CRONACA- Pagina 4

Al via la 50ª edizione di “Artigianato del Pinerolese”

/

Da giovedì 10 a domenica 13 settembre prossimi, Pinerolo ospiterà la cinquantesima edizione di “Artigianato del Pinerolese”, una rassegna che racconta cinquant’anni di storia attraverso mani che creano, persone che tramandano un mestiere e comunità che cambiano senza perdere la propria identità. Si tratta di un appuntamento rappresentativo del territorio che, quest’anno, sceglie di festeggiare anche i duecento anni dalla nascita della fotografia attraverso il progetto “Scatti. Istanti di storie. 50 anni di Artigianato, 200 anni di Fotografia”, un percorso che parte dal primo scatto realizzato da Nicéphore Niépce nel 1826 fino agli smartphone di oggi. In questi dieci lustri di manifestazione, l’artigianato ha saputo documentare l’evoluzione della società, dei mestieri, delle tecniche produttive e delle relazioni umane, conservando però intatti i valori che lo caratterizzano: creatività, competenza, passione e capacità di innovare. Per questo motivo, l’edizione del cinquantenario intende trasformare Pinerolo in una grande galleria fotografica a cielo aperto. Il centro storico ospiterà 30 mostre fotografiche e artistiche, distribuite tra piazze, cortili, musei, portici e spazi espositivi, anche in luoghi normalmente inaccessibili al pubblico. Un percorso che accompagnerà cittadini e visitatori attraverso linguaggi e sensibilità differenti, intrecciando fotografia d’autore, memoria storica, arte contemporanea, reportage, paesaggio e racconto sociale. Tra i principali progetti espositivi spiccano “L’arte della fotografia – 200 anni”, che ripercorre la storia della fotografia con documenti storici, immagini provenienti da archivi fotografici, laboratori di camera oscura e sala posa; “Becoming Climate”, il progetto internazionale di World Press Photo dedicato ai cambiamenti climatici ospitato alla Cavallerizza Caprilli; “Life in Trenches – Vita nelle Trincee”, con le immagini della Grande Guerra al Museo Storico dell’Arma di Cavalleria; “Album di Famiglia”, con le fotografie dell’Archivio dell’Associazione Culturale Valdese Ettore Serafino; “Torino 4×4. Fotografie per una nuova era”, progetto che restituisce il volto degli artigiani pinerolesi attraverso gli scatti realizzati da Remo Caffaro tra il 1978 e il 1988. I temi dedicati al territorio, alla memoria collettiva e all’arte contemporanea troveranno spazio nelle mostre “Pinerolo… Altri sguardi”, “Interferenze”, “Gli Eterni Contemporanei”, “Neve”, “Acqua”, “Lettere di un paesaggio”, “Respirare con gli occhi”, “Sono solo un fotografo (Una questione di luce)”, e ancora “Abitare l’aria”, “Flash Room”, “Eterni contemporanei, in evoluzione: Giotto”, “Ferite Bianche”, “Le stagioni della montagna” e “Biforcazioni”. I temi della montagna, della scienza e della fotografia di guerra saranno invece al centro degli incontri con Nives Meroi, Valerio Minato, Fabio Bucciarelli ed Emanuele Pasquet. Sabato 12 settembre, in occasione del centenario della sezione CAI di Pinerolo, si esibiranno cori e bande musicali locali. La moda sarà protagonista al Teatro Sociale, con “Rivèlati – Atto unico. Moda, movimento e trasformazione”, una performance che intreccia moda, movimento e arti performative, e con la Torino Fashion Week – “Scatti. Istanti di moda