Archivissima conquista Torino

Archivissima si avvia domani alla conclusione della sua nona edizione confermando una crescita costante di pubblico e partecipazione. Nato come festival dedicato alla valorizzazione degli archivi, l’evento ha ormai assunto le dimensioni di una vera rassegna culturale diffusa, capace di coinvolgere tutta la città. Per l’edizione 2026 il cuore della manifestazione è stato ospitato alle Gallerie d’Italia di Torino, attorno alle quali si è sviluppato un programma che ha coinvolto numerosi altri spazi e istituzioni culturali, dal Circolo dei lettori al Polo del ‘900, dalla Pinacoteca Agnelli alle OGR Torino. Un percorso che ha trasformato gli archivi in un punto di partenza per riflettere sulla storia, sulla società e sulle forme della creatività contemporanea.


Il tema scelto per quest’anno, Quello che non c’è, ha offerto una chiave di lettura particolarmente ampia, capace di abbracciare tanto le grandi vicende collettive quanto le storie individuali, i documenti dimenticati e le memorie da ricostruire. Una versatilità ben rappresentata da due appuntamenti che, pur molto diversi tra loro, hanno mostrato alcune delle anime più interessanti del festival.
Alle Gallerie d’Italia la giornalista Marianna Aprile, in dialogo con Francesca Mancini, ha presentato La promessa, volume dedicato al lungo percorso che ha portato le donne italiane dal diritto di voto all’arrivo della prima donna a Palazzo Chigi, ottant’anni dopo il suffragio femminile. Un racconto che mette in luce non soltanto le conquiste raggiunte, ma anche le assenze che ancora attraversano la memoria collettiva: testimonianze dimenticate, dati mai verificati, parole rimaste inascoltate e storie lasciate ai margini della narrazione pubblica.
A precedere l’incontro è stata la proiezione del cortometraggio Anche per te, realizzato a partire dai materiali dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, per la regia di Luca Ribuoli, l’AI direction di Andrea Tenna e la produzione di Cometa Studios. Attraverso l’uso dichiarato dell’intelligenza artificiale, le fotografie storiche vengono animate e ampliate oltre il perimetro dello scatto, immaginando ciò che l’obiettivo non ha potuto registrare. Al centro del racconto una donna anziana che il 2 giugno 1946 affronta un viaggio faticoso pur di esercitare per la prima volta il diritto di voto. Un lavoro che ha mostrato come le nuove tecnologie possano dialogare con il patrimonio archivistico senza sostituirlo, ma contribuendo a renderlo nuovamente vivo e accessibile.
Di tutt’altro segno, ma ugualmente coerente con il tema del festival, il laboratorio Non scrivi mai come stai davvero, condotto dall’illustratore Enea Brigatti nella sede di Promemoria Group, cuore organizzativo di Archivissima. Ospitata nella storica Palazzina di Porta Bava, oggi Palazzo Rossi di Montelera, la sede è stata aperta al pubblico grazie alla collaborazione con Open House Torino, offrendo l’occasione di entrare nei luoghi in cui il festival è nato e continua a prendere forma.
Ispirato a News from Home di Chantal Akerman, il laboratorio ha invitato i partecipanti a costruire cartoline provenienti da luoghi immaginari utilizzando immagini dell’archivio della Fondazione Fiera Milano degli anni Sessanta. Fotografie nate per documentare luoghi e persone reali sono state rielaborate attraverso il collage e accostate a frammenti delle lettere che la madre della regista inviava alla figlia durante il suo soggiorno a New York. Ne sono scaturiti paesaggi inesistenti ma plausibili, sospesi tra memoria e immaginazione, dove l’archivio smette di essere soltanto testimonianza del passato per diventare materia viva di nuove narrazioni.
Due appuntamenti che raccontano bene il volto multiforme di Archivissima: da una parte la riflessione storica e civile sul ruolo delle donne nella società italiana, dall’altra la sperimentazione artistica che trasforma documenti e immagini d’archivio in occasioni di creatività. Sempre partendo da ciò che manca, da ciò che è stato dimenticato o da ciò che attende ancora di essere raccontato.
Il festival si concluderà domani con un’ultima giornata ricca di incontri, laboratori e approfondimenti dedicati alla memoria, alla letteratura, al cinema e alla valorizzazione del patrimonio archivistico. Un’occasione per chi non ha ancora partecipato di scoprire una delle manifestazioni culturali più originali del panorama torinese.
Il programma completo degli appuntamenti è consultabile sul sito di Archivissima.

