CRONACA- Pagina 4

Cantiere metro 1 aperto al pubblico

“L’apertura al pubblico del prolungamento della linea metropolitana 1, verso Collegno e Rivoli, è prevista alle attuali condizioni per la fine del 2027”.

È stato riferito nel corso del sopralluogo che la seconda Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Mauro Fava, ha svolto ai cantieri della linea metropolitana, verificando che il cantiere è aperto e una quarantina di operai è al lavoro. La delegazione è scesa all’interno della stazione Collegno Centro, la seconda stazione del prolungamento Ovest della linea 1 situata su corso Francia dopo Certosa e prima di Leumann e Cascine Vica.

A ricevere i commissari sono stati i rappresentanti di InfraTo e della ditta appaltatrice che hanno spiegato che l’opera è arrivata attorno al 75-80% del completamento. All’interno di questo appalto e in previsione del prolungamento del percorso, al fine di garantire le attuali frequenze sono state acquisite 4 nuove vetture con altre 12 opzionali in attesa di finanziamenti che si aggiungerebbero agli attuali 29 treni. Il costo per ciascun treno è attorno ai 10 milioni di euro mentre, il necessario nuovo sistema di segnalamento wireless, che costa 175 milioni, fornisce le istruzioni ai convogli per la marcia.

Le nuove stazioni sono concepite con particolare riguardo anche per le persone con ridotta mobilità e ipovedenti. Sono dotate di doppio ascensore in modo da permettere un attraversamento di corso Francia sicuro ad ogni tipologia di utenza. Accanto all’appalto per la realizzazione dell’opera è stato illustrato anche quello che riguarda la migrazione dal vecchio sistema di segnalamento analogico al nuovo sistema CBTC digitale. Il nuovo sistema, oltre che nella tratta in costruzione, è in fase di installazione anche nella tratta in esercizio.

Il sistema Val, attualmente in esercizio, con le porte in banchina è considerato molto sicuro e la disponibilità dei treni, che corrono su gomma è del 98-99%. Le nuove carrozze saranno intercomunicanti e saranno dotate di moderni pannelli a led per la comunicazione ai passeggeri. Il sistema Val consente di superare dislivelli del 6% e, per via delle dimensioni più ridotte dei treni, di avere gallerie e stazioni più compatte rispetto alle metropolitane tradizionali.

Al sopralluogo hanno partecipato, oltre al presidente, Paola AntonettoMarina Bordese e Roberto Ravello (Fdi), Gianna PenteneroMonica CanalisNadia Conticelli e Laura Pompeo (Pd), Sarah Disabato e Alberto Unia (M5s).

Ufficio stampa CRP

In bici uomo muore investito da camion dei rifiuti

Un uomo di 73 anni ha perso la vita dopo essere stato investito questa mattina all’incrocio tra corso IV Novembre e via Simioli, a Rivoli. La vittima, residente a poca distanza dal luogo dell’incidente, stava percorrendo la strada in bicicletta quando è stata travolta da un camion dell’azienda  della raccolta rifiuti.

A seguito dell’impatto l’uomo è andato in arresto cardiaco. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 di Azienda Zero, che lo hanno trasportato d’urgenza in ambulanza all’ospedale.

Coldiretti Torino: “Basta speculazioni sul latte”

/

 

Richiamati gli industriali a un senso di responsabilità verso il territorio

“Le speculazioni sul latte stanno danneggiando uno dei settori di punta del sistema agroalimentare torinese – spiega il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – siamo uno dei territori italiani famosi per il contributo a quel cibo made in Italy che ci fa grandi nel mondo, eppure una parte degli industriali gioca con il fuoco. Se non cesseranno subito questi giochi al ribasso sulla pelle degli allevatori, rischiamo di perdere le stalle, le mucche e il latte, e dovremo dire addio al comparto lattiero caseario”.

Così il presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici  commenta le notizie, sempre più numerose, che giungono agli uffici di zona Coldiretti sulla concorrenza sleale praticata a danno degli allevamenti familiari, la tipologia più diffusa tra gli allevamenti torinesi.

Sotto accusa le importazioni di latte estero e le speculazioni dell’agroindustria torinese, che non valorizzano le produzioni locali. Oggi nel Torinese sono attive 803 stalle da latte per oltre 1300 addetti, con oltre 35 mila mucche, solo di razza Frisona, a cui vanno aggiunte razze, tipicamente alpine, come la Pezzata rossa e Pustertaler-barant. Si tratta di una capacità produttiva che garantisce ogni anno oltre 10 milioni e 500 mila litri di latte fresco, un latte che deve rispondere a precise caratteristiche di qualità richieste per la riduzione e di formaggi tipici del territorio, con buona presenza di proteine e grassi. Una qualità possibile solo con un alto livello di benessere animale e un’alimentazione bilanciata che incide anche sulla qualità dell’ambiente. La storica tradizione dell’allevamento torinese che affonda le radici nella storia, si basa sul fieno ricavato da prato stabile e coltivazioni di prossimità, soprattutto di mais. Le aziende agricole cercano di essere autosufficienti per il nutrimento degli animali, e questo rende l’ambiente delle nostre campagne ricco di prati aperti.

“La speculazione, unita ai forti costi di gestione e agli investimenti necessari per un moderno allevamento rispettoso del benessere animale e votato alla qualità del prodotto, ha fatto chiudere oltre il 20% delle stalle negli ultimi dieci anni – aggiunge Bruno Mecca Cici – Allevare costa. Non riconoscerlo significa uccidere i sogni dei giovani che vogliono intraprendere con passione questo lavoro, ma anche accettare che le nostre campagne diventino incolti o terreni buoni per la speculazione energetica e la cementificazione”.

In uno scenario in cui è calato il consumo di latte, e in crescita quello di formaggi freschi e yogurt, dove i formaggi stagionati continuano a essere vanto del made in Italy, proseguono le storture sul prezzo del latte praticato agli allevatori. C’è una parte di latte che sfugge alla contrattazione strutturata; a questa si aggiungono le importazioni a basso prezzo. Le importazioni di latte sfuso, cagliate per mozzarelle, latte in polvere e crema di latte avvengono soprattutto da Belgio, Germania, Francia e Olanda.

“Basta con le speculazioni dell’agroindustria piemontese, che continua a importare latte dall’estero per percependo i fondi regionali, che dovrebbero essere destinati alle produzioni locali – conclude Bruno Mecca Cici – porteremo la questione prezzi e l’intera criticità del comparto al tavolo latte, convocato in Regione il prossimo 23 febbraio, perché un’adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori è condizione imprescindibile per mettere al sicuro la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di qualità, che sostengano l’economia, il lavoro e il nostro territorio”.

Gian Giacomo Della Porta

Politica torinese in lutto, addio a Giancarlo Quagliotti

/
E’ morto oggi all’età di 83 anni, l’ex consigliere comunale  di Torino Giancarlo Quagliotti. Eporediese di nascita, Quagliotti era stato consigliere in Sala Rossa per il Partito comunista italiano dal 1970 al 1983. Fu uomo di spicco dell’apparato del Pci esponente dell’ala riformista del partito. Ebbe anche incarichi nel mondo delle autostrade. Negli due decenni era stato uno dei più attivi componenti dell’Associazione Consiglieri Emeriti DI tORINO , da lui presieduta tra il 2013 e il 2025.

A Rivoli nasce la Consulta per i Diritti e il Benessere degli Animali

Al via il lavoro su colonie feline, aree cani e sensibilizzazione nelle scuole

La Città di Rivoli si dota di un nuovo strumento di partecipazione dedicato alla tutela degli animali: è nata la Consulta comunale per i Diritti e il Benessere degli Animali disciplinata dal regolamento approvato nel luglio 2025.

Si tratta di un organismo consultivo e propositivo, unico nella zona, pensato per mettere intorno allo stesso tavolo associazioni, medici veterinari, professionisti del settore e cittadini con esperienza nella tutela animale, anche provenienti dai Comuni limitrofi, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa e affrontare in modo coordinato i temi legati al benessere animale.

Nell’ultima seduta del 2 febbraio è stata eletta presidente Federica Pregnolato, veterinaria, che guiderà i lavori della Consulta insieme all’assemblea dei componenti. Un passaggio significativo che ha segnato l’avvio di una nuova fase operativa dell’organismo: con un coordinamento stabile e la definizione delle priorità di lavoro, la Consulta entra ora pienamente nel vivo della propria attività.

Tra i primi ambiti di intervento, la gestione delle 51 colonie feline presenti sul territorio comunale, riconosciuta come una questione complessa che negli anni si è retta esclusivamente sull’impegno dei volontari. L’ Amministrazione ha avviato un percorso di riorganizzazione che prevede il censimento aggiornato delle colonie da parte dell’Ufficio Ambiente, il coinvolgimento dei tutor, corsi di formazione dedicati alle tutrici, il riconoscimento ufficiale dei referenti e il miglioramento delle convenzioni per le sterilizzazioni, che restano a carico del Comune. Sono inoltre previsti progetti di sensibilizzazione nelle scuole e iniziative partecipative rivolte alla cittadinanza.

Accanto a questo tema, la Consulta ha iniziato ad affrontare anche la gestione e la riqualificazione delle aree cani, considerate importanti non solo per il benessere degli animali ma anche per la qualità degli spazi pubblici e la socialità urbana.

La Consulta potrà esprimere pareri in materia di benessere animale e proporre nuove progettualità, contribuendo a strutturare in modo più coordinato il rapporto tra volontariato, professionisti e istituzioni.

«La Consulta nasce per creare un luogo di confronto stabile sui temi della tutela animale — dichiara l’assessore al Benessere degli Animali Dorotea Gribaldo —. Mettere insieme associazioni, professionisti e cittadini significa sviluppare idee e soluzioni concrete, dalla gestione delle colonie feline alle attività di sensibilizzazione nelle scuole. Proprio la formazione dei tutor delle colonie sarà uno dei primi obiettivi: aiutare le volontarie a rafforzare le proprie competenze significa migliorare la tutela degli animali e favorire una convivenza più serena tra persone e animali in città».

Dopo la tragedia di Crans-Montana, intensificati accertamenti a Venaria

In ottemperanza alle recenti raccomandazioni della Prefettura di Torino, relative alla necessità di rafforzare i controlli sul rispetto delle prescrizioni a tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica all’interno dei locali di pubblico spettacolo e dei pubblici esercizi, anche alla luce dei gravi fatti avvenuti a Capodanno nella località svizzera di Crans-Montana, il Corpo di Polizia Municipale di Venaria Reale ha effettuato negli ultimi giorni diversi controlli sul territorio.

Nello specifico, nel corso del controllo in un’accurata ispezione presso un pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, sono state accertate diverse violazioni della normativa vigente, tra cui l’utilizzo di un’area destinata alla somministrazione in assenza delle necessarie autorizzazioni. Tale utilizzo ha comportato una trasformazione del locale non conforme a quanto risultava dagli atti in possesso del Comune, con conseguente mancanza delle verifiche e delle certificazioni previste dalla legge.

A 11 mila euro corrisponde il totale delle sanzioni amministrative per le violazioni riscontrate. Il locale è stato chiuso con ordinanza del Comune di Venaria Reale fino al ripristino delle condizioni di regolarità. Ulteriori accertamenti saranno svolti nei prossimi giorni, anche in collaborazione con altri Settori comunali ed Enti esterni competenti.

“La sicurezza dei cittadini e degli avventori è una priorità assoluta – ha dichiarato Fabio Giulivi, Sindaco di Venaria Reale – i controlli effettuati dimostrano l’attenzione costante dell’Amministrazione comunale nel far rispettare le regole e nel prevenire situazioni di potenziale rischio. Il rispetto delle norme non è un adempimento formale, ma una condizione essenziale per garantire la tutela delle persone e la corretta convivenza sul territorio”.

“L’attività di controllo svolta rientra in un più ampio piano di verifiche mirate a garantire il rispetto delle prescrizioni di sicurezza nei pubblici esercizi – ha dichiarato Alberto Pizzocaro, Comandante della Polizia Municipale – gli accertamenti proseguiranno anche nei prossimi giorni, con il coinvolgimento degli uffici comunali competenti e degli enti preposti, al fine di assicurare condizioni di piena regolarità e tutela dell’incolumità pubblica”.

Mara Martellotta

Investito in autostrada muore in ospedale

Un cinquantenne è morto ieri in serata all’ospedale Maggiore di Novara. Era rimasto coinvolto in un incidente sull’A4 Torino-Milano quando alle 18,30  sull’autostrada, in direzione di Torino,  tra Balocco e Carisio, ha accostato sulla corsia a scorrimento più lento forse per il veicolo guasto. L’automobilista è stato travolto da un altro mezzo ed è stato sbalzato sull’asfalto a  metri di distanza.

Treni: lavori sulla linea Ivrea-Aosta

Proseguono i lavori di elettrificazione della linea Ivrea-Aosta con gli interventi di riqualificazione delle stazioni ferroviarie di Montanaro e Strambino.

Il progetto rientra nel più ampio programma di efficientamento della linea ferroviaria Chivasso-Aosta secondo quanto previsto dall’Accordo di Programma Quadro Interregionale tra le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta finalizzato a incrementare e migliorare le prestazioni dei servizi Aosta – Ivrea – Torino.

Durante i lavori, saranno garantite la funzionalità dell’esercizio ferroviario e la fruibilità delle stazioni da parte dei viaggiatori.

Gli interventi, per un valore economico complessivo di 13,5 milioni di euro finanziati anche con fondi PNRR, prevedono la realizzazione di un nuovo sottopasso pedonale collegato ai marciapiedi con scale e ascensori, l’innalzamento delle banchine di stazione secondo i più moderni standard europei, parcheggi e accessibilità per persone a ridotta mobilità, kiss and ride, postazioni per taxi. È prevista anche la riqualificazione degli spazi interni ed esterni dei fabbricati di stazione; a Strambino si provvederà anche al recupero del giardino storico che si trasformerà in area pedonale pubblica collegata al nuovo marciapiede di stazione.

Per consentire le attività di cantiere, da lunedì 23 febbraio a domenica 26 aprile la circolazione ferroviaria sarà interrotta tra le stazioni di Chivasso e Ivrea.

 

Programmate modifiche alla circolazione, in particolare per i:

  • treni regionali veloci tra Torino Porta Nuova-Ivrea da Chivasso a Ivrea;
  • treni regionali tra Chivasso-Ivrea per l’intera tratta;
  • treni regionali tra Novara-Ivrea tra Chivasso e Ivrea per l’intera tratta;

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito rfi.it e i siti dell’impresa ferroviaria.

Intesa tra Legacoop Piemonte e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta

/

Legacoop Piemonte e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta firmano un protocollo d’intesa per un impegno comune sulla sostenibilità e la transizione ecologica. Consolidare la collaborazione sui temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, e della transizione ecologica, riconosciute come leve strategiche di sviluppo del territorio, è quanto contenuto nel protocollo d’intesa tra Legacoop Piemonte e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, firmato dai presidenti delle due associazioni, Dimitri Buzio e Alice De Marco. L’intesa nasce dalla volontà di promuovere un modello di crescita fondato sull’economia di comunità, sulla tutela dell’ambiente e sulla diffusione di pratiche sostenibili, valorizzando il ruolo delle cooperative come attori centrali del cambiamento. Il protocollo prevede attività congiunte di progettazione, formazione e divulgazione, con particolare attenzione ai temi dell’efficientemento energetico e dello sviluppo delle Comunità Energetiche, Rinnovabili e Solidali, che proprio nella forma cooperativa trovano un riferimento, oltre che la tutela delle aree interne e dei percorsi di agroecologia.

Legambiente e Legacoop Piemonte e Valle d’Aosta scelgono di unire le forze per affrontare la complessità della transizione ecologica, integrando conoscenze scientifiche e capacità imprenditoriali, volontariato e mutualità, cittadinanza attiva e cooperazione. Scelgono di orientare strategie comuni, immaginare nuovi progetti, di essere più forti, radicati e utili ai territori, di creare alleanze solide che generino un cambiamento reale per le comunità.

“Con questo protocollo – dichiara Dimitri Buzio, presidente di Legacoop Piemonte – confermiamo il nostro impegno su uno dei temi chiave dell’attualità: la transizione ecologica, che chiama direttamente in causa anche il settore cooperativo. Le nostre imprese sono già oggi protagoniste di questo percorso con esperienze concrete ereditate nei territori per rispondere ai bisogni delle comunità locali. Per questo motivo la nostra associazione, oltre alle iniziative di divulgazione e formazione, mette a disposizione competenze tecniche e una rete di strumenti finanziari dedicati che rappresentano un tassello fondamentale per accompagnare nei processi di nascita e sviluppo le cooperative che operano nell’agroecologia, nelle filiere forestali e ambientali e dell’energia rinnovabile. È proprio attraverso questi sostegni che il modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili, in forma cooperativa, è potuto crescere nel tempo, tanto che oggi contiamo otto CER associate, distribuite su tutti i quadranti del Piemonte, che erogano servizi a beneficio di intere comunità locali, cooperative e imprese energivore, con una produzione energetica superiore a 10 MWh. Nel contempo, in questi anni abbiamo rafforzato i settori del biologico, dell’agricoltura sostenibile e della filiera del legno. La collaborazione con Legambiente va esattamente in questa direzione, condividendo un impegno per costruire una rete che consolidi un patrimonio di esperienze che testimoni come l’attenzione alla sostenibilità sia parte integrante dell’operato cooperativo, e uno strumento per generare benefici non solo ambientali, ma anche economici e sociali diffusi”.

“La firma del protocollo d’intesa con Legacoop Piemonte – dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – rappresenta un passaggio strategico per rafforzare la capacità delle nostre comunità di affrontare una crisi che non è solo climatica, ma anche sociale ed economica. La transizione ecologica richiede un approccio integrato e un impegno condiviso. Per questo riteniamo fondamentale costruire alleanze solide tra il mondo ambientalista e il sistema cooperativo, due realtà che da sempre operano per il bene comune. Questa collaborazione ci permetterà di promuovere, con maggior efficacia, modelli di sviluppo sostenibili, inclusivi e capaci di generare valore nei territori. Esperienze come il Borgo Verde di Borgomanero dimostrano che l’unione tra competenze ambientali, cooperazione e welfare comunitario può produrre risultati significativi sia sul piano sociale sia su quello ambientale. Ribadiamo il nostro impegno a lavorare insieme per un Piemonte più resiliente e pienamente in grado di affrontare le sfide della transizione ecologica”.

Gian Giacomo Della Porta

Terre Alte da abitare, un confronto a Cumiana 

Cosa significa davvero scegliere la montagna come luogo di vita e di lavoro oggi? Per rispondere a questa domanda, l’associazione Cumiana Outdoor organizza per sabato 21 febbraio prossimo l’incontro “Terre Alte da abitare”, uno spazio di confronto concreto che mette in dialogo analisi sociali ed esperienze personali vissute in quota. L’appuntamento sarà a partire dalle 12.30 nel rifugio Alpe del Capitano di Cumiana, e si tratterà di un pomeriggio di incontro, racconto e confronto dedicato a nuovi modi di vivere e abitare la montagna, per riflettere su scelte di vita, trasformazioni sociali e prospettive delle terre alte, tra cambiamento climatico, spopolamento e nuove opportunità di ripopolamento.
L’iniziativa si aprirà con un pranzo conviviale pensato come un momento di benvenuto e condivisione, e proseguirà con una tavola rotonda aperta al pubblico in compagnia di tre ospiti d’eccezione: Andrea Membretti, docente di Sociologia del territorio e coordinatore del progetto della Città Metropolitana di Torino “Vivere e lavorare in montagna”, e Silvia Vettori e Davide Zambon, autori del progetto editoriale “Bagaglio leggero”.
Per chi non partecipasse all’escursione del CAI dalla Pradera dei Picchi al rifugio Alpe del Capitano, con partenza alle 10.30, il rifugio è raggiungibile in auto, con parcheggio al “Truc d’la Bufa” e proseguendo a piedi per 700 metri, oppure dalla borgata Ravera, seguendo il sentiero 004, di 2 km.

Per partecipare al pranzo e info: info@cumianaoutdoor.com

Mara Martellotta