CRONACA- Pagina 4

Rosario Berardi, il maresciallo ucciso dalle BR, ricordato dalla Città

 

La Città ha reso omaggio ieri al maresciallo di Pubblica Sicurezza Rosario Berardi, ucciso dalle Brigate Rosse 48 anni fa, nella sede della Congregazione delle Suore Carmelitane di Santa Teresa di corso Farini, a due passi da Largo Berardi, luogo dell’uccisione del maresciallo. L’Assessore alla Sicurezza Marco Porcedda, insieme al Vice Presidente Vicario della Sala Rossa, Domenico Garcea, in rappresentanza della Città, hanno voluto sottolineare come la figura di Berardi sia patrimonio collettivo: “La memoria non è un gesto formale, ma un atto di responsabilità civile verso la nostra comunità. Ricordare uomini come Berarrdi significa riconoscere che la sicurezza e la libertà di cui godiamo ogni giorno sono frutto dell’impegno, e talvolta del sacrificio estremo, di chi ha scelto di servire lo Stato fino in fondo. Un ringraziamento va a tutti gli uomini che indossano un’uniforme e con impegno e abnegazione svolgono il proprio lavoro, pilastro, oggi, come in passato, della tutela della convivenza civile”.

All’interno della cappella dell’Istituto religioso è stata simbolicamente deposta una corona da parte dei rappresentanti delle Istituzioni, non potendosi la cerimonia svolgersi, come consuetudine, presso la targa a causa del forte maltempo.

Al termine della tradizionale cerimonia religiosa il figlio Giovanni Berardi, presidente dell’Asevit – Associazione Europea Vittime del Terrorismo, ha ripercorso la vita del padre, dalle origini al tragico epilogo, concludendo con l’appello a preservare la memoria storica e a condannare fermamente i recenti atti di vandalismo che, durante cortei antagonistici, hanno profanato il ricordo dei caduti con slogan violenti. Berardi ha ricordato anche tutte le vittime del terrorismo degli “anni di piombo”, presenti la vedova del brigadiere Giuseppe Ciotta, ucciso a Torino il 12 marzo 1977 da un commando di Prima Linea, e la sorella di Oreste Leonardi, capo scorta di Aldo Moro, ucciso durante l’agguato di via Fani nel corso del quale venne rapito il presidente della Democrazia Cristiana.

A ricordare il maresciallo Berardi anche il Questore di Torino, Massimo Gambino che ha concluso la cerimonia.

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Gronda Est, confronto tra Comuni

Il tavolo tecnico-politico sull’aggiornamento dello studio di fattibilità della Gronda Est si è riunito  nella sede della Città metropolitana di Torino. È stata portata all’attenzione degli amministratori locali interessati all’infrastruttura la comparazione e la valutazione tecnica dei pro e dei contro delle diverse ipotesi e alternative di tracciato che lo studio Meta, incaricato dalla Città metropolitana, ha preso in considerazione. A condurre l’incontro è stato il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha la delega ai lavori pubblici. Erano presenti l’Assessore regionale ai trasporti, infrastrutture, opere pubbliche e difesa del suolo Marco Gabusi e il Consigliere metropolitano delegato all’ambienteAlessandro Sicchiero, anche nella sua veste di Sindaco di Chieri. Gabusi e Sicchiero hanno sottolineato la validità dell’approccio partecipativo e del coinvolgimento degli amministratori locali nelle scelte progettuali.

“Le alternative di tracciato elaborate dai tecnici dello studio Meta hanno recepito le puntuali osservazioni presentate dai Comuni durante i lavori del tavolo tecnico-politico iniziati nel 2024. Il tema ancora oggetto di confronto sono le eventuali criticità e interferenze con la viabilità minore, ma, al momento, la priorità è arrivare ad una scelta il più possibile condivisa tra una delle 7 opzioni di percorso considerate. – spiega il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo – L’opzione prescelta guiderà la redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, che è il primo e indispensabile passo della progettazione dell’infrastruttura. Nella riunione odierna abbiamo preso atto della più volte ribadita posizione dell’amministrazione comunale di Montaldo Torinese, contraria ad interventi infrastrutturali sul proprio territorio e favorevole solo ad un limitato allargamento della sede stradale della Provinciale 122″.

