CRONACA- Pagina 4

Munizioni e droga in appartamento a Madonna di Campagna

 

Torino. In un appartamento di una palazzina a sei piani nel quartiere “Madonna di Campagna”, a

nord della città, nascondeva quasi un kg e mezzo di sostanza stupefacente, mista tra hashish e

cocaina.

Per la precisione, i Carabinieri della Stazione di Venaria hanno trovato in casa di un 44enne residente

nella Reale ma di fatto domiciliato nel capoluogo piemontese, otto panetti di hashish (dal peso di 1

kg), 310 grammi di cocaina, due bilancini di precisione, coltelli e cutter intrisi di stupefacente.

Non solo: i Militari hanno scoperto che l’uomo deteneva illegalmente anche del munizionamento di

tre calibri differenti: 4 proiettili calibro 357 Magnum, 1 proiettile calibro 7,65 parabellum e 43

proiettili calibro 22; come per la droga, anch’esso sequestrato.

Il 44enne è stato pertanto arrestato in flagranza di reato per la detenzione ai fini di spaccio di

sostanze stupefacenti e la detenzione illegale di munizionamento. Portato nella Casa Circondariale

“Lorusso e Cutugno” di Torino, il G.I.P. del Tribunale di Torino, in accordo con la Procura, ha

convalidato l’arresto e confermato la permanenza in carcere.

Il provvedimento è stato emesso durante le indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza.

 

Siglato il patto di amicizia tra le città di Torino e Kharkiv

 

Si è svolta ieri nella Sala Rossa di Palazzo Civico la cerimonia ufficiale per la firma del Patto di Amicizia e Collaborazione tra la Città di Torino e la Città di Kharkiv, in Ucraina.

Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il Console Generale dell’Ucraina a Milano, Volodymyr Vorona. Ad accogliere la delegazione in Sala Rossa, con un saluto di benvenuto, è stata la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo.

Le relazioni tra Torino e l’Ucraina sono solide e si sono rafforzate a partire dal 2022, nel quadro del sostegno italiano al paese in seguito all’aggressione russa. In questi anni la Città ha sviluppato collaborazioni strutturate con diverse realtà, in particolare con Leopoli, con cui nel 2024 ha sottoscritto un Patto di collaborazione, e con Kharkiv, con la quale il dialogo si è intensificato a partire dalla visita a Palazzo Civico del sindaco Terekhov, nel marzo 2025, dando avvio a diversi progetti di collaborazione. Un rapporto che si è consolidato anche a seguito dell’incontro dei due sindaci a Kiev, durante il Terzo Summit internazionale delle città europee e delle regioni nel giugno dello scorso anno e, il mese successivo, a Roma, in occasione della Conferenza sulla Ripresa dell’Ucraina e che oggi viene suggellato dalla firma del Patto in Sala Rossa.

“L’accordo che sigliamo oggi – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – stabilisce una serie di assi su cui lavorare nel futuro nello spirito di offrire supporto alla comunità di Kharkiv in diversi settori. L’obiettivo è aiutarli a costruire il presente, ma soprattutto il futuro, in quella che sarà la fase della ricostruzione che auspichiamo possa cominciare il prima possibile con la cessazione del conflitto. Noi non vogliamo lasciare solo il popolo ucraino perché questa guerra non riguarda solo la città di Kharkiv e l’Ucraina ma l’Europa intera e i valori comuni di libertà e di democrazia che sono oggi sotto attacco e crediamo davvero debbano essere difesi, anche attraverso la cooperazione tra le diverse città”.

Con il Patto di Amicizia e Collaborazione, le due città intendono rafforzare i rapporti di amicizia tra le rispettive comunità, promuovere i valori della democrazia, della solidarietà e dell’inclusione sociale e sviluppare collaborazioni in numerosi ambiti di interesse comune. L’intesa prevede infatti iniziative nei settori dello sviluppo municipale ed economico locale, della cultura, della scuola e dell’università, del settore sociosanitario e della tutela e valorizzazione del territorio. Tra i principali progetti già avviati tra le due città figura infatti la cooperazione in materia di mobilità urbana, resa possibile grazie all’accordo nato su impulso della Città di Torino tra il Gruppo Torinese Trasporti e l’azienda municipale dei trasporti di Kharkiv. Nella città ucraina, che si trova a soli 40 chilometri dal confine russo, gran parte della flotta del trasporto pubblico locale è stata infatti resa inservibile a causa del conflitto; nell’ambito di questa iniziativa, nei mesi scorsi una prima flotta di 40 autobus recentemente dismessi a Torino è stata consegnata a Kharkiv, corredata dai pezzi di ricambio per la manutenzione. A questa prima consegna, che ha contribuito alla riattivazione della rete di trasporto pubblico locale, seguirà l’invio di ulteriori 15 mezzi nel mese di settembre.

