CRONACA- Pagina 4

E’ grave presunto spacciatore investito da auto durante i controlli: i pusher contro la polizia

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Un giovane, presunto pusher e’ in gravi condizioni al Cto dopo essere stato investito, forse mentre fuggiva, da un’auto nel corso di un controllo antidroga della polizia in corso Principe Oddone, a Torino tra corso Umbria e via Ravenna. L’incidente è avvenuto ieri sera intorno alle 22.30, e ha provocato una rivolta di spacciatori nordafricani contro gli agenti della polizia, intervenuta con diverse volanti.

Frana sul Monviso: nessuna persona coinvolta

Il Soccorso alpino ha accertato che sul Monviso, dove l’altro ieri è caduta una frana, non sono state coinvolte persone.

Il sentiero in prossimità del Rifugio Quintino Sella è stato interessato  da una consistente nube di polvere e detriti sollevata dal distacco, ma non è stato direttamente investito dal corpo principale della frana.

Frana sul Monviso, un tavolo in Regione

L’assessore allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna Marco Gallo: «Il distacco di martedì si inserisce in una successione di fenomeni che interessa da tempo il Monviso. Per la prima volta riuniremo in Regione competenze diverse per costruire un quadro unitario e comprendere che cosa sta accadendo al Re di Pietra»
La Regione Piemonte convocherà nei prossimi giorni un tavolo sul Monviso all’interno dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici per approfondire quanto accaduto nella serata di martedì primo settembre sul versante nord-est della montagna e avviare un lavoro strutturato di conoscenza, osservazione e valutazione delle possibili azioni sul fronte del monitoraggio, della prevenzione e della sicurezza.
Al tavolo saranno chiamati a partecipare il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, Arpa Piemonte, i tecnici e le direzioni regionali coinvolte, la Provincia di Cuneo, gli enti territoriali e i soggetti scientifici e istituzionali in grado di mettere a disposizione conoscenze, dati e competenze sul massiccio del Monviso.
L’obiettivo è riunire per la prima volta in Regione, all’interno di un unico luogo di confronto, professionalità e punti di osservazione differenti, mettendo in relazione le informazioni già disponibili e costruendo una lettura complessiva dell’evoluzione della montagna.
La decisione arriva dopo il vasto distacco che ha interessato l’area nei pressi del rifugio Quintino Sella. Gli accertamenti effettuati dal Soccorso Alpino hanno fortunatamente escluso il coinvolgimento di persone.
Le verifiche hanno inoltre evidenziato che il sentiero verso Pian del Re è stato raggiunto soprattutto dalla consistente nube di polvere e detriti sollevata dal crollo, senza essere direttamente investito dal corpo principale della frana.
«La notizia che nessuno sia rimasto coinvolto rappresenta un grande sollievo – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna Marco Gallo –. Ringraziamo profondamente il Soccorso Alpino, gli equipaggi dell’elisoccorso e tutti i soccorritori che, dalla serata di ieri e per tutta la notte, si sono immediatamente attivati per verificare l’eventuale presenza di persone nell’area e garantire le condizioni di sicurezza. La loro tempestività, preparazione e generosità costituiscono un patrimonio prezioso per l’intero Piemonte».
Quello di martedì non è un episodio isolato. Negli ultimi anni il versante nord-est del Monviso è stato interessato da una successione di crolli e distacchi, tra i quali quello di grandi dimensioni avvenuto nel dicembre 2019 e successivamente studiato da Arpa Piemonte. Le analisi condotte hanno evidenziato una configurazione geologica e strutturale che rende il versante particolarmente predisposto ai fenomeni di instabilità. L’ampiezza dell’ultimo distacco, la cui effettiva entità dovrà essere determinata attraverso gli approfondimenti tecnici, rende ancora più evidente la necessità di mettere a sistema le conoscenze maturate nel tempo e di affrontare l’evoluzione del Monviso attraverso un metodo condiviso e continuativo.
«Le Alpi sono considerate un hotspot del cambiamento climatico, un territorio nel quale gli effetti delle trasformazioni in corso si manifestano con particolare evidenza – sottolinea l’assessore Marco Gallo –. La successione dei fenomeni osservati sul Monviso ci impone di interrogarci, raccogliere dati e comprendere come sta cambiando una montagna che è simbolo del Piemonte e sentinella dei cambiamenti delle Alpi».
Il lavoro del tavolo si collegherà anche al percorso avviato dalla Regione Piemonte con l’Osservatorio sui cambiamenti climatici, nato per rafforzare la conoscenza delle trasformazioni in corso, valutarne gli effetti sui territori e sostenere la definizione di politiche di adattamento, prevenzione dei rischi e resilienza.
«Non partiamo con conclusioni già scritte né con la presunzione di poter governare ogni trasformazione naturale – conclude Gallo –. Vogliamo creare le condizioni perché tutte le conoscenze disponibili possano dialogare e aiutarci a comprendere meglio ciò che sta accadendo. Conoscere più a fondo la montagna significa rafforzare la prevenzione e proteggere chi vive ai suoi piedi, chi vi lavora e chi la frequenta».