Senza voler in alcun caso interferire con scelte che hanno un carattere politico, i tecnici di Meta hanno spiegato agli amministratori locali che a loro giudizio i tracciati delle opzioni A e A’ presentano il miglior rapporto tra benefici attesi e costi di realizzazione e manutenzionePer quanto riguarda la zona nord della Collina torinese lopzioni A e A’ prevedono il transito in Val PalleraPer la zona sud viene ipotizzato il riutilizzo del sedime stradale della Provinciale 122mentre per il nodo di Sant’Anna vi sono due sub-opzioni: la A prevede una galleria, la A’ un percorso di aggiramentoPer quanto riguarda la tangenziale di Chieri viene preso in considerazione un raddoppio con due carreggiate indipendenti. Per la tratta Chieri-autostrada A 21-Poirino si ipotizza il potenziamento della Variante di Pessione. I tecnici hanno spiegato che l‘opzione A1 prevede il minor ricorso possibile alla realizzazione di tunnel, infrastrutture che hanno un elevato costo di realizzazione e di manutenzione. Le macro-prestazioni complessive delle opzioni in termini di alleggerimento della pressione del traffico sulla viabilità attuale sono simili. Quello che cambia sono appunti i costi: lopzioni A e A’ comporterebbero un investimento stimato in 527 milioni di euro, mentre per l’opzione B la stima sale a 669 milioni, per la C ad 806 e per la D a 719. Per gli utenti provenienti o destinati alla zona collinare le opzioni A A1 consentono raccordi più immediati con la viabilità locale.

Traffico internazionale di droga, otto condanne a Torino

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Un vasto traffico internazionale di cocaina viaggiava dal Brasile verso i porti italiani e del Nord Europa nascosto su navi container. L’indagine, denominata operazione “Samba” e avviata dai carabinieri nel 2024, aveva portato a diversi arresti: cinque in Italia, tra persone ritenute vicine alla ’ndrangheta attiva in Piemonte, e altri diciotto in Brasile.

Al centro dell’inchiesta alcuni ex latitanti arrestati nel 2019 che dopo aver deciso di collaborare con la giustizia, hanno fornito agli investigatori informazioni determinanti per ricostruire la rete di narcotraffico e i canali utilizzati per l’importazione della droga dal Sud America verso l’Europa.

Per quell’indagine è arrivata ora la prima decisione del tribunale di Torino. Al termine del processo celebrato con rito abbreviato, i giudici hanno inflitto otto condanne con pene comprese tra gli otto e i diciotto anni di carcere. Uno degli imputati è stato assolto.

Le indagini avevano inoltre individuato a San Giusto Canavese il punto di riferimento dell’organizzazione, da cui venivano coordinati i traffici legati alle spedizioni di cocaina provenienti dai porti dello stato brasiliano del Paranà. Nel corso dell’inchiesta gli investigatori hanno ricostruito l’arrivo di oltre 1.600 chilogrammi di droga lungo la rotta tra Brasile e Italia, con un giro di denaro stimato in più di 6,5 milioni di dollari.

Fugge contromano in centro a Torino: arrestato dalla polizia

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino italiano di 21 anni per resistenza a Pubblico Ufficiale e per aver ignorato l’alt della Polizia dandosi alla fuga.

È mattina quando i poliziotti dell’UPGSP rintracciano, in una via del centro cittadino, un’autovettura che poco prima aveva rischiato di investire alcuni passanti e che poi si era data alla fuga.

Raggiunta l’auto gli operatori hanno intimato all’autista di arrestare la marcia, ma l’uomo aumentava improvvisamente la velocità dirigendosi verso via Po in e attraversando alcune vie del centro cittadino in contromano fino a quando gli agenti non sono riusciti ad arrestarne la corsa all’altezza di Piazza Carlo Emanuele II.

All’interno dell’auto sono stati rinvenuti un martello, due cacciaviti, un capsicum e una mazza da baseball.

Inoltre, il ventunenne veniva trovato in possesso anche di una modica quantità di sostanza stupefacente pronta per essere consumata, per la quale è stato sanzionato amministrativamente.

Un contrassegno unico ZTL per gli agenti di commercio

Gli agenti di commercio potranno richiedere il rilascio di un contrassegno unico per accedere alle Zone a traffico limitato presenti sul territorio regionale per svolgere la propria attività professionale. È quanto prevede la proposta di legge – primo firmatario Fabrizio Ricca (Lega) – “Istituzione del contrassegno unico per le Zone a traffico limitato per gli agenti di commercio”, approvata a maggioranza dall’Assemblea di Palazzo Lascaris con 27 voti favorevoli e 16 non partecipanti al voto.

