CRONACA- Pagina 5

Rientra a casa con il cane, ragazzina rapinata

LE TELECAMERE INCASTRANO IL PRESUNTO AUTORE

Torino. Aveva appena portato a spasso il cane insieme ad un’amica la quattordicenne che, lo scorso febbraio, in Strada San Mauro, è stata vittima di una rapina nell’androne della sua abitazione. La rapina era avvenuta in pieno giorno, intorno alle 14.30 e l’autore è stato individuato grazie alle telecamere presenti in zona. In particolare, fondamentale per gli investigatori è stata la telecamera che punta proprio a ridosso del portone d’ingresso. Gli occhi elettronici hanno infatti immortalato l’arrivo delle due giovani con il loro cane al guinzaglio sotto l’abitazione, seguite a pochi passi da un uomo con indosso un vistoso parka rosso e un cartone di vino in mano. Secondo il racconto di una delle due ragazze, di quattordici anni, l’uomo si sarebbe avvicinato minacciando di farsi consegnare il cellulare e facendo credere di avere un coltello in tasca. In meno di un minuto, sempre dalle telecamere, si nota lo stesso soggetto uscire e le giovani dare l’allarme della rapina appena subìta. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo Oltre Dora e rappresentate dall’analisi delle telecamere e dalla raccolta di testimonianze, hanno permesso al Pubblico Ministero di avanzare al G.I.P. del Tribunale di Torino una richiesta di misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un ventinovenne originario della Romania e in Italia senza fissa dimora. La misura cautelare è stata eseguita i giorni scorsi direttamente presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, dove l’uomo era già ristretto per altra causa.

Allarme crisi idrica: oltre 10 mila imprese piemontesi rischiano gli effetti della scarsità d’acqua

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In Piemonte la crescente carenza di risorse idriche, aggravata dalle alte temperature e dalla prolungata assenza di precipitazioni, rappresenta un motivo di forte preoccupazione anche per il mondo dell’artigianato e per il sistema produttivo regionale.

Secondo uno studio dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese dedicato alle attività a maggiore consumo di acqua, elaborato utilizzando l’indicatore ISTAT sull’intensità d’uso della risorsa idrica, nella regione – classificata a severità idrica media – i dieci comparti più dipendenti dall’acqua comprendono oltre 10 mila imprese, che occupano circa 125 mila lavoratori. Di queste, quasi 7 mila sono aziende artigiane, con circa 28 mila addetti, pari al 66,9% delle imprese attive nei settori a più elevato fabbisogno idrico.

Il tema non riguarda soltanto le attività manifatturiere, ma anche numerosi servizi alla persona, come lavanderie, parrucchieri ed estetisti, la cui operatività dipende da un utilizzo quotidiano e significativo dell’acqua.

“La Regione Piemonte ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza se non ci sarà un cambiamento nelle previsioni meteo in quanto alle piogge mancanti si aggiunge il caldo record degli ultimi mesi – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – Una situazione climatica che potrebbe penalizzare pesantemente le imprese manifatturiere in particolar modo quelle artigiane che rappresentano la maggioranza delle imprese a maggior uso di acqua. In relazione al fabbisogno di acqua, vanno considerate anche le imprese dei servizi alla persona: lavanderie, acconciatori ed estetisti, in cui si registra un maggiore consumo di acqua per uso imprenditoriale.”

A rendere ancora più critica la situazione contribuiscono le condizioni della rete idrica. I dati di una recente analisi della CGIA di Mestre evidenziano infatti che in Piemonte vengono immessi ogni giorno negli acquedotti 359 litri d’acqua per abitante, ma ben 127 litri si disperdono lungo il percorso, con una perdita complessiva del 35,4%.

A livello nazionale, il primato negativo spetta alla Basilicata, dove si disperde il 65,5% dell’acqua distribuita, seguita dall’Abruzzo con il 62,5%. All’estremo opposto si colloca l’Emilia-Romagna, che limita le perdite al 29,7%.

Guardando ai capoluoghi piemontesi, la situazione più critica si registra a Verbania, dove la dispersione raggiunge il 43%. Seguono Novara e Cuneo, entrambe al 31,5%, quindi Biella con il 30,7%, Alessandria con il 28,9%, Torino con il 25,6%, Vercelli con il 22,2% e Asti con il 19,2%.

