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Presentata l’edizione 2026 della Festa del Piemonte

Cinquanta eventi diffusi in tutti i territori del Piemonte celebreranno la festa del Piemonte, un appuntamento fissato al 19 luglio di ogni anno dalla legge regionale del 2022, in ricordo della battaglia dell’Assietta del 1747.
Il vasto programma di iniziative,  organizzate dal Consiglio regionale in collaborazione con numerose realtà culturali piemontesi, è stato presentato  a palazzo Lascaris, alla presenza dei rappresentanti dei diversi enti e associazioni coinvolti.

“ Quest’anno per la prima volta oltre alla rievocazione storica al Colle dell’Assietta – ha spiegato il Presidente del Consiglio Regionale Davide Nicco –  si svolgeranno in tutto il Piemonte tantissimi appuntamenti, che creeranno una rete tra numerosi soggetti,  in tutte le province, in luoghi simbolici della nostra regione. Un modo per creare una festa diffusa, a 360 gradi, guardando non solo alla nostra storia passata, ma anche al futuro”
Il vicepresidente Domenico Ravetti ha sottolineato come “Il Piemonte sia parte della storia d’Italia. Festeggiamo l’appartenenza a questo territorio multiforme per consegnare la sua storia secolare, arricchita dalle nuove esperienze, alle generazioni future.
Il consigliere segretario Fabio Carosso, parlando in piemontese, ha ringraziato tutte le associazioni che hanno partecipato a questo grande evento diffuso su tutto il territorio della regione, che durerà da giugno a ottobre.
Sono poi seguiti gli interventi dell’assessore del Comune di Torino Marco Porcedda, Carlo Maina della Associassion Festa dël Piemont al Còl ëd l’Assieta, Gustavo Mola di Nomaglio del Centro Studi Piemontesi, Fabrizio Nucera della Fondazione Croce Reale.
A dare il via agli appuntamenti della Festa del Piemonte sarà  la conferenza sulla battaglia dell’Assietta  venerdì  12 giugno, a Palazzo Lascaris, seguita da passeggiate musicali, concerti corali, mostre tra cui quella di Novara il 20 giugno, di Asti il 23 giugno, di Benna a Biella il 25 giugno, alla Novalesa il 28 giugno e 11 luglio, di Vercelli il 2 luglio, di Varallo Sesia l’11 luglio, di Alessandria il 15 luglio, al Colle dell’Assietta il 18 e 19 luglio, a Fenestrelle il 19 luglio, ad agosto e settembre. Ultimo appuntamento previsto il 23 e 24 ottobre a Cherasco Cuneo.

MM

Grave situazione prezzi del latte pagati agli allevatori: “Pronti alla mobilitazione”

Sempre più grave la situazione dei prezzi del latte per gli allevatori torinesi. Ormai il valore riconosciuto dagli industriali del settore lattiero-caseario è arrivato al di sotto dei costi di produzione con un crollo che ha portato, in alcuni casi, i prezzi alla soglia dei 40 centesimi al litro.

«Non possiamo continuare ad assistere in modo passivo al comportamento degli industriali del nostro territorio che non rispettano nemmeno l’accordo quadro nazionale del settore» commenta il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici.

Per questo, Coldiretti Torino sta pensando ad azioni di mobilitazione sindacale degli allevatori.

«In questo momento in cui assistiamo ai rincari delle materie prime dovuti alle guerre e con il caldo estivo che impone agli animali una riduzione fisiologica del latte, viene ancora abbassato il valore riconosciuto ai produttori. Però, i consumatori pagano lo stesso prezzo o pure qualcosa in più formaggi, yogurt, probiotici, gelati. Per mangiare si paga di più ma gli industriali preferiscono importare latte e cagliate di scarsa qualità a basso costo dai Paesi che fanno concorrenza sleale alle nostre produzioni locali». Gli industriali, in molti casi, scelgono di comprare latte e cagliate dall’estero, magari da Paesi come la Francia o la Germania dove un litro di latte “spot”, cioè commercializzato senza una cornice contrattuale viene quotato appena oltre i 30 centesimi.

