Scempio granata: il Toro affonda a Como

Ventiduesima giornata di Serie A da incubo per il Torino, travolto 6-0 dal Como in una partita che lascia poche scuse e molte macerie. Un risultato pesante, ma quasi ingannevole per quanto visto in campo: il divario reale è sembrato persino più ampio.
La squadra di Baroni si presenta senza identità, senza idee e senza reazione. Difesa fragile, centrocampo inesistente e un attacco mai pericoloso: il Como fa ciò che vuole, segnando con facilità imbarazzante. E mentre i numeri diventano impietosi — undici gol subiti in due gare — dalla panchina continuano ad arrivare parole rassicuranti su “crescita” e “buoni momenti”. Ma la realtà racconta tutt’altro.
Questo Torino appare ormai come un gruppo che scende in campo più per dovere che per convinzione, un’armata disordinata che sembra aver smarrito qualsiasi ambizione. A questo punto la domanda è inevitabile: ha ancora senso andare avanti così? Baroni sembra aver perso il controllo della situazione, e la normalizzazione di sconfitte così umilianti è forse il segnale più preoccupante di tutti.

Enzo Grassano

“Civico al Centro”, nuove adesioni

 

Prosegue il percorso dei “Civici al Centro” verso le elezioni amministrative del 2027 rafforzandosi sul territorio cittadino con l’adesione degli ex Capigruppo Circoscrizionali Paolo Bruzzese (Capogruppo alla Circ. 4  dal 2016 al 2021) Fabio Del Mare (Capogruppo alla Circ. 5  dal 2016 al 2021). Massimo Giaretto
(Capogruppo alla Circ.8  dal 2016 al 2021)

Sotto la Presidenza dell’Assessore Paolo Chiavarino, il Coordinamento politico ha approvato il manifesto programmatico e dei valori, che mette al centro lo sviluppo economico e occupazionale, l’attenzione verso le periferie e le fragilità, la cura dello spazio pubblico, il potenziamento dei servizi e l’impegno per la sicurezza dei cittadini.
Sono poi state programmate nuove iniziative che si svilupperanno nei prossimi mesi.
A questo si aggiunge l’avvio della seconda fase di comunicazione politica attraverso affissioni di manifesti che interesseranno l’intera Città.

“Con l’adesione degli ex Capigruppo Circoscrizionali Bruzzese, Del Mare e Giaretto, affermano in una nota l’Assessore Paolo Chiavarino ed i Consiglieri Circoscrizionali Francesco Martinez, Chantal Balbo di Vinadio, Giuseppe Genco, Maurizio Versaci e Romano Luvison, si consolida attorno alla compagine “Civici al Centro”, il nucleo fondatore della Lista Civica che si è presentata alle ultime due elezioni amministrative torinesi. Con l’approvazione della “Carta dei Valori” poi, contestualmente al radicamento territoriale, si rafforza- conclude la nota- la proposta politica e programmatica connotata da una forte identità centrista e moderata che sostiene, con convinzione, il Sindaco Stefano Lo Russo.”

Tenta il suicidio in garage: salvato dai carabinieri

ROMAGNANO SESIA, IL PLAUSO DI USIC: “EROISMO E UMANITÀ”

“La Segreteria Regionale USIC Piemonte e Valle d’Aosta esprime profondo apprezzamento per l’operazione condotta dai Carabinieri della Stazione di Romagnano Sesia, intervenuti con successo per sventare un suicidio ormai in atto. Allertati prontamente, i militari hanno forzato l’accesso di un garage dove un uomo aveva tentato l’estremo gesto, rinvenendolo in condizioni critiche e privo di sensi. A risultare decisiva è stata la specifica preparazione del personale dell’Arma nel primo soccorso: i Carabinieri hanno praticato immediatamente le manovre di rianimazione, riuscendo a far riprendere le funzioni respiratorie dell’uomo fino all’arrivo dei sanitari del 118. Questo episodio dimostra, ancora una volta, come la professionalità e l’umanità dei nostri colleghi siano baluardi fondamentali per la comunità. La freddezza dimostrata nel prestare le cure salvavita e la prontezza operativa sono l’emblema di un impegno quotidiano che, spesso silenziosamente, va ben oltre il semplice dovere d’ufficio”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale per il Piemonte e la Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Fuochi d’artificio fuori controllo ai giardini Alimonda

