Il calcio come strumento di educazione, inclusione e sviluppo
Venerdì 18 settembre alle 18.30, da “Fragole e Barbera” in via Filadelfia a Torino, la presentazione del progetto di cooperazione internazionale promosso dalla sede piemontese di “Una Voce per Padre Pio”
TORINO – Dal cuore della storia granata a Yaoundé, in Camerun. È questo il filo che unisce Torino e Africa nel progetto “Leoni Granata”, iniziativa di cooperazione internazionale che punta sul calcio come strumento di aggregazione, educazione e crescita, ma anche come possibile leva di sviluppo economico per le comunità di origine.
Il progetto sarà presentato venerdì 18 settembre alle ore 18.30 da Fragole e Barbera, al 41 di via Filadelfia a Torino, uno dei punti di ritrovo della comunità granata. Per l’occasione, la proprietà del locale ha scelto di mettere gratuitamente a disposizione i propri spazi, offrendo così un sostegno concreto alla presentazione di un’iniziativa che unisce sport, educazione e cooperazione internazionale.
Una scelta che assume un particolare valore simbolico anche per la collocazione della serata, a pochi passi da quello che è stato e dovrebbe pienamente ridiventare il cuore del mondo granata: il Filadelfia, lo storico stadio che ha visto giocare il Grande Torino e che per decenni è stato anche la casa del settore giovanile del Toro, una delle grandi eccellenze italiane nella formazione dei giovani calciatori.
È proprio dalla memoria di un luogo nel quale calcio, educazione dei giovani, identità e appartenenza si sono intrecciati per generazioni che “Leoni Granata” guarda al Camerun, proponendo un’idea di cooperazione nella quale il calcio non sia soltanto pratica sportiva, ma uno strumento per costruire relazioni, educare alla responsabilità e creare opportunità.
Il progetto prende il nome dall’incontro tra due identità: il leone, simbolo del Camerun, e il granata, colore delle maglie del Toro, al quale l’Academy si ispira. L’obiettivo è sostenere la nascita e la crescita di una realtà calcistica capace di accompagnare bambini e ragazzi attraverso lo sport, offrendo loro un ambiente di aggregazione, formazione e crescita personale.
Ma l’ambizione è più ampia. La Leoni Granata Academy vuole rappresentare anche un’opportunità di sviluppo. La valorizzazione dei talenti calcistici potrà aprire, per i giovani coinvolti, prospettive professionali e formative; al tempo stesso, l’idea è che chi riuscirà a costruire il proprio percorso possa mantenere un rapporto con la comunità di origine e contribuire, attraverso le proprie competenze e opportunità, a generare ricadute economiche e sociali sul territorio.
È una concezione della cooperazione che va oltre l’assistenza: investire sulle persone significa creare condizioni perché possano diventare protagoniste del proprio futuro e risorsa per le proprie comunità. In questa prospettiva, il calcio diventa un linguaggio universale, capace di aggregare e trasmettere valori, ma anche un possibile punto di partenza per costruire sviluppo.
Il progetto è promosso dalla sede piemontese di “Una Voce per Padre Pio”, ONG oggi costituita come ETS e presieduta dal fondatore Vincenzo “Enzo” Palumbo. L’organizzazione opera nella cooperazione e nella solidarietà internazionale con interventi rivolti soprattutto a bambini, giovani, donne e persone in condizioni di fragilità, attraverso progetti di assistenza sociale e sanitaria, educazione, formazione, inserimento lavorativo e sviluppo. La sua impostazione punta a superare una logica puramente assistenziale, sostenendo percorsi capaci di generare autonomia, occupazione e autosostenibilità nelle comunità in cui opera.
“Una Voce per Padre Pio” è anche il nome della trasmissione televisiva e della campagna di raccolta fondi nate da un’idea dello stesso Palumbo. Il programma, realizzato annualmente e trasmesso dalla Rai, racconta storie di solidarietà e di persone incontrate nei progetti dell’associazione e accompagna la trasmissione con una raccolta fondi destinata a sostenerne gli interventi.
