Tragico incidente ieri sera verso le 22.30 a Chieri. Un Diciannovenne L.A. ha perso il il controllo della moto, schiantandosi contro un’auto parcheggiata. Il giovane è deceduto in ospedale per i traumi riportati e si sta accertando la dinamica dei fatti. L’incidente è avvenuto in via Vittorio Emanuele II 105, di fronte all’oratorio San Luigi.
Controlli serali, locali affollati e irregolarità nella vendita di alcolici. Nei giorni scorsi la polizia è intervenuta tra via Nizza, il quartiere Millefonti e l’area di Corso Spezia, una delle zone più frequentate della movida torinese. Il bilancio è di oltre 10 mila euro di sanzioni.
L’attività è stata condotta dagli agenti del Commissariato di Barriera Nizza, con la partecipazione della polizia locale. I controlli si sono svolti nelle ore serali e notturne, soprattutto lungo l’asse di Corso Spezia. Gli agenti hanno controllato tre locali e due minimarket. Quattro attività sono state sanzionate perché il numero di clienti presenti impediva ai pedoni di attraversare il marciapiede.
In un bar-spritzeria sono state riscontrate alcune carenze igieniche. Mancavano anche le zanzariere sulle porte dei locali destinati alla preparazione degli alimenti. Nel dehors, inoltre, erano presenti più persone rispetto alla capienza consentita. Le sanzioni hanno superato i 2 mila euro.
La somma più alta riguarda un minimarket in via Varazze. Durante il controllo è emerso il mancato rispetto del divieto di vendere bevande alcoliche da asporto tra la mezzanotte e le 7. Contestata anche la vendita di bevande in contenitori di vetro o metallo tra le 23 e le 7 del giorno successivo. In questo caso le sanzioni ammontano a quasi 7 mila euro. I controlli nelle zone della movida proseguiranno con cadenza regolare.
VI.G
A Rivoli arriva il “gemello digitale”
300mila euro dalla fondazione Crt per una città senza barriere
Grazie al contributo di 300mila euro della Fondazione CRT, il Comune di Rivoli potrà compiere un duplice passo strategico verso l’innovazione e l’inclusione: la realizzazione del Digital Twin, il gemello digitale della città, e l’avvio della redazione del nuovo Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) per programmare interventi finalizzati alla piena accessibilità degli spazi pubblici.
Il Digital Twin si concretizzerà nella mappatura dell’intero territorio comunale e nella sua riproduzione tridimensionale ad alta precisione. Attraverso rilievi dettagliati di strade, marciapiedi, attraversamenti e spazi pubblici, Rivoli sarà così rappresentata in un modello digitale che consentirà di conoscere e analizzare con precisione le caratteristiche dello spazio urbano. Il modello sarà anche uno strumento di supporto al lavoro degli uffici comunali: permetterà di individuare criticità, simulare gli interventi prima della loro realizzazione, monitorarne gli effetti nel tempo e rendere più efficace la programmazione delle attività di progettazione, manutenzione e gestione del territorio.
Parallelamente, il finanziamento permetterà di sviluppare il nuovo PEBA, avviando una mappatura completa degli ostacoli che limitano la mobilità in città. Il piano censirà e classificherà le barriere in base all’accesso ai servizi essenziali e ai percorsi maggiormente frequentati, definendo priorità di intervento oggettive e trasparenti. L’intero percorso vedrà il coinvolgimento attivo delle associazioni del Terzo Settore e delle persone con disabilità, affinché le priorità individuate rispondano ai bisogni concreti della comunità.
«L’accessibilità non riguarda soltanto le persone con disabilità: riguarda ciascuno di noi, in ogni fase della vita – dichiara il sindaco Alessandro Errigo – Questo finanziamento ci permette di dotare Rivoli di uno strumento innovativo che resterà patrimonio della città e che ci consentirà di programmare gli interventi con maggiore efficacia, mettendo sempre al centro le persone. Eliminare le barriere significa rendere Rivoli più semplice da vivere, più sicura e più accogliente per tutti.»
«Il Digital Twin rappresenta un salto di qualità nel modo di progettare e gestire la città – aggiunge l’assessore alla Transizione digitale Emanuele Bugnone – Avere una rappresentazione tridimensionale e aggiornata del territorio significa mettere a disposizione degli uffici una nuova base di conoscenza, sulla quale progettare gli interventi, leggere le trasformazioni della città e lavorare in modo più efficace e coordinato. È uno strumento che ci permetterà di affiancare all’innovazione tecnologica una programmazione più precisa e, con il PEBA, una maggiore attenzione all’accessibilità.»
“Il contributo della Fondazione CRT al Comune di Rivoli nasce dalla volontà di mettere l’innovazione al servizio dell’autonomia e accessibilità. – afferma Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT – I Digital Twin rappresentano oggi uno strumento efficace per conoscere e progettare meglio gli spazi in cui viviamo: sono modelli digitali sempre più precisi delle città che consentono di leggere il territorio, individuare le barriere, programmare gli interventi. È una direzione già sperimentata a Torino e in altre città italiane e internazionali, dove queste tecnologie supportano le amministrazioni nelle scelte sulla mobilità, sullo spazio pubblico e sulla qualità urbana. Per la Fondazione CRT sostenere questo percorso significa contribuire a una cultura dell’inclusione che parte dalla capacità di progettare città più attente alle esigenze delle persone”.
Aperta la call per la selezione del nuovo Direttore/Direttrice
Prende il via la selezione per la nuova Direttrice o Direttore del Circolo del Design di Torino, centro di produzione culturale sui temi del design contemporaneo nato nel 2015. Nei suoi 10 anni si è affermato come luogo di sperimentazione che ha saputo tessere un continuo dialogo sull’asse della cultura del design – a livello nazionale ed europeo – tra mondo culturale, produttivo, istituzionale e accademico. La call segue il rinnovo del Consiglio Direttivo del Circolo, giunto alla naturale conclusione del suo mandato.
L’assemblea dei soci ha nominato Sara Fortunati – da sette anni Direttrice del Circolo – come nuova Presidente; al suo fianco, in qualità di Vice Presidente Anna Ferrino, imprenditrice nel settore dell’Outdoor, vincitrice di un Compasso d’Oro e da sempre impegnata in ruoli di rilievo in ambito istituzionale e culturale. Completano l’organo direttivo dell’Associazione i consiglieri Maurizio Bazzano, Presidente uscente, imprenditore e Past President dell’Associazione Innovation Service Industry (ISI) dell’Unione Industriali Torino e Francesca Caterina Imarisio, Avvocata amministrativista, esperta e attiva nell’ambito culturale, attualmente membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali La Venaria Reale.
Chi lo vorrà potrà dunque presentare fino al 3 novembre 2026 la propria candidatura alla direzione del Circolo del Design sul sito www.circolodeldesign.it. La persona scelta riceverà un incarico triennale, con possibilità di rinnovo per un biennio aggiuntivo.
Dal 2019, sotto la guida di Sara Fortunati, il Circolo del Design ha intrapreso un solido percorso di crescita, arrivando a triplicare le proprie dimensioni economiche e organizzative e generando una programmazione continuativa, costruita lungo tre direttrici: valorizzare il ruolo culturale del design rendendolo accessibile a un pubblico ampio, promuovere il design come leva di innovazione per il tessuto economico, dare corpo a un luogo sempre aperto che stimoli e accolga la comunità del design in città.
Un percorso che ha portato alla nascita di progetti come Earthrise – Design for a Living Planet, il programma annuale che coinvolge protagonisti internazionali per indagare il ruolo del design di fronte alle grandi sfide contemporanee; Archivi d’Affetto, la rassegna dedicata a protagonisti torinesi della cultura del progetto, giunta quest’anno al sesto episodio; Green Culture, il progetto finanziato dal PNRR che ha accompagnato 75 enti culturali italiani nella definizione del proprio percorso di transizione ecologica; Mira, il primo Osservatorio sul comparto del Design piemontese e Ask to Design, il progetto finalizzato a generare concretamente innovazione tramite il design, mettendo in relazione i bisogni delle imprese del territorio con le competenze dei designer.
Sette anni di attento lavoro per creare un luogo fisico che sia presidio e comunità insieme: punto di riferimento per chi progetta, studia, insegna e per un pubblico in cerca di ispirazione e nuovi sguardi sul contemporaneo. Durante l’anno, oltre alla programmazione culturale, il Circolo accoglie visitatori e visitatrici con una biblioteca sempre aperta e un catalogo di oltre 1.000 libri e riviste, coinvolge designer locali e internazionali attraverso piattaforme dedicate e programmi di residenza, costruendo reti con le università torinesi, nazionali e internazionali, imprese, archivi e design center europei. Nel territorio piemontese operano circa 2.000 designer e 900 studi e società di progettazione, per un totale di 8.500 addetti. A questo si affianca la presenza di università e scuole superiori con percorsi formativi dedicati al design e a discipline affini, che coinvolgono ogni anno circa 12.000 studenti. È in questo scenario che il Circolo del Design si colloca come nodo di connessione tra cultura e impresa, ricerca e divulgazione attraverso una programmazione che vede la produzione, solo nel 2025, di oltre 50 iniziative (tra mostre, incontri, talk e workshop), la partecipazione di migliaia di visitatori e il riconoscimento attraverso premi importanti come l’IF Design Social Prize 2025 e la menzione all’interno dell’ADI Design Index 2025.
A questi dati si aggiungono programmi dedicati attraverso i quali, solo nel 2025, il Circolo del Design ha formato: 75 imprese culturali e creative sul tema della transizione ecologica, più di 200 studenti degli istituti secondari di secondo livello con i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, 45 PMI sull’utilizzo del design come strumento di innovazione, oltre 250 designer su strumenti e temi contemporanei. Nell’ultimo triennio (2023-2025) il Circolo ha attivato oltre 200 collaborazioni e partnership a livello nazionale ed europeo di cui: 50 con enti culturali, 70 con aziende, 20 con enti pubblici e 25 con enti della formazione.
“In questi sette anni abbiamo applicato al Circolo del Design le stesse tecniche che il design insegna: osservare, prototipare, correggere, iterare. Siamo stati, in un certo senso, il laboratorio di noi stessi – dichiara la neo Presidente Sara Fortunati. – Innanzitutto desidero ringraziare tutti coloro che mi hanno accompagnata in questo incredibile ed entusiasmante percorso: dal precedente Consiglio Direttivo a quello nuovo, con il quale si apre questa nuovastagione. La sfida che il Circolo del Design ha affrontato è quella di mettere il design al centro di un’intera programmazione, culturale e di sviluppo territoriale: stabile, continuativa e aperta a diversi pubblici, cosa che non trova esempi in Italia ma che risuona nel panorama internazionale. Ringrazio i designer, i ricercatori, i curatori e tutti e quanti hanno contribuito ad alimentare uno scambio generativo, non ultimo il pubblico del Circolo del Design che ho visto crescere. Sono grata a tutto lo staff del Circolo del Design che ha sempre lavorato con generosità e felice e onorata di questo incarico e ringrazio l’Assemblea dei soci per questa nomina – dichiara Anna Ferrino, Vice-Presidente entrante.
La Call: il profilo ricercato e il processo di selezione. Il profilo ricercato dalla call è quello di un/una manager culturale, di cui sono valorizzati l’esperienza in ruoli analoghi e i legami con il mondo del design e con le industrie culturali e creative, fermo restando una postura che veda nel design una leva d’innovazione.
Le caratteristiche della nuova figura sono descritte nel testo integrale della call al link: circolodeldesign.it/call-for-director/. Scaduto il termine per la presentazione delle candidature, il Consiglio Direttivo nominerà una Commissione di valutazione, composta da componenti esterni al Circolo del Design, individuati tra persone di comprovata competenza nei settori della cultura del progetto, della gestione di organizzazioni culturali, delle politiche culturali o dell’innovazione. L’individuazione del profilo più idoneo avverrà con una selezione articolata in più fasi e – sulla base degli esiti della valutazione della Commissione e dei successivi colloqui – verrà conferito l’incarico alla persona selezionata, che prenderà servizio all’inizio del 2027.
Voto dal 4 all’8 ottobre
Torino, 16 settembre 2026 – Sono state ufficializzate le candidature per il rinnovo degli organi dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino per il quadriennio 2027-2030. La tornata elettorale vede la presentazione di una sola lista, Spazio Infermieri, per il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei Conti e le Commissioni d’Albo, alla quale si affiancano le candidature singole previste dalla procedura elettorale.
