FRECCIATE
In Italia sono oltre sette milioni le persone che si prendono cura, gratis e senza contratto, di un familiare non autosufficiente. È il più grande esercito irregolare del Paese, senza paga, senza ferie, senza pensione: ma con tanta retorica addosso.
A Torino, i numeri non sorprendono: più di un cittadino su due (51%) conosce qualcuno che vive questa condizione. E quasi due torinesi su tre (61%) indicano nella solitudine la principale difficoltà. Davvero un lampo di genio sociologico: se lo Stato ti lascia solo, cos’altro puoi provare, se non solitudine?
Il dramma, però, non è nei dati, ma nella loro inutile ripetizione. Li snoccioliamo con aria grave, ci commuoviamo un momento, e poi passiamo al prossimo talk show. Tanto i caregiver continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto: arrangiarsi. È la specialità nazionale, più antica della pizza e più radicata della burocrazia.
E mentre li celebriamo con le solite parole d’ordine – “resilienza”, “coraggio”, “dedizione” – resta una certezza: lo Stato applaude, purché non costino un euro.
Iago Antonelli



L’inaugurazione ha visto la presenza delle massime autorità istituzionali e civili: Monsignor Daniele Salera, Vescovo della città di Ivrea, il Sindaco di Ivrea Matteo Chiantore, insieme al Segretario nazionale CISL Sauro Rossi e al Segretario Generale CISL Piemonte Luca Caretti. A questi si sono aggiunti i segretari territoriali e i rappresentanti delle federazioni della CISL del Canavese, che con dedizione portano avanti ogni giorno le istanze dei lavoratori e delle famiglie.

a fine settembre si tiene presso la Fiera di Milano l’Expo Ferroviaria che in passato si teneva a Torino. Un’altra iniziativa persa dalla nostra Città. La economia di una Città o di una Regione è trainata dall’andamento economico delle sue aziende, dalla capacità dei suoi imprenditori, dalla sua capacità di attrarre visitatori per affari o per turismo, dal suo aeroporto, dalla qualità dei suoi collegamenti trasportistici ma anche dalle sue Fiere. Le Fiere internazionali sono nel DNA di Torino da quella universale del 1884 a quella del 1911 per il primo Cinquantenario della Unità d’Italia a Italia 61 furono grandi eventi che volevano a portare a Torino imprenditori e uomini di affari di tutta Europa e poi del mondo nella nostra Città. L’ultima grande Fiera torinese che aveva uno standing mondiale era il Salone dell ‘Auto al Valentino , una vetrina mondiale non solo per la FIAT ma per i nostri grandi carrozzieri e per le nostre aziende che costruivano le macchine utensili. Non a caso a fianco del Salone dall’auto c’era il Salone della Tecnica nel quale gli artigiani e gli imprenditori potevano vedere l’ultima macchina utensile, l’ultima saldatrice , l’ultimo tornio etc.etc. Nelle due settimane del Salone dell’auto, Torino era strapiena i ristoranti facevano i doppi turni etc.etc. Aver perso il Salone dell’auto e’ stato grave così come è grave aver rinunciato a organizzare Fiere internazionali immaginando che chi andava alla Fiera di Rho poi venisse a dormire a Torino. Aver perso la Expo Ferroviaria e’ stato un altro grave errore perché il treno sarà il mezzo di trasporto del futuro , perché Torino con la TAV sarà una delle fermate di quella che sarà una volta completata la METROPOLITANA d’Europa ma è anche grave perché in Piemonte c’è uno degli stabilimenti più avanzati nella produzione di treni. Nei treni c’è tanta tecnologia e tanto sapere. Cavour che fece di tutto per far nascere l’Ansaldo , leader ancora oggi nel segnalamento ferroviari,che fece approvare e poi costruire il primo Traforo alpino al mondo ci starà molto male.