Alla presentazione interverrà Gabriele Accornero, promotore dell’iniziativa, e sarà presente come testimonial Lys Gomis, ex portiere del Toro e protagonista del calcio professionistico. Nato a Cuneo nel 1989 e cresciuto nel settore giovanile granata, Gomis ha esordito in Serie A con il Toro nel 2013, vestendo successivamente le maglie di diverse società professionistiche e anche quella della nazionale del Senegal. La sua esperienza nel calcio e il rapporto con il mondo della formazione dei giovani rappresentano un contributo particolarmente significativo per un progetto che proprio nello sport individua uno strumento di educazione e costruzione del futuro.
Porterà il suo contributo anche Claudio Cantore, referente piemontese di Una Voce per Padre Pio, romanziere e autore di Prosper. Storia di una rinascita, pubblicato da Gondour Edizioni, casa editrice del Centro Studi “Silvio Pellico”, e Marco Margrita, giornalista e “penna granata”, autore di libri e articoli nei quali ha raccontato il Toro come peculiare esperienza sociale e culturale, oltre che sportiva.
La serata sarà così anche l’occasione per riflettere sul particolare rapporto tra calcio, comunità e identità, partendo dalla storia granata e arrivando a un’esperienza di cooperazione internazionale che vuole mettere al centro i giovani.
Dal Filadelfia al Camerun, dunque, il calcio come ponte tra comunità e generazioni: non soltanto per coltivare un talento sportivo, ma per costruire attraverso quel talento nuove possibilità di futuro.
Presentazione del progetto “Leoni Granata”
Venerdì 18 settembre 2026 – ore 18.30
Fragole e Barbera – via Filadelfia, 41 – Torino
Per informazioni: Gabriele Accornero – 331 601 3852
Nella mattinata odierna, a Lanzo Torinese un anziano classe ’39 avrebbe aggredito la moglie, 1943, successivamente elitrasportata in gravi condizioni presso Ospedale Molinette di Torino. L’uomo allontanatosi da casa, si è presentato spontaneamente dai Carabinieri. Accertamenti in corso.
ALESSI-CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7: SANGUE OVUNQUE. CITTADINI SVEGLIATI ALLE 5,30. INTERVENTO DEI CARABINIERI. SITUAZIONE INSOSTENIBILE
Questa mattina, alle 5:30, i residenti affacciati sul Giardino Madre Teresa di Calcutta sono stati svegliati da urla e dal caos di un’ennesima violenta rissa. Alcuni poi sono scappati anche attraverso il giardino privato dell’edificio in Via Carmagnola.
Sangue ovunque a MTC e sul marciapiedi di corso Vercelli difronte la sede della Circoscrizione 7, trovati un macete senza la lama
Nel quartiere si vive quotidianamente un clima di violenza e aggressività latente, che sembra poter esplodere da un momento all’altro. I residenti assistono impotenti a questa spirale di degrado, alimentata dall’assenza di regole e norme di civile convivenza. La situazione è diventata insostenibile: come è possibile percorrere certi marciapiedi in tranquillità?
È giunto il momento che la città prenda misure concrete per garantire la sicurezza in questa area. Siamo stanchi di parole vuote; il buonismo non ha portato a risultati tangibili. È necessario agire con fermezza contro i criminali.
Ogni giorno, dal Giardino Madre Teresa di Calcutta, i residenti assistono a scene inaccettabili: dalla vendita e consumo di droghe, ai bivacchi e alle risse quotidiane. Persone che si lavano alla fontanella sotto gli occhi di tutti sono solo alcune delle situazioni che si verificano regolarmente.
Invitiamo la comunità a rimanere vigile e a segnalare qualsiasi comportamento sospetto alle autorità competenti. Solo così potremo evitare che ci venga detto che la situazione è migliorata, semplicemente perché non ci sono denunce.
Il Giardino Madre Teresa di Calcutta a Torino è stato riqualificato nel 2024 con un investimento di circa 500.000 euro, seguito nel 2025 dal Progetto Intreccio, del valore di 240.000 euro, per promuovere attività di animazione e vivibilità nel quartiere Aurora. Tuttavia, queste iniziative rischiano di risultare vane senza un approccio integrato e completo.