Coldiretti Piemonte: Unione Europea, dal 3 settembre stop alla carne brasiliana

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Dal 3 settembre l’Europa chiude le porte a carne e altri prodotti di origine animale brasiliana che non garantiscono il rispetto delle stesse regole imposte agli allevatori europei. Si tratta di una vittoria figlia della battaglia condotta da Coldiretti e Filiera Italia in Italia e a Bruxelles per affermare il principio di reciprocità.  Non una battaglia contro il commercio Internazionale,  ma contro la concorrenza sleale che per troppo tempo ha preteso dagli agricoltori europei gli standard più elevati al mondo consentendo, allo stesso tempo, l’ingresso di prodotti che non offrivano garanzie equivalenti.

“Una decisione che segna un principio fondamentale: non può esserci tutela del reddito degli agricoltori né della salute dei cittadini se nel mercato europeo entrano prodotti ottenuti  secondo standard diversi e meno rigorosi rispetto a quelli richiesti alle nostre imprese – affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte , e Bruno Rivarossa, delegato confederale – È la dimostrazione che la reciprocità non è uno slogan, ma può e deve diventare il criterio sul quale costruire la politica commerciale europea. Ai nostri allevatori sono richiesti ogni giorno investimenti e regole rigorose sulla tracciabilità, sul benessere animale  e sulla sicurezza alimentare. Non è più  accettabile che gli stessi obblighi scompaiano quando il prodotto arriva da migliaia di km di distanza. Con lo stop, quindi, difendiamo le nostre razze autoctone, il lavoro degli imprenditori e la salute dei cittadini”.

Dopo le denunce e le mobilitazioni di Coldiretti e Filiera Italia, l’Unione Europea ha finalmente verificato sul campo la capacità del sistema brasiliano di rispettare norme comunitarie. Dal 3 settembre il Brasile non figura, dunque, tra quelli autorizzati per l’ingresso nell’Unione di una serie di prodotti di origine animale, tra cui carni bovine, pollame, miele e prodotti dell’acquacoltura.

“Il commercio è un’opportunità solo quando avviene a condizioni eque, chi vuole vendere alimenti sul mercato europeo deve garantire gli stessi standard degli agricoltori europei. Ci auguriamo che quanto successo con il Brasile, venga attuato anche con il grano canadese trattato in preraccolta con glifosato, secondo pratiche non consentite agli agricoltori italiani, e per tutte quelle formule che non tengono conto delle regole a cui adempiono le nostre produzioni. Lo stop al Brasile dimostra che cambiare le regole è possibile. Ora l’Europa deve trasformare questa decisione in un principio generale che preveda stesse regole, stessi controlli e stesse garanzie per tutti i prodotti che arrivano sulle tavole dei cittadini europei – concludono Brizzolari e Rivarossa”.

Mara Martellotta

Nuove regole sugli imballaggi: cosa rischiano le imprese?

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Dal 12 agosto  sono cambiate le regole europee sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. L’entrata in applicazione delle prime disposizioni del nuovo Regolamento europeo PPWR apre una fase di adeguamento che interesserà anche una parte consistente del sistema artigiano piemontese.

Sono oltre 40 mila le imprese artigiane che operano nei comparti potenzialmente interessati dalla nuova disciplina. Si tratta, tra gli altri, di imprese alimentari, del legno-arredo, della moda, della cosmetica, della meccanica e di numerose altre attività manifatturiere. La platea delle imprese effettivamente chiamate ai diversi adempimenti sarà tuttavia articolata e dipenderà dalla tipologia di imballaggio, dalle modalità di vendita e dal ruolo ricoperto dall’impresa nella filiera. Il nuovo quadro riguarda, tra gli altri casi, gli imballaggi utilizzati per prodotti destinati alla vendita sul mercato nazionale, quelli autoprodotti, gli imballaggi collegati alle esportazioni e quelli utilizzati nelle vendite a distanza verso altri Paesi dell’Unione europea. Per la vendita diretta sono previste fattispecie differenti in funzione del mercato di destinazione.