Ma per fare fronte alla perdita di produzione nei periodi estivi e alle necessità del benessere animale gli allevatori stanno attuando forti investimenti in sistemi computerizzati di raffrescamento delle stalle con ventole, doccette nebulizzate, asciugatrici, spazi di automungitura. Tutte migliorie che costano centinaia di migliaia di euro. In altri casi, devono essere recuperati costi di investimento in stalle moderne, investimenti necessari per stare sul mercato e per seguire le norme europee. «Con i prezzi ridicoli riconosciuti dai caseifici, gli allevatori rischiano l’insolvenza e la chiusura delle attività. Ma quando una stalla chiude è un intero sistema territoriale fatto di prodotti tipici, prodotti di qualità consumati a Km Zero, posti di lavoro, ad andare in crisi».

In provincia di Torino sono presenti oltre 800 allevamenti di mucche da latte con una presenza di oltre 120mila capi per una produzione di oltre 1.140.000 litri ogni giorno. Un settore, quello della zootecnia da latte torinese, che dà lavoro direttamente a oltre 1.350 addetti sparsi in tutti i 312 comuni della provincia (allevamenti sono presenti anche nel capoluogo), senza contare l’indotto.

Protezione Civile: il Piemonte potrà dichiarare in autonomia lo stato di emergenza

«Gestire oggi le emergenze significa affrontare eventi che purtroppo non sono più quelli di un tempo. Il cambiamento climatico sta rendendo fenomeni atmosferici ed eventi calamitosi sempre più frequenti e intensi. Per questo era necessario dotare il Piemonte di uno strumento normativo moderno, capace di garantire risposte rapide ed efficaci ai territori».

 

Lo ha sostenuto l’assessore alla Protezione Civile della Regione Piemonte, Marco Gabusi, dopo l’approvazione in Consiglio regionale del disegno di legge sulle disposizioni urgenti in materia di dichiarazione e gestione dello stato di emergenza di rilievo regionale.

«La novità più importante ha proseguito Gabusi è che il Piemonte potrà dichiarare in autonomia lo stato di emergenza regionale nei casi in cui gli eventi calamitosi, per natura, intensità o estensione, non siano fronteggiabili con gli strumenti ordinari. Questo consentirà di snellire i tempi, rafforzare il coordinamento e intervenire con maggiore tempestività a sostegno delle comunità colpite».

Il provvedimento recepisce le indicazioni del Codice nazionale della Protezione Civile e aggiorna un impianto normativo fermo al 1978, definendo con chiarezza modalità, tempi e strumenti per la gestione delle emergenze regionali. In particolare, viene riconosciuta alla Giunta regionale e al presidente della Regione la possibilità di adottare misure straordinarie e ordinanze di protezione civile per tutelare la pubblica incolumità.

La norma prevede inoltre che lo stato di emergenza abbia una durata massima di dodici mesi, prorogabili per ulteriori dodici, individuando fin da subito l’ambito territoriale interessato, le prime misure urgenti e la struttura regionale di coordinamento.

«L’obiettivo – ha concluso l’assessoreè rendere la macchina regionale ancora più efficace davanti a situazioni straordinarie. Quando i territori vengono colpiti da eventi critici bisogna poter agire subito, senza rallentamenti burocratici, mettendo in sicurezza cittadini, infrastrutture e comunità. Rafforzare il sistema di Protezione Civile significa garantire risposte più veloci, coordinate ed efficienti ai piemontesi».

A Montaldo incontro sulla prevenzione

Venerdì 12 giugno alle 18.30 il dottor Andrea Cavallini protagonista dell’incontro “La prevenzione come benessere della persona”

Montaldo Torinese si prepara a mettere la prevenzione al centro dell’attenzione con un appuntamento dedicato alla salute e al benessere della comunità. In vista della Giornata della Prevenzione, in programma il prossimo 12 settembre, il Comune di Montaldo Torinese organizza l’incontro pubblico “La prevenzione come benessere della persona”, che si terrà venerdì 12 giugno 2026 alle ore 18.30 presso la Sala Convegni Silvio Geuna, in via Trinità 17.

Ospite della serata sarà il dottor Andrea Cavallini, medico urologo, che guiderà il pubblico in un percorso di approfondimento e sensibilizzazione sul valore della prevenzione come strumento fondamentale per la tutela della salute. Attraverso informazioni pratiche e consigli utili, il medico illustrerà l’importanza di adottare corretti stili di vita, sottoporsi a controlli periodici e prestare attenzione ai segnali del proprio corpo.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza della diagnosi precoce e della prevenzione a tutte le età, evidenziando come comportamenti salutari e controlli regolari possano contribuire in modo significativo al benessere individuale e collettivo.

