CRONACA- Pagina 4

In memoria del questore Giovanni Palatucci

Questa mattina il Questore di Torino, Massimo Gambino, ha deposto un omaggio floreale in memoria di Giovanni Palatucci, già Questore di Fiume, ai piedi della targa commemorativa e dell’albero di ulivo, piantumato in sua memoria, nel cortile d’onore della Questura.

Nel 1944, Palatucci, dopo aver aiutato numerose persone a sottrarsi al destino riservato loro dalle leggi razziali dell’epoca, venne arrestato dalla Gestapo e deportato nel campo di sterminio di Dachau, dove morì 81 anni fa, il 10 febbraio del 1945.

Per aver salvato dal genocidio molti ebrei, stranieri e italiani, Palatucci è stato insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile e riconosciuto “Giusto tra le nazioni”.

Nel 2004 la Chiesa cattolica lo ha proclamato Servo di Dio, titolo attribuito alle persone per le quali è stato avviato il processo di beatificazione.

Oggi il Questore, insieme a Dirigenti e Funzionari della Questura, ha voluto celebrare la memoria e il coraggio di un uomo appartenente alle Istituzioni dello Stato che ha consapevolmente messo a rischio la propria vita per salvare quella di molti altri innocenti.

Siglato protocollo d’intesa su stalking e violenza domestica

E’ stato sottoscritto in Questura il protocollo d’intesa in materia di stalking e violenza domestica siglato dal Questore di Torino, Massimo Gambino, e i referenti territoriali dei C.U.A.V. (Centri per Uomini Autori di Violenza): AslTO3; S.I.S.P.Se ETS; Fondazione Gruppo Abele ETS; Centro studi e Trattamento dell’Agire Violento APS; Cerchio degli UominiAssociazione Punto a Capo ODV; Associazione Spico APS.

 

Detti Centri sono infatti consolidate realtà in grado di offrire a soggetti autori di violenza domestica o di stalking percorsi personalizzati finalizzati a prevenire il fenomeno, avvalendosi di equipe di lavoro multidisciplinari.

 

La sottoscrizione dell’odierno protocollo d’intesa si pone l’obiettivo di ampliare e rendere sempre più sinergica sul territorio di Torino e provincia la rete in supporto delle vittime di violenza domestica e di stalking. La tutela delle donne vittime di violenza si realizza anche intervenendo sulle cause che determinano l’insorgenza di comportamenti violenti per ridurre la probabilità di reiterazione dei medesimi.

 

Grazie all’intesa raggiunta, la Divisione Anticrimine della Questura di Torino, diretta dal Primo dirigente dott.ssa Francesca Guida, informerà gli autori di violenza domestica e di stalking, nei confronti dei quali è stata adottata la misura di prevenzione dell’ammonimento del Questore, della presenza sul territorio dei sopracitati Centri, nei quali gli stessi potranno scegliere di intraprendere un percorso volto al miglioramento della gestione delle relazioni, all’assunzione di responsabilità rispetto alla violenza agita e al cambiamento valoriale e comportamentale.

 

L’intesa si contestualizza anche nel solco delle modifiche normative introdotte dalla Legge 24 novembre 2023 nr. 168 in materia di stalking e violenza domestica, che hanno previsto la possibilità per il soggetto autore di violenza di chiedere al Questore la revoca dell’ammonimento decorsi tre anni dalla relativa emissione e valutata la partecipazione del soggetto ad appositi percorsi di recupero presso enti abilitati, quali quelli in esame, tenuto conto dei relativi esiti.

Investito ragazzino di 11 anni: è al Cto in codice rosso

Ieri sera, in via Moncenisio (ex statale 24) ad Avigliana, si è verificato un investimento stradale. Un bambino di 11 anni è stato colpito da un’auto mentre attraversava la carreggiata, finendo a terra dopo l’urto. Il conducente del veicolo si è fermato immediatamente per prestare aiuto e ha allertato i soccorsi.

Sul luogo dell’incidente sono arrivati in breve tempo i sanitari del 118 di Azienda Zero, intervenuti con due ambulanze e l’elisoccorso. Proprio quest’ultimo ha trasportato il ragazzo, in codice rosso, all’ospedale Cto di Torino, dove è stato affidato alle cure dei medici.