Un dato che caratterizza in maniera particolare questa tornata e sul quale interviene il presidente dell’OPI Torino, Ivan Bufalo.
«La presenza di una sola lista è prima di tutto un fatto e credo vada letto con grande responsabilità, senza attribuirgli significati che non ci competono», sottolinea Bufalo. «Personalmente penso però che racconti anche la capacità maturata in questi anni di aggregare sensibilità, esperienze e professionalità differenti intorno a un progetto comune per l’Ordine. Abbiamo cercato di costruire un OPI presente nel dibattito istituzionale, capace di rappresentare gli infermieri e di confrontarsi con tutti gli interlocutori della sanità e del territorio».
Per il Consiglio Direttivo, la lista Spazio Infermieri candida Ivan Bufalo, Roberto Armenio, Ornella Baldan, Jada Barone, Ilaria Carbonero, Caterina Cassinelli, Sabrina Esposito, Ivana Finiguerra, Salvatore Lanzarone, Francesco Malara, Ranieri Martinelli, Fausto Russo, Giorgia Scalese, Angelo Scalici e Raffaella Vincon.
Per il Collegio dei Revisori dei Conti sono candidati Bartolomeo Chianale e Sara Tambone come membri effettivi e Davide Tacconella come membro supplente.
Per la Commissione d’Albo Infermieri sono candidati Silvia Ambrosio, Marco Ariotti, Claudio Carlone, Angelo Giglio, Cosimo Greco, Francesco Lerro, Marianna Rotella, Isabella Santomauro e Federica Sapino. Per la Commissione d’Albo Infermieri Pediatrici sono candidati Giuseppe Graffeo, Mattia Luciano, Guglielmo Marciano, Giusi Medici e Stefania Richiardi.
Accanto alla lista risultano inoltre ammesse le candidature individuali di Vito Aquino, Patrizia Gianello e Francesco Mancuso, secondo quanto pubblicato nella documentazione elettorale dell’Ordine.
Il percorso previsto dalla normativa comprende tre successive convocazioni, caratterizzate da differenti quorum di validità. Dopo le convocazioni di settembre, le operazioni elettorali proseguiranno con la terza convocazione dal 4 all’8 ottobre, valida indipendentemente dal numero degli iscritti partecipanti.
Il 4 ottobre si voterà nella sede dell’OPI Torino di via Stellone 5, il 5 ottobre all’Ospedale di Chivasso, il 6 ottobre alle Molinette di Torino, il 7 ottobre all’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e l’8 ottobre nuovamente nella sede dell’Ordine.
«Quello che ci interessa è dare continuità a un percorso che non significa conservare ciò che esiste, ma farlo evolvere», conclude Bufalo. «La professione infermieristica sta attraversando una fase decisiva: competenze, autonomia, responsabilità, percorsi di carriera e capacità di incidere nelle scelte organizzative sono temi sui quali l’Ordine deve continuare a essere interlocutore autorevole. Il lavoro fatto fino a oggi è una base: il prossimo quadriennio dovrà servire a consolidarlo e ad andare oltre, mantenendo la capacità di unire la professione anziché dividerla».
OPI TORINO
Un rifornimento anomalo, una cisterna da circa mille litri e una serie di carte elettroniche contraffatte. È da questi elementi che la Squadra Mobile di Torino ha ricostruito un sistema organizzato per sottrarre carburante e rivenderlo. Al termine dell’indagine, la polizia ha arrestato un cittadino di origini romene, ritenuto il principale responsabile della clonazione delle Fuel Card.
L’attività investigativa è stata avviata dopo una comunicazione trasmessa dalla Squadra Mobile di Bari alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino. Al centro della segnalazione c’era l’utilizzo fraudolento di alcune Fuel Card in dotazione alla Polizia di Stato. A far scattare gli accertamenti era stata la denuncia presentata dal IX Reparto Mobile di Bari. Il reparto aveva rilevato rifornimenti non riconducibili ai veicoli istituzionali, indicando date, orari e distributori coinvolti.