GIULIANA PRESTIPINO

Dott. Davide Caricchi: “La sofferenza psicologica non è debolezza”

Psicologo e psicoterapeuta a San Mauro Torinese e online

L’INTERVISTA

La sofferenza psicologica non è debolezza: spesso è una forma di adattamento che ha smesso di funzionare e psicologi e psicoterapeuti si confrontano quotidianamente con questa dimensione complessa e articolata 

A tal proposito, Dottor Caricchi, cosa l’ha portata a scegliere la professione di psicologo e psicoterapeuta?

Credo che alla base di questa scelta ci sia sempre stato un forte interesse per il mondo interno delle persone. Mi ha sempre colpito il fatto che spesso i sintomi psicologici non siano semplicemente “problemi da eliminare”, ma tentativi profondi della mente di gestire sofferenze, conflitti o esperienze difficili.

Nel tempo ho capito che molte persone convivono per anni con ansia, blocchi emotivi, senso di vuoto o difficoltà relazionali senza riuscire davvero a sentirsi comprese. La psicoterapia, per come la intendo io, non è soltanto un insieme di tecniche ma uno spazio in cui una persona può iniziare gradualmente a dare un significato più profondo a ciò che vive.

Nel suo lavoro di psicologo a San Mauro Torinese, quali sono le difficoltà psicologiche che incontra più spesso?

Le richieste più frequenti riguardano sicuramente ansia, attacchi di panico, depressione, difficoltà affettive, problematiche relazionali e momenti di crisi personale.

Molte persone arrivano in studio dopo anni in cui hanno cercato di “resistere da sole”. Spesso all’esterno continuano a funzionare: lavorano, portano avanti relazioni, rispettano i propri impegni. Ma interiormente sentono di essere in costante tensione oppure molto stanche emotivamente.

Nel territorio di San Mauro Torinese e Torino nord vedo spesso persone molto responsabilizzate, abituate a tenere tutto sotto controllo, che fanno fatica a concedersi uno spazio autentico per sé.

Lei ha un approccio psicodinamico. In parole semplici, cosa significa?

Significa cercare di comprendere non soltanto il sintomo ma anche la storia emotiva che c’è dietro.

Per esempio, dietro un’ansia molto intensa può esserci una paura profonda di perdere il controllo, di deludere gli altri o di non sentirsi abbastanza. Dietro alcune forme di rabbia o chiusura emotiva possono esserci esperienze relazionali dolorose mai davvero elaborate.

L’approccio psicodinamico prova a mettere in relazione il presente con certi vissuti più profondi, spesso inconsapevoli. Non per “colpevolizzare” o stigmatizzare il proprio passato familiare ma per aiutare la persona a conoscersi meglio e a vivere con maggiore libertà e consapevolezza emotiva.

Molte persone sono ancora diffidenti verso la psicoterapia. Cosa si sente di dire a chi vorrebbe chiedere aiuto ma continua a rimandare?

Che chiedere aiuto non significa essere deboli.

Molte persone arrivano in terapia quando ormai sono esauste dopo aver cercato per anni di gestire tutto da sole. E spesso scoprono che poter parlare in uno spazio protetto, senza sentirsi giudicate, produce un sollievo molto più profondo di quanto immaginassero.

La sofferenza psicologica non sempre si manifesta in modo evidente. A volte prende la forma di irritabilità costante, insonnia, vuoto, autosvalutazione o difficoltà nelle relazioni. Imparare ad ascoltare questi segnali può essere molto importante.

Oggi molte sedute avvengono anche online. Qual è la sua esperienza?

Lavoro sia online sia in presenza nel mio studio di San Mauro Torinese, e negli ultimi anni ho visto che molte persone riescono a costruire percorsi molto profondi anche a distanza.

Naturalmente la scelta dipende dalla persona, dalle esigenze pratiche e dal momento di vita. Alcuni preferiscono la presenza fisica dello studio, altri trovano più semplice iniziare online.

Quello che conta davvero è la qualità della relazione terapeutica: sentirsi ascoltati, compresi e accolti in uno spazio autentico.

C’è qualcosa che considera particolarmente importante nel suo modo di lavorare?

Credo molto nell’importanza dell’ascolto profondo e nel costruire un clima umano, non giudicante.

Molte persone arrivano dopo essersi sentite fraintese per anni, oppure con la sensazione di “dover funzionare” continuamente. In terapia cerco di creare uno spazio in cui non sia necessario indossare maschere o dimostrare qualcosa.

Ogni percorso è diverso e richiede tempi diversi. Non credo nelle formule standardizzate valide per tutti.

Dove è possibile trovare maggiori informazioni sul suo lavoro?

È possibile trovare maggiori informazioni sul mio lavoro e sui percorsi psicologici che seguo sul sito psicologo-online24.it oppure sulla pagina dedicata allo studio di psicologia a San Mauro Torinese, dove pubblico anche articoli di approfondimento su ansia, relazioni, depressione e benessere psicologico. Ricevo online e nel mio studio di San Mauro Torinese.

Il Pride colora Torino

Giunta alla XX edizione, la manifestazione per i diritti di tutti attraversa il centro e infiamma decine di migliaia di persone.
Quest’anno s’intitola “Venti di lotte” l’edizione 2026 del gay pride giunta, appunto, alla sua ventesima edizione.
Il corteo é partito dal Parco del Valentino alla presenza di sindaci, assessori, associazioni di categoria, comitati e cittadini. E ovviamente l’ormai torinese di adozione Vladimir Luxuria.
La partecipazione cittadina, e non solo, é stata altissima. Abbiamo chiesto agli organizzatori se c’è ancora bisogno del Pride.
Chiara Tarantello, co-coordinatrice del Torino Pride, ha risposto:
«C’è ancora bisogno del Pride perché ancora oggi le persone LGBTQIA+ non hanno gli stessi diritti delle altre cittadine. Perché ci sono ancora persone che vengono sottoposte alle terapie di conversione. Perché il diritto alla casa e al lavoro per noi è ancora su carta ma quando andiamo a vedere un appartamento ci chiedono se siamo amiche, o dobbiamo nascondere ai colleghi la nostra identità di genere. C’è ancora bisogno del Pride perché esistono ancora soggettività marginalizzate.
Perché ancora oggi c’è chi vorrebbe che stessimo a casa, nascoste, a vergognarci. Invece vogliamo essere cittadine come tutte le altre. Presenti, partecipi, visibili.»
E allora che festa sia, nonostante molti sui social borbotteranno per un fastidio che nemmeno noteranno. Il pride non inquina, non disturba e non blocca il traffico, se non per poco.
A meno che le canzoni di Raffaella Carrà vi diano noia.
Lori Barozzino
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I DATI DEL TORINO PRIDE

160000 persone hanno preso parte alla sfilata. In corteo — più di 4 kilometri — hanno sfilato 24 carri, e quasi 50 sono state le realtà aderenti al Torino Pride 2026.

Ad aprire la marcia le note di Mc Nill, che ha accompagnato la partenza dal Valentino. Sul palco finale di piazza Vittorio, animato anche da Vladimir Luxuria, Francamente ha cantato davanti a una piazza gremita. Sul palco anche Ambra Angiolini e sua figlia Jolanda Renga, che hanno risposto ad alcune domande su rappresentazione e attivismo LGBTQIA+.

Il tempo coniato. Il Medagliere di Palazzo Madama nell’era digitale

Presentazione del progetto di riordino, studio e digitalizzazione del Medagliere del Museo Civico d’Arte Antica

 

Lunedì 8 giugno 2026 ore 17

 

Palazzo Madama, Sala Feste

Piazza Castello, Torino

Il Medagliere di Palazzo Madama custodisce uno dei più importanti patrimoni numismatici pubblici italiani. Un autentico scrigno di storia composto da oltre 26.500 monete, 6.700 medaglie e centinaia di sigilli, gemme, gettoni, tessere, pesi monetari, placchette e altri manufatti che raccontano più di duemila anni di civiltà, dall’Antichità all’età contemporanea.

Le collezioni comprendono esemplari provenienti dal mondo greco e romano, da Bisanzio, dalle zecche longobarde e ostrogote, dal Medioevo e dall’età moderna, fino alle emissioni sabaude, pontificie e di numerose zecche italiane ed europee, oltre a oggetti provenienti da Thailandia, Cina, Argentina, Cile e America del nord. Formatosi grazie a importanti donazioni e acquisizioni, il Medagliere rappresenta oggi una fonte di straordinario valore per la ricerca storica e numismatica e costituisce una delle raccolte specialistiche più rilevanti a livello nazionale.

Nel corso dell’incontro sarà presentato il progetto di riordino, studio e digitalizzazione delle collezioni, avviato da Palazzo Madama con il sostegno dell’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei. L’iniziativa si inserisce nel più ampio processo di trasformazione digitale del patrimonio culturale e ha l’obiettivo di rendere una raccolta in gran parte conservata nei depositi sempre più accessibile a studiosi, ricercatori e pubblico.

Il progetto prevede il completamento dell’inventariazione, la realizzazione di un database digitale, la digitalizzazione fotografica in alta definizione di circa 35.000 esemplari tra monete e medaglie e la promozione di nuove attività di ricerca e valorizzazione. Ad oggi sono già state censite e fotografate circa 6.000 monete appartenenti a venti zecche piemontesi, restituendo alla comunità scientifica e al pubblico un patrimonio finora noto solo in parte.

La digitalizzazione consentirà non solo di preservare e documentare le collezioni, ma anche di favorire nuove scoperte e approfondimenti. Tra le attività previste figurano inoltre collaborazioni con specialisti del settore e con il Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino per l’applicazione di analisi diagnostiche non invasive, capaci di offrire nuove informazioni sulla composizione e sulla storia degli esemplari conservati.

L’incontro sarà l’occasione per raccontare come la tecnologia possa contribuire a custodire e rendere fruibile un patrimonio unico, trasformando il Medagliere di Palazzo Madama in un laboratorio di ricerca, conoscenza e divulgazione aperto al futuro.

Ingresso libero.

Intervengono:

Tiziana Caserta, Documentalista di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica

Luca Oddone, Consulente numismatico

Una passeggiata verde in Barriera di Milano con Orticola

Nella mattinata di sabato 6 giugno, il quartiere Barriera di Milano si è  trasformato in un laboratorio a cielo aperto. Accompagnati dall’Assessora alle Politiche Educative della Città di Torino Carlotta Salerno e dagli esperti di ecologia urbana di Orticola del Piemonte, i partecipanti all’iniziativa, unitamente ai ragazzi e alle ragazze del progetto Barriera Multispecie, hanno esplorato strade, giardini e angoli nascosti del quartiere  per scoprire le specie vegetali e animali che convivono con noi ogni giorno. Si è trattato di un’occasione di gioco, di scoperta e confronto che ha coinvolto giovani e meno giovani, volto alla riscoperta di Barriera di Milano come ecosistema vivo e condiviso.

MM

Giachino: “Lo Russo Non ha rilanciato Torino”

Aumentati il disagio e la precarietà giovani, periferie abbandonate

Sala piena nello storico ristorante Defilippi di Gassino uno dei templi del Boom Economico ottenuto dai Governi De Gasperi e centristi. Negli ultimi venticinque anni l’Italia è cresciuta mediamente dello 0,4 l’anno, l’Europa dello 1,4 gli USA del 2.1. Il debito pubblico è cresciuto a 3.200 miliardi con il costo degli interessi a 90 miliardi  con un forte aumento delle diseguaglianze. 100.000 ragazzi andati all’estero solo negli ultimi 5 anni. Torino è più povera dopo noi, la Caritas lo dice anche LA CISL. I giovani al lavoro tra 16 e 29 anni vedono Torino solo 54a. Per UDC occorre difendere a tutti i costi l’industria, spingere di più sulla Intelligenza artificiale legata all’auto spinta all’aerospaziale e alla digitalizzazione. Per Torino le priorità sono le Alpi, la TAV, la tangenziale , la logistica e cercare una azione sinergica con Lione, Genova e Milano. Grave errore l’aver cercato il dialogo con Askatasuna con i lavori della TAV pressoché fermi dal lato italiano. Troppo accondiscendente con la fuga della Fiat dall’Italia. Grave che gli assessori pagati con i soldi nostri parlino già di liste elettorali senza presentare un BILANCIO DEL LAVORO SVOLTO.
In conclusione SICUREZZA, LAVORO GIOVANI e PERIFERIE sono gli obiettivi  dei fans dello Scudo crociato per rilanciare la Città dell’auto e della Unità nazionale con l’appello ai torinesi e in modo particolare a quelli in difficoltà a battersi andando a votare in massa per cambiare la Amministrazione comunale

Mino GIACHINO UDC Torino

Venaria Reale, 32enne ferito in una violenta aggressione da un gruppo di minorenni

Sono in corso accertamenti per fare piena luce sull’aggressione che nei giorni scorsi ha portato al ricovero di un uomo di 32 anni, rimasto ferito al termine di una violenta lite avvenuta nel centro cittadino.

Secondo le prime ricostruzioni, il trentaduenne sarebbe stato circondato e colpito da un gruppo composto da diversi adolescenti, una decina. I giovani sosterrebbero di essere stati aggrediti loro dall’uomo. L’episodio si è verificato in serata in una delle piazze della città e ha richiesto l’intervento dei soccorsi. Trasportato in ospedale, l’uomo ha riportato traumi e fratture che hanno reso necessarie cure mediche e un periodo di recupero di diverse settimane.

Le forze dell’ordine hanno identificato i ragazzi coinvolti, tutti minorenni, e stanno raccogliendo testimonianze e immagini dei sistemi di videosorveglianza per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi. Al momento restano al vaglio degli investigatori le diverse versioni fornite dai protagonisti della vicenda.

Calamari, speciali in tutte le stagioni

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Gusto e colore per questa deliziosa insalata di pesce.

Delicata e leggera è adatta come antipasto o come secondo, speciale in estate ma ottima da servire durante tutto l’anno, anche tiepida. 

Ingredienti 

2 Calamari freschi 
1 patata 
1 carota 
Pomodori Pachino q.b. 
1 limone 
Olio evo, sale, pepe, prezzemolo q.b. 

Lavare e pulire i calamari, cuocerli per alcuni minuti in acqua salata (fino a quando risultano teneri, dipende dalle dimensioni). Lasciar intiepidire e tagliare a pezzi. 
Cuocere a vapore la patata e la carota, lasciar raffreddare e tagliare a pezzi. Lavare i pomodorini e tagliarli a metà. In una terrina unire tutti gli ingredienti, condire con olio evo, succo e buccia grattugiata di limone, sale, pepe e prezzemolo tritato. Servire tiepido o freddo. 

Paperita Patty 

Coldiretti: “Rallenta il depopolamento dei cinghiali”

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Appena la metà degli abbattimenti previsti. Di fronte al primo caso di PSA nel Cuneese c’è chi continua a non collaborare

 

«Con il primo caso di Peste Suina Africana in una carcassa di cinghiale in provincia di Cuneo, è ancora più urgente dare reale attuazione al piano di contenimento di questi animali. I nostri allevatori di suini, dai quali dipendono i consumi locali e quote importanti delle grandi Dop della salumeria italiana, non possono rischiare di avere le stalle chiuse e i capi abbattuti perché non si vuole limitare la proliferazione dei cinghiali». Ancora una volta, il presidente di Coldiretti Torino commenta così il mancato raggiungimento dei numeri di cinghiali abbattuti che erano stati decisi in sede regionale.

«Per l’agricoltura torinese è vitale riuscire a bloccare l’epidemia fuori dai distretti suinicoli del Chierese e del Pinerolese, oltre che da tutto il territorio provinciale e regionale. Gli allevatori fanno la loro parte nel rispettare le rigide misure igieniche e di profilassi obbligatorie, ma poi devono constatare che non c’è lo stesso impegno da parte degli organismi preposti al controllo dei cinghiali. Non possiamo permettere che si metta a rischio un comparto strategico per l’economia locale e nazionale».

Con l’entrata in servizio dei bioregolatori e dei tutor, che partono di notte per difendere le coltivazioni degli agricoltori, i numeri degli abbattimenti stavano iniziando a salire e i danni a diminuire. Ma se manca il contributo serio di ATC, CA e di molte Aree Protette, è impossibile garantire un adeguato depopolamento della specie.

Nel territorio della Città Metropolitana di Torino andrebbero abbattuti, ogni anno, almeno 15.000 cinghiali. Invece, nel 2025 ne sono stati prelevati meno della metà: 7.300. In questi primi mesi del 2026 ne sono stati abbattuti 1.900, di cui appena 470 arrivano dalla caccia negli ATC e CA alpini. Tra tutti gli “istituti” che devono contribuire al contenimento dei cinghiali, spiccano i numeri esigui realizzati in alcune Aree Protette anche dove i margari lamentano continui danni ai pascoli.

Assolta per legittima difesa dall’accusa di avere ucciso il padre

Makka Sulaev, ventenne di origine cecena, è stata assolta in appello con la formula della legittima difesa dall’accusa di aver ucciso il padre durante una lite familiare avvenuta il 1° marzo 2024 a Nizza Monferrato. La decisione è stata presa dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino, che ha ribaltato la sentenza di primo grado, nella quale la giovane era stata condannata a 9 anni e 4 mesi di reclusione. La Procura generale aveva chiesto la conferma della condanna, ma i giudici hanno accolto una diversa valutazione dei fatti, disponendo anche la revoca delle misure restrittive a cui la ragazza era ancora sottoposta, tra cui l’obbligo di firma. Al momento della lettura della sentenza, Makka Sulaev non è riuscita a trattenere la commozione.