Per le imprese artigiane la novità si traduce innanzitutto nella necessità di prestare maggiore attenzione alla conformità degli imballaggi, alla documentazione tecnica e alle dichiarazioni richieste. Un aggravio che rischia di pesare soprattutto sulle microimprese, spesso prive di strutture amministrative dedicate.

“E’opportuno che ogni impresa, in base alle sue dimensioni e al mercato di riferimento, si informi per individuare il proprio posizionamento nella filiera – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – in modo che abbia chiaro se deve occuparsi direttamente delle dichiarazioni di conformità. Non è un’operazione semplice in un tessuto produttivo variegato come quello del Piemonte, dove le filiere possono essere molto diverse. Resta da vedere se le imprese situate extra-UE, ossia quelle che beneficiano sempre degli aggravi burocratici che la UE impone alle aziende nostrane, saranno anche tenute al rispetto di certe regole. Ne dubitiamo. Lamentiamo poi la mancanza di atti delegati e norme tecniche. Infatti per le microimprese il tema resta quello di riuscire a orientarsi, ma sarà fondamentale che i rapporti tra imprese e fornitori siano chiari e che la documentazione necessaria sia facilmente disponibile. Ormai è frequente l’impressione che dietro al concetto di “sostenibilità” ci siano intenti pelosi che con la sostenibilità hanno poco a che vedere”.

Dal 12 agosto sono scattati inoltre specifici limiti alla presenza di PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Il Regolamento UE 2025/40 ne vieta l’immissione sul mercato quando le concentrazioni raggiungono o superano le soglie stabilite dalla normativa.

“Per il settore alimentare il packaging non è semplicemente una confezione – conclude Felici – è parte integrante della sicurezza del prodotto della sua conservazione e della qualità con cui arriva al consumatore. Per le imprese alimentari il tema dei PFAS rende ancora più evidente quanto sia importante avere una filiera dei materiali trasparente e affidabile. La piccola impresa deve poter ricevere dal proprio fornitore garanzie e documentazione sulla conformità dell’imballaggio, senza doversi fare carico di controlli e oneri tecnici sproporzionati rispetto alle proprie dimensioni. Ci saranno sicuramente delle ripercussioni soprattutto per le più strutturate che vendono anche all’estero”.

Un capitolo specifico riguarda inoltre le imprese che utilizzano il commercio elettronico. Le vendite a distanza, in particolare quelle rivolte ad altri Paesi dell’Unione europea, rientrano tra gli ambiti nei quali il nuovo quadro regolamentare assume particolare rilevanza. Per le imprese artigiane che vendono online questo significa prestare maggiore attenzione anche alla quantità e alla tipologia di imballaggio utilizzato per le spedizioni, riducendo, ove possibile, confezioni sovradimensionate e materiale non necessario.

Rovescia un cassonetto, poi picchia l’operatrice ecologica che lo rimprovera: arrestato

Prima ha preso a calci un cassonetto, ribaltandolo in mezzo alla strada. Poi si è scagliato contro l’operatrice ecologica che lo aveva rimproverato, colpendola al volto e portandole via la borsa: arrestato.

È successo la mattina scorsa in Aurora, dove un 30enne di origini marocchine è stato individuato dopo la segnalazione della donna, poi finita in ospedale per le ferite riportate. Quando gli agenti della polizia locale sono intervenuti, l’uomo si stava già allontanando. Bloccato e accompagnato al comando per l’identificazione, ha continuato a dare in escandescenze, colpendo durante le fasi di controllo uno dei vigili che stava cercando di offrirgli dell’acqua.

Per lui è scattato l’arresto con le accuse di furto, violenza, resistenza e aggressione a pubblico ufficiale. La polizia locale sta ricostruendo con precisione la dinamica dei fatti.

VI.G

Due tentate rapine e un furto con strappo in centro: arrestato anche il secondo uomo

Tre aggressioni in pochi minuti, un monopattino, lo spray urticante e una fuga breve: la Polizia di Stato ha arrestato anche il secondo sospettato. L’uomo è stato rintracciato il 31 agosto, dopo essersi reso irreperibile nei giorni successivi agli episodi; il presunto complice era stato bloccato alcuni giorni prima.

Le indagini, coordinate dalla procura di Torino, proseguono. Gli investigatori hanno ricostruito la sequenza delle aggressioni e identificato i due presunti responsabili grazie alle immagini delle telecamere, alle testimonianze delle vittime e alle individuazioni fotografiche.

Secondo gli accertamenti, i due viaggiavano su un monopattino elettrico e avrebbero messo a segno tre aggressioni in rapida successione: avvicinamenti alle spalle, strattoni e tentativi di strappo delle collane. In un episodio una donna è stata spinta a terra; alcuni passanti intervenuti sono stati respinti con l’uso di spray urticante. In un altro caso uno dei sospetti avrebbe perso un coltello, poi sequestrato. Una delle persone offese ha riportato lesioni giudicate guaribili in pochi giorni.