SU Torino Click il 2 ottobre 2025 si legge “L’obiettivo è rendere i Giardini Madre Teresa un luogo vivo e accogliente, dove i cittadini possono incontrarsi, scambiare esperienze e costruire relazioni, contribuendo così a rafforzare il tessuto sociale e l’inclusione nel quartiere.” PAROLE PAROLE FUORI DALLA REALTA’
Secondo me è fondamentale rendere la vita difficile a chi commette reati, garantendo maggiore sicurezza per tutti. Ciò include il controllo dell’identità e della regolarità della posizione di chi frequenta l’area, dove abitano e la validità dei contratti di affitto, oltre all’applicazione del Daspo Urbano. Senza queste misure, il lavoro delle forze dell’ordine rischia di essere vanificato.
È tempo di agire con decisione e di restituire ai cittadini un luogo sicuro e accogliente
Infine, ricordiamo che il 7 marzo 2024, in occasione dell’inaugurazione della riqualificazione, sono stati pubblicati post che non riflettono la realtà quotidiana. Le dichiarazioni di alcuni rappresentanti, che parlano di un giardino più verde e vivibile, sembrano ignorare le problematiche che i residenti affrontano ogni giorno.
Lo Russo: Con la riqualificazione del giardino Madre Teresa di Calcutta restituiamo alle persone che vivono nel quartiere Aurora e a tutta la città un luogo più verde e vivibile.
Un luogo che sarà un punto di incontro e favorirà l’aggregazione e la pratica sportiva all’aria aperta, grazie anche alla piastra sportiva e alla nuova area giochi, pensata per essere accogliente e inclusiva per tutte e tutti.
L’inaugurazione di oggi è un segnale ulteriore della nostra volontà di puntare sulla zona di Aurora, e si inserisce pienamente in quella serie di progetti diffusi che stiamo mettendo in campo nelle nostre circoscrizioni in aree protagoniste di interventi particolarmente attenti anche ad aspetti di sostenibilità, inclusione e alle esigenze delle comunità e dei quartieri. #stefanolorussosindaco
Deri: Con la riqualificazione del giardino Madre Teresa di Calcutta restituiamo alle persone che vivono nel quartiere Aurora e a tutta la città un luogo più verde e vivibile.
Dopo la rigenerazione dei giardini Michele Pellegrino e Alimonda un’altra area di Aurora è stata completamente recuperata. All’appello manca solo il giardino di via Saint Bon i cui lavori di riqualificazione partiranno tra poche settimane. Tutti gli interventi sono stati realizzati con fondi dell’Unione Europea.
PATRIZIA ALESSI
La Piccola Casa della Divina Provvidenza e Reale Foundation insieme. Inaugurati due nuovi mammografi digitali
Torino, 11 settembre 2026 –Investire nella prevenzione significa investire nel futuro della salute. È con questo obiettivo condiviso che la Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo, che negli anni ha dato vita e sviluppato la Breast Unit dell’Ospedale Cottolengo, e Reale Foundation, che oggi contribuisce all’acquisizione di due nuovi mammografi digitali di ultima generazione, collaborano per rafforzare la diagnosi precoce e la cura delle patologie mammarie.
La Breast Unit del Cottolengo rappresenta oggi un punto di riferimento per il territorio. Nel solo 2024 la Senologia Diagnostica dell’Ospedale ha erogato oltre 50.000 prestazioni, confermando il valore di un modello organizzativo fondato sull’integrazione delle competenze e sulla centralità della persona.
Padre Carmine Arice, Padre generale della Piccola Casa, nel ringraziare Reale Foundation per i nuovi macchinari di ultima generazione a sostegno della Breast Unit, ha ricordato l’origine dell’Ospedale Cottolengo avviato nel 1834 da San Giuseppe Benedetto Cottolengo per dare accoglienza agli esclusi dalle cure del tempo. «Questo non è un ospedale senza un orientamento chiaro», ha detto, «è un ospedale che vuole annunciare il Vangelo di Gesù Cristo attraverso la cura delle persone, da riservare a tutti. Questa resta la mission dell’Ospedale senza la quale esso non ha ragion d’essere».
Padre Arice ha, dunque, ringraziato tutti coloro che in quasi duecento anni hanno continuato l’opera del fondatore: le suore, i religiosi, i volontari e i numerosi benefattori, da ultimo Reale Foundation.
«Questi 200 anni», ha sottolineato, «sono stati caratterizzati dalla cura delle persone più fragili, quasi sempre scartate, nelle quali si riconosce la “dignità infinita”, che Papa Leone XIV definisce “dignità ontologica”, una dignità che viene prima delle capacità funzionali della persona. Ed è in questo che la Piccola Casa ha sempre voluto essere promotrice di una cura della vita, senza “se” e senza “ma”, dal suo inizio fino al suo termine naturale. E questo sarà il nostro impegno anche nel futuro, senza “se” e senza “ma”».
