CRONACA- Pagina 4

“Il lupo, tra falsi miti e realtà”

Una conferenza sul rapporto tra l’uomo e l’iconico predatore presso la Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte

Venerdì 13 marzo prossimo, alle ore 21, presso la sede della Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte (AL), a Palazzo Volta, è in programma la conferenza-dialogo dal titolo “Il lupo, tra falsi miti e realtà”, incentrata sulla possibilità di convivenza tra l’uomo e l’iconico predatore che è tornato a colonizzare l’arco alpino. L’incontro, promosso da PAN (Pro Natura Animali), vedrà l’intervento di Roberto Piana (vice presidente PAN) e di Piero Belletti (Segretario Generale della Federazione Nazionale Pro Natura), con un’ introduzione del presidente dell’Ecomuseo Corrado Calvo.

“Scomparso dagli inizi del Novecento in gran parte d’Italia, il lupo è sopravvissuto in due piccole realtà del centro e del sud – hanno anticipato i relatori – negli anni ’70 del secolo scorso se ne contavano circa 100 suddivisi tra Abruzzo (Maiella e Gran Sasso) e Calabria (Sila), pari a meno del 4% della popolazione attuale. Nel 1971, un Decreto Ministeriale ne dichiarò la non nocività ed ebbe inizio il periodo della protezione. Con la Legge n. 968/1977, il lupo venne inserito tra le specie particolarmente protette e questa protezione venne confermata con la vigente Legge n. 157/1992”.

Favorita dallo spopolamento delle montagne e dal ritorno della fauna, negli anni, la specie ha ampliato l’areale risalendo prima l’Appennino e successivamente le Alpi, tornando a colonizzare l’arco alpino.
Il ritorno del lupo ha trovato due grandi oppositori: gli allevatori costretti a modificare le secolari abitudini di malgoverno degli animali e i cacciatori, che nel lupo vedono un pericoloso concorrente.

“E’ tuttora in atto una campagna di criminalizzazione della specie, costellata da false notizie che, in Europa, ha portato alla declassificazione del lupo da ‘particolarmente protetto’ a ‘protetto’, aprendo la strada, alla ‘gestione’, eufemismo che comunque ne prevede l’uccisione – hanno proseguito i relatori –  obiettivo palese della campagna anti lupo è quello di creare allarmismo nella popolazione diffondendo notizie spesso anche ingigantite o false, volte a segnalare la pericolosità della specie per gli esseri umani”.

Il lupo è davvero pericoloso per gli umani?  Come ha fatto a ricolonizzare gli ambienti dai quali era stato scacciato? E’ possibile la convivenza con questo predatore in cima alla catena alimentare?  Quali sono i comportamenti corretti che i cittadini devono conoscere per prevenire i conflitti con il lupo?

La conferenza è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Palazzo Volta – piazza Vallino – Cella Monte (AL)

Mara Martellotta

Autostrada A4, sassi lanciati sui veicoli in transito

Sull’Autostrada A4, nel tratto che attraversa il territorio di Novara, si è verificato un pericoloso episodio nella mattinata di ieri: alcuni mezzi pesanti in transito sono stati colpiti da un lancio di sassi.

Il fatto è avvenuto in direzione Milano, all’altezza del chilometro 85. In base alle prime ricostruzioni, il gesto ha provocato danni rilevanti a due autoarticolati: uno dei tir coinvolti ha riportato la rottura del parabrezza, mentre un secondo mezzo pesante ha subito seri danneggiamenti al vano motore.

Nonostante la gravità dell’accaduto, i conducenti non hanno riportato ferite. Sul luogo dell’episodio sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale di Novara Est, che hanno effettuato i rilievi necessari per chiarire la dinamica.

Dai primi accertamenti è emerso che i sassi non sarebbero stati lanciati da un cavalcavia, come inizialmente ipotizzato, ma da una posizione laterale esterna alla carreggiata. Le indagini sono in corso per individuare i responsabili

Arrestato giovane sorpreso con 5 chili di droga

La Polizia di Stato ha arrestato un ventenne italiano per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio; lo stesso è stato anche deferito in stato di libertà per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

In seguito ad una segnalazione, gli Agenti della 4^ Sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra Mobile di Torino hanno effettuato un’attività investigativa in zona Parella in merito alla presunta attività illecita di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

È in questo contesto che i poliziotti hanno proceduto alla perquisizione domiciliare di due appartamenti e un box auto nella disponibilità di un ventenne. Le stesse si sono concluse con il rinvenimento di molteplici sostanze stupefacenti: 3,270 kg di HASHISH; 1,3362 kg di MARIJUANA; 251,29 grammi di COCAINA, nonché tutto il necessario per il confezionamento delle dosi. Gli agenti hanno trovato e sequestrato una somma di denaro pari a €3020, ritenuta probabile provento dell’attività illecita. Per tale motivo, l’uomo è stato tratto in arresto per detenzione di sostanza stupefacente e condotto presso la casa Circondariale LO RUSSO E CUTUGNO.