Per l’attuazione della nuova legge è prevista una spesa di 150 mila euro nel 2026 e di 50 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.

La proposta di legge, il cui esame in Aula era iniziato lo scorso 3 marzo, consente agli agenti di commercio regolarmente iscritti presso le Camere di commercio di richiedere il contrassegno unico. Per agevolare i Comuni, la Regione istituirà un sistema applicativo online, “ZTL-Agenti”, per la registrazione delle targhe dei veicoli autorizzati.

Prima della votazione finale è stato inoltre approvato a maggioranza un ordine del giorno, presentato dallo stesso Ricca che impegna la Giunta regionale a introdurre la modalità online per i corsi di formazione.

In Piemonte e Valle d’Aosta gli agenti di commercio sono circa 16 mila e, secondo le rilevazioni disponibili, ogni giorno interagiscono con circa 45 mila imprese, gestendo la fornitura del 70 per cento dei beni e servizi venduti sul territorio.

Ufficio Stampa CRP

Fondi di sviluppo ai Comuni piemontesi

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Dopo l’approvazione della Giunta regionale i 24 accordi di programma, uno per ogni Area Territoriale Omogenea (ATO), che consentiranno la piena attuazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione sono pronti per essere sottoscritti con gli 805 Comuni beneficiari, che riceveranno complessivamente 105 milioni di euro.

Si comincerà mercoledì 11 febbraio a Ceva per le aree Terre di Langa, Valle Stura, Monregalese, Valle Tanaro e Cebano e Cherasco (Cuneo)  per le aree Roero, Pianura cuneese, Terre del Monviso, alla presenza del presidente della Regione Alberto Cirio e dell’assessore ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale, per poi proseguire con il seguente calendario:

venerdì 13 marzo a Piscina (TO) per le aree Pianura torinese, Valli Chisone e Germanasca, Valle di Susa;

mercoledì 18 marzo a Verbania per le aree Laghi e Ossola e ad Albano Vercellese per le aree Borghi delle Vie d’Acqua e Novarese;

mercoledì 1° aprile a Biella per le aree Biellese e Baraggia e a Montalenghe (TO) per l’area Orco e Soana e l’area Canavese;

mercoledì 8 aprile a Casale Monferrato (AL) per le aree Monferrato Heritage, Monferrato Casalese Terre di Po e Bacino del Tanaro

Da definire ad aprile la firma ad Acqui Terme (AL) per le aree Appennino Alessandrino, Alto Monferrato, Terre di Langa e Monferrato.

«Con queste risorse diamo risposte ai territori e finanziamo interventi strategici per le nostre comunità – dichiara il presidente Cirio – In questi anni abbiamo concentrato la nostra programmazione utilizzando le risorse disponibili, a partire dai fondi europei, per le necessità dei Comuni, con progetti su misura, costruiti insieme alle comunità locali, portando avanti un grande lavoro di trasformazione di un Piemonte che sta cambiando e che investe sul futuro».

«Il metodo con il quale in questa programmazione sono stati stanziati i Fondi di Sviluppo e Coesione – specifica l’assessore Vignale – ha consentito ai Comuni utilizzare le risorse per le priorità delle loro comunità con un’ampia gamma di possibilità. Dalla rigenerazione urbana alla salute e dall’istruzione al welfare. Ha visto le amministrazioni collaborare all’interno dell’Area con efficacia per creare strategie di sviluppo condivise e progetti di ampio respiro sovracomunale. Grazie ad un iter semplificato, infine, diverse opere sono state realizzate a poco più di un anno dall’inizio della programmazione, mentre gran parte dei progetti presentati e finanziati sono in corso d’opera o hanno già superato la fase di progettazione per essere cantierizzati. Uno strumento che per la sua semplicità, efficacia e coinvolgimento dal basso dei Comuni contiamo di replicare come buona pratica per l’utilizzo dei fondi di sviluppo».

I Fondi di Sviluppo e Coesione in pillole

Con 105 milioni (100 per i Comuni e 5 milioni come premialità per le strategie di area) sono stati finanziati in totale 841 progetti, di cui 53 con valenza sovra-comunale.

La suddivisione per argomenti comprende 603 progetti riguardanti la riqualificazione urbana (infrastrutture a supporto del turismo, ristrutturazione/creazione di edifici o spazi pubblici, manutenzione straordinaria di strade e piazze, creazione/riqualificazione di aree attrezzate), 60 i trasporti e la mobilità, 36 l’energia, 51 la cultura, 36 l’ambiente e le risorse naturali, 16 l’istruzione e la formazione, 36 welfare e salute, 3 la digitalizzazione e la competitività.