“Come ogni estate si pone la questione della crisi idrica. Si facciano gli invasi e si intervenga sulla rete! – conclude Felici – Con la scusa del “cambiamento climatico” non si fa più manutenzione e si preferisce scaricare responsabilità e disagi su cittadini ed imprese. E’ necessario, con estrema rapidità continuare a ripensare alle priorità del PNRR e sfruttare quindi le risorse europee per ammodernare e realizzare gli invasi e le reti distributive per poter affrontare meglio una eventuale emergenza idrica che potrebbe mettere in seria difficoltà le attività produttive. Occorre programmare e progettare per non farci trovare impreparati di fronte al perdurare di assenza di precipitazioni senza dover rincorrere l’emergenza e senza dover adottare, se fosse necessario, misure drastiche”.

La qualità dell’aria premia il Piemonte

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L’assessore Marnati: “I dati certificano il trend positivo: le stazioni fuori limite scendono da 6 a 5″.

Al via la cabina di regia con i Comuni per illustrare la strategia per l’autunno-inverno 2026/2027, basata su rigore scientifico

“I dati ufficiali validati da Ispra confermano il trend di miglioramento della qualità dell’aria in Piemonte. Grazie all’applicazione della metodologia nazionale che permette di sottrarre il contributo naturale delle polveri desertiche provenienti dal Sahara, le stazioni che nel 2025 non hanno rispettato il limite giornaliero di PM10 scendono da 6 a 5″: lo ha rivendicato con forza l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, durante il Tavolo dell’Aria svoltosi oggi nel Grattacielo Piemonte.

Un momento strategico di coordinamento con i sindaci del territorio per pianificare le nuove misure strutturali in vista della stagione autunno-inverno 2026/2027.

“La stazione di Torino Lingotto – ha spiegato Marnati – beneficia della deduzione di 4 giornate di intrusione sahariana, scendendo da 38 a 34 superamenti e rientrando così pienamente nei limiti di legge. Questo dimostra l’importanza di un’analisi scientifica e rigorosa dei dati, che ci permette di distinguere l’impatto delle emissioni locali dai fenomeni naturali globali, supportando al meglio le nuove misure e il costante lavoro che, insieme alle amministrazioni locali, stiamo portando avanti per la tutela del nostro territorio”.

L’appuntamento di oggi è stato fondamentale per illustrare le strategie e le azioni che la Regione sta mettendo in campo per il miglioramento della qualità dell’aria sul territorio, in linea con le indicazioni nazionali e comunitarie. Il Piano, strumento chiave per la lotta all’inquinamento atmosferico, ha appena superato un passaggio legislativo decisivo ricevendo il via libera dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale. Ora il testo è pronto per il prossimo e definitivo passaggio in Aula per l’approvazione finale entro fine luglio.

La Regione Piemonte ha evitato il blocco dei veicoli diesel Euro 5 nell’area metropolitana di Torino e a Novara approvando un pacchetto di misure compensative e alternative equivalenti sotto il profilo dell’abbattimento delle emissioni: biocarburanti (HVO), carte sconto, semafori con Intelligenza artificiale, cubi filtranti urbani, bandi per car/bike sharing e velostazioni, rottamazione di stufe obsolete e colture agricole anti-smog.

A rendere particolarmente significativo l’incontro di oggi è l’annuncio di importanti novità sul fronte delle risorse. La Regione Piemonte ha infatti informato della prossima apertura di un bando specifico da 30 milioni di euro (Rigenerazione Urbana) rivolto ai Comuni che verrà presentato il 21 luglio. L’obiettivo è supportare la capacità di spesa e di progettazione dei Comuni, soprattutto dei più piccoli, garantendo che le linee guida del Piano regionale della qualità dell’aria si traducano in interventi a tutela della salute dei cittadini.

Furto al supermercato: fugge ma viene bloccato dai dipendenti

Un venticinquenne romeno, senza fissa dimora e’ stato arrestato dai carabinieri della sezione radiomobile di Ivrea. Nei giorni scorsi aveva asportato diverse centinaia di euro di alimentari, spazzolini elettrici e creme  dal supermercato Coop di via Santina Carla Riberi. Altri due complici,fuggiti a mani vuote, hanno distratto gli addetti alla sicurezza del punto vendita e  il terzo ha riempito una borsa con la refurtiva. Ma alcuni dipendenti del negozio hanno inseguito il 25enne che è stato bloccato dall’arrivo dei carabinieri. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla direzione del supermercato.