ALESSI (CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7)

Le bande di ragazzi che “vivono” il Giardino Alimonda continuano oramai da tempo ad accendere il fuoco tra le panchine di legno e ieri sera anche fuochi d’artificio che hanno illuminato tutto il Giardino e vie limitrofe, i botti erano talmente forti che tremavano i vetri.
Vari rimasugli dei botti dopo a terra
Staccano pezzi o assi delle panchine per bruciarli o solo per il gusto di devastarle
Proprio in quel punto del Giardino c’è una telecamera del progetto Argo, ma se pensiamo che nel Giardino Madre Teresa ve ne sono ben 6…..forse servono solo se avvenisse un omicidio.
Gli operatori Amiat al mattino si trovano sempre una situazione inaccettabile e fanno ciò che riescono
Presento un’Interpellanza nel Consiglio della Circoscrizione 7 per chiedere se la telecamera ha ripreso gli autori dei pericolosi fuochi d’artificio di ieri sera verso le ore 20
Non basta un campetto da pallavolo per rendere “vivibili” i Giardini Alimonda e alcuni cittadini volenterosi ma ci vuole la “volontà politica” della Città, non un Sindaco che ha pensato di risolvere i problemi di violenza con Patti tra militanti di Askatasuna! Dove dopo due anni ha DOVUTO fare marcia indietro
I cittadini sono esasperati sempre di più nell’indifferenza della Città, come gruppo FdI in Circoscrizione 7 avevamo proposto il Daspo Urbano ma alla Maggioranza in Circoscrizione 7 e Città non interessa e lo hanno bocciato, così non è possibile continuare, la situazione non è più accettabile.
Alle tante parole ci vogliono FATTI per rendere questo pezzo di territorio nuovamente “vivibile”

Patrizia Alessi

Grave donna ferita alla testa con una sparachiodi. Fermato il figlio

Dopo una discussione con la madre, è scattata la violenza: un quarantenne, titolare di un’azienda agricola, avrebbe impugnato una pistola sparachiodi e colpito la donna alla testa all’interno della loro abitazione di via Torino 90, a Caselle Torinese, nel Torinese. L’episodio si sarebbe verificato intorno alle 3 della scorsa notte.

Subito dopo l’aggressione, l’uomo ha contattato il numero di emergenza 112. La donna, 65 anni, è stata trasportata in condizioni disperate all’ospedale Giovanni Bosco di Torino, dove si trova ricoverata in pericolo di vita. I soccorritori del 118 di Azienda Zero, giunti sul posto, hanno riscontrato ferite gravissime al capo e hanno iniziato immediatamente le manovre di rianimazione, proseguite anche durante il trasferimento in ambulanza.

Il quarantenne è stato fermato e condotto nella caserma dei carabinieri di Caselle con l’accusa di tentato omicidio. In base alle prime ricostruzioni, l’aggressione sarebbe avvenuta al termine di un litigio, le cui cause sono ancora al vaglio degli investigatori. Le indagini sono affidate ai carabinieri.

ViaggioadAuschwitz a/r, a teatro le storie di deportazione

Teatro Concordia

Martedì 27 gennaio, ore 21

VIAGGIOADAUSCHWITZ a/r  

La storia del lungo cammino che ha ripercorso il viaggio di deportazione di ventisei ebrei catturati in provincia di Cuneo

 

 

VIAGGIOADAUSCHWITZ a/r, scritto e interpretato da Gimmi Basilotta, è la storia di un uomo convinto della sua integrità morale e del suo senso di giustizia che un giorno, durante la visita al campo di concentramento di Buchenwald, immaginandosi prigioniero in quel luogo, scopre il lato oscuro di sé e drammaticamente comprende che in quella condizione potrebbe per la sua sopravvivenza abiurare a tutti i suoi principi etici.

Per uscire dal baratro in cui questa scoperta lo ha sprofondato, parte per un lungo pellegrinaggio a piedi, seguendo le rotte della deportazione, ricercando sè stesso, i fatti e le storie di un’umanità offesa e scoprendo il potere taumaturgico del contatto e della relazione con la gente e con il mondo.

