Una valanga uccide lo scialpinista Cala Cimenti
E’ morto ieri pomeriggio sepolto da due metri di neve, in Alta Valle di Susa, Carlalberto Cimenti, noto come ‘Cala’, travolto da una valanga con il compagno di escursione Patrick Negro.
I due sci alpinisti, sono stati recuperati dal Soccorso Alpino nella zona della Cima del Bosco e del Col Chalvet, tra i comuni di Cesana e Sauze di Cesana. I familiari, non avendo visto i due amici rientrare hanno chiamato i soccorsi. La valanga è scesa a valle per duecento metri lungo un canalone.
46enne peruviana arrestata per tentata rapina
In via Scarlatti si è sentita strattonare di spalle per poi trovarsi faccia a faccia con un’altra donna, sua connazionale. Quest’ultima stava tentando di impossessarsi del suo zainetto ma lei non glielo ha permesso. Lo ha trattenuto con forza da uno spallaccio ma la ladra non ha mai mollato la presa, anzi, ha continuato a strattonarla e ne è nata una colluttazione. Sono finite entrambe al suolo e solo in questa circostanza l’uomo che l’accompagnava si è dato alla fuga. La vittima, per scongiurarne la fuga, ha trattenuto la rapinatrice per i capelli. Solo dopo è riuscita a contattare la Polizia. Giovedì mattina gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato la donna, una 46enne originaria del Perù con precedenti di Polizia, per tentata rapina. Contestualmente gli operatori sono stati avvicinati da un’altra donna che affermava di essere stata derubata della borsa poco prima all’interno di un supermercato di zona. I poliziotti sono riusciti a recuperare le immagini del circuito di video sorveglianza del locale riconoscendo che si trattava della stessa donna. Per questo motivo la quarantaseienne è stata anche denunciata all’Autorità Giudiziaria per furto.
Torino: Spaccata con tombino in panetteria
Arrestati in due dagli agenti della Squadra Volante
È passata da poco l’una della notte quando un residente di via Nicola Fabrizi viene svegliato dal rumore di vetri infranti. L’uomo vede ode voci e vede delle persone che “trafficano” nei pressi di una panetteria. A un certo punto, una di queste persone intima ad altre due che sono all’interno dell’esercizio di allontanarsi. Cosa che i tre fanno in direzione di piazza Risorgimento. Nel frattempo, il residente avvisa la polizia indicando la via di fuga dei tre.
Ricevute le descrizioni delle persone, gli agenti della Squadra Volante intervenuti, individuano in corso Tassoni due dei tre membri del gruppo. Entrambi vengono fermati dai poliziotti: il primo in corso Regina dopo aver tentato di occultare delle banconote dietro una cancellata e il secondo, invece, poco dopo in corso Svizzera. Il primo viene trovato con le mani sporche di sangue, le cui macchie verranno rinvenute anche sulla banconote poi recuperate dagli agenti.
I due, un italiano di 27 anni e un cittadino marocchino di 26, entrambi con precedenti di polizia, verranno poi arrestati per tentato furto in concorso.
Tornati sul luogo del delitto, gli agenti appureranno poi che il gruppo, utilizzando un tombino, aveva infranto una vetrata attraverso la quale si erano introdotti, impossessandosi di denaro contante presente in cassa per quasi 150 euro.
“Quei pali della luce sono pericolosi”
Caro direttore, diversi cittadini, preoccupati dalle condizioni dei pali della luce, ci hanno segnalato ed abbiamo constatato con sopralluogo insieme ad una delegazione di essi, che in via Goytre ci sono diversi pali con profonde crepe. La situazione più critica è presente all’altezza del civico 21.
Senzatetto trovato morto in un dehors
Un senzatetto è stato trovato privo di vita questa mattina nel dehors di un bar del centro, l’allarme è stato dato dal proprietario del locale.
La polizia ha identificato il clochard, un 59enne di origini marocchine che lavorava come fioraio al mercato di via San Secondo. L’uomo dopo aver perso il lavoro, ha vissuto nella sua auto. Persa anche questa è finito in strada. La morte è avvenuta per cause naturali.
Un cittadino rumeno di 43 anni, residente a Torino, è stato arrestato dagli agenti della Polizia Ferroviaria nella stazione di Torino Porta Susa in quanto destinatario di un Ordine di Carcerazione, emesso dal Tribunale Ordinario di Torino.
L’uomo è stato controllato in stazione durante i quotidiani servizi di vigilanza. Accompagnato dagli agenti presso gli uffici di polizia, è risultato destinatario di un Ordine di Carcerazione emesso nel mese di marzo 2019 dal Tribunale di Torino a seguito di una condanna definitiva per il reato di lesioni aggravate dovendo espiare la pena complessiva di 5 mesi e 17 giorni di reclusione, nonché la multa di 60 euro.
L’uomo, con numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, è stato arrestato ed associato presso la locale Casa Circondariale.