Il padre generale ha dunque lasciato tre sfide per il futuro dell’Ospedale della Piccola Casa: la prima è quella di rimanere fedeli alla mission, senza la quale la Piccola Casa non ha senso di esistere. «Una fedeltà», ha sottolineato, che la Piccola Casa declina anche come ‘profezia del no-profit’, ribadendo il ruolo di sussidiarietà rispetto al sistema della sanità pubblica: siamo inseriti in una programmazione sanitaria per la quale non si cercano profitti, ma si cerca di servire le persone».
Ci sono poi le sfide etiche legate alla cura della vita e del «nessuno escluso».
Infine la sfida della sostenibilità economica «per continuare», ha concluso, «a prenderci cura dei poveri». Sotto questo profilo Padre Arice ha ricordato la fatica dei poveri a ricevere cure come prevederebbe l’articolo 32 della Costituzione. «È difficile prendersi cura dei poveri», ha evidenziato, «anche con le migliori intenzioni. Le risorse pubbliche che riceviamo sono insufficienti e anche in ritardo nella loro erogazione».
Ed ecco l’impegno «ad affrontare con coraggio la sfida della sostenibilità anche investendo sugli aggiornamenti tecnologici e su nuovi strumenti come stiamo facendo negli ultimi anni».
«La Breast Unit del Cottolengo è il frutto di un investimento costante della Piccola Casa nella qualità delle cure, nella multidisciplinarietà e nell’innovazione. La collaborazione con Reale Foundation ci consente oggi di compiere un ulteriore salto di qualità, mettendo a disposizione delle donne tecnologie diagnostiche tra le più avanzate», dichiara l’Avvocato Gian Paolo Zanetta, Direttore Generale dell’Ospedale Cottolengo.
«La prevenzione è la prima forma di assicurazione. Nel caso del tumore al seno questo principio assume un valore ancora più evidente: disporre di strumenti diagnostici sempre più avanzati significa aumentare le opportunità di individuare precocemente la malattia e accompagnare le persone in percorsi di cura tempestivi ed efficaci. Con questo intervento Reale Foundation rinnova il proprio impegno a favore della salute e del benessere delle comunità, contribuendo alla generazione di impatti positivi, concreti e duraturi», sottolinea Virginia Antonini, Direttrice Generale di Reale Foundation.
L’iniziativa testimonia il valore di una collaborazione tra un’istituzione sanitaria e assistenziale che investe da anni nello sviluppo dei propri servizi e una fondazione d’impresa che sostiene progetti ad alto impatto sociale, con un obiettivo condiviso: offrire alle donne strumenti sempre più efficaci per la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura del tumore della mammella, coniugando innovazione tecnologica, qualità clinica e centralità della persona.
Sono state aperte le buste della procedura di gara per l’affidamento delle opere civili della Linea 2 della metropolitana di Torino, per un valore complessivo di circa 1 miliardo di euro più 450 milioni in opzione per la tratta “Porta Nuova-Politecnico”.
Nel primo lotto hanno partecipato 6 operatori:
- Costituendo RTI tra Impresa Pizzarotti@C. S.p.A. / Saipem S.p.A.
- Costituenda RTI tra D’Agostino Angelo Antonio Costruzioni Generali S.p.A. / ReseArch Consorzio Stabile Scarl
- Costituendo RTI tra ICM S.p.A. / L.S.I. Lavori Stradali ed Idraulici s.r.l. / C.M.B. società cooperativa muratori e braccianti di Carpi
- Costituendo RTI tra CMC Ravenna S.p.A. / Preve Costruzioni S.p.A. / Vippell s.r.l.
- Strabag AG
- Costituendo RTI tra Eteria Consorzio Stabile s.c.a.r.l. / Costruzioni Barozzi S.p.A.
Per il lotto 2 hanno partecipato 3 operatori:
- RTI tra Impresa Pizzarotti @ C. S.p.A. / Saipem S.p.A.
- RTI tra Webuilt S.p.A. / Ghella / TunnelPro S.p.A.
