CRONACA- Pagina 1055

Mesta cerimonia per la Giornata dell'Unità nazionale e della Bandiera

Si è svolta stamattina a Torino una manifestazione davanti all’Alfiere sardo in piazza Castello per celebrare, con un giorno di ritardo, la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’ Inno e della Bandiera stabilita per legge il 17 marzo. In effetti la festa, inventata dopo il 2011, e’ un pasticcio ideato dal sottosegretario montiano Paolo Peluffo che mescola insieme dei riferimenti storici diversi senza alcun criterio. Infatti esisteva già una festa della Bandiera tricolore il 7 gennaio, così come il IV novembre, invece di ricordare la Vittoria come sarebbe logico , si ricorda da tempo l’Unita ‘ nazionale. Il 17 marzo in effetti sarebbe l’anniversario della proclamazione del Regno d’Italia ,avvenuta a Torino a Palazzo Carignano , ma si preferisce parlare di Unità ,anche se nel 1861 mancavano all’Unità il Veneto, Roma, Trento, Trieste, l’Istria e Fiume . La giornata di quest’anno a Torino e’ stata miserevole, malgrado l’impegno delle associazioni d’arma e in particolare del gen. Cravarezza, benemerito animatore di tante iniziative storiche e patriottiche. Il vice sindaco Molinari- assente Appendino – ha fatto un svogliato ed acido intervento di cinque minuti in cui è riuscito a non fare neppure un cenno al monumento sotto il quale parlava, ma a delineare invece spunti smaccatamente politici su immigrazione e autonomie regionali che nulla c’entravano con la ricorrenza storica del 17 marzo. Altre autorità non si sono viste. In dieci minuti la cerimonia e’ tristemente finita. Il prossimo anno non parteciperò’ più ad una festa che andrebbe rivista perché la formulazione voluta da Peluffo- personaggio ormai felicemente “pensionato” al CNEL – e’ un assurdo perché mescola insieme richiami storici non omogenei che non ha senso richiamare insieme in quella data. Se poi a parlarne e’ il solo vice sindaco – profeta della “decrescita felice”, l’esito finale non può non essere che assolutamente negativo , come e’ accaduto stamattina. Mi rifarò stasera andando a protestare in piazza Palazzo di Città contro la Ztl a pagamento fino alle 19,30 .
 

Pier Franco Quaglieni

Relazione sessuale tra donna di 42anni e ragazzino 14enne amico della figlia

Un’infermiera di 42 anni ha avuto per oltre un anno una relazione sessuale con un ragazzino 14enne, amico della figlia. Insieme  hanno anche consumato droga. La donna, residente nella provincia di Torino è stata arrestata dai carabinieri di Leini. E’ accusata di atti sessuali con un minore e cessione di stupefacente. I carabinieri e la Procura di Ivrea hanno scoperto che la relazione è durata dal mese di dicembre 2017 a gennaio di quest’anno.

Furti in hotel: il ladro usava un grattaschiena per rubare

In una struttura alberghiera di via Sacchi a Torino alcuni clienti avevano costatato nei giorni precedenti alcuni ammanchi in occasione di momenti di maggiore affluenza. Gli agenti del Commissariato “San Secondo” predisponevano pertanto, in occasione di un incontro di calcio, un servizio di controllo. I poliziotti indirizzavano le loro attenzioni su di  un cittadino straniero che sostava all’interno dell’hall da circa 30 minuti senza aver fatto alcuna richiesta al personale della struttura. Il 51enne peruviano non essendo in grado di motivare la sua presenza veniva controllato dai poliziotti che lo trovavano in possesso di un grattaschiena estendibile con mano in metallo telescopico modificato, utilizzato tipicamente per commettere furti con destrezza. Lo straniero veniva denunciato per porto ingiustificato di chiavi o grimaldelli.

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M.Iar.

In manette tris di pusher

Durante un mirato servizio di prevenzione e repressione dei reati connessi allo spaccio di stupefacenti, gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato tre cittadini stranieri per detenzione di marijuana e cocaina. Un senegalese di 24 anni e un gabonese di 19, con precedenti di Polizia e irregolari sul Territorio nazionale, sono stati notati mentre prelevavano ovuli di stupefacente dalla bocca per cederli ad un acquirente in cambio di denaro. Gli agenti provvedevano a fermare tutti e tre i soggetti. L’acquirente è stato sanzionato amministrativamente per la detenzione di cocaina mentre gli altri due sono stati arrestati per il medesimo titolo di reato in quanto oltre ad aver deglutito ovuli di stupefacente all’atto del controllo, come confermato dagli esami radiologici, sono stati trovati in possesso di oltre 200 euro in contanti, probabile provento dell’attività di spaccio. Mentre, sempre in corso Principe Oddone, è stato arrestato un nigeriano di 23 anni poiché deteneva 18 dosi di marijuana e 3 di cocaina. 