“Con gli autobus arrivati da Torino – ha detto il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, nel discorso ufficiale pronunciato nella Sala Rossa di Palazzo Civico, ringraziando la Città – abbiamo ricevuto il diritto alla vita, perché permettono gratuitamente alle persone ogni giorno di spostarsi all’interno della città. Soltanto quest’anno sono stati oltre 500 gli attacchi che abbiamo subìto; sono 13mila gli edifici andati completamente distrutti, di cui oltre 10mila abitazioni, e oltre 150mila le persone rimaste senza un tetto sulla testa, cui vanno ad aggiungersi più di 200mila sfollati provenienti da territori dove sono in corso altri combattimenti. Ogni giorno perdiamo vite umane, famiglie perdono i loro figli. Siamo la capitale della resilienza dell’Ucraina, quotidianamente affermiamo il nostro di diritto a vivere in una Ucraina libera e aspettiamo la pace, non solo per l’Ucraina ma per tutta l’Europa. Vogliamo guardare al futuro, alla ricostruzione, alla lotta alla povertà, anche attraverso questo patto, ma per farlo è indispensabile arrivare alla pace”.

Dopo la cerimonia a Palazzo Civico, la giornata è proseguita con la visita al deposito Gerbido di GTT, dove la delegazione ucraina è stata accolta dall’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta e dal presidente del Gruppo Antonio Fenoglio.

 

Sequestrato un kg di droga in casa, due arresti

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino nigeriano di 36 anni e un cittadino senegalese di 34, gravemente indiziati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
Nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dello spaccio di droga, gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di P.S. Barriera Milano hanno notato uno dei due uomini dirigersi con fare sospetto presso un’abitazione di via Ascoli.
I poliziotti hanno quindi avviato un servizio di osservazione e pochi minuti dopo hanno fermato il suindicato mentre usciva dall’abitazione del cittadino senegalese.
Dopo aver identificato entrambi, gli agenti accertavano che i due avevano appena confezionato due ovuli contenenti sostanza stupefacente, pertanto decidevano di procedere a una perquisizione domiciliare, che ha consentito di rinvenire 44 grammi tra cocaina ed eroina.
Durante gli accertamenti, gli operatori di polizia hanno esteso la perquisizione anche all’interno dell’abitazione del trentaseienne. L’accurata ispezione dei locali ha permesso di rinvenire un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti per un peso complessivo di 1kg e 200 grammi, suddiviso in diversi ovuli di varie dimensioni di cocaina ed eroina, insieme a vario materiale di confezionamento.

L’ecosistema torinese e i finanziamenti europei per l’economia sociale

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L’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale: 9,4 milioni attratti a livello europeo di cui oltre 2,7 milioni di euro di ricadute sul territorio

Torino consolida il proprio ruolo di laboratorio europeo dell’innovazione sociale grazie all’HUB promosso nell’ambito dell’ecosistema Torino Social Impact

 

Oltre 100 organizzazioni coinvolte, 44 candidature europee sviluppate, 15 progetti finanziati dalla Commissione Europea, 9,4 milioni di euro intercettati a livello europeo e oltre 2,7 milioni di euro di ricadute dirette sul territorio. Sono questi alcuni dei risultati raggiunti dall’HUB Progetti Europei per l’Economia Sociale, l’iniziativa sviluppata nel 2023 da Torino Social Impact in co-progettazione con WECO Impresa Sociale, con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo, che si pone l’obiettivo di rafforzare la capacità dell’ecosistema torinese di accedere ai finanziamenti europei e contribuire allo sviluppo dell’economia sociale.