Due arresti per spaccio nel quartiere Mirafiori
Gli agenti del commissariato fermano due pusher
Mercoledì, la polizia giudiziaria del Commissariato Mirafiori ha fermato un senegalese che aveva appena ceduto varie dosi a due acquirenti nei pressi della passerella olimpica. Erano solo le 11 e aveva già incassato quasi 1000 euro. L’uomo arrestato, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti di polizia per reati connessi agli stupefacenti, in più era ricercato: su di lui pendeva un mandato di cattura per scontare una pena di 7 mesi in carcere.
Nel pomeriggio, invece, sempre nel quartiere di Mirafiori, la volante del commissariato intercetta una vecchia conoscenza: un cittadino nigeriano del 2001, con precedenti di polizia per spaccio, rapina e lesioni. All’atto del controllo, in via Pio VII il ragazzo tenta la fuga dentro un condominio, ma viene fermato e arrestato. In Commissariato lo conoscono bene, viene due volte a settimana per adempiere ad un obbligo di firma per reati commessi quando era ancora minorenne. Pochi giorni fa i poliziotti lo avevano anche sanzionato amministrativamente perché si era presentato dai poliziotti con addosso uno spinello. Ieri gli è andata peggio: dalla perquisizione domiciliare sono stati trovati e sequestrati oltre 3 etti tra hashish, marijuana e cocaina, un cellulare, materiale per il confezionamento delle dosi e 150 euro in contanti.
Un arresto della Polizia di Stato
È accaduto martedì mattina. Erano pronti per scappare con la refurtiva “nei sacchi” quando è sopraggiunta la Polizia, a seguito di una segnalazione. All’interno della piscina abbandonata di via Gottardo, adiacente il Parco Sempione, i due credevano di agire indisturbati. Avevano riempito due interi bustoni di quelli neri XXL da giardinaggio, uno con ben 6 kg di tubature in rame, l’altro con un cavo plastico e un pezzo in ghisa, riconducibile ad un macchinario utilizzato per aspirare sul fondo delle piscine, di circa 7 kg. La tubatura, in origine un pezzo unico, era stata accuratamente tagliata in piccoli pezzi che avevano anche ripiegato su sé stessi, utilizzando lo spigolo di un muro, per riuscire a trasportarli più facilmente.
I due, alla vista dei poliziotti, si sono dati alla fuga a mani vuote. Hanno scavalcato la recinzione del campo sportivo e una volta all’interno del parco si sono diretti verso la stazione ferroviaria Rebaudengo. Grazie alle descrizioni fornite dal testimone, gli agenti hanno rintracciato immediatamente uno dei due soggetti, un 35enne rumeno, nella zona retrostante la stazione. L’uomo, con diversi precedenti per reati contro il patrimonio, resistenza a Pubblico Ufficiale e danneggiamento è stato arrestato per tentato furto aggravato. Il trentacinquenne aveva tentato di impossessarsi di materiali che gli avrebbero garantito entrate facili.
Torino: rovista tra le auto e minaccia i passanti
Ventisettenne italiano arrestato
Nel primo pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti del commissariato San Donato ricevono la segnalazione di un soggetto che, dopo aver tentato di aprire alcune auto in sosta, sta rovistando all’interno di una di queste. Giunti sul posto, i poliziotti trovano il veicolo aperto, senza però notare alcun individuo nei paraggi. Pochi minuti dopo, due cittadini si rivolgono agli operatori, segnalando la presenza della stessa persona alcuni metri più avanti, impegnata nella medesima attività delittuosa. Raggiunta l’auto in questione trovano l’uomo, un cittadino italiano di 27 anni, con un paio di forbici in mano, rovistare tra i sedili. Gli agenti richiamano la sua attenzione, invitandolo a posare l’oggetto in suo possesso. Al suo diniego, questi viene disarmato e bloccato. Nel tentativo di darsi alla fuga, il ventisettenne inizia a spintonare i poliziotti, proferendo loro svariati insulti e minacce. Perquisito, viene trovato in possesso di un set di chiavi a brugola, e di un paio di auricolari con una chiavetta usb, provento di furto. Il soggetto viene arrestato e condotto da un’altra pattuglia presso gli uffici del commissariato. Agli agenti rimasti sul posto per ulteriori accertamenti, si avvicina un cittadino, raccontando di aver riconosciuto nell’uomo fermato poco prima, il suo aggressore. La vittima riferisce di essere stata precedentemente avvicinata dall’italiano e, mentre legava la propria bici alla rastrelliera, questi l’aveva afferrata con forza minacciando di portargliela via se non avesse lasciato dei soldi. L’uomo aveva provato a tranquillizzare il reo, senza successo. Nel tentativo di mitigare la situazione, la vittima si era poi proposta di accompagnarlo al bar per offrirgli qualcosa. Dopo essersi rifocillato, l’aggressore era però tornato a rivolgere minacce sempre più insistenti per poi infine desistere dal suo intento ed allontanarsi.
Scattate le manette per furto, minaccia e resistenza a P.U e denunciato per oltraggio a P.U, estorsione, possesso ingiustificato di chiavi alterate e per aver fatto ritorno nel comune di Torino nonostante avesse all’attivo un foglio di via obbligatorio della durata di 3 anni emesso dal Questore di Torino.