Ladri di biciclette, sempre di moda

Sono passati oltre sessant’anni dal film ‘Ladri di biciclette’ di Vittorio De Sica, uno dei maestri del neo-realismo italiano. Eppure i furti delle due ruote proseguono e c’è anche chi finisce in carcere come è accaduto venerdì sera a Torino dove una donna era stata notata da un passante armeggiare vicino ad una bici da passeggio che risultava assicurata agli stalli per biciclette presenti in via Carlo Alberto. Non sono bastate le due catene che la tenevano fissata agli alloggiamenti, sia nella parte anteriore che posteriore a far desistere la ladra nel compiere il furto. Con una grossa tronchese ha spezzato le catene e a bordo di un’altra bici si è diretta contromano lungo via Maria Vittoria in direzione piazza San Carlo trascinando con la mano destra la refurtiva. Gli agenti della Squadra Volante avevano visto la scena e contestualmente era giunta anche la segnalazione della Centrale Operativa. La donna, una 50enne italiana con diversi precedenti, ha provato a garantirsi la fuga scappando tra le vie Santa Teresa-Milano, piazza della Repubblica e corso Regina Margherita dove veniva fermata all’angolo con via Lungo Dora Savona. 

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Massimo Iaretti

 

Questa volta i malviventi non ce l'hanno fatta: sventata truffa agli anziani

I reati a danno degli anziani sono, se possibile, ancora più odiosi. Non sempre, però le cose vanno bene a truffatori e ladri. Così è accaduto che siano finite in manette due persone cadute nella rete dei controlli previsti dal “Progetto Medusa”, concepito dal Questore, Francesco Messina, con la finalità di contrastare i fenomeni predatori ai danni delle persone anziane ad opera di malviventi specializzati. Personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto, per il reato di tentata truffa aggravata , V.C., classe 1970, e F.O., classe 1985, entrambi con precedenti di Polizia. I due, a seguito dell’udienza di convalida, sono stati collocati agli arresti domiciliari. Erano stati notati, lo scorso mercoledì, a bordo della propria auto mentre percorrevano i controviali del centro città a bassa velocità come se stessero cercando qualcuno. Poco dopo si fermavano nei pressi di un palazzo in zona Barriera Milano dove la donna V.C. scendeva dal veicolo, suonava ad un citofono ed entrava all’interno di uno stabile mentre l’uomo aspettava a bordo strada. Successivamente, una volta lasciato lo stabile, la coppia veniva costantemente monitorata dai poliziotti che li fermavano dopo aver accertato che avevano tentato una truffa ai danni di una donna di 85 anni. La donna si era presentata in casa della vittima come addetta della sua banca ed aveva tentato di sottrarle denaro, monili e bancomat dicendole che doveva procedere ad un controllo. Tuttavia, l’inaspettata visita di una vicina dell’anziana signora aveva indetto la truffatrice a desistere impedendo la consumazione della truffa.

M.iar.

Tutto il necessaire per lo scasso era nascosto nell'auto

Nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal
Questore, Francesco  Messina,  volti a prevenire il degrado sociale  e la
criminalità diffusa, è stato effettuato un controllo straordinario del territorio
nell’area   di   competenza   del   Commissariato   “San   Secondo”
che   ha coordinato l’attività con il supporto di personale del Reparto Prevenzione
Crimine e della Polizia Municipale di Torino. Mercoledì   mattina   gli   operatori   procedevano,   in   corso   Orbassano,   al controllo di un’autovettura con a bordo quattro cittadini dell’Est Europa. Uno di questi, il conducente, non aveva alcun documento al seguito mentre
gli altri tre erano entrati in Italia regolarmente nei giorni precedenti. Dai successivi accertamenti è emerso che il ragazzo, cittadino romeno di 31 anni, aveva diversi precedenti di polizia a suo carico e, sotto un altro nome, risultava anche destinatario di un Ordine del Questore a lasciare il territorio dello Stato. Per questi motivi veniva denunciato all’Autorità Giudiziaria per inottemperanza alle prescrizioni imposte e sanzionato per guida senza patente. Gli   agenti   del   Commissariato   “San   Secondo”   procedevano   anche   alla successiva perquisizione del mezzo. All’interno del baule, precisamente nel vano ove viene ubicata la ruota di scorta, i poliziotti rivenivano diverso materiale   connesso   alle   attività   di   scasso:   un   grimaldello   in   metallo utilizzato per aprire le porte anche se blindate, una chiave inglese, una chiave tubolare, un cacciavite cerca fase, una forbicine a punta, una luce led ed uno attrezzo utilizzato, con molta probabilità, come disturbatore di frequenze. Tutto il materiale veniva sottoposto a sequestro penale ed il 31enne denunciato in stato di libertà per possesso ingiustificato di chiavi
alterate o grimaldelli.Nel   contesto   del   medesimo   servizio   venivano   controllati   2   esercizi commerciali e identificate complessivamente 16 persone. In via Sacchi, un cittadino del Bangladesh veniva denunciato all’Autorità Giudiziaria per acquisto di cose di dubbia derivazione poiché all’interno del suo negozio deteneva 18 telefoni cellulari, 3 tablet e 5 notebook senza alcuna ricevuta o attestazione che ne dimostrasse la lecita provenienza.
(Foto: il Torinese)