Stalking e violenze ripetute all’ex compagna: arrestato 31enne

Aveva compiuto atti persecutori e violenze nei confronti dell’ex compagna: arrestato un 31enne di origine rumena. È successo lo scorso 7 febbraio a Lanzo Torinese. L’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione, e ha messo in atto episodi che hanno portato alla custodia cautelare.

Tra questi, lo scorso 31 gennaio si era intrufolato in casa della donna mentre dormiva con la figlia, l’ha picchiata, minacciata con un coltello e prima di andarsene le ha vandalizzato l’auto. Il giorno dopo l’ha pedinata fino a un bar di Ciriè, dove i carabinieri sono intervenuti bloccandolo sul posto. Intanto, sui social si vantava di sfuggire alla giustizia, fino all’arresto dei carabinieri della compagnia di Venaria.

VI.G

“Racconti di cambiamenti”. Percorsi di dialogo, esperienze e cittadinanza

Rivolti a giovani, “con” o “senza” disabilità under 35, negli spazi di “Open – Fondazione Time2”

Da mercoledì 11 febbraio a mercoledì 23 settembre

In totale, 13 incontri mensili programmati nell’arco di otto mesi. L’idea è quella di creare una sorta di “laboratorio civico e relazionale”, con l’obiettivo di “favorire il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni sui temi di maggiore attualità sociale, culturale e politica”.

A dirla tutta è già lo stesso titolo, “Racconti di cambiamenti”, rassegna oggi al via e inserita all’interno del più ampio programma “Cambiamenti”, avviato nel 2023 da “Fondazione Time2” (Fondazione nata nel 2019 su iniziativa di Antonella e Manuela Lavazza, per affiancare “persone con disabilità” nel passaggio all’età adulta e nel costruire il proprio futuro su basi di uguaglianza e pari opportunità) per accompagnare progetti capaci di trasformare i contesti di vita, rendendoli più accessibili, inclusivi e partecipativi per le persone “con disabilità”. Il tutto attraverso “pratiche concrete”, cui hanno prestato sostegno numerosi enti e associazioni locali, a partire dal “Comune di Torino” alla “Fondazione Sandretto Re Rebaudengo” all’“Istituto dei Sordi” fino al “CPD – Consulta per le Persone con Disabilità”, solo per citarne alcune.

L’esperienza condivisa, la parola, il confronto e l’ascolto fra mediatori e partecipanti, rappresentano nel concreto il “cuore del percorso”. Un dialogo costruttivo e creativo cui si affiancherà, in occasione di ogni appuntamento, la collaborazione con “Hangar Piemonte”, agenzia per le trasformazioni culturali della “Regione Piemonte”: ogni incontro vedrà, infatti, la partecipazione dei progetti culturali del suo “ecosistema”, chiamati a intervenire sui temi della rassegna.

Ma quale, nello specifico, la struttura degli incontri? “Ogni incontro – sottolineano gli organizzatori – sarà dedicato a un tema di forte attualità e rilevanza pubblica, scelto per la sua capacità di generare riflessione e confronto. La chiave di lettura costante dei diversi temi è quella dell’accessibilità, e per questo per ciascun ambito tematico sarà coinvolto almeno un progetto della ‘rete Cambiamenti’ che, attraverso le proprie azioni, ha contribuito a rendere più accessibili e inclusivi i contesti di riferimento, traducendo in pratiche concrete i principi di trasformazione e inclusione”.

Gli appuntamenti si terranno nella sede torinese di “Open – Fondazione Time2”in corso Stati Uniti 62/B e seguiranno una formula condivisa, adattata di volta in volta al tema affrontato. L’incontro si aprirà con un “momento introduttivo” teso a permettere di entrare nel tema; seguirà il “cerchio di parola”, uno spazio partecipato di confronto e ascolto reciproco. Il dialogo verrà, inoltre, arricchito dal contributo di persone attiviste, del mondo dell’associazionismo e della ricerca, insieme a “Fondazione Time2” e alla rete di “Hangar Piemonte”. Parteciperà agli incontri anche la “Libreria Binaria” di via Sestriere che proporrà consigli di lettura coerenti con il tema dell’incontro.

Ogni appuntamento si concluderà con una fase di “decompressione creativa”, pensata come un momento di svago o un gesto simbolico in grado di tradurre il tema in un’esperienza condivisa.

