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Corporate Communications & PR su Linkedin: Simona Riccio prima in Italia

Sulla piattaforma Favikon

La professionista torinese, Agrifood Communication Strategist e LinkedIn Top Voice Italy Simona Riccio, conquista il primo posto nazionale nella classifica Favikon. Un riconoscimento che valorizza anche Parla Con Me®, progetto editoriale di cui Il Torinese è media partner.
Simona Riccio è prima in Italia nella categoria Corporate Communications & PR su LinkedIn secondo Favikon, piattaforma internazionale che analizza il posizionamento dei creator professionali.
Agrifood Communication Strategist, LinkedIn Top Voice Italy, founder e host di Parla Con Me®, Simona Riccio opera da oltre vent’anni nella comunicazione, con un focus su agroalimentare, sostenibilità, filiere e reputazione digitale.
La categoria Corporate Communications & PR rientra nel macrosettore Marketing & Sales e comprende i professionisti della comunicazione d’impresa e delle relazioni pubbliche.
Oltre al primo posto nazionale, Favikon colloca Simona Riccio nel Top 3% dei creator LinkedIn in Italia e nel mondo, nel Top 4% del Marketing & Sales in Italia e nel Top 9% mondiale della Corporate Communications & PR. Il riconoscimento premia un percorso costruito nel tempo, affiancando aziende, organizzazioni e istituzioni nella definizione di strategie e contenuti capaci di valorizzare identità, competenze e territori.
Una parte importante di questo percorso è rappresentata da Parla Con Me®, il progetto editoriale ideato e condotto da Simona Riccio per mettere in dialogo istituzioni, imprese, ricerca e società civile sui temi del sistema agroalimentare e della comunicazione contemporanea.
Negli anni il format ha ospitato rappresentanti istituzionali, manager, imprenditori e ricercatori, creando occasioni di confronto su sostenibilità, innovazione e Made in Italy.
Il sito online del Torinese, media partner di Parla Con Me®, fin dalle prime edizioni, ne ha accompagnato la crescita, contribuendo alla diffusione dei contenuti e degli incontri.
“Questo risultato mi rende particolarmente felice perché riconosce un lavoro costruito con costanza, ascolto e attenzione alle relazioni”- commenta Simona Riccio – La comunicazione corporate significa comprendere l’identità di un’azienda, costruire fiducia e trasformare valori e competenze in una reputazione credibile nel tempo”.
“Ringrazio tutte le persone, le aziende e i partner che hanno creduto in me. Un pensiero particolare va ad Alessio Criscuolo, mio collaboratore, che mi affianca nello sviluppo di Parla Con Me® con professionalità, disponibilità e passione”.

Mara Martellotta

Il primo posto nella classifica Favikon non rappresenta soltanto un risultato personale, ma anche il riconoscimento di un modello di comunicazione fondato sull’ascolto, sulla relazione e sulla costruzione di valore condiviso.

Fonte: https://creator.favikon.com/ranking/marketing-sales/corporate-communications-pr/linkedin/italy/

Microlino taglia il traguardo delle 5.000 unità prodotte in Italia

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Dallo stabilimento AMFI di La Loggia (TO) esce una one-off sartoriale che celebra il Made in Italy.

La Loggia (Torino), 21 luglio 2026 — Oggi dallo stabilimento AMFI (Automotive Micro Factory Italy) di La Loggia è uscita la 5.000ª Microlino. Un traguardo che assume un valore ancora più significativo per come è stato celebrato: non una vettura di serie, ma un esemplare unico, frutto di un ordine speciale di un cliente che ha voluto trasformare la propria Microlino in un pezzo irripetibile.

L’allestimento parte da un colore esterno speciale, Matt Bronze Cashmere, impreziosito da tetto e particolari in nero opaco, per un contrasto sobrio e materico. È però negli interni che il lavoro artigianale raggiunge il suo apice: vera pelle Mastrotto italiana, Alcantara® marrone e cuciture interamente eseguite a mano, firmate Creazioni La Selleria. In particolare, sedili, pannelli laterali, pannello porta e imperiale sono stati rivestiti con una precisione sartoriale che si percepisce al primo sguardo.