L’evento è promosso dal Comune di Montaldo Torinese in collaborazione con Associazione V.I.T.A. e Pro Loco, realtà da sempre impegnate nella promozione di attività sociali, culturali e di valorizzazione del territorio.

La serata rappresenterà un’importante occasione di confronto tra cittadini e professionisti della salute, in un contesto aperto e partecipativo, dove informazione e prevenzione diventano strumenti concreti per migliorare la qualità della vita e costruire una comunità più consapevole.

L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza.

Incendio in borgo Aurora, edificio evacuato

Un incendio è divampato nelle scorse ore in un edificio residenziale in borgo Aurora, in via Maria Ausiliatrice. I residenti sono stati fatti evacuare per precauzione. Una nube di fumo è visibile da molte zone di Torino. Pare siano andate in fiamme per cause da accertare alcune mansarde.

Dimesso il tifoso juventino ferito prima del derby

E’ stato dimesso dalle Molinette Marco Leonardo Basoccu, il tifoso bianconero di 36 anni rimasto gravemente ferito negli scontri prima del derby del 24 maggio scorso. Dopo un delicato intervento neurochirurgico il decorso clinico è positivo e il paziente presenta buone condizioni neurologiche.

Rete regionale Trenitalia, modifiche fino al 14 giugno

Modifiche alla circolazione ferroviaria da sabato 6 a domenica 14 giugno per lavori programmati tra le stazioni di Novara e Agognate.

Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con un servizio bus tra Novara e Biella.

L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza. Si consiglia pertanto di valutare la ripianificazione del proprio viaggio.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.

Lucento, il quartiere delle radici profonde

Un viaggio tra storia, verde, cultura e senso di comunità nella periferia che custodisce una delle identità più forti della città.

Lucento è uno di quei quartieri torinesi che raccontano molto dell’evoluzione della città. Situato nella zona nord-occidentale, lontano dai percorsi turistici più battuti, conserva una storia che attraversa secoli di trasformazioni: da borgo rurale immerso nei campi a quartiere operaio, fino alla realtà residenziale e multiculturale di oggi.

Le sue origini sono antiche e affondano nel Medioevo quando il territorio era caratterizzato da cascine, terreni agricoli e piccoli insediamenti sorti lungo la Dora Riparia. Il simbolo di questa storia è il Castello di Lucento, che ancora oggi ricorda il passato del quartiere e il suo ruolo strategico nei secoli. Per lungo tempo quest’area rimase separata dalla città, con una vita scandita dal lavoro nei campi e dalle attività legate all’acqua dei canali e del fiume. L’ingresso nel Novecento segnò una svolta radicale, l’espansione industriale di Torino, infatti, trasformò profondamente l’intera area; la vicinanza alle grandi fabbriche attirò migliaia di lavoratori provenienti da altre regioni italiane e Lucento divenne una delle destinazioni privilegiate dell’immigrazione interna che contribuì a costruire la Torino industriale. Nacquero nuovi edifici, scuole, servizi e impianti sportivi. Le vecchie campagne lasciarono spazio ai condomini e alle case popolari che ancora oggi caratterizzano gran parte del quartiere. Questa origine operaia è rimasta impressa nell’identità collettiva del luogo e a differenza di altre zone della città, che hanno conosciuto una rapida trasformazione sociale, Lucento conserva ancora un forte senso di appartenenza. Molti abitanti parlano del quartiere come di una piccola comunità all’interno della grande città, dove il rapporto di vicinato, le associazioni, le parrocchie e le attività sportive continuano a svolgere un ruolo importante nella vita quotidiana.

Oggi Lucento si presenta come un quartiere prevalentemente residenziale, dotato di una buona rete di servizi, scuole, centri sportivi, attività commerciali e servizi pubblici che contribuiscono a renderlo una zona vivibile, apprezzata soprattutto dalle famiglie e dagli anziani. Negli ultimi decenni la composizione sociale si è nuovamente trasformata in seguito all’arrivo di nuove comunità straniere, che hanno aggiunto ulteriori sfumature a una realtà già abituata all’incontro tra culture diverse.