Il via, come detto, mercoledì 11 febbraio alle 18: il primo appuntamento è dedicato all’ “educazione affettiva” e alla “sessualità positiva e consapevole”. Partecipano al “cerchio di parola” “My Safe Space APS”, associazione composta da professionistə della salute mentale, “Associazione Verba” e “Aps Me.dea” di “Io sono Unica”, il progetto “Cambiamenti” che ha lavorato sull’accessibilità del “Centro Antiviolenza” di Alessandria e Casale Monferrato e sulla consapevolezza sulla violenza di genere delle “donne con disabilità”.

Dell’ecosistema di “Hangar Piemonte” partecipa “Social Community Theatre” con l’esperienza di “OnStage+”, progetto interattivo di teatro sociale e di comunità creato per contrastare le discriminazioni “LGBTQIA+”.

Si ricorda che la partecipazione a tutti gli incontri è libera. Tutti gli eventi saranno inoltre progettati con particolare attenzione all’accessibilità: per questo, è prevista la trascrizione automatica degli interventi, l’utilizzo di testi semplificati, la possibilità di richiedere la presenza di un “interprete LIS” e la predisposizione di uno spazio tranquillo, protetto da stimoli esterni e dotato di “stimming toys”.

Per info sul programma nel dettaglio: www.open.fondazionetime2.it

G.m.

Nelle foto: “Open – Fondazione Time2”, immagini di repertorio

Abitare le città universitarie

Al Politecnico di Torino un dibattito nazionale su politiche, pratiche e geografie
                                    
Analisi, riflessioni e confronti – a partire da una nuova ricerca sull’abitare studentesco – in un incontro con i Rettori di Politecnico di Torino,
Università degli Studi di Milano-Bicocca e Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, insieme al Prorettore dell’Università degli Studi di Padova, e
i rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel dibattito su scala nazionale
 
 

L’internazionalizzazione degli atenei e l’aumento della popolazione studentesca incidono sia sui processi di rigenerazione urbana, tramite investimenti e trasformazioni fisiche, sia sul mercato dell’abitare, sempre più sotto pressione per la domanda di alloggi studenteschi e la competizione con altre forme di residenzialità. In questo quadro, l’abitare è assunto come chiave di lettura per comprendere dinamiche urbane più ampie e le condizioni di una popolazione studentesca articolata.
Venerdì 6 febbraio il Politecnico di Torino ha organizzato un incontro al Castello del Valentino per discutere su queste tematiche di stringente attualità con Marco OrlandiRettore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Giovanni Molari, Rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e Carlo Pellegrino, Prorettore con delega all’Edilizia dell’Università degli Studi di Padova, che hanno dialogato con il Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati.
A fornire gli spunti di riflessione, lo svolgimento della ricerca biennale sull’abitare studentesco nel contesto delle trasformazioni urbane legate al ruolo crescente delle università. Il quadro di riferimento è il progetto PRIN PNRR 2022 LINUS – Living the University City: Student Housing as Driver of Changes, coordinato da Loris Servillo, docente presso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST e Coordinatore del Centro Interdipartimentale FULL-Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino, che ha coinvolto gruppi di ricerca nelle quattro città universitarie del Nord Italia analizzate – Bologna, Milano, Padova e Torino – attraverso appunto l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Milano-Bicocca, Padova e il Politecnico di Torino.
“Oggi l’abitare per gli studenti universitari necessita di un progetto che osservi due scale. La prima è di tipo programmatorio, perché sono necessari interventi strutturali che rendano le residenze universitarie un elemento chiave per l’attrattività degli studenti fuori sede e internazionali. La programmazione degli investimenti e della costruzione delle opere necessita dei fisiologici tempi autorizzativi e realizzativi, come dimostrano tra l’altro le applicazioni dei bandi ministeriali, e questo ha bisogno della consapevole pazienza tipica di una policy di medio-lungo periodo. L’altra dimensione invece è posizionata sulla scala del breve periodo e riguarda l’integrazione della residenzialità con i servizi necessari per animare la vita universitaria. La combinazione di una strategia che coniughi questi due aspetti è fondamentale e significa farli confluire in un’offerta omogenea”, ha commentato Stefano Corgnati, Rettore del Politecnico di Torino e Presidente della Commissione paritetica alloggi e residenze per studenti universitari del Ministero dell’Università e della Ricerca.
“L’abitare studentesco è una componente essenziale del diritto allo studio, perché incide direttamente sulla qualità dell’esperienza formativa: l’università è infatti anche uno spazio di relazioni, integrazione e crescita, che va vissuto pienamente – ha spiegato Marco Orlandi, Rettore dell’Università di Milano-Bicocca – Milano è a tutti gli effetti una città universitaria con oltre 214.000 studenti, ma è segnata da una carenza strutturale di alloggi sostenibili. Come atenei pubblici abbiamo dunque la responsabilità di promuovere residenze a prezzi accessibili e di qualità: non semplici dormitori, ma luoghi di vita comunitaria, integrati nei quartieri cittadini. Per farlo dobbiamo poggiare le nostre scelte su dati solidi, su un monitoraggio sistemico della condizione abitativa e su occasioni di confronto tra atenei, come questo convegno a Torino. È su queste basi che, all’Università di Milano-Bicocca, è stata istituita una delega specifica all’abitare studentesco”.