Al Colle dell’Assietta la rievocazione della storica battaglia del 1747

Domenica 19 luglio, presso il Colle dell’Assietta, è in calendario la tradizionale rievocazione della battaglia del 1747 in cui l’esercito sabaudo di Carlo Emanuele III costrinse alla ritirata i francesi di Luigi XV. Fu proprio in quell’occasione che venne coniato il termine piemontese “Bojanen”, quando il comandante piemontese, il conte Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio, ricevuta l’autorizzazione a ritirarsi su posizioni più favorevoli, rispose in piemontese “nojautri i bogioma nen da si” (noi non ci muoviamo da qui). Ancora oggi si utilizza questa espressione dialettale per indicare la tempra caparbia e tenace tipica dei piemontesi.

La rievocazione dell’Assietta, giunta alla sua 58esima edizione, si inserisce nel ricco cartellone della Festa del Piemonte, istituita con legge regionale nel 2022, che proseguirà fino ad ottobre. La giornata di domenica sarà preceduta da una serie di appuntamenti al Colle già nella giornata di sabato 18 luglio, quando anche la Mole, nell’ambito delle celebrazioni, in serata si tingerà dei colori del Drapò.

“Vi invito calorosamente a salire all’Assietta per celebrare un’impresa militare significativa e soprattutto per dare nuovo valore, tutti insieme, alle nostre radici – ha dichiarato Davide Nicco, presidente del Consiglio Regionale – la rievocazione storica dell’Assietta e la Festa del Piemonte, che quest’anno per la prima volta si diffonde su tutto il territorio regionale grazie all’impegno e alla collaborazione di tanti amministratori locali e dell’Associazione Festa dël Piemont al Còl ëd l’Assieta’, sono un’opportunità preziosa per riscoprire il significato e l’essenza della ‘piemontesità’ e della nostra storia”.

Info: info@festa-del-piemonte-al-colle-assietta.it

Enrico: 337225401 – Carlo: 348 5146050 (solo Whatsapp)

L’organizzazione si riserva di annullare l’evento in caso di maltempo.

 

Mara Martellotta

Cisl e Fnp Piemonte: nuove Rsa, confronto con la Regione

Le organizzazioni sindacali Cisl e Fnp Piemonte, nell’accogliere con favore l’annuncio della Regione Piemonte di avviare un percorso di riforma del sistema di assistenza agli anziani fondato sul modello delle “RSA aperte”, capace di integrare residenzialità, domiciliarità e servizi territoriali, chiedono di essere coinvolte fin dalle prossime fasi di elaborazione della riforma, a partire dal confronto pubblico in programma  il 2 ottobre prossimo.

 

“Chiediamo di dire la nostra  – dichiarano i segretari generali di Cisl e Fnp (Federazione dei Pensionati) Piemonte, Luca Caretti e Alessio Ferraris – perché rappresentiamo una parte fondamentale della popolazione interessata da questo cambiamento. La quasi totalità del target di riferimento è costituita da persone anziane, pensionati, lavoratori e loro famiglie. Siamo pronti come sindacato a dare il nostro contributo per definire un nuovo modello organizzativo capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini: un modello che dovrà fondarsi su un deciso rafforzamento della medicina territoriale e della rete socio-sanitaria di prossimità, oltre che su adeguate risorse economiche, sulla valorizzazione degli operatori e su un reale sostegno ai caregiver familiari”.

 

Cisl e Fnp Piemonte ribadiscono inoltre la disponibilità ad aprire un confronto con la Regione, le aziende sanitarie e i gestori delle strutture, affinché il nuovo sistema delle RSA aperte sia costruito attraverso una programmazione condivisa, sostenibile e orientata alla qualità dell’assistenza, garantendo agli anziani cure appropriate e, ove possibile, la permanenza nel proprio contesto di vita.

 

“Finalmente la Regione – concludono i segretari generali di Cisl e Fnp Piemonte, Caretti e Ferraris – sembra andare  nella direzione che Cisl e Fnp Piemonte auspicano da tempo: trasformare le RSA in presidi aperti al territorio, capaci di accompagnare le persone anziane lungo tutto il percorso della fragilità, sostenendo la permanenza al domicilio quando possibile e garantendo la continuità assistenziale. Bisogna, però, agire in fretta perché la situazione è grave e va affrontata il prima possibile”.  