L’HUB rappresenta oggi un punto di riferimento territoriale per enti del Terzo Settore, imprese sociali, cooperative e organizzazioni impegnate nella generazione di impatto sociale, offrendo strumenti, competenze e accompagnamento qualificato nella progettazione europea.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle più recenti politiche europee a sostegno dell’economia sociale, dal Social Economy Action Plan alla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea sullo sviluppo delle condizioni quadro per l’economia sociale, fino ai percorsi di attuazione avviati a livello nazionale e locale.

«L’obiettivo dell’HUB non è soltanto favorire la partecipazione ai bandi europei, ma costruire una capacità progettuale condivisa e duratura, in grado di generare nuove opportunità, relazioni internazionali e risorse per il territorio», spiegano i promotori dell’iniziativa.

Attraverso workshop, attività di capacity building, percorsi di accompagnamento personalizzati e una metodologia basata sul peer learning, l’HUB ha realizzato 62 ore di apprendimento condiviso e supportato la crescita delle competenze progettuali dell’ecosistema Torino Social Impact.

Un elemento distintivo dell’iniziativa è il roster di europrogettisti, una comunità composta da 70 professionisti provenienti da tutta Europa e specializzati nei principali programmi europei. Il roster costituisce non solo uno strumento operativo a supporto delle candidature, ma anche uno spazio permanente di collaborazione e scambio tra progettisti e organizzazioni.

L’attività dell’HUB ha inoltre favorito la costruzione di una rete internazionale composta da 84 partner provenienti da 17 Paesi europei, contribuendo ad ampliare la dimensione europea dell’ecosistema torinese.

A guidarne lo sviluppo è una Cabina di Regia istituita nel 2024 e composta da cinque istituzioni strategiche del territorio: Camera di commercio di Torino, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, Università degli Studi di Torino e Politecnico di Torino, nella cornice di Torino Social Impact.

Tra gli strumenti innovativi promossi dall’HUB figura anche il “Seal of Excellence”, iniziativa sostenuta da Fondazione Compagnia di San Paolo che valorizza progetti di elevata qualità progettuale non finanziati dalla Commissione Europea per esaurimento delle risorse disponibili, evitando così la dispersione di competenze e idee ad alto potenziale.

I risultati ottenuti confermano il ruolo crescente dell’economia sociale come motore di innovazione e sviluppo territoriale e rafforzano il posizionamento di Torino come laboratorio europeo di sperimentazione e collaborazione tra pubblico, privato e Terzo Settore.

Guardando al futuro, l’HUB sarà chiamato ad accompagnare le organizzazioni verso programmi europei sempre più complessi e strategici, continuando al tempo stesso a rendere accessibili le opportunità europee anche alle realtà di piccole e medie dimensioni.

Una sfida che si intreccia con il nuovo ciclo di programmazione europea, la crescente attenzione alla misurazione dell’impatto e le trasformazioni tecnologiche e sociali che stanno ridefinendo il panorama europeo.

 

Il report è scaricabile al seguente link: https://www.torinosocialimpact.it/documentazione/hub-progetti-europei-per-leconomia-sociale-report-2026/

Ragazzi non si fermano all’alt: inseguimento per le strade di Rivoli

Alcuni giovani non si sono fermati all’alt della polizia stradale. E’ iniziato così un inseguimento terminato nel centro di Rivoli, in via Cervino. Quattro ragazzi,  due diciannovenni e due minorenni di 17 e 16 anni, sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e possesso di sostanze stupefacenti, che avevano a bordo della vettura. Avevano cercato di fuggire a piedi ma sono stati fermati dagli agenti.