Tra gli elementi che rendono Lucento particolarmente interessante è la presenza di una grande porzione di verde; il Parco della Pellerina, il più grande della città, rappresenta per molti abitanti un’estensione naturale del quartiere; le sue ampie aree alberate, i percorsi lungo la Dora e gli spazi dedicati allo sport e al tempo libero costituiscono una risorsa preziosa in un contesto urbano densamente abitato. Di particolare interesse sociale sono la presenza dell’AIEF – Fondazione per l’Infanzia e l’Adolescenza, che si trova all’interno del Castello e il Centro culturale Principessa Isabella, a via Verolengo, nato alla fine dell’Ottocento come asilo per i figli delle famiglie operaie e oggi importante presidio culturale del quartiere. La sua storia racconta l’attenzione ai temi dell’educazione e dell’assistenza sociale che hanno accompagnato lo sviluppo di Lucento.

Lucento custodisce testimonianze storiche spesso poco conosciute. Il Castello di Lucento rimane il punto di riferimento più significativo, mentre la chiesa dei Santi Bernardo e Brigida richiama le radici religiose e comunitarie della zona. Passeggiando tra le vie del quartiere si possono ancora cogliere tracce della Torino industriale del Novecento, nei grandi complessi residenziali, nelle strutture nate per accogliere i lavoratori e nei racconti di chi ha vissuto gli anni della crescita economica della città.

I punti di forza riconosciuti dagli stessi residenti sono numerosi: la presenza di servizi di prossimità, il costo delle abitazioni relativamente accessibile rispetto ad altre aree torinesi, la disponibilità di green e soprattutto quel senso di vicinanza che continua a distinguere il quartiere. Non mancano però le criticità, sarebbe necessaria, infatti, una maggiore valorizzazione del patrimonio storico locale, il recupero di alcuni spazi inutilizzati, il sostegno al commercio e nuovi investimenti in ambito culturale e sociale. Anche il tema della sicurezza e del decoro urbano compare frequentemente tra le priorità indicate dagli abitanti. Più che una semplice periferia, Lucento appare oggi come un luogo in equilibrio tra memoria e cambiamento. Le sue strade raccontano la storia di generazioni di contadini diventati operai, di famiglie arrivate da ogni parte d’Italia in cerca di lavoro e di nuove comunità che continuano a trovare qui uno spazio in cui costruire il proprio futuro. È un quartiere che forse non possiede la monumentalità del centro storico, anche se sono presenti opere come “1706”, di Luigi Nervi, che richiama l’assedio di Torino e il ruolo che Lucento ebbe in quell’evento storico, ma conserva un patrimonio umano e sociale capace di raccontare, con particolare autenticità, una parte importante della storia di Torino, qui la vera protagonista è la comunità.

Maria La Barbera

Scontro tra auto e moto sull’ex statale 228: muore il motociclista

Tragico schianto nel primo pomeriggio di oggi, martedì 9 giugno, sull’ex statale 228 a Piverone. Nello scontro tra un’auto e una moto ha perso la vita il centauro. Per cause ancora in fase di accertamento, i due mezzi sono entrati in violenta collisione.

Ad avere la peggio è stato il conducente della due ruote, un uomo di 46 anni italiano, deceduto sul colpo a causa del terribile impatto. Sul posto sono arrivate diverse ambulanze del 118 Azienda Zero e l’elisoccorso. L’équipe medica ha tentato a lungo di rianimare l’uomo, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare se non constatare il decesso.

Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Ivrea per effettuare i rilievi, ricostruire la dinamica dell’accaduto e gestire la viabilità dell’area. La strada provinciale è stata temporaneamente chiusa al traffico nel tratto interessato per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi in sicurezza.

VI.G

Carro attrezzi in fiamme sul raccordo Torino-Pinerolo: autista in ospedale

Disagi e paura sul raccordo Torino-Pinerolo, nei pressi dello svincolo di Orbassano, dove un carro attrezzi che trasportava una Fiat Panda ha improvvisamente preso fuoco. È successo intorno all’ora di pranzo di oggi, martedì 9 giugno. Le fiamme sono divampate in direzione Torino, sollevando una spessa colonna di fumo visibile anche da lontano e rendendo necessaria la chiusura temporanea della tratta per consentire le operazioni di spegnimento in sicurezza.

Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Pinerolo e Torino Lingotto, che hanno spento il rogo sui veicoli. Il conducente, rimasto sotto shock, è stato soccorso dagli operatori della Croce Bianca di Rivalta (in servizio per il 118 Azienda Zero) e trasportato all’ospedale San Luigi di Orbassano. Per i rilievi sono giunti gli agenti della polizia stradale di Torino‑Settimo, affiancati dagli ausiliari della viabilità di Itp per gestire la viabilità e i disagi.

VI.G