Rinnovato il contratto regionale per i quadri e gli impiegati agricoli

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Aumento del 5,4% e nuove tutele per i lavoratori

 

È stato sottoscritto oggi, nella sede di Confagricoltura Piemonte a Torino, il rinnovo del Contratto Collettivo Regionale di Lavoro per i quadri e gli impiegati agricoli del Piemonte, valido per il quadriennio 2026-2029.

L’intesa, che interessa oltre 2.000 quadri e impiegati agricoli operanti nelle aziende agricole piemontesi, è stata firmata dalle organizzazioni datoriali Confagricoltura Piemonte, Coldiretti Piemonte e Cia Piemonte e dalle organizzazioni sindacali Confederdia, Flai-Cgil Piemonte, Fai-Cisl Piemonte e Uila-Uil Piemonte, al termine di un confronto che, secondo Confagricoltura Piemonte “ha consentito di raggiungere un accordo equilibrato, in grado di coniugare le esigenze delle imprese agricole con la tutela e la valorizzazione del lavoro qualificato nel settore”.

Sul piano economico è stato concordato un incremento complessivo del 5,4% dei minimi tabellari, calcolato sui valori in vigore al 16 luglio 2026, articolato in due tranche: 4% dal 1° luglio 2026 e 1,4% dal 1° dicembre 2026. Il contratto avrà validità dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2029.

Il rinnovo introduce inoltre numerose innovazioni sul piano normativo, con particolare attenzione alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare, all’evoluzione delle professionalità e all’organizzazione del lavoro.

“Il rinnovo del contratto – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia – conferma il valore del dialogo tra le parti sociali e la volontà di individuare soluzioni equilibrate, capaci di coniugare la tutela del lavoro con la sostenibilità delle imprese agricole. In una fase caratterizzata da forti pressioni sui costi e dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, era importante raggiungere un’intesa che riconoscesse la professionalità dei quadri e degli impiegati agricoli e, allo stesso tempo, guardasse al futuro del settore. Le novità introdotte, dall’aggiornamento delle figure professionali alle misure per la conciliazione tra vita e lavoro, rappresentano un passo avanti per accompagnare l’innovazione e rafforzare la competitività dell’agricoltura piemontese”.

Tra le principali novità figurano otto ore annue di permessi retribuiti per l’assistenza ai figli minori, ai genitori non autosufficienti e al convivente di fatto in particolari situazioni sanitarie, ulteriori otto ore per favorire la presenza dei genitori nei primi giorni di inserimento dei figli all’asilo o alla scuola primaria, la possibilità di introdurre, tramite accordi aziendali, la banca delle ore, il rafforzamento delle tutele assicurative per alcune figure che ricoprono specifiche responsabilità, il recepimento della disciplina sul lavoro agile e delle ferie solidali e un impegno condiviso a promuovere la formazione continua attraverso l’Osservatorio regionale, anche in collaborazione con il sistema universitario.

Particolare rilievo assume anche l’istituzione, entro la fine dell’anno, di una Commissione incaricata di aggiornare la classificazione professionale degli impiegati agricoli, con l’obiettivo di adeguare il sistema alle nuove competenze richieste dall’evoluzione dell’agricoltura piemontese, sempre più orientata all’innovazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità.

Con questo rinnovo le organizzazioni firmatarie dell’accordo confermano la volontà di mantenere un sistema di relazioni sindacali improntato al dialogo e alla responsabilità, offrendo alle imprese uno strumento contrattuale aggiornato e ai lavoratori maggiori tutele in una fase di profonda trasformazione del settore agricolo, chiamato a confrontarsi con le sfide del cambiamento climatico, dell’innovazione tecnologica e della competitività dei mercati.

Terminati i lavori sulla Provinciale 167 a San Pietro Val Lemina

Sono terminati i lavori di adeguamento delle barriere stradali sul ponte lungo la Provinciale 167 al km 3+970 nel Comune di San Pietro Val Lemina. I lavori, iniziati nello scorso mese di novembre, sono stati finanziati interamente da fondi della Città metropolitana di Torino provenienti dai canoni idrici, per un importo totale di 220.000 euro. L’intervento ha previsto la sostituzione della barriera tritubo in acciaio con una barriera in acciaio corten e legno lamellare, per un migliore inserimento nel contesto ambientale. Per garantire la corretta installazione dei nuovi elementi è stato ricostruito il cordolo porta-barriera in cemento armato. Si è inoltre proceduto all’impermeabilizzazione della parte superiore del ponte. I lavori sono stati poi completati con il rifacimento della pavimentazione stradale e della segnaletica orizzontale. Sia il progetto che la direzione dei lavori sono stati curati dalla Direzione Viabilità 2 della Città metropolitana.

Sconfitta una rarissima patologia immunologica gestazionale, salvi mamma e neonato

Federica ha 30 anni, già mamma di una bambina di sette anni (Ludovica), giunse alla osservazione del reparto di Ostetricia e Ginecologia 4 dell’ospedale Sant’Anna di Torino (diretto dal dottor Saverio Danese) il 16 luglio 2025 all’ottavo mese della sua seconda gravidanza, fino ad allora decorsa in modo del tutto naturale. La paziente si era recata in ospedale per un controllo medico di routine che evidenziò un inatteso e grave stato di sofferenza fetale. Si decise per l’espletamento urgente del parto con taglio cesareo. Il neonato, affidato alle cure del reparto di Neonatologia del Sant’Anna (diretto dalla dottoressa Caterina Carbonara) ed alla Unità di Terapia Intensiva Neonatale (responsabile dottoressa Francesca Campagnoli), mostrò da subito un gravissimo stato di insufficienza epatica e renale che ne determinò il decesso dopo tre giorni di vita.
Gli accertamenti successivi evidenziarono che a causare la morte del bimbo era stata una grave e rarissima forma di incompatibilità immunologica tra madre e feto: il sistema immunitario materno aveva prodotto durante la gravidanza degli anticorpi che avevano “attaccato” le cellule epatiche fetali determinando l’insufficienza del fegato, e di conseguenza multiorgano. Questa patologia, chiamata con l’acronimo GALD (Gestational Alloimmune Liver Disease), è rarissima, tanto che non si conosce l’esatta incidenza nella popolazione generale, ma purtroppo ha anche un altissimo tasso di ricorrenza nelle gravidanze successive (fino al 90%).
La diagnosi precoce di tale patologia in gravidanza è pressochè impossibile. Quando la gravidanza ne risulta affetta, il suo esito è praticamente sempre infausto: la gestazione si interrompe in utero oppure con la morte del neonato a meno che non si riesca a intervenire in tempo con un trapianto di fegato.
Per aiutare a comprendere meglio il meccanismo della malattia, si può fare riferimento ad altre reazioni immunologiche ben più conosciute, come ad esempio la reazione immunitaria di una madre gravida con gruppo sanguigno Rh negativo contro il sangue del feto con gruppo sanguigno Rh positivo, oppure si può paragonare questa patologia alla reazione di rigetto di un ricevente di un organo trapiantato.
Dopo questo evento, una équipe multidisciplinare formata da ginecologi esperti di patologia ostetrica del reparto e neonatologi del Sant’Anna incontrò i genitori per condividere con loro le informazioni disponibili su questa patologia: il rischio altissimo che la patologia avrebbe potuto ripresentarsi nelle gravidanze successive. La letteratura scientifica disponibile proponeva una unica possibilità di cura durante la gravidanza che comunque non garantiva il successo. Grazie alla Direzione sanitaria del Sant’Anna (Direttore dottor Umberto Fiandra), questa terapia, tentata alcune volte presso centri ostetrici all’estero, consiste nel somministrare alla mamma in gravidanza dei flaconi di immunoglobuline umane per via endovenosa. Una somministrazione una volta alla settimana, dal mattino alla sera, a partire dal terzo mese di gestazione fino al termine della gravidanza.
Federica e il suo compagno Luca, dimostrando grande fiducia verso la vita e sostenuti dall’amore verso la figlia Ludovica che tanto aveva sognato di avere un fratellino, hanno iniziato una nuova gravidanza alla fine del 2025.
La paziente è stata presa in carico dall’Ambulatorio Gravidanze a rischio (responsabile dottor Carlo Maria Carmazzi) del reparto di Ostetricia e Ginecologia 4 (diretto dal dottor Danese) e da febbraio 2026 sottoposta alla terapia endovenosa e a continuo monitoraggio delle condizioni cliniche materne e fetali. Tuttavia Federica si è sottoposta al trattamento di lunghe sedute infusionali dal mattino alle sera senza mai perdere il sorriso.
Una delle sfide che i medici hanno dovuto affrontare è stata rappresentata dal fatto che un’eventuale insorgenza di danno epatico fetale non era comunque individuabile tempestivamente in alcun modo. La scelta di far nascere il bambino due mesi prima del termine è stata presa in condivisione con i pediatri, scelta frutto di un compromesso tra uno stato di benessere fetale documentabile e non ancora inficiato dal potenziale danno, e un’epoca gestazionale prematura ma ben gestibile dalla alta professionalità della équipe neonatologica del Sant’Anna.
Federica ha partorito Filippo con successo il 23 giugno 2026 a 32 settimane di gestazione con un taglio cesareo eseguito dalla dottoressa Elisabetta Cantanna (che ha seguito tutta la gravidanza): affidato alle cure del reparto di Neonatologia del Sant’Anna (diretto dalla dottoressa Caterina Carbonara) ed alla Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Sant’Anna (responsabile dottoressa Francesca Campagnoli) e sottoposto in modo seriato ad accertamenti che hanno escluso del tutto la presenza di danno immunologico epatico.
“Questa storia a lieto fine testimonia ancora una volta l’eccellenza multidisciplinare dell’ospedale Sant’Anna e del Servizio Sanitario regionale. I nostri professionisti hanno permesso che avvenisse un vero e proprio miracolo della vita, grazie anche alle terapie messe a disposizione e alla tenacia di Federica e Luca” dichiara Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Piemonte, oltre 1.200 studenti coinvolti per un anno di educazione ambientale