 

Nel 2011 Gimmi Basilotta ha realizzato il progetto Passodopopasso ed ha avuto così la ventura di compiere un lungo cammino, insieme ad altri “pellegrini”, dal Piemonte fino in Polonia, ripercorrendo a piedi il viaggio di deportazione che nel 1944 portò ventisei ebrei cuneesi da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz; il viaggio è stata l’occasione di ragionare e di parlare di memoria, scoprendo e toccando con mano quanto essa sia ora una necessità e un dovere, non solo per il rispetto della Storia, di chi l’ha vissuta, l’ha subita, ne ha sofferto e ne è stato sopraffatto, ma per poter vivere il presente in modo consapevole.

Il cammino, di 1985 chilometri, da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz, attraverso l’Italia, l’Austria, la Repubblica Ceca e la Polonia, ha avuto una durata di settantasei giorni, dal 15 febbraio 2011, ricorrenza della partenza da Borgo San Dalmazzo dei 26 ebrei catturati in provincia di Cuneo, al 1° maggio 2011, Yom Ha Shoah, Giorno della memoria in Israele. Il viaggio percorso interamente a piedi da tre persone, accompagnate da un fotografo, un videomaker, un addetto all’informazione e con il supporto di due automezzi, è stato un pellegrinaggio laico in cui la dimensione fisica e quella spirituale si sono fuse insieme; un viaggio fatto di strada e di fatica ma al tempo stesso di relazioni concrete e di rapporti umani vitali con l’ambiente circostante.

 

Lo spettacolo, in forma di monologo, alternando momenti drammatici a situazioni serene e gioiose, in un mix di avventura e riflessione, è una restituzione del cammino, ma non è un diario di viaggio. Prima della partenza Gimmi Basilotta ha chiesto alla gente, agli amici, che gli prestassero delle parole con cui riempire le sue valigie; ne ha raccolte settantasei, una per ogni giorno di viaggio. Le parole sono diventate la lente attraverso cui ha guardato e cercato le cose, attraverso cui ha vissuto le tante esperienze e avventure; parole che sono diventate per lui un limite, che lo ha costretto e aiutato a entrare nel profondo della realtà, a focalizzare le sensazioni e vivere le emozioni. Lo spettacolo è dunque il frutto del racconto del cammino, ma soprattutto delle settantasei parole che lo hanno guidato ed è, al tempo stesso, una riflessione profonda sulla storia della Shoah.

 

Lo spettacolo ha vinto il Premio Eolo Awards 2014: Miglior progetto creativo

Motivazione: lo spettacolo mette in scena in modo poetico e personale un viaggio del tutto particolare, quello compiuto dall’attore insieme a un folto gruppo di compagni di avventura dal Piemonte fino in Polonia, ripercorrendo a piedi il medesimo doloroso viaggio di deportazione che nel 1944 portò ventisei ebrei cuneesi da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz. Un cammino di piede e di anima che fonde in modo limpido e commovente la dimensione fisica e quella spirituale. Diretto dal maestro amatissimo Luciano Nattino, l’attore traduce in parole semplici il suo cammino, aiutato solo da poverissimi elementi di scena, pezzi di legno, frasche, una betulla del tutto simile a quella che ha piantato là in quell’inferno alla fine del viaggio. In questo modo passato e presente si fondono in una specie di preghiera laica, una via crucis liberatoria e commovente che appassiona e cattura per più di un’ora l’attenzione degli spettatori a cui vengono donate parole di speranza per cercare tutti insieme di affrontare un futuro migliore.

Il testo dello spettacolo, inoltre, ha vinto il primo premio al concorso nazionale Premio Centro alla Drammaturgia per testi di monologhi 2012. 

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Martedì 27 gennaio 2026, ore 21

VIAGGIOADAUSCHWITZ a/r

Scritto e interpretato da Gimmi Basilotta

Regia di Luciano Nattino

Scenografie: Gimmi Basilotta

Musiche suonate dal vivo di Isacco Basilotta

Compagnia Il Melarancio

Biglietti: 7 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

Inquinamento a Torino, interrogazione di Ravinale (AVS) in Regione

Dire che a Torino le molecole di carbonio sarebbero “meno tossiche” non è solo scientificamente infondato, è pericoloso. “Quelle che sento in giro sono accuse allarmistiche e senza fondamento. E dico una cosa in più: le molecole di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove, lo proveremo con studi scientifici ad hoc”.