A rendere l’auto davvero unica, un dettaglio esclusivo: le iniziali del cliente, cucite a mano sul sedile. A completare la creazione, un tappeto in cordura cucito a mano e un volante in pelle e Alcantara® con cuciture in bronzo e dettagli bronzo cashmere, perfettamente armonizzati con le tonalità calde dell’abitacolo. Sul piano tecnico, inoltre, la vettura da record monta una batteria da 15 kWh, per un’autonomia fino a 220 km, ed è equipaggiato con aria condizionata: comfort e percorrenza al servizio di un uso quotidiano, senza compromessi sull’esclusività.

Una customizzazione davvero unica e spettacolare, dunque, che racconta una storia di artigianato, materia e identità. Questa vettura è la dimostrazione concreta di ciò che AMFI sa fare meglio, ovvero unire produzione industriale e sartorialità nello stesso luogo, sulla stessa linea. Un livello di personalizzazione così spinto non è delocalizzabile: nasce dalla vicinanza fisica tra chi progetta, chi produce e chi rifinisce a mano, e dalla profondità di una filiera piemontese fatta di competenze artigianali e fornitori d’eccellenza difficilmente replicabili altrove.

È questa flessibilità della filiera e dello stabilimento a permettere ad AMFI di passare senza soluzione di continuità dalla serie alla one-off, mantenendo invariato lo standard qualitativo. Il Made in Italy, qui, non è un’etichetta: è un metodo di lavoro. Del resto, questo esemplare non è un caso isolato: da quando è partito,

 

un anno fa, il programma custom ha già dato vita a oltre 200 esemplari unici, ciascuno con colori e abbinamenti scelti direttamente dai clienti per rendere la propria Microlino irripetibile. Un segnale concreto di quanto la personalizzazione tailor made sia diventata parte integrante dell’offerta e della capacità produttiva di AMFI.

Lo stabilimento AMFI di La Loggia è concepito come un hub manifatturiero multi-modello e multi-marchio per la mobilità elettrica leggera, con caratteristiche che ne fanno un riferimento a livello europeo. Al cuore dell’impianto c’è una linea flessibile e riconfigurabile, capace di ospitare più modelli di quadriciclo elettrico sulla stessa piattaforma produttiva, dalla produzione di serie all’esemplare custom. A questa si affianca un atelier di personalizzazione sartoriale interno, dove maestranze specializzate lavorano selleria, rivestimenti e finiture a mano. Determinante è poi l’integrazione con la filiera piemontese, che garantisce prossimità dei fornitori, controllo qualità e tempi di sviluppo ridotti. Lo stabilimento nasce inoltre con una spiccata vocazione al contract manufacturing e alle collaborazioni internazionali: dal 2027 assemblerà le microcar BE Neutral (Ben) di origine portoghese destinate alle flotte aziendali, a conferma di una piattaforma industriale aperta a partner terzi. A completare il quadro, una capacità produttiva scalabile fino a 12.000 unità l’anno, così da costruire la massa critica necessaria per un ecosistema manifatturiero europeo competitivo. Uno stabilimento, dunque, che non produce soltanto una vettura iconica, ma si propone come infrastruttura industriale al servizio della micromobilità elettrica leggera in Europa, aperta a nuove partnership e a nuovi programmi produttivi.

Oliver Ouboter, co-fondatore di Microlino: «Ogni volta che una Microlino esce da questo stabilimento confermiamo una convinzione: il Piemonte è il posto migliore al mondo dove costruire vetture come la nostra. Qui esistono competenze artigianali e catene di fornitura d’eccellenza che altrove non si trovano. È questo territorio a permetterci di offrire un servizio sartoriale come quello di oggi: non potremmo customizzare a mano una vettura per un cliente europeo se producessimo dall’altra parte del mondo. Restare a Torino, per noi, è una scelta industriale prima ancora che affettiva.»

Michelangelo Liguori, General Manager di AMFI: «Questa 5.000esima vettura è, prima di tutto, il risultato del lavoro delle nostre persone. Dietro un esemplare così complesso c’è un team che ha saputo trasformare la maestria artigianale in un processo industriale ripetibile, senza mai perdere la cura del dettaglio. È questo il know-how che rende AMFI diversa: sappiamo passare da una produzione di serie a una one-off sartoriale sulla stessa linea, con lo stesso standard qualitativo. Ed è la base su cui vogliamo costruire il futuro, potendo contare su uno stabilimento aperto, capace di ospitare più modelli e più marchi e di diventare il punto di riferimento europeo per la mobilità elettrica leggera. Le 5.000 unità di oggi sono un traguardo importante ma, al tempo stesso, segnano un punto di partenza per un domani ancora più ricco di soddisfazioni e record da superare.»