“La vita universitaria è fatta di incontri, di relazioni, di interazioni: rafforzare questo contesto significa anche un impegno profondo sui temi dell’abitare studentesco – ha dichiarato Giovanni Molari, Rettore dell’Università di Bologna – Per questo è necessario che il sistema universitario, le politiche urbane e la popolazione studentesca interagiscano nella definizione di traiettorie abitative condivise. L’Università di Bologna è fortemente impegnata su questo fronte, in collaborazione con le realtà pubbliche e private, non solo per ampliare l’offerta di alloggi, migliorarne la qualità e garantirne l’effettiva accessibilità, ma anche per potenziare i servizi finalizzati a facilitare la ricerca dell’alloggio e per rendere più sostenibili i costi degli affitti per studentesse e studenti fuori sede”.
“L’Università di Padova conta all’incirca 75000 studenti iscritti, in aumento negli ultimi anni, che contribuiscono in maniera decisiva a caratterizzare Padova come città universitaria – ha dichiarato Carlo Pellegrino, Prorettore con delega all’Edilizia dell’Università di Padova – L’Ateneo, in sinergia con gli altri Enti del territorio, sta lavorando per migliorare le condizioni di studio dei propri studenti riqualificando alcune aree dismesse e rifunzionalizzando gli edifici universitari con interventi edilizi inclusivi e sostenibili che hanno anche l’obiettivo di incrementare l’offerta di alloggi pubblici per gli studenti. Si tratta principalmente di interventi senza consumo di suolo su immobili esistenti che permetteranno progressivamente di dare un contributo significativo in questo contesto”.
A seguire, in una seconda tavola rotonda, il confronto ha riguardato rappresentanti degli altri player nazionali interessati all’articolato tema dell’abitare universitario, con ricadute territoriali e nazionali di grande impatto sociale ed economico: Alberto Felice De Toni (Sindaco di Udine e Delegato per Università e Ricerca di ANCI), Manuela Manenti, (Commissaria straordinaria per gli alloggi universitari del Ministero dell’Università e della Ricerca), Silvia Mugnano (Delegata del Rettore sull’Abitare Studentesco dell’Università degli Studi di Milano Bicocca) e Anna Ricevuto (Esecutivo nazionale UDU Unione degli Universitari con delega alle politiche abitative).
 
 
Il progetto biennale “LINUS – Living the university city. Student housing as drivers of changes”, partito a novembre 2023, rientra tra i progetti PRIN 2022 PNRR finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Le Unità di Ricerca coinvolte appartengono a settori disciplinari diversi (geografia, sociologia, urbanistica) e afferiscono all’Università Statale di Milano Bicocca, l’Università di Bologna, all’Università di Padova e al Politecnico di Torino (coordinamento). Il progetto appartiene all’Emerging Topic della Call “Human well-being”, Cluster 2, e sviluppa la sua agenda di ricerca nel Topic 6, per il quale sono in gioco la sostenibilità sociale e i suoi driver. La sfida del progetto è stata quella di considerare le dinamiche abitative studentesche come chiave di lettura e motori di trasformazioni urbane che sfidano la sostenibilità sociale e stressano i sistemi urbani ed abitativi. Il tema dell’abitare studentesco rimanda infatti ad alcune delle sfide più pressanti delle città contemporanee: come strutturare la città per le molte popolazioni urbane e temporanee che le attraversano, come gestire le dinamiche trasformative indotte da queste popolazioni, e come garantire una integrale condizione di cittadinanza, che ha nell’accesso ad una casa dignitosa e abbordabile un principio di giustizia sociale. L’agenda di ricerca di LINUS indaga, quindi, le dinamiche abitative studentesche in quattro città (Bologna, Milano, Padova, Torino) caratterizzate dalla crescente presenza di studenti fuori-sede e internazionali e dalle necessità nel trovare condizioni abitative adeguate sia per studenti che per residenti.