Invece è di questi giorni la notizia che riprende i dati definitivi 2025 del progetto nazionale “CAMBIAMO ARIA. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane”, promosso da ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente, in collaborazione con l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign: Torino è seconda per inquinamento da PM 2,5, l’inquinante più pericoloso per la salute: la centralina di Rebaudengo ha registrato nel 2025 medie annue ben superiori alle soglie di sicurezza, quattro volte oltre il limite OMS (5). Ancora più grave il dato sui superamenti giornalieri: contro un massimo consentito di 18 giorni UE, Torino è arrivata a 206 giorni oltre i 25 µg/m³; rispetto alla raccomandazione OMS (4 giorni oltre i 15 µg/m³), Torino tocca i 173 giorni.

Il nostro assessore all’Ambiente questa vota si è spinto oltre i confini della realtà, arrivando a stravolgere le leggi della chimica.

L’affermazione dell’Assessore è di un pianeta diverso rispetto a ciò che oggi ci dicono i dati, per questo abbiamo chiesto con quali e quanti fondi si intende finanziare gli studi scientifici ad hoc per dimostrare che “le molecole” di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove. E poi quali siano i soggetti finanziati, o come si intenda selezionarli.

Attendiamo intanto ancora le risposte alle interrogazioni depositate negli scorsi mesi sulle altre attività di implementazione del Piano Qualità dell’Aria – dai biocarburanti ai filtri – che secondo la Giunta consentirebbero di scongiurare il blocco dei diesel Euro 5 ma su cui non c’è nessuna certezza.

Di fronte al fatto che l’inquinamento uccide e chi vive a Torino ha la certezza di essere più esposto a inquinanti pericolosi, serve serietà non generiche rassicurazioni e fantasiose teorie per minimizzare una delle questioni più gravi e urgenti per il Piemonte.

Muore 19enne trovato per strada privo di conoscenza

/

E’ ancora sconosciuta la causa della morte di un ragazzo di 19 anni, trovato nella notte senza vita all’angolo fra corso Marconi e via Nizza, a San Salvario di Torino. Potrebbe essere stato investito mentre attraversava la strada ed essere stato abbandonato lì da un pirata della strada  che lo ha investito.

Sul posto verso le 3 di mattina è giunta la polizia municipale. Il ragazzo era in condizioni gravissime e a nulla sono valse le manovre di rianimazione prima di trasferirlo d’urgenza al Cto, dove è  morto poco dopo.

TAV, i gravi ritardi costano caro all’economia e al lavoro. Chi chiederà scusa? 

/

IL COMMENTO

Caro Direttore,
A proposito dei rilievi della Corte dei Conti europea sull’aumento dei costi per la costruzione della TAV vedo che chi interviene pensa al proprio ruolo ma all’interesse nazionale chi ci pensa ? Per capirci la TAV per la nostra economia è molto più importante del Ponte. La TAV e’ l’anello centrale di un corridoio ferroviario lungo circa  3.000 km che attraversa Paesi che producono 1/5 del PIL europeo e incrocia altri corridoi ferroviari Sud Nord che valgono anch’essi oltre il 40% del PIL europeo. Oltre a creare vantaggi economici importanti nei prossimi decenni , la TAV , trasferendo traffico merci e passeggeri dalla strada alla rotaia , migliorerà nettamente l’ambiente e farà diminuire il numero molto alto di cittadini europei che muoiono prima per problemi di respirazione. Ogni ritardo nel costruirla danneggia tutti noi a partire dalla crescita della economia e del lavoro. Per un Paese con un Debito Pubblico di 3000 miliardi che costa 90 miliardi di interessi, sottratti alle spese più importanti come Scuola, Salute e Ricerca, la Crescita deve essere il primo obiettivo. Dopo i fatti di Venaus il Governo Berlusconi nel 2006 istituì l’Osservatorio presieduto da Mario Virano e chiese di modificare il progetto. Il progetto fu corretto da Virano nel 2011 e ora è assolutamente meno impattante ma ci si mise altri 4 anni per definire il progetto con il relativo costo. Nell’ultima Legge Finanziaria del Governo Berlusconi, novembre 2011,  fu inserita la norma che consentiva di proteggere il cantiere definendolo di interesse nazionale . Una norma che ho l’onore di aver illustrato nelle Commissioni parlamentari come Sottosegretario di Stato ai trasporti. Grazie a quella norma e all’impegno del Comune di Chiomonte , di alcune coraggiose imprese locali e al forte impegno delle forze dell’ordine , fu costruita la galleria di sicurezza che ora sarà strategica per i lavori di costruzione della tratta italiana del tunnel ( la tratta francese è già in costruzione da tempo perché nessun francese si sogna di andare a tirar pietre o altro a un cantiere così importante. In Francia il senso dello Stato è molto alto). . I ritardi incidono sui costi, ritardano le ricadute positive sulla economia locale , ritardano la assunzione di lavoratori che nella attesa fanno fatica a vivere , cosa mi pare cui molti incaricati di seguire l’opera non pensano. Di più. Dalle elezioni del  2018 nacque il primo Governo Conte ostile all’opera . Solo la nostra grande Manifestazione di piazza Castello del 10.11.2018 fece cambiare idea e il 7.8.2019 il Senato col voto decisivo della Lega boccio la Mozione NOTAV dei Cinquestelle. Purtroppo anche durante il Governo Conte PD l’opera stette ferma . Al ritardo politico si aggiunse il ritardo dovuto al Covid. I lavori dalla parte italiana anche in questo periodo procedono con molta lentezza e l’entrata in funzione dell’opera è stata spostata al 2033/4. Nel frattempo ogni anno tre milioni di tir passano  il versante francese attraverso Ventimiglia e i trafori del al Frejus e del Bianco, congestionando le autostrade e inquinando.  In questi anni in Svizzera sono stati costruiti due tunnel simili a quello della TAV. Nel frattempo il PIL procapite della Bassa Valle e’ sceso ai livelli delle regioni del Sud. Per fortuna alcuni  ragazzi valsusini nel frattempo hanno preso il diploma da macchinisti a Bologna e ora sono stati assunti dalle aziende private che gestiscono il trasporto merci su ferrovia.  A dimostrare che al trasporto green ci crediamo perché vogliamo bene al nostro Paese e ai nostri figli, nel 2009, quando ero al governo, feci approvare la norma del FERROBONUS , l’incentivo alle aziende a usare il trasporto merci su rotaia . Siamo stati i primi in Europa e all’epoca Greta andava ancora l’asilo. L’Italia cioè non costruisce solo le reti ferroviarie ma si è data un incentivo che spinga ulteriormente le aziende a scegliere il trasporto su rotaia. Siamo più green noi che non molti che si dicono ambientalisti e si battono contro la TAV.  In questi lunghi anni I costi sono sicuramente aumentati di tre miliardi di euro. Mi fido della assicurazione del Direttore della TELT, Bufalini, che i lavori termineranno nel 2033. Mi piacerebbe però che la Regione insieme al bravissimo Commissario MAUCERI riuscisse a supportare molto meglio i Comuni nella realizzazione di tutte le opere di compensazione concordate nei mesi scorsi.  Se tutti capiamo che quando ci sarà la TAV, Torino sarà nel centro della futura rete di trasporti merci e passeggeri europea con enormi ricadute . Se in Val Susa tutti capissero che attorno alla nuova Stazione internazionale e alla linea ferroviaria verso Torino i terreni si valorizzeranno come mai prima, allora i prossimi anni saranno anni di attesa del meglio e non di paura di mostri immaginari. Capirlo ora ci aiuterà molto, capirlo dopo che l’opera sarà realizzata sarà una magra consolazione.
Mino GIACHINO 
SITAV SILAVORO

La cura passa anche dagli animali: protocollo per la veterinaria sociale

 

Prendersi cura di un animale significa spesso prendersi cura anche di sé. È da questa consapevolezza che prende forma il nuovo Protocollo d’intesa presentato  a Palazzo Civico, un accordo che riconosce il valore della relazione tra persone in condizioni di fragilità e animali d’affezione come strumento concreto di promozione della salute e del benessere, secondo l’approccio One Health.

L’iniziativa vede uniti la Città di Torino, l’ASL Città di Torino, l’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Veterinarie, l’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Torino e la LAV – Lega Anti Vivisezione, sede di Torino. Un’alleanza istituzionale e sociale che punta a rendere pienamente operativo l’ambulatorio veterinario sociale di via degli Abeti 16, garantendo cure medico-veterinarie gratuite o a condizioni agevolate alle persone residenti in città e seguite dai servizi sociali.

Il Protocollo si inserisce nel solco delle politiche di tutela degli animali d’affezione e di prevenzione del disagio sociale, valorizzando il ruolo che il legame uomo–animale può avere sul piano fisico, psicologico ed emotivo, soprattutto per le persone più vulnerabili. Un modello che integra salute umana, animale e ambientale e che trova applicazione concreta nella collaborazione strutturata tra enti pubblici, professionisti e terzo settore.

Tra gli obiettivi principali dell’accordo figurano il rafforzamento dell’attività settimanale dell’ambulatorio veterinario sociale, la presa in carico tempestiva delle situazioni segnalate dai servizi sociali, la promozione di attività di formazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e il sostegno a interventi integrati nei casi più complessi, a tutela sia della persona sia dell’animale.

Il Protocollo, della durata di tre anni a partire dal 15 gennaio 2026, potrà essere ampliato ad altri enti del terzo settore e prevede l’istituzione di un Tavolo di confronto e monitoraggio per valutare periodicamente l’efficacia delle azioni intraprese. Il primo incontro del Tavolo si è svolto subito dopo la presentazione ufficiale.

«Con questo Protocollo rendiamo pienamente operativo un servizio fondamentale che riconosce il valore profondo della relazione tra le persone e i loro animali d’affezione, soprattutto per chi vive in condizioni di fragilità», ha dichiarato Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche Sociali della Città di Torino, sottolineando come l’accesso alle cure veterinarie rappresenti un sostegno concreto alla salute e alla dignità delle persone.

Un concetto ribadito anche dall’assessore alla Tutela Animali Francesco Tresso, che ha ricordato come a Torino siano censiti oltre 80mila cani e 16mila gatti: «Numeri che raccontano una città in cui il legame con gli animali è sempre più centrale, soprattutto in una realtà dove quasi la metà delle famiglie è composta da una sola persona».

Dal punto di vista sanitario, Carlo Picco, direttore generale dell’ASL Città di Torino, ha evidenziato il valore strategico dell’ambulatorio veterinario sociale, che finora ha già visitato oltre 150 animali, effettuando esami diagnostici e vaccinazioni: «Da oggi l’attività sarà ulteriormente incrementata, offrendo cure gratuite agli animali delle persone seguite dai servizi sociali».

Un ruolo importante è affidato anche all’Università di Torino. Come spiegato da Tiziana Civera, vice direttrice vicaria del Dipartimento di Scienze Veterinarie, il Protocollo rappresenta un’opportunità di didattica, ricerca e Terza Missione, oltre che un’occasione formativa per gli studenti, chiamati a sviluppare competenze trasversali e relazionali.

A supporto dell’iniziativa interviene l’Ordine dei Medici Veterinari di Torino, che – come ricordato dal presidente Massimo Stramazzo – coinvolgerà i liberi professionisti per prestazioni non erogate dall’ambulatorio sociale a costi concordati, rafforzando la rete delle cure veterinarie sul territorio.

Infine, la voce del terzo settore con Francesca Mandarini, responsabile LAV Torino, che ha sottolineato come la veterinaria sociale sia uno strumento fondamentale per prevenire abbandoni, rinunce di proprietà e maltrattamenti: «Siamo orgogliosi che Torino abbia scelto di garantire il diritto alla cura anche agli animali, affinché nessuno resti escluso».

Un Protocollo che mette al centro una relazione spesso invisibile, ma capace di fare la differenza nella vita quotidiana di molte persone: quella tra fragilità umana e affetto animale.

TorinoClick