Informazioni su Microlino

Un unico sportello frontale, 90 km/h di velocità massima, pensata per due passeggeri, dallo stile inconfondibile, facile da parcheggiare grazie alla sua compattezza di soli 2,5 m di lunghezza massima, e con un generoso bagagliaio di ben 230 litri. Questa è la carta d’identità di Microlino, che vanta diversi primati nella propria categoria, ad iniziare dalla sicurezza: è infatti il primo prodotto della sua categoria ad avere un telaio monoscocca in acciaio e alluminio, proprio come una classica automobile. Questo aspetto la rende più sicura rispetto ai veicoli della stessa categoria che invece sono dotati di telaio tubolare e pannelli in plastica. Inoltre, grazie all’elevata rigidità torsionale, paragonabile a quella delle autovetture, unita alla leggerezza delle parti in alluminio, le consente di offrire un’esperienza di guida precisa e dinamica. Non ultimo, vanta un’eccezionale durabilità in quanto i materiali di alta qualità e il processo di produzione, controllato secondo le più avanzate tecnologie, consentono un lungo ciclo di vita ed una performance costante anche dopo un lungo chilometraggio, oltre a un elevato valore residuo. La produzione di Microlino è totalmente Made in Italy, presso Torino: una struttura moderna, con una superficie di 5.000 mq interamente ricoperta da pannelli solari. Microlino è realizzata impiegando il 50% in meno di componenti rispetto a una qualsiasi automobile tradizionale: l’80% è di origine europea, di cui più del 50% italiana.

Abbandona i cani a casa per andare in vacanza

VENARIA (TO): LA SEGNALAZIONE SCATTATA DAI VICINI

Abbai continui, guaiti e mugolii ininterrotti: queste sono state le “richieste d’aiuto”

di due cani di razza Pitbull e American Staffordshire terrier che le scorse settimane

hanno fatto partire la chiamata al 112 da parte di alcuni condomini di una palazzina

a Venaria.

I Carabinieri, una volta constatata l’assenza del proprietario, hanno dovuto fare

accesso nell’abitazione con l’ausilio di personale dei Vigili del Fuoco per soccorrere i

due cani; in tutte le stanze i militari hanno rilevato un’evidente condizione di

trascuratezza degli ambienti, indicativa di uno stato di abbandono verosimilmente

superiore alle 48 ore.

Con il successivo intervento del medico veterinario dell’ASL TO3, i due animali sono

stati visitati e temporaneamente affidati all’Ente Nazionale Protezione Animali.

Il proprietario, rintracciato lo scorso 17 luglio al rientro a casa, si sarebbe allontanato

da Venaria per trascorrere un periodo di ferie fuori regione.

I Carabinieri della Compagnia hanno pertanto denunciato in stato di libertà il 50enne

alla Procura della Repubblica di Ivrea in quanto gravemente indiziato dei reati di

maltrattamento e abbandono di animali.

 

Caso Roggero: la procura sequestra 50mila euro per le spese di giustizia

La procura generale di Torino ha predisposto il sequestro conservativo di 50mila euro, a garanzia delle spese di giustizia. La cifra sarà prelevata da un conto corrente estero intestato al gioielliere Mario Roggero e alla moglie.

Lo si apprende da un comunicato della Procura stessa, volto a “chiarire la questione indicata genericamente in ‘risarcimento danni'”, dopo la condanna definitiva del gioielliere. In una nota della procura si legge che “La Corte d’Assise di Asti, con sentenza confermata sul punto in appello, ha condannato, come sempre avviene in casi simili, Roggero Mario al pagamento di una provvisionale pari a complessivi 480mila euro a favore di 14 prossimi congiunti dei due rapinatori persone offese del delitto di omicidio nonché del terzo rapinatore, persona offesa di tentato omicidio”.

Al Regina Margherita nasce la nuova Biobanca Pediatrica per la Ricerca

È stata avviata presso l’AO Ospedale Infantile Regina Margherita – Sant’Anna di Torino la nuova Biobanca Pediatrica per la Ricerca, un’infrastruttura a disposizione della comunità scientifica dedicata alla raccolta, conservazione e distribuzione di campioni biologici provenienti da pazienti e donatori pediatrici.

