Francesco Ferrara, considerato il “ras” di Cioccolatò e dei Mercatini di Natale, è stato condannato oggi a Torino a 7 anni e 6 mesi. Confermata in primo grado l’aggravante del metodo mafioso, già riconosciuta nel processo con rito abbreviato che vedeva imputati alcuni componenti della sua banda. Secondo l’accusa, il gruppo interveniva presso i creditori di Ferrara ricorrendo a minacce e, in alcuni casi, addirittura a sequestri. Sono quattro le condanne, tre delle quali con aggravante mafiosa, per reati quali sequestro di persona, lesioni, minacce e tentata estorsione, oltre a un’assoluzione.
Bimba nasce in casa a Torino: sta bene
La neonata è in buone condizioni ed è stata trasferita all’ospedale Martini.
Il parto è avvenuto nella notte all’interno di un’abitazione di corso Toscana, dove l’intervento coordinato della Centrale operativa del 118 e dell’équipe sanitaria si è rivelato decisivo.
Intorno alle 3.50 il marito di una donna di 41 anni ha contattato i soccorsi dopo la rottura delle acque. L’operatore sanitario è rimasto al telefono per guidare i presenti nelle prime fasi, mentre un’ambulanza veniva subito inviata sul posto.
L’evoluzione è stata rapidissima: la donna, già madre di tre figli, è entrata in travaglio nel giro di pochi minuti. All’arrivo dei soccorritori, la nascita era ormai imminente e non è stato possibile organizzare il trasferimento in ospedale.
I sanitari del 118 hanno quindi assistito al parto direttamente in casa, concludendolo senza complicazioni.
Rapinato da quattro ragazzi mentre rientrava a casa, anziano derubato del portafoglio e dei soldi al bancomat: arrestati. È successo nel primo pomeriggio di qualche settimana fa, a ridosso del quartiere Lanzo, lungo corso Toscana. Un 84enne, intento a rientrare a casa con il suo bastone, è stato avvicinato da quattro ventenni, una donna e tre uomini, che gli si sono fermati accanto a bordo di un’auto.
Il gruppo gli ha rivolto un pretesto per avvicinarsi, è passato dal dialogo alla pressione e, quando l’anziano ha cercato di resistere, lo ha strattonato con forza strappandogli il borsello. Una volta in possesso del portafoglio, i quattro sono ripartiti in auto e hanno subito iniziato a prelevare al bancomat usando la carta della vittima.
Dopo l’allarme al 112, le pattuglie del Nucleo Radiomobile di Torino sono scattate in azione, incrociando le indicazioni sul veicolo con il tracciato dei movimenti al bancomat. In poco tempo i militari hanno individuato i quattro in un’area urbana vicina, li hanno bloccati in flagranza per rapina in concorso e uso indebito di carta di pagamento e li hanno portati nel carcere Lorusso e Cutugno.
Il portafoglio e i 440 euro appena prelevati sono stati restituiti all’anziano, mentre l’auto usata per il colpo è stata sequestrata insieme a circa 1.800 euro ritenuti provento di reati simili.
VI.G
(World Maternal Mental Health Day), presso l’ospedale Sant’Anna di Torino
L’importanza del benessere psicologico delle madri
Il 6 maggio 2026 si celebra la “Giornata mondiale della salute mentale materna”, come ogni anno il primo mercoledì di maggio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di preservare il benessere psicologico in gravidanza e post-partum e promuovere la prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi psichici perinatali. Istituita nel 2016, mira a rompere lo stigma, promuovere cure adeguate e supportare le madri che soffrono di disturbi perinatali.
L’ospedale Sant’Anna di Torino intende celebrare questa giornata con un importante Convegno. Mercoledì 6 maggio 2026 dalle ore 8,30 alle ore 16,30, presso l’Aula Dellepiane dell’ospedale Sant’Anna (via Ventimiglia 1), si terrà l’evento “Salute mentale materna e benessere delle famiglie e della società”, preceduti dai saluti istituzionali di Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).