Stalker in carcere. Prendeva a calci e pugni la porta dell'ex compagna

A Torino è finito in manette un giovane stalker. Infatti, un uomo di 35 anni nato in Marocco è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato per il reato di stalking ai danni della sua ex compagna. La donna, esasperata, aveva chiamato la Polizia perché non riusciva a fargli togliere il dito dal citofono e a farlo smettere di dare continui calci e pugni alla porta dell’abitazione. E’ accaduto domenica mattina, quando l’ex ha visto il chiavistello della porta inserito ha perso il controllo. La loro relazione si era conclusa lo scorso mese dopo più di dieci anni caratterizzati da comportamenti violenti e minacce per futili motivi nonché continue e immotivate richieste di denaro. In passato sotto l’effetto dell’alcol aveva spaccato televisori, tavoli, piatti e bicchieri lanciandoli contro i muri. La donna, nonché mamma di tre bambini, aveva dato la possibilità al padre di vedere i suoi figli, ma puntualmente si presentava alle visite ubriaco e permaneva in casa contro la sua volontà.

M.Iar

 

Centinaia di clienti truffati da un assicuratore

La Polizia di Stato del Commissariato di Ivrea-Banchette ha identificato e indagato a piede libero un assicuratore residente nella città eporediese che aveva consumato numerose truffe facendo credere alle vittime di stipulare delle polizze con alcune compagnie assicurative mediante il pagamento in contanti del premio. In seguito, il truffatore, non versava il premio alla compagnia e non attivava il contratto. L’uomo è adesso indagato per truffa dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea.L’intera vicenda è stata scoperta in virtù di un controllo di Polizia effettuato su strada dalle volanti del Commissariato di Ivrea. Altri truffati, invece, si sono accorti del raggiro casualmente, in seguito a sinistri stradali o ad eventi vandalici.In alcuni casi, le vittime venivano indotte anche a stipulare delle assicurazioni per tutelare la propria abitazione ed altri mezzi di trasporto oppure corrispondevano al truffatore un premio maggiorato, per la partecipazione ad un’inesistente società di cui il medesimo era presidente.Tra i clienti truffati compaiono anche delle strutture pubbliche come asili nido e scuole.L’indagine ha portato alla luce centinaia di casi tuttora in fase di valutazione.I falsi contratti di assicurazione riguardano RCA di autoveicoli, ma anche polizze vita e polizze pensionistiche.

Massimo Iaretti

GRAZIE A UN CITTADINO MESSI IN FUGA LADRI E RECUPERATO UN VEICOLO

Oggi un anziano cittadino di passaggio in via Pietro Bonfante in zona Mirafiori notando degli individui che armeggiavano in modo sospetto su un furgone ha allertato la Centrale operativa della Polizia municipale. I soggetti, come ha poi raccontato il cittadino rimasto sul posto fino all’arrivo di una pattuglia, avevano smontato le targhe di un furgone, probabilmente per sostituirle con altre (false o rubate) per sfuggire ai controlli di telecamere. All’arrivo degli Agenti i malviventi si sono dileguati, abbandonando il veicolo. Si tratta di un furgone rubato a un’azienda, a bordo del quale c’erano ancora merce e denaro per un valore complessivo superiore ai diecimila euro. Tutto è stato restituito ai legittimi proprietari.Il merito va al cittadino che ha attivato tempestivamente l’intervento della Polizia Municipale garantendo il recupero di veicolo e refurtiva.