CRONACA- Pagina 5

Cina e Occidente: Aresu alla Casa della Madia

L’intervento di domenica 7 giugno alla Casa della Madia, ha avuto come ospite Alessandro Aresu, studioso di geopolitica e autore di diversi lavori sulla competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Il tema dell’incontro, Lo specchio della Cina e noi, ha aperto una riflessione sul modo in cui l’Occidente guarda un mondo che conosce ancora troppo poco.

La Cina è ormai centrale nell’economia, nella tecnologia e nella produzione industriale; i suoi prodotti entrano ogni giorno nelle nostre case, dagli smartphone alle auto elettriche, ma fatichiamo ancora a vedere le persone, le strategie e le trasformazioni che stanno dietro a questi oggetti.

Come spiega Aresu, non si tratta di un Paese “emerso” dal nulla negli ultimi decenni. Per i cinesi, lo sviluppo attuale è piuttosto un ritorno a una centralità storica. Infatti, dopo un lungo periodo in cui si è pensata come centro del mondo, la Cina ha vissuto una frattura profonda: il cosiddetto “secolo delle umiliazioni”, segnato da colonialismo, guerre dell’oppio e sconfitte davanti alle potenze straniere.

Da qui, nacque la consapevolezza che la debolezza tecnologica potesse diventare anche debolezza politica e storica. Ed è stata anche questa percezione a trasformare, in pochi decenni, un Paese poverissimo in uno dei principali centri produttivi del mondo.

Ma l’aspetto più interessante è che la Cina ci costringe a vedere anche i nostri limiti, perché mentre Pechino studiava l’Occidente, osservandone punti di forza e debolezze, quest’ultimo non si interessava realmente alla Cina. E questo, oggi, ci costringe a realizzare che il centro del mondo non è più scontato e che conoscere l’altro non è solo un interesse culturale, ma una condizione fondamentale per abitare il presente.

Lo specchio della Cina, alla fine, riflette anche noi e la nostra fatica nel capire un mondo che non ruota più soltanto attorno al nostro sguardo.

IRENE CANE

Rotary Club Fenice District 2031 per gli anziani fragili 

Un progetto importante di prevenzione sanitaria dedicato agli anziani fragili del territorio novarese, dal valore di 28 mila euro, è stato promosso e finanziato dal Rotary Club Fenice District 2031, con il cofinanziamento del Rotary Club La Valette di Malta e della Rotary Foundation.

Il monitoraggio sanitario di tutti gli anziani che, per molteplici motivi, presentano difficoltà ad accedere alle strutture sanitarie, rappresenta il cuore centrale di un progetto che nasce per garantire loro un’alternativa efficace e continuativa. L’iniziativa sarà realizzata dalla Pubblica Assistenza Novara Soccorso odv e prevede l’effettuazione di visite domiciliari programmate da parte di personale adeguatamente formato, così da offrire un supporto sanitario diretto presso l’abitazione degli assistiti e l’individuazione precoce di eventuali criticità o patologie emergenti.

“Questo progetto rappresenta un impegno concreto del nostro Club verso le persone più fragili della comunità – ha dichiarato il Presidente del Rotary Club Fenice District 2031 – la prevenzione e la vicinanza domiciliare sono strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita degli anziani e sostenere il sistema sanitario.”

Le risorse stanziate consentiranno l’acquisto di un’auto medica dedicata al servizio domiciliare e la realizzazione di uno specifico programma di formazione per i volontari della Pubblica Assistenza Novara Soccorso odv, oltre che l’ottenimento di competenze sempre più qualificate nell’ambito dell’assistenza agli anziani fragili e un significativo beneficio per l’intero sistema sanitario, a fronte di una prevedibile riduzione di ospedalizzazioni e interventi urgenti.

Il progetto verrà presentato alla cittadinanza e agli organi d’informazione nella mattinata di venerdì 3 luglio, alle ore 11, presso la Sala Consiliare del Comune di Novara. Al termine dell’incontro saranno consegnate simbolicamente le chiavi dell’auto medica da parte del Rotary Club Fenice District 2031 alla APS Pubblica Assistenza Novara Soccorso.

L’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra organizzazioni del Terzo Settore e il mondo Rotary, accomunati dalla volontà di generare un impatto positivo e duraturo sul territorio attraverso progetti concreti di servizio alla comunità.