Incendio doloso a Orbassano, tre misure cautelari

La Polizia di Stato ha eseguito tre misure cautelari (una degli arresti domiciliari e due divieti di dimora con obbligo di presentazione alla P.G.) emesse dal G.I.P. del Tribunale di Torino in relazione a un grave episodio di incendio doloso, verificatosi il 23 marzo 2025 presso una villa situata nel Comune di Orbassano. L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha permesso di ricostruire una vicenda complessa, caratterizzata da premeditazione, organizzazione e da una chiara finalità ritorsiva legata a controversie di natura legale e finanziaria tra il presunto mandante e la proprietà dell’immobile.
Secondo quanto accertato, il mandante si allontanava da Torino nelle prime ore della mattina del 23 marzo 2025, con l’intento di crearsi un alibi mentre l’esecuzione materiale dell’incendio veniva affidata a due soggetti di sua fiducia, incaricati di portare a termine l’azione con modalità tali da rendere difficoltosa l’individuazione dei responsabili. Nel pomeriggio, i due esecutori si recavano presso la villa a bordo di un’autovettura, disattivando i telefoni cellulari per evitare qualsiasi forma di tracciamento. Una volta giunti sul posto, accedevano nell’abitazione attraverso il garage, utilizzando delle chiavi ancora funzionanti in loro possesso, circostanza che ha consentito loro di entrare senza forzare alcun accesso.
Le immagini acquisite dagli investigatori rivelano i due soggetti mentre si avvicinano all’ingresso del garage: uno di loro occultava sotto il giubbotto un contenitore con materiale infiammabile, segno evidente della volontà di appiccare un incendio. Dopo pochi minuti all’interno della villa, i due venivano ripresi mentre si allontanavano rapidamente. Poco dopo, dalle finestre dell’abitazione iniziava a fuoriuscire fumo intenso, notato dai vicini che allertavano immediatamente i soccorsi.
La segnalazione dell’incendio giungeva alla centrale operativa dei Vigili del Fuoco in tempo reale; le squadre antincendio intervenivano con rapidità e riuscivano a contenere le fiamme, impedendo che l’incendio si propagasse all’intero edificio e alle abitazioni adiacenti.
Il sopralluogo effettuato al termine delle operazioni di spegnimento rivelava sin da subito la gravità dell’azione criminale: all’interno della villa venivano rinvenuti sei inneschi collocati in diverse stanze, posizionati con l’evidente intento di generare un incendio di ampie proporzioni. La presenza di più punti di innesco, distribuiti su vari livelli dell’abitazione, dimostra una volontà di distruzione totale dell’immobile, con un rischio concreto per l’intera area residenziale circostante. L’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco ha inoltre impedito che le fiamme raggiungessero le tubature del gas, scongiurando conseguenze potenzialmente catastrofiche per i residenti della zona.
Il procedimento penale si trova attualm

Evolution Srl, licenziataria McDonald’s, premiata dall’Agenzia ONU per i rifugiati

 

 Evolution Srl, una delle società che gestisce il marchio McDonald’s a Torino e provincia, è stata premiata in occasione dell’ottava edizione del programma di UNHCR Italia – Agenzia ONU per i rifugiati – “Welcome. Working for Refugee Integration”, per l’impegno a favore di percorsi per l’inclusione lavorativa dei rifugiati.

 

Grazie alla collaborazione con istituzioni ed enti locali, nel 2025 Evolution ha attivato 10 percorsi di inserimento lavorativo dedicati a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, di cui 4 assunzioni e 6 tirocini che prevedono un percorso di formazione ad hoc, a partire dai corsi di lingua italiana.

 

“Ricevere questo riconoscimento è per me e per tutta la mia squadra motivo di grande orgoglio.” commenta Giacomo Coluccio, AD di Evolution Srl e licenziatario McDonald’s a Torino e provincia. “Il progetto, sviluppato insieme a istituzioni e associazioni locali, nasce non solo per offrire a chi è in difficoltà un’opportunità di lavoro concreta, ma anche un contesto accogliente da cui poter ripartire. L’azienda si è posta l’obiettivo di raggiungere almeno il 10% di collaboratori con status di rifugiato, sviluppando un modello di inclusione strutturato. Il ristorante McDonald’s di Moncalieri rappresenta inoltre il punto vendita pilota di un progetto ancora più ambizioso, con l’obiettivo di arrivare fino al 20% di lavoratori rifugiati. Ogni giorno con i nostri ristoranti ci impegniamo affinché la nostra presenza sul territorio non si limiti soltanto all’offerta di un servizio. Desideriamo metterci in ascolto delle necessità del luogo in cui siamo e delle persone che lo abitano, lavorando insieme a enti e istituzioni locali per dare forma ad azioni concrete e positive di cui tutta la comunità possa beneficiare, specie chi ne ha più bisogno.”