Nell’ambito della perquisizione domiciliare, è stata anche rinvenuta un’arma corta con vivo di volata piombato modello 315 auto Calibro 8mmk-made in Italy con relativo caricatore privo di cartucce, per la quale il ventenne è stato denunciato in stato di libertà per possesso ingiustificato di oggetto atto ad offendere.

“Il Piccolo Vigile Urbano”: CPD a difesa dei parcheggi per persone con disabilità

Dopo l’esordio dell’iniziativa all’Istituto Baricco, anche alcuni alunni della scuola Fattori si sono trasformati, per un giorno, in piccoli vigili urbani — o “baby vigilantes” — per fare in modo che i parcheggi riservati alle persone con disabilità non siano occupati da chi non ne ha diritto.

 

Torino, 11/03/2026. Continua e si rafforza il percorso dell’iniziativa “Il Piccolo Vigile Urbano”, nata su impulso della CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà con l’obiettivo di contrastare il mancato rispetto delle regole relative ai parcheggi riservati alle persone con disabilità. Dopo il primo appuntamento, svoltosi lo scorso 9 febbraio all’Istituto Baricco, il progetto ha iniziato a diffondersi, coinvolgendo sempre più studenti, famiglie e comunità educanti.

Grazie all’attenzione suscitata tra media e istituzioni, l’iniziativa si è spostata in un’altra scuola torinese.

Infatti, questa mattina dalle ore 8.00 alle ore 8.30 ha fatto tappa alla scuola Fattori di via Onorato Castellino 10, portando con sé un messaggio chiaro di rispetto e responsabilità civica, rivolto non solo alla città di Torino, ma a tutte le città italiane.

Protagonisti dell’iniziativa sono stati proprio gli alunni della scuola primaria, in particolare Carlo e Greta di 9 anni, che sono scesi in strada davanti alla scuola per presidiare simbolicamente i parcheggi riservati e richiamare l’attenzione sul rispetto delle regole e dei diritti delle persone con disabilità.

Con cappello, paletta e fischietto, i piccoli “vigili urbani” hanno difeso questi spazi, lanciando un segnale forte a tutta la collettività. Al loro fianco si è schierato anche il Cipidillo, la celebre mascotte della CPD che ha coadiuvato i baby vigilantes nelle operazioni di sorveglianza, portando il suo messaggio di inclusione e di stimolo per le coscienze, diffuso anche sul canale IG dedicato @cipidilloo.

L’obiettivo del progetto è sensibilizzare cittadini e cittadine contro il diffuso malcostume di occupare i posti auto riservati alle persone con disabilità da parte di chi non ne ha diritto, promuovendo una cultura del rispetto che parta proprio dalle nuove generazioni.

L’iniziativa è stata accompagnata da un momento successivo di laboratorio e confronto in classe, durante i quali gli operatori della CPD hanno guidato gli studenti in una riflessione sui temi dell’inclusione, dell’educazione civica e dell’attenzione ai diritti di tutti.

“Il Piccolo Vigile Urbano” continuerà nei prossimi mesi a fare tappa in altre scuole torinesi, diventando itinerante a tutti gli effetti e coinvolgendo sempre più bambini e famiglie in un percorso di sensibilizzazione che parte dai più piccoli per costruire una città più accessibile e rispettosa di tutte le differenze.

Rosario Berardi, il maresciallo ucciso dalle BR, ricordato dalla Città

 

La Città ha reso omaggio ieri al maresciallo di Pubblica Sicurezza Rosario Berardi, ucciso dalle Brigate Rosse 48 anni fa, nella sede della Congregazione delle Suore Carmelitane di Santa Teresa di corso Farini, a due passi da Largo Berardi, luogo dell’uccisione del maresciallo. L’Assessore alla Sicurezza Marco Porcedda, insieme al Vice Presidente Vicario della Sala Rossa, Domenico Garcea, in rappresentanza della Città, hanno voluto sottolineare come la figura di Berardi sia patrimonio collettivo: “La memoria non è un gesto formale, ma un atto di responsabilità civile verso la nostra comunità. Ricordare uomini come Berarrdi significa riconoscere che la sicurezza e la libertà di cui godiamo ogni giorno sono frutto dell’impegno, e talvolta del sacrificio estremo, di chi ha scelto di servire lo Stato fino in fondo. Un ringraziamento va a tutti gli uomini che indossano un’uniforme e con impegno e abnegazione svolgono il proprio lavoro, pilastro, oggi, come in passato, della tutela della convivenza civile”.