Mara Martellotta

Un saluto per Marco Albera, amico gioviale e studioso serio e competente

IL RICORDO

di Carlo Alfonso Maria Burdet

 

Non sempre si sceglie così bene il giorno per una dipartita! MaMarco se n’è andato proprio per San Luigi Gonzaga (non per la Consolata, e neppure per San Giovanni Battista, ma) al solstizio d’estate. Ci sono forti richiami tra il santo mantovano dei giovani e dei puri (che in Piemonte passò anche per Chieri) e l’amico nostro (con i suoi primi anni veneti): due uomini univoci, giusti e forti, esempio e riferimento di fede in momenti di incertezza e confusione! E loro, così necessari per riequilibrare il tutto, pronti davanti a noi a indicare la via… come le statue che, sui carri cinesi, davano la direzione per il cammino.

E non solo questo ché, da sempre, Marco fu molto, e molto di più...

Uomo di Fede, apostolo convinto del cammino e della lotta, sempre pronto a suggerire, a dare, a aiutare, senza tirarsi mai indietro, senza mai agire per men che nobili scopi pensava alla grande, amava il bello, era sempre pronto a lottare per la Verità.

Esempio di fede che trasmette gioia, e perciò è grande, onesta, pacata, sempre reale.

Nel collezionismo generoso al quale dedicava lattenzione, recuperava oggetti, quadri, libri, carte, poi tutto metteva a disposizione per lo studio degli altri, tutto poteva poi donare perché nel museo giusto, nella collezione appropriata, si colmassero quelle lacune che aveva rilevato: quale differenza coni gelosi che stuzzicano soltanto gli interessi altrui ostentando parzialmente ciò che possiedono ma solo sanno negare perché si riempiono soltanto di vanagloria con un vano possedere!

Marco Albera e Carlo Tancredi Falletti di Barolo Sì! E ritroviamo Marco, teste al processo storico di beatificazione del Marchese, che certamente fu fonte di ispirazione per lui, che al «Convegno Felicità – Verità – Bellezza (I volti della carità di Carlo Tancredi di Barolo)» il 14 novembre 2008, concludeva il suo intervento con le parole che Giulia Colbert de Maulevrier aveva dettato per l’epigrafe del suo amato consorte:

«Ha fatto del bene a molti e molto, avrebbe voluto farne a tutti».

Parole che possano, anche per lui, fissarsi in epigrafe, e noi lo ricorderemo ancora!

Alla Brt di Settimo muore addetto schiacciato da motrice

A Settimo Torinese, nello stabilimento BRT di via Niccolò Paganini 7 un lavoratore di 40 anni e’ stato schiacciato da una motrice. Si ipotizza che il mezzo non fosse stato messo in sicurezza, con il freno a mano non inserito, e che si sia quindi mosso improvvisamente. La vittima è rimasta incastrata tra il camion e un muro e a nulla sono valsi i soccorsi.

L’azienda ha diffuso una nota stampa:

“Con riferimento all’incidente avvenuto alle ore 13.30 di oggi presso il BRT Depot di Settimo Torinese, nel quale ha perso la vita un dipendente della ditta UTM, BRT è vicina alla famiglia in questo drammatico momento.
La Società ha avviato immediatamente le verifiche interne su quanto accaduto e sta collaborando fattivamente con l’autorità giudiziaria per far piena luce sulla dinamica dell’incidente.
Per rispetto della famiglia e per consentire un rapido accertamento dei fatti, BRT non può al momento rilasciare ulteriori informazioni sull’accaduto”.

Siccità, Confagricoltura: “servono invasi, reti irrigue e una strategia”

/

 

Allasia: “L’acqua è la prima infrastruttura dell’agricoltura. Senza investimenti rischiano coltivazioni, allevamenti e competitività delle imprese”

I livelli dei corsi d’acqua piemontesi e il progressivo peggioramento delle condizioni idriche registrato nelle ultime settimane riportano al centro una questione che l’agricoltura conosce bene da anni: la disponibilità di acqua non può più essere considerata un fattore scontato.

Le segnalazioni provenienti dal territorio evidenziano una situazione che richiede attenzione. Il Tanaro, principale affluente piemontese del Po, presenta portate fortemente inferiori alla norma e anche il Po, nel tratto torinese, registra valori particolarmente bassi per il periodo. Nel complesso, dall’inizio dell’anno le precipitazioni in Piemonte risultano inferiori di circa il 10% rispetto alla media storica, dopo un mese di maggio particolarmente asciutto e caratterizzato da temperature elevate.

Per Confagricoltura Piemonte questi segnali confermano la necessità di accelerare gli investimenti sulle infrastrutture idriche. “Il cambiamento climatico – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – non è più una prospettiva ma una realtà con la quale le imprese agricole devono confrontarsi ogni giorno. Alterniamo periodi di precipitazioni intense a lunghi intervalli siccitosi. Per questo occorre trattenere l’acqua quando è disponibile e renderla utilizzabile nei momenti di necessità”.