- RTI tra Eteria Consorzio Stabile s.c.a.r.l. / Costruzioni Barozzi S.p.A.
“L’apertura delle offerte per la gara della Metro 2 – dichiara il Sindaco Stefano Lo Russo– segna un passaggio di grande importanza verso la realizzazione dell’opera. Siamo particolarmente soddisfatti della partecipazione di alcuni tra i principali gruppi e imprese italiane: è un segnale concreto dell’interesse che questa grande infrastruttura sta suscitando e della sua rilevanza per il sistema economico e industriale del Nord-Ovest”.
La seconda linea della metropolitana sarà per Torino non solo una nuova e fondamentale infrastruttura di trasporto pubblico, ma anche una straordinaria occasione di ricucitura e rigenerazione urbana, a partire dalla zona nord della città e dalla riqualificazione dell’ex trincerone ferroviario.
La Metro 2 è uno degli investimenti strategici per il futuro di Torino: un’opera con cui vogliamo rendere la città più connessa, inclusiva e sostenibile».Esprime soddisfazione anche il Commissario Straordinario, Bernardino Chiaia: “Dopo l’aggiudicazione a Hitachi Rail della gara per i treni e i sistemi, oggi abbiamo posto un altro tassello fondamentale: una gara del valore complessivo di circa un miliardo di euro che, una volta completate le procedure, ci consentirà di affidare i lavori e di dare finalmente avvio alla fase dei cantieri.
Dalle imprese che realizzeranno quest’opera ci aspettiamo innovazione, capacità organizzativa e rapidità, ma anche una particolare attenzione al territorio. Il tracciato della Metro 2 attraversa infatti una città complessa, nella quale convivono aree di grande pregio e interesse storico, come il centro e il suo patrimonio architettonico, e quartieri densamente popolati nei quali l’impatto dei cantieri dovrà essere gestito con particolare cura.
La sfida sarà quindi costruire una grande infrastruttura rispettando la città che la ospita: lavorare con efficienza, ridurre per quanto possibile i disagi, mantenere un dialogo costante con il territorio e garantire tempi di intervento rapidi. È questo il contributo che ci aspettiamo dalle imprese che saranno chiamate a realizzare la Metro 2”.
A partire da oggi si insedierà la commissione per la valutazione delle offerte con l’obiettivo di affidare le gare entro la fine dell’anno.
L’appalto è stato articolato in due lotti funzionali, distinti per caratteristiche tecniche e modalità costruttive.
Il primo lotto interessa il tratto compreso tra l’area Rebaudengo e il piazzale della Croce Rossa, sviluppandosi prevalentemente lungo l’ex trincerone ferroviario. L’intervento comprenderà la realizzazione del capolinea Rebaudengo, nodo di interscambio con il passante ferroviario, delle tre stazioni superficiali previste in corrispondenza di via Gottardo/via Sempione – Giulio Cesare, Giovanni Bosco e Corelli/Tabacchi – oltre al deposito interrato, all’officina e alla sala di controllo, collocati in prossimità del capolinea.
Le stazioni superficiali lungo l’ex trincerone ferroviario diventeranno stazioni iconiche e “passanti” lungo il nuovo boulevard – anch’esso incluso nelle opere da realizzare – grazie alla presenza di un doppio accesso, che ne migliorerà la fruibilità e l’integrazione con il contesto urbano.
Il secondo lotto riguarda invece la tratta compresa tra il piazzale della Croce Rossa e la Stazione Porta Nuova. Il tunnel sarà realizzato interamente in sotterraneo mediante l’impiego di una TBM (Tunnel Boring Machine), la cosiddetta “talpa”, che opererà a una profondità di circa 25-30 metri. Lo scavo meccanizzato partirà dal piazzale della Croce Rossa, proseguendo sotto via Bologna, corso Novara e corso Verona, per poi passare al di sotto del fiume Dora, dei Giardini Reali e proseguire quindi da piazza Carlo Alberto, nel cuore del centro storico, fino al nodo strategico di Porta Nuova dove incrocerà la Linea 1.
Nel secondo lotto saranno realizzate 6 stazioni organizzate su 3 o 4 livelli di profondità a seconda del profilo della linea: Bologna, Novara, Verona, Mole/Giardini Reali, Carlo Alberto e Porta Nuova.