Le risorse sono state così ripartite: Alta Valle Tanaro e Cebano 2.386.000 euro, Alto Monferrato 5.700.000, Appennino Alessandrino 3.105.000, Bacino del Tanaro 4.765.000, Baraggia 2.940.000, Biellese 5.973.000, Borghi delle Vie d’Acqua 7.136.000, Canavese 8.887.000, Laghi 6.206.000, Monferrato, Casalese e Terre di Po 7.723.000, Monferrato Heritage Unesco 4.547.000, Monregalese 4.248.000, Novarese 4.977.000, Orco e Soana 4.099.000, Ossola 2.867.000, Pianura cuneese 3.698.000, Pianura torinese 3.991.000, Roero 2.822.000, Terre di Langa 2.783.000, Terre del Monviso 2.923.000, Terre di Langa e Monferrato 5.272.000, Val di Susa 2.650.000, Valle Stura 2.919.000, Valli Chisone e Germanasca 2.237.000 euro.

Per conoscere le strategie di sviluppo delle varie aree consultare https://www.regione.piemonte.it/web/comunicazione/aree-territoriali-omogenee

Koelliker, incontro sui disturbi alimentari

 Giovedì 19 marzo  ore 18,  Ospedale Koelliker  Corso Galileo Ferraris, 247-255| 

L’Ospedale Koelliker dedica il prossimo “Giovedì della Prevenzione” al tema dell’alimentazione e dei disturbi della nutrizione, promuovendo un incontro pubblico in programma giovedì 19 marzo, con l’obiettivo di offrire alla cittadinanza informazioni chiare, scientificamente fondate e strumenti concreti di orientamento su una problematica di salute pubblica sempre più rilevante. L’appuntamento si inserisce simbolicamente nel mese della Giornata nazionale contro i disturbi alimentari, che si celebra ogni anno il 15 marzo (nota anche come Giornata del Fiocchetto Lilla), momento di sensibilizzazione volto a richiamare l’attenzione su patologie complesse che colpiscono un numero crescente di persone, in particolare adolescenti e giovani adulti. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stima che oltre 3 milioni di persone convivano con un Disturbo della Nutrizione e dell’Alimentazione, tra anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder), con un’incidenza significativamente maggiore nella popolazione femminile ma con un aumento costante dei casi anche tra i ragazzi. Negli ultimi anni, inoltre, si osserva un abbassamento dell’età di esordio, con segnali clinici sempre più precoci. I disturbi alimentari non rappresentano semplicemente difficoltà legate al cibo o al peso, ma vere e proprie patologie multifattoriali che intrecciano aspetti biologici, psicologici e sociali e che possono comportare gravi conseguenze fisiche e psichiche se non riconosciute tempestivamente. Per questo l’incontro vedrà il coinvolgimento di un’équipe multidisciplinare composta da dietologa, psicologa, psichiatra, endocrinologa e dietisti, che affronteranno il tema dal punto di vista clinico, psicologico e terapeutico, ponendo l’accento sull’importanza della prevenzione, dell’intercettazione precoce dei segnali di rischio e della presa in carico integrata. Attraverso questo appuntamento, il Koelliker conferma il proprio impegno nella promozione della cultura della prevenzione e nella diffusione di una corretta informazione, invitando pazienti, famiglie e cittadini a partecipare per approfondire un tema che riguarda da vicino la salute individuale e collettiva.

Prossimi eventi 

Calendario • 16 aprile – Asma nei bambini • 21 maggio – I pericoli del fumo e della sigaretta elettronica • 11 giugno – I pericoli dei social network

Ospedale Koelliker Corso Galileo Ferraris, 247-255 | Torino Per informazioni e prenotazioni: www.osp-koelliker.it eventi@osp-koelliker.it