Gli arresti fanno parte dei servizi mirati che la Questura ha intensificato nelle ultime settimane per fermare i furti in strada, spesso messi a segno su monopattini. La polizia riferisce che, nelle attività di Squadra Mobile, UPGSP e commissariati, sono state individuate 25 persone per furto con strappo nell’ultimo mese; più di un terzo dei casi riguarda il centro.
Il procedimento penale è ancora alle fasi iniziali.

VI.G

Corso di formazione per le associazioni di Venaria Reale

Riprende a settembre il Corso di formazione per le associazioni di Venaria Reale, promosso dalla Città di Venaria Reale e realizzato da Volontariato Torino ETS, con il coinvolgimento della Fondazione Via Maestra.

La seconda parte del percorso, in programma da settembre a dicembre 2026, offrirà alle realtà associative del territorio nuove occasioni di approfondimento e confronto su alcuni temi centrali per la vita delle organizzazioni: la comunicazione sociale, la ricerca e la gestione dei volontari, il coinvolgimento dei giovani e la progettazione sociale.

Gli incontri si terranno presso la Biblioteca civica Tancredi Milone, in via Giuseppe Verdi 18, dalle 18:00 alle 20:00.

Il calendario degli incontri

  • Giovedì 24 settembre 2026
    Comunicare la solidarietà (2) – Gli strumenti
    Docente: Alberto Manzo
  • Giovedì 8 ottobre 2026
    Ricerca e gestione di volontarie e volontari
    Docente: Paola De Matteo
  • Giovedì 22 ottobre 2026
    La motivazione nel volontariato
    Docente: Paola De Matteo
  • Giovedì 12 novembre 2026
    Volontariato formato giovani
    Docente: Paola De Matteo
  • Giovedì 26 novembre 2026
    ABC della progettazione sociale
    Docenti: Paola De Matteo e Alessandro Prandi
  • Giovedì 10 dicembre 2026
    Laboratorio di progettazione sociale (1)
    Docenti: Paola De Matteo e Alessandro Prandi
  • Giovedì 17 dicembre 2026
    Laboratorio di progettazione sociale (2)
    Docenti: Paola De Matteo e Alessandro Prandi

La prima parte del programma sarà dedicata alle persone che animano il volontariato. Si approfondiranno gli strumenti utili per comunicare efficacemente la solidarietà, individuare e accogliere nuovi volontari, sostenerne la motivazione e favorire la partecipazione delle nuove generazioni.

Gli ultimi tre appuntamenti saranno invece dedicati alla progettazione sociale. Dopo un incontro introduttivo, le persone partecipanti potranno sperimentare quanto appreso attraverso due laboratori, pensati per accompagnare le associazioni nella costruzione di progetti coerenti con i bisogni della comunità e con gli obiettivi delle proprie organizzazioni.

Il corso rappresenta anche un’opportunità per favorire l’incontro tra le diverse realtà associative di Venaria Reale, condividere esperienze, rafforzare le competenze e sviluppare nuove collaborazioni al servizio del territorio.

Partecipazione e iscrizioni

La partecipazione è gratuita ed è riservata alle associazioni che operano a Venaria Reale e alle cittadine e ai cittadini residenti in città. È possibile scegliere liberamente uno o più incontri ai quali partecipare.

Le iscrizioni possono essere effettuate chiamando il numero verde 800 59 00 03, attivo il martedì dalle 14:00 alle 18:00, il mercoledì dalle 9:00 alle 13:00 e il venerdì dalle 9:00 alle 14:00.

Gli enti già accreditati presso Volontariato Torino possono accedere alla propria pagina personale e iscriversi in autonomia.

Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo volto@comune.venariareale.to.it.

Torino, 13enne molestata nel minimarket. Ma l’indagato torna libero e il caso accende la politica

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Il 42enne era stato arrestato dopo la denuncia della ragazzina. Il giudice dispone l’obbligo di firma. Nordio avvia accertamenti ispettivi, mentre da maggioranza e opposizione arrivano richieste di chiarimento

Sta assumendo una dimensione nazionale il caso della tredicenne che sarebbe stata vittima di violenza sessuale in un minimarket di Torino, nel quartiere Madonna di Campagna. L’uomo accusato dell’episodio, un 42enne straniero che lavorava nel negozio, è stato rimesso in libertà dopo aver trascorso due notti in carcere. Nei suoi confronti è stato disposto l’obbligo di firma.

