BRIGATA ALPINA TAURINENSE

Cincu (Romania), novembre 2019. La componente pesante del Reggimento “Nizza Cavalleria” (1°) di Bellinzago Novarese (NO), su piattaforma Blindo Armata “Centauro”, ha terminato l’importante esercitazione internazionale denominata “Scorpion Legacy 2019”, presso il comprensorio addestrativo del Land Forces Combat Training Center “Getica” di Cincu in Romania.
L’addestramento è iniziato il 28 ottobre con un’esercitazione di posto comando che ha impegnato il Comandante del 1° Gruppo Squadroni ed alcuni Ufficiali dello Staff del Comando del “Nizza”. L’attività addestrativa ha avuto come momento conclusivo un’attività a fuoco nelle giornate del 6 e 7 novembre, a cui hanno preso parte due plotoni dello Squadrone Blindo Pesante impiegando dieci Blindo “Centauro”.
Nel complesso, l’attività ha visto più di sessanta soldati dell’Esercito Italiano confrontarsi e addestrarsi con personale internazionale, utilizzando uno scenario tipicamente “combat” su terreni aperti e pianeggianti.
In tale contesto, la situazione operativa ha previsto la risposta ad un attacco convenzionale, attuando in un primo tempo attività tattiche difensive e, a seguire, sviluppando attività controffensive congiuntamente al 20° Battaglione di Fanteria delle Forze Armate rumene, a una compagnia dell’Esercito portoghese e ad una polacca.

In particolare, al “Nizza” è stato assegnato il compito di costituire l’unità di copertura delle forze di manovra, effettuando lo schermo di sicurezza della fronte di Brigata e, successivamente, di raggiungere la zona di raccolta a premessa della fase di contrattacco.
Durante le fasi preparatorie, gli uomini e le donne del Reparto hanno avuto inoltre l’opportunità di addestrarsi, a partiti contrapposti, allo svolgimento di diversi compiti tattici, utilizzando i sistemi di simulazione “Miles”.
L’esercitazione “Scorpion Legacy 2019”, condotta dal personale delle Truppe Alpine inquadrate nella Brigata Alpina “Taurinense”, ha permesso al personale del Colonnello Matteo Rizzitelli, Comandante del “Nizza”, di condurre attività tattiche differenziate in bianco e a fuoco in un contesto Joint e Combined.
Quella targa commemorativa venne inghiottita dalla frana causata dall’alluvione del settembre del 1993. Ora la targa è stata riposizionata durante la cerimonia alla quale hanno partecipato il parroco di Ceresole Reale, Franco Rolando, Guido Novaria e il vicesindaco Mauro Durbano. Il rappresentante dell’Anpi ha letto l’elenco delle vittime e dei soccorritori della tragedia e sono stati suonati l’inno italiano e quello inglese. Settantacinque anni fa, sul colle Galisia sopra Ceresole Reale, si consumava la più grande tragedia di montagna avvenuta sulle Alpi durante la Seconda guerra mondiale. Quarantun vittime fra partigiani italiani e soldati inglesi fuggiti dai campi di prigionia tedeschi.Soltanto tre furono i superstiti.La commemorazione della tragica odissea del colle Galisia, sullo spartiacque Valle Orco-Val d’Isere, è stata arricchita dalla scoperta fatta da Franco Rolando, decano delle guide alpine di Ceresole Reale, che dopo ventisei anni ha ritrovato quella targa, nei pressi del Pian Ballotta: “Ho notato qualcosa che luccicava in mezzo alle pietre. Pensavo si trattasse di qualche colpo di mortaio visto che in questa zona, durante la guerra, al confine fra Italia e Francia, ci furono parecchi combattimenti”. Subito dopo la sorpresa: “Iniziai a scavare con i bastoncini e ho capito che quella che stava per affiorare era la targa strappata dall’alluvione del ’93”.