 

Dal rapporto finale dell’ottava edizione di “Welcome. Working for Refugee Integration”, il programma di UNHCR Italia che promuove l’inclusione delle persone rifugiate nel mercato del lavoro italiano emerge che nel 2025 sono stati attivati 18 mila e 600 percorsi professionali, con un incremento di circa il 15% rispetto all’anno precedente. Le aziende premiate sono 230, tre in più rispetto al 2024. Dall’avvio del programma, il numero delle candidature ricevute è quasi quadruplicato, passando da 67 del 2017 a 258 nel 2025. Risultati che non rappresentano soltanto indicatori di crescita, ma segnali chiari di un cambiamento strutturale nell’attenzione delle imprese all’inclusione lavorativa dei rifugiati, costruito nel tempo attraverso un impegno condiviso e oggi chiamato a consolidarsi ulteriormente.

 

 

 

Estate in montagna, Regione Piemonte e Soccorso Alpino: la sicurezza parte dalla preparazione

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Con l’arrivo dell’estate e il crescente afflusso di escursionisti sui sentieri e nelle vallate alpine, Regione Piemonte e Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese lanciano un appello a chi sceglie la montagna come meta per il tempo libero: affrontare ogni escursione con preparazione, prudenza e senso di responsabilità.

Le montagne piemontesi rappresentano una delle principali attrazioni turistiche della regione e ogni anno richiamano migliaia di persone, tra appassionati di trekking, sport all’aria aperta e vacanze nella natura. Proprio l’aumento delle presenze rende ancora più importante adottare comportamenti corretti per ridurre il rischio di incidenti.

Una buona pianificazione dell’itinerario, la verifica delle condizioni meteorologiche, la scelta dell’attrezzatura più adatta e una corretta valutazione delle proprie capacità sono gli elementi fondamentali per vivere la montagna in sicurezza.

«A chi sceglierà il Piemonte per le proprie escursioni, per una giornata nei rifugi o per una vacanza nelle nostre vallate vogliamo rivolgere un caloroso benvenuto. Le nostre montagne sono tra i patrimoni più preziosi della regione e meritano di essere vissute e frequentate. La sicurezza non inizia quando si presenta un’emergenza: comincia prima di partire, nella scelta dell’itinerario, nella pianificazione dell’escursione e nella capacità di valutare correttamente le proprie possibilità. Oggi, però, i cambiamenti climatici ci impongono una consapevolezza ancora maggiore. Eventi meteorologici estremi, ondate di calore e temporali improvvisi possono modificare rapidamente le condizioni dell’ambiente alpino, rendendo anche percorsi abitualmente frequentati più impegnativi e imprevedibili. Per questo preparazione, informazione e rispetto delle regole sono oggi strumenti fondamentali tanto quanto l’attrezzatura e la preparazione fisica», sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna Marco Gallo.

Anche il Soccorso Alpino evidenzia come la stagione estiva sia iniziata in anticipo rispetto agli anni passati, con un conseguente incremento delle attività di soccorso.

«Le condizioni meteorologiche a cui abbiamo assistito – aggiunge Luca Giaj Arcota, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese – hanno anticipato di un mese l’inizio dell’estate portando a un precoce avvio della stagione più impegnativa per i nostri tecnici. È un dato di fatto: più persone frequentano la montagna e maggiori sono le probabilità di incidente. Bel tempo e caldo sono un invito irresistibile per tutti gli appassionati di montagna e delle sue attività, ma comportano inevitabilmente un aumento di lavoro per noi. Per questo chiediamo a tutti un piccolo sforzo aggiuntivo di responsabilità per ridurre più possibile l’attivazione dei nostri volontari e del Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte».

Secondo Regione Piemonte e Soccorso Alpino, i cambiamenti climatici stanno modificando sempre più rapidamente l’ambiente alpino. Temperature elevate, temporali improvvisi e l’instabilità di alcuni versanti possono rendere impegnativi anche itinerari normalmente considerati semplici. Per questo è indispensabile informarsi sulle condizioni dei sentieri, consultare le previsioni meteo e scegliere percorsi adeguati alla propria esperienza.