in passerella”. Anche quest’anno tornerà “Pinerolo Botteghe Aperte”, un progetto coordinato CNA Torino e Nodo Concept Space, che porterà artigiani e artisti selezionati attraverso una call negli spazi di Nodo e in piazza San Donato. Il pubblico potrà assistere alle lavorazioni dal vivo e partecipare a una proposta di 9 workshop artistico-artigianali, dalla sartoria all’upcycling, dal ricamo alla fotografia, dall’illustrazione alla tessitura e alla lavorazione della carta. I laboratori, realizzati con il supporto di Turismo Torino e Provincia, sono dedicati a diverse fasce d’età e livelli di esperienza. A questo si affiancheranno gli espositori di Mani Creative, collocati tra piazza Facta, via Savoia, via Duomo e via Trento, il Fab Lab Pinerolo, dove stampa 3D e fotografia si incontreranno per dare forma tridimensionale alle immagini, e le attività dedicate alle piccole e medie imprese in piazza Cavour, luogo di incontro innovazione, servizi, aziende e artigianato. Sono previste attività per le famiglie con bambini grazie ad Artigianato Kids, che avrà luogo nel cortile del Vescovado. Largo Lequio diventerà, invece, il cuore della convivialità, con il Villaggio del Gusto e Arti Beer Festival “L’arte del bere bene. 50 sfumature di birra per i 50 anni di Artigianato”. Un’area dedicata allo street food, alle specialità locali e ai sapori da tutto il mondo che ogni sera si trasformerà in uno spazio dedicato alla musica e all’ intrattenimento. Le Terrazze Acaja accoglieranno le eccellenze enogastronomiche del territorio. Accanto alla Borgata dell’Agricoltura, con 14 stand dedicati alla produzione agricola locale e realizzata in collaborazione con CIA Agricoltura e Coldiretti, Terre da Tasté – Distretto del Cibo Pinerolese proporrà degustazioni, masterclass, incontri e momenti di convivialità. Tra gli appuntamenti, le masterclass dedicate ai Cru degli Acaja, le serate “Convivio – 8 Cru degli Acaja”, la degustazione di caffè in collaborazione con Slow Food Coffee Coalition e, domenica, l’incontro su olio EVO e cucina vegetale, con degustazione tematica. Sempre all’insegna del gusto e della formazione sarà la proposta del CFIQ Il Germoglio, che sabato 12 settembre ospiterà “A Cena con i ragazzi del CFIQ”, una cena di beneficenza realizzata con studenti, formatori e aziende del territorio per sostenere borse di studio. Domenica spazio invece a “Bimbi ai fornelli”, allo yoga e alla Colazione benefica, con proventi destinati alla realizzazione di un laboratorio di trasformazione alimentare a Bahia, in Brasile. Anche il Consorzio dei vini del Pinerolese proporrà delle degustazioni presso il proprio stand. Domenica 13 settembre prossimo, nel cuore della città, partirà il tour guidato “Welcome Tour Pinerolo Speciale Artigianato”, alla scoperta dei luoghi d’arte e delle botteghe storiche e arricchito da un assaggio di vino locale. Sabato sera sarà inoltre possibile vivere un’esperienza speciale al Museo Storico dell’Arma di Cavalleria con “Notte al Museo”, con visite guidate serali che permetteranno di scoprire la Scuola di Cavalleria e i suoi personaggi attraverso un percorso immersivo nel fascino notturno del museo. “Artigianato del Pinerolese” è organizzato dal Comune di Pinerolo con il contributo di Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino e CNA Torino.

Info e dettagli: http://artigianatopinerolo.it/ – www.comune.pinerolo.to.it / Facebook – Città d Pinerolo

Mara Martellotta

Truffa del finto carabiniere, tre arresti in 24 ore nel Torinese

/

Ben 3arresti in 24 ore nel Torinese legati alla truffa del finto carabiniere. Mercoledì a Giaveno due italiani di 19 e 20 anni, entrambi incensurati e residenti a Torino. Tentavano di rubare i gioielli a un pensionato di 81 anni che ha contattato il 112. I carabinieri di Chivasso, invece, hanno arrestato una donna di 22 anni, originaria di Benevento, che  giovedì ha tentato di truffare una coppia anziana di Verolengo.

Si amplia la biblioteca storica di Palazzo Cisterna 

La Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte “Giuseppe Grosso”, patrimonio della Città metropolitana di Torino, è attualmente interessata – insieme all’intero Palazzo Cisterna, che da sempre la ospita tra le proprie mura – da un importante intervento di ristrutturazione.
Si tratta di una fase importante di riqualificazione, che porterà alla restituzione degli ambienti in una veste rinnovata e più adeguata alle esigenze di chi li frequenta e alle attività che vi si svolgono, e di ampliamento, con la creazione di nuovi spazi, tra cui sale studio destinate ad un ampio pubblico.
Nelle fasi iniziali dell’intervento edilizio il personale della biblioteca ha provveduto, per quanto possibile, a garantire l’accesso e la fruizione dei servizi da parte dell’utenza. Con l’avanzamento dei lavori, tuttavia, le condizioni tecniche e di sicurezza del cantiere non consentono più di assicurare la permanenza negli spazi né l’accesso alle sale: la maggior parte dei volumi della biblioteca sono già stati inscatolati per essere poi ricollocati nelle nuove sale.
La biblioteca continuerà a essere presente sul piano digitale: attraverso i canali online è possibile conoscere e consultare parte del patrimonio già digitalizzato. In particolare, è stata raccolta sulla bacheca di Internet Archive, raggiungibile all’indirizzo https://archive.org/details/giuseppe-grosso-library, una selezione di materiali liberamente accessibili, che permette di continuare a esplorare anche a distanza alcuni dei fondi e delle collezioni della biblioteca.
“Sappiamo quanto sia importante, soprattutto per chi utilizza la biblioteca per attività di studio e ricerca, poter disporre di informazioni aggiornate – spiega il vicesindaco della Città metropolitana Jacopo Suppo –. Per questo, abbiamo contattato gli utenti aggiornandoli sull’intervento di ristrutturazione e annunciando loro che li terremo informati sull’avanzamento dei lavori e sulle tempistiche previste per la riapertura”.
“Anche durante questa fase di trasformazione – conclude Suppo – lavoreremo per mantenere il nostro patrimonio e le nostre attività il più possibile vicini alla comunità di studiosi, ricercatori e studenti che da sempre li valorizza”.
Nel 2027 sia Palazzo Cisterna che la biblioteca torneranno a essere a disposizione della comunità come polo culturale.

A tu per tu con la pronipote di Juliette Colbert de Maulévrier Falletti di Barolo

 

Domenica 30 agosto 2026 il Comune di Villafalletto (CN), in collaborazione con il Comitato per la
tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena
Odv, ha organizzato una commemorazione del suo secolare legame con i Falletti, risalente al 1332 e
della Venerabile Juliette Colbert de Maulévrier Falletti di Barolo.
In quell’occasione il giornalista Andrea Carnino ha intervistato per Il Torinese.it Marie-Laurence
Deberghe, pronipote di Juliette.

AC: Marie-Laurence Deberghe, qual è il suo legame di parentela con la Venerabile Juliette
Colbert de Maulévrier Falletti di Barolo?
Io discendo alla quinta generazione dal suo fratellastro René (1813-1891), nato dalla seconda
unione di suo padre con Pauline Henriette Leclerc de Juigne.
Edouard, Marchese di Maulévrier (1754-1839) il papà di Juliette, rimasto vedovo di Anne Marie de
Quengo de Crenolle, uccisa nello Sterminio dei Vandeani del 1793, nel 1812 si risposò con la
sopraccitata Pauline (1778-1861) e dalla loro unione nacque René. Quest’ultimo da Marie Eléonore
de Durfort Civrac de Lorge ebbe Margherita Maria, che era la mia trisavola.

AC: Dove vive attualmente?
Ad Aix-en-Provence.

AC: torna spesso in Piemonte, nelle terre dei Venerabili Carlo Tancredi e Giulia di Barolo?
Ritorno spesso perché mi piace il Piemonte e adoro visitare i paesi legati alla memoria della mia
prozia.

AC: si reca quindi spesso a Barolo e Serralunga d’Alba?
Vado a Barolo e Serralunga ogni 2-3 anni, principalmente a fine settembre. Amo far visitare ai miei
cugini questi splendidi luoghi e le Langhe in generale. Li porto anche a Torino a visitare Palazzo
Barolo e a Saluzzo nella casa-museo dove il 25 giugno 1789 nacque Silvio Pellico. Lo scrittore non
è molto conosciuto in Francia e per questo mi sono impegnata a far scoprire ai miei amici e parenti
la sua figura e il profondo legame che ha avuto con Giulia di Barolo.

AC: come ha conosciuto il Conte di Villafalletto?
Mentre stavo facendo un corso di pittura con acquerelli ad Aix-en-Provence ho conosciuto una
signora di Parigi che aveva un’amica, Daniela, che vive in Piemonte, a Villafalletto. Daniela mi ha
presentato il Conte Paolo Sismondo, poi deceduto nel 2022 (Paolo Sismondo era il padre
dell’attuale Conte Corrado di Villafalletto). Lui mi ha ricevuta a Palazzo Falletti e mi ha raccontato
la storia della sua famiglia. Da allora è nato il nostro legame, che continua con i figli e i suoi
numerosi parenti.

AC: è mai stata al Castello dei Colbert a Maulévrier, dove il 27 giugno 1785 nacque la sua
prozia Juliette?
Ci sono stata diverse volte. Il maniero venne venduto dal mio bisnonno all’inizio del XX secolo ed
oggi è un hotel di lusso, dove spesso alloggiano i miei cugini, i quali lo utilizzano come base per
scoprire i luoghi dove vissero i loro antenati.

Carovana dei Ghiacciai, Uncem: alleanza tra scienza e territori

/

 PER AFFRONTARE LA CRISI DELL’ACQUA

Non siamo più di fronte a un’emergenza, ma a una nuova normalità. Servono scelte strutturali: dalla pianificazione urbanistica all’agricoltura, dobbiamo imparare a governare l’acqua e non più inseguirla. I ghiacciai sono le sentinelle del cambiamento climatico. Il loro arretramento racconta con grande evidenza una trasformazione che ormai riguarda l’intero sistema alpino e, a cascata, la disponibilità e la gestione dell’acqua in Piemonte e nel bacino del Po. È il messaggio emerso a Ostana, in occasione della tappa piemontese della Carovana dei Ghiacciai di Legambiente, con il convegno “Ghiaccio che scompare, fiumi che cambiano. Nuove sfide per la governance dell’acqua nelle Alpi” e la presentazione dell’Atlante dell’acqua. Un confronto che arriva, peraltro, a poche ore dalla grande frana verificatasi ieri sul Monviso, dalla parete Nord-Est nell’area del Rifugio Quintino Sella. Un evento che ha riportato ancora una volta l’attenzione sulla fragilità e sulle trasformazioni dell’ambiente alpino. La frana sul Monviso e il confronto di oggi a Ostana ci ricordano che la montagna sta cambiando e che dobbiamo cambiare anche noi il modo di governarla. “Non dobbiamo cadere nella tentazione di collegare automaticamente ogni singolo evento al cambiamento climatico. Ma non possiamo neppure ignorare l’accelerazione dei fenomeni che la scienza ci sta documentando. I ghiacciai sono sentinelle del cambiamento: ci stanno dicendo che il sistema sta cambiando rapidamente e che le nostre politiche devono adeguarsi”, evidenzia Stefania Dalmasso, Sindaca di Piasco, componente della Giunta Uncem Piemonte. I dati emersi durante il congresso sono particolarmente significativi. Giugno ha registrato temperature fino a 3 gradi superiori alla media, mentre il deficit del Po ha raggiunto il 75 per cento. E il problema non riguarda più soltanto gli anni eccezionalmente siccitosi. “Non siamo più di fronte a un’emergenza occasionale. Questa è la nuova normalità. E se la normalità cambia, non possiamo continuare ad affrontarla con strumenti pensati per l’emergenza. Dobbiamo ragionare in termini strutturali”, precisa Dalmasso. Il bacino del Po rappresenta inoltre un’area strategica per l’intero Paese: sviluppa circa il 40% del PIL nazionale. La gestione della risorsa idrica diventa quindi una questione ambientale, economica e sociale di interesse nazionale. Durante il confronto è emersa con forza la necessità che le decisioni politiche siano fondate sui dati scientifici. Un esempio particolarmente significativo è quello del ghiacciaio della Vanoise, che dal 1982 a oggi ha perso circa il 70 per cento della propria superficie. Un territorio nel quale un tempo era possibile sciare praticamente tutto l’anno e dove oggi lo sci estivo non è più possibile. “La politica deve avere il coraggio di guardare i dati e di prendere decisioni conseguenti. Non possiamo continuare a programmare il futuro sulla base delle condizioni climatiche del passato. La scienza ci mette a disposizione informazioni sempre più precise: sta alla politica avere il coraggio di utilizzarle”, precisa Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte. Questo vale anche per i Comuni e per gli strumenti di pianificazione. Gli amministratori devono governare con uno sguardo dall’alto, per capire la dimensione complessiva dei fenomeni, ma con i piedi per terra, perché è nei territori che gli effetti dei cambiamenti si manifestano concretamente. Dobbiamo avere il coraggio di ripensare anche i nostri strumenti urbanistici. L’acqua non si può più inseguire. Uno dei temi centrali emersi dal congresso è quello della domanda d’acqua, a partire dal settore agricolo. Il fabbisogno irriguo può arrivare a livelli enormi, fino a 12 mila metri cubi d’acqua, mentre non esistono sistemi capaci di garantire quantitativi di questa dimensione quando la pioggia non arriva. Da qui la necessità di un cambio di paradigma. Non possiamo pensare di risolvere il problema semplicemente cercando nuova acqua. Dobbiamo avere il coraggio, anche politico, di invertire le tendenze di consumo. Prima ancora di inseguire l’acqua, dobbiamo imparare a consumarne meno. Questo significa intervenire sui sistemi produttivi e ripensare il rapporto tra acqua e agricoltura. Dobbiamo ripensare il sistema agroalimentare alla luce della disponibilità reale della risorsa idrica. Per Uncem, la risposta non può essere affidata a singoli interventi, ma deve coinvolgere l’intero territorio. Montagna e pianura. La montagna è il luogo dove l’acqua nasce, viene immagazzinata e inizia il suo percorso verso valle. Ma la risorsa idrica è un patrimonio dell’intero Piemonte e del bacino del Po. Per questo serve una nuova alleanza tra montagna e pianura, nella quale venga riconosciuto il ruolo fondamentale dei territori montani nella tutela dell’acqua, dell’ambiente e della sicurezza idrogeologica. Questo richiede investimenti nella conoscenza, nel monitoraggio, nella manutenzione del territorio e nella capacità degli enti locali di programmare. “Ma richiede soprattutto una nuova cultura politica – fa presente Dalmasso – La società civile ce lo sta chiedendo e i decisori politici devono agire. Non possiamo più limitarci a gestire le emergenze. Dobbiamo anticipare i problemi, leggere i dati e costruire politiche strutturali. Il cambiamento climatico ci impone di cambiare il modo in cui pianifichiamo i territori, produciamo cibo, utilizziamo l’acqua e costruiamo sicurezza”. La Carovana dei Ghiacciai a Ostana ha quindi rappresentato non soltanto un momento di confronto scientifico e ambientale, ma un’occasione per riaffermare il ruolo delle comunità locali. “Il messaggio che arriva da Ostana è molto semplice: la montagna non può essere lasciata sola ad affrontare una trasformazione che riguarda tutti. I Comuni montani devono essere messi nelle condizioni di governare questi processi. Servono risorse, competenze e strumenti adeguati. E serve una politica capace di guardare avanti”, insiste la Sindaca di Piasco.

Caro carburanti: Confartigianato Imprese Piemonte formula proposte

/

La stima dei rincari sui carburanti, benzina e gasolio, per imprese e famiglie piemontesi è pari a 807 milioni di euro rispetto al 2025, con un incremento del 19.7%. Si tratta di un impatto enorme per un settore in cui il carburante, prima della crisi, rappresentava circa il 20% dei costi aziendali, ma che oggi si aggira intorno al 30% per le imprese di autotrasporto, seconda voce più rilevante dopo il personale.

“Stop agli sconti sul carburante uguali per tutti – dichiara il presidente di Confartigianato Trasporti Piemonte, Giovanni Rosso – proteggiamo chi dal carburante dipende per lavorare e chi, per reddito o territorio, non ha vere alternative alla mobilità privata”.

Il sistema dell’autotrasporto piemontese è arrivato ad un punto critico: negli ultimi mesi il settore sta affrontando una tempesta perfetta, ovvero l’aumento dei costi operativi fuori controllo, i rapporti sempre più tesi con la committenza, margini talvolta ridotti all’osso e una volatilità dei prezzi che rende impossibile qualsiasi pianificazione nel medio periodo. L’ufficio studi della CGIA prevede per il 2026 un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4%.

“Non possiamo più permetterci di procedere giorno per giorno – commenta Giovanni Rosso, presidente Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti – gli interventi una tantum possono risolvere il problema momentaneamente, ma questi non sono più eventi eccezionali e sono diventati una prassi consolidata. Di fronte al caro carburante, la risposta più semplice sembra essere abbassare l’accisa per tutti, ma è anche una misura costosa e poco mirata; chiediamo che il prezzo del carburante sia stabilito una volta l’anno senza dover rincorrere le cifre sui tabelloni nei distributori che cambiano di continuo”.

“Il governo, con uno stanziamento di 130 milioni di euro, ha ridotto fino al 5 settembre l’accisa sul gasolio, il problema è che non tutti utilizzano il carburante allo stesso modo – continua Giovanni Rosso – per un autotrasportatore è ormai una vice di costo aziendale. Per un pendolare che vive in un’area poco servita dai mezzi pubblici, è spesso una spesa obbligata. Per questo pensiamo che sia arrivato il momento di ragionare su un credito di mobilità responsabile, un aiuto temporaneo rivolto alle famiglie con redditi più bassi ai pendolari, e a chi vive nei territori dove l’auto è praticamente indispensabile. Invece di ridurre il prezzo di ogni litro per tutti, utilizziamo le risorse per aiutare veramente chi ne ha bisogno”.

“Per l’autotrasporto serve invece una risposta specifica – conclude Rosso – il governo ha già riconosciuto la particolarità del settore attraverso un credito d’imposta legato all’aumento del costo del gasolio, ma non è sufficiente. Chiediamo che venga riconosciuto alla categoria dell’autotrasporto un prezzo agevolato, come avviene per l’agricoltura e la pesca, e infine l’abolizione dell’Iva al 22% sulle accise. È questa la strada che riteniamo debba essere percorsa: interventi mirati per le imprese e sostegni mirati per le famiglie, invece di distribuire le stesse risorse indistintamente”.

Anche a livello europeo, la direzione è quella di interventi temporanei mirati verso i settori più esposti, e mentre all’autotrasporto viene chiesto di investire nella transizione verso mezzi e tecnologie più sostenibili, è necessario evitare che l’emergenza energetica ne riduca la capacità d’investimento. La proposta è semplice: basta ai tagli lineari per tutti e una nuova direzione verso un sostegno mirato all’autotrasporto e un credito di mobilità rimborsabile per le famiglie che ne hanno bisogno.

Mara Martellotta

Scontro tra auto e bici, muore ciclista

Questa mattina e’ morto per le gravi ferite riportate un ciclista di 60 anni, rimasto coinvolto in uno scontro con un’auto a Pralormo. Sono intervenuti il 118 di Azienda Zero e i soccorritori per le operazioni di emergenza. La dinamica del sinistro è in via di accertamento.

Patrimonio diffuso, Chiarelli: “La Regione sostiene gli Ecomusei”

L’assessore alla Cultura: «Presìdi vivi della nostra identità, capaci di trasformare memoria e tradizioni in cultura. Sostenerli significa investire nei territori e, allo stesso tempo, sulla loro capacità di costruire futuro».

 

Dalla Regione Piemonte quasi 450 mila euro per sostenere le attività degli Ecomusei regionali, una rete di 25 realtà diffuse sul territorio regionale che custodiscono e valorizzano il patrimonio culturale, ambientale e identitario delle comunità.  È stato approvato il nuovo Avviso pubblico per il sostegno delle attività degli Ecomusei per l’anno 2026, con una dotazione complessiva di quasi 450mila euro. Il Sistema regionale degli Ecomusei è costituito oggi da 25 ecomusei, rappresentativi di realtà culturali, sociali, economiche e ambientali differenti, ma accomunati dall’obiettivo di valorizzare la storia, le tradizioni e il patrimonio dei territori attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali.

«Gli ecomusei rappresentano una delle espressioni più autentiche del nostro patrimonio culturale diffuso – dichiara l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Marina Chiarelli –. Non sono semplicemente luoghi nei quali conservare la memoria, ma presìdi vivi, capaci di mettere in relazione persone, paesaggio, tradizioni, saperi e nuove generazioni. Sostenerli significa investire sull’identità dei nostri territori e, allo stesso tempo, sulla loro capacità di costruire futuro. Per questo motivo la Regione Piemonte continua a investire nei territori. La cultura non è qualcosa di accessorio, ma una leva strategica di sviluppo. Il Piemonte è fatto di grandi istituzioni culturali, ma anche di borghi, paesaggi, tradizioni, che rappresentano un patrimonio straordinario. Il nostro compito è dare a questa ricchezza gli strumenti per crescere, essere conosciuta e generare opportunità».

L’obiettivo del bando, infatti, è sostenere programmi di attività capaci di contribuire allo sviluppo dei territori in una logica di sostenibilità ambientale, economica e sociale, attraverso il coinvolgimento delle realtà locali e promuovendo la partecipazione diretta delle comunità, delle istituzioni culturali e scolastiche e delle associazioni nei processi di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Particolare rilevanza sarà attribuita ai programmi caratterizzati da un approccio interdisciplinare, in grado di mettere in relazione cultura, ambiente, educazione, formazione e inclusione sociale, insieme ad agricoltura, turismo, pianificazione e cura del paesaggio, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento della qualità della vita nei territori.

«La forza del Piemonte risiede anche nel suo straordinario patrimonio diffuso. Vogliamo che cultura e bellezza siano sempre più strumenti di crescita, partecipazione e occasioni per creare nuove connessioni tra i territori. Gli ecomusei hanno una caratteristica preziosa: nascono e vivono insieme alle comunità. È questa capacità di fare rete che intendiamo valorizzare, perché la cultura può diventare un vero motore di sviluppo locale, attrattività e coesione sociale» conclude l’assessore Chiarelli.

Possono presentare domanda i soggetti gestori pubblici, tra cui enti locali in forma singola o associata, enti di gestione delle aree protette ed ex Province, e i soggetti gestori privati, ovvero associazioni e fondazioni culturali senza scopo di lucro, degli ecomusei riconosciuti interessati dall’Avviso. Ogni programma di attività dovrà avere un costo complessivo non inferiore a 6 mila euro. Il contributo richiesto dovrà essere compreso tra un minimo di 3 mila euro e un massimo di 50 mila euro.

Le iniziative inserite nei programmi dovranno essere realizzate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Sono ammesse esclusivamente spese correnti direttamente riconducibili alle attività previste, mentre non sono finanziabili spese di investimento. Le domande potranno essere presentate fino al 5 ottobre 2026 compreso, utilizzando la modulistica predisposta dalla Regione Piemonte e trasmettendo l’istanza esclusivamente tramite Posta elettronica certificata.

L’avviso è visionabile al sito www.bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/ecomusei-bando-2026

80 anni della Federazione provinciale di Torino ANCR

In occasione dell’ottantesimo anniversario della sua fondazione, la Federazione Provinciale di Torino dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (ANCR) promuove un ciclo di celebrazioni istituzionali all’insegna del motto “Il dovere del Ricordo, l’impegno per la Pace”, con l’obiettivo di rendere omaggio alla memoria di tutti i caduti in guerra e nelle missioni di pace e di rinnovare il legame profondo tra memoria storica e responsabilità civile.
A sottolineare il valore sociale e civile di questo traguardo è intervenuto il vicesindaco della Città metropolitana di Torino, Jacopo Suppo, che ha espresso la gratitudine dell’Ente verso una realtà che da decenni custodisce e tramanda una parte fondamentale della nostra memoria collettiva. Il Vicesindaco ha evidenziato come l’ANCR continui a svolgere un prezioso ruolo educativo rivolgendosi alle nuove generazioni con un messaggio che unisce la conoscenza della storia, il senso delle istituzioni e la responsabilità verso il futuro, ricordando che celebrare questo ottantesimo anniversario significa rinnovare l’impegno a preservare la memoria del Novecento affinché dal ricordo dei sacrifici e delle sofferenze della guerra possano nascere consapevolezza, dialogo e una cultura di pace sempre più solida.
Le commemorazioni prenderanno il via sabato 5 settembre in piazza Castello, presso il monumento al Duca d’Aosta, a partire dalle 9,30, con il ritrovo dei partecipanti e lo schieramento dei gonfaloni, dei labari e delle bandiere associative. Alle 10,15 avranno luogo gli onori ai caduti con la deposizione della corona d’alloro, la benedizione, la preghiera dei combattenti e reduci e il silenzio d’ordinanza, a cui seguiranno le allocuzioni delle autorità civili e militari e le conclusioni del presidente nazionale dell’ANCR, Antonio Landi. Successivamente, alle 11,15, il corteo si muoverà verso la chiesa di San Lorenzo per la celebrazione della Santa Messa, per poi concludere la mattinata con il pranzo sociale delle 12,30. I momenti celebrativi proseguiranno poi giovedì 10 settembre al Polo del ‘900, in piazzetta Franco Antonicelli, dove alle 17,30 si terrà il convegno intitolato “80 anni di memoria e impegno civile”.

San Donato, furto notturno su un’auto: fermato un 42enne

Un colpo rapido, sotto casa: allarme che suona, un uomo che si infila in un’auto e se ne va con il bottino. A San Donato, la segnalazione di un residente ha portato la Squadra Volante a trovare e arrestare un 42enne.

Sul veicolo gli agenti dell’U.P.G.eS.P. hanno trovato il deflettore rotto e l’abitacolo sottosopra. Grazie alla descrizione del testimone la Volante ha rintracciato l’uomo, originario della Guinea‑Bissau; durante la perquisizione gli agenti hanno recuperato la refurtiva, poi restituita alla proprietaria. È stato arrestato per furto aggravato in concorso; la persona che avrebbe fatto da palo non è stata identificata.

Il caso è ancora in fase d’indagine: l’uomo resta indagato, non colpevole fino a sentenza definitiva.

VI.G