Diventare genitori è un profondo processo di trasformazione, una strada costellata da desideri, aspettative, timori, investimenti emotivi sia individuali che familiari. I mesi della gestazione fino al parto possono essere accompagnati da stress e tensione emotiva. Spesso si crede allo stereotipo che vede la gravidanza e il puerperio come un periodo idilliaco e sereno, ma non è sempre così. Secondo l’OMS nel mondo, circa 1 donna su 5 sperimenta depressione o ansia durante la gravidanza o, più spesso, nell’anno successivo al parto e circa il 20% di queste donne arriva ad avere pensieri suicidi o a compiere atti di autolesionismo. Ignorare la salute mentale non solo mette a rischio la salute e il benessere generale delle donne, ma ha anche un impatto sullo sviluppo fisico ed emotivo dei famigliari. Questa giornata intende porre attenzione sulla salute emotiva delle madri, spesso trascurata, anche a causa di limiti e tabù. Sappiamo che la salute mentale materna non riguarda solo la madre, ma ha un impatto profondo sull’intera famiglia e sul neonato. Aiutare una madre vuole dire appunto aiutare una famiglia e lo sviluppo emotivo, cognitivo e relazionale del bambino.
Durante la gravidanza si vivono momenti di forte cambiamento che potrebbero anche avere zone d’ombra. Le trasformazioni che intervengono in questo periodo sono accompagnate da una mobilitazione psichica molto impegnativa che coinvolge sia l’aspetto fisico e fisiologico, sia quello psicodinamico e relazionale. In base al proprio vissuto in questo periodo possono emergere emozioni positive come gioia e speranza o emozioni negative con ansia e tristezza. Nonostante la depressione sia una delle più comuni complicanze della gravidanza, accentuata ancora di più negli ultimi anni a causa della pandemia, ci sono ancora tanti tabù e le donne, provando vergogna, evitano di esprimere il loro disagio. Donne di ogni cultura, età, reddito ed etnia possono sviluppare disturbi dell’umore nel periodo perinatale. I sintomi possono comparire in qualsiasi momento durante la gravidanza ed i primi 12 mesi dopo il parto.
Intercettare precocemente i segnali di questo malessere non è facile, anche perché le donne scontano ancora un forte condizionamento culturale. La mancanza di conoscenze sulla depressione post partum e l’accettazione acritica di alcuni miti sulla maternità possono essere un ostacolo significativo tanto da rendere talune mamme, e chi le circonda, incapaci di riconoscere i segnali e i sintomi che caratterizzano questa condizione. Le aspettative, spesso idealizzate, si scontrano inevitabilmente con l’impegno concreto legato alle continue richieste di cura provenienti dal nuovo nato, con i necessari cambiamenti delle abitudini coniugali e con la significativa riduzione dei rapporti sociali.
Per tutte queste ragioni molte donne sono riluttanti a cercare un aiuto professionale per paura di essere considerate persone deboli e fragili o ingratamente insoddisfatte. Malgrado alcuni aspetti comuni, il comportamento delle madri depresse appare molto eterogeneo: è indispensabile dunque tener conto dell’estrema complessità della sintomatologia depressiva, considerando tutte le variabili di rischio o di protezione, in grado di aggravarne o mitigarne il quadro. I partner possono rappresentare un fattore protettivo determinante se sono disponibili a livello emotivo, propositivi e altamente supportivi, mentre al contrario è stata rilevata una significativa correlazione tra assenza del sostegno da parte dei partner e grado di depressione. È fondamentale dunque parlarne per poter creare o ritornare con nuovi modelli ad una cultura del supporto materno, riconoscere i segnali di rischio ed approntare interventi precoci che puntino a sostenere le «buone» capacità materne. L’ospedale Sant’Anna di Torino intende celebrare questa giornata con un importante Convegno che tratta ed abbraccia tutti questi temi in un’ottica multidisciplinare e preventiva. Sarà inoltre l’occasione per presentare un nuovo strumento a sostegno della genitorialità: il libretto “Nascere piccoli piccoli. Il nostro viaggio in Terapia intensiva Neonatale”, scritto da due psicologhe borsiste del Sant’Anna e la ricerca “Sapere per”, in collaborazione con l’Università, che indaga la conoscenza delle donne in gravidanza sul significato e l’appropriatezza dei vari test di screening prenatali cui si sottopongono ed il bisogno di lavorare sulla cura della comunicazione medico – paziente.
E’ necessario sollecitare le istituzioni affinché in un’ottica di promozione della salute intensifichino le misure di supporto tempestivo ed efficace per le donne e le loro famiglie, ed aumenti la consapevolezza sulla salute femminile attraverso un dibattito collettivo.
E’ importante che la vasta comunità educante veda la gravidanza e la maternità non solo come una felice realizzazione della donna ma come una scelta responsabile e complessa che coinvolge la storia familiare di ogni donna, il rapporto con la propria madre e al contempo la vastità delle sue relazioni e l’intreccio emotivo dei suoi vissuti.
Riconoscere la fatica e la complessità del “nascere madre” significa accogliere e rimanere sensibili al grido di sofferenza spesso silenzioso di molte donne e alla loro necessità di aiuto.
La conferenza è organizzata da ISI Foundation in collaborazione con la Società Italiana di Scienze Sociali Computazionali. L’incontro accoglierà esperti di diverse discipline, dalla sociologia alle scienze politiche, dalla psicologia all’economia, dalle scienze cognitive all’informatica, fino alle scienze naturali e applicate, con l’obiettivo di esplorare l’intersezione tra fenomeni sociali e metodi computazionali.
I relatori invitati includono la Prof.ssa Roberta Sinatra, del Center for Social Data Science dell’Università di Copenhagen; il Prof. Alessandro Flammini, della School of Informatics, Computing, and Engineering dell’Indiana University; il Prof. Geoff Boeing, del Dipartimento di Urban Planning and Spatial Analysis della University of Southern California; la Prof.ssa Milena Tsvetkova, del Department of Methodology della London School of Economics and Political Science; il Prof. Taha Yasseri, del Centre for Sociology of Humans and Machines del Trinity College di Dublino.
Il comitato di programma della conferenza include accademici provenienti dai principali atenei nazionali attivi in questo ambito, tra i quali l’Università di Trento, l’Università di Torino, il Politecnico di Torino, la Fondazione Bruno Kessler, il CNR e l’Università di Milano.
Durante l’evento, sostenuto anche da Fondazione CRT, verranno discusse sfide aperte e nuovi metodi per comprendere e prevedere i fenomeni sociali grazie all’integrazione di metodi quantitativi, modelli computazionali e grandi quantità di dati, inclusa la nuova complessità emergente dall’interazione tra esseri umani e agenti di intelligenza artificiale.
“Confrontarsi sulle scienze sociali computazionali significa oggi contribuire ad affrontare, dal punto di vista scientifico, le grandi sfide contemporanee, dall’inclusione digitale al futuro della vita urbana, passando per la previsione di emergenze socio-sanitarie, climatiche, demografiche o energetiche. Come ISI Foundation siamo felici di poter ospitare i migliori studiosi di questo campo riuniti alle OGR di Torino per la Conferenza CS2 Italy. Tre giorni di lavori che promettono discussioni approfondite, presentazioni di ricerche innovative e opportunità di networking grazie alla presenza di relatori di altissimo profilo scientifico“, ha dichiarato Alessandro Vespignani, Presidente di ISI Foundation e Professore alla Northeastern University.
Tiroide, al Koelliker nasce un percorso integrato
DIAGNOSI RAPIDE E TEAM MULTIDISCIPLINARE
Nel mese di maggio, quando a livello globale si accende l’attenzione sulla salute della tiroide e si celebra la Giornata Mondiale della Tiroide del 25 maggio, l’Ospedale Koelliker di Torino annuncia la nascita del nuovo Percorso Tiroide, un programma strutturato dedicato alla diagnosi e alla cura delle patologie tiroidee, accessibile sia in regime SSN sia privato. Le malattie della tiroide sono tra le più diffuse patologie endocrine: in Italia si stima che circa una persona su dieci presenti un disturbo tiroideo, spesso non ancora diagnosticato. Un dato che rende centrale la promozione della prevenzione e l’accesso a percorsi clinici organizzati, in un periodo dell’anno in cui istituzioni sanitarie e comunità scientifica internazionale richiamano l’attenzione su queste condizioni. In questo contesto prende forma il nuovo Percorso Tiroide del Koelliker: un modello pensato per garantire una presa in carico completa e coordinata, riducendo frammentazione e tempi di attesa e assicurando continuità lungo tutte le fasi della gestione clinica. Il percorso si fonda su un approccio multidisciplinare integrato, che coinvolge endocrinologi, radiologi con competenze in diagnostica ecografica avanzata del collo, chirurghi endocrini, medici nucleari, anatomopatologi e specialisti di laboratorio. L’integrazione delle diverse competenze consente una valutazione clinico-diagnostica completa, la stratificazione del rischio e la definizione condivisa di percorsi terapeutici personalizzati secondo linee guida internazionali. Il Percorso Tiroide integra tutte le principali fasi assistenziali: • prevenzione e diagnosi precoce • valutazione endocrinologica specialistica • diagnostica avanzata e approfondimenti citologici • trattamento medico o chirurgico • follow-up strutturato Elemento distintivo del progetto è la possibilità di accesso sia tramite Servizio Sanitario Nazionale sia in regime privato, un modello ibrido che consente di coniugare sostenibilità, accessibilità e rapidità di presa in carico, rispondendo in modo flessibile alle esigenze dei pazienti. “In un ambito come quello delle patologie tiroidee, spesso caratterizzate da sintomi aspecifici ma con un impatto significativo sulla qualità della vita, è fondamentale garantire percorsi chiari, integrati e tempestivi”, sottolinea la dottoressa Enrica Ciccarelli, endocrinologa dell’Ospedale Koelliker. Con il lancio del Percorso Tiroide, nel mese simbolo della prevenzione, l’Ospedale Koelliker rafforza il proprio impegno nella tutela della salute endocrina, promuovendo un modello assistenziale basato su integrazione, innovazione e centralità del paziente.
Ospedale Koelliker Corso Galileo Ferraris, 247-255 | Torino www.osp-koelliker.it tiroide@osp-koelliker.it
Il progetto “Le scelte possibili”, promosso da Città metropolitana di Torino, evidenzia il superamento del modello informativo e attiva nuovi spazi e servizi di accompagnamento alla scelta per studenti e famiglie 5 maggio 2026: L’Unione Europea ha fissato l’obiettivo di ridurre la dispersione scolastica sotto il 9% entro il 2030, ma il dato italiano resta ancora superiore. In questo contesto l’orientamento assume un ruolo sempre più strategico, non solo per il sistema educativo ma anche per le opportunità future delle e dei giovani e il loro ingresso nel mondo del lavoro. Lo confermano i dati dell’Indagine sull’educazione alla scelta 2023-2026, realizzata nell’ambito del progetto “Le scelte possibili”, promosso da Città metropolitana di Torino in collaborazione con La Fabbrica Società Benefit del Gruppo Spaggiari Parma. Un lavoro quadriennale che ha coinvolto circa 250 istituti – pari alla quasi totalità delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio – e centinaia di docenti e studenti, con l’obiettivo di ascoltare le voci di chi vive un momento di scelta o accompagnamento alla scelta e comprendere come prevenire fenomeni di dispersione. Dai risultati alle azioni: sportello e centro C.I.A.O. Parallelamente alla raccolta dei dati e delle interviste e come risposta progressiva ai bisogni emergenti, il progetto “Le scelte possibili” ha sperimentato e messo a punto proposte di attivazione di studenti e comunità educante basate sulle metodologie della facilitazione di conversazioni, del coaching e del life design (dalle unconference ai laboratori partecipati). Questo lavoro di ascolto e attivazione trova oggi una prima applicazione concreta, come sottolineato dalla consigliera delegata all’Istruzione Caterina Greco con l’annuncio che Città metropolitana di Torino aprirà due nuovi spazi dedicati a questo tema. A maggio, presso la sede dell’Ente, verrà inaugurato un nuovo sportello dedicato all’educazione alla scelta: un punto di riferimento per studenti e famiglie, pensato per offrire supporto e strumenti utili ad affrontare uno dei momenti più delicati del percorso formativo. Accanto allo sportello è già in fase di progettazione il Centro Incontro Apprendimento Opportunità (C.I.A.O.), che avrà sede all’interno di un istituto scolastico del territorio e che sarà aperto a studenti, famiglie e docenti. Uno spazio permanente di confronto e accompagnamento, in cui ragazze e ragazzi potranno esplorare le proprie attitudini e costruire in modo più consapevole il proprio percorso. Le due iniziative rappresentano l’evoluzione del progetto “Le scelte possibili” e saranno sviluppate e gestite da La Fabbrica Società Benefit, che continuerà ad affiancare Città metropolitana di Torino lungo tutto questo percorso, contribuendo allo sviluppo delle metodologie e alla costruzione di un modello di educazione alla scelta innovativo. Da Torino un modello replicabile L’esperienza avviata a Torino si configura oggi come un modello replicabile, in grado di offrire indicazioni concrete per rafforzare il ruolo dell’eduzione alla scelta e contribuire a ridurre dispersione e disallineamento tra formazione e lavoro. Sottolineando come accompagnare alla scelta oggi significhi aiutare le e i giovani a leggere il cambiamento, riconoscere i propri talenti e trasformare le incertezze in possibilità, Angela Mencarelli, amministratrice delegata di La Fabbrica, aggiunge “La collaborazione con Città metropolitana di Torino ci ha permesso di sperimentare e perfezionare un approccio all’educazione alla scelta che tiene conto della complessità del presente e del futuro e che sposta la domanda orientativa dal cosa fare al chi sono. L’impegno profuso sul tema riconosce l’urgenza di supportare ragazze e ragazzi nel diventare adulti che sanno decidere e agire in un mondo che cambia e nel quale devono poter immaginare un futuro”. Il punto di vista di studenti e docenti: cosa emerge dall’indagine Tra le evidenze principali dell’Indagine promossa da Città metropolitana di Torino sul territorio si conferma il limite dell’approccio puramente informativo. Oltre l’82% degli studenti delle scuole secondarie di primo grado indica come prioritario l’accesso a esperienze pratiche, come laboratori e momenti di confronto con professioniste e professionisti e mondo del lavoro. Allo stesso tempo, il 60% degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado non ritiene adeguate le informazioni ricevute per orientarsi tra studio e professione. Accanto agli aspetti informativi si evidenzia anche una dimensione spesso trascurata: quella emotiva. Studenti e studentesse raccontano incertezza e disorientamento rispetto al futuro, soprattutto nei momenti di transizione tra un ciclo e l’altro, segnalando la necessità di un accompagnamento più continuativo e strutturato. Nelle scuole secondarie di secondo grado si osserva, inoltre, un divario tra informazione e realtà professionale. Il 75% degli studenti dichiara difficoltà nel comprendere concretamente le professioni, mentre il 57% ritiene che le esperienze di Formazione Scuola-Lavoro non siano state sufficienti a colmare questo divario. Anche le e i docenti hanno messo in luce alcune criticità, in particolare nel rapporto con le famiglie e nel dialogo con il mondo del lavoro. Il 33% evidenzia la necessità di una formazione più strutturata, mentre il 65% sottolinea l’urgenza di percorsi più inclusivi, capaci di supportare studenti con bisogni educativi speciali e disabilità. Nel complesso, l’analisi restituisce un quadro che, pur partendo da un’esperienza legata al territorio torinese, intercetta una criticità diffusa a livello nazionale: l’accompagnamento alla scelta non può più limitarsi alla trasmissione di informazioni, ma deve evolvere in un processo continuo, esperienziale e relazionale
Santena, due giornate dedicate alla prevenzione
Santena ospiterà il 9 e 10 maggio la Giornata della Salute, un’iniziativa dedicata alla prevenzione, informazione sanitaria e al benessere della persona, promossa dal Comune di Santena in collaborazione con il Lions Club Poirino Santena e l’associazione Luigi Santoro Onlus.
Si tratterà di due giornate caratterizzate da momenti di approfondimento e un’ampia offerta di screening sanitari gratuiti accessibili alla cittadinanza.
Sabato 9 maggio, in via Cavour 39, alle ore 11, nella sala Consiglio, è in programma la presentazione del libro “Alzheimer è donna”, a cura di Fausto Fantò.
Dalle 9 alle 12, presso il palazzo Comunale, saranno disponibili consulenze gratuite di terapia vocale, a cura di Elisa Spizzo, di cristalloterapia e Reiki, a cura di Catiussa Greco.
Nello stesso orario sarà possibile effettuare le prenotazioni per le visite del giorno successivo, organizzate dal Lions Club Poirino Santena in collaborazione con l’Associazione Luigi Santoro Onlus, in presenza e fino a esaurimento dei posti disponibili, con un massimo di tre prenotazioni per nucleo familiare.
Domenica 10 maggio, sempre presso il palazzo Comunale di via Cavour 39, si svolgerà la giornata dedicata agli screening, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.30, con visite gratuite organizzate dal Lions Club Poirino Santena in collaborazione con l’Associazione Luigi Santoro Onlus.
Per informazioni relative agli screening è possibile contattare il Lions Club Poirino Santena al numero 3357026469.
Saranno disponibili screening per il glaucoma, lo screening cardiologico ( con focus su Aosta e valvulopatie), valutazioni posturali e osteopatia, controlli nutrizionali, screening dermatologici per la prevenzione dei tumori cutanei, controlli vascolari con screening cartaceo, visite senologica e misurazione di pressione arteriosa, glicemia e saturazione.
“La Giornata della Salute nasce con un obiettivo molto concreto: portare la prevenzione fuori dagli ambulatori e renderla accessibile a tutti – ha dichiarato l’assessora alle Politiche Sociali di Santena, Alessia Perrone”.
“Spesso si tende a rimandare controlli importanti per mancanza di tempo o di occasioni – ha spiegato il Sindaco di Santena, Roberto Ghio – creare momenti come questo significa offrire un’opportunità immediata per fermarsi, informarsi e prendersi cura di sé, con il supporto di professionisti qualificati. Investire su servizi come questi è importantissimo, significa avere a cuore la qualità della vita. La collaborazione con il Lions Club Poirino Santena e con l’Associazione Luigi Santoro Onlus consente di portare sul territorio servizi concreti, accessibili e utili per i cittadini”.
Mara Martellotta
Ha tentato di interrompere il controllo sul figlio sorpreso a spacciare, aggredendo i carabinieri, cercando di recuperare i soldi sequestrati e bloccando le operazioni. È accaduto a Crevacuore, nel Biellese, dove un padre e un 28enne sono stati denunciati.
L’operazione è partita durante un pattugliamento nella Valsessera: i carabinieri hanno individuato in una zona scoperta di una frazione isolata due persone. Uno dei due, avvistata la volante, ha lanciato in mezzo alle erbacce al lato della strada un pacco sospetto. Bloccati immediatamente, sottoposti a controllo e identificati, gli agenti hanno recuperato l’oggetto con dosi di hashish e cocaina. Addosso al giovane, inoltre, circa 1.000 euro in banconote di piccolo taglio, probabilmente ricavati da attività illecite. È in quel momento che è intervenuto il genitore del ragazzo, che ha tentato di sottrarre il malloppo.
Le verifiche hanno rivelato di più: chi ha buttato il pacco è un cliente abituale dello spacciatore, con una decina di acquisti di droga passati. Oltre a droga, soldi e telefoni, per il 28enne è scattata la denuncia in libertà per possesso di sostanze vietate a scopo di vendita; il padre rischia il reato di opposizione a pubblico ufficiale. L’acquirente, invece, segnalato alla Prefettura di Biella come cliente.
VI.G
È stato inaugurato oggi, 5 maggio 2026, presso l’Istituto di Microbiologia di via Santena 9, il nuovo laboratorio di biosicurezza di livello 3 (BSL-3) dell’Università di Torino e della Città della Salute e della Scienza di Torino, realizzato nell’ambito del progetto “Allestimento di laboratorio di biosicurezza PCL3 e biobanking per COVID-19 e altri eventi emergenziali”. L’infrastruttura rappresenta un investimento strategico per il potenziamento delle capacità di ricerca e diagnostica in ambito microbiologico e virologico, con particolare riferimento allo studio di agenti patogeni ad alta pericolosità, tra cui virus respiratori emergenti, arbovirus e micobatteri.
L’evento inaugurale, svoltosi dalle ore 11 alle 13 nell’Aula Magna “Giorgio Cavallo”, ha visto la partecipazione delle principali autorità accademiche e istituzionali, tra cui la Rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi, il Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino Livio Tranchida, la Direttrice della Scuola di Medicina Paola Cassoni, il Direttore Sanitario CDSS Lorenzo Angelone e il Direttore di FinPiemonte Mario Alparone. Durante la mattinata sono stati presentati il Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche e le infrastrutture di ricerca, a cura del Direttore Fabrizio Bert, e il nuovo laboratorio BSL-3, illustrato da Cristina Costa, Direttrice della Microbiologia e Virologia U della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Il laboratorio è stato realizzato grazie al finanziamento del programma FSC Piano Riparti Piemonte – INFRA-P2 COVID, con un contributo di 300.000 euro concessi da Regione Piemonte, che si è avvalsa del supporto operativo di Finpiemonte per la gestione della Misura, e un investimento complessivo di 400.000 euro, comprensivo di cofinanziamento dell’Ateneo per interventi strutturali e impiantistici.
La nuova struttura consente la manipolazione in sicurezza di agenti biologici di classe 3, ovvero microrganismi che possono causare gravi malattie nell’uomo e rappresentano un rischio per operatori e comunità, ma per i quali sono disponibili misure terapeutiche e profilattiche. L’adeguamento agli standard previsti dalla normativa vigente permette di ampliare significativamente le attività di ricerca e di supporto diagnostico.
Il laboratorio BSL-3 si inserisce nel contesto del Laboratorio di Microbiologia e Virologia Clinica del Dipartimento, centro di riferimento regionale e nodo della rete nazionale Respivirnet dell’Istituto Superiore di Sanità per la sorveglianza dei virus respiratori. Grazie alle competenze già consolidate e alle tecnologie avanzate disponibili, la nuova infrastruttura permetterà di sviluppare studi di infettività su isolati clinici, valutazioni di risposta immunitaria e attività di ricerca su farmaci antivirali. Elemento distintivo del progetto è anche l’apertura verso collaborazioni con altri enti di ricerca e stakeholder del sistema sanitario, mettendo a disposizione una facility ad alta specializzazione per attività di ricerca e sviluppo, validazione di saggi diagnostici e studio di nuove terapie.
L’inaugurazione si è conclusa con una tavola rotonda dedicata alle potenzialità dei laboratori di biosicurezza in ambito di ricerca e diagnostica, con il contributo di esperti provenienti da istituzioni nazionali di rilievo.
Con questa nuova infrastruttura, l’Università di Torino e la Città della Salute di Torino rafforzano il proprio ruolo nel panorama nazionale e internazionale della ricerca biomedica, contribuendo in modo concreto alla preparedness nei confronti di future emergenze infettive.