All’interno della cappella dell’Istituto religioso è stata simbolicamente deposta una corona da parte dei rappresentanti delle Istituzioni, non potendosi la cerimonia svolgersi, come consuetudine, presso la targa a causa del forte maltempo.

Al termine della tradizionale cerimonia religiosa il figlio Giovanni Berardi, presidente dell’Asevit – Associazione Europea Vittime del Terrorismo, ha ripercorso la vita del padre, dalle origini al tragico epilogo, concludendo con l’appello a preservare la memoria storica e a condannare fermamente i recenti atti di vandalismo che, durante cortei antagonistici, hanno profanato il ricordo dei caduti con slogan violenti. Berardi ha ricordato anche tutte le vittime del terrorismo degli “anni di piombo”, presenti la vedova del brigadiere Giuseppe Ciotta, ucciso a Torino il 12 marzo 1977 da un commando di Prima Linea, e la sorella di Oreste Leonardi, capo scorta di Aldo Moro, ucciso durante l’agguato di via Fani nel corso del quale venne rapito il presidente della Democrazia Cristiana.

A ricordare il maresciallo Berardi anche il Questore di Torino, Massimo Gambino che ha concluso la cerimonia.

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Gronda Est, confronto tra Comuni

Il tavolo tecnico-politico sull’aggiornamento dello studio di fattibilità della Gronda Est si è riunito  nella sede della Città metropolitana di Torino. È stata portata all’attenzione degli amministratori locali interessati all’infrastruttura la comparazione e la valutazione tecnica dei pro e dei contro delle diverse ipotesi e alternative di tracciato che lo studio Meta, incaricato dalla Città metropolitana, ha preso in considerazione. A condurre l’incontro è stato il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha la delega ai lavori pubblici. Erano presenti l’Assessore regionale ai trasporti, infrastrutture, opere pubbliche e difesa del suolo Marco Gabusi e il Consigliere metropolitano delegato all’ambienteAlessandro Sicchiero, anche nella sua veste di Sindaco di Chieri. Gabusi e Sicchiero hanno sottolineato la validità dell’approccio partecipativo e del coinvolgimento degli amministratori locali nelle scelte progettuali.

“Le alternative di tracciato elaborate dai tecnici dello studio Meta hanno recepito le puntuali osservazioni presentate dai Comuni durante i lavori del tavolo tecnico-politico iniziati nel 2024. Il tema ancora oggetto di confronto sono le eventuali criticità e interferenze con la viabilità minore, ma, al momento, la priorità è arrivare ad una scelta il più possibile condivisa tra una delle 7 opzioni di percorso considerate. – spiega il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo – L’opzione prescelta guiderà la redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, che è il primo e indispensabile passo della progettazione dell’infrastruttura. Nella riunione odierna abbiamo preso atto della più volte ribadita posizione dell’amministrazione comunale di Montaldo Torinese, contraria ad interventi infrastrutturali sul proprio territorio e favorevole solo ad un limitato allargamento della sede stradale della Provinciale 122″.

Senza voler in alcun caso interferire con scelte che hanno un carattere politico, i tecnici di Meta hanno spiegato agli amministratori locali che a loro giudizio i tracciati delle opzioni A e A’ presentano il miglior rapporto tra benefici attesi e costi di realizzazione e manutenzionePer quanto riguarda la zona nord della Collina torinese lopzioni A e A’ prevedono il transito in Val PalleraPer la zona sud viene ipotizzato il riutilizzo del sedime stradale della Provinciale 122mentre per il nodo di Sant’Anna vi sono due sub-opzioni: la A prevede una galleria, la A’ un percorso di aggiramentoPer quanto riguarda la tangenziale di Chieri viene preso in considerazione un raddoppio con due carreggiate indipendenti. Per la tratta Chieri-autostrada A 21-Poirino si ipotizza il potenziamento della Variante di Pessione. I tecnici hanno spiegato che l‘opzione A1 prevede il minor ricorso possibile alla realizzazione di tunnel, infrastrutture che hanno un elevato costo di realizzazione e di manutenzione. Le macro-prestazioni complessive delle opzioni in termini di alleggerimento della pressione del traffico sulla viabilità attuale sono simili. Quello che cambia sono appunti i costi: lopzioni A e A’ comporterebbero un investimento stimato in 527 milioni di euro, mentre per l’opzione B la stima sale a 669 milioni, per la C ad 806 e per la D a 719. Per gli utenti provenienti o destinati alla zona collinare le opzioni A A1 consentono raccordi più immediati con la viabilità locale.