La vicenda risale allo scorso fine settimana. La ragazza sarebbe entrata nel locale per fare alcuni acquisti e qui sarebbe stata avvicinata dall’uomo. Una volta fuori ha raccontato quanto sarebbe accaduto alla madre, che ha dato immediatamente l’allarme. Le successive verifiche degli investigatori, comprese quelle sulle registrazioni della videosorveglianza, hanno portato all’arresto del 42enne.

Dopo l’udienza di convalida, tuttavia, il giudice non ha ritenuto necessario proseguire con la custodia cautelare in carcere, disponendo una misura meno restrittiva. Nella valutazione sarebbero entrati diversi elementi relativi alla posizione dell’indagato, compresa l’assenza di precedenti e il comportamento manifestato dopo l’accaduto.

È proprio la decisione di consentire all’uomo di lasciare il carcere ad avere trasformato rapidamente un grave episodio di cronaca in un caso politico e istituzionale. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto accertamenti ispettivi al Tribunale di Torino per acquisire gli elementi necessari a ricostruire il percorso che ha portato alla decisione.

Le reazioni politiche sono state numerose e, fatto non frequente, le perplessità hanno attraversato sia la maggioranza sia l’opposizione. Dal centrodestra sono arrivate le prese di posizione più dure, con la richiesta di misure maggiormente restrittive e iniziative pubbliche di protesta. Nella foto la manifestazione di Fratelli d’Italia.

San Luigi di Orbassano: Anestesia e Rianimazione, ricerca sulla ventilazione 

Un progetto finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito della Ricerca Finalizzata 2024, che mette in rete tre importanti centri italiani e rafforza la capacità di fare ricerca direttamente all’interno degli ospedali del Servizio sanitario pubblico.

L’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano partecipa al progetto LUNG-LIFE, coordinato dalla Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza insieme all’Azienda Ospedale-Università di Padova.

Si tratta di un progetto che non sostiene soltanto la partecipazione dell’ospedale alla sperimentazione multicentrica, ma permette di accrescere le competenze e la capacità di ricerca interne all’Azienda, affiancando all’attività clinica una risorsa specificamente dedicata alla ricerca.

Uno degli elementi centrali è fare degli ospedali non soltanto i luoghi in cui vengono applicati i risultati della ricerca, ma anche quelli nei quali si fa ricerca attraverso professionisti, competenze e attività scientifiche integrate con l’assistenza quotidiana.

Lo studio riguarda i pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), una forma grave di insufficienza respiratoria che può rendere necessaria la ventilazione meccanica.

La ricerca vuole verificare se l’introduzione periodica di un respiro più profondo, il cosiddetto “sigh”, possa contribuire a mantenere meglio aperti i polmoni e a migliorare gli scambi respiratori durante la ventilazione meccanica.

Il progetto ha l’obiettivo di trasformare le conoscenze acquisite in indicazioni potenzialmente trasferibili alla pratica clinica. La fase clinica sarà condotta nei tre centri di Orbassano, Monza e Padova, tutti con esperienza nella ricerca in area critica.

Al San Luigi lo studio sarà coordinato dal professor Vincenzo Russotto, direttore dell’Anestesia e Rianimazione, che nel progetto è principal collaborator e coordinatore locale della sperimentazione. L’Ospedale di Orbassano avrà il compito di contribuire all’arruolamento dei pazienti, alla raccolta dei dati e alla conduzione dello studio clinico.

Tale studio consentirà di comprendere meglio come ottimizzare la ventilazione nei pazienti con insufficienza respiratoria più grave, proteggendo il polmone e al tempo stesso garantire un adeguato supporto respiratorio. Se i risultati confermeranno i benefici attesi, il progetto potrà fornire le basi scientifiche per una successiva sperimentazione multicentrica più ampia, con potenziali ricadute sulla gestione dell’ARDS all’interno del Servizio sanitario nazionale.

Questa attività si inserisce nel più ampio profilo scientifico della struttura complessa a direzione universitaria di Anestesia e Rianimazione, che si contraddistingue per una ricerca di elevato livello, strettamente integrata con la pratica clinica e sviluppata attraverso una solida rete di collaborazioni internazionali.

Ne sono esempio gli studi multicentrici STARGATE e PREVENTION, entrambi dedicati alla gestione delle vie aeree e coordinati dal professor Russotto in qualità di principal investigator.

In questi progetti il San Luigi Gonzaga svolge il ruolo di centro coordinatore, contribuendo alla costruzione di reti scientifiche con ospedali e istituzioni accademiche di diversi Paesi e consolidando la propria presenza nel panorama della ricerca internazionale in anestesia e area critica.