Gli investigatori hanno analizzato i rifornimenti e visionato le immagini delle telecamere di sicurezza dei distributori. Dai filmati è emerso che, attraverso l’uso di Fuel Card clonate, alcune persone avevano riempito una cisterna con circa mille litri di carburante. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il combustibile sarebbe stato poi rivenduto. Il confronto tra le immagini e i dati del traffico telefonico ha permesso di identificare due cittadini romeni. Sarebbero loro gli utilizzatori delle carte contraffatte. Altri due cittadini rumeni sono stati invece individuati come presunti acquirenti del carburante.
L’arresto è avvenuto durante le perquisizioni nei confronti di quattro persone coinvolte nell’indagine. A casa di uno degli indagati, gli agenti hanno trovato strumenti per clonare le carte elettroniche e 30 Fuel Card contraffatte. Per gli investigatori, il materiale sequestrato confermerebbe il ruolo centrale dell’uomo nel sistema. Il cittadino romeno è stato arrestato per indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dal contante. È stato inoltre denunciato a piede libero per la detenzione, la diffusione e l’installazione di apparecchiature e altri strumenti in grado di consentire l’accesso a sistemi informatici e telematici.
L’operazione ha consentito di ricostruire i diversi ruoli all’interno del presunto meccanismo fraudolento: dagli utilizzatori delle carte agli acquirenti del carburante, fino alla persona ritenuta responsabile della loro clonazione. L’intervento ha inoltre interrotto il flusso di carburante destinato alla rivendita e portato al sequestro delle apparecchiature utilizzate.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari.
VI.G
Carcere Torino, agente aggredito e porta sfondata
SAPPE: “Inaccettabile che chi aggredisce un rappresentante dello Stato torni libero dopo poche ore”
Un agente della Polizia Penitenziaria del carcere di Torino è stato aggredito ieri pomeriggio all’interno dell’istituto penitenziario, dove un detenuto ha sfondato con un pugno la porta dell’Ufficio degli Ispettori, colpendo contestualmente al volto il poliziotto che si trovava nelle immediate vicinanze. L’episodio si è verificato intorno alle 15.40, durante una discussione relativa a una richiesta di telefonata straordinaria.
Secondo quanto ricostruito, l’agente stava fornendo chiarimenti al detenuto sui motivi del ritardo nell’autorizzazione della telefonata, dovuto a un’interruzione della corrente elettrica che aveva interessato l’istituto e al conseguente ripristino della linea Internet soltanto nella tarda mattinata. Quando al detenuto è stato chiesto di attendere il proprio turno, poiché nell’ufficio era presente anche un altro ristretto, la situazione è improvvisamente degenerata. Alla richiesta di chiudere la porta dell’Ufficio degli Ispettori, il detenuto ha sferrato un pugno contro la porta, sfondandola e colpendo al volto l’agente. Immediato l’intervento degli Ispettori e degli altri poliziotti penitenziari presenti, che sono riusciti a contenere la situazione e a ricondurre il detenuto alla calma, convincendolo successivamente a rientrare in sezione.
“Quello che è accaduto è gravissimo e non può essere derubricato all’ennesimo episodio di ordinaria criticità penitenziaria“, denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Un appartenente al Corpo è stato aggredito mentre svolgeva il proprio lavoro e una porta di un ufficio istituzionale è stata letteralmente sfondata a pugni. È l’ennesima dimostrazione di quanto sia ormai difficile garantire sicurezza e ordine all’interno delle carceri senza strumenti adeguati e senza una risposta dello Stato che sia realmente efficace”. Capece richiama quindi le recenti parole del Presidente del Consiglio sulla necessità di rafforzare tutele e strumenti per le Forze dell’Ordine. “Apprezziamo l’impegno assunto dal Governo, ma le parole devono tradursi rapidamente in fatti concreti anche per la Polizia Penitenziaria. Quando, dopo comportamenti di questa gravità e dopo un’aggressione a chi rappresenta lo Stato, si torna liberi nel giro di poche ore, non è soltanto difficile da comprendere: è francamente inaccettabile. Così si indebolisce la credibilità dello Stato e si alimenta nei poliziotti la sensazione di essere lasciati soli”.
“Le aggressioni sono ormai una costante drammatica della quotidianità penitenziaria regionale”, aggiunge Vicente Santilli, segretario nazionale SAPPE del Piemonte. “Ogni giorno i nostri colleghi affrontano situazioni imprevedibili, spesso senza poter disporre di strumenti adeguati per prevenire e fronteggiare la violenza. Non possiamo continuare a chiedere agli agenti di intervenire a mani nude, mettendo a rischio la propria incolumità e quella degli altri operatori e detenuti”. Per il SAPPE è dunque urgente un cambio di passo sulle condizioni di sicurezza negli istituti penitenziari, attraverso maggiori tutele giuridiche per gli appartenenti al Corpo, strumenti di difesa adeguati, dispositivi di protezione individuale e procedure operative realmente efficaci per fronteggiare le aggressioni. “Serve una risposta immediata”, conclude Santilli. “Non si può aspettare l’ennesimo agente ferito, l’ennesima porta sfondata o l’ennesima situazione fuori controllo per intervenire. La sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria deve diventare una priorità concreta dell’Amministrazione e della politica“.
Il SAPPE torna quindi a chiedere al Governo e al Ministero della Giustizia interventi urgenti e strutturali, perché chi ogni giorno garantisce la sicurezza all’interno delle carceri non può essere lasciato solo davanti alla crescente escalation di violenza.
Ufficio stampa Sappe
L’evento annuale organizzato dal Comitato Torino Finanza della Camera di commercio di Torino e dall’Unione Industriali Torino analizza gestione e best practice per le imprese. Nell’occasione si è svolta la premiazione della seconda edizione del contest
Di fronte a uno scenario energetico in continua evoluzione, segnato da incertezze geopolitiche e volatilità dei mercati, il dialogo tra gli operatori della filiera assume un valore strategico. Favorire la conoscenza delle dinamiche in corso e promuovere la condivisione di competenze significa costruire una visione comune e rafforzare la capacità del sistema Paese di rispondere alle sfide energetiche future. In questo contesto le imprese, che sono esposte a costi energetici crescenti, hanno a disposizione diversi strumenti per preservare la loro competitività. Sono questi i principali temi affrontati da Scenari Energetici 2027, l’annuale evento organizzato da Unione Industriali Torino e Comitato Torino Finanza della Camera di Commercio di Torino, in collaborazione con Confservizi Nord Ovest.
Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza della Camera di Commercio di Torino, ha aperto l’evento con un appello alla politica:” L’industria piemontese resiste, ma è sempre più penalizzata dal costo dell’energia. Servono più rinnovabili, autoproduzione e nucleare di ultima generazione. E, davanti a costi ormai insostenibili che minano la competitività delle nostre imprese, serve un intervento del Governo a sostegno del sistema produttivo”. In seguito, ha preso la parola Giuseppe Bergesio, Presidente del Gruppo Energia di Unione Industriali Torino, sottolineando che “riteniamo importante promuovere il confronto tra esperti, operatori e istituzioni per comprendere l’evoluzione degli scenari energetici. Con il convegno di oggi desideriamo offrire alle imprese strumenti concreti per affrontare le sfide attuali e tutelare così la loro competitività”. A seguire sono stati presentati un’analisi dello scenario economico attuale e un focus su mercati energetici, con gli impatti sulle imprese e le misure dedicate, grazie agli interventi di Raffaello Bronzini, Dipartimento di Economia e Statistica, Servizio Struttura economica, Banca d’Italia, ed Enrica Cottatellucci, Responsabile Promozione e Assistenza alle imprese, GSE.
Successivamente si è svolta una tavola rotonda cui hanno preso parte: Roberto Mazza, membro del Comitato Torino Finanza, Unicredit; Marco Ravazzolo, Responsabile Politiche per l’Ambiente, l’Energia e la Mobilità di Confindustria; Massimiliano Truda, consigliere Gruppo Credito, Finanza e Assicurazioni Unione Industriali Torino, Intesa Sanpaolo; Giulio Troncarelli, consigliere Gruppo Digital Technologies Unione Industriali Torino.
Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino, nel suo intervento ha ribadito “il nostro impegno per dare ogni supporto utile alle imprese per orientarsi in questo scenario complesso e articolato, sia qui sul territorio, che a Roma grazie all’attività che Confindustria conduce ogni giorno verso il Governo e le Istituzioni. Serve una strategia dove si tengono insieme strumenti finanziari, politiche di supporto, tecnologie e scelte industriali. È questo l’unico percorso possibile per passare dall’incertezza alla competitività”.
A conclusione dei lavori, ha avuto luogo la cerimonia di premiazione della seconda edizione del contest “La migliore energia”, promosso dal Gruppo Energia dell’Unione Industriali Torino per valorizzare l’impegno delle imprese associate nell’opera di ottimizzazione dell’impatto energetico.
Per La Mole-F.lli Milan, società torinese specializzata dal 1978 nella produzione e commercializzazione di prodotti da forno, nelle motivazioni del premio si legge che “il riconoscimento premia un percorso strutturato di efficientamento energetico che, attraverso interventi integrati sul processo produttivo e sul sito, ha migliorato le prestazioni e ridotto i consumi, promuovendo un uso più responsabile delle risorse”.
Per Sagat Torino Airport, la motivazione sottolinea come sia stata premiata “per aver tradotto la propria strategia di decarbonizzazione in un percorso concreto e misurabile, supportato da un sistema di gestione dell’energia certificato ISO 50001, verso un aeroporto sempre più sostenibile”.
Il tempo era poco e il luogo difficile da raggiungere. Un 42enne è rimasto ferito ieri sera, lunedì 14 settembre, durante un’escursione in mountain bike nei boschi di San Germano Chisone. Per raggiungerlo e portarlo fuori dall’area è stato necessario l’intervento dell’elisoccorso.
La segnalazione è arrivata intorno alle 19, dopo la caduta in un tratto di bosco fitto e particolarmente isolato. Il biker ha riportato una profonda ferita alla gamba, con un’abbondante perdita di sangue. In attesa dei soccorritori, è rimasto in contatto con la Centrale operativa 118, che lo ha guidato nelle prime manovre per contenere l’emorragia.
A raggiungerlo sono stati il personale sanitario dell’elisoccorso e un tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese. La zona impervia e l’avvicinarsi del buio hanno reso necessario intervenire rapidamente. Il biker è stato recuperato con il verricello dall’elicottero del Servizio regionale di Elisoccorso di Azienda Zero. L’operazione si è conclusa nelle ultime fasi di luce, prima che l’oscurità rendesse ancora più complicato il soccorso.
L’uomo è stato quindi trasferito in ospedale in codice giallo. Decisivo il coordinamento tra la Centrale operativa 118, l’equipaggio dell’elisoccorso e il Soccorso Alpino, che ha permesso di raggiungerlo e portarlo rapidamente fuori dalla zona impervia.
VI.G
Paola Butera è Vice Comandante presso l’istituto penitenziario di Torino e ha recentemente pubblicato tramite Amazon KDP un libro dedicato al tema della polizia predittiva applicata al contesto penitenziario.
“Si tratta di un lavoro pubblicato in forma indipendente, senza alcun coinvolgimento dell’Amministrazione di appartenenza e senza la pretesa di rappresentare posizioni o orientamenti. Il libro nasce piuttosto dall’interesse professionale per l’evoluzione degli strumenti di analisi e prevenzione e, più in generale, dalle numerose complessità che caratterizzano quotidianamente il sistema penitenziario”, commenta l’autrice.
In questo contesto, assumono particolare rilievo gli eventi critici che interessano quotidianamente gli istituti penitenziari e che trovano sempre più spazio nelle cronache giornalistiche. Si tratta di episodi che, al di là della loro singola rilevanza, contribuiscono a riportare all’attenzione dell’opinione pubblica la complessità della gestione penitenziaria e le difficoltà con cui quotidianamente si confrontano gli operatori.
È proprio a partire da questa realtà che il libro propone una riflessione sul possibile impiego di strumenti di analisi predittiva e di nuove tecnologie a supporto della prevenzione e della gestione del rischio. Il tema coinvolge questioni quali la prevenzione, l’analisi dei fenomeni, la sicurezza, la gestione del rischio, l’utilizzo dei dati e il rapporto tra tecnologia e decisione umana, ponendo interrogativi che ritengo possano interessare non soltanto gli addetti ai lavori, ma anche l’opinione pubblica.