La Biobanca rappresenta un traguardo importante per la ricerca e l’innovazione in ambito pediatrico ed è il risultato di un percorso costruito grazie alla collaborazione tra istituzioni sanitarie, Università, associazioni e realtà del territorio.

Un progetto nato dalla collaborazione del territorio

La nuova Biobanca Pediatrica è costata circa 300.000 euro.

Una prima fase ha riguardato la ristrutturazione e l’adeguamento dei locali, resi possibili grazie al sostegno di numerosi club dell’Associazione Lions International – Distretto 108 IA1 e al finanziamento ottenuto attraverso il bando competitivo 2023 della Banca d’Italia, con un progetto presentato dal Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino.

Il percorso è stato poi completato con l’acquisto di ulteriori strumentazioni fondamentali, grazie al contributo dei Rotary Club coinvolti e di altre associazioni che hanno scelto di sostenere concretamente lo sviluppo di questa nuova infrastruttura di ricerca.

Al servizio della ricerca, della diagnosi avanzata e della medicina di precisione

Frutto della collaborazione tra l’Ospedale Infantile Regina Margherita e l’Università degli Studi di Torino, la Biobanca si configura come una struttura altamente specializzata a supporto della ricerca scientifica, della diagnosi avanzata e della medicina di precisione pediatrica.

Nei nuovi spazi, sicuri, attrezzati e conformi agli standard nazionali e internazionali, verranno raccolti e conservati campioni biologici, come sangue, tessuti, saliva e altri liquidi biologici, provenienti da pazienti pediatrici affetti da patologie rare e complesse e da donatori pediatrici.

I campioni riguarderanno in particolare patologie oncoematologiche, metaboliche, neurologiche e cardiache.

La disponibilità di campioni biologici di qualità, associati a dati clinici accurati e gestiti secondo criteri rigorosi di sicurezza, tracciabilità ed etica, consentirà di sostenere studi clinici e preclinici, approfondire i meccanismi molecolari alla base delle malattie dell’età evolutiva e accelerare lo sviluppo di terapie personalizzate, più efficaci e meno invasive.

Una rete scientifica italiana ed europea

La Biobanca si inserisce in un ecosistema avanzato di ricerca già attivo presso il Regina Margherita.

Opera in sinergia con la rete nazionale AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica), con il Laboratorio Centro Trapianti Cellule Staminali e Terapia Cellulare, centro di riferimento nazionale per gli studi genetici sui sarcomi pediatrici nell’ambito del progetto Genom-Act, e con le reti europee dedicate alle malattie rare e al biobanking.

Sarà inoltre collegata a BBMRI.it, nodo nazionale italiano di BBMRI-ERIC (Biobanking and BioMolecular Resources Research Infrastructure), l’infrastruttura europea che mette in rete biobanche e risorse biomolecolari per la ricerca biomedica.

Questo collegamento consentirà alla Biobanca Pediatrica di operare secondo standard condivisi di qualità, sicurezza, tracciabilità e gestione etica dei campioni e dei dati associati, favorendo collaborazioni multicentriche a livello italiano ed europeo.

Investire nella ricerca per curare meglio

La nascita di una Biobanca dedicata all’età pediatrica rappresenta un investimento concreto per il futuro della medicina e dei piccoli pazienti.

Centralizzare campioni biologici e informazioni cliniche significa potenziare la ricerca traslazionale, migliorare i percorsi diagnostici e terapeutici e contribuire allo sviluppo di cure sempre più mirate, sicure e personalizzate per bambini e adolescenti affetti da patologie rare e complesse.