EDP, energia solare distribuita in 15 stabilimenti di Decathlon  

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Il progetto fa parte di un accordo multi-geografico tra le due aziende. In base a questo contratto, EDP ha installato fino a 12 MWp di energia solare negli impianti Decathlon in Germania, Portogallo, Spagna, Italia, Belgio e Francia.
 EDP, ​​ tramite EDP Energia Italia, leader europeo nella generazione solare distribuita, ha completato con successo l’installazione e avviato la gestione di impianti solari decentralizzati presso 15 stabilimenti di Decathlon in Italia.
Nello specifico, EDP ha installato 2,4 MWp di capacità solare nei siti Decathlon di Como, VercelliNovaraVoghera (PV), Moncalieri (TO), Grugliasco (TO), Reggio EmiliaCurtatone (MN), Bassano del Grappa (VI), Livorno, Perugia, Tor Vergata (Roma), Casoria (NA), Corigliano (CS) Catania.
Insieme, questi impianti fotovoltaici genereranno circa 3 GWh di elettricità pulita all’anno, sufficienti ad alimentare le principali attività quotidiane delle strutture Decathlon coinvolte. Producendo energia in loco, questi sistemi riducono la dipendenza dalla rete, migliorano l’autonomia energetica operativa e contribuiscono a una maggiore efficienza dei costi, grazie a un approvvigionamento energetico competitivo, sostenendo un modello energetico più sostenibile per le attività dell’azienda.
Per EDP, la firma di un contratto con un cliente di grandi dimensioni come Decathlon in sei Paesi europei rappresenta una chiara dimostrazione delle nostre capacità e della forza dei nostri team nel realizzare progetti di alta qualità a supporto della transizione energetica in tutti i mercati in cui operiamo. Gli impianti solari sui tetti delle strutture Decathlon in Italia offrono vantaggi tangibili, riducendo l’esposizione alla volatilità del mercato elettrico e ottimizzando i costi operativi a lungo termine. In Italia, dove la domanda di energia commerciale è elevata e in alcune regioni persistono vincoli di rete, la generazione distribuita è una soluzione chiave per promuovere un modello energetico più efficiente e flessibile.” – sottolinea António Ricciardi, head of Client Solutions business in Europe di EDP.
Questo progetto fa parte di un accordo multi-geografico firmato nel 2023 tra EDP e Decathlon, brand sportivo multispecialistico globale. Grazie a questa partnership, EDP installerà fino a 12 MWp di capacità fotovoltaica su tetto presso le strutture Decathlon in Germania, Portogallo, Spagna, Italia, Belgio e Francia. La capacità di implementare una strategia solare unificata in diversi paesi con lo stesso partner evidenzia l’affidabilità e la solidità di EDP come partner energetico a lungo termine per aziende internazionali che operano in diversi mercati. Questo approccio semplificato consente inoltre a Decathlon di accelerare il progresso verso i propri obiettivi di sostenibilità.
EDP è presente in Italia dal 2010, inizialmente attraverso EDP Renewables, con lo sviluppo di progetti eolici e fotovoltaici su larga scala. Dal 2019 il Gruppo ha ampliato la propria presenza nel Paese con EDP Energia Italia, dedicata al solare distribuito per aziende e industria.
Attualmente, EDP Energia Italia ha raggiunto oltre 150 MWp di capacità installata attraverso quasi 1.400 installazioni corporate, inclusi impianti fotovoltaici on-site integrati con sistemi di storage, creando un ambiente ottimale per la gestione dell’energia e riducendo la dipendenza dalla rete elettrica.

Sorpreso dai carabinieri con pettorine e berretti delle forze dell’ordine

Una segnalazione al 112 da parte del proprietario di una villetta a Volpiano ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri per un presunto tentativo di furto in abitazione.

Giunti sul posto, i militari hanno notato un’auto di grossa cilindrata parcheggiata nelle vicinanze della casa. Alla vista della pattuglia, il veicolo è ripartito improvvisamente a forte velocità, dando il via a un inseguimento che ha coinvolto le stazioni dei carabinieri di Volpiano e Settimo Torinese.

Dopo alcuni chilometri i militari sono riusciti a bloccare l’auto in fuga. Due degli occupanti sono però riusciti a scappare a piedi, mentre il terzo, un 52enne originario dell’Astigiano con numerosi precedenti, è stato fermato e sottoposto a perquisizione personale e del veicolo.

All’interno dell’auto i carabinieri hanno trovato un vero e proprio “kit del truffatore”: parrucche, pettorine e berretti con simboli della Polizia Locale, ricetrasmittenti con auricolari e numeri e lettere magnetiche utilizzate per comporre targhe clonate. Il veicolo era inoltre equipaggiato con sirene e dispositivi luminosi simili a quelli delle forze dell’ordine.

Dai successivi accertamenti è emerso anche che sull’auto erano state applicate targhe false, probabilmente utilizzate per commettere reati.

