più spazio alle nuove sensibilità culturali quali: parità di genere, tutela dei minori, contrasto alle dipendenze, attenzione alla sostenibilità ambientale, sport e impresa e infine sport e pace.

La Carta vuole essere una sorta di “bussola morale” per quanti si occupano di sport dal punto di vista della messa in campo di politiche pubbliche atte a garantire il diritto alla pratica sportiva. Per quanti praticano lo sport ai vari livelli o si occupano di preparare chi pratica, per chi educa e può considerare lo sport una importante opportunità educativa, per chi si occupa di salute, organizza e sostiene lo sport in vario modo e chi comunica lo sport: pulito, inclusivo, sostenibile, accessibile a tutti, che superi ogni barriera.

La sottoscrizione della Carta è libera e non comporta nessun obbligo se non quello di impegnare chi la firma ad applicarla in tutte le sue forme. Sarà anche possibile sottoscriverla digitalmente.

L’Associazione si impegna nel corso dei prossimi anni a divulgarla in tutto il territorio regionale, sensibilizzando tutti coloro che hanno in vario modo a che fare con questo importante fenomeno del vivere collettivo.

Addio allo storico pasticcere Salvatore Provenzano

Si è spento oggi, all’età di 93 anni, Salvatore Provenzano, storico pasticcere e titolare della Pasticceria Piana di Piazza Carducci.
La sua storia professionale iniziò a Torino, dove approdò giovanissimo lavorando come gelatiere presso la storica Gelateria Pepino, una delle realtà più conosciute della tradizione dolciaria piemontese. Fu proprio lì che Provenzano affinò esperienza, passione e dedizione per il mestiere, qualità che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita.
Successivamente rilevò la storica Pasticceria  “Piana “di Piazza Carducci, riuscendo nel corso degli anni a mantenerne alto il nome e la tradizione. Per oltre cinquant’anni è stato il volto della storica attività, diventata un punto di riferimento per il quartiere e per intere generazioni di clienti.
Conosciuto e stimato da tutti, Salvatore Provenzano ha dedicato la propria vita al lavoro con professionalità, sacrificio e amore per il mestiere, accogliendo ogni giorno i clienti con cordialità e gentilezza.
Con la sua scomparsa va via una figura storica del commercio cittadino, legata profondamente alla tradizione dolciaria piemontese e al cuore di Piazza Carducci, dove la sua pasticceria resterà nel ricordo di quanti lo hanno conosciuto e apprezzato.

Scontro tra moto da cross e auto: centauro è grave

Incidente questa mattina tra una moto da cross e un’auto: il centauro ha avuto un arresto cardiaco ed è in condizioni critiche. È accaduto in zona Crocetta, all’incrocio tra corso Galileo Ferraris e via Carle, quando una Fiat Panda grigia e una moto Fantic si sono scontrate, portando il motociclista in arresto cardiaco; la conducente dell’auto è rimasta in stato di shock.

Sul posto sono arrivati tempestivamente i soccorsi del 118 Azienda Zero con un’ambulanza, intervenuti per prestare cure immediate al centauro, un ragazzo di circa 30 anni. In arresto cardiaco, è stato sottoposto a manovre di rianimazione con massaggio cardiaco. Le sue condizioni sono state giudicate gravi ed è stato trasferito al Cto. Soccorsa anche la conducente, trasportata al Mauriziano Umberto I.

Secondo le prime ricostruzioni sui rilievi della polizia locale, la causa potrebbe essere una mancata precedenza. Dalle testimonianze, la Panda procedeva su via Carle imboccando corso Ferraris – dove c’era obbligo di precedenza – in direzione corso Re Umberto, quando è avvenuto lo scontro con la moto che percorreva corso Ferraris verso corso Einaudi. Sempre dalle prime indicazioni, la moto sembrava viaggiare a velocità sostenuta. Le indagini sono in corso.

VI.G

Nuova rotta da Torino: Vueling annuncia il collegamento per Bilbao

Aumenta le frequenze dei voli per Barcellona, per la stagione invernale 2026

La compagnia aerea collegherà Torino a Bilbao e offrirà più frequenze settimanali per i voli per Barcellona, nel corso del prossimo inverno

Caselle Torinese, 27 maggio 2026 – Vueling, parte del gruppo IAG, annuncia per la stagione invernale 2026 il nuovo collegamento da Torino a Bilbao. Da oggi, mercoledì 27 maggio, sono in vendita i biglietti sul sito web della compagnia. Nello specifico, la tratta Torino-Bilbao sarà disponibile dal 25 ottobre con due collegamenti settimanali.

Oltre al nuovo collegamento con Bilbao, Vueling potenzierà anche i voli su Barcellona, aggiungendo 6 frequenze e arrivando così a un’offerta di 11 voli a settimana sulla città spagnola.

Volo Giorno della settimana Orario di partenza
Bilbao – Torino Giovedì 14.25
Domenica 11.15
Torino – Bilbao Giovedì 16.55
Domenica 13.45

Alla scoperta di Bilbao

Grazie alla compagnia aerea di Barcellona, quindi, tra qualche mese si potrà partire per andare alla scoperta della destinazione basca. Capace di intrecciare armoniosamente tradizione e contemporaneità, Bilbao svela un volto vivace e autentico tra le atmosfere raccolte del centro storico delle Siete Calles, con i suoi vicoli animati e le storiche taverne dove concedersi una sosta davanti ai celebri pintxos — creativi bocconcini della tradizione basca — e le linee avveniristiche dell’iconico Museo Guggenheim, simbolo della rinascita culturale cittadina. E quando l’aria si fa più frizzante, la città invita comunque a vivere il suo lato outdoor: lungo il fiume Nervión è possibile partire per escursioni in barca o attività sull’acqua, come kayak e bici d’acqua, mentre il verde del Parque Doña Casilda offre una parentesi di quiete nel cuore urbano, ideale per una passeggiata tra i colori più tenui della stagione.