Si introducono nel campus Onu: denunciati per furto aggravato

La Polizia di Stato ha denunciato, nei giorni scorsi a Torino, un ventottenne italiano e un trentaduenne rumeno per tentato furto aggravato in concorso. Quest’ultimo è stato inoltre denunciato per ricettazione.
L’intervento è scattato intorno alle 23.30, quando gli agenti del Commissariato di P.S. Barriera Nizza, impegnati nell’attività di controllo del territorio, sono intervenuti presso l’International Training Center dell’ONU in seguito alla segnalazione, da parte del personale addetto alla vigilanza, di un’intrusione all’interno del complesso.
Giunti rapidamente sul posto, i poliziotti hanno avviato un’immediata attività di ricerca in collaborazione con gli addetti alla sicurezza, che nel frattempo avevano individuato i due, grazie al sistema di videosorveglianza, mentre si introducevano nella mensa della struttura.
Il ventottenne è stato rintracciato mentre tentava di nascondersi nella vegetazione adiacente all’edificio. Alla vista degli agenti ha cercato di darsi alla fuga, ma è stato prontamente raggiunto e bloccato.
Poco dopo, i poliziotti del Commissariato di P.S. Borgo Po, intervenuti in ausilio, hanno intercettato anche il complice mentre fuggiva in direzione dei campi sportivi del campus. Durante l’inseguimento, il trentaduenne ha lanciato tra le piante un oggetto che, una volta recuperato, è risultato essere una confezione di vino rosso appena asportata da una cella frigorifera della mensa, alla quale i due erano riusciti ad accedere sfruttando una porta antincendio rimasta aperta.
I successivi accertamenti hanno inoltre consentito di rinvenire e sequestrare nella disponibilità del cittadino rumeno due confezioni sigillate di auricolari di marca, della cui provenienza non ha saputo fornire alcuna valida giustificazione, riferendo di averle acquistate poco prima da alcuni sconosciuti nei pressi di piazza Bengasi.

Polizia di Stato alla festa di Collegno

Ieri nell’ambito della 466ª Festa Patronale di San Lorenzo, svoltasi in Piazza Avis a Collegno (TO), la Polizia di Stato ha promosso l’iniziativa “E…STATE con Noi”, la campagna di sensibilizzazione rivolta a cittadini, famiglie e giovani sui temi della legalità, della sicurezza e della prevenzione.
L’iniziativa, organizzata con l’obiettivo di favorire il dialogo tra cittadini e Istituzioni, ha rappresentato un’importante occasione di incontro con il territorio, consentendo ai visitatori di approfondire, attraverso momenti informativi e dimostrazioni pratiche, le principali attività svolte dalla Polizia di Stato al servizio della collettività.
Nel corso della mattinata, gli operatori della Divisione Polizia Anticrimine hanno illustrato le attività svolte nell’ambito della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere, sensibilizzando il pubblico sull’importanza di riconoscere i segnali di comportamenti violenti e promuovendo la campagna permanente “Questo non è amore”, finalizzata a diffondere la cultura del rispetto e a favorire l’emersione delle situazioni di violenza.
Contestualmente, personale della Sezione Polizia Stradale di Torino ha illustrato ad adulti e ragazzi i contenuti della campagna di sicurezza stradale Progetto Icaro. Gli operatori hanno fornito consigli e informazioni sul corretto comportamento da adottare sulla strada, richiamando l’attenzione sul rispetto delle norme del Codice della Strada, sulla tutela degli utenti più vulnerabili, quali pedoni e ciclisti, sul corretto utilizzo di biciclette, monopattini elettrici e ciclomotori, nonché sui rischi derivanti dalla guida distratta e dalla conduzione di veicoli sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.

Bardonecchia: Rochemolles, al via lo svaso della diga

IMPIANTO IDROELETTRICO DI BARDONECCHIA 

Una grande sinergia tra Enel, Comune e SMAT garantisce l’acqua alla Val Susa grazie a una condotta alternativa d’urgenza

 

Bardonecchia (TO) – Sono partite le operazioni di svuotamento completo della grande diga di Rochemolles, situata nel territorio comunale di Bardonecchia a circa 2.000 metri di quota. L’intervento, non più differibile, si è reso necessario per risolvere in via definitiva un problema impiantistico a uno dei due scarichi di fondo della struttura, emerso nel corso di un’ispezione dell’Ufficio Territoriale Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).

 

Il bacino di Rochemolles è un’infrastruttura vitale non solo per la produzione di energia pulita, ma anche per l’approvvigionamento idrico del territorio: dal 2019, infatti, l’acqua raccolta è concessa per uso plurimo alla SMAT (Società Metropolitana Acque Torino) per la gestione dell’acquedotto della Val Susa, servendo i comuni della valle fino alle porte di Torino. L’acqua presente, dopo essere stata utilizzata per produrre energia pulita nell’impianto Enel, viene convogliata verso il potabilizzatore dell’acquedotto, ricavato proprio all’interno dello storico edificio della vecchia centrale.