 

Nel 2025-2026 realizzati 21 incontri nelle scuole grazie ai referenti di Plastic Free Onlus. Le attività proseguiranno nei centri estivi

Sono 1.253 gli studenti coinvolti in Piemonte in attività di educazione ambientale durante l’anno scolastico 2025-2026 appena concluso. Dalle scuole dell’infanzia alle primarie, dalle secondarie di primo e secondo grado fino alle università, sono stati realizzati 21 appuntamenti dedicati all’inquinamento da plastica, alla corretta gestione dei rifiuti e alle conseguenze dei comportamenti quotidiani sugli ecosistemi e sulla salute.

Il dato piemontese si inserisce nel bilancio nazionale delle iniziative realizzate da Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, che nell’anno scolastico appena concluso ha coinvolto 78.682 studenti in Italia attraverso 915 appuntamenti in 18 regioni. Un percorso reso possibile dalla rete dei referenti territoriali e dalla collaborazione di dirigenti scolastici, docenti ed educatori, che proseguirà nei prossimi mesi attraverso incontri e attività nei centri estivi.

Gli incontri vengono modulati in base all’età degli studenti e alternano spiegazioni, immagini, video, giochi e quiz a momenti di confronto. Ai più piccoli i temi ambientali vengono presentati attraverso un linguaggio semplice e attività ludiche, mentre con gli studenti più grandi vengono approfonditi il ciclo di vita della plastica, la dispersione dei rifiuti, le microplastiche, il consumo consapevole e le possibili alternative ai prodotti usa e getta.

Durante numerosi appuntamenti vengono mostrati anche oggetti realmente recuperati nel corso delle raccolte ambientali. I rifiuti rinvenuti sulle spiagge, lungo i fiumi, nei parchi e nelle aree urbane diventano così strumenti educativi capaci di mostrare concretamente la persistenza della plastica nell’ambiente e i danni che può provocare agli animali, agli ecosistemi e alla salute umana.

Le attività non si limitano a fornire informazioni, ma invitano bambini e ragazzi a riconoscere l’impatto delle proprie abitudini: dalla scelta della borraccia al posto delle bottiglie monouso alla riduzione degli imballaggi, dalla raccolta differenziata al corretto conferimento dei piccoli rifiuti. In alcuni casi, agli incontri in aula seguono passeggiate ecologiche e raccolte sul territorio, a partire dalle aree adiacenti alle scuole. Un modo per trasformare quanto appreso in un’esperienza concreta di cittadinanza attiva.

“Coinvolgere 1.253 studenti in Piemonte significa entrare nelle scuole con un messaggio concreto, capace di parlare ai ragazzi e alle loro famiglie – dichiara Flavia Faccia, referente regionale Piemonte di Plastic Free Onlus –. L’educazione ambientale non è fatta solo di nozioni, ma di consapevolezza, esempi e piccoli gesti quotidiani che possono cambiare il modo in cui viviamo il territorio. Dai rifiuti abbandonati nei parchi e lungo i corsi d’acqua fino all’uso eccessivo della plastica monouso, ogni incontro diventa un’occasione per far capire che la tutela dell’ambiente parte anche dalle scelte di ciascuno. La partecipazione degli studenti e la disponibilità delle scuole ci confermano quanto sia importante continuare su questa strada”.