Tra le principali raccomandazioni rivolte agli escursionisti figurano la raccolta preventiva di informazioni sul tracciato, sul dislivello e sui tempi di percorrenza, l’utilizzo di calzature e attrezzature idonee e la possibilità di chiedere consigli ai professionisti della montagna, come guide alpine, rifugisti e operatori turistici.

È inoltre fondamentale controllare sempre il meteo prima della partenza, pianificare l’escursione tenendo conto delle temperature e dell’eventuale rischio di temporali e scegliere un abbigliamento adeguato alle condizioni previste.

Un altro consiglio riguarda la sicurezza personale: è opportuno portare con sé un telefono cellulare completamente carico, pur ricordando che in alcune zone la copertura può essere assente. Per questo motivo è buona norma comunicare preventivamente a familiari o amici l’itinerario scelto e l’orario previsto per il rientro.

In caso di emergenza è necessario contattare il Numero Unico Europeo 112, fornendo indicazioni il più possibile precise sul luogo dell’incidente e sulle condizioni della persona coinvolta, possibilmente attraverso le coordinate GPS ricavate dallo smartphone. Il Soccorso Alpino suggerisce inoltre di installare l’applicazione GeoresQ, sviluppata dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che consente di trasmettere rapidamente una richiesta di soccorso.

Gli escursionisti sono invitati anche a considerare che, in ambiente montano, i tempi di intervento possono essere sensibilmente più lunghi rispetto a quelli di un contesto urbano. Le condizioni meteorologiche o la contemporanea gestione di emergenze più gravi possono infatti ritardare sia l’arrivo dell’elisoccorso sia quello delle squadre di terra. Va inoltre ricordato che materiali ingombranti, come le biciclette, non possono essere trasportati dagli elicotteri durante le operazioni di recupero.

Regione Piemonte e Soccorso Alpino raccomandano infine di richiedere l’intervento dei soccorsi solo quando realmente necessario, così da non sottrarre mezzi e personale alle situazioni di maggiore gravità.

L’obiettivo dell’iniziativa è rafforzare la cultura della prevenzione, ricordando che la sicurezza in montagna dipende soprattutto dai comportamenti individuali. Una preparazione accurata e alcune semplici precauzioni possono contribuire a rendere più sicure le escursioni e a ridurre il numero degli incidenti, permettendo a tutti di vivere la montagna con entusiasmo, rispetto e consapevolezza.

50° Rotary Club Torino Nord Ovest. Premio a La goccia di Lube

 

Un libro e un convegno. Dal Club donazioni per oltre un milione di euro. 

 

“Il Rotary Club Torino Nord-Ovest celebra cinquant’anni di impegno nel cuore di Torino. In questi cinquant’anni il Club ha rappresentato, con i suoi soci provenienti dal mondo produttivo e professionale, un motore propulsivo per la città, seguendone attivamente l’evoluzione sociale”.

 

Così, gli autori  Maria Lodovica Gullino e Andrea Ranghieri, hanno presentato martedì sera alle  Gallerie d’Italia, in un incontro moderato da Filomena Greco del Sole 24 Ore,  alla presenza del sindaco di Torino e di numerose autorità, un  saggio che è una testimonianza viva di come il Club abbia rappresentato e continui a farlo il tessuto sociale ed economico di Torino.

 

“Dalle origini, in un’epoca di trasformazione industriale, fino alle sfide odierne legate alla sostenibilità, all’inclusione e all’innovazione tecnologica, il Rotary Club Torino Nord-Ovest ha sempre risposto con pragmatismo e visione.

Con un investimento di oltre un milione di euro in service mirati, abbiamo toccato le vite di tanti torinesi, dai più vulnerabili ai giovani talenti e contribuito a migliorare le condizioni di vita in paesi terzi.”

 

“Cinquant’anni di storia rappresentano molto più di una semplice scansione cronologica. Sono il risultato di scelte, di impegni assunti e mantenuti, di soci che hanno interpretato il Rotary come uno spazio di servizio concreto e di responsabilità condivisa – ha sottolineato nella sua introduzione il Presidente Rotary International 2025-2026, Francesco Arezzo.