 

Per poter riparare lo scarico danneggiato, l’autorità ministeriale ha prescritto lo svaso totale della diga. Enel, in stretta collaborazione con le istituzioni locali, ha cercato fin da subito di pianificare i lavori riducendo al minimo i disagi per la popolazione, scontrandosi dovendo fronteggiare tuttavia conla complessità tecnica, le caratteristiche geofisiche del materiale sedimentato all’interno dell’invaso e l’imprevedibilità del meteo d’alta quota.

L’intervento di svaso è stato programmato e avviato in più fasi successive, subendo tuttavia diverse interruzioni. Alle problematiche iniziali legate all’ostruzione degli scarichi per il movimento dei sedimenti di fondo — che hanno richiesto una complessa campagna di dragaggio — si sono aggiunte, neltentativo successivo, severe avversità meteoclimatiche che hanno reso impraticabile l’area di cantiere per i mezzi pesanti.

 

La scelta di intervenire in estate è stata un’alternativa obbligata: dopo il fallimento dei tentativi invernali a causa di maltempo e ostruzioni, la bella stagione è rimasta l’unica finestra climatica sostenibile per garantire una logistica più semplice e l’uso di mezzi adeguati, oltre che un’idraulicità adeguata che consenta di intervenire nella parte più depressa dello sbarramento

Si è trattato comunque di un forte compromesso, poiché l’estate comporta rischi opposti rispetto all’inverno, come la gestione dell’acqua potabile nel momento di massimo consumo e di possibile minor apporto, l’interferenza con il turismo ed il possibile verificarsi di bombe d’acqua.

 

Proprio per azzerare il rischio di lasciare i rubinetti a secco nel momento di massimo consumo dell’anno, Enel, SMAT e il Comune di Bardonecchia hanno studiato e messo in campo una soluzione ingegneristica straordinaria. Il flusso d’acqua destinato al potabilizzatore della valle non arriverà solo dalla diga di Rochemolles, ma verrà temporaneamente deviato da un altro impianto Enel presente sullo stesso territorio comunale.

Per rendere possibile questo bypass e mettere in sicurezza la rete idrica, SMAT ha completato a tempo di record la posa di una nuova tubazione dedicata lunga circa 1,5 chilometri.

Considerata l’urgenza dei lavori alla diga e l’importanza di sfruttare la finestra meteo favorevole, il Comune di Bardonecchia ha già emesso un’ordinanza di massima urgenza per consentire l’avvio del cantiere. Enel, SMAT e l’Amministrazione Comunale manterranno attivo un tavolo di coordinamento permanente per monitorare giorno per giorno l’andamento dei flussi idrici e garantire la perfetta riuscita dell’intervento a tutela della sicurezza e dei servizi della Val Susa.

Minaccia di lanciarsi da un ponte. La polizia lo salva

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato è intervenuta a Torino salvando un cittadino italiano di trentasei anni intento a compiere un gesto anticonservativo.
In particolare, sul Numero Unico di Emergenza 112 è giunta una segnalazione che indicava la presenza di una persona in pericolo, eccessivamente vicina al fiume Dora Riparia. Gli agenti del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna intervenuti hanno notato effettivamente un uomo sulla passerella “Ponte Terenziani” che aveva posizionato una bicicletta a ridosso della ringhiera in modo anomalo, utilizzandola come trampolino.
I poliziotti lo hanno quindi raggiunto, inizialmente tentando di instaurare un dialogo; improvvisamente, l’uomo ha appoggiato un piede sul sellino della bici e si è aggrappato con una mano alla ringhiera.
A quel punto, gli operatori di polizia, senza esitare, si sono avvicinati, riuscendo ad afferrarlo e a trarlo in salvo, riportandolo in sicurezza nonostante la complessità dell’operazione.

Si tuffa nel lago di Viverone, 32enne muore affogato

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L’elicottero Drago e il reparto sommozzatori giunti da Torino, oltre ai soccorsi su posto non sono riusciti a salvare un 32enne torinese tuffatosi ieri da un pedalò nelle acque del lago di Viverone. Quella che sembrava una normale domenica estiva si è trasformata in una giornata tragica.  La vittima era a bordo di un pedalò noleggiato insieme con due amici per un’escursione sul lago. Una volta tuffatosi l’uomo non è più riemerso. Il corpo è stato ritrovato dopo un’ora.