“Con il nuovo collegamento su Bilbao, che rappresenta una novità assoluta per Torino Airport, e con il deciso potenziamento dei voli per Barcellona, si amplia in modo significativo l’offerta di collegamenti tra Torino e la Spagna – ha commentato Paolo Papale, Direttore Sviluppo Aviation di Torino Airport -. Si tratta di un arricchimento importante del network dello scalo, che da un lato introduce una destinazione inedita e di grande attrattività, dall’altro rafforza l’accessibilità verso Barcellona, permettendo ai passeggeri non solo di raggiungere direttamente una delle mete più dinamiche d’Europa, ma anche di proseguire agevolmente verso numerose altre destinazioni del network Vueling. Un’evoluzione che genera nuove opportunità per il territorio e risponde in modo concreto alla domanda di mobilità internazionale.”

Furto di collanina con aggressione: un arresto

I carabinieri hanno arrestato un giovane egiziano di 28 anni, senza fissa dimora,  in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di rapina in concorso. Dalle indagini, insieme a un complice, avrebbe aggredito un venticinquenne di origine cinese in via Cialdini a Torino, colpendolo al volto e portandogli via una collana d’oro.

Famiglie e servizi per l’infanzia: i voucher Vesta 2026

/

Vesta 2026 conferma il proprio ruolo come misura regionale dedicata al sostegno delle famiglie nelle spese per i servizi all’infanzia, con una distribuzione dei contributi che ha interessato in larga parte nuclei familiari appartenenti al ceto medio e cittadini italiani, categorie che spesso incontrano difficoltà nell’accesso ad altri strumenti di welfare pubblico.

A illustrare i dati dell’edizione 2026 è stato il vicepresidente e assessore alle Famiglie della Regione Piemonte Maurizio Marrone:

“Vesta si conferma l’unica misura di sostegno alle famiglie e alla natalità che non esclude cittadini italiani e ceto medio, anzi aiuta in particolare coloro che soffrono più degli altri il peso dell’inverno demografico.
L’85% delle domande finanziate sono di famiglie italiane, un traguardo mai raggiunto da misure di welfare pubblico e comunale che, grazie anche alla possibilità di fare domanda estesa a dodici ore e i fondi raddoppiati a 20 milioni di euro, rende Vesta un “modello tricolore” vincente e all’avanguardia. Le prime rendicontazioni presentate dalle famiglie assegnatarie di Vesta 2025 – prosegue Marrone – si concentrano infatti sulle spese legate ad asili e nidi, dimostrando che quei servizi, anche quando sono pubblici ed erogati dai comuni, restano troppo costosi per tanti bambini anche con reddito medio. Vesta, grazie al meccanismo innovativo della divisione risorse su micro-fasce isee, si dimostra un esempio di giustizia sociale al servizio delle famiglie, distribuendo in maniera equa le risorse a disposizione, evitando le storture tipiche delle graduatorie che privilegiano sempre le stesse tipologie di utenti, e permettendo l’assegnazione di 20 milioni di euro in appena un mese”.

Il programma ha previsto l’assegnazione dei voucher sulla base dell’Isee e dell’ordine cronologico di presentazione delle domande. Sono stati distribuiti 5mila voucher da 1.200 euro destinati alle famiglie con Isee fino a 10mila euro, 10mila voucher da 1.000 euro per la fascia tra 10mila e 30mila euro e altri 5mila voucher da 800 euro per i nuclei con Isee compreso tra 30mila e 40mila euro. Per i minori con disabilità il contributo previsto è pari a 1.200 euro indipendentemente dal reddito.

Per quanto riguarda la cittadinanza dei beneficiari, l’85% dei contributi è stato assegnato a cittadini italiani, il 3% a cittadini dell’Unione Europea e il 12% a cittadini extra Ue. Analizzando le diverse fasce Isee emerge inoltre che gli assegnatari italiani rappresentano il 59% nella fascia 0-10mila euro, il 92% nella fascia 10-30mila e il 98% nella fascia 30-40mila.

Le famiglie che hanno ottenuto il voucher Vesta 2026 potranno utilizzare il contributo tra il 1° giugno 2026 e il 30 giugno 2027, caricando sulla piattaforma dedicata le fatture relative alle spese sostenute per ricevere il rimborso.

Parallelamente prosegue anche la fase di rendicontazione di Vesta 2025, che aveva messo a disposizione 10 milioni di euro per 10mila famiglie. La finestra per presentare la documentazione resterà aperta fino a ottobre 2026. Le prime 811 rendicontazioni già caricate mostrano che oltre la metà delle spese riguarda la scuola dell’infanzia, che rappresenta il 50,96% dei servizi dichiarati e il 56,24% delle somme richieste. I servizi per la prima infanzia incidono per circa il 28% dei servizi e per oltre il 30% degli importi rendicontati, mentre le attività ludico-sportive rappresentano il 13,19% dei servizi ma una quota più contenuta della spesa complessiva, pari al 5,87%.