Secondo Confagricoltura Piemonte la priorità è realizzare nuovi invasi e completare con sollecitudine quelli già programmati, potenziare la capacità di accumulo diffusa sul territorio e proseguire nella modernizzazione della rete irrigua, riducendo le perdite e aumentando l’efficienza nella distribuzione della risorsa.

“L’acqua è la prima infrastruttura dell’agricoltura. Senza acqua – prosegue Allasia – non ci sono raccolti, non ci sono foraggi e vengono messe a rischio intere filiere produttive, a partire da quelle zootecniche che rappresentano una componente fondamentale dell’agroalimentare piemontese”. La disponibilità idrica riguarda infatti non soltanto le colture irrigue, ma anche la produzione di mais, prati e foraggi destinati all’alimentazione animale, con effetti che possono estendersi all’intera filiera lattiero-casearia e alle produzioni di carne.

Confagricoltura Piemonte sottolinea inoltre come gli investimenti in infrastrutture idriche debbano essere considerati opere strategiche per lo sviluppo regionale, al pari delle grandi infrastrutture di trasporto e logistica. “Non possiamo affrontare ogni estate come un’emergenza. Servono programmazione, visione e investimenti. Il Piemonte dispone di competenze tecniche, consorzi irrigui efficienti e professionalità di alto livello. Occorre mettere a sistema queste risorse e realizzare le opere necessarie per garantire acqua all’agricoltura, all’ambiente e alle comunità locali. La sicurezza idrica – conclude Allasia – sarà una delle condizioni fondamentali della competitività agricola dei prossimi decenni”.

Vigile del fuoco torinese muore in un incidente sulla Torino Savona

Dario Favaro, di  49 anni, era vigile del fuoco volontario del distaccamento di Carmagnola. È deceduto ieri sera sull’autostrada A6 Torino-Savona. È caduto dalla moto su cui viaggiava con la moglie, che è rimasta ferita ed è stata trasportata all’ospedale di Mondovì in codice giallo. L’incidente è avvenuto tra Ceva e Millesimo, forse a causa di un malore. La polizia stradale di Mondovì sta verificando la dinamica.

Torino, gambizzato nella notte: uomo colpito da due proiettili

/

Giallo a Torino ieri verso le 23: un uomo e’ stato gambizzato, colpito da almeno due colpi di pistola  tra via Salbertrand e via Crevacuore, in borgo Parella. L’aggressore è  fuggito e l’uomo ferito è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria. Sul posto il 118 e la polizia scientifica. Potrebbe essere un regolamento di conti?

Bilancio dell’attività delle Fiamme Gialle

Più di 41.500 interventi e 2.850 indagini sono stati eseguiti dalla guardia di finanza in Piemonte e Valle d’Aosta tra il 2025 e i primi cinque mesi del 2026 contro gli illeciti economico-finanziari e le infiltrazioni della criminalità nell’economia.

Il bilancio dell’attività è stato presentato a Torino, nella sede del Comando regionale Piemonte-Valle d’Aosta di corso IV Novembre, in occasione del 252/o anniversario della fondazione del Corpo. Le Fiamme Gialle hanno individuato nel periodo 604 evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, e 2.787 lavoratori in nero o irregolari. In relazione all’evasione fiscale sono state svolte 715 indagini di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 1.570 persone per reati tributari, di cui 27 arrestate.  Oltre 50 milioni di euro sono stati sequestrati quale profitto di evasione e frodi fiscali e bloccati crediti d’imposta inesistenti per circa 8,2 milioni di euro.

