“1976: il Cuore Granata” allo stadio Grande Torino

Un evento per festeggiare il 50esimo anniversario dell’ultimo scudetto del Toro

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’ultimo Scudetto conquistato dal Toro, nell’annata calcistica 1975-1976, all’interno della suggestiva cornice della Hospitality Ferrini, presso lo stadio Grande Torino, si svolgerà lunedì 18 maggio, alle ore 17, un’iniziativa dal titolo “1976: il Cuore Granata”.

Tanti saranno gli ospiti che parteciperanno all’evento, da Puliciclone Paolo Pulici a Claudio Sala, da Renato Zaccarelli a Eraldo Pecci, fino a Roberto Salvadori, tra i grandi scudettati granata che condivideranno con il pubblico i ricordi, gli aneddoti e le emozioni della magica stagione ’76, oltre a giornalisti sportivi, storici del calcio ed esperti del mondo Toro come Paolo Verri, Sabrina Gonzatto, Mauro Berruto, Beppe Gandolfo e Cristiana Ferrini,che offriranno analisi e approfondimenti. La serata, che prevede un dialogo diretto con il pubblico al fine di creare un ponte tra generazioni di tifosi e rafforzare il senso d’identità e appartenenza, sarà un momento di gioia, un percorso narrativo e di condivisione che restituirà il clima sportivo e sociale di quella straordinaria impresa.

Un appuntamento pensato per chi c’era, per chi ne ha sentito il racconto e per chi vuole continuare a credere nel mito granata.

Conduce Giulio Graglia

Introduce l’evento l’assessore Domenico Carretta

Stadio Grande Torino – Hospitality Ferrini – 18 maggio ore 17. Su invito.

Mara Martellotta

“Vienna trasfigurata” al Conservatorio di Torino conclude la stagione della De Sono

 

I cinquanta anni del metodo Suzuki

Lunedì 18 maggio si terrà al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino un concerto dal titolo “Vienna Trasfigurata”, alle 20.30, con  cui la stagione De Sono si conclude celebrando i cinquanta anni del metodo Suzuki in Italia.
Sul palco saliranno gli ex allievi e borsisti della De Sono  che suoneranno pagine di Brahms  e di Schönberg.
Il concerto riunisce un sestetto d’archi formato da Cecilia Ziano e Cosetta Ponti ( violini) , Lara Arbesano  e Raffaele Totaro alle viole, Luca Magariello  e Eduardo dell’Oglio ai violoncelli.
Cinque dei sei musicisti condividono un percorso comune; formatisi fin dall’infanzia presso l’Accademia Suzuki sono stati successivamente borsisti De Sono, affermandosi oggi come professionisti attivi a  livello nazionale e internazionale.
Il programma mette a confronto due capolavori che raccontano la trasformazione del linguaggio musicale viennese.

Il Quintetto op. 11 di Johannes Brahms nasce nell’estate del 1890 su invito del celebre violinista e amico del compositore Joseph Joachim  e rappresenta un esempio maturo della musica da camera brahmsiana, che si distingue per la densità della scrittura, per la vitalità ritmica e per la raffinata interazione tra i cinque archi.

A questo brano si affianca “Verklärte Nacht”, ovvero “Notte trasfigurata” di Arnold Schönberg, prima grande composizione strumentale  dell’autore, scritta all’età di ventiquattro anni e ispirata al poema di Richard Dehmel. L’opera, pur radicata nel tardo Romanticismo, pone le basi per il suo superamento, spingendo l’armonia verso territori nuovi e trasformando il racconto in un flusso sonoro continuo e carico di tensione espressiva.
La serata si inserisce  nel calendario degli oltre quaranta concerti ed iniziative in programma nel corso del 2026 per celebrare il cinquantesimo anniversario del metodo Suzuki in Italia, diffusosi proprio a partire da Torino grazie all’iniziativa di Leo e Antonio Mosca, fondatori dell’Accademia Suzuki Talent Center.
Il lavoro pedagogico dell’Accademia si basa sul pensiero del giapponese Shinichi  Suzuki  (1898-1998) convinto che il talento in ciascun individuo  non sia qualcosa che la natura regali al momento della nascita, ma debba essere coltivato e formato attraverso gli stimoli che provengono dall’ambiente e dall’esercizio. Il metodo di apprendimento utilizzato è quello della lingua madre , come il bambino attraverso l’imitazione impara a parlare ascoltando e ripetendo continuamente le parole dette infinite volte dai genitori, così impara a suonare ascoltando e ripetendo un frammento musicale, un ritmo, una melodia.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite

Mara Martellotta

Oltre i social, dentro le persone: Greg Goya racconta la sua arte collettiva

Tra gli incontri del Salone Internazionale del Libro di Torino di domenica, “Oltre i social: profili legali, fiscali e previdenziali del content creator” ha avuto il merito di spostare il dibattito sul mondo digitale oltre la superficie dell’intrattenimento. In una sala gremita, il pubblico ha seguito con particolare attenzione l’intervento di Greg Goya, artista capace negli anni di trasformare il linguaggio dei social in una forma di narrazione collettiva, emotiva e profondamente generazionale.

Accanto agli approfondimenti giuridici dell’avvocato Roberto Bausardo, dell’avvocato Nicola Berardi, del commercialista Melchior Gromis di Trana e della presidente AGCDL Roberta Cavouri, Greg Goya ha offerto qualcosa di diverso: un racconto intimo sul rapporto tra arte, identità e bisogno umano di raccontarsi.
Al termine dell’incontro abbiamo dialogato direttamente con lui.
Greg, oggi il creator viene spesso percepito come qualcuno che “posta contenuti”, mentre dietro esiste ormai una vera impresa personale. Quando hai compreso che la tua creatività stava diventando un lavoro a tutti gli effetti?
«Nel momento in cui è stato possibile portare avanti progetti artistici che, da un punto di vista economico, si appoggiassero su grandi sponsor. Però devo ammettere che dal giorno zero, da quando abbiamo portato la fast art sui social e da quando Greg Goya è approdato online, ho trattato tutto questo come un’ossessione e con una totalità assoluta. L’ho preso da subito come un lavoro».
Nelle sue parole emerge immediatamente una concezione totalizzante dell’arte: non un passatempo digitale, ma un processo continuo, quasi assoluto, che invade lo sguardo e il quotidiano.
Sentivi già allora che stava diventando qualcosa di più profondo di una semplice presenza online?
«Sì, perché non nasci artista, ma lo diventi e devi continuare a ripetertelo. Poi, pian piano, fai tua la capacità di guardare le cose con arte e di fare arte a tua volta».
C’è, in questa risposta, un’idea dell’arte come esercizio dello sguardo e della sensibilità. Non una vocazione improvvisa, ma una lenta educazione emotiva alla realtà.
 
C’è un’opera che senti più vicina di altre, quasi una soglia personale oltre la quale il tuo lavoro è cambiato?

«Per forza l’ultima, che si chiama “Le cose che non ti ho detto”, e nasce da un’esperienza di carattere biografico. In particolare dalla digestione di un lutto amoroso, dopo la fine di una relazione importante. Da quel momento ho iniziato ad elaborare quella perdita. Ho cominciato a chiedere alle persone intorno a me di raccontarmi tutte le cose che non avevano mai detto. Mi sono reso conto di quante lettere le persone non abbiano mai scritto o raccontato, e le ho raccolte nel magazine “

Le cose che non ti ho mai detto – Untold Magazine”. Nasce da un’esperienza personale e, per un artista, rappresenta uno step ulteriore, ma allo stesso tempo è anche un’esperienza collettiva».

È forse qui che il lavoro di Greg Goya rivela la sua natura più autentica: trasformare una ferita privata in uno spazio collettivo di riconoscimento. Le confessioni anonime raccolte nel progetto diventano un archivio emotivo contemporaneo, quasi una geografia sentimentale condivisa.
La tua è un’arte profondamente collettiva, in cui le persone affidano frammenti intimi della propria vita. Nel mondo percepisci più amore o più dolore?
«Sono due esperienze che si equivalgono, non tanto in termini quantitativi quanto qualitativi. Sento il bisogno delle persone di parlare, di essere ascoltate e di raccontarsi in modo intimo. Se ci pensi, è assurdo che le persone raccontino in maniera così profonda aspetti della propria vita. Ed è proprio da lì che nasce quel bisogno di raccontarsi».
In questa riflessione c’è probabilmente il nucleo più potente dell’incontro: la consapevolezza che dietro l’esposizione continua dei social esista, prima di tutto, una domanda di ascolto.
La tua arte si fonda su una forte autenticità. Pensi che oggi il pubblico riesca ancora a distinguere ciò che è spontaneo da ciò che è costruito?
«Sicuramente nasce dall’autenticità. È un’arte non costruita, che prende forma dai racconti personali, e spero che questo messaggio arrivi concretamente».
Nel clima del Salone del Libro, tra editoria, cultura e nuovi linguaggi digitali, Greg Goya ha restituito un’immagine dei social molto distante dalla superficialità con cui spesso vengono raccontati. Non soltanto piattaforme, algoritmi o contenuti virali, ma luoghi in cui le persone cercano ancora, ostinatamente, qualcuno disposto ad ascoltarle.
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Valeria Rombolá
Foto: Greg goya

In bus da Torino a Superga con la nuova linea Gtt

COLLEGAMENTO DIRETTO TRA IL CENTRO E LA BASILICA

A partire da domenica 17 maggio, GTT attiva la nuova linea bus sperimentale Superga Express, nata per offrire a cittadini e turisti un collegamento diretto e confortevole tra il cuore della città e uno dei suoi simboli più amati.

Il nuovo servizio collegherà direttamente Piazza Vittorio Veneto con il piazzale della Basilica di Superga. La sperimentazione avrà una durata di 6 mesi.

I dettagli

  • Giorni di servizio: esclusivamente nelle giornate festive

  • Orari: le corse saranno programmate in coerenza con gli orari di apertura e chiusura della Basilica, nella fascia oraria 10.00-18.00

  • Intervalli di passaggio: 40 minuti

  • Prime partenze: da Piazza Vittorio, ore 9.30; da Superga, ore 10.20

  • Ultime partenze: da Piazza Vittorio, ore 19.30; da Superga, ore 20.20

  • Variazioni alla rete: il Superga Express sostituirà temporaneamente la linea 79b festiva per l’intera durata della sperimentazione

 

Con il “Superga Express”, GTT e Città di Torino intendono potenziare l’offerta turistica e favorire una mobilità sostenibile verso la collina torinese, agevolando l’accesso a uno dei poli storici e panoramici più importanti del territorio. Inoltre, la linea transita vicino al Parcheggio Fontanesi dove è possibile lasciare l’auto, la fermata è Ricasoli.

LINEA SUPERGA EXPRESS – Fermate

Direzione P.le della Basilica di Superga

2691 BASILICA DI SUPERGA CAP.

2692 GEISSER NORD

3323 GEISSER

2693 TETTI ROCCO

2694 PIAN GAMBINO

2695 VILLA CLARA

2630 STRADA SUPERGA N.101

2631 MODENA

572 RICASOLI

478 VITTORIO VENETO

571 RICASOLI

2685 SASSI CAP.

2686 STRADA SUPERGA N.90

2642 STRADA SUPERGA N.99

2687 VILLA CLARA

2688 PIAN GAMBINO

2689 TETTI ROCCO

2690 GEISSER

2691 BASILICA DI SUPERGA CAP.

 

Tutti gli orari dettagliati e le frequenze delle corse saranno consultabili sul sito gtt.to.it e sui canali informativi ufficiali.

La collina di Torino e le sue meraviglie

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Scopri – To   Alla scoperta di Torino

Alle porte di Torino sono numerosi i luoghi di interesse non solo dei turisti ma anche per i cittadini sabaudi. Tra di essi il Monte dei Cappuccini a due passi dal centro di Torino, dove si erge la Chiesa di Santa Maria Al Monte in stile tardo rinascimentale con interni barocchi tipica del sedicesimo secolo, all’interno della Chiesa vi è raffigurata una leggenda che narra di un’enorme lingua di fuoco che uscì dal tabernacolo per far fuggire gli invasori francesi. Il Monte dei cappuccini ospita anche un grande convento adiacente alla Chiesa di Santa Maria, nel quale una parte è adibita al Museo Nazionale della Montagna dal 1874.
Quest’ultimo ha al suo interno molte documentazioni, filmati, installazioni dedicate alla montagna e all’alpinismo estremo con sezioni espositive sempre nuove e aggiornate nel tempo. Al termine del museo una terrazza panoramica che affaccia su Piazza Vittorio la più grande piazza Piemontese.
L’ARTE CULINARIA DELLA COLLINA TORINESE
A pochi passi dal convento, il ristorante “Al monte dei cappuccini” aperto dal martedì al sabato, la sua terrazza panoramica e i suoi interni di gran classe fanno del ristorante uno dei posti più particolari della collina torinese. La cucina rispetta e valorizza le origini del territorio, tra i piatti più ambiti l’albese con limone, parmigiano e bagna cauda, il carpaccio di tonno e l’insalata di carciofi. Tra i primi troviamo i malfatti di salsiccia di Bra, i tagliolini alle verdure croccanti e i ravioli della Val Varita, tra i secondi la tagliata di ginepro e rosmarino, il filet mignon alle due cotture con prugne e la scottata al parmigiano. Per i più golosi hanno anche una vasta selezione di dolci tra cui il classico bonet della tradizione piemontese cotto al forno, il tortino di sfoglia con pere e cioccolato e molti altri.
VILLA REGINA E VILLA GENERO
Tra le meraviglie della collina torinese vi è anche Villa della Regina, una dimora lussureggiante del seicento costruita per volere Maurizio di Savoia, figlio del Duca Carlo Emanuele I e Caterina D’Asburgo, proprio per questo la villa in origine si chiamava Villa del Principe. Negli anni divenne la dimora estiva di Anna Maria D’Orleans e prese il nome attuale.
Davanti alla villa un enorme giardino ad anfiteatro con dodici statue e al centro una fontana raffigurante il dio Nettuno. All’interno della residenza numerosi arazzi seicenteschi, affreschi e raffinate sale con decorate e dipinte dai grandi maestri di quell’epoca, come i quadri di Giovanni Battista Crosato.
A due passi da Villa Regina, vi è Villa Genero, meno conosciuta, ma altrettanto maestosa. Villa Genero venne edificata nel milleottocento per volere del banchiere torinese Felice Genero e passata negli anni nelle mani di benestanti famiglie piemontesi, ancora oggi la villa è privata. La particolarità di questa dimora è sicuramente il suo parco con alberi secolari, sentieri, scale ornamentali, statue e fontane e in cima una meravigliosa terrazza dove si può osservare la città dall’alto. Il parco è invece accessibile a tutti per poter fare jogging, passeggiare e godersi la natura a pochi passi dalla città.
 BASILICA DI SUPERGA
Tanti turisti ogni fine settimana prediligono invece la Basilica Di Superga, fatta costruire a partire dal 1715 dal re Vittorio Amedeo II come ringraziamento alla vergine Maria dopo la battaglia contro i francesi. La Basilica fu commissionata all’architetto Filippo Juvarra, principale esponente del Barocco, l’opera fu molto difficoltosa perché il terreno non permetteva la costruzione della basilica, dovette quindi abbassare la cima del colle per riuscire ad ottenere un terreno piano che ne permettesse l’edificazione.
Nel 1731 venne inaugurata e da allora è possibile vederla da quasi tutta Torino. La basilica con pianta circolare ha una grande cupola barocca all’estremità, si dice ispirata al Pantheon di Roma. All’interno troviamo la cripta Reale con le spoglie della famiglia Savoia.

La Basilica di Superga, Villa Regina, Villa Genero e il Monte dei Cappuccini rappresentano solo una parte delle meraviglie della collina torinese, spesso ancora poco conosciuta nel profondo.

Noemi Gariano

Sciopero lunedì 18 maggio, trasporti: ecco fasce e orari a Torino

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Lunedì 18 maggio 2026 è previsto uno sciopero nazionale indetto dall’Organizzazione Sindacale USB per diverse tematiche sociali di 24 ore.

IL SERVIZIO SARÀ GARANTITO NELLE SEGUENTI FASCE ORARIE:

  • Servizio URBANOSUBURBANO, METROPOLITANA, CENTRI SERVIZIO AL CLIENTE: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00
  • Servizio EXTRAURBANO, Servizio bus cooperativo Linea 3971 (tratta Ciriè – Ceres): da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30

Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito.

Per maggiori dettagli sulle motivazioni dello sciopero, clicca qui.

“Carta arcobaleno”, per un’informazione più rispettosa e consapevole

Al Salone del Libro presentano il primo documento deontologico italiano dedicato al linguaggio e alla rappresentazione delle persone LGBTQIA+ nel giornalismo

Un nuovo passo per l’affermazione dei diritti si è realizzato oggi al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove è stata presentata la “Carta Arcobaleno – Per un’informazione rispettosa e consapevole sulle persone LGBTQIA+”, il primo documento deontologico italiano dedicato al linguaggio e alla rappresentazione delle persone LGBTQIA+ nel giornalismo.

La presentazione si è svolta oggi, 17 maggio 2026, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, negli spazi della Città di Torino all’interno del Salone del Libro. L’iniziativa rappresenta il risultato di oltre sei mesi di lavoro condiviso tra l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e il Coordinamento Torino Pride.

La “Carta Arcobaleno” nasce da un percorso partecipato che ha coinvolto attivisti LGBTQIA+, esperti di linguaggio, giuristi e professionisti dell’informazione, seguito da una consultazione pubblica interna alla categoria giornalistica. Obiettivo del documento è promuovere un’informazione attenta ai diritti, rispettosa delle persone e corretta nell’uso del linguaggio.

La Carta era stata ratificata il 20 marzo 2026 con l’approvazione unanime del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, consolidando così l’impegno sul fronte della deontologia professionale in linea con l’articolo 13 del nuovo Codice deontologico, che richiama giornaliste e giornalisti a evitare stereotipi di genere ed espressioni lesive della dignità personale legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Durante l’incontro odierno sono intervenuti la segretaria dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Maria Teresa Martinengo, che ha moderato il panel, il presidente Stefano Tallia, il consigliere Gabriele Guccione, coordinatore del tavolo di lavoro, la tesoriera Antonella Mariotti, il diversity editor del gruppo Gedi Pasquale Quaranta, insieme a Margherita Anna Jannon e Sofia Darino del Coordinamento Torino Pride. A portare il saluto della Città di Torino è stato l’assessore Jacopo Rosatelli.

«E’ il primo documento di questo genere che vede la luce in Italia ed è il frutto di un’attenzione che da tempo il nostro Consiglio riserva all’utilizzo nel giornalismo di linguaggio corretto e non discriminante –spiega il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Stefano Tallia. Ora ci auguriamo che la Carta possa essere recepita anche a livello nazione e sarebbe particolarmente significativo che questo accedesse entro il giugno 2027 quando Torino ospiterà l’EuroPride».

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Gabriele Guccione, che ha sottolineato il valore concreto del documento per il lavoro quotidiano delle redazioni: «La Carta è uno strumento pratico da usare ogni giorno in redazione, non solo nei convegni – aggiunge il consigliere dell’Odg Piemonte Guccione, che ha coordinato il tavolo di lavoro –. La domanda di fondo è legittima: occorreva una carta specifica, quando esistono già il codice deontologico e il principio generale del rispetto della persona? La risposta sta nella storia del giornalismo italiano, che nel tempo si è dotato di strumenti dedicati per minori, migranti, detenuti, vittime di violenza di genere. Non per creare gerarchie tra diritti, ma perché esistono ambiti in cui gli errori si ripetono con maggiore frequenza e in cui la narrazione incide sulla vita delle persone».

L’appuntamento di oggi rappresenta il primo passo pubblico di diffusione della Carta Arcobaleno. Il percorso proseguirà il 27 maggio 2026 a Palazzo Ceriana Mayneri con un corso di formazione dedicato ai giornalisti, che vedrà la partecipazione, oltre che dei relatori già intervenuti al Salone del Libro, anche del presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli e della presidente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte Emmanuela Banfo.

Nuovo social housing a Roletto

Roletto, alla presenza della Consigliera metropolitana Sonia Cambursano, delegata allo sviluppo economico, attività produttive, turismo e pianificazione strategica, è stata inaugurata la struttura di social housing realizzata con i fondi della Missione 5 del PNRR destinati a interventi sociali e assistenziali. Nella programmazione degli interventi, la Città metropolitana ha coinvolto, oltre a Roletto, i Comuni di Scalenghe e Villafranca Piemonte. Per questo all’inaugurazione hanno partecipato il Vescovo di Pinerolo, monsignor Derio Olivero e i Sindaci dei Comuni vicini della Val Noce. E’ intervenuto l’assessore regionale Andrea Tronzano.

L’obiettivo condiviso dal Comune, con il supporto dell’Ente di area vasta, era la riqualificazione dell’ex sede comunale, che è stata adattata per ospitare quattro piccoli alloggi destinati a dare rifugio a famiglie in difficoltà. Un altro edificio riqualificato ospita un ambulatorio medico, mentre l’ala del portico è stata riconvertita in uno spazio polifunzionale a disposizione della comunità, che considera l’operazione di recupero e riutilizzo dell’ex Municipio un traguardo molto importante, sia per l’impatto estetico sul centro storico che per il sostegno concreto a persone e famiglie in difficoltà.  Il progetto ha consentito l’attivazione di reti sociali e nuovi punti di aggregazione, consentendo al Comune di offrire sostegno concreto alle famiglie disagiate.

Nel suo intervento la Consigliera delegata Sonia Cambursano ha rivendicato la lungimiranza della scelta della Città metropolitana di Torino di dedicare i circa 230 milioni di fondi PNRR che aveva il compito di gestire alle esigenze dei Comuni del territorio che disponessero di progetti cantierabili per promuovere la coesione sociale. Una scelta che è stata naturale per gli amministratori metropolitani, essendo a loro volta impegnati nelle amministrazioni locali di un territorio che comprende 312 Comuni, per il 50% montani e nell’80 % dei casi con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. ”Abbiamo chiesto ai territori quali fossero le loro priorità e quali progetti fossero realizzabili in tempi ristretti. – ha ricordato la Consigliera Cambursano – Gli amministratori locali hanno risposto con grande maturità e hanno dato prova della capacità di affrontare sfide come l’emergenza abitativa e la fragilità sociale, al pari delle grandi aree urbane. Le piccole comunità hanno il vantaggio di potersene occupare direttamente, creando strutture indispensabili per le realtà che affrontano quelle fragilità e quelle emergenze”. “Li abbiamo visti sulla carta questi progetti ed ora è una grande soddisfazione vederli realizzati grazie alla regia della Città metropolitana, resa possibile dalle competenze e professionalità su cui può contare il nostro Ente” ha concluso Cambursano.

Sprofondo bianconero: inciampa la Juve di Spalletti

La Juventus di Spalletti inciampa nel momento più delicato della stagione e vede complicarsi in modo pesantissimo la corsa Champions. Dopo dieci risultati utili consecutivi in campionato, i bianconeri cadono contro una Fiorentina cinica e concreta, scivolando dal terzo al sesto posto a una sola giornata dalla fine.

L’avvio è equilibrato, con De Gea subito decisivo su Vlahovic. Al 34’ arriva però il vantaggio viola: Ndour approfitta di una disattenzione difensiva e sorprende Di Gregorio. La Juve reagisce, ma trova ancora un grande De Gea, bravo anche a fermare Yildiz. Nel finale di primo tempo ci prova pure Harrison, senza fortuna.
Nella ripresa i bianconeri spingono, ma la serata gira storta: annullati prima il gol di McKennie per fallo e poi quello di Vlahovic per fuorigioco. A chiudere i conti, all’83’, è una splendida giocata di Mandragora che spegne definitivamente le speranze juventine.
Ora resta soltanto il derby contro il Toro, che si preannuncia rovente. Per i granata sarà una grande occasione di riscatto: l’ultima vittoria contro la Juve risale infatti ad aprile 2015.

Enzo Grassano

Rock Jazz e dintorni a Torino: Paolo Fresu & Pierpaolo Vacca e Ermal Meta

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Lunedì. Al teatro Concordia di Venaria si esibisce Ermal Meta.

Martedì. Per il Festival Seven Springs alla Scuola Holden, in collaborazione con Umbria Green Festival e Moncalieri Jazz Festival, suona il duo formato da Paolo Fresu, tromba, flicorno,effetti e Pierpaolo Vacca, organetto, con special guest la voce di KARIMA. Al teatro Colosseo “Omaggio a Lucio Dalla”, con alla voce Lorenzo Campani affiancato da una band guidata da Luigi Buggio e la partecipazione di Ricky Portera, storico chitarrista di Lucio Dalla. Alle OGR suona il trio di Sergio Di Gennaro con ospite il sassofonista Emanuele Cisi.

Mercoledì. Al Blah Blah si esibiscono i Vespri + Resina. Allo Ziggy suona Matt Elliot.

Giovedì. Al Folk Club ultimo concerto di stagione con il chitarrista James Maddock. Al Cafè Neruda suona il trio di Emanuele Cisi. Allo Ziggy sono di scena i Trans X + Silent Cold.

Venerdì. Alla Scuola Holden per il Festival Seven Springs, concerto dal titolo : “Come nascono le canzoni”, con Raphael Gualazzi voce e pianoforte e Stefano Senardi. A seguire dj set live by Kappa FuturFestival. Al Circolino suona il Transalpine Manouche Trio. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Francamente. Allo Spazio 211 è di scena Califone. Al Blah Blah suonano Gli Alberi + Starspawn Of Cthulhu.

Sabato. Allo Ziggy si esibisce Die Abete + Pigro. Al Blah Blah è di scena Jungle Julia. Allo Spazio 211 suonano i Teenage Bottlerocket.

Domenica. Al Blah Blah si esibiscono i Pentatonica.

Pier Luigi Fuggetta