Traffico internazionale di droga, otto condanne a Torino

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Un vasto traffico internazionale di cocaina viaggiava dal Brasile verso i porti italiani e del Nord Europa nascosto su navi container. L’indagine, denominata operazione “Samba” e avviata dai carabinieri nel 2024, aveva portato a diversi arresti: cinque in Italia, tra persone ritenute vicine alla ’ndrangheta attiva in Piemonte, e altri diciotto in Brasile.

Al centro dell’inchiesta alcuni ex latitanti arrestati nel 2019 che dopo aver deciso di collaborare con la giustizia, hanno fornito agli investigatori informazioni determinanti per ricostruire la rete di narcotraffico e i canali utilizzati per l’importazione della droga dal Sud America verso l’Europa.

Per quell’indagine è arrivata ora la prima decisione del tribunale di Torino. Al termine del processo celebrato con rito abbreviato, i giudici hanno inflitto otto condanne con pene comprese tra gli otto e i diciotto anni di carcere. Uno degli imputati è stato assolto.

Le indagini avevano inoltre individuato a San Giusto Canavese il punto di riferimento dell’organizzazione, da cui venivano coordinati i traffici legati alle spedizioni di cocaina provenienti dai porti dello stato brasiliano del Paranà. Nel corso dell’inchiesta gli investigatori hanno ricostruito l’arrivo di oltre 1.600 chilogrammi di droga lungo la rotta tra Brasile e Italia, con un giro di denaro stimato in più di 6,5 milioni di dollari.

Fugge contromano in centro a Torino: arrestato dalla polizia

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino italiano di 21 anni per resistenza a Pubblico Ufficiale e per aver ignorato l’alt della Polizia dandosi alla fuga.

È mattina quando i poliziotti dell’UPGSP rintracciano, in una via del centro cittadino, un’autovettura che poco prima aveva rischiato di investire alcuni passanti e che poi si era data alla fuga.

Raggiunta l’auto gli operatori hanno intimato all’autista di arrestare la marcia, ma l’uomo aumentava improvvisamente la velocità dirigendosi verso via Po in e attraversando alcune vie del centro cittadino in contromano fino a quando gli agenti non sono riusciti ad arrestarne la corsa all’altezza di Piazza Carlo Emanuele II.

All’interno dell’auto sono stati rinvenuti un martello, due cacciaviti, un capsicum e una mazza da baseball.

Inoltre, il ventunenne veniva trovato in possesso anche di una modica quantità di sostanza stupefacente pronta per essere consumata, per la quale è stato sanzionato amministrativamente.

Un contrassegno unico ZTL per gli agenti di commercio

Gli agenti di commercio potranno richiedere il rilascio di un contrassegno unico per accedere alle Zone a traffico limitato presenti sul territorio regionale per svolgere la propria attività professionale. È quanto prevede la proposta di legge – primo firmatario Fabrizio Ricca (Lega) – “Istituzione del contrassegno unico per le Zone a traffico limitato per gli agenti di commercio”, approvata a maggioranza dall’Assemblea di Palazzo Lascaris con 27 voti favorevoli e 16 non partecipanti al voto.

Per l’attuazione della nuova legge è prevista una spesa di 150 mila euro nel 2026 e di 50 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.

La proposta di legge, il cui esame in Aula era iniziato lo scorso 3 marzo, consente agli agenti di commercio regolarmente iscritti presso le Camere di commercio di richiedere il contrassegno unico. Per agevolare i Comuni, la Regione istituirà un sistema applicativo online, “ZTL-Agenti”, per la registrazione delle targhe dei veicoli autorizzati.

Prima della votazione finale è stato inoltre approvato a maggioranza un ordine del giorno, presentato dallo stesso Ricca che impegna la Giunta regionale a introdurre la modalità online per i corsi di formazione.

In Piemonte e Valle d’Aosta gli agenti di commercio sono circa 16 mila e, secondo le rilevazioni disponibili, ogni giorno interagiscono con circa 45 mila imprese, gestendo la fornitura del 70 per cento dei beni e servizi venduti sul territorio.

Ufficio Stampa CRP

Fondi di sviluppo ai Comuni piemontesi

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Dopo l’approvazione della Giunta regionale i 24 accordi di programma, uno per ogni Area Territoriale Omogenea (ATO), che consentiranno la piena attuazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione sono pronti per essere sottoscritti con gli 805 Comuni beneficiari, che riceveranno complessivamente 105 milioni di euro.