In Questura a Torino 8 nuovi funzionari di polizia

Il Questore di Torino Massimo Gambino, unitamente al Dirigente della Polizia Ferroviaria ed al Vice Dirigente del Reparto Mobile, ha dato  il benvenuto agli otto nuovi Funzionari della Polizia di Stato assegnati alla provincia di Torino, rivolgendo loro un caloroso saluto e augurando un brillante percorso di carriera al servizio dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza e della collettività. I Commissari del 114° corso di Formazione, tutti vincitori di concorso e laureati, con le proprie competenze giuridiche contribuiranno in modo significativo al potenziamento delle attività e dell’azione della #PoliziadiStato sul territorio.
Il momento di benvenuto alle giovani Funzionarie e Funzionari è stato impreziosito dall’arrivo in Questura del Prefetto di Torino, Donato Giovanni Cafagna, che ha tenuto ad incontrare personalmente i Commissari, accompagnati dai Dirigenti delle Specialità della Polizia di Stato, augurando loro un proficuo percorso professionale nella città sabauda e nel complesso territorio della provincia torinese.
Nello specifico, quattro Funzionari sono stati assegnati al Reparto Mobile per la gestione dell’ordine pubblico. Al Compartimento Polizia Ferroviaria sono state invece destinate due Funzionarie per la sicurezza delle tratte e delle infrastrutture sensibili. Infine, una Funzionaria è stata assegnata alla Questura di Torino per rafforzare il controllo del territorio e il servizio di pronto intervento in città ed un altro Funzionario è stato assegnato al Settore Polizia di Frontiera Bardonecchia per il potenziamento delle attività di controllo presso i valichi di frontiera.
L’arrivo dei giovani Funzionari costituisce un importante passo per garantire una sempre maggiore efficienza e qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Asl Città di Torino: nuova tecnica contro l’infertilità femminile

Per la prima volta in Piemonte eseguita in regime ambulatoriale la termoablazione dei miomi uterini

Per la prima volta in Piemonte è stato eseguito nella sala operatoria della struttura di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’Asl Città di Torino un intervento di miolisi uterina – termoablazione dei miomi – in ambiente completamente ambulatoriale.

La procedura rappresenta una delle più innovative tecniche mininvasive oggi disponibili: consente, in casi selezionati, di trattare il mioma uterino, cioè un tumore benigno molto frequente che si sviluppa nella parete dell’utero e che può provocare sanguinamenti abbondanti, dolore o problemi di fertilità, senza ricorrere alla chirurgia tradizionale e al ricovero ospedaliero.

L’intervento viene eseguito su paziente vigile e con dimissione dopo poche ore, quindi con evidenti benefici sia per la qualità di vita delle pazienti sia per la sostenibilità del sistema sanitario.

La miolisi interstiziale (o termoablazione) utilizza energia termica per determinare la necrosi coagulativa delle lesioni – come miomi, fibromi uterini e focolai di adenomiosi – senza necessità di asportarle chirurgicamente.

La tecnica, pur non sostituendo tutte le procedure ginecologiche, rappresenta un’opzione efficace nei casi di miomi sintomatici di piccole e medie dimensioni, in sedi accessibili per via isteroscopica, cioè con una piccola telecamera introdotta per via naturale, e sotto guida ecografica.

La valutazione degli esiti avviene a circa un mese dall’intervento, sulla base della riduzione del volume della lesione e del miglioramento dei sintomi riferiti dalla paziente.

L’introduzione della miolisi si inserisce all’interno del percorso integrato dedicato alle pazienti con infertilità, offerto dalla PMA dell’Asl Città di Torino. La presenza di miomi o fibromi uterini interessa, infatti, circa il 10-15% delle donne con problemi di fertilità e può influire sull’accesso ai percorsi di fecondazione assistita.

Con questo nuovo traguardo, l’ASL Città di Torino rafforza la propria posizione all’avanguardia nell’offerta di percorsi innovativi per la salute della donna, rispondendo in modo sempre più efficace a una domanda crescente legata al tema dell’infertilità.

«Disporre di una tecnica come la termoablazione consente, nei casi selezionati, di trattare tempestivamente il mioma senza incidere sui tempi, già delicati, del percorso riproduttivo. Questo significa offrire alle nostre pazienti una risposta rapida, meno invasiva e compatibile con l’avvio dei trattamenti di PMA, migliorando complessivamente la gestione clinica di tutto il percorso», ricorda il direttore della struttura di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Asl Città di Torino, Claudio Castello.

«Questo primo intervento in ambito regionale conferma il ruolo dell’Asl Città di Torino come punto di riferimento nell’innovazione clinica e organizzativa. La possibilità di eseguire trattamenti efficaci in regime ambulatoriale rappresenta un passo concreto verso una sanità sempre più centrata sulla persona e sostenibile anche in termini economici, con una significativa riduzione dei tempi di degenza e dei relativi costi per il sistema sanitario» dichiara il direttore generale dell’Asl Città di Torino, Carlo Picco.

«L’introduzione di questa tecnica rappresenta un importante passo avanti nella tutela della salute femminile e nei percorsi dedicati all’infertilità. Offrire alle pazienti trattamenti sempre meno invasivi, con tempi di recupero più rapidi e senza la necessità di un ricovero ospedaliero, significa migliorare la qualità dell’assistenza e rendere più accessibili i percorsi di cura. Questo risultato conferma la capacità della sanità pubblica piemontese di investire nell’innovazione e nelle competenze professionali, mettendo al centro i bisogni delle donne», sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi.