CRONACA- Pagina 4

Grazie all’Apple Watch recupera lo zaino rubato e fa arrestare il ladro

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi, nel quartiere Aurora di Torino, un cittadino marocchino di 27 anni destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Cuneo, che aveva disposto l’aggravamento della misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Avigliana cui l’uomo era sottoposto. Il 27enne è stato, inoltre, denunciato per il reato di ricettazione.
L’intervento è scattato a seguito della segnalazione giunta alla Centrale Operativa da parte di un cittadino italiano che, grazie al sistema di geolocalizzazione del proprio Apple Watch, era riuscito a individuare la posizione dell’orologio, custodito all’interno del suo zaino, asportato poco prima dalla sua autovettura in sosta presso un centro commerciale di Settimo Torinese.
Gli agenti del Commissariato di P.S. “Dora Vanchiglia” hanno individuato un uomo corrispondente alla descrizione fornita dalla vittima, con uno zaino successivamente riconosciuto come quello rubato. Sottoposto a perquisizione personale, il 27enne è stato trovato in possesso dello zaino rubato e dell’intera refurtiva, composta da un Apple Watch, un paio di scarpe, degli occhiali da sole, due magliette, un impermeabile e una torcia da trekking, beni che sono stati restituiti al legittimo proprietario.
Accompagnato in Questura per gli accertamenti di rito, è emersa a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Cuneo, conseguente all’aggravamento della misura cautelare precedentemente applicata.
Al termine delle attività, il 27enne è stato arrestato in esecuzione del provvedimento restrittivo ed è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per ricettazione.

Piemonte, la sfida per l’industria: così possono rinascere Mirafiori e la manifattura

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L’Europa vuole tornare a produrre. E il Piemonte punta a essere uno dei protagonisti di questa nuova stagione industriale.

La Regione ha infatti avviato il percorso che potrebbe portare alla nascita delle Aree di Accelerazione Industriale, uno strumento ispirato all’Industrial Accelerator Act promosso dall’Unione Europea per rafforzare la competitività del sistema manifatturiero e riportare nel continente produzioni strategiche oggi delocalizzate.

Il progetto è stato al centro del tavolo convocato a Roma dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al quale hanno preso parte il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone e l’assessore alle Attività Produttive Andrea Tronzano.

Per il Piemonte la partita è tutt’altro che teorica. È qui che batte uno dei cuori storici dell’automotive europeo e proprio qui si gioca una parte importante del futuro industriale italiano. L’obiettivo è creare aree nelle quali investimenti, infrastrutture, ricerca e procedure amministrative più snelle possano convivere, rendendo il territorio più attrattivo per nuove imprese e favorendo la trasformazione della filiera produttiva.

«Le aree ad accelerazione industriale possono costituire per il Nord quella leva di sviluppo industriale che le Zes hanno portato nelle Regioni del Sud Italia, aprendo a quelle medesime misure di sburocratizzazione che il mondo produttivo ci chiede con forza e con quel particolare focus sull’industria automobilistica necessario al rilancio di Mirafiori a Torino – dichiarano il presidente Alberto Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Tronzano – Raccoglieremo al più presto le proposte delle associazioni datoriali così come dei sindacati che siedono nel tavolo automotive, così da portare un contributo partecipato al cantiere normativo sulla nuova misura».

L’iniziativa si inserisce nella strategia europea per ricostruire la capacità manifatturiera del continente. Bruxelles si è posta un traguardo ambizioso: riportare entro il 2035 il peso dell’industria manifatturiera al 20% del Prodotto interno lordo europeo, rafforzando le filiere strategiche e riducendo la dipendenza tecnologica dai Paesi extraeuropei.

Tra tutti i comparti, quello dell’automobile è considerato il più delicato. Negli ultimi anni il settore ha subito una progressiva perdita di redditività e, tra il 2024 e il 2025, sono stati annunciati oltre centomila esuberi in Europa. Una crisi che ha spinto l’Unione Europea a varare, nel dicembre 2025, un pacchetto di misure dedicate alla produzione di veicoli elettrici accessibili realizzati in Europa, con incentivi riservati alle batterie e ai componenti prodotti all’interno dell’Unione.

Per il Piemonte questa potrebbe diventare un’occasione concreta per consolidare il ruolo di polo dell’innovazione industriale. Le future Aree di Accelerazione Industriale potranno infatti ospitare nuovi insediamenti produttivi, infrastrutture energetiche avanzate e centri di ricerca, creando un ecosistema capace di attrarre investimenti e accompagnare la riconversione dell’automotive.

La sfida è quella di trasformare un momento di profondo cambiamento in un’opportunità di rilancio. Se il progetto prenderà forma, il Piemonte potrebbe diventare uno dei primi laboratori italiani della nuova politica industriale europea, con l’ambizione di difendere competenze, occupazione e capacità produttiva e di restituire a territori simbolo come Mirafiori un ruolo centrale nella manifattura del futuro.

Assestamento di bilancio approvato in Consiglio regionale

“Il Consiglio regionale ha approvato l’assestamento di bilancio entro i termini previsti dalla legge. Il provvedimento aggiorna il bilancio di previsione alla luce dell’andamento della gestione finanziaria e conferma gli equilibri dell’ente, assicurando la continuità dei servizi, il sostegno agli investimenti e il rispetto degli impegni assunti con cittadini, imprese ed enti locali”: lo dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano.

“Con questo assestamento – sottolineano – onoriamo gli impegni e teniamo i conti in equilibrio, senza tagliare servizi e senza aumentare le tasse. A marzo abbiamo temporaneamente utilizzato risorse provenienti da alcuni capitoli del bilancio regionale per rafforzare il finanziamento della sanità, che per noi è una priorità e per cui continuiamo a garantire servizi aggiuntivi rispetto a quelli coperti dal fondo sanitario nazionale, in attesa del rientro delle disponibilità che erano certificate e previste. Oggi quelle risorse sono rientrate nelle casse della Regione e, come ci eravamo impegnati a fare, vengono integralmente ricollocate nei loro capitoli. Inoltre, continuiamo a utilizzare in modo strategico le risorse europee, che rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare il bilancio regionale. Siamo in chiusura di programmazione e grazie alle perfomance virtuose sulla spesa dei fondi abbiamo delle premialità e l’Europa ci chiede, per esempio per la formazione e il lavoro, di utilizzare prioritariamente il Fondo sociale europeo. L’integrazione tra risorse regionali e fondi europei, infatti, rappresenta uno degli elementi qualificanti della nostra programmazione finanziaria, consentendo di individuare, di volta in volta, la fonte di finanziamento più efficace per ciascun intervento”.

L’assestamento del bilancio di previsione 2026-2028 prevede una variazione complessiva di 208 milioni di euro e rappresenta uno degli strumenti con cui la Regione aggiorna la propria programmazione finanziaria nel corso dell’esercizio. La manovra interviene sugli equilibri di bilancio e definisce le risorse necessarie a garantire la prosecuzione dei servizi, degli investimenti e degli interventi a favore dei comparti strategici del Piemonte.

Tra le principali misure è previsto il ripristino dei 101 milioni di euro che erano stati temporaneamente destinati al finanziamento di interventi urgenti in ambito sanitario e che vengono ora riassegnati ai capitoli originari, tra cui diritto allo studio universitario, welfare, trasporti e canoni idrici, consentendo la prosecuzione delle attività programmate.

L’assestamento prevede inoltre 7 milioni di euro per il settore della cultura, portando lo stanziamento in linea con quello del 2025 e adeguandolo alla progressione della spesa prevista per il secondo semestre dell’anno. Sono inoltre stanziati 1,7 milioni di euro a favore del comparto vitivinicolo, che si aggiungono ai circa 100 milioni già attivati attraverso la programmazione dei fondi europei, e un milione di euro per il commercio destinato al finanziamento dei distretti del commercio nelle aree urbane.

La manovra comprende anche lo stanziamento di 81 milioni di euro destinati al ripiano del disavanzo, nell’ambito del percorso di risanamento previsto dalla normativa, relativo al disavanzo regionale e al debito pregresso. La Corte dei Conti ha inoltre parificato il bilancio della Regione, rilevando il rispetto degli indicatori di equilibrio previsti.

Nell’assestamento è stato infine inserito, su proposta della Giunta, un emendamento che anticipa al 2028 la riduzione dell’aliquota Irpef per la fascia di reddito compresa tra 15.000 e 28.000 euro.

“Con il passaggio da 4 a 3 scaglioni è prevista una riduzione della pressione fiscale – ricorda l’assessore Tronzano – lo Stato ha rinviato il passaggio dal 2028 al 2029, ma noi abbiamo comunque voluto dare un segnale già sul 2028 per andare incontro alle famiglie. È un impegno che manteniamo perché una Regione con i conti in ordine deve poter restituire valore a famiglie e lavoratori, continuando al tempo stesso a garantire servizi, investimenti e sostegno allo sviluppo del Piemonte”.

Sistema educativo 0-6, siglato accordo

Tra Regione, Ufficio scolastico regionale, ANCI Piemonte e Fondazione Compagnia di San Paolo

Sottoscritto un accordo di collaborazione tra Regione Piemonte, Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, ANCI Piemonte e Fondazione Compagnia di San Paolo per sostenere lo sviluppo del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni. L’intesa resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027 e punta a favorire il coordinamento tra istituzioni, scuole, Comuni e altri soggetti coinvolti nella gestione dei servizi educativi per l’infanzia.

L’accordo prevede una serie di iniziative rivolte in particolare alla formazione del personale e al rafforzamento della rete territoriale, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione del sistema educativo 0-6 e supportare gli enti locali nell’esercizio delle competenze previste dalla normativa regionale.

Tra le prime attività in programma figurano percorsi di alta formazione destinati ai Coordinatori dei Coordinamenti pedagogici territoriali, figure chiamate a coordinare la rete dei servizi educativi sui territori. Sono inoltre previsti interventi di accompagnamento rivolti ai Comuni per il trasferimento delle competenze in materia di autorizzazione, accreditamento e vigilanza dei servizi educativi per la fascia 0-3.

L’intesa comprende anche iniziative di ricerca e monitoraggio delle esperienze sviluppate negli ultimi anni, comprese quelle finanziate attraverso il PNRR, oltre a momenti di formazione congiunta rivolti agli operatori del settore, con l’intento di favorire il raccordo tra i servizi educativi e la scuola dell’infanzia.

Per seguire l’attuazione del programma sarà istituita una Cabina di regia coordinata dalla Regione Piemonte, con compiti di indirizzo, monitoraggio e valutazione delle attività previste.

«L’educazione non comincia il primo giorno di scuola, ma fin dai primi anni di vita. È in quella fase che si costruiscono le basi del futuro di ogni bambino e, insieme, della nostra società. Per questo abbiamo scelto di investire prima di tutto nelle competenze di chi ogni giorno lavora nei servizi educativi. Questo accordo rappresenta un cambio di passo: il suo punto di forza è il supporto concreto che offre nel guidare e accompagnare i Comuni verso la piena presa in carico delle competenze in materia di autorizzazione, vigilanza e accreditamento dei servizi 0-3. Si tratta di una funzione prevista dalla legge, essenziale per rendere i Comuni il punto di riferimento diretto per le comunità locali e garantire una gestione diretta e consapevole di servizi che operano sul proprio territorio», dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni.

Il presidente di ANCI Piemonte, Davide Gilardino, sottolinea il ruolo dell’accordo nel supportare gli enti locali, in particolare quelli di dimensioni più ridotte: «È un accordo che parte da un bisogno concreto dei nostri Comuni, in particolare di quelli più piccoli, che si trovano ad affrontare da soli il passaggio delle competenze autorizzatorie, di accreditamento e vigilanza sui servizi 0-3. Grazie a questa intesa i Comuni potranno contare su un supporto stabile e su percorsi di formazione mirati per chi lavora ogni giorno accanto ai bambini. Investire sulla qualità dei servizi educativi significa investire sul futuro dei nostri territori, con una governance che mette finalmente a sistema Regione, scuola e Comuni».

Per la Fondazione Compagnia di San Paolo, il presidente Marco Gilli evidenzia il valore della collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti: «Sostenere l’educazione fin dalla prima infanzia significa costruire – da oggi – le condizioni per il pieno sviluppo dei bambini e delle bambine e, al contempo, favorire la capacità delle comunità di costruire il proprio futuro. Per questo crediamo che il rafforzamento del sistema integrato 0-6 passi innanzitutto dalla crescita delle competenze di chi ogni giorno opera per costruire una governance condivisa attraverso l’integrazione dei servizi e delle opportunità per la prima infanzia, con attenzione a ridurre le barriere di accesso e le diseguaglianze educative. La formazione continua e la ricerca educativa sono strumenti essenziali per condividere conoscenze, sperimentare innovazione e, a partire dalle evidenze, trasformare le esperienze in un patrimonio comune. Questo Accordo – sottolinea Marco Gilli, Presidente Fondazione Compagnia di San Paolo – si inserisce in una visione pienamente coerente con l’impegno della Fondazione Compagnia di San Paolo che, attraverso Città dell’Educazione, promuove ecosistemi educativi capaci di garantire qualità e pari opportunità fin dai primi anni di vita e con Next Generation Schools ha accompagnato i territori piemontesi e liguri affiancando gli investimenti del PNRR con percorsi di apprendimento condiviso, innovazione di processi e di pratiche, sviluppo duraturo delle comunità educanti».

Secondo l’Ufficio scolastico regionale, l’accordo rappresenta uno strumento per consolidare il raccordo tra i servizi per la prima infanzia e la scuola dell’infanzia.

«Per l’USR per il Piemonte il rafforzamento del Sistema integrato 0-6 rappresenta una priorità strategica in quanto la continuità educativa tra i servizi per la prima infanzia e la scuola dell’infanzia costituisce una condizione imprescindibile per garantire a tutte le bambine e a tutti i bambini percorsi di crescita inclusivi e di qualità, riducendo gli svantaggi culturali e sociali già dalla primissima infanzia, e sostenendo il ruolo educativo delle famiglie», afferma Stefano Suraniti, direttore dell’USR Piemonte.

«L’Ufficio Scolastico Regionale metterà a disposizione le competenze maturate negli ultimi anni nella promozione del Sistema integrato 0-6, contribuendo alla progettazione dei percorsi formativi, alla valorizzazione delle esperienze sviluppate nelle scuole e nei territori e alla diffusione di una cultura della qualità, della ricerca e del miglioramento continuo. Siamo convinti che solo attraverso un’alleanza istituzionale solida, fondata sulla collaborazione e sulla condivisione delle responsabilità, sia possibile costruire un sistema educativo sempre più innovativo, inclusivo e orientato al benessere e allo sviluppo delle nuove generazioni», conclude Suraniti.

Transizione energetica, si riqualificano 21 edifici pubblici

La Regione Piemonte segna un importante punto a favore della transizione energetica: si è conclusa con successo la gara europea del progetto Gasless, curata da Scr Piemonte, per la riqualificazione energetica di 21 edifici pubblici.

Ad aggiudicarsi la procedura è stata Aura Energy Srl, che ha presentato un’offerta da 13,84 milioni di euro: quasi il doppio rispetto agli investimenti minimi richiesti dal bando. L’operazione, basata su un contratto di rendimento energetico della durata di 14 anni più il tempo dei cantieri, consentirà di realizzare importanti opere di efficientamento tramite i risparmi generati nel tempo ed interessa sei scuole di Alpignano (primarie Borello e Matteotti, secondarie di primo grado Gramsci e Tallone), l’Istituto comprensivo di Lanzo Torinese, la scuola primaria Calvino di Rivalta di Torino, i centri di ricerca di Consiglio Nazionale delle Ricerche e Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica di Torino.

«Il successo straordinario della gara Gasless dimostra nei fatti come il modello del partenariato pubblico-privato sia una leva vincente per accelerare la transizione energetica e la digitalizzazione per le nostre comunità – commenta Matteo Marnati, assessore regionale all’Ambiente, Energia, Innovazione e Servizi digitali – Essere riusciti ad attrarre investimenti privati per ben 13,84 milioni di euro, quasi il doppio rispetto alla base di gara, garantendo al contempo risparmi energetici e tagli ai consumi fino al 70%, è la prova di un’amministrazione regionale pragmatica, capace di attrarre investimenti, tagliare gli sprechi della burocrazia energetica e modernizzare le nostre strutture a beneficio di cittadini e imprese».

Ancora più rilevanti sono i risultati attesi sulle prestazioni ambientali: l’offerta aggiudicataria garantisce risparmi energetici termici sempre superiori al 45%, che per alcuni edifici raggiungeranno persino il 70%, accompagnati da un’importante riduzione dell’uso del gas metano a favore della progressiva elettrificazione degli impianti e dell’autoconsumo da fonti rinnovabili prodotte in loco.

Nel complesso il programma trasformerà radicalmente il patrimonio pubblico coinvolto mediante la posa di oltre 20.000 metri quadrati di cappotti termici, più di 12.000 metri quadrati di isolamento delle coperture, 6.600 metri quadrati di sottotetti e 5.300 metri quadrati di nuovi serramenti ad alte prestazioni, affiancati da nuovi impianti termici per oltre 1,3 MW di potenza e impianti fotovoltaici per quasi 1 megawatt. A completare l’operazione sotto il profilo dell’innovazione digitale sarà l’installazione di sistemi di automazione su oltre 33.000 metri quadrati di strutture pubbliche per il monitoraggio e l’ottimizzazione continua dei consumi energetici.

«L’esito di questa gara – conclude l’assessore Marnati – dimostra come la sinergia con i privati possa produrre risultati utili per il territorio. Un modello vincente che consente ai Comuni di rinnovare le proprie strutture valorizzando i risparmi generati nel tempo, riducendo i costi di gestione e garantendo servizi più efficienti ai cittadini».

Incidente in scooter: muore una donna, grave il conducente

Il drammatico incidente, avvenuto nella tarda serata di giovedì 30 luglio lungo la Strada Provinciale tra Bagnolo Piemonte e la località di Montoso, è costato la vita a una donna di 66 anni e ha provocato il grave ferimento del conducente dello scooter.

La vittima, residente nel Pinerolese, viaggiava come passeggera a bordo di uno scooter di grossa cilindrata. Alla guida del mezzo si trovava un uomo di 62 anni, anch’egli residente nella pianura piemontese.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine, lo scooter stava affrontando il tratto in discesa quando, all’altezza di un tornante e per cause ancora in corso di accertamento, il conducente avrebbe perso il controllo del veicolo

Sulla Mole: “Questo caldo è una scelta politica”

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La notte scorsa gli attivisti di Extinction Rebellion hanno  proiettato sulla cupola della Mole lo slogan “Questo caldo è una scelta politica”, già diffuso nelle settimane scorse nei quartieri della città. 

“Un modo per sottolineare le responsabilità di Regione e Governo nello smantellamento delle politiche europee di contrasto alla crisi climatica, che proprio in queste settimane mostra la sua gravità.   Spagna, Francia e Italia sono devastate da terribili incendi e il Piemonte, come tutto il territorio della pianura padana, vive una nuova crisi idrica, dopo quella terribile del 2022″, dicono gli attivisti

Dal Comune di Rivoli 95mila euro per il Terzo Settore

Aperto il bando 2026 per le associazioni del territorio

Risorse concrete per dare forza e respiro alle idee che animano la comunità locale. È ufficialmente aperto l’Avviso pubblico con cui il Comune di Rivoli mette a disposizione 95.000 euro di contributi a fondo perduto destinati al tessuto associativo e al Terzo Settore per l’anno 2026. L’iniziativa, fondata sul principio costituzionale di sussidiarietà, consentirà all’Amministrazione comunale di coprire fino all’80% delle spese sostenute dalle realtà no-profit per la realizzazione di progetti, iniziative ed eventi di pubblico interesse sul territorio.
«Le associazioni e i volontari rappresentano il cuore pulsante di Rivoli e un presidio fondamentale per la coesione sociale della nostra città» – sottolinea la Vicesindaco e Assessore all’Associazionismo e Volontariato Silvia Romussi – «Con questo intervento economico vogliamo dare un sostegno tangibile a chi ogni giorno si spende con passione per la comunità, offrendo garanzie e risorse concrete per trasformare in realtà progetti di forte impatto per il nostro territorio».

Il bando si rivolge agli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, alle associazioni presenti nell’Albo Comunale, agli enti di rappresentanza economica senza scopo di lucro e a tutti i soggetti privati no-profit che promuovono attività ad alto valore sociale e culturale, con la sola esclusione di partiti politici e sindacati. Per accedere al finanziamento i richiedenti dovranno garantire la regolarità contributiva e amministrativa, l’assenza di cause di esclusione a contrarre con la Pubblica Amministrazione e la sottoscrizione di adesione ai valori fondamentali della Costituzione Italiana. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate tassativamente ed esclusivamente tramite PEC all’indirizzo comune.rivoli.to@legalmail.it entro e non oltre le ore 12:00 del 30 settembre 2026.
Tutte le informazioni sul sito della Città di Rivoli.

Modifiche alla circolazione dei treni della linea Chivasso-Alessandria

Modifiche alla circolazione dei treni della linea Chivasso-Alessandria, tra le stazioni di Chivasso e Casale Monferratointerventi programmati di manutenzione da lunedì 3 a sabato 29 agosto.

Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con servizio bus tra Chivasso e Casale Monferrato.

L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza. Si consiglia pertanto di valutare la ripianificazione del proprio viaggio.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.

VIAGGIARE INFORMATI

È possibile consultare la sezione “Infomobilità” su sito e app Trenitalia, chiamare il call center gratuito 800 89 20 21 e rivolgersi al personale di stazione.

I viaggiatori saranno anche informati tramite sms, e-mail e notifiche su app. I clienti del Regionale possono ricevere sms ed e-mail grazie al biglietto digitale acquistabile anche in tutte le biglietterie di stazione. Inoltre, è possibile attivare, tramite App Trenitalia, le notifiche Smart Caring.

I canali di acquisto sono aggiornati.

Una regia dietro gli scontri no Tav? La Digos indaga

I due cittadini tedeschi arrestati dopo gli scontri in Val di Susa avrebbero indicato contatti con attivisti del centro sociale Askatasuna. Un elemento che gli investigatori stanno approfondendo nell’ambito dell’inchiesta sugli episodi di violenza avvenuti durante la manifestazione contro la Torino-Lione.

L’attenzione della Digos di Torino, infatti, non è rivolta soltanto all’identificazione degli autori materiali degli attacchi, ma anche alla ricostruzione dell’organizzazione che avrebbe preceduto le azioni contro il cantiere.

Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di una serie di incontri riservati, svolti nei giorni precedenti al 25 luglio, ai quali avrebbero partecipato esponenti dell’area antagonista e anarchica per definire strategie, ruoli e obiettivi della protesta.

Gli investigatori ritengono che si tratti di un modello operativo già emerso in passato, caratterizzato da riunioni ristrette finalizzate alla pianificazione delle iniziative. Un metodo che, in altre occasioni, avrebbe favorito il coordinamento tra attivisti locali e gruppi arrivati da altre città italiane e dall’estero, sia in occasione delle proteste in Val di Susa sia durante manifestazioni svoltesi a Torino.