L’uomo è stato arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, tentato furto in abitazione e possesso di segni distintivi contraffatti. Le indagini, coordinate dalla Procura di Ivrea, proseguono ora per rintracciare i due complici riusciti a fuggire

Molinette e Cto, tre nuovi reparti di terapia intensiva e sub-intensiva  

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A sei mesi dal suo insediamento, avvenuto il 1° settembre dello scorso anno, il Direttore generale Livio Tranchida raggiunge uno dei primi obiettivi del suo mandato con l’apertura di tre nuovi reparti: due terapie intensive negli ospedali Molinette e Cto e una terapia semi-intensiva presso l’ospedale di corso Bramante. Tutte le strutture sono state realizzate grazie ai fondi Arcuri. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti Andrea Tronzano, Livio Tranchida e Paola Cassoni.

La prima terapia intensiva è stata realizzata al primo piano del Padiglione Marrone – Neuroscienze dell’ospedale Molinette. Il reparto dispone di 14 posti letto ed è destinato alla Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione 2, attualmente diretta ad interim dalla dottoressa Chiara Melchiorri. L’attività principale sarà dedicata all’assistenza post-chirurgica complessa, in particolare per la chirurgia oncologica programmata e in emergenza-urgenza, compresi i trapianti di fegato e di rene. Il reparto è composto da quattro camere da tre posti letto e due camere singole.

Sempre alle Molinette, al secondo piano del padiglione, è stato inaugurato il nuovo reparto di terapia sub-intensiva con 24 posti letto, destinato all’attività di ricovero delle strutture di Neurologia riunite, compresa la Stroke Unit. Le strutture sono dirette dai professori Adriano Chiò e Leonardo Lopiano, dal dottor Paolo Cerrato e dalla dottoressa Sabrina Leombruni, sotto il coordinamento del direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute mentale, professor Diego Garbossa. Il reparto è composto da 11 camere doppie e 3 camere singole. Il costo complessivo dei due reparti delle Molinette supera i 7 milioni di euro, comprensivi di lavori, apparecchiature e IVA, finanziati con fondi Arcuri.

Il terzo intervento riguarda invece l’intero terzo piano dell’ospedale Cto di Torino, dove è stata realizzata una nuova terapia intensiva con 12 posti letto, diretta dal dottor Maurizio Berardino. Il reparto comprende due camere da quattro posti letto, due camere singole e una camera da due posti letto. A queste si aggiungono otto posti letto di sub-intensiva Covid collocati in Pronto soccorso per la gestione dei pazienti in emergenza-urgenza. L’investimento complessivo è stato di circa 3 milioni e 900 mila euro, comprensivi di lavori, apparecchiature e IVA, anche in questo caso finanziati con fondi Arcuri.

«L’inaugurazione di questi nuovi reparti rappresenta un passo concreto nel rafforzamento della sanità piemontese e nella capacità di risposta delle nostre strutture ospedaliere, soprattutto in ambiti delicati come la terapia intensiva e sub-intensiva. Grazie agli investimenti realizzati negli ultimi anni, il Piemonte ha già completato oltre 450 posti letto tra terapia intensiva e semi-intensiva ed entro giugno saranno ultimati gli ultimi 150. Si tratta di interventi importanti, avviati dopo l’emergenza Covid, che migliorano la qualità dell’assistenza e le condizioni di lavoro dei professionisti sanitari, a beneficio dei pazienti. Ringraziamo il Direttore generale Livio Tranchida e tutti i professionisti della Città della Salute per il lavoro svolto, che ha permesso di portare a termine numerosi cantieri e restituire alla comunità reparti moderni e pienamente operativi. Continueremo a investire con determinazione per rendere la sanità piemontese sempre più forte, efficiente e vicina ai bisogni dei cittadini», sottolineano il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano, presente all’inaugurazione.

«Al mio arrivo ho trovato numerosi cantieri aperti: quasi trenta sono stati conclusi e altri sono stati avviati. La nostra credibilità passa anche dalla capacità di rispettare i tempi di realizzazione degli interventi. Le inaugurazioni di oggi rappresentano il primo passo di questo percorso. Nel prossimo mese di aprile è inoltre prevista l’apertura del cantiere per il nuovo Pronto soccorso dell’ospedale Molinette, con l’avvio della cosiddetta Fase 0, che prevede lo spostamento dell’angiografo», ha dichiarato Livio Tranchida, Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino.