Festa del Santo Cottolengo: “Fede e Culture”
Giovedì 30 aprile con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Roberto Repole
Giovedì 30 aprile prossimo alle Piccola Casa si terrà la festa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842) sul tema dell’anno pastorale 2026 della Famiglia Cottolenghina “ A chi straordinariamente confida, il Signore straordinariamente provvede”. Fede e Divina Provvidenza” in cammino verso il bicentenario dell’ispirazione carismatica che è stata donata al Fondatore della Casa della Divina Provvidenza, bicentenario che ricorrerà il 2 settembre 2027.
A Torino le celebrazioni si apriranno alle ore 7 di giovedì 30 aprile nella Chiesa Grande della Piccola Casa Cottolengo, in via Cottolengo 12, con la Santa Messa presieduta dal Vescovo ausiliare di Torino, monsignor Alessandro Giraudo. Don Alessandro Koch, sacerdote cottolenghino, presiederà alle ore 9 la celebrazione eucaristica per la Scuola Cottolengo.
Seguiranno alle ore 10 tre celebrazioni, una nella chiesa San Pier Giorgio Frassati, presieduta da Padre Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa, una nell’RSA SS Annunziata presieduta da padre Ugo Pozzoli, missionario della Consolata e vicario episcopale per la vita consacrata della diocesi di Torino, e una terza nella Cappella dell’Ospedale Cottolengo, in via Cottolengo 9, presieduta da don Pasquale Schiavulli, sacerdote cottolenghino.
Il Cortile della Piccola Casa , in via Cottolengo 14, si colorerà con stand su “Fede e culture” per conoscere la ricchezza delle espressioni e dei simboli della fede delle persone di diverse nazionalità, che abitano ed operano nella Piccola Casa.
Nella Chiesa Grande della Piccola Casa alle ore 16 l’Arcivescovo di Torino e vescovo di Susa Roberto Repole, presiederà la solenne celebrazione eucaristica, trasmessa in diretta streaming su www.cottolengo.org, concelebrata da Padre Carmine Arice e da diversi sacerdoti cottolenghini. Con questa celebrazione si vuole sottolineare il carattere di fraternità universale che si vive nella piccola Casa. Seguirà poi la festa di chiusura nel cortile centrale del Cottolengo, in via Cottolengo 14.
Per informazioni ulteriori www.cottolengo.org
Mara Martellotta
Officina in fiamme a Cafasse
Ieri un incendio è divampato nel tardo pomeriggio a Cafasse. In fiamme l’officina “Doctor Moto Racing” di via Roma. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco. Una alta nube di fumo era visibile da distanza.
Nel pomeriggio di domenica 26 aprile il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha celebrato a Piossasco il 15° anniversario della creazione dell’Associazione Corona Verde di San Vito, fondata nel 2011 con l’obiettivo di promuovere la diffusione della cultura e la valorizzazione della zona collinare di Piossasco, con un’attenzione e una cura particolari rivolti al Borgo di San Vito, che con i suoi tre castelli, i palazzi nobiliari e le chiese, rappresenta un museo a cielo aperto.
La sua attività è quella di far conoscere il patrimonio storico ancora esistente per salvarlo e tramandarlo alle generazioni future. Per fare questo si occupa di custodire, ripulire e aprire alle visite le strutture esistenti; ripulire i sentieri ed i ruderi sul Monte San Giorgio; raccogliere e documentare la storia del territorio pubblicando grafiche e testi redatti dai soci e dagli esperti coinvolti; accogliere ed accompagnare i visitatori durante le giornate di porte aperte e le principali manifestazioni organizzate dalle altre associazioni e dalla Pro Loco.
Nel 2017 l’Assessorato ai Giovani del Comune di Piossasco, riconoscendo il valore dell’associazione, le ha proposto di ideare un progetto che coinvolgesse i giovani piossaschesi nella conoscenza della storia del territorio e nella sua conservazione. Da questa collaborazione è nato il Progetto “Giovani dentro la Storia di Piossasco”, arrivato quest’anno alla decima edizione e che ha coinvolto negli anni oltre 60 ragazzi. Prevede l’assegnazione di borse di studio a giovani piossaschesi che si formano per diventare ciceroni e accompagnare i turisti a visitare il Borgo di San Vito e/o portare in scena rappresentazioni teatrali sulla vita dei personaggi celebri di Piossasco.
I requisiti per partecipare sono: aver terminato la scuola secondaria di secondo grado; età non superiore a 35 anni ed essere residenti nel Comune.
Il percorso di formazione/apprendimento dei giovani prevede lezioni in aula e prove di esposizione in pubblico, premettendo loro di approfondire la conoscenza della storia del territorio, ma anche di sviluppare i loro soft skills parlando davanti alle persone, esponendo dati storici ed interpretando personaggi, anche indossando costumi d’epoca. Quando finiscono il percorso possono continuare come tutor per i ragazzi degli anni successivi. Questa esperienza può indirizzarli negli studi futuri e permettergli di interessarsi a percorsi di accompagnamento turistico o recitazione anche professionali.
Dall’aprile 2025 l’Associazione Corona Verde di San Vito è presieduta dal giovane Marco Roschetti.
Domenica 26 aprile alle ore 15 e alle 16 i ciceroni dell’associazione hanno effettuato le visite guidate nel borgo e alle sue meraviglie.

Alle ore 17 si è tenuta una solenne cerimonia nella Confraternita di Santa Elisabetta, aperta dal discorso di Simona Raneri, Sindaco di Piossasco, la quale, dopo aver ringraziato l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv per la sua decisione di valorizzare l’Associazione Corona Verde di San Vito, un’eccellenza del territorio, ha annunciato in esclusiva che l’area verde sotto il Borgo di San Vito sarà oggetto di un progetto che ha catalizzato quasi 600 mila Euro tra fondi regionali e comunali e permetterà di rendere fruibile il più possibile quell’area, raccordo tra la parte collinare e quella pianeggiante del Comune.
Dopo i saluti di Maurizio Guglielmone, Consigliere Comunale di Cervo (IM), Marco Roschetti ha descritto la storia e le attività dell’Associazione, mentre lo storico Gianfranco Martinatto ha raccontato la storia del Comune, con riferimento alla nobile famiglia Merlo, che proprio da qui gestiva la sua ampia consortile e prese quindi il cognome “Piossasco”. Il suo capostipite fu Gualfredo, custode per conto dei Savoia del Castellaccio, il maniero più antico, risalente al X secolo. Il casato nel tempo si suddivise in quattro rami, poi sei e infine in nove. Si estinse nel 1933 alla morte della Contessa Gabriella Piossasco di None.
Lo scrivente ha fatto scoprire ai presenti la figura della Regina Margherita, nel centenario della sua dipartita, mentre Manuela Massola, del Filo della Memoria, ha spiegato il legame tra Piossasco e Buttigliera Alta attraverso le nobili famiglie Merlo e Carron di San Tommaso. Nel 1748 Cristina Piossasco de Feys della Volvera, vedova di Bernhard Otto, Barone di Rehbinder, sposò Giuseppe Vittorio Carron, Marchese di San Tommaso e Conte di Buttigliera Alta. La loro nipote Giuseppina, impalmò Agostino Lascaris di Ventimiglia, portandogli in dote Palazzo Carron di Torino, che oggi si chiama Palazzo Lascaris ed è sede del Consiglio regionale del Piemonte.
Il 14 dicembre 1773 i destini dei Piossasco e i Carron si incrociarono nuovamente: Francesco Teodoro Carron, cugino del sopraccitato Giuseppe Vittorio, sposò Clotilde Piossasco di None, una delle undici figlie di Carlo Giuseppe Michele XV Signore di Piossasco.
Per l’occasione Manuela Massola ha esposto l’albero genealogico dei Carron e il nulla osta dell’Arcivescovo di Torino Francesco Luserna Rorengo di Rorà alle nozze tra Francesco Teodoro e Clotilde.
Successivamente il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha conferito uno speciale attestato di benemerenza all’Associazione Corona Verde di San Vito.
I presenti si sono quindi trasferiti nel magnifico giardino della settecentesca Casa Lajolo, fatta costruire dai Conti di Chialamberto ed ereditata nel 1850 dai Conti Lajolo di Cossano, attuali proprietari.
Qui i ragazzi partecipanti al progetto “Giovani dentro la Storia di Piossasco” hanno presentato la Torta Isabella, dedicata a Isabella Piossasco di None. La giovane era figlia di Gianfranco Piossasco di None e Agnesina Solaro. Dopo la morte di suo padre, la mamma si risposò in terze nozze con Giacomo Piossasco-Scalenghe, il quale tentò in ogni modo di far sposare la figliastra Isabella con il proprio figlio Carlo, nato dalla sua prima unione con Anna di Saluzzo. Ma Isabella, innamorata di Marcantonio Urbano Piossasco, cugino di Carlo, lottò con ogni forza per sposare il suo amato e si rivolse all’avvocato torinese Aimone Cravetta. Ella vinse la causa e l’amore trionfò: i ragazzi si sposarono nel 1550, ma Marcantonio morì dopo soli undici anni di nozze.
Ad Isabella è dedicata una torta che riunisce i prodotti dell’antica gastronomia di Piossasco. I suoi ingredienti sono cioccolato, nocciole e l’Hortus Glor, il liquore tipico del paese, realizzato con garofani, calamo, cannella, sandalo, ambretta, tonke e vaniglia.
La superficie della torta è impreziosita da Sangiorgini, biscotti simili alla tradizionale pasta di meliga ed arricchiti con l’uvetta.
Alla cerimonia hanno partecipato i seguenti gruppi storici:
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“I Marchesi Carron di San Tommaso” de “Il Colibrì Aps” di Buttigliera Alta, che hanno impersonato il Marchese Francesco Teodoro Carron di San Tommaso, sua moglie Clotilde Piossasco di None e il nipote il Marchese Felice Carron di San Tommaso; la Marchesa Enrichetta Carron di San Tommaso nata Guasco di Bisio, mamma di quest’ultimo; la Marchesa Giovanna Felicita Carron di San Tommaso nata Sannazzaro di Giarole e la Contessa Clementina Carron di San Tommaso di Briançon, ultimo esponente della famiglia;
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“Della Fenice” di Pianezza, la cui Presidente Monica Todi ha impersonato Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, Regina di Spagna dal 1870 al 1873, accompagnata da due dame di compagnia;
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“I Signori di Torino nell’Ottocento”, i cui rievocatori hanno impersonato la Regina Margherita, accompagnata dal Marchese Emanuele Pes di Villamarina, con la consorte Paola, dama d’onore della sovrana;
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“I Nobili della Collina torinese”.
Le prossime visite al Borgo di San Vitto verranno effettuate il 24 Maggio, il 14 Giugno (Festa di San Vito), il 13 Settembre e il 18 Ottobre.
ANDREA CARNINO
Un intervento dei carabinieri che ha evitato il peggio: un bambino di due anni è rimasto chiuso nell’auto ed è stato tratto in salvo. È successo oggi ad Alpignano, in via Mazzini, quando una pattuglia del Radiomobile di Rivoli ha notato un gruppo di persone attorno a un veicolo e, verificando, ha scoperto il bimbo chiuso lì dentro.
I genitori, di origine moldava, avevano tentato invano di aprire la portiera, probabilmente per un guasto al meccanismo. Dopo diversi sforzi, i militari dell’Arma hanno infranto il vetro del finestrino e sono riusciti a liberarlo.
Fortunatamente, non ci sono state conseguenze per il bimbo. I carabinieri hanno riportato solo lievi ferite alle mani durante il soccorso. Il piccolo è stato poi riaffidato ai genitori.
VI.G
(Foto di archivio)
L’azienda, parte del Gruppo 360PAY, ha acquisito l’appalto per l’erogazione del servizio sostitutivo di mensa in Valle d’Aosta e Piemonte, servendo circa 380 enti tra Pubbliche Amministrazioni, Comuni e Municipalizzate. Per l’occasione, 360Welfare ha ampliato la propria rete a oltre 3.200 punti vendita nelle due Regioni, con un rafforzamento significativo nella GDO e nei supermercati locali.
Milano, 27 aprile 2026 – 360Welfare, realtà 100% italiana parte del Gruppo 360PAY, annuncia l’aggiudicazione del lotto della gara Consip per la fornitura del servizio sostitutivo di mensa tramite buoni pasto destinati alla Pubblica Amministrazione per le regioni Piemonte e Valle d’Aosta (Lotto 2), per un valore nominale complessivo della commessa superiore a 105 milioni di euro e un totale di oltre 42mila lavoratori della Pubblica Amministrazione interessati.
Oltre al lotto riguardante Piemonte e Valle d’Aosta, la società si è anche aggiudicata il Lotto 7 – Lazio (quota 2), il Lotto 8 – Marche, Umbria, Molise e Abruzzo e il Lotto 12 – Sicilia.
Dall’acquisizione della commessa, 360Welfare ha spinto sull’acceleratore espandendo in maniera consistente la propria rete, attivando oltre 3.200 nuovi punti vendita in Piemonte e Valle d’Aosta. Particolare attenzione è stata riservata alla Grande Distribuzione: oltre alle principali catene nazionali già convenzionate, è stata posta grande attenzione anche alle catene di supermercati locali.
«L’aggiudicazione dei lotti della commessa Consip rappresenta un passaggio importante nel percorso di sviluppo di 360Welfare e del Gruppo 360PAY» commenta Marco Alberti, CEO del Gruppo 360PAY. «Abbiamo investito in questo settore perché crediamo che rappresenti uno degli ambiti in cui innovazione tecnologica, servizi alle persone e vicinanza territoriale possano generare valore. La combinazione con le nostre competenze nei sistemi di pagamento ci consente di offrire soluzioni sempre più efficienti, digitali e facilmente utilizzabili, contribuendo a migliorare concretamente anche l’esperienza di lavoratori e aziende clienti, sia pubbliche che private».
360Welfare propone una soluzione di buono pasto elettronico moderna, per permettere ai dipendenti pubblici di accedere a una rete sempre più ampia e diversificata di esercizi convenzionati, con strumenti di pagamento semplici e digitali, grazie all’App 360Welfare.
Con il progressivo avvio delle attivazioni e il rafforzamento della rete di esercizi convenzionati, 360Welfare intende consolidare ulteriormente il proprio posizionamento sul mercato nazionale del welfare aziendale, continuando a investire in innovazione digitale, qualità del servizio e integrazione tra soluzioni di pagamento e benefit.
Centinaia di agricoltori del Torinese hanno partecipato alla manifestazione al valico del Brennero organizzata da Coldiretti, con pullman da tutta Italia, per protestare contro i falsi prodotti alimentari italiani. Gli agricoltori di Coldiretti, insieme alle forze dell’ordine e alle autorità doganali, hanno controllato alcuni TIR che trasportavano derrate alimentari in ingresso in Italia. Tra i tanti, carichi di cosce di maiale provenienti dalla Germania pronte per diventare prosciutto italiano; latte importato dalla Germania; cagliate per confezionare formaggi spacciati come italiani; confetture prodotte all’estero etichettate come italiane, frutta destinata ai distributori italiani.
Il Brennero è la porta da cui entrano sul mercato italiano molti prodotti alimentari da materie prime straniere e lavorazioni svolte all’estero. Questi possono essere poi etichettati come “italiani” anche soltanto dopo un’ultima trasformazione sostanziale come una salatura o un confezionamento sottolio.
Al Brennero, Coldiretti si è mobilitata per ottenere dall’Europa la modifica al Codice doganale che permette l’etichettatura di prodotto italiano per prodotti che di italiano non hanno nulla. Per questo l’organizzazione agricola sta chiedendo alle amministrazioni locali di sostenere questa battaglia votando specifiche mozioni.
«Martedì scorso una mozione è stata votata all’unanimità anche dal Consiglio regionale del Piemonte – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Ma ormai sono oltre una cinquantina i Comuni della Città metropolitana che hanno votato mozioni simili e altre saranno votate nei prossimi giorni. Una mobilitazione delle istituzioni che dimostra quanto siano sentite dai cittadini e dalle amministrazioni le ragioni a difesa del vero Made in Italy alimentare».
Al Brennero gli agricoltori si sono mobilitati anche in favore dell’etichettatura d’origine obbligatoria e contro le speculazioni sul cibo, sui carburanti e sui fertilizzanti che trovano la scusa nella guerra e nella chiusura dello Stretto di Hormuz.
Gli agricoltori sono stati presenti al Brennero anche dopo lunghi viaggi da tutti i Comuni della provincia di Torino e proprio nel periodo dell’anno dove è massimo l’impegno lavorativo nei campi.
«Una mobilitazione straordinaria, quella degli agricoltori torinesi insieme ai colleghi di tutta Italia, – aggiunge il direttore di Coldiretti Torino, Carlo Loffreda – che dimostra quanto le nostre aziende, sentano sulla propria pelle il peso della concorrenza sleale che deprezza i nostri prodotti di qualità soltanto perché importati da Paesi dove l’agricoltura non ha le stesse norme a tutela della salute e dei diritti dei lavoratori che devono rispettare gli agricoltori italiani».
Al Brennero, gli agricoltori hanno anche salutato la recente approvazione da parte del Parlamento della legge a cui ha lavorato il torinese Giancarlo Caselli da presidente dell’Osservatorio agromafie di Coldiretti.![]()
«La battaglia degli agricoltori per la trasparenza e il giusto compenso per il proprio lavoro – conclude Bruno Mecca Cici – È in difesa del nostro lavoro e del futuro delle nostre aziende ma anche una mobilitazione a sostegno della salute alimentare e della sicurezza dei consumatori».
La Coldiretti, in mobilitazione oggi al Brennero con diecimila agricoltori provenienti da tutte le regioni e province d’Italia, Asti inclusa, a seguito della presidente Monica Monticone e del direttore Giovanni Rosso, accanto al presidente nazionale Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo. Secondo l’analisi della Coldiretti, gli agricoltori potrebbero recuperare almeno 20 miliardi di euro se venisse modificata la norma sull’ultima trasformazione sostanziale dell’attuale codice doganale che, in questa fase di difficoltà, potrebbe mitigare l’effetto rincaro dei costi di produzione e combattere gli aumenti dei prezzi al consumo. In seguito alla guerra in Iran, l’energia, il gasolio e i concimi sono andati alle stelle, e risulta complicato anche l’approvvigionamento. Sono a rischio semine e produzioni alimentari e l’incremento di alimenti ultratrasformati.
“Con il Brennero – dichiara il segretario generale Vincenzo Gesmundo – prosegue un percorso di mobilitazione volto a rivendicare un cambiamento non più rinviabile. Al centro c’è la madre di tutte le battaglie sindacali: la revisione della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, un meccanismo che penalizza il lavoro agricolo nazionale e altera profondamente la trasparenza del mercato. Questa distorsione indebolisce il sistema produttivo e inganna i consumatori. Si tratta di una battaglia per l’origine che è da sempre stata una priorità sindacale per Coldiretti, che pochi giorni fa ha ottenuto un risultato storico, con l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla Legge Caselli, giunta per affermare e rafforzare la lotta alle agromafie e garantire trasparenza e chiarezza lungo tutta la filiera”.
“L’agroalimentare costituisce una filiera strategica per il Paese, che va da 707 miliardi di euro garantisce 4 milioni di posti di lavoro – sottolinea il presidente nazionale Ettore Prandini – ed è proprio per difendere questo patrimonio che siamo qui oggi. Non si tratta solo di un contributo al PIL, ma di un netto presidio economico e occupazionale sui territori, che non può più essere esposto agli effetti distorsivi del codice doganale. Oggi assistiamo a meccanismi che alterano la concorrenza, comprimono il reddito degli agricoltori e compromettono l’immagine del Made in Italy. Per questo è fondamentale rafforzare strumenti come i contratti di filiera che rappresentano una risposta concreta per garantire equità lungo tutta la catena del valore, dando stabilita alle imprese agricole e costruendo meccanismo più equilibrato con il mondo della trasformazione”.
A Trofarello inaugurato il nuovo polo culturale
La droga era sotterrata nell’orto
Dieci chilogrammi di cocaina erano stati occultati sotto terra, all’interno di un orto utilizzato come nascondiglio per la droga destinata allo spaccio. A scoprirlo sono stati i carabinieri della Compagnia di Cuneo, che hanno individuato e sequestrato nelle campagne cuneesi una notevole quantità di stupefacente pronta per essere distribuita sul mercato locale.
La cocaina era stata sotterrata a una certa profondità in una zona di campagna, scelta per nasconderla e renderne più difficile il rinvenimento. Dopo aver delimitato l’area, i militari, su disposizione della Procura della Repubblica di Cuneo, hanno effettuato una perquisizione che ha portato al ritrovamento dei panetti di cocaina.