Nel corso dei decenni, il Rotary Club Torino Nord Ovest ha contribuito a dare risposta a esigenze reali, promuovendo iniziative ispirate ai valori di collaborazione, attenzione agli altri e impegno civico. Questo approccio riflette in modo autentico il principio del Servire al di sopra di ogni interesse personale, che rimane il fondamento dell’azione rotariana in ogni contesto. Il cinquantesimo anniversario è anche un momento di passaggio verso il futuro. È l’occasione per rinnovare la visione, rafforzare il legame tra le generazioni e continuare a interrogarsi su come rendere il servizio sempre più efficace e aderente ai bisogni che evolvono”

 

Mentre il Governatore del Distretto 2031 2025-2026  Felice Invernizzi,  ha voluto rimarcare come il testo metta in luce la capacità del Rotary Torino Nord Ovest di inserirsi nel tessuto sociale torinese come soggetto attivo, capace di leggere i cambiamenti e di rispondere alle esigenze della comunità con continuità e concretezza. Dalla fase fondativa, segnata dall’entusiasmo e dalla volontà di “ben fare”, fino alle sfide più recenti, il Rotary Club Torino Nord Ovest emerge come una realtà che ha saputo mantenere saldo il proprio riferimento ai valori rotariani, declinandoli nel tempo in forme sempre coerenti con il contesto storico e sociale in cui operava.

 

Il libro offre uno sguardo inedito su questi cinquant’anni, attraverso le voci dei Past President e dei soci che hanno fatto la storia del Club. E anche un modo di fare conoscere come il Rotary in generale e il Club Torino Nord-Ovest in particolare contribuiscano a costruire una città più giusta, più sostenibile e più prospera per tutti.

 

Per l’occasione  il Rotary Club Nord Ovest ha inoltre destinato 5000 euro all’associazione. La goccia di Lube. Il contributo servirà  a finanziare Borse Lavoro intitolate alla memoria di Lilli Pichetto, socia del Club scomparsa di recente. I fondi sosterranno tirocini trimestrali presso imprese che daranno lavoro a persone in esecuzione penale esterna. Un aspetto molto delicato è infatti il tema del reinserimento sociale per queste persone che dopo il carcere, senza lavoro, non sanno cosa andare a fare.

 

Il caldo non ferma i volontari di Quartiere pulito a Parella

 PER LA CULTURA DEL RISPETTO
Giorgio e altri volontari insistono sui giardini del “fungo” 

    Torino, Parella: cosa spinge tre volontari, nonostante la calura di questi giorni, a dedicare due ore del loro tempo libero per ripulire un giardino pubblico? E’ esattamente quello che hanno fatto Lunedì sera dalle 20 fino alle 22. Non è la prima volta e non sarà neanche l’ultima dato che, condizioni meteo permettendo, torneranno Giovedì 2 luglio alla stessa ora.
    L’iniziativa ha un nome semplice: Quartiere Pulito. Il ritrovo è sotto il grande “fungo” del parchetto di corso Telesio vicino all’angolo con via Servais in zona Parella.
    Giorgio è ormai conosciuto dagli abitanti perché da solo o assieme ad altri della sua associazione di volontari della comunità di Scientology, quell’area verde l’ha già ripulita moltissime volte, ma insiste. “Ci vado quando esco con il mio cane e trovo spesso vetri di bottiglie rotti – spiega – Mi sento in dovere di toglierli per i bambini e gli animali che potrebbero farsi male. A quel punto mi attrezzo, torno e raccolgo qualsiasi altra cosa. Purtroppo alla fine si riempiono sacchi con cartacce, bottiglie, mozziconi e pacchetti di sigarette e persino rifiuti ingombranti.
    Questione di buon senso civico insomma, quel buon senso descritto da L. Ron Hubbard tra le pagine de La Via della Felicità, dalle quali l’associazione trae ispirazione. “Ci confrontiamo spesso con la cittadinanza e le istituzioni. Purtroppo il lavoro degli operatori ecologici non basta. Non basta neanche l’impegno di tante volontarie e volontari come noi e quelli di altre associazioni. Serve una maggiore cultura del rispetto: per se stessi, per gli altri, per la natura, per le cose che ci circondano e condividiamo. Il ruolo che sentiamo nostro infatti, non è solamente quello di pulire, ma anche di contribuire ad alimentare la cultura del rispetto e porta felicità. Ecco perché continueremo a farlo.