Si comincerà mercoledì 11 febbraio a Ceva per le aree Terre di Langa, Valle Stura, Monregalese, Valle Tanaro e Cebano e Cherasco (Cuneo)  per le aree Roero, Pianura cuneese, Terre del Monviso, alla presenza del presidente della Regione Alberto Cirio e dell’assessore ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale, per poi proseguire con il seguente calendario:

venerdì 13 marzo a Piscina (TO) per le aree Pianura torinese, Valli Chisone e Germanasca, Valle di Susa;

mercoledì 18 marzo a Verbania per le aree Laghi e Ossola e ad Albano Vercellese per le aree Borghi delle Vie d’Acqua e Novarese;

mercoledì 1° aprile a Biella per le aree Biellese e Baraggia e a Montalenghe (TO) per l’area Orco e Soana e l’area Canavese;

mercoledì 8 aprile a Casale Monferrato (AL) per le aree Monferrato Heritage, Monferrato Casalese Terre di Po e Bacino del Tanaro

Da definire ad aprile la firma ad Acqui Terme (AL) per le aree Appennino Alessandrino, Alto Monferrato, Terre di Langa e Monferrato.

«Con queste risorse diamo risposte ai territori e finanziamo interventi strategici per le nostre comunità – dichiara il presidente Cirio – In questi anni abbiamo concentrato la nostra programmazione utilizzando le risorse disponibili, a partire dai fondi europei, per le necessità dei Comuni, con progetti su misura, costruiti insieme alle comunità locali, portando avanti un grande lavoro di trasformazione di un Piemonte che sta cambiando e che investe sul futuro».

«Il metodo con il quale in questa programmazione sono stati stanziati i Fondi di Sviluppo e Coesione – specifica l’assessore Vignale – ha consentito ai Comuni utilizzare le risorse per le priorità delle loro comunità con un’ampia gamma di possibilità. Dalla rigenerazione urbana alla salute e dall’istruzione al welfare. Ha visto le amministrazioni collaborare all’interno dell’Area con efficacia per creare strategie di sviluppo condivise e progetti di ampio respiro sovracomunale. Grazie ad un iter semplificato, infine, diverse opere sono state realizzate a poco più di un anno dall’inizio della programmazione, mentre gran parte dei progetti presentati e finanziati sono in corso d’opera o hanno già superato la fase di progettazione per essere cantierizzati. Uno strumento che per la sua semplicità, efficacia e coinvolgimento dal basso dei Comuni contiamo di replicare come buona pratica per l’utilizzo dei fondi di sviluppo».

I Fondi di Sviluppo e Coesione in pillole

Con 105 milioni (100 per i Comuni e 5 milioni come premialità per le strategie di area) sono stati finanziati in totale 841 progetti, di cui 53 con valenza sovra-comunale.

La suddivisione per argomenti comprende 603 progetti riguardanti la riqualificazione urbana (infrastrutture a supporto del turismo, ristrutturazione/creazione di edifici o spazi pubblici, manutenzione straordinaria di strade e piazze, creazione/riqualificazione di aree attrezzate), 60 i trasporti e la mobilità, 36 l’energia, 51 la cultura, 36 l’ambiente e le risorse naturali, 16 l’istruzione e la formazione, 36 welfare e salute, 3 la digitalizzazione e la competitività.

Le risorse sono state così ripartite: Alta Valle Tanaro e Cebano 2.386.000 euro, Alto Monferrato 5.700.000, Appennino Alessandrino 3.105.000, Bacino del Tanaro 4.765.000, Baraggia 2.940.000, Biellese 5.973.000, Borghi delle Vie d’Acqua 7.136.000, Canavese 8.887.000, Laghi 6.206.000, Monferrato, Casalese e Terre di Po 7.723.000, Monferrato Heritage Unesco 4.547.000, Monregalese 4.248.000, Novarese 4.977.000, Orco e Soana 4.099.000, Ossola 2.867.000, Pianura cuneese 3.698.000, Pianura torinese 3.991.000, Roero 2.822.000, Terre di Langa 2.783.000, Terre del Monviso 2.923.000, Terre di Langa e Monferrato 5.272.000, Val di Susa 2.650.000, Valle Stura 2.919.000, Valli Chisone e Germanasca 2.237.000 euro.

Per conoscere le strategie di sviluppo delle varie aree consultare https://www.regione.piemonte.it/web/comunicazione/aree-territoriali-omogenee