TorinoClick
Mentre cercava funghi sui monti, un uomo di 72 anni è stato colto da un malore e ha perso la vita. È successo a Valprato Soana, nella tarda serata di venerdì 11 settembre, sui rilievi della valle. La vittima è un italiano, residente a Roatto, in provincia di Asti.
A dare l’allarme è stata la moglie: non vedendolo rientrare e sapendo della sua cardiopatia, ha subito allertato i soccorsi. Le ricerche, avviate immediatamente, si sono concluse con il ritrovamento del corpo in una zona impervia. A riconoscerlo è stato uno dei figli, presente durante le operazioni.
Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco di Ivrea, Torino Centrale e Rivarolo Canavese, insieme al Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, che ha riportato a valle la salma, e al personale sanitario del 118 Azienda Zero, che ha accertato il decesso. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri di Ronco Canavese, con la collaborazione del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Bardonecchia.
VI.G
Torino, furti nelle auto parcheggiate
Rubano negli abitacoli, rovistano tra gli oggetti lasciati nelle vetture e, in un caso, infrangono anche il vetro dell’auto per prendere ciò che si trova all’interno. Sono due i furti su auto per i quali la polizia ha arrestato, nei giorni scorsi a Torino, un italiano di 45 anni e un cittadino di origini marocchine di 40 anni.
Il primo intervento è avvenuto in corso Vercelli, nella zona di Rebaudengo. La madre della proprietaria di un’auto ha notato un uomo mentre rovistava all’interno della vettura e ha chiamato la polizia. Gli agenti della Squadra Volante sono arrivati poco dopo e hanno fermato il 45enne. Durante il controllo l’uomo è stato trovato in possesso di un cacciavite, una pinza e dieci chiavi inglesi di diverse misure. Una di queste, secondo quanto riferito dalla Questura, sarebbe stata sottratta proprio da quell’auto. Il 45enne è stato arrestato per furto su autovettura. È stato inoltre denunciato in stato di libertà per il possesso di strumenti ritenuti atti allo scasso.
Il secondo episodio è avvenuto invece in centro. Mentre percorrevano corso Vittorio Emanuele II, gli agenti hanno notato un uomo in bicicletta, con alcuni capi di abbigliamento e una cartellina nel cestino. I poliziotti lo hanno fermato all’altezza di via Accademia Albertina. Poco prima era stata segnalata una spaccata in via della Rocca. Un testimone aveva raccontato di aver visto un uomo prelevare alcuni oggetti dal cofano di un’auto, passando attraverso il vetro infranto. Gli oggetti trovati nel cestino, secondo la ricostruzione della polizia, corrispondevano a quelli rubati dalla vettura. Anche la descrizione del presunto autore fornita dal testimone coincideva con l’uomo fermato. Il 40enne è stato quindi arrestato.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari.
- l’Ufficio Tecnico Logistico Provinciale che metterà a disposizione un’autovettura con colori d’istituto e personale qualificato come istruttore di guida sicura, che illustrerà ai visitatori le caratteristiche del mezzo e le principali dotazioni di bordo, con particolare attenzione agli aspetti legati alla sicurezza durante la guida;
- l’Autocentro che esporrà alcune autovetture storiche, offrendo ai partecipanti la possibilità di conoscere da vicino mezzi che hanno accompagnato l’attività della Polizia di Stato nel corso degli anni e di scoprirne caratteristiche e curiosità;
- la Sezione Polizia Stradale sarà presente con propri mezzi e fornirà ai più giovani informazioni e consigli sui comportamenti corretti da adottare sulla strada, promuovendo i principi dell’educazione e della sicurezza stradale e illustrando i contenuti del “Progetto Icaro”, la campagna di educazione stradale rivolta soprattutto ai giovani;
- il Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica per il Piemonte e la Valle d’Aosta presenterà le principali attività svolte dal reparto, spiegando ai visitatori come vengono effettuati gli accertamenti tecnico-scientifici e quali sono le modalità di intervento sulla scena del crimine.
E’ stato un tragico incidente autonomo quello di ieri in tarda serata in strada in via Villafalletto, aFossano (Cuneo). Sul sedile del passeggero c’era Fabio Bodino, 26 anni, di Nichelino. Alla guida la sua compagna incinta di sei mesi. Il giovane è morto sul colpo invece la donna ha perso il bambino che aveva in grembo. Sul posto i soccorritori.