Il Giorno del Ricordo, un dovere celebrarlo

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IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Il Giorno del ricordo che venne istituito nel 2004 con legge votata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano e con il voto del PDS e il sostegno di Luciano Violante, sara’ celebrato in modo solenne dall’ANVGD e dal Comune di Torino. Il Giorno del ricordo si tiene il 10 febbraio, anniversario del Trattato di pace che tolse all’Italia le terre del confine orientale: Istria, Dalmazia, Venezia Giulia, Fiume. Esso intende ricordare gli infoibati italiani da parte dei partigiani di Tito e l’esodo a cui furono costretti oltre 300mila Italiani per sfuggire alla furia titina.
La Jugoslavia si rivelò un regime totalitario e sanguinario, anche se il distacco di Tito da Stalin la portò ad essere considerata un paese “normale” da tanti stati democratici mondiali e perfino dalla stessa Repubblica italiana che nel 1975 firmo’ il Trattato di Osimo che comporto’ la definitiva cessione di altri territori italiani a Belgrado. Va ricordato in questo contesto come fu difficile e ritardato al 1954 perfino il ritorno di Trieste alla madre patria.
Gli Italiani dell’esodo non furono ben accolti in Italia anche se i profughi si inserirono con il loro duro lavoro nel tessuto italiano,  senza richiedere assistenze di sorta, con una dignità senza confronti, orgogliosi di essere e di rimanere italiani. Le Comunita’ di esuli ancora oggi sono formate da cittadini esemplari e benemeriti. Per decine d’anni in Italia non si parlò di foibe anche da parte degli storici. Solo Gianni Oliva, e in parte minore chi scrive, ruppero il silenzio. Furono per primi gli scrittori Sgorlon e Tomizza a scrivere del dramma del confine orientale.  Oggi c’è la tendenza a tornare indietro, con un revisionismo storico che rasenta il negazionismo e giunge anche al giustificazionismo delle foibe, “naturale reazione slava alla guerra fascista e alle violenze degli italiani contro gli slavi”. Si tratta di una tesi inaccettabile, in primis perché giustifica violenze brutali contro 20 – 30 mila italiani colpevoli solo di essere italiani. L’odio slavo si riversò contro gli Italiani che non erano già tollerati durante la dominazione austriaca che favorì la comunità slava.  In ogni caso giustificare le foibe significa accettare una visione della storia simile a quella di Hegel che la vedeva come un immenso mattatoio in cui la giustizia è una chimera. Le vicende del Confine orientale vanno storicizzate, non dimenticate o stravolte. Questo è il nostro dovere di Italiani e anche di Europei che guardano oltre i confini novecenteschi che grondano di sangue. In questo giorno rendiamo anche onore ai grandi Italiani originari della sponda adriatica: da Niccolò Tommaseo a Guglielmo Oberdan, da Fabio Filzi a Nazario Sauro, da Ottavio Missoni a Enzo Bettiza.

Famiglia, servizi e territori: Ozegna, confronto per il futuro delle aree interne

 

Ozegna, 9 febbraio 2026 – Una partecipazione ampia e qualificata di sindaci del territorio, amministratori locali, associazioni e cittadini ha caratterizzato l’incontro pubblico “Famiglia, servizi e territori – Come ridare futuro alle aree interne”, svoltosi presso il Palazzetto dello Sport di Ozegna.

La serata, moderata dalla Patrizia Multari, psicologa e psicoterapeuta, mediatrice familiare EMDR, ha rappresentato un momento di confronto politico e sociale di alto livello su una delle sfide più decisive per il futuro del Paese: lo spopolamento delle aree interne, la denatalità e la tenuta dei servizi essenziali, a partire da quelli educativi e sociali.

Ad aprire i lavori è stato il Federico Pozzo, Sindaco di Ozegna, che ha sottolineato l’importanza di riportare il dibattito sui territori, partendo dai bisogni concreti delle comunità locali e dal ruolo centrale dei Comuni come primo presidio istituzionale.

Nel corso dell’incontro, Sergio Bartoli, Consigliere Regionale del Piemonte e Presidente della V Commissione Ambiente, ha evidenziato come lo spopolamento non sia un destino inevitabile, ma il risultato di scelte politiche frammentarie e di una visione di breve periodo. Per contrastarlo, ha ribadito la necessità di politiche strutturali, continue e misurabili, capaci di accompagnare i territori nel tempo e non limitate alla durata di singoli bandi.

La “comunità educante” come risposta concreta

Ampio spazio è stato dedicato al tema della comunità educante, come modello innovativo per contrastare l’isolamento delle famiglie e la progressiva perdita di opportunità educative nelle aree interne. È stato evidenziato come una famiglia difficilmente scelga di restare in un territorio privo di servizi educativi adeguati e come un bambino che cresce senza tali opportunità parta già svantaggiato.

Su questo punto è intervenuta Nicoletta Bellin, Direttrice del CISS 38, che ha richiamato la necessità di costruire reti territoriali stabili tra Comuni, servizi sociali e terzo settore, sottolineando come i piccoli enti, da soli, non dispongano della massa critica, delle risorse e del personale necessari per rispondere a bisogni sempre più complessi.

Oltre i bandi: serve una strategia nazionale

Il confronto si è poi spostato sul livello nazionale con l’intervento dell’On. Elena Bonetti, già Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia e Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica. Bonetti ha criticato l’attuale approccio basato su finanziamenti frammentari, ribadendo che “l’Italia non può andare avanti a bandi”, ma ha bisogno di una visione strategica di lungo periodo per decidere quale modello di Paese costruire e come preservare le aree interne.

La voce degli amministratori locali

A portare la prospettiva quotidiana degli amministratori è stata l’On. Daniela Ruffino, Deputata della Repubblica, che ha evidenziato la fatica costante dei Comuni nel garantire servizi essenziali in un contesto di inverno demografico e risorse discontinue. Ruffino ha sottolineato come l’accesso ai servizi non debba diventare una “lotta estenuante”, ma restare un diritto, richiamando l’attenzione sulla carenza di personale nei piccoli Comuni e sulle difficoltà nell’attuazione delle opportunità offerte dal PNRR.

Giovani, istruzione e futuro dei territori

Nel dibattito è emersa con forza anche la questione del disagio giovanile e del ruolo centrale dell’istruzione. È stato ribadito che, in un Paese che perde popolazione, la risposta non può essere la chiusura delle scuole o il taglio dei servizi, ma un investimento maggiore e mirato sull’educazione, soprattutto nelle aree interne. I pochi giovani rimasti rappresentano una risorsa strategica da valorizzare, sostenere e accompagnare.

Un impegno politico condiviso

In chiusura, i relatori hanno riaffermato l’impegno a tradurre il confronto in azioni politiche concrete, attraverso il lavoro coordinato tra Parlamento, Regione e Comuni. È stato lanciato un appello forte alla collaborazione istituzionale e alla partecipazione dei cittadini, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e garantire un futuro ai territori, evitando che lo spopolamento ne cancelli identità, storia e radici.

Cittadino albanese arrestato per spaccio a Vanchiglietta

 

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino albanese di quarantadue anni per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

A seguito di attività info-investigativa gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato, in zona Vanchiglietta, un’attività di spaccio portata avanti da un uomo residente nel quartiere.

Nel corso degli accertamenti i poliziotti rintracciavano l’uomo che, in compagnia di una donna, usciva dal proprio alloggio per salire su una autovettura posteggiata nelle vicinanze.

Sottoposti a controllo personale e domiciliare gli operatori rinvenivano 215 € in banconote di piccolo taglio e una busta, nascosta tra il riso sfuso, contenente quasi un kilo di cocaina, oltre a materiale da confezionamento, da taglio e a diversi involucri in plastica trasparente contenente la stessa sostanza stupefacente.

(foto archivio)

Incendio in casa: muore donna di 79 anni

L’abitazione prende fuoco e muore un’anziana di 79 anni: è successo nell’alessandrino, in località Cascina Bregna a Casaleggio Boiro. Le cause del rogo sono ancora da verificare.

Sul posto è intervenuta l’ambulanza di Ovada e, secondo la conferma dell’ufficio stampa della Centrale del 118, la donna, purtroppo, non ce l’ha fatta. Il figlio, 55enne, è stato trasportato all’ospedale di Novi Ligure in codice giallo. Sul luogo sono poi intervenuti i vigili del fuoco. Al piano di sopra dell’abitazione vivevano, con l’anziana, il figlio, la nuora e il nipote; solo quest’ultima e il nipote